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Cultura

«Il tempo si ciba di noi. Ossessione di un fantasma», il nuovo romanzo di Marisa Brandano per Aletti Editore con la prefazione di Giuseppe Aletti: un viaggio nell’universo femminile verso il Salone del Libro di Torino

Nella collana “I Diamanti della Narrativa” di Aletti Editore esce “Il tempo si ciba di noi. Ossessione di un fantasma”, il nuovo romanzo della scrittrice sarda di Olbia Marisa Brandano impreziosito dalla prefazione del maestro Giuseppe Aletti: un viaggio poetico e visionario nel mondo interiore femminile attraverso la storia di Alma e Agata, che sarà esposto anche al Salone Internazionale del Libro di Torino nel maggio 2027 👇

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Marisa Brandano ,cover libro

OLBIA / ROMA – Un viaggio letterario intenso, visionario e profondamente poetico dentro i labirinti della memoria, della perdita e della rinascita interiore femminile: si intitola «Il tempo si ciba di noi. Ossessione di un fantasma» la nuova opera narrativa della scrittrice sarda Marisa Brandano, pubblicata nella prestigiosa collana «I Diamanti della Narrativa» di Aletti Editore (disponibile anche in formato e-book) e impreziosita dalla Prefazione firmata dal maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore.

Un romanzo che indaga con rara delicatezza le ferite dell’anima e la forza rigeneratrice dell’amore verso sé stessi, già selezionato per essere esposto al prossimo Salone Internazionale del Libro di Torino nel maggio 2027 negli spazi di Aletti Editore, confermando la straordinaria vitalità culturale e sociale della Sardegna protagonista in questi giorni anche con i grandi appuntamenti dedicati alla cultura dell’ascolto e della relazione sul territorio sardo e con i riconoscimenti nazionali dedicati alla scrittura femminile come il Premio Hombres Itinerante «Cultura e Territorio» conferito ad Alessandra Prospero.

Le parole dell’autrice Marisa Brandano: «Quando la lotta interiore si trasforma in pace e abbraccio verso sé stessi»

A raccontare il cuore pulsante del libro è la stessa autrice Marisa Brandano, che vive e opera a Olbia: «Il tempo si ciba di noi. Ossessione di un fantasma è il percorso di una donna in lotta con le sue fragilità e i propri idealismi, alla ricerca di un senso della propria esistenza, fino a scoprire che esiste anche un abbraccio verso sé stessi, un prendere per mano la creatura originaria immacolata che alberga dentro sé, dentro ognuno di noi. E allora la lotta diventa pace, quiete. Ma è anche un romanzo poetico in cui si sviscera una storia d’amore intensa ed avvolgente».

«La vita è uno scenario da animare, una tela da dipingere, instabile e misteriosa», prosegue la scrittrice sarda. «Benché il tempo voracemente fagociti emozioni, storie, volti, corpi e vite, l’anima ne esce indenne, resiste, libera di sognare e volteggiare fino all’ultimo respiro, in un viaggio tra reale e virtuale».

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Il dialogo tra Alma e il fantasma Agata nella prefazione del maestro Giuseppe Aletti

Al centro della trama si muove Alma, una donna sospesa tra il dolore per il lutto materno, il rimpianto per un amore rimasto incompiuto, la paura della solitudine e la sete inestinguibile di una verità autentica. Nella sua vita irrompe la presenza simbolica e quasi fiabesca di Agata, un fantasma che personifica una dimensione profonda e irrisolta della sua psiche, facendole però anche da bussola nei momenti di smarrimento.

Come osserva nella Prefazione il maestro Giuseppe Aletti, «Brandano sembra voler mostrare che l’essere umano vive costantemente sospeso fra realtà e immaginazione: i “fantasmi” non sono soltanto presenze narrative, ma sono parti di noi che continuiamo a portarci dentro». Un confronto coraggioso con il passato e con i propri nodi interiori che richiama anche le grandi drammaturgie al femminile attese sui palcoscenici italiani, come l’anteprima nazionale di «Thelma e Louise – L’ultima sosta» al Castello Orsini-Colonna di Avezzano.

Dal dolore distillato in crescita alla vetrina del Salone Internazionale del Libro di Torino 2027

«Io seguo l’onda del fluire, e lì sono le cose che si svelano a noi. Il dolore è necessario: basta saperlo distillare e, così, si trasforma in fonte rigenerativa e di crescita», evidenzia Marisa Brandano, per la quale la scrittura rappresenta «il privilegio di poter entrare nella magia del mondo ideale».

Un inno luminoso alla resilienza che approderà nel maggio 2027 al Salone Internazionale del Libro di Torino negli spazi di Aletti Editore: «A me basterebbe che stanziasse un raggio di luce – conclude l’autrice – e gli albori di una rinascita baciata dall’amore verso sé stessi: un amore non sterile, ma che rinforza e si espande fino ad abbracciare il mondo». Scopri tutte le novità editoriali e culturali nella nostra sezione Cultura e Spettacolo.

A cura della Redazione Cultura e Libri di Cavaliere News

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Cultura

Letteratura e arte, Biagio Fortini premiato a Lugano per «Sulle strade dell’Australia»: il diario di viaggio tra fotografia, luce e anima riceve il Premio Speciale Universum

Lo scrittore, fotografo e pittore Biagio Fortini è stato insignito a Lugano del prestigioso Premio Speciale al Concorso Letterario Internazionale “Universum” per il suo libro “Sulle strade dell’Australia”, pubblicato da Bore S.r.l. nel 2026: un diario di viaggio profondo e luminoso dove la fotografia dialoga con l’inchiostro per condurre il lettore in un’esperienza geografica e spirituale verso la bellezza del mondo. Tutti i dettagli sul libro e sulla cerimonia svizzera nell’articolo completo 👇

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Biagio Fortini

LUGANO / BERGAMO – Quando l’occhio del fotografo e la sensibilità del pittore si fondono con la potenza evocativa della scrittura letteraria, il racconto di viaggio cessa di essere una semplice cronaca geografica per trasformarsi in una profonda esplorazione dello spirito umano. L’artista Biagio Fortini – fotografo e pittore di caratura internazionale originario di Ripalta Cremasca e residente a Bergamo – conquista la scena letteraria europea con la sua opera «Sulle strade dell’Australia», pubblicata da Bore S.r.l. nel 2026 e insignita del prestigioso Premio Speciale al Premio Letterario Internazionale «Universum» a Lugano, in Svizzera.

La solenne cerimonia di premiazione si è svolta sulle rive del Ceresio alla presenza di illustri autorità, critici d’arte e intellettuali europei, consacrando la transizione di Fortini verso una forma espressiva totale in cui l’obiettivo fotografico cattura la luce dell’istante e la penna scava nell’emozione del ricordo, dialogando con le grandi testimonianze culturali contemporanee come il reportage fotografico The Thin Line ospitato al Museo di Roma in Trastevere.

«Sulle strade dell’Australia»: il dialogo armonico tra luce, inchiostro e immaginazione

Nel volume «Sulle strade dell’Australia», le immagini non svolgono la funzione di banale corredo visivo e le parole non rimangono fredda didascalia: tra le pagine si instaura una danza continua tra colore, silenzio e riflessione intima. Biagio Fortini attraversa i grandi spazi sconfinati, le coste oceaniche e le metropoli australiane invitando il lettore a un’esperienza multisensoriale che supera i confini fisici del turismo convenzionale.

«Il riconoscimento che ho ricevuto in un prestigioso concorso letterario internazionale come l’Universum è stato una grandissima sorpresa e un’autentica soddisfazione», dichiara con emozione Biagio Fortini a commento del premio svizzero. «Poter raggiungere il pubblico non soltanto attraverso l’obiettivo della macchina fotografica o i tratti della pittura, ma anche mediante la forza viva della parola, regala una gioia indescrivibile».

Come l’autore stesso annota nella toccante prefazione del libro: «Spero di trasmettere al lettore le impressioni e le sensazioni che hanno illuminato le mie giornate nel continente australe. Perché spesso si può viaggiare verso terre remote non solo salendo su un aereo, ma anche volando con le ali della fantasia e dell’immaginazione», un invito al sogno che richiama la potente lezione teatrale di Gabriele Lavia in scena a Milano con Dostoevskij.

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L’impegno dell’Universum Academy Switzerland e la presidenza del Dr. Valerio Giovanni Ruberto

L’assegnazione del Premio Speciale a Biagio Fortini porta la firma autorevole dell’Universum Academy Switzerland, una rinomata organizzazione non governativa (ONG) fondata in Canton Ticino nel 1990 e guidata dal Presidente Federale e legale rappresentante Dr. Valerio Giovanni Ruberto.

L’istituzione elvetica è attiva da oltre tre decenni a livello mondiale per promuovere la cultura della pace, i diritti universali, il dialogo interculturale e la tutela delle tradizioni storiche dei popoli. Il conferimento del riconoscimento a «Sulle strade dell’Australia» premia la capacità dell’opera di costruire ponti di fratellanza attraverso l’arte visiva e la narrazione, celebrando la meraviglia del creato e il rispetto per la natura incontaminata.

Una vocazione etica e culturale che richiama i grandi valori comunitari e civili promossi su scala nazionale dal recente Forum MOVES di Anci Lazio a Rieti per i borghi e dalle rassegne storiche della Capitale come gli appuntamenti archeologici e artistici della Sovrintendenza Capitolina.

Il percorso artistico di Biagio Fortini: dalle copertine internazionali al progetto «Poesia senza frontiere»

Il traguardo conseguito a Lugano rappresenta la naturale evoluzione di una carriera artistica poliedrica e costellata di successi. Biagio Fortini ha visto le proprie fotografie e creazioni pittoriche comparire su riviste specializzate, siti web e antologie in decine di Paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, India, Spagna, Albania e Kosovo.

Tra i suoi riconoscimenti più prestigiosi figurano la vittoria del primo premio alla XII edizione del Concorso nazionale «Fuori dal cassetto» a Lecce con la fotografia «I colori della vita» e il terzo premio al Concorso milanese «La Couleur d’un Poème» con l’opera «Amori chiusi nel silenzio».

La sua cifra estetica è stata inoltre scelta per illustrare oltre settanta copertine editoriali di poesia e saggistica diffuse in tutto il mondo – dall’America Latina alle Filippine – collaborando stabilmente con il programma internazionale «Poetry without borders» (Poesia senza frontiere) promosso dalla Fondazione Ithaca in Spagna. Con «Sulle strade dell’Australia», Fortini dimostra come la vera arte non conosca steccati disciplinari, aprendo nuove rotte all’immaginazione. Scopri tutte le novità letterarie e le recensioni nella nostra sezione Cultura.

A cura di Irma Kurti per Cavaliere News

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Cultura

«The Thin Line», al Museo di Roma in Trastevere la mostra di Alessio Romenzi e Christian Tasso: cinque anni di reportage umanitari con INTERSOS tra Libano, Ucraina e Afghanistan

Dal 28 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027 il Museo di Roma in Trastevere ospita “The Thin Line”, la mostra fotografica promossa da Roma Capitale e INTERSOS con gli scatti dei fotoreporter Alessio Romenzi e Christian Tasso: un viaggio toccante lungo cinque anni di reportage tra Libano, Iraq, Ucraina, Afghanistan, Nigeria e Ciad che racconta la linea sottile tra indifferenza e sopravvivenza, con focus sull’Afghanistan a cura di Hasib Hazinyar e Federica Fragapane. Tutti i dettagli su orari e mostra nell’articolo completo 👇

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Afghanistan

ROMA – Uno sguardo potente, empatico e privo di retorica documenta le ferite aperte delle più gravi crisi umanitarie del nostro pianeta. Da mercoledì 28 ottobre 2026 fino al 21 febbraio 2027, le sale del Museo di Roma in Trastevere (in Piazza di Sant’Egidio 1/b) ospitano «The Thin Line», la straordinaria mostra fotografica di Alessio Romenzi e Christian Tasso, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, organizzata dall’organizzazione umanitaria INTERSOS con i servizi museali curati da Zètema Progetto Cultura.

L’esposizione è il frutto di cinque anni di lavoro sul campo, condotti spalla a spalla con gli operatori e le operatrici umanitarie nelle aree più impervie e dimenticate del globo, inserendosi tra i grandi appuntamenti culturali d’autunno della Capitale accanto alle rassegne teatrali come Anna Mazzamauro in scena al Teatro Parioli.

Il viaggio visivo tra sei fronti caldi: Libano, Iraq, Ucraina, Afghanistan, Nigeria e Ciad

Attraverso un percorso immersivo di forte carica emotiva, gli scatti di Alessio Romenzi e Christian Tasso testimoniano la quotidiana sfida di portare soccorso sanitario e protezione a chi ha perso ogni certezza. In Libano, le fotografie raccontano la drammatica marginalizzazione dovuta al collasso finanziario e le pesanti conseguenze dei bombardamenti; in Iraq esplorano le macerie materiali e psicologiche lasciate dal lungo conflitto contro l’ISIS.

Il reportage si sposta quindi lungo la linea del fronte in Ucraina, dove viene immortalata la resilienza quotidiana della popolazione sfollata sotto i raid, per poi raggiungere l’Afghanistan segnato dal ritorno del regime talebano, con un focus lacerante sulla condizione di donne e bambini. Infine, in Nigeria e nel bacino del Lago Ciad, gli obiettivi mettono a nudo l’intreccio distruttivo tra desertificazione climatica e attacchi dei gruppi armati, in una riflessione civile che richiama l’impegno etico del Premio Cronisti Romani dedicato a Romano Bartoloni.

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«La linea sottile tra indifferenza e soccorso»: le parole di Kostas Moschochoritis

Il titolo della rassegna, «The Thin Line», identifica proprio quello spazio vitale in cui si misura l’intervento umanitario: quella linea invisibile e fragilissima che nei contesti estremi segna il confine tra la sopravvivenza e l’abbandono, tra chi riceve accoglienza e chi resta indifeso, tra l’indifferenza dell’opinione pubblica globale e la scelta di agire in nome della solidarietà.

«Il sistema umanitario si trova di fronte a un attacco senza precedenti, stretto tra violazioni del Diritto Umanitario Internazionale con impunità agghiacciante, crescenti restrizioni operazionali e tagli indiscriminati alle risorse finanziarie», dichiara Kostas Moschochoritis, Direttore Generale di INTERSOS. «A pagarne le conseguenze più pesanti sono i civili indifesi e i minori. Il nostro augurio è che questa mostra spinga i visitatori a riflettere sui valori universali che ci uniscono come esseri umani».

Un messaggio di pace e fratellanza che si ricollega intimamente alla dimensione etica espressa nell’opera grafica del Maestro Francesco Guadagnuolo tra Papa Leone XIV e l’ulivo della pace.

Il focus sull’Afghanistan con Hasib Hazinyar e Federica Fragapane, i profili degli autori e INTERSOS

All’interno del percorso espositivo è allestita una sezione monografica dedicata all’Afghanistan e agli interventi sanitari d’emergenza sostenuti dall’Unione Europea, arricchita dai reportage fotografici di Hasib Hazinyar e da una mappa infografica d’autore firmata dalla designer Federica Fragapane.

I due protagonisti vantano carriere internazionali di primo piano: Alessio Romenzi, fotografo di fama mondiale, documenta da oltre quindici anni i conflitti armati dalle Primavere Arabe al Donbass per i principali quotidiani mondiali; Christian Tasso, fotografo e artista visivo con all’attivo mostre alle Nazioni Unite di Ginevra e New York e alla World Bank di Washington, concentra la propria poetica sulle tematiche della disabilità, delle migrazioni e dei legami comunitari.

A fare da motore dell’iniziativa è INTERSOS, organizzazione umanitaria non governativa nata in Italia e attiva oggi in prima linea in venti Paesi per portare cure, acqua e ripari d’emergenza, testimoniando un impegno per la tutela della vita che si affianca al senso del dovere civile ricordato anche dal francobollo emesso per i Carabinieri della Tutela del Lavoro. Scopri tutte le novità sui musei e le rassegne d’arte nella nostra sezione Cultura.

A cura della Redazione Cultura e Mostre di Cavaliere News

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Cultura

Treviso, il 29 ottobre a Casa dei Carraresi «Cave, fornaci e fornaciai tra i fiumi di risorgiva»: la conferenza con Mauro Scroccaro, Giorgio Bombieri ed Elisabetta Alongi per i Giovedì della cultura

Giovedì 29 ottobre 2026 alle ore 18:00 Casa dei Carraresi a Treviso ospita la conferenza “Cave, fornaci e fornaciai tra i fiumi di risorgiva” nell’ambito della rassegna I Giovedì della cultura sostenuta da Banca delle Terre Venete: lo storico Mauro Scroccaro e i fotografi Giorgio Bombieri ed Elisabetta Alongi, in collaborazione con Veneto Fotografia APS, presentano la mappatura di 67 siti tra memoria del lavoro, archeologia industriale e rinascita ecologica delle cave diventate oasi protette della rete Natura 2000 👇

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Locandina evento Treviso

TREVISO – Il paesaggio veneto come straordinario palinsesto storico e ambientale, in cui l’acqua di risorgiva, la terra d’argilla e la fatica secolare dell’uomo si fondono ridisegnando l’orizzonte della pianura: giovedì 29 ottobre 2026 alle ore 18:00 la prestigiosa sede di Casa dei Carraresi a Treviso ospiterà la conferenza «Cave, fornaci e fornaciai tra i fiumi di risorgiva», nuovo imperdibile appuntamento della celebre rassegna settimanale «I Giovedì della cultura», promossa con il fondamentale contributo di Banca delle Terre Venete (Gruppo BCC Iccrea).

L’incontro – che segna il prestigioso traguardo dei 219 appuntamenti organizzati dal 2019 a oggi – prende spunto dall’uscita del prezioso volume monografico realizzato dallo storico Mauro Scroccaro e dai fotografi Giorgio Bombieri ed Elisabetta Laura Alongi, ed è realizzato in stretta collaborazione con l’associazione Veneto Fotografia APS, confermando la centralità delle indagini paesaggistiche e del recupero della memoria del territorio, al centro in queste ore anche del summit nazionale dei GAL dedicato alla valorizzazione del paesaggio e delle aree interne e dei concorsi nazionali di fotografia dedicati al racconto visivo dei territori.

Un viaggio visivo e storico tra 67 siti: dall’estrazione dell’argilla e della ghiaia alle fornaci secolari

Il Veneto è terra generosa di risorgive, fiumi limpidi e mulini, ma anche di cave storiche e fornaci che hanno scandito per secoli l’economia dell’edilizia e dell’artigianato locale. Grazie a un meticoloso lavoro di ricerca archivistica, mappatura geografica e documentazione fotografica sul campo, gli autori hanno visitato e censito ben 67 siti distribuiti nel territorio trevigiano e veneto, restituendo dignità e memoria a una civiltà del lavoro ormai quasi del tutto scomparsa.

L’incontro approfondirà la duplice natura del sottosuolo locale: da una parte le plurisecolari cave per l’estrazione dell’argilla destinata alla produzione di mattoni e laterizi – attività antichissime oggi quasi estinte –; dall’altra le più recenti cave per l’estrazione della ghiaia, che continuano a caratterizzare importanti aree produttive della provincia di Treviso e del bacino del Piave e del Sile.

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Dalla ferita dell’escavazione alla rinascita ecologica: le oasi della rete Natura 2000 e la fitodepurazione

Uno degli aspetti più affascinanti della ricerca riguarda l’evoluzione ambientale di questi luoghi feriti dall’attività estrattiva. Se in passato molte vecchie cave venivano frettolosamente colmate per usi agricoli o, in anni di scarsa sensibilità ecologica, declassate a discariche, negli ultimi decenni illuminati progetti di rinaturalizzazione e ripristino ambientale hanno trasformato ex cave degradate in autentici paradisi di biodiversità.

Molti di questi specchi d’acqua artificiali sono stati inseriti nella prestigiosa rete europea «Natura 2000» come Siti di Interesse Comunitario (SIC), grazie alla colonizzazione spontanea di rare specie ornitologiche e vegetali; in altri casi virtuosi, i bacini sono diventati parchi ricreativi aperti alla cittadinanza o veri e propri impianti naturali di fitodepurazione che purificano i corsi di risorgiva prima del loro deflusso.

I profili dei relatori: lo storico Mauro Scroccaro e gli sguardi d’autore di Giorgio Bombieri ed Elisabetta Alongi

A condurre la conferenza a Casa dei Carraresi sarà una terna di studiosi e artisti d’eccezione. Mauro Scroccaro, storico contemporaneista laureato a Ca’ Foscari e autorevole studioso delle fortificazioni veneziane e della Grande Guerra (con all’attivo volumi per Mattioli edizioni e Biblion), illustrerà l’inquadramento storico ed economico del sistema delle fornaci.

La dimensione visiva sarà commentata da Giorgio Bombieri – fotografo e grafico presso il Comune di Venezia, vincitore del premio PAYSMED per la comunicazione sul paesaggio con il volume «Territori lenti» – e da Elisabetta Laura Alongi, architetto e fotografa di Veneto Fotografia APS, già protagonista di importanti esposizioni collettive a Treviso tra il Museo di Santa Caterina e Palazzo dei Trecento. Una serata imperdibile per riscoprire il valore delle nostre radici ambientali, collegandosi idealmente alle tante iniziative di riscoperta e tutela del patrimonio locale e alle esperienze di valorizzazione del legame tra cultura e territorio. L’ingresso alla conferenza del 29 ottobre alle 18:00 a Casa dei Carraresi è libero. Segui tutte le cronache culturali nella nostra sezione Cultura.

A cura della Redazione Cultura e Ambiente di Cavaliere News

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