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Economia

Bollette del gas alle stelle e inflazione al 5,4%, Codici lancia l’allarme: Ivano Giacomelli contro i rincari di Arera e Istat

Stangata energia e carovita: l’inflazione schizza al 5,4% a ottobre spinta dal +31% dei beni energetici. Per i clienti vulnerabili il gas aumenta del 9,1%.

L’allarme di Codici con Ivano Giacomelli: “Le bollette erodono i bilanci familiari e le scorte europee sono ai minimi dal 2013, servono misure subito”.

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Inflazione

Roma – La nuova fiammata dei prezzi dell’energia torna a scuotere pesantemente l’economia domestica italiana, minacciando la tenuta finanziaria di milioni di nuclei familiari alle soglie della stagione invernale. Le rilevazioni ufficiali diffuse congiuntamente in questi giorni da Arera e Istat tracciano un quadro a dir poco allarmante sul costo della vita, spingendo l’associazione Codici a denunciare con forza come la nuova ondata di rincari energetici stia erodendo in modo irreversibile i risparmi e la serenità dei cittadini.

Secondo la stima preliminare diffusa dall’Istituto Nazionale di Statistica, a ottobre 2026 l’inflazione al 5,4% segna una brusca impennata rispetto al 4,2% registrato nel mese precedente, riportando l’indice dei prezzi al consumo sui massimi dall’agosto 2023. A determinare questa accelerazione improvvisa è stata la dinamica rialzista registrata dai beni energetici, condizionata pesantemente dalle turbolenze internazionali per la nostra economia attraverso la stima preliminare.

L’Istat ha chiarito come i prodotti energetici siano passati su base tendenziale annua da una crescita del 22,6% a uno sbalorditivo incremento del 31,4%. All’interno di questo aggregato, gli energetici regolamentati hanno fatto registrare un balzo senza precedenti, schizzando dal 25,8% al 59,5%, a conferma di come il quadro geopolitico internazionale continui a scaricare i propri costi sulle tasche dei consumatori con una vera e propria impennata tendenziale.

L’effetto a catena delle bollette si propaga a vista d’occhio sulla spesa quotidiana. Il cosiddetto carrello della spesa che racchiude i prodotti di uso comune accelera dall’1,5% al 2,5%, mentre il capitolo degli alimentari non lavorati mette a segno un balzo dal 5,5% al 7,5%. Una stangata che colpisce indistintamente chiunque si rechi al supermercato, impoverendo il potere d’acquisto dei lavoratori e dei pensionati sul territorio.

Ivano Giacomelli e l’allarme di Codici sull’inflazione al 5,4%

A commentare con toni durissimi il bollettino economico è il Segretario Nazionale di Codici, Ivano Giacomelli, il quale rimarca come i numeri parlino da soli: «L’energia sta erodendo il potere d’acquisto delle famiglie, prima attraverso la bolletta del gas e dell’elettricità, e poi attraverso ogni singolo prezzo che si trova nel carrello. Un’inflazione al 5,4% trainata da un comparto energetico che cresce del 31% in un anno non è una percezione psicologica, ma una drammatica pressione sui bilanci» per la nostra politica economica attraverso le parole espresse da Ivano Giacomelli come Segretario Nazionale di Codici.

L’aspetto più iniquo di questa dinamica risiede nella sua natura regressiva: il rincaro delle utenze penalizza proporzionalmente di più i redditi bassi. Chi guadagna meno è costretto a destinare la quasi totalità delle proprie entrate alle spese per la casa e all’acquisto di beni di prima necessità, trovandosi senza alcuna difesa economica ed essendo costretto a dolorose rinunce economiche sul fronte della prevenzione medica, dell’istruzione e della qualità dell’alimentazione.

Codici sollecita il governo a non limitarsi a palliativi temporanei, ma a varare con urgenza misure strutturali a lungo termine. La richiesta verte sull’azzeramento duraturo degli oneri di sistema impropri che continuano ad appesantire le fatture e sulla vigilanza contro le speculazioni finanziarie che alterano le contrattazioni sui mercati all’ingrosso, garantendo una reale e tangibile tutela dei consumatori in vista dei mesi più freddi dell’anno.

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I rincari Arera del gas e la stangata sui clienti vulnerabili

Sul versante specifico del metano, Arera ha certificato che nel mese di ottobre le quotazioni all’ingrosso hanno subito un violento rimbalzo. Per il cliente tipo la spesa totale ha registrato un aumento del 9,1% rispetto a settembre, con conseguenze dirette per chi è rimasto nel servizio di tutela della vulnerabilità e rischi imminenti di contagio anche per i contratti stipulati sul mercato all’ingrosso.

Nel dettaglio tecnico, la quotazione della sola materia prima gas ha raggiunto gli ottantotto euro a megawattora, portando il costo unitario complessivo per il consumatore tipo a 176,80 centesimi per metro cubo. La pura componente energetica è arrivata a incidere per ben 97,06 centesimi, arrivando a pesare da sola per il 54,9% sul totale della bolletta, rendendo vani i tentativi di risparmio individuali.

Il dato dell’Autorità investe in prima persona circa due milioni di clienti vulnerabili: anziani con oltre 75 anni, soggetti disabili o residenti in strutture d’emergenza. Sebbene il meccanismo non si applichi automaticamente a chi ha sottoscritto offerte a prezzo fisso nel mercato libero, esso anticipa ineluttabilmente la tendenza al rialzo a cui andranno incontro anziani e persone fragili all’avvio della stagione termica, questione cruciale collegata alla gestione sostenibile approfondita in energia e tutela del territorio in Abruzzo.

Le tensioni in Medio Oriente e il rischio scorte per l’inverno

A rendere il mercato energetico un terreno minato sono le continue tensioni geopolitiche che incendiano gli scacchieri internazionali. Le quotazioni del metano restano ostaggio degli equilibri del Medio Oriente e delle dichiarazioni dell’Iran sul controllo dello Stretto di Hormuz: un mercato volatile in cui l’annuncio di una ritorsione o il blocco delle rotte petrolifere produce oscillazioni percentuali a doppia cifra, impedendo alle famiglie qualsiasi pianificazione economica.

A delineare uno scenario ancora più cupo contribuisce la situazione delle riserve strategiche europee. Secondo i monitoraggi dell’Agenzia internazionale dell’energia, i depositi sotterranei di stoccaggi di gas dell’Unione Europea affrontano l’inverno con scorte ai minimi dal 2013: le stime indicano che entro la fine di marzo 2027 le riserve potrebbero scendere al di sotto del 10% della capacità operativa complessiva.

«La situazione è sempre più delicata e non si può lasciare i cittadini in balia delle speculazioni internazionali», ha concluso Giacomelli. Con l’avvio della stagione di riscaldamento servono tempestive misure di sostegno per scongiurare una catastrofe economica, garantendo la sicurezza degli approvvigionamenti e ponendo un freno immediato alla morsa soffocante della lotta al carovita.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Economia

Educazione finanziaria con Poste Italiane: al via i webinar gratuiti per famiglie e cittadini su bilancio, gestione del credito e polizze

Poste Italiane lancia i webinar gratuiti di educazione finanziaria per tutte le famiglie italiane.

In occasione del Mese dell’Educazione Finanziaria promosso dal Comitato Edufin, arrivano su scala nazionale una serie di incontri online gratuiti (con sottotitoli e interprete LIS) per imparare a gestire i conti di casa, il credito e la protezione assicurativa dai rischi, con una sezione didattica dedicata anche alle scuole.

Ritenete che l’educazione finanziaria dovrebbe essere insegnata come materia obbligatoria fin dai banchi di scuola? Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Webinar finanziario poste

Roma – Una grande iniziativa di servizio pubblico e inclusione economica aperta a tutti i cittadini su scala nazionale. In occasione della nona edizione del Mese dell’Educazione Finanziaria, promosso ufficialmente dal Comitato Edufin sotto lo slogan “Educazione finanziaria: oggi per il tuo domani”, Poste Italiane rinnova il proprio impegno sociale promuovendo un fitto calendario di webinar gratuiti online accessibili a tutte le famiglie italiane. Un percorso informativo fondamentale per diffondere consapevolezza economica, analizzato nel dettaglio nelle nostre pagine di economia, lavoro e finanza quotidiana.

La partecipazione all’iniziativa, pensata per raggiungere capillarmente l’intera penisola — dalle grandi aree metropolitane alle province e alle comunità locali come il territorio di Rieti e delle aree interne — offre a chiunque la possibilità di acquisire strumenti pratici di gestione economica. Attraverso il confronto diretto con esperti del settore, i partecipanti possono comprendere come difendere il proprio potere d’acquisto dall’inflazione, come pianificare le spese essenziali ed evitare gli errori più comuni nella gestione del bilancio familiare.

Il calendario degli incontri online di Poste Italiane su bilancio familiare e gestione del credito

Il ciclo di incontri digitali di Poste Italiane entra subito nel vivo con una prima giornata caratterizzata da un doppio appuntamento tematico. La sessione mattutina, fissata alle ore 10:00, è interamente dedicata a “I conti di casa”, con utili suggerimenti operativi su come ottimizzare le entrate, ridurre gli sprechi e impostare un piano di risparmio periodico. Nel pomeriggio, a partire dalle ore 16:00, i riflettori si spostano invece su “La gestione del credito”, un approfondimento indispensabile per comprendere il funzionamento di prestiti, finanziamenti e mutui per i progetti di vita.

I relatori guideranno gli utenti attraverso esempi pratici, spiegando come valutare la sostenibilità delle rate mensili e come pianificare gli investimenti futuri senza correre il rischio di sovraindebitamento. Si tratta di un’opportunità preziosa anche per le nuove generazioni alle prese con le prime scelte professionali e contrattuali, come approfondito anche nella nostra recente analisi su giovani, nuove competenze e inserimento nel mondo del lavoro.

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La Giornata dell’Educazione Assicurativa e la protezione dei propri cari

Il secondo blocco di eventi è previsto per giovedì 5 novembre, in concomitanza con la Giornata dell’Educazione Assicurativa. Anche in questo caso Poste Italiane raddoppia l’offerta formativa con due sessioni (alle 10:00 e alle 16:00) dedicate al tema fondamentale de “La protezione”. Nel corso dei seminari verranno illustrati i principi chiave della previdenza integrativa e della tutela personale, mostrando come difendere se stessi e i propri cari dagli eventi imprevisti o accidentali che possono verificarsi nel corso della vita, temi centrali per il benessere quotidiano e la serenità delle famiglie.

Un elemento di assoluta rilevanza sociale riguarda l’accessibilità: per garantire la più ampia partecipazione democratica e abbattere ogni barriera, tutti i webinar sono fruibili con sottotitoli in tempo reale e con la traduzione simultanea dell’interprete LIS (Lingua dei Segni Italiana). Una scelta inclusiva che conferma l’attenzione costante verso le fasce più deboli e vulnerabili della popolazione.

Come partecipare gratuitamente ai webinar e la piattaforma per le scuole

Prendere parte a questi corsi online gratuiti è semplicissimo: i cittadini interessati possono collegarsi direttamente al portale istituzionale di Poste Italiane, accedere alla sezione dedicata all’Educazione Finanziaria nell’area sostenibilità, selezionare la tematica preferita e completare la rapida registrazione online. La piattaforma mette a disposizione un ricco archivio di guide, video esplicativi e podcast liberamente consultabili in qualsiasi momento da pc, tablet o smartphone.

Grande spazio è inoltre riservato alla formazione dei più piccoli con il programma “A scuola di economia”, che propone tre percorsi didattici multimediali differenziati per gli alunni della scuola primaria e per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Un investimento culturale strategico per costruire una cittadinanza più consapevole e responsabile in ogni comune e borgo del nostro territorio nazionale.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Economia

Nasce l’ICSI, la banca solidale contro la povertà: così un euro donato col QR code aiuta chi non può pagare bollette e cure

Nasce l’ICSI, la prima banca virtuale solidale dove bastano micro-donazioni da 1 euro per soccorrere le famiglie indigenti.

Un progetto rivoluzionario basato su QR code nei negozi per erogare aiuti a fondo perduto su bollette, visite mediche urgenti e start-up per giovani senza garanzie.

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l'ICSI, la banca solidale

Roma – Nel panorama delle iniziative sociali ed economiche del nostro Paese prende forma un modello inedito e rivoluzionario di solidarietà collettiva, capace di sfidare i canoni della finanza tradizionale per mettere al centro la dignità delle persone più vulnerabili. Si chiama ICSI – Istituto di Credito Sudisti Italiani ed è stato concepito come il primo sportello bancario virtuale al mondo interamente dedicato a chi si trova ad affrontare gravi difficoltà materiali, offrendo una risposta concreta al disagio che interessa milioni di cittadini e collegandosi al dibattito promosso dalla nostra rubrica di attualità ed economia.

L’idea di fondo scaturisce da una riflessione profonda quanto disarmante nella sua semplicità: il dramma della deprivazione non può essere combattuto esclusivamente attraverso la logica del grande capitale o affidandosi a donazioni milionarie di pochi Paperoni, ma attraverso la partecipazione diffusa dei cittadini. Trasformare una miriade di micro-gesti quotidiani in una gigantesca risorsa comunitaria rappresenta il cardine di questa sfida, che punta a ridisegnare il concetto stesso di ricchezza misurandolo non sul patrimonio dei singoli, ma sulla capacità di proteggere le fasce deboli del territorio e della comunità nazionale.

Il meccanismo operativo ideato dai promotori dell’ICSI si fonda su una presenza capillare nella vita reale di tutti i giorni. Attraverso una rete ramificata di esercizi commerciali convenzionati, negozi di quartiere e punti di ritrovo pubblico, verranno esposte locandine informative dotate di un apposito codice QR interattivo. Inquadrando l’immagine con la fotocamera del proprio smartphone o tablet, chiunque potrà scegliere di effettuare una micro-donazione istantanea partendo anche da un solo euro, senza commissioni nascoste e con assoluta libertà di scelta.

Quella moneta da un euro, che nel bilancio di un singolo consumatore rappresenta una frazione insignificante, moltiplicata per centinaia di migliaia o milioni di italiani si tramuta in un patrimonio straordinario. L’iniziativa dialoga idealmente con le battaglie a tutela delle famiglie schiacciate dall’inflazione, tema al centro del nostro recente approfondimento su rincari record e tutela del potere d’acquisto.

Come funziona l’Istituto di Credito Sudisti Italiani: micro-donazioni popolari e aiuti a fondo perduto

La caratteristica più innovativa e dirompente dell’ICSI è la natura degli interventi economici erogati: si tratta di contributi a fondo perduto. A differenza degli istituti di credito ordinari, che concedono prestiti gravati da tassi di interesse e garanzie patrimoniali spesso inaccessibili per chi versa in stato di bisogno, l’istituto solidale non chiederà mai la restituzione del denaro a chi riceve soccorso per un’emergenza vitale, evitando di aggiungere il fardello di un nuovo debito a una situazione già drammaticamente compromessa.

Il pilastro su cui poggia l’intera architettura del progetto è la trasparenza amministrativa assoluta. Chi decide di donare deve avere la certezza matematica della destinazione finale di ogni centesimo raccolto: per questo, attraverso il portale web ufficiale www.sudistitaliani.it, sarà resa accessibile a tutti una sezione pubblica costantemente aggiornata con i rendiconti delle somme incassate, l’entità degli aiuti stanziati e le finalità sociali perseguite da ciascuna erogazione.

Tale operazione di rendicontazione avverrà nel pieno e rigoroso rispetto della privacy dei beneficiari. I dati personali sensibili non verranno mai esposti né strumentalizzati per fini propagandistici, tutelando la sensibilità di chi vive un momento di sconforto ed evitando ogni forma di umiliazione pubblica, affinché la solidarietà conservi intatta la propria nobiltà etica e promuova un rinnovato lifestyle improntato all’empatia e al benessere sociale.

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Dalle bollette alle visite mediche: gli interventi urgenti dell’ICSI per le famiglie in difficoltà economica

Il raggio d’azione dell’Istituto abbraccerà quattro grandi direttrici assistenziali concepite per scongiurare che incidenti di percorso temporanei si trasformino in tragedie irreversibili. La prima riguarda l’assistenza sanitaria urgente, intervenendo a supporto di chi deve sottoporsi a visite specialistiche o esami diagnostici salvavita che non possono attendere i tempi lunghi delle liste d’attesa e risultano insostenibili per le tasche dei non abbienti.

La seconda direttrice affronta il dramma del pagamento delle utenze domestiche e delle spese essenziali per la casa, dove l’erogazione di poche centinaia di euro può evitare il distacco della fornitura di luce, gas o riscaldamento durante la stagione invernale. A questo si aggiungono gli interventi tempestivi per eventi imprevisti o emergenze familiari e il sostegno mirato ad anziani soli e nuclei monogenitoriali privi di qualsiasi rete di protezione parentale.

La logica dell’intervento non è l’elargizione a pioggia, bensì la chirurgia sociale: intercettare il bisogno reale nel momento esatto in cui si manifesta. Aiutare un genitore a pagare i testi scolastici dei figli o consentire a un pensionato di acquistare farmaci necessari non significa fare elemosina, ma restituire quella serenità psicologica indispensabile per continuare a sperare e credere nel domani.

Trasparenza e futuro sociale: il sostegno alle start-up per trasformare il talento in riscatto concreto

Oltre a fungere da pronto soccorso per le urgenze materiali, l’ICSI intende porsi come incubatore di riscatto promuovendo la prevenzione strutturale della povertà. Il programma prevede infatti una corsia dedicata al finanziamento di micro-imprese e start-up giovanili nate da talenti che possiedono visione, creatività e competenze, ma che non riescono a ottenere credito dal circuito bancario convenzionale a causa dell’assenza di garanzie patrimoniali pregresse.

In questo specifico comparto produttivo verrà applicata la formula del prestito d’onore rigenerativo: qualora l’attività imprenditoriale finanziata raggiunga l’equilibrio economico e produca profitto, all’imprenditore verrà richiesta la graduale restituzione del capitale iniziale secondo tempistiche concordate. Il denaro rientrato non costituirà un guadagno per l’Istituto, ma rifluirà nel fondo rotativo comune per finanziare nuove imprese e generare un inesauribile circuito virtuoso di occupazione e crescita territoriale.

In un’epoca segnata da crescenti solitudini e cinismo economico, la scommessa lanciata dall’Istituto di Credito Sudisti Italiani dimostra che la solidarietà organizzata può diventare una leva potente. Quando milioni di persone scelgono di unire le proprie forze donando anche solo un euro, nessuna famiglia può dirsi davvero abbandonata e la comunità riscopre il valore più alto della propria umanità.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Economia

Allarme prezzi, raddoppia il costo dei peperoni in un anno: l’inchiesta di Codici sui rincari del carrello della spesa

Stangata carrello della spesa: il prezzo dei peperoni raddoppia in un anno con aumenti record oltre il 103%.

L’associazione Codici denuncia i ricarichi selvaggi tra campi e supermercati con l’inflazione al 5,4% e chiede verifiche urgenti a tutela delle famiglie.

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aumento prezzi

Roma – La morsa inarrestabile dell’inflazione continua ad abbattersi senza tregua sulle tavole e sulle abitudini alimentari degli italiani, colpendo perfino i prodotti ortofrutticoli più comuni e salutari della nostra dieta mediterranea. Secondo le ultime rilevazioni diffuse dall’ISMEA, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, nel corso dell’ultima settimana di ottobre 2026 il prezzo medio all’origine dei peperoni colorati ha raggiunto la quota record di 1,48 euro al chilogrammo. Una quotazione che segna un rincaro sconcertante del 103,4% su base annua, accendendo un serio campanello d’allarme per l’andamento della nostra economia nazionale.

Il dato desta ancora maggiore preoccupazione se si osserva la dinamica settimanale, che evidenzia un balzo del 34,1% in soli sette giorni, mentre per i peperoni coltivati in serra i listini toccano quota 2,40 euro al chilogrammo, registrando una crescita del 65,5% rispetto al medesimo periodo del 2025. Una fiammata che rischia di compromettere il potere d’acquisto dei lavoratori precari e delle famiglie più vulnerabili, temi sociali approfonditi anche nel nostro recente servizio sul Premio Omissis dedicato al mondo del lavoro, con ripercussioni evidenti in ogni singolo territorio provinciale.

A denunciare con forza la gravità di questo scenario è l’associazione per la tutela dei consumatori Codici, la quale evidenzia come questi incrementi vertiginosi non siano un caso isolato, ma si inseriscano all’interno di una spirale inflattiva diffusa che sta impoverendo il ceto medio. Secondo le stime preliminari dell’Istat, a ottobre l’indice generale dei prezzi al consumo ha toccato il 5,4% su base annua, trainato dal rincaro dei beni energetici saliti del 31,4% e dal capitolo degli alimentari non lavorati cresciuto del 7,5%, richiamando l’urgenza di interventi da parte della politica di governo.

L’impennata dei costi agricoli è il riflesso diretto della crisi geopolitica internazionale e delle speculazioni finanziarie sui mercati delle materie prime energetiche. Quando il prezzo del gasolio e dell’elettricità schizza alle stelle, l’intera catena produttiva ne risente immediatamente: dal riscaldamento delle serre alla concimazione, fino alle celle frigorifere e alla logistica su gomma, determinando una situazione insostenibile per la tenuta dei consumi alimentari.

I dati ISMEA sui prezzi dei peperoni: aumenti record oltre il 100% all’origine

I numeri elaborati dagli analisti dell’ISMEA fotografano una realtà allarmante per i campi italiani. L’indice dei costi di produzione agricola segnalava già nei mesi estivi un incremento annuo del 40,2% per i carburanti, voce che incide pesantemente sulla gestione dei trattori e delle macchine per la raccolta. La combinazione letale tra siccità prolungata, eventi meteo estremi e bollette esorbitanti ha ridotto la resa per ettaro, costringendo i coltivatori ad aumentare le tariffe all’ingrosso per non operare in perdita economica.

Tuttavia, il vero dramma per i consumatori si consuma nel tragitto che separa le campagne dai banchi della distribuzione. Se il peperone alla produzione costa attorno a un euro e mezzo, sui banconi dei supermercati e dei mercati rionali il prezzo al dettaglio arriva facilmente a sfiorare e superare i quattro euro al chilo. Una forbice speculativa inaccettabile che penalizza doppiamente i cittadini, costretti a tagliare sulla qualità del cibo per far quadrare i conti del bilancio domestico.

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La denuncia di Ivano Giacomelli di Codici sulla speculazione della grande distribuzione

Sulla vicenda è intervenuto in modo durissimo il Segretario Nazionale di Codici, Ivano Giacomelli, chiedendo trasparenza immediata lungo tutti gli anelli della filiera agroalimentare. «Quando il gasolio e l’energia salgono, i costi si scaricano a cascata fino alla tavola delle persone. Le famiglie, già alle prese con bollette elettriche insostenibili e benzina alle stelle, si trovano oggi costrette a pagare cifre spropositate persino per la verdura fresca», ha dichiarato il portavoce, accendendo i riflettori sul ruolo della grande distribuzione organizzata.

«Ci chiediamo con urgenza quanto di questi spaventosi rincari arrivi effettivamente nelle tasche degli agricoltori e quanto invece si disperda nei passaggi intermedi della filiera. I dati dell’ISMEA riguardano i prezzi alla produzione: tra il campo e lo scaffale del supermercato i colossi commerciali non possono nascondersi dietro un dito. Pretendiamo verifiche serrate e controlli fiscali affinché non siano sempre le famiglie a pagare il conto della crisi», ha concluso Ivano Giacomelli.

L’inflazione al 5,4% e l’impatto del caro energia sul bilancio mensile delle famiglie

L’allarme sui peperoni si somma a una lunga serie di rincari che stanno ridisegnando la spesa alimentare quotidiana. Dal pane alla pasta, dall’olio extravergine d’oliva fino ai latticini e alla frutta di stagione, l’effetto domino dell’inflazione alimentare sta costringendo milioni di nuclei a rivedere al ribasso i propri acquisti, rinunciando spesso a prodotti freschi ricchi di vitamine a favore di cibi ultra-processati a basso costo, con pesanti conseguenze sulla salute pubblica.

Per arginare questa pericolosa deriva, l’associazione Codici ha annunciato che proseguirà il monitoraggio capillare dei prezzi dei beni primari, sollecitando il Governo e l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ad attivare verifiche straordinarie contro le speculazioni di filiera. Servono sgravi fiscali mirati e sostegni concreti ai redditi per tutelare i consumatori e garantire che il diritto a un’alimentazione sana rimanga accessibile a tutti i cittadini italiani.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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