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Turismo nei piccoli borghi, boom dell’Abruzzo: Tortoreto in corsa per Luminous Destinations 2027

Numeri straordinari e storici per il turismo in Abruzzo! Nei primi sette mesi del 2026, la nostra regione si è piazzata al secondo posto in tutta Italia per la crescita vertiginosa delle presenze nei piccoli Comuni (+10,9%), abbattendo il record degli 8,8 milioni di presenze dello scorso anno. A trainare letteralmente il comparto economico è la Provincia di Teramo. Proprio cavalcando questi flussi immensi, la ridente cittadina balneare di Tortoreto ha deciso di candidarsi ufficialmente e con largo anticipo a “Luminous Destinations 2027”, il prestigiosissimo progetto ideato da Visit Italy. L’obiettivo? Entrare nella strettissima Top 10 delle mete italiane più all’avanguardia nello sviluppo di un turismo intelligente e sostenibile, capace di generare ricchezza senza distruggere il territorio. La severissima Giuria d’Onore premierà le città più virtuose nel mese di febbraio alla BIT di Milano (la Borsa Internazionale del Turismo). Leggi tutti i numeri del nostro successo regionale nell’articolo completo 👇

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Tortoreto_Torre_dell'Orologio

Tortoreto (Teramo) – Il paradigma del turismo nazionale sta vivendo una fase di profonda e irreversibile trasformazione genetica. Lungi dall’essere unicamente concentrati sulle affollatissime, caotiche e ormai sature mete d’arte tradizionali o sulle grandi metropoli del Paese (sempre più schiacciate dal pericoloso fenomeno dell’overtourism), i flussi dei viaggiatori italiani e stranieri si stanno riversando con sempre maggiore insistenza e curiosità verso i centri di dimensioni minori.
In questa entusiasmante e modernissima rivoluzione delle abitudini di viaggio, la regione Abruzzo sta letteralmente recitando la parte del leone, sbaragliando la concorrenza e posizionandosi ai vertici assoluti delle classifiche nazionali. Secondo gli ultimi, inequivocabili e lusinghieri dati ufficiali appena elaborati e diffusi dal Ministero del Turismo, nei primissimi sette mesi di questo 2026 l’Abruzzo ha fatto registrare una clamorosa e formidabile crescita delle presenze turistiche nei piccoli e medi Comuni. Parliamo di un balzo in avanti formidabile, quantificabile in un eccellente +10,9% se messo in diretto raffronto con lo stesso identico periodo dell’anno precedente. Un segnale fortissimo, inequivocabile e strutturale, che dimostra empiricamente come le dinamiche dell’accoglienza stiano virtuosamente premiando le località capaci di offrire autenticità, aria pulita, ritmi di vita lenti, tradizioni enogastronomiche inossidabili e territori diametralmente diversi e affascinanti rispetto alle destinazioni classiche.

I numeri da record: la provincia di Teramo traina la regione

Questo formidabile andamento delle mete minori e dei borghi non è un fulmine a ciel sereno, ma si inserisce prepotentemente all’interno di una fase di espansione economica senza precedenti per l’intero comparto turistico regionale.
Basta infatti analizzare a fondo le statistiche per rendersene conto: soltanto nello scorso anno (il 2025), l’Abruzzo ha sfondato ogni suo precedente tetto massimo, raggiungendo la mostruosa e storica quota di ben 8,8 milioni di presenze complessive. Un incremento percentuale vertiginoso, calcolato in un pazzesco +23,29% rispetto alle performance dell’anno ancora precedente, secondo i solidi e incontestabili dati resi pubblici dagli uffici competenti della Regione. All’interno di questo scenario macroeconomico di pura e sfrenata euforia turistica, la bellissima provincia di Teramo ricopre senza ombra di dubbio il ruolo di indiscussa e trascinante locomotiva dell’intero sistema. Il territorio teramano aveva già messo in cassaforte numeri da capogiro nel lontano 2024, registrando sulle proprie spiagge e tra le proprie montagne oltre 3,27 milioni di presenze (pari a un pesantissimo 45,7% del totale regionale), confermandosi saldamente come la primissima e più importante provincia abruzzese per numero assoluto di pernottamenti. Un primato che è stato addirittura migliorato e consolidato nel 2025, anno in cui le presenze alberghiere ed extra-alberghiere nella provincia hanno fatto registrare un ulteriore e massiccio salto in avanti del +17,36%.

Tortoreto si candida ufficialmente a Luminous Destinations 2027

È proprio cavalcando l’onda di questo trionfale scenario di crescita strutturale, unito alla consapevolezza che i flussi stiano fortunatamente coinvolgendo anche mete molto al di fuori delle rotte più consolidate e commerciali, che si inserisce di prepotenza la coraggiosa e intelligentissima candidatura del Comune di Tortoreto (in provincia di Teramo) al prestigioso premio Luminous Destinations 2027.
La ridente e attrezzatissima località balneare abruzzese, celebre per le sue spiagge sconfinate e per la cura maniacale del suo verde pubblico, è infatti tra le primissime amministrazioni in tutta Italia ad aver aderito ufficialmente al rivoluzionario progetto ideato dal network turistico Visit Italy. Questo format è nato con uno scopo nobilissimo e innovativo: individuare, studiare e premiare ogni singolo anno le dieci migliori destinazioni italiane che stanno concretamente e fattivamente ripensando il proprio sviluppo economico e turistico, partendo non dalla cementificazione selvaggia, ma dall’equilibrio aureo del rapporto tra visitatori stagionali, fragilità del territorio e benessere della comunità locale. L’obiettivo finale, insomma, è quello di portare alla luce e premiare modelli virtuosi nei quali la crescita spietata del turismo non si misura più soltanto attraverso il mero e freddo aumento del numero delle presenze fisiche. Al contrario, si premia la reale capacità di una destinazione di generare opportunità lavorative e ricchezza tangibile per chi vive e presidia i territori per 365 giorni all’anno, preservandone gelosamente l’identità storica e rendendo estremamente più sostenibile e intelligente la gestione strutturale dei flussi di massa.

Le parole di Ruben Santopietro e la prestigiosa Giuria d’Onore

L’approccio innovativo del premio è stato ribadito con fermezza dai vertici dell’organizzazione nazionale. «Le prime entusiastiche candidature che stiamo ricevendo in queste settimane, a partire proprio da quella prestigiosissima e fortemente voluta di Tortoreto, ci stanno dimostrando inequivocabilmente che in Italia non esiste un solo e unico modello di destinazione turistica da poter valorizzare», ha spiegato ai cronisti Ruben Santopietro, dinamico CEO e fondatore carismatico di Visit Italy.
«Con questo nostro progetto», ha proseguito Santopietro, «vogliamo avere la forza di individuare ogni anno dei territori che siano sinceramente capaci di utilizzare il turismo come una potentissima leva economica e sociale per generare enormi opportunità per chi ci vive stabilmente, rafforzando la propria e inimitabile identità, rendendo l’accoglienza alberghiera molto più green e sostenibile, e riuscendo a distribuire molto meglio e più equamente sul territorio il gigantesco valore economico generato dai flussi dei viaggiatori». Per questo motivo, il numero effettivo degli arrivi, gli incassi alberghieri o la pura notorietà raggiunta non saranno affatto dei parametri determinanti nella scelta finale delle dieci località vincitrici. La severa Giuria d’Onore (che sarà presieduta e guidata dalla professoressa Roberta Garibaldi, esperta di Tourism Management presso l’Università degli Studi di Bergamo ed ex potentissima Amministratrice Delegata di ENIT) valuterà le singole candidature attraverso cinque criteri di altissimo profilo. A coadiuvare la professoressa in questo arduo compito ci saranno esperti indiscussi del calibro di Josep Ejarque, Nicola Bellini, Maria Elena Rossi, Vittorio Lepre, Carlotta Ferrari, Stefano Monti e Mariapina Trunfio, tutti luminari specializzati nel destination management, nell’economia del turismo, nello sviluppo territoriale, nell’innovazione tecnologica e nelle politiche di accessibilità per i disabili.

I cinque criteri di selezione e la finalissima alla BIT di Milano

Ma quali saranno, nel dettaglio, i temutissimi criteri utilizzati dai giurati per valutare candidature d’eccellenza come quella presentata da Tortoreto? Il primo scoglio da superare sarà dimostrare il beneficio reale per i residenti (la capacità di creare imprese e migliorare la qualità della vita).
Il secondo parametro analizzerà lo spietato impatto sul territorio (considerando gli effetti sull’ambiente, sulla cultura e sul patrimonio). Il terzo criterio riguarderà invece l’innovazione del modello (sperimentare nuovi approcci all’accoglienza e favorire la sinergia totale tra enti pubblici e aziende private). Seguirà la cosiddetta capacità narrativa (ossia il talento nel sapersi vendere e nel saper raccontare al mondo l’identità del luogo in modo moderno e accattivante) e, infine, l’accessibilità (l’impegno morale e strutturale nel rendere la destinazione fruibile a tutti e totalmente priva di barriere architettoniche). Le candidature dei Comuni potranno essere avanzate telematicamente per tutto l’autunno. Le dieci magiche e virtuose destinazioni italiane che supereranno questa spietata selezione potranno ricevere l’ambitissimo award ufficiale “Luminous Destination” nel corso di una scintillante e affollata cerimonia di premiazione pubblica. L’evento clou, che garantirà per 12 mesi alle città vincitrici una visibilità editoriale mostruosa su scala internazionale, si terrà il prossimo 9 febbraio 2027 all’interno degli storici ed enormi padiglioni della BIT (Borsa Internazionale del Turismo), l’evento fieristico per eccellenza organizzato da Fiera Milano. Tortoreto è scesa ufficialmente in campo, e l’intero Abruzzo fa il tifo per lei.

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La rivoluzione d’argento spegne le file alle Poste nel Reatino: dodici uffici toccano il 100% di pensioni digitali con l’App BancoPosta

I borghi della provincia di Rieti spengono le file per la riscossione del contante e i nonni sabini diventano i nuovi re della transizione digitale dello Stato! Poste Italiane ha certificato che in ben 13 uffici postali del Reatino (tra cui Micigliano, Roccantica e Varco Sabino) il 100% dei pensionati ha abbandonato la vecchia busta per accreditare la pensione su Libretti, Conti BancoPosta o Postepay Evolution. Un’opera di squadra eccezionale che vede oltre 1.200 ultraottantenni della provincia utilizzare quotidianamente l’App ufficiale “P” per pagamenti pagoPA e gestione del risparmio, supportati con onestà e calore dagli operatori di sportello. Un comfort funzionale perfetto che sposa i servizi della Pubblica Amministrazione del Progetto Polis. Scoprite la mappa dei comuni hi-tech nel nostro articolo! 👇

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Poste Italiane

Rieti – Un’onda silenziosa di modernità, autonomia e straordinario riscatto civile sta attraversando i borghi arrampicati sull’Appennino sabino, trasformando le abitudini quotidiane delle generazioni più mature in un’autentica officina di innovazione tecnologica 4.0. I meno giovani e i pensionati, quando si spogliano dei vecchi e polverosi cliché dell’isolamento burocratico, si riscoprono i veri protagonisti della transizione digitale dello Stato, abbattendo con spavaldo ottimismo le barriere del pregiudizio anagrafico e le nevrosi delle lunghe attese allo sportello. Il risparmio e la gestione del welfare familiare, se supportati dall’onestà delle idee e dalla competenza delle maestranze pubbliche, si convertono nella risorsa terapeutica ed etica più potente per garantire il benessere collettivo rionale. Oggi, mercoledì 23 settembre 2026, i vertici di Poste Italiane hanno messo a verbale i dati di un’evoluzione antropologica eccezionale: nella provincia di Rieti la pensione si fa interamente digitale, scacciando il torpore del contante per accogliere la sicurezza dei canali online.

I dati statistici elargiti dai database aziendali blindano un successo strutturale e macroeconomico senza precedenti storici nei piccoli rioni della Sabina. In ben tredici uffici postali del Reatino il 100% dei pensionati stanziali ha rinunciato definitivamente al ritiro della cartamoneta, optando in totale trasparenza per l’accredito automatico e protetto sul proprio Conto BancoPosta, sul Libretto di Risparmio Postale o sulla carta prepagata evoluta Postepay Evolution. Questa parata di eccellenze tecnologiche a zero contante bacia le comunità di Belmonte Sabino, Collegiove, Concerviano, Marcetelli, Micigliano, Montenero Sabino, Morro Reatino, Nespolo, Paganico Sabino, Borgo San Pietro, Fiumata, Roccantica e Varco Sabino, unghie di pietra del territorio che si candidano a smart land del risparmio, taccuino alla mano e passioni calde.

I milleiduecento nonni hi-tech con l’App “P”: lo scudo degli operatori di sportello

La metamorfosi del welfare reatino non si limita alla fredda transazione bancaria, ma si espande verso una straordinaria e duratura familiarità intergenerazionale con i software di ultima generazione, riducendo l’asfissia protettiva e l’esodo delle famiglie verso le metropoli. I Criteri di monitoraggio logistico evidenziano un traguardo di immenso merito: nella provincia di Rieti gli over 80 che utilizzano regolarmente l’applicazione ufficiale “P” di Poste Italiane hanno superato la quota record di 1.200 persone. L’applicazione mobile si impone sui monitor degli smartphone come una piattaforma integrata d’avanguardia per l’accesso immediato ai servizi finanziari e postali dello Stato, un percorso di educazione permanente che dona ai nonni un comfort funzionale perfetto, un’autonomia gestionale totale e una protezione impenetrabile contro la criminalità predatoria.

Questo miracolo pedagogico e informatico si è consolidato nei mesi grazie all’interplay umano e al lavoro di squadra quotidiano coordinato dai direttori e dagli operatori di sportello delle aree interne. Il personale di Poste ha scortato con pazienza, calore e totale trasparenza i cittadini più anziani, insegnando loro a navigare nei database digitali e scacciando le nevrosi generate dall’asfissia tecnologica. L’acquisizione di queste soft skill informatiche da parte della Categoria dei meno giovani non ha affatto spopolato i plessi rionali, ma ha riconvertito la presenza fisica degli utenti a ridosso del banco, trasformando la visita all’ufficio in un momento di socializzazione spontanea e di consulenza d’alto profilo professionale per gli investimenti sani delle famiglie.

Il Progetto Polis e i passaporti a chilometro zero: la centralità dei borghi reatini

La presenza stanziale dei pensionati e dei giovani della provincia sabina all’interno dei locali postali rimane l’asse portante della coesione sociale del territorio, ponendosi in totale e fiera controtendenza rispetto al progressivo e doloroso abbandono dei piccoli centri attuato dagli istituti di credito privati. I cittadini continuano a frequentare i laboratori di Poste Italiane per accedere a una gamma sempre più ricca e flessibile di prestazioni amministrative dello Stato, coordinate in asse con il rivoluzionario Progetto Polis. Presso gli sportelli automatizzati di via Cavour e dei rioni interni, gli utenti possono stampare istantaneamente i certificati anagrafici del Comune, i modelli INPS per i cedolini previdenziali e presentare la documentazione legale per il rilascio del passaporto elettronico con consegna a domicilio, senza dover viaggiare verso la Questura del capoluogo.

I terminali informatici della rete sono caldi, i sistemi di sicurezza meccatronici antirapina roller cash attivi e i registri delle pensioni autunnali sigillati per le scadenze del fine settimana. Questo fine settimana spegnete per un giorno le notifiche dannose dei social network, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate ad accompagnare i vostri nonni all’ufficio postale del borgo: scoprirete che finché lo Stato saprà investire sul merito delle nuove tecnologie per restituire libertà, dignità e sicurezza alle generazioni che hanno edificato la nostra storia, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto protetto, fiero e profondamente umano. Il cammino della cittadinanza digitale è cominciato nelle province, ed è una bellissima storia di futuro che aspetta solo di essere vissuta.

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Territorio

I fasti dei Borgia tornano a Subiaco: domenica 27 il Festival dei Cortei Storici

Siete pronti a fare un magnifico salto indietro nel tempo, tra cavalieri in armatura, dame elegantissime, duelli all’arma bianca e i profumi delle botteghe del Rinascimento? Domenica 27 settembre le strade di Subiaco torneranno ai fasti del XV secolo per l’attesissima sesta edizione del “Festival dei Cortei Storici”, organizzata dalla Comunitas Sublacensis! Nel suggestivo Borgo degli Opifici, affacciato sul fiume Aniene, prenderà vita un grandissimo Villaggio Rinascimentale con tiro con l’arco, falegnameria, armeria storica e laboratori gratuiti per i bambini. Nel pomeriggio (dalle ore 15:00) via Cavour si colorerà con la sfilata dei maestosi cortei storici provenienti da tutto il Lazio, accompagnata da sbandieratori, tamburi e spettacoli col fuoco. E a pranzo? Tanti ristoranti locali proporranno speciali menù ispirati alla tradizione dei Borgia! Una giornata indimenticabile per onorare il legame indissolubile tra la città e Papa Alessandro VI, e per ricordare il luogo esatto in cui nacquero i celebri Cesare e Lucrezia Borgia. Leggi tutti gli eccezionali dettagli e il programma completo nel nostro articolo 👇

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Foto Festival Cortei Storici

Subiaco (Roma) – Il fascino intramontabile del Rinascimento italiano, epoca di grandi splendori artistici ma anche di inarrivabili e spietati intrighi politici, si prepara ad avvolgere e trasformare radicalmente le pittoresche strade di uno dei borghi più belli e carichi di storia del Lazio. Domenica 27 settembre, il magnifico centro storico di Subiaco compirà infatti un vero e proprio e spettacolare viaggio a ritroso nel tempo, catapultando residenti e turisti direttamente nell’epoca d’oro e nei fasti secolari della controversa e potentissima famiglia dei Borgia.
A rendere possibile questa magia visiva e culturale sarà la sesta, attesissima edizione del Festival dei Cortei Storici, un evento di rievocazione di altissimo livello qualitativo e filologico orgogliosamente organizzato e curato nei minimi dettagli dai volontari e dai figuranti della “Comunitas Sublacensis”, il celebre corteo storico ufficiale della Città di Subiaco. La manifestazione sceglie come palcoscenico naturale una delle location più suggestive, umide e affascinanti dell’intero panorama urbano locale: il meraviglioso Borgo degli Opifici e l’adiacente Canale Barberini, una preziosissima e antichissima appendice del centro storico incastonata magicamente proprio a ridosso delle fresche e scroscianti acque del fiume Aniene. In questo scenario da fiaba, la storia prenderà letteralmente vita, offrendo ai visitatori l’occasione unica di immergersi totalmente in atmosfere, suoni, profumi e mestieri ormai dimenticati dalla frenesia del mondo moderno.

Il Villaggio Rinascimentale: un tuffo nel passato tra botteghe e mestieri

La densissima e faticosa giornata di festa e di rievocazione prenderà ufficialmente il via alle ore 10:00 del mattino, momento in cui apriranno i battenti dell’atteso Villaggio Rinascimentale, destinato a rimanere operativo e pullulante di vita per tutto il corso della domenica.
Passeggiando tra le viuzze e gli scorci del borgo affacciato sull’Aniene, i turisti e le famiglie si imbatteranno in vere e proprie riproduzioni fedeli delle botteghe del tempo, potendo ammirare e toccare con mano le attività tipiche, faticose e manuali dell’epoca. Sarà possibile osservare all’opera l’arcaio intento a forgiare e tendere i suoi potenti archi in legno, sbirciare nella bottega della falegnameria dove si lavora il legno grezzo, perdersi tra l’acciaio luccicante e i metalli della maestosa armeria storica, e incantarsi di fronte alla pazienza certosina delle donne impegnate nel raffinatissimo ricamo antico. Non mancherà ovviamente lo spazio per l’azione: in apposite e sicure aree allestite, grandi e piccini potranno cimentarsi direttamente nel tiro con l’arco storico, guidati da istruttori vestiti rigorosamente con abiti d’epoca. Per chi volesse approfondire ulteriormente le proprie capacità manuali in perfetto stile rinascimentale, nel corso della giornata sarà inoltre possibile prenotarsi (rivolgendosi all’organizzazione) per partecipare in prima persona al prezioso laboratorio pratico di ricamo antico, oppure iscriversi al particolarissimo e richiestissimo workshop di carta a mano e legatoria, una vera e propria lezione magistrale in cui si potrà imparare a rilegare e costruire da zero, con i propri mezzi, un meraviglioso quaderno di appunti o uno splendido album d’acquerello.

A tavola con la storia: i menù borgiani e le delizie del territorio

Una vera e completa rievocazione storica che si rispetti non può assolutamente prescindere da un elemento fondamentale e identitario della cultura italiana: l’aspetto culinario ed enogastronomico.
Subiaco, famosa per la generosità e la prelibatezza dei suoi prodotti tipici legati alla terra e alla tradizione contadina, non si farà cogliere impreparata. Arrivata la fatidica ora di pranzo, i turisti avranno infatti la ghiottissima possibilità di abbandonare temporaneamente le strade acciottolate del borgo per accomodarsi nei tanti e accoglienti ristoranti e nelle caratteristiche trattorie della città che hanno deciso di aderire con entusiasmo all’iniziativa rievocativa. Molte e celebri attività locali (tra le quali spiccano i nomi de La Panarda, La Stoccia, I Tre Bruschettieri, Da Bottò e Il Cantuccio) proporranno ai propri commensali speciali e inediti menù tipici, studiati appositamente per rievocare i sapori forti, speziati e rustici della tradizione borgiana. L’elenco completo dei locali aderenti e le singole portate del menù saranno consultabili per intero direttamente sulle attivissime pagine social del corteo. Sedersi a tavola diventerà quindi un’esperienza sensoriale assolutamente da non perdere, e rappresenterà al contempo un modo intelligente, fruttuoso e virtuoso per coinvolgere attivamente il prezioso tessuto economico e commerciale della città all’interno dell’evento turistico.

Spettacoli, sbandieratori e il grande torneo per i piccoli cavalieri

Dopo aver rifocillato il corpo e lo spirito con le prelibatezze d’epoca, a partire dalle ore 15:00 il centro storico di Subiaco esploderà letteralmente in un tripudio di colori, suoni festanti e animazione senza sosta.
Le piazze e i vicoli si trasformeranno in un immenso palcoscenico a cielo aperto, pronto a ospitare una miriade di spettacoli mozzafiato pensati per sbalordire grandi e piccini. L’aria sarà squarciata dai colori sgargianti dei famosi sbandieratori e dal ritmo cupo, profondo e marziale dei suonatori di tamburi. Si susseguiranno rievocazioni cruente e realistiche di duelli d’armeria storica a colpi di spada e scudo, affascinanti esibizioni di giocoleria, pieces di teatro di strada, esecuzioni musicali rinascimentali dal vivo e, non da ultimo, pericolosissimi e magnetici spettacoli con il fuoco, culminanti in vere e proprie danze e acrobazie aeree. I bambini, veri protagonisti della festa, avranno l’opportunità di cimentarsi in tantissime attività ludiche pensate appositamente per loro, tra cui spicca l’attesissimo “Torneo delle Dame e dei piccoli Cavalieri”, noto anche come la divertentissima Corsa dell’oca borgiana. A fare da splendida cornice a questo turbine di iniziative, lungo via Cavour (l’arteria principale e pulsante della città), sfilerà il grande e variopinto corteo storico in pompa magna. A sfilare, fianco a fianco in un clima di gioiosa fratellanza storica, non ci saranno solo i figuranti locali della “Comunitas Sublacensis”, ma anche i sontuosi e ricchissimi cortei storici provenienti in trasferta da Anagni, Priverno, Segni, Nettuno e Ciciliano.

Cesare e Lucrezia Borgia: il legame indissolubile con l’Abbazia di Subiaco

L’impegno profuso dai figuranti e dagli organizzatori in questa titanica rievocazione non risponde soltanto a fini puramente spettacolari o folcloristici, ma affonda le sue profonde radici nell’identità storica stessa della città.
La giornata di domenica rappresenta un’occasione inestimabile per tornare con la memoria all’epoca d’oro e turbolenta in cui i destini del mondo si intrecciarono in maniera indissolubile con questo piccolo fazzoletto di terra romana. Non tutti ricordano, infatti, che fu proprio qui, all’ombra della maestosa Abbazia di Subiaco, che videro i natali i due rampolli più temuti, chiacchierati, belli e sanguinari del Rinascimento italiano: Cesare Borgia (il famigerato duca Valentino che ispirò la penna immortale di Niccolò Machiavelli) e sua sorella, l’enigmatica, sfortunata e seducente Lucrezia Borgia. Il loro padre, l’astuto, potente e spietato cardinale Rodrigo Borgia (che sarebbe poi asceso al soglio pontificio con il nome di Papa Alessandro VI, segnando per sempre i destini della Chiesa di Roma), ricoprì per lunghissimo tempo proprio l’ambitissima e ricchissima carica di Abate Commendatario della millenaria roccaforte di Subiaco, utilizzandola come formidabile base di potere per l’ascesa politica della propria ambiziosissima famiglia. Un legame di sangue, religione e potere che domenica riprenderà meravigliosamente vita grazie ai figuranti e alla passione di un’intera comunità, fiera e orgogliosa del proprio ineguagliabile e inestimabile patrimonio storico e culturale.

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Diritto allo studio, l’Adsu dell’Aquila ospita l’incontro nazionale Andisu 2026

Il diritto allo studio e l’emergenza degli alloggi universitari finiscono sotto la lente d’ingrandimento all’Aquila! Il 22 ottobre, la Capitale Italiana della Cultura 2026 ospiterà l’attesissimo incontro annuale dell’Associazione nazionale degli organismi per il Diritto allo Studio Universitario (Andisu). L’evento, fortemente voluto dall’Adsu dell’Aquila (guidata dalla presidente Marica Schiavone e dal direttore Michele Suriani), porterà in Abruzzo oltre 150 delegati da tutta Italia, rappresentanti del Ministero e rettori. “Sarà un momento di confronto cruciale”, spiegano i vertici, “specialmente per quanto riguarda il tema dell’housing universitario, la realizzazione delle nuove case dello studente e la necessità di trattenere i giovani sul nostro territorio”. Il giorno precedente (21 ottobre) l’Adsu di Teramo ospiterà invece il Consiglio nazionale Andisu. Leggi il programma dei lavori e tutti gli eccezionali dettagli dell’evento nel nostro articolo dedicato 👇

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marica schiavone

L’Aquila – Il sistema accademico italiano, con le sue straordinarie eccellenze nella ricerca ma anche con le sue ataviche e ben note criticità legate ai servizi logistici per gli iscritti, si prepara a vivere un momento di altissimo e fondamentale confronto istituzionale nel cuore dell’Abruzzo.
Nell’anno in cui il capoluogo di regione abruzzese vanta il prestigioso e meritatissimo titolo di “Capitale Italiana della Cultura”, sarà proprio la città dell’Aquila, il prossimo giovedì 22 ottobre, a ospitare in grande stile l’attesissimo incontro annuale dell’Associazione nazionale degli organismi per il Diritto allo Studio Universitario (meglio nota con l’acronimo Andisu). Si tratta di un evento istituzionale di primaria e assoluta portata nazionale, che proietterà la città al centro del dibattito universitario italiano. L’intero congresso è stato magistralmente ideato, voluto e organizzato dall’Azienda per il Diritto allo Studio Universitario (Adsu) dell’Aquila, un ente virtuoso guidato con fermezza dalla presidente Marica Schiavone e dal direttore generale Michele Suriani. A dimostrazione della grande compattezza e della formidabile sinergia del sistema territoriale regionale, ai tavoli di lavoro prenderanno orgogliosamente parte anche tutte le altre sedi Adsu abruzzesi. I numeri dell’evento sono impressionanti: è già stata ampiamente confermata la presenza istituzionale di oltre 150 delegati altamente qualificati, provenienti da ogni singola regione d’Italia.

Oltre 150 delegati nel capoluogo abruzzese, Capitale della Cultura

La caratura e il peso politico dell’evento aquilano sono testimoniati dalla ricchissima e prestigiosa lista degli invitati e dei relatori che interverranno nel corso della giornata.
Oltre all’imponente schiera dei 150 delegati regionali, siederanno infatti ai tavoli di confronto i massimi rappresentanti inviati direttamente dal Ministero dell’Università e della Ricerca (il MUR), i vertici della Regione Abruzzo, gli esponenti delle varie amministrazioni locali, i Rettori degli atenei abruzzesi e i portavoce delle principali associazioni di categoria che gravitano attorno al vasto e variegato mondo accademico e studentesco. A fare gli onori di casa per conto della rete Andisu ci saranno due figure apicali di spicco: il segretario generale dell’associazione, Gabriele Verza, e il vicepresidente vicario, Simone Foglio. L’incontro annuale, che è stato suggestivamente e programmaticamente intitolato “L’Aquila, città della cultura e della conoscenza 2026”, si svilupperà in una fitta e serrata giornata di lavori congressuali. Fin dalle prime ore della mattinata, gli esperti si confronteranno a viso aperto sui temi cruciali che decideranno il futuro del Paese: il ruolo centrale dell’università statale, la qualità della formazione, il finanziamento della ricerca e l’importanza della cultura nella costruzione di nuove e moderne competenze. Il tutto con un duplice e difficilissimo obiettivo finale: fornire un sostegno concreto al mondo del lavoro e aumentare vertiginosamente la capacità dei singoli territori italiani di attrarre e, soprattutto, trattenere i giovani talenti e le professionalità più qualificate, arrestando così la tristemente nota fuga dei cervelli.

Marica Schiavone: “Condivisione di buone pratiche e crescita per il territorio”

L’organizzazione di una kermesse di tale portata logistica e politica rappresenta indubbiamente una sfida vinta e un traguardo di grandissimo rilievo per i vertici dell’azienda per il diritto allo studio del capoluogo abruzzese.
A esprimere la massima e legittima soddisfazione per il traguardo raggiunto è stata la presidente Marica Schiavone, che ha voluto sottolineare la valenza simbolica e pratica della scelta ricaduta proprio sulla città dell’Aquila. «Per tutti noi è un vero e proprio motivo di orgoglio poter ospitare qui all’Aquila un appuntamento istituzionale di così ampio respiro nazionale», ha commentato a caldo la presidente Schiavone. «Sarà per la nostra Adsu un prezioso e irripetibile momento di confronto dialettico, di massima condivisione e, soprattutto, di trasmissione di buone pratiche gestionali con gli altri colleghi italiani. Centrale, nel corso dei nostri dibattiti, sarà poi il ruolo dell’università, della ricerca scientifica e della cultura, intese non solo come concetti astratti, ma come veri e propri strumenti materiali di sostegno al mondo del lavoro e di inarrestabile crescita economica e sociale del nostro territorio. Tuttavia, dobbiamo ricordarci che questi ambiziosi traguardi presuppongono non solo l’altissima qualità della didattica erogata dagli atenei, ma anche e in primis la qualità assoluta e ineccepibile dei servizi logistici e sussidiari offerti quotidianamente alla popolazione studentesca per garantire il sacrosanto diritto allo studio».

Il nodo della residenzialità: le priorità dettate da Michele Suriani

Tra i tanti servizi sussidiari accennati dalla presidente Schiavone, ce n’è uno che in questo preciso momento storico sta letteralmente infiammando il dibattito politico nazionale, dominando le prime pagine dei giornali e scatenando le dure proteste degli universitari italiani: la clamorosa e drammatica carenza di alloggi a prezzi accessibili, il cosiddetto fenomeno del “caro affitti”.
È proprio su questo nervo scoperto del sistema accademico che si è concentrato il lucido e pragmatico intervento del direttore generale, Michele Suriani. «L’Adsu dell’Aquila», ha commentato orgogliosamente il direttore Suriani, «ha posto da tempo, come sua priorità assoluta e inderogabile, quella della rapida realizzazione della nuova e moderna “casa dello studente” e il potenziamento generale dell’housing universitario sul nostro territorio. Questo grande e partecipato appuntamento aquilano sarà dunque l’occasione perfetta per approfondire il complessissimo tema della gestione pratica delle nuove residenze statali. Più in generale, analizzeremo a fondo le radicali trasformazioni del sistema nazionale del diritto allo studio e le nuovissime, pesanti responsabilità giuridiche ed economiche in capo agli organismi regionali, che oggi sono chiamati a tradurre le direttive e le politiche pubbliche governative in servizi che siano realmente accessibili, efficaci e, soprattutto, economicamente sostenibili nel lungo periodo».

I tavoli tematici e il ruolo centrale dell’Adsu di Teramo

L’intero e articolato programma della manifestazione è stato studiato per favorire il massimo scambio di idee tra gli addetti ai lavori, prevedendo due focus group altamente specializzati.
Nel corso della giornata verranno infatti attivati due specifici e affollatissimi tavoli tematici. Il primo sviscererà il tema “Dalla formazione al lavoro: Università, cultura e territorio per creare competenze e opportunità”, mentre il secondo affronterà di petto proprio il problema logistico, intitolandosi “Il diritto allo studio come leva per lo sviluppo culturale: Politiche nazionali, housing universitario e nuovi modelli di servizio”. L’evento aquilano, tuttavia, sarà preceduto da un goloso antipasto istituzionale che coinvolgerà attivamente anche un’altra fondamentale provincia abruzzese. Il giorno precedente, ovvero mercoledì 21 ottobre, l’Adsu di Teramo avrà il grandissimo onore di ospitare fisicamente l’attesa riunione del Consiglio nazionale dell’associazione Andisu. Infine, a margine dei serratissimi e faticosi lavori congressuali, per rendere omaggio alla rinata bellezza architettonica della Capitale della Cultura 2026, è stato sapientemente previsto e organizzato anche un emozionante tour guidato all’interno del meraviglioso centro storico dell’Aquila, alla scoperta dei luoghi simbolo della città, del suo inestimabile patrimonio storico e artistico e, soprattutto, del suo eroico, commovente e incessante percorso di ricostruzione e rinascita strutturale post-sisma.

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