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Attualità

Crisi alloggi e affitti calmierati, la proposta di Federcasa: Gianluigi Pascoletti chiede un ministero della Casa

Crisi affitti e alloggi sfitti, la proposta di Federcasa: serve un ministero della Casa come per Salute e Lavoro!

Il segretario generale Gianluigi Pascoletti intervistato da Roberto Poletti: dai limiti della cedolare secca al dieci per cento fino all’urgenza di una cabina di regia unica per superare la frammentazione regionale.

Siete favorevoli alla creazione di un ministero per la Casa? Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Gianluigi Pascoletti

Roma – Il tema dell’emergenza abitativa e della sostenibilità economica delle locazioni urbane torna prepotentemente al centro dell’agenda politica ed economica nazionale con un intervento destinato a fare discutere. In una dettagliata intervista rilasciata al giornalista e conduttore Roberto Poletti, il segretario generale del sindacato inquilini FEDERCASA, Gianluigi Pascoletti, ha tracciato un quadro rigoroso sulle criticità del mercato immobiliare italiano, avanzando una proposta istituzionale ambiziosa: l’istituzione urgente di un Ministero ad hoc per la Casa sul modello dei dicasteri dedicati a Salute e Lavoro, una priorità essenziale per il nostro settore di economia e politiche sociali.

L’analisi del leader sindacale parte dall’esame dei recenti provvedimenti varati dall’esecutivo per abbassare la pressione fiscale sugli affitti a canone concordato e calmierato. Sebbene in linea di principio la riduzione delle imposte rappresenti un segnale incoraggiante per incentivare i proprietari a immettere sul mercato gli immobili sfitti, Gianluigi Pascoletti evidenzia forti dubbi sull’efficacia reale del meccanismo: la misura, pensata per entrare a regime in vista del 2027, rischia di tradursi in un semplice sgravio fiscale per i locatori senza produrre un effettivo e tangibile calo dei canoni mensili a carico degli inquilini, tematica al centro del confronto di politica economica e riforme.

Una realtà che tocca da vicino le grandi metropoli come Roma e Milano, dove le trattative per il rinnovo degli accordi territoriali registrano la ferma opposizione delle proprietà a concedere ulteriori sconti sui prezzi di mercato. Il problema abitativo frena lo sviluppo e la mobilità interna dei lavoratori, ricollegandosi alle difficoltà strutturali che abbiamo documentato nella nostra recente inchiesta sulla crescita e investimenti per il territorio abruzzese.

La mancanza di una cabina di regia statale unica penalizza le famiglie a basso reddito e le giovani generazioni in ogni comparto del nostro territorio nazionale.

Le misure fiscali del governo e la cedolare secca al dieci per cento: l’analisi di Gianluigi Pascoletti sugli affitti

Forte della rappresentatività di un sindacato firmatario di storici accordi collettivi con enti previdenziali e casse professionali quali ENPAM, Enasarco, INPS e INPDAP, il segretario di Federcasa richiama l’esperienza storica della cedolare secca: «Quando nacque la cedolare secca al 15%, poi scesa al 10%, ha funzionato egregiamente perché ha fatto emergere il sommerso. Negli accordi a canone concordato già si tiene conto dell’agevolazione fiscale per trovare una mediazione calmierata rispetto ai prezzi di mercato».

Tuttavia, la nuova riduzione delle tasse valida per gli accordi che saranno in vigore nel 2027 non porterà automaticamente a una rinegoziazione al ribasso dei contratti esistenti: «Nelle trattative in corso, come ad esempio a Roma, vediamo chiaramente che i proprietari non hanno alcuna intenzione di diminuire ancora i canoni. Questa misura non abbasserà i prezzi per chi già vive in affitto, ma potrà al massimo fungere da incentivo per convincere i possessori di case vuote a metterle a reddito», sottolinea con pragmatismo Gianluigi Pascoletti.

Per risolvere l’emergenza in modo strutturale, ammonisce il sindacato, non bastano interventi tampone sul fisco ma occorre ripensare l’intera filiera dell’edilizia residenziale pubblica e privata.

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Dagli alloggi sfitti alle trattative a Roma: perché i proprietari frenano sul calo dei canoni di locazione

Il segretario di Federcasa pone l’accento su un paradosso sociale ed economico che rischia di bloccare la crescita del Paese: l’impossibilità per molti giovani e lavoratori di accettare un impiego a causa dei costi proibitivi dell’alloggio. «Ci sono casi frequenti di giovani laureati che vincono concorsi pubblici o trovano ottime opportunità professionali lontano da casa, ma sono costretti a rinunciare al ruolo perché nelle città di destinazione non riescono a trovare una stanza o un appartamento a un prezzo congruo con il loro stipendio», denuncia Gianluigi Pascoletti.

La mancanza di una strategia integrata impedisce al mercato di autoregolarsi. Un dicastero dedicato dovrebbe operare in costante sinergia con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con il Ministero del Lavoro, programmando agevolazioni fiscali mirate e sbloccando i patrimoni immobiliari inutilizzati per favorire l’incontro tra domanda e offerta a canoni sostenibili per la classe media.

Senza una cabina di regia governativa, le tensioni abitative rischiano di aggravare l’isolamento delle fasce più deboli e frenare la mobilità geografica della forza lavoro.

L’eredità della Gescal e la proposta di Federcasa: un ministero della Casa per coordinare le venti politiche regionali

L’affondo più significativo dell’intervista riguarda la totale frammentazione istituzionale ereditata dalla cancellazione dei fondi storici dedicati all’edilizia residenziale pubblica: «Una volta in Italia avevamo la GESCAL, che garantiva finanziamenti strutturali certi per le case popolari; eliminata quella gestione, non è rimasto più nulla. I tre pilastri fondamentali per i cittadini italiani sono Salute, Lavoro e Casa: per i primi due esiste un ministero ad hoc con portafoglio e responsabilità definite, mentre per la Casa incredibilmente non c’è».

La devoluzione alle Regioni ha generato venti regimi normativi disomogenei, privi di linee guida condivise: «Nelle Regioni ognuno va per conto suo, con venti politiche abitative differenti. Abbiamo concesso questa autonomia, ma se a monte manca una cabina di regia statale che fissi indirizzi omogenei, il sistema si paralizza. Serve un Ministero della Casa che non sia una poltrona in più, ma una struttura operativa capace di fare pianificazione strategica a lungo termine», conclude Gianluigi Pascoletti.

Un monito autorevole che chiama le forze parlamentari a un confronto serio per restituire al diritto alla casa la dignità di un pilastro costituzionale irrinunciabile.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Attualità

Guerra ibrida e cybersicurezza, l’allarme di Luca Sforzini: “basta nascondere la Russia, i cosacchi virtuali sono gia qui”

Guerra ibrida, l’allarme di Luca Sforzini: i cosacchi virtuali della Russia sono già qui!

La replica a Vannacci e la difesa della linea Crosetto: difendere le reti informatiche significa proteggere ospedali, trasporti e famiglie dagli attacchi di Mosca.

Siete d’accordo con la necessità di investire sulla sicurezza digitale? Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Guerra ibrida

Castellar Ponzano – Il dibattito sulla sicurezza nazionale e sulle nuove forme di conflitto asimmetrico si infiamma con una presa di posizione netta e priva di infingimenti diplomatici, destinata a scuotere il panorama politico e strategico italiano. Dalla storica cornice del Castello Sforzini di Castellar Ponzano, il presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, Luca Sforzini, è intervenuto con durezza sull’escalation della guerra ibrida in Europa, denunciando il tentativo di minimizzare la provenienza strategica degli attacchi informatici che minacciano quotidianamente le nostre istituzioni, un’analisi di fondo che arricchisce la nostra sezione di politica e sicurezza internazionale.

Secondo il presidente del centro studi, continuare a parlare genericamente di hacker solitari o pirati informatici senza nominare apertamente la Russia di Vladimir Putin non rappresenta un atto di prudenza diplomatica, bensì una colpevole rimozione della realtà che rischia di avvelenare i pozzi dell’opinione pubblica. La minaccia alla civiltà occidentale ha compiuto un salto di qualità che impone chiarezza e coraggio intellettuale, riallacciandosi al rigore etico e alla responsabilità civile celebrati anche nella nostra riflessione quotidiana promossa da Il Mattutino del Castello Sforzini.

Nel suo intervento, Luca Sforzini chiama in causa direttamente le tesi sostenute dall’europarlamentare Roberto Vannacci: «A lungo Vannacci ha spiegato, con malcelata ironia, che i cosacchi non sono alle porte di Trieste. Sarà anche vero dal punto di vista dell’avanzata delle truppe corazzate, ma i cosacchi virtuali sono già all’assalto dei nostri sistemi informatici, delle nostre infrastrutture critiche, della logistica dei trasporti e dei presidi sanitari del nostro Paese», con ripercussioni concrete per il nostro territorio nazionale.

La vulnerabilità dei nodi nevralgici dello Stato dimostra come la difesa della democrazia sia indissolubilmente legata alla tenuta dei mercati, della produzione industriale e della nostra economia reale.

La replica di Luca Sforzini a Roberto Vannacci: i cosacchi virtuali sono già all’assalto dell’Occidente

La riflessione promossa da Luca Sforzini scardina la concezione novecentesca della sovranità territoriale: continuare a ragionare come se la sicurezza dipendesse esclusivamente dal presidio armato dei confini geografici significa non comprendere la natura delle guerre moderne. Le frontiere del ventunesimo secolo non corrono lungo i crinali montuosi, ma attraversano i server delle telecomunicazioni, i cavi sottomarini, le centrali elettriche, i sistemi di smistamento aereo e i database sanitari.

Non occorre mobilitare divisioni di fanteria per paralizzare una metropoli o condizionare le scelte economiche e civili di uno Stato sovrano: un’incursione cibernetica mirata può mandare in tilt i pronto soccorso, bloccare le reti ferroviarie e gettare nel caos la distribuzione energetica in poche frazioni di secondo. I cosacchi digitali non hanno bisogno di marciare fisicamente su Trieste per violare le nostre difese: sono già penetrati all’interno delle nostre case, delle nostre imprese e delle nostre istituzioni.

Il presidente di Rinascimento Nazionale sottolinea come l’aggressione ibrida sia studiata a tavolino per generare disorientamento psicologico, paura collettiva e sfiducia verso la classe dirigente democratica, alimentando narrazioni tese a indebolire la coesione dell’Occidente.

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Le parole del ministro Guido Crosetto sulla guerra ibrida: la difesa delle reti come tutela di ospedali e famiglie

In piena sintonia con le recenti dichiarazioni del Ministro della Difesa Guido Crosetto, l’analisi evidenzia come la guerra ibrida non sia un fenomeno meteorologico o una fatalità incontrollabile, ma una precisa strategia militare condotta da anni da Mosca contro l’alleanza atlantica ed europea. Questo non significa attribuire aprioristicamente ogni singolo disservizio al Cremlino, ma riconoscere la matrice geopolitica di un disegno complessivo di destabilizzazione.

Luca Sforzini stigmatizza con forza le retoriche populiste che contrappongono demagogicamente gli investimenti nella difesa a quelli per il welfare: «È culturalmente e politicamente irresponsabile continuare a minimizzare il pericolo, opponendo la spesa militare alla sanità o alla scuola. Oggi difendere le nostre infrastrutture di rete significa tutelare la continuità operativa dei reparti ospedalieri, garantire il funzionamento dei trasporti pubblici e proteggere il lavoro quotidiano delle famiglie. La sicurezza non è un lusso alternativo al benessere, ma la premessa indispensabile che lo rende possibile».

Senza una solida architettura di cybersicurezza, ogni investimento nei servizi sociali rischia di essere vanificato al primo attacco ransomware capace di criptare i server della pubblica amministrazione.

Dalla deterrenza Nato alla sicurezza digitale: la strategia di Rinascimento Nazionale per proteggere l’Italia

L’obiettivo strategico della disinformazione e degli attacchi cibernetici è indurre le democrazie alla rassegnazione, instillando la convinzione che difendersi sia troppo oneroso o addirittura una provocazione guerrafondaia. L’Italia e l’Unione Europea, avverte il presidente di Rinascimento Nazionale, devono reagire con una deterrenza cibernetica credibile e con un potenziamento massiccio dell’intelligence tecnologica, operando in stretta sinergia con i partner della Nato.

«Non abbiamo alcun bisogno di inventarci nemici inesistenti», conclude perentorio Luca Sforzini, «ma dobbiamo smettere immediatamente di far finta di non vedere quelli che già operano contro di noi. I cosacchi del Novecento non sono mai arrivati alle porte di Trieste; quelli del ventunesimo secolo sono già operativi nelle nostre reti. È tempo di svegliarsi e difendere senza esitazioni la nostra libertà e la nostra civiltà».

Un appello che richiama le istituzioni repubblicane a una presa di coscienza immediata, affinché la salvaguardia dello spazio cibernetico diventi il pilastro cardine della sovranità e della prosperità nazionale.

Comunicato a cura del Centro Studi Rinascimento Nazionale – Castello Sforzini di Castellar Ponzano – Riproduzione riservata Cavaliere News

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Attualità

Il Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano di sabato sette novembre: le campane di Venezia e il viaggio dell’astronomo

A mezzogiorno le campane di Venezia suonarono insieme, senza che nessuno desse l’ordine.

Il vecchio astronomo dopo quarant’anni tra le stelle compra un biglietto per Alessandria di sola andata: dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano il pensiero di sabato 7 novembre ci ricorda che il nuovo giorno che nasce non sa nulla di noi, regalandoci ogni mattina la possibilità di ricominciare con libertà, responsabilità e coraggio.

Qual è stata la scelta “di sola andata” più coraggiosa della vostra vita?

Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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il mattutino del 7 novembre 2026

Castellar Ponzano – Si rinnova anche in questo primo fine settimana di novembre l’appuntamento più intimo, profondo e atteso con il risveglio del pensiero, una sosta rigenerante che unisce la suggestione poetica al mistero della nostra esistenza. Dalle nobili mura secolari del Castello Sforzini di Castellar Ponzano giungono oggi, sabato 7 novembre 2026, immagini vivide e parole capaci di rischiarare lo spirito prima che le incombenze della giornata prendano il sopravvento, offrendo agli appassionati di cultura uno sguardo limpido sul significato del tempo e delle nostre scelte.

IL MATTUTINO • CASTELLO SFORZINI DI CASTELLAR PONZANO
Sabato 7 novembre 2026

«A mezzogiorno, tutte le campane di Venezia suonarono insieme. Nessuno aveva dato l’ordine. Nessuno pensò di fermarle.

Il vecchio astronomo aveva trascorso quarant’anni a osservare le stelle. Poi comprò un biglietto ferroviario per Alessandria, di sola andata.

Salutiamo, amico, il nuovo giorno
che nasce e che non sa niente di noi.

Questo era il Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano.
“Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio.”»

Il testo di questa mattina si apre con un’immagine acustica e visiva di straordinaria potenza evocativa, ambientata nella città lagunare per eccellenza. Immaginare che a mezzogiorno, nel cuore pulsante dell’Adriatico, tutte le campane di Venezia abbiano iniziato a rintoccare all’unisono senza che alcuna autorità avesse impartito una disposizione formale, racchiude l’essenza stessa dell’imprevisto sublime. È l’irrompere di un’armonia spontanea che supera le regole umane e di fronte alla quale nessuno ha l’ardire di intervenire per interrompere il prodigio.

Le campane di Venezia e il mistero dell’ordine invisibile: il significato del Mattutino

Questo straordinario rintocco collettivo simboleggia quei momenti rari e preziosi in cui la realtà sembra accordarsi su una frequenza superiore, ricordandoci che non tutto ciò che accade nel mondo può essere pianificato o imbrigliato da un calendario. Nel racconto poetico del Castello Sforzini, l’assenza di un ordine e l’altrettanta spontanea decisione di non fermare il suono rivelano come l’essere umano, quando si trova al cospetto della vera bellezza, sappia ancora deporre la propria brama di controllo per mettersi in puro ascolto, attingendo alla saggezza antica che custodiamo nelle storie e tradizioni del territorio.

Subito dopo le calli e i canali veneziani, la riflessione si sposta sulla figura solitaria e magnetica di un vecchio astronomo. Dopo aver dedicato ben quarant’anni di vita allo studio meticoloso delle galassie, scrutando infiniti cieli notturni attraverso le lenti del telescopio, l’uomo compie un gesto tanto inatteso quanto dirompente: acquista un biglietto ferroviario per Alessandria, scegliendo consapevolmente la formula della sola andata.

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Il vecchio astronomo e il biglietto per Alessandria: il coraggio delle scelte di sola andata

In quel biglietto ferroviario senza ritorno risiede una formidabile lezione di vita per il nostro percorso di lifestyle e benessere interiore. L’astronomo comprende che, dopo aver indagato per decenni le distanze siderali e le orbite immutabili dei corpi celesti, è giunto il momento supremo di abitare la terra, di toccare con mano il calore della polvere e delle relazioni umane. Scegliere un viaggio senza ritorno significa non tenere aperte vie di fuga, abbracciare la trasformazione personale con radicale onestà e riconoscere che ogni stagione della vita possiede il suo compimento.

A suggellare questa parabola giunge la carezza in versi dei due versi centrali: “Salutiamo, amico, il nuovo giorno che nasce e che non sa niente di noi”. È un invito commovente alla leggerezza e al perdono. L’alba che sorge ogni mattina non porta con sé il peso dei nostri errori passati, delle nostre ansie o dei rimpianti accumulati; il nuovo giorno si presenta a noi vergine, innocente e del tutto ignaro delle nostre sconfitte, offrendoci l’impagabile opportunità di ricominciare da capo a scrivere la nostra storia.

Libertà, responsabilità e coraggio: il saluto del Castello Sforzini per il fine settimana

La formula di congedo con cui il Castello Sforzini di Castellar Ponzano affida i suoi lettori al fine settimana racchiude una triade etica di altissimo valore: libertà, responsabilità e coraggio. Tre virtù indissolubilmente legate l’una all’altra, perché non può esistere autentica libertà se non è sostenuta dalla responsabilità verso noi stessi e verso il prossimo, né si può compiere alcun passo significativo nel mondo senza il coraggio di prendere decisioni nette, proprio come ha fatto l’astronomo alla stazione.

Che questo sabato 7 novembre possa rappresentare per ciascuno di noi l’occasione per ascoltare quelle campane interiori che suonano senza preavviso, salutando con fiducia il giorno che avanza e lasciandoci alle spalle le zavorre del passato. Dalla quiete feconda di Castellar Ponzano giunga a tutti l’augurio di un cammino consapevole, luminoso e ricco di audacia.

Rubrica a cura del Castello Sforzini di Castellar Ponzano – Cavaliere News

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Esteri

Canada respinge il visto di studio a una ragazza afghana nonostante una borsa di studio completa

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ragazza afghana

Redazione- Il Canada ha respinto la domanda di visto per motivi di studio presentata da una ragazza afghana di 18 anni, nonostante avesse ottenuto una borsa di studio completa presso una scuola privata nella provincia della Columbia Britannica. La borsa copriva tutte le spese di istruzione, alloggio, vitto e spese personali.

La decisione ha suscitato critiche da parte delle organizzazioni per i diritti umani, che denunciano il ripetuto rifiuto delle domande di visto presentate da ragazze afghane, anche quando sono beneficiarie di borse di studio complete.

Secondo quanto riportato venerdì 15 Aqrab dall’emittente canadese CBC, la ragazza era stata ammessa nell’aprile di quest’anno a un istituto privato in Canada per proseguire gli studi. Tuttavia, nell’agosto scorso, l’Immigration, Refugees and Citizenship Canada ha respinto la sua richiesta di visto.

Nella lettera di rifiuto, le autorità hanno indicato, tra le motivazioni, l’insufficienza delle risorse finanziarie per coprire le spese di studio e di soggiorno, oltre alla mancanza di garanzie sul suo ritorno in Afghanistan al termine del percorso scolastico.

La giovane, originaria di Kabul e la cui identità non è stata resa pubblica per motivi di sicurezza, ha dichiarato che, dopo il divieto imposto dai talebani all’istruzione delle ragazze oltre la sesta classe, ha continuato a studiare clandestinamente attraverso corsi online.

La ragazza considerava la borsa di studio canadese un’opportunità per completare la propria formazione e costruire un futuro migliore.

«Spero davvero che riconsiderino la loro decisione e riesaminino nuovamente la mia domanda. Questa vicenda non riguarda più soltanto me. Ho accettato dentro di me la responsabilità di rappresentare tutte le ragazze afghane e di portare avanti questo percorso per loro», ha affermato.

Fariba Rezaei, direttrice esecutiva dell’organizzazione non profit «Women Leaders of Tomorrow», ha dichiarato che, delle tre ragazze afghane selezionate quest’anno per il programma di borse di studio dell’organizzazione, le domande di visto di due sono state respinte, mentre la situazione della terza rimane ancora incerta.

Secondo Rezaei, i funzionari dell’immigrazione canadese respingerebbero le domande delle ragazze afghane senza esaminare attentamente i singoli casi. Nel caso della giovane di Kabul, infatti, sarebbe stata ignorata una borsa di studio che copriva tutte le spese di istruzione e di soggiorno.

Anche Gabriel Thibault, avvocato specializzato in immigrazione, ha ipotizzato che il fascicolo della ragazza non sia stato esaminato correttamente. Ha ricordato che un’organizzazione che sostiene i rifugiati era già riuscita a contestare davanti alla Corte federale canadese il rifiuto dei visti di due donne afghane, tra cui una beneficiaria di una borsa di studio universitaria del valore di 75.000 dollari presso la Wilfrid Laurier University.

Thibault ha inoltre sottolineato che il Dipartimento canadese dell’immigrazione utilizza il software automatizzato «Chinook» per valutare le domande e che il sistema potrebbe aver trascurato le informazioni relative alla borsa di studio della richiedente.

L’Immigration, Refugees and Citizenship Canada ha dichiarato che talvolta utilizza strumenti di intelligenza artificiale per attività quali la classificazione delle domande, l’individuazione dei casi ordinari, la preparazione di sintesi dei fascicoli per i funzionari e la risposta alle domande dei richiedenti attraverso chatbot. L’amministrazione ha tuttavia precisato che questi strumenti non partecipano alle decisioni finali.

Nel 2022, il Comitato speciale del Parlamento canadese sull’Afghanistan aveva raccomandato al governo di concedere visti di studio agli afghani beneficiari di borse di studio complete in Canada, senza valutare la loro intenzione di tornare nel Paese d’origine.

In risposta alle domande della CBC, il Dipartimento canadese dell’immigrazione ha affermato che le richieste di visto per motivi di studio vengono esaminate individualmente, sulla base delle informazioni fornite dai richiedenti.

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