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Cronaca

Lupi ancora in pieno centro a Noicattaro tra asili e case: nessun esemplare catturato dopo i bambini feriti, domani vertice d’urgenza in Prefettura a Bari

Lupi ancora in pieno centro a Noicattaro tra asili e case: nessun esemplare catturato dopo i bambini feriti, domani vertice d’urgenza in Prefettura a Bari

Cresce l’allarme e la paura a Noicattaro (Bari): dopo i quattro bambini feriti in estate, lupi adulti continuano a passeggiare in pieno giorno al centro della strada vicino al Parco Scizzo e a Contrada Iazzo, a ridosso di asili e case, mentre le ordinanze comunali sono scadute e la Task Force non ha catturato nessun predatore.

La Puglia è ormai la regione europea con più persone attaccate e ferite da lupi nel 2026 (7 casi in soli 30 giorni), tra il mistero del decesso di Barletta e la decisione di rilasciare una lupa con radiocollare. Domani mattina alle 11 vertice straordinario in Prefettura a Bari per decidere il da farsi.

È accettabile che dopo mesi di paura e bambini azzannati i lupi continuino a girare indisturbati nei centri abitati senza interventi risolutivi? Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Lupo a Noicattaro

Noicàttaro – Torna a salire vertiginosamente la paura tra le strade e i quartieri residenziali di Noicàttaro, in provincia di Bari, dove la presenza stanziale dei predatori selvatici a ridosso delle abitazioni e degli istituti scolastici si è trasformata in un’emergenza di pubblica sicurezza senza precedenti. A mezzogiorno di martedì 27 ottobre, un lupo adulto ha percorso indisturbato il centro abitato nell’area del Parco Scizzo-Campitello, muovendosi in pieno giorno al centro della carreggiata stradale sotto gli sguardi attoniti degli automobilisti, confermando una criticità drammatica per chi segue le cronache di cronaca e sicurezza dei cittadini.

L’episodio fa seguito alla segnalazione della Vigilanza Guardie Campestri, che soltanto ventiquattr’ore prima aveva documentato tre esemplari aggirarsi in pieno giorno lungo Contrada Iazzo, zona abitualmente frequentata da sportivi, podisti e famiglie. Nonostante tra luglio e agosto si siano registrati ben quattro ferimenti di bambini salvati in extremis dalla predazione grazie al coraggio dei passanti, a tre mesi di distanza nessun lupo responsabile delle aggressioni è stato catturato, una situazione insostenibile per la tutela del nostro territorio e della serenità delle comunità locali.

Il fallimento della Task Force a Noicattaro: ordinanze scadute e silenzi delle istituzioni

La denuncia circostanziata presentata dall’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali mette sotto accusa l’inefficacia delle misure finora adottate. Le ordinanze contingibili e urgenti emanate dal sindaco Raimondo Innamorato — che vietavano di frequentare nelle ore serali e notturne il parco comunale e i bordi delle lame — sono scadute lo scorso 12 ottobre senza essere rinnovate, lasciando la popolazione priva di indicazioni chiare mentre i predatori continuano a presidiare le aree a ridosso di asili nido e scuole materne, alimentando la preoccupazione per la gestione dell’ambiente naturale e della fauna selvatica.

Il mandato operativo affidato dalla Prefettura di Bari alla speciale Task Force per la cattura si è tradotto in un sostanziale stallo: nessun prelievo è andato a buon fine, neppure per l’esemplare maschio responsabile dell’assalto del 15 agosto di cui si possiede il profilo genetico. A rendere ancora più teso il clima è il muro di gomma istituzionale: dinanzi alle richieste di chiarimento dei cittadini, Comune di Noicattaro e vertici della Task Force si sono trincerati dietro il silenzio, evitando di chiarire se i pattugliamenti notturni siano ancora attivi o sospesi.

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Domani vertice d’urgenza in Prefettura a Bari: il caso della lupa rilasciata e il Piano 2027-2032

Una risposta concreta è giunta invece dalla Regione Puglia attraverso l’interessamento dell’assessore Francesco Paolicelli e del dirigente regionale per le Risorse Forestali e Naturali, Domenico Campanile. Quest’ultimo ha confermato che venerdì 30 ottobre alle ore 11:00 si terrà un vertice straordinario in Prefettura a Bari per ridefinire le linee operative, mentre divampano le polemiche per la lupa catturata a fine settembre e subito rilasciata sul territorio con radiocollare dopo che le analisi ne avevano escluso la corrispondenza con l’attacco di ferragosto, una scelta contestata da chi evidenzia l’assenza del DNA per le aggressioni di luglio, tema che chiama in causa l’indirizzo politico e la gestione della sicurezza.

La Regione sta mettendo a punto il Piano Straordinario 2027-2032 per censire la popolazione canina e potenziare le difese passive, ma esclude l’opzione degli abbattimenti selettivi pur contemplati dall’articolo 16 della Direttiva Habitat nei casi di pericolo per l’incolumità umana. «La Puglia diverrebbe la prima regione ordinaria ad applicarli», precisano dagli uffici regionali, sebbene le Province autonome di Trento e Bolzano abbiano già tracciato la strada per tutelare i centri abitati.

La Puglia record europeo di attacchi nel 2026: l’allarme degli esperti e il mistero di Barletta

I dati scientifici fotografano una realtà allarmante. Secondo il biologo ed esperto di fauna selvatica Giacomo Marzano, la presenza dei lupi in Puglia ha raggiunto circa 300 esemplari, una densità biologica impressionante se paragonata a territori montani come la Svizzera. Nel corso del solo 2026, la regione è tristemente divenuta l’area europea con il maggior numero di persone ferite da lupi: ben sette aggressioni accertate nell’arco di appena un mese tra il barese e Gallipoli, dove un esemplare autore di tre ferimenti è svanito nel nulla dopo l’autorizzazione alla cattura concessa da ISPRA con grave ritardo.

Resta inoltre avvolto nel buio il tragico ritrovamento avvenuto il 23 giugno a Barletta, dove sul cadavere di un uomo rinvenuto in contrada Ariscianne erano presenti vistosi segni di morsi alla testa a poca distanza dall’avvistamento di un grosso predatore, senza che a distanza di oltre quattro mesi siano stati resi noti gli esiti degli esami autoptici. Con la stagione degli amori alle porte e le cucciolate destinate a moltiplicarsi, la comunità di Noicàttaro attende con il fiato sospeso l’esito del vertice di domani in Prefettura a Bari: chi fermerà i lupi che continuano a passeggiare indisturbati davanti ai portoni delle nostre case?

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Cronaca

Avezzano – denunciato dalla ex per molestie, la rapisce: salvata dalla Polizia

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polizia
Avezzano- Ripetute violenze fisiche e psicologiche alla sua ex, tanto da far partire alcune denunce.
Gli operatori del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Avezzano durante lo svolgimento dell’ordinario servizio di controllo del territorio sono stati contattati da un conoscente della coppia preoccupato del fatto che la donna non rispondesse al telefono.

Immediatamente gli agenti e i Militari della locale Compagnia Carabinieri si sono messi alla ricerca dell’uomo.

In un primo momento poco collaborativo, dopo svariate richieste ha fatto entrare i poliziotti e in casa gli agenti hanno trovato l’ex compagna trattenuta contro la sua volontà.
Per l’uomo è scattato l’immediato arresto.

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Cronaca

Pitbull fugge da casa e sbrana un barboncino a Mentana: choc in via III Novembre davanti a una nonna e alla nipotina

Dramma e terrore nel centro di Mentana, alle porte di Roma: in via III Novembre un pitbull è fuggito improvvisamente da un’abitazione privata, ha raggiunto la strada e ha sbranato a morte un cagnolino barboncino di nome Whisky.

L’aggressione ferocissima è avvenuta sotto gli occhi terrorizzati della proprietaria di 68 anni e della nipotina, che stavano passeggiando tranquillamente tenendo il cagnolino al guinzaglio. Sul posto sono intervenuti Polizia Locale e veterinari ASL per accertare le responsabilità e l’omessa custodia da parte dei padroni del pitbull.

Una tragedia che riaccende lo scontro sulla sicurezza per strada e sul patentino obbligatorio per i cani da presa. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Pitbull

Mentana – Pochi istanti di puro terrore hanno trasformato una tranquilla passeggiata pomeridiana in un incubo a occhi aperti nel cuore della cittadina alle porte di Roma. Nel centro abitato di Mentana, lungo via III Novembre, un grosso esemplare di pitbull fuggito improvvisamente da un’abitazione privata si è avventato con violenza inaudita contro un piccolo cane di razza barboncino, azzannandolo a morte e dilaniandolo sotto lo sguardo pietrificato della proprietaria, una donna di sessantotto anni, e della sua nipotina in tenera età. La scena straziante, consumatasi a ridosso dei marciapiedi del centro, ha gettato nello sconforto l’intera comunità locale e riacceso prepotentemente il dibattito sulla sicurezza urbana e sulla gestione dei cani potenzialmente pericolosi.

La vittima dell’aggressione era Whisky, un inerme barboncino che procedeva regolarmente al guinzaglio accanto alla sua padrona e alla bambina. Secondo le testimonianze raccolte dai presenti, il molossoide sarebbe riuscito a scappare da una recinzione o da un cancello lasciato incautamente socchiuso, piombando a tutta velocità sul marciapiede. In una frazione di secondo, prima ancora che la donna potesse sollevare il proprio cagnolino tra le braccia o tentare qualunque manovra difensiva, il cane da presa lo ha afferrato alla gola, rendendo vano ogni disperato tentativo di soccorso. Una drammatica vicenda di cronaca che scuote l’hinterland romano, collegandosi per gravità e impatto emotivo agli allarmi sulla pubblica incolumità e sulla gestione della fauna e dei predatori già approfonditi nella recente inchiesta sui lupi e animali pericolosi a ridosso dei centri abitati.

Le urla disperate della sessantottenne e il pianto a dirotto della piccola hanno richiamato immediatamente l’attenzione di automobilisti e commercianti della zona, che si sono precipitati in strada tentando di allontanare l’animale inferocito. Nonostante gli sforzi congiunti dei passanti per costringere il cane a mollare la presa, per il barboncino Whisky non c’è stato nulla da fare: le lesioni interne e i profondi traumi riportati ne hanno provocato il decesso quasi istantaneo sull’asfalto, lasciando la nonna e la nipotina in uno stato di choc emotivo profondissimo per cui si è reso necessario l’intervento del personale sanitario.

La dinamica dell’attacco in via III Novembre e l’intervento della Polizia Locale e dei veterinari ASL

Poco dopo la tragedia, sul luogo del gravissimo episodio sono giunte le pattuglie della Polizia Locale e i Carabinieri della stazione di Mentana, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area e a bloccare l’animale fuggito prima che potesse arrecare danno ai passanti o ai bambini presenti. Sul posto sono intervenuti tempestivamente anche i medici veterinari dell’ASL Roma 5, incaricati di accertare lo stato sanitario dell’esemplare, verificare la presenza del microchip identificativo e procedere all’apertura del fascicolo sanitario per cane morsicatore.

I rilievi delle forze dell’ordine si stanno concentrando sulle modalità attraverso cui l’animale sia riuscito a eludere la sorveglianza e a guadagnare l’uscita dall’abitazione del proprietario. L’ipotesi al vaglio degli inquirenti è quella di una grave e colposa omessa custodia, fattispecie che prevede pesanti sanzioni amministrative e denunce penali per i danni cagionati a terzi e l’uccisione di animale d’affezione. Gli accertamenti mirano a chiarire se il recinto fosse a norma e se l’animale avesse già manifestato comportamenti aggressivi o episodi pregressi di fuga all’interno del territorio comunale.

Il pitbull è stato sottoposto a sequestro fiduciario o ricovero in struttura sanitaria autorizzata per il periodo di osservazione comportamentale obbligatorio previsto dalla legge, mentre per la famiglia proprietaria del piccolo Whisky si apre ora la dolorosa trafila legale per ottenere giustizia e il giusto risarcimento morale e materiale.

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Il trauma indelebile per la bambina e il nodo irrisolto del patentino obbligatorio per cani da presa

Al di là del dramma per la perdita del cagnolino domestico, a destare profonda indignazione e preoccupazione tra i cittadini di Mentana è l’enorme rischio corso dalla bambina. Trovarsi a pochi centimetri dalle fauci di un molossoide in preda a un attacco predatorio incontrollato avrebbe potuto tramutarsi in una strage se l’animale avesse reindirizzato la propria aggressività verso la minore o verso la nonna intervenuta disperatamente per fare da scudo.

L’episodio riapre violentemente la questione legislativa inerente alla detenzione responsabile di particolari razze canine. Educatori cinofili, veterinari e associazioni per la tutela degli animali tornano a chiedere a gran voce l’introduzione di un patentino obbligatorio per la detenzione di razze impegnative quali pitbull, rottweiler e dogo argentini. Non si tratta di criminalizzare a priori una tipologia genetica, ma di prendere atto che la potenza mascellare e la forza d’urto di questi esemplari non possono essere gestite con superficialità o affidate a persone prive delle necessarie competenze comportamentali, tema collegato al benessere e alla convivenza civile analizzati nella sezione ambiente e animali.

Mentre via III Novembre fa la conta dello sgomento, dai residenti del quartiere si leva un grido corale rivolto alle autorità comunali affinché vengano intensificati i controlli sulle recinzioni private e sul rispetto dell’obbligo di guinzaglio e museruola nei luoghi pubblici, per evitare che un’altra innocente passeggiata si trasformi in una tragedia irreparabile.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Cronaca

Teramo, sedicenne ferito alla testa con un martelletto frangivetro davanti a scuola: caccia al coetaneo in fuga dopo la lite

Grave episodio di violenza questa mattina a Teramo davanti a una scuola superiore in via Po: un ragazzo di 16 anni è stato ferito alla testa con un martelletto frangivetro al culmine di una lite tra coetanei per motivi sentimentali. Il giovane è finito in ospedale, mentre i Carabinieri danno la caccia all’aggressore fuggito a piedi tra gli studenti. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Ambulanza

Teramo – Un episodio di violenza improvvisa e brutale ha sconvolto la mattinata nel capoluogo aprutino, riaccendendo l’allarme sulla sicurezza dei giovani all’esterno dei plessi scolastici cittadini. Mancavano pochi minuti al suono della prima campanella quando, nei pressi di un affollato istituto superiore situato lungo via Po a Teramo, è scoppiato un violentissimo alterco tra adolescenti che ha rischiato di trasformarsi in tragedia. Ad avere la peggio è stato un ragazzo di soli 16 anni, nato in Italia da genitori di origini albanesi, colpito ripetutamente al volto e al capo con un martelletto frangivetro d’emergenza, di quelli tradizionalmente installati a bordo dei mezzi di trasporto pubblico locale come autobus e pullman di linea. L’aggressione, consumatasi sotto gli occhi attoniti di decine di studenti e pendolari in transito, ha provocato profondo sgomento nell’intera comunità e lungo tutto il territorio abruzzese.

Secondo le prime ricostruzioni operate dai Carabinieri della Compagnia di Teramo, tempestivamente giunti sul posto insieme ai sanitari del servizio di emergenza 118, all’origine del violento diverbio vi sarebbero futili motivi riconducibili a una discussione per una ragazza contesa tra coetanei. Dalle parole ingiuriose si è passati nel giro di pochi istanti alle vie di fatto: l’aggressore, descritto come un giovane coetaneo o di poco più grande, di origini senegalesi, ha estratto fulmineamente l’attrezzo metallico colpendo il sedicenne con estrema ferocia prima di darsi a una fuga precipitosa a piedi lungo le vie limitrofe, facendo perdere le proprie tracce e trasformando un normale mercoledì mattina in un drammatico caso di cronaca nera.

Le testimonianze degli studenti di via Po e le indagini serrate dell’Arma dei Carabinieri

Il giovane ferito è stato immediatamente soccorso dai passanti e dal personale scolastico, prima di essere trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso dell’Ospedale Giuseppe Mazzini di Teramo. I medici gli hanno riscontrato profonde ferite lacero-contuse alla regione frontale e al volto, oltre a diverse ecchimosi giudicate guaribili con una prognosi di diversi giorni, escludendo fortunatamente lesioni craniche letali o complicazioni neurologiche permanenti. Sul luogo del ferimento i militari dell’Arma hanno eseguito meticolosi rilievi tecnici per ricostruire la dinamica esatta dei fatti, avviando una capillare caccia all’uomo in tutta la città.

Sebbene il martelletto frangivetro utilizzato come arma impropria non sia stato rinvenuto nelle aiuole o lungo i marciapiedi di via Po, gli investigatori hanno acquisito preziose testimonianze da parte degli studenti che hanno assistito alla colluttazione a distanza ravvicinata. I racconti forniti dai testimoni oculari sono ritenuti particolarmente concordanti e dettagliati sul piano somatico e dell’abbigliamento indossato dal fuggitivo, consentendo agli inquirenti di restringere il cerchio delle ricerche. Al vaglio dei carabinieri vi sono inoltre i filmati registrati dagli impianti di videosorveglianza pubblici e privati posizionati nell’area degli istituti superiori, elementi cruciali per individuare i movimenti del responsabile prima e dopo l’assalto, in un contesto in cui l’impiego della tecnologia e dei controlli costanti per la sicurezza urbana nei centri abitati rappresenta un presidio indispensabile.

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L’allarme violenza tra adolescenti e la pericolosità delle armi improprie

Il gravissimo episodio di via Po accende i riflettori su una problematica sociale sempre più allarmante: la facilità con cui i più giovani si procurano o portano con sé oggetti atti a offendere all’interno e nei pressi degli ambienti educativi. Il martelletto frangivetro, strumento salvavita progettato per rompere i cristalli dei bus in caso di incidente stradale, è stato trasformato in una micidiale arma da punta e taglio, in grado di provocare ferite gravissime a causa della sua punta acuminata in acciaio rinforzato.

Psicologi, docenti e associazioni genitoriali teramane esprimono forte preoccupazione per una deriva di aggressività e incapacità di gestione dei conflitti emotivi che sfocia con troppa leggerezza nell’uso della violenza fisica tra minorenni. L’episodio impone una profonda riflessione educativa sul disagio relazionale e sui modelli comportamentali assimilati dai ragazzi, richiedendo interventi congiunti tra scuola e famiglie per promuovere la cultura del dialogo e del rispetto reciproco, elementi cardinali indagati anche nelle nostre rubriche dedicate alla psicologia delle relazioni umane e affettive.

Pattugliamenti rafforzati all’uscita delle scuole per rassicurare famiglie e studenti

In risposta all’accaduto, la Compagnia dei Carabinieri di Teramo ha disposto un immediato potenziamento dei servizi di pattugliamento dinamico e di controllo stazionario davanti agli ingressi e alle uscite di tutti gli istituti scolastici secondari della città. L’obiettivo delle forze dell’ordine è duplice: rassicurare gli studenti, i docenti e le famiglie scosse dalla notizia e prevenire possibili ritorsioni o nuove scintille tra gruppi rivali di giovani.

Mentre i militari contano di chiudere il cerchio attorno all’aggressore nelle prossime ore, invitandolo a costituirsi spontaneamente presso una caserma, la città di Teramo si interroga su come arginare una violenza giovanile che non può essere liquidata come una semplice bravata tra banchi di scuola. La sicurezza degli spazi pubblici e la tutela della serenità dei ragazzi rimangono un dovere imprescindibile per le istituzioni civili, affinché la scuola resti esclusivamente un luogo di crescita, conoscenza e futuro sereno per l’intera comunità abruzzese.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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