ORICOLA,"IL CAPPOTTO"
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Oricola-Antonio Rinaldi detto Cerquignolu,di Oricola,insieme ad altri compaesani,andava a mietere il grano a Vallinfreda,a giornata da una buona e brava signora.Che tutte le mattine,a colazione,a pranzo e qualche volta anche a cena,se si faceva tardi,rifilava loro un bel piatto di cucuzze,di cococcelle.Lessate,al sugo,in padella,in bianco.Ma sempre cococcelle erano.Alle proteste dei lavoratori la dolce signora rispondeva:"Figli miei,non vi lamentate.Queste fanno bene,queste 'rinfrescano'.Mangiate,mangiate....."E quei poveretti,con sulla groppa tredici,quattordici ore di duro lavoro che dovevano fare?Mangiavano.Finchè un giorno......Era un luglio caldo e assolato.Ad un certo punto sul campo da mietere tutti,signora compresa,videro apparire un lugubre fantasma.Scuro invece che chiaro.Guardando meglio si accorsero che verso di loro camminava tranquillo il Cerquignolu.Coperto dalla testa ai piedi da un lungo cappotto invernale.Di lana.Senza una parola,senza un saluto prese la falce e cominciò a mietere col cappotto addosso.Sotto gli occhi allibiti di tutti.Finchè la signora sbottò:"Antò,ma che sei ammattito? Perchè co' sto caldo porti quel cappotto pesante?Antonio si voltò appena e fece serafico:"Ma quale caldo signo'?A forza di cococelle,a forza de 'rinfrescamme' sento friddo,me sto a jelà....signo'".Da quel giorno,ogni tanto, le cococelle comparivano lo stesso.Ma più spesso i lavoranti ricevevano un mangiare più adatto alle loro fatiche.Anche se meno "rinfrescante",sicuramente.
da "LA STRADA DI CASA STORIE da ORICOLA e dagli oricolani" di Tullio Lucidi
