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Gagliano Aterno, Ottavo Centenario Francescano: i sindaci firmano l’Atto di Affidamento

La Valle Subequana si prepara a vivere un pomeriggio di straordinaria e solenne importanza storica e spirituale! In occasione dell’Ottavo Centenario Francescano, venerdì 4 ottobre (ore 17:30) presso l’ex monastero di Santa Chiara a Gagliano Aterno, i Sindaci e i Parroci del territorio si riuniranno per sottoscrivere un corale e storico “Atto di affidamento al Santo Patrono d’Italia”. Un evento dal fortissimo valore simbolico per un territorio che vanta radici religiose millenarie: Gagliano Aterno fu il primo insediamento devozionale citato nelle Fonti Francescane, mentre la vicina Castelvecchio Subequo (nota come la “Piccola Assisi d’Abruzzo”) custodisce da secoli il sangue stimmatizzato di San Francesco. Una giornata memorabile di unione civile e fede!👇

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San Francesco di Assisi

Gagliano Aterno – La millenaria, profonda e radicata spiritualità che da sempre permea le affascinanti e aspre valli dell’entroterra abruzzese si appresta a vivere un momento di grandissima e solenne importanza comunitaria. In occasione dell’imminente e sentitissima ricorrenza del Sacro Transito di San Francesco d’Assisi, e inserendosi nelle prestigiose celebrazioni per l’Ottavo Centenario della sua morte terrena, le amministrazioni e le parrocchie del territorio hanno deciso di unire le proprie forze spirituali e istituzionali per dare vita a un evento dal fortissimo impatto simbolico. Nel tardo pomeriggio di venerdì 4 ottobre, con inizio previsto per le ore 17:30, la suggestiva e austera cornice dell’ex monastero di Santa Chiara a Gagliano Aterno ospiterà un’iniziativa a dir poco singolare e di profondo spessore storico-religioso: la firma ufficiale di un Atto di affidamento al Santo Patrono d’Italia. Questo documento solenne e corale verrà formalmente sottoscritto e siglato da tutti i Sindaci in fascia tricolore e dai Parroci appartenenti ai vari comuni della pittoresca Valle Subequana. Un gesto di straordinaria coesione territoriale, promosso attivamente e congiuntamente dal Comune di Gagliano Aterno e dalla benemerita Associazione Civitas Superequani di Castelvecchio Subequo, che gode dell’importante Patrocinio istituzionale del Parco Regionale Sirente-Velino e della preziosa e vitale collaborazione della Parrocchia di San Martino Vescovo e del Convento di San Francesco d’Assisi di Castelvecchio.

Il programma istituzionale: interventi, riflessioni e pergamene

La solenne cerimonia pomeridiana, concepita per onorare al meglio l’inestimabile eredità spirituale e culturale lasciata in dono dal Poverello d’Assisi, si articolerà attraverso un nutrito e interessante palinsesto di interventi e saluti istituzionali.
Ad aprire ufficialmente e calorosamente i lavori all’interno dell’ex monastero sarà il padrone di casa, il Sindaco di Gagliano Aterno dottor Luca Santilli, affiancato dal Parroco della comunità locale, Don Vincenzo Cianfaglione. A seguire, porterà i propri saluti e la propria benedizione il Guardiano del Convento di San Francesco d’Assisi nonché Parroco di Castelvecchio, Padre Gabriel Marius Caliman. Il momento centrale e di maggiore e profondo approfondimento intellettuale e storiografico dell’intero evento sarà affidato a una dettagliata relazione curata dal Professor Massimo Santilli (riconosciuto e stimato storico del francescanesimo e instancabile Presidente dell’Associazione promotrice), che farà da autorevole preludio all’atteso intervento istituzionale del Presidente del Parco Regionale Sirente Velino, Francesco D’Amore. Dopo il cordiale e formale saluto rivolto a tutti i Sindaci e i Parroci del vasto comprensorio subequano presenti in sala, la giornata culminerà emozionalmente e solennemente con la vera e propria cerimonia di sottoscrizione dell’Atto di Affidamento a San Francesco. Al termine dell’apposizione delle firme, a tutti gli illustri rappresentanti e garanti delle varie e vivaci comunità valligiane verrà solennemente consegnata una speciale e pregiata pergamena celebrativa a perenne ricordo e testimonianza dell’evento.

Il legame indissolubile tra la Valle Subequana e il culto francescano

La decisione di redigere, promuovere e firmare pubblicamente questo fondamentale documento di affidamento non è affatto casuale o dettata da mere ragioni di calendario, ma affonda le sue profonde, solide e storiche radici nel terreno fertilissimo della tradizione abruzzese.
La firma di questo atto, infatti, assume e riveste un altissimo, inestimabile e sacro valore simbolico, trovando la sua assoluta e giustificata ragione d’essere nell’incredibile e radicata diffusione che il primordiale movimento del francescanesimo ebbe originariamente in questo specifico spicchio di territorio appenninico. L’antico e fiero borgo di Gagliano Aterno rappresenta, dal punto di vista prettamente storico e documentale, una vera e propria e preziosissima pietra miliare per gli studiosi: è infatti universalmente riconosciuto e attestato come il luogo esatto del primo e antico insediamento devozionale citato apertamente e direttamente nelle sacre Fonti Francescane. Si tratta di un caso eccezionale, del tutto unico all’interno della valle e, più in generale, annoverato tra i pochissimi ed esclusivi insediamenti simili presenti nell’intero e vasto territorio della Regione Abruzzo.

Dalla storia di Gagliano alla “Piccola Assisi d’Abruzzo”

L’immenso, variegato e inestimabile patrimonio spirituale, artistico e architettonico legato a filo doppio alla figura e ai miracoli di San Francesco non si esaurisce però unicamente nel territorio di Gagliano Aterno, ma permea e arricchisce l’intera area geografica circostante.
Un ruolo di primissimo, assoluto e sacrale piano è storicamente e religiosamente ricoperto dalla vicina e bellissima Castelvecchio Subequo. Questo borgo, non a caso, è conosciuto, celebrato e venerato dai numerosi pellegrini con il prestigioso e meritato appellativo di “Piccola Assisi d’Abruzzo”. La cittadina custodisce infatti gelosamente al suo interno, con immensa e devota cura, la rarissima e veneratissima reliquia del sangue stimmatizzato di San Francesco, oltre a poter vantare la presenza di un prezioso, inestimabile e meraviglioso ciclo pittorico risalente alla fine del XIV secolo. Queste straordinarie, uniche e magnifiche testimonianze di fede, unite in modo indissolubile e armonioso a tutte quelle presenti e disseminate capillarmente nelle altre località dell’area, sono state sapientemente raccolte, catalogate e inserite all’interno di una pregevole e utilissima brochure informativa dedicata al Centenario Francescano. Questa speciale pubblicazione, realizzata e curata con maestria dall’AICS (Comitato Regionale Abruzzo), verrà infine distribuita gratuitamente e generosamente a tutti i fedeli e i cittadini presenti all’evento, a chiusura di una giornata destinata a rimanere indelebilmente scolpita nella memoria storica, religiosa e civica della Valle Subequana.

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Riparte Bibliotec’Umana a Chieti Scalo: al via la residenza performativa Metamorfosi Club

La letteratura teatrale prende vita e si trasforma a Chieti Scalo! Sulla scia dello straordinario successo del Festival Biblioteche Sociali, a partire da martedì 6 ottobre (ore 17:00) presso la Biblioteca “M. Bonincontro” riparte l’innovativa residenza performativa “Bibliotec’Umana”. Quest’anno il laboratorio gratuito, aperto al pubblico su prenotazione e guidato dalla sapiente e visionaria regia di Beniamino Cardines, si intitolerà “Metamorfosi Club”: una profonda e sperimentale rilettura “meticciata” che unirà magistralmente il pensiero classico di Ovidio con i temi alienanti di Franz Kafka. Un viaggio esplorativo tra corpo, voce e democrazia dell’arte che si concluderà nel 2027 con un grande evento performativo e collettivo aperto a tutta la cittadinanza!👇

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Locandina evento Chieti

Chieti – Il vibrante, fervido e vitale tessuto socioculturale e artistico della città teatina si arricchisce e si rianima in questa primissima fase autunnale con un nuovo, affascinante e sperimentale progetto dedicato interamente alla dirompente forza espressiva della settima arte, della drammaturgia teatrale e della letteratura condivisa. Sulla grandiosa e promettente scia del recentissimo, caloroso e straordinario successo di pubblico e critica ottenuto durante lo svolgimento del FBS – Festival Biblioteche Sociali 2026, riparte ufficialmente e con grandissimo e rinnovato slancio intellettuale la storica e innovativa residenza performativa intitolata Bibliotec’Umana. A partire dall’imminente pomeriggio di martedì 6 ottobre 2026, gli accoglienti e vissuti spazi della Biblioteca sociale “M. Bonincontro”, strategicamente e comodamente situata nella centralissima Piazza San Pio X a Chieti Scalo (una vitale e attiva struttura pubblica intelligentemente affidata dall’amministrazione del Comune di Chieti alla gestione operativa di Chieti Solidale srl), faranno da suggestivo palcoscenico e da “incubatore” creativo a un nuovissimo, complesso e stimolante studio di ricerca performativa. Il progetto, intitolato suggestivamente e poeticamente “Metamorfosi Club – democrazia dell’arte e altri fronti di civiltà, liberamente meticciato da Ovidio e Kafka”, vanta la solida, visionaria e prestigiosa direzione artistica e la sapiente e attenta regia del noto scrittore, giornalista e brillante performer Beniamino Cardines, ed è attivamente, capillarmente e strutturalmente organizzato dalle associazioni I luoghi del buon incontro aps e Bibliodrammatica aps.

Il nuovo studio letterario meticciato su Ovidio e Kafka

L’affascinante, inedito e sfidante progetto di ricerca espressiva e performativa proposto dalla direzione artistica chietina non si pone in alcun modo come un passivo o tradizionale corso di recitazione accademica, ma si struttura apertamente e programmaticamente come un particolarissimo e intenso “laboratorio di arti performative” totalmente aperto al pubblico e alla società civile.
La solida base drammaturgica e tematica di partenza su cui si svilupperà e crescerà l’intero impianto scenico del percorso laboratoriale affonda le proprie profonde e nutrite radici culturali in una particolarissima, feconda e stimolante crasi intellettuale, storica e filologica: la rilettura e l’ibridazione, letteralmente definita “meticciata”, del capolavoro della “Metamorfosi” del grande autore classico latino Ovidio con le spigolose, angoscianti e profondissime riflessioni sulla mutazione, sull’alienazione contemporanea e sull’assurdità esistenziale portate alla luce del mondo dalla genialità inquieta di Franz Kafka. Attraverso lo studio approfondito, meticoloso e analitico dei principali linguaggi espressivi contemporanei (passando per la complessa gestione del binomio corpo-voce, l’uso innovativo e non convenzionale dello spazio scenico teatrale e la rielaborazione della drammaturgia testuale vera e propria), il gruppo di lavoro cittadino muoverà collettivamente i propri primi e decisi passi verso un enorme e ambizioso traguardo finale: la costruzione corale e la stesura definitiva di una grandiosa performance collettiva. Questa preziosa opera, il cui intero e faticoso processo di gestazione durerà per svariati e intensi mesi lavorativi, verrà successivamente e gloriosamente portata in scena davanti al grande pubblico cittadino e regionale come vero e proprio “Progetto Speciale” appositamente concepito, realizzato e prodotto nell’attesissimo ambito della seconda e fondamentale edizione del FBS / Festival Biblioteche Sociali prevista per l’anno 2027.

La biblioteca come cuore pulsante: le parole di Fabiola Nucci

L’intera, complessa e affascinante iniziativa laboratoriale si inserisce e si sposa alla perfezione all’interno di una visione molto più ampia, coraggiosa, moderna e vitale di ciò che dovrebbero concretamente, politicamente e socialmente rappresentare le odierne biblioteche e gli spazi pubblici all’interno dei nostri difficili centri abitati.
A descrivere in modo vivido, appassionato, lucido ed entusiastico la precisa e profonda “mission” etica, sociale e operativa della struttura ospitante è stata la dottoressa Fabiola Nucci, attuale ed energica responsabile della biblioteca teatinese. “Immaginiamo e viviamo costantemente la nostra preziosa Biblioteca come un vero e proprio cuore umano, costantemente pulsante, vivo, sanguigno e sempre propositivo, un solido epicentro di alta cultura, di condivisione, di aggregazione popolare, di eventi sociali e di pura, tangibile umanità”, ha dichiarato pubblicamente la Nucci, tracciando poi con chiarezza inequivocabile gli ambiziosi obiettivi futuri dell’istituzione culturale da lei diretta. “La vediamo quasi materialmente e fisicamente camminare tra la nostra gente del quartiere, ascoltare i loro bisogni repressi, per poter poi finalmente e degnamente restituire a un intero territorio l’idea forte, vitale e radicata che un progetto culturale è veramente e socialmente vivo solamente se è e riesce a rimanere costantemente presente e attivo. Deve necessariamente essere teso a soddisfare l’urgente bisogno di aggregare e dialogare apertamente, con la precisa missione di costruire instancabilmente nuovi ponti culturali di pace e di conoscenza tra sponde apparentemente e temporaneamente improbabili, lontane, ma mai per definizione irraggiungibili”.

La visione transgenerazionale del regista Beniamino Cardines

L’architetto intellettuale, morale e artistico di questa lunga e affascinante residenza performativa è il regista Beniamino Cardines, che ha voluto personalmente illustrare con grande dovizia di dettagli e profondità intellettuale l’impalcatura prettamente filosofica ed espressiva che sosterrà nei mesi a venire l’intera durata del Metamorfosi Club.
“Pensiamo e viviamo da sempre la Letteratura come un fortissimo, ineguagliabile e inarrestabile linguaggio di coesione sociale pubblica, un solido, lunghissimo e resistente ponte di dialogo aperto e pacifico in grado di mettere finalmente in comunione culture diverse, persone umane sofferenti e generazioni storicamente e apparentemente lontanissime tra loro. Un approccio fortemente transculturale e orgogliosamente transgenerazionale”, ha spiegato con chiarezza e passione viscerale l’artista, rivelando infine l’originalissima, complessa e rivoluzionaria chiave di lettura stilistica e performativa del suo intero e nascente progetto teatrale. “In un mondo moderno caotico e disordinato dove purtroppo, a causa della cronica mancanza di tempo, tutto scorre e tutto si dimentica colpevolmente troppo velocemente, abbiamo deciso di opporci costruendo letteralmente, grazie all’aiuto fondamentale e indispensabile della memoria collettiva dei singoli performer coinvolti, un grande, spaventoso ed esplosivo cratere visibile della mutazione sociale. Un club della metamorfosi umana, una sorta di sterminata e gigantesca biblioteca umana capace di ospitare e catalogare tutte le grandi e contrastanti emozioni universali umane che, inevitabilmente, dilata e sconvolge enormemente la classica percezione degli spettatori, con l’intento ultimo di riaffermare fieramente, una volta per tutte, la totale e assoluta libertà di scelta intellettuale, civile e sociale del singolo individuo”. La residenza durerà ufficialmente da ottobre 2026 fino al mese di marzo 2027: gli incontri settimanali del laboratorio gratuito (che prevede un numero massimo, rigido e invalicabile di 15 preziosi posti accessibili al pubblico esclusivamente su prenotazione telefonica al numero 339.5223285) si terranno regolarmente tutti i martedì pomeriggio dalle ore 17:00 alle ore 18:30 presso gli spazi della biblioteca a Chieti Scalo.

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Riaprono le porte della Scuola Macondo: al via i corsi di scrittura creativa e lettura a voce alta a Pescara

La Scuola Macondo – l’Officina delle Storie di Pescara annuncia la ripartenza delle sue attività a partire dal 5 ottobre, ricordando che restano gli ultimi posti disponibili per i corsi di scrittura creativa e di lettura a voce alta. Dietro il successo e l’organizzazione di questa realtà formativa ci sono Elisa Quinto e Sara Caramanico, le quali dichiarano: “Siamo felici di inaugurare un nuovo anno accademico ricco di progetti e di grandi collaborazioni. La nostra scuola non è solo un luogo di formazione, ma un vero e proprio luogo di cultura e una comunità in cui dare voce alle proprie passioni e trasformare le idee in storie concrete. Vi aspettiamo per vivere insieme questa meravigliosa avventura letteraria ed espressiva”.

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Scuola Macondo Pescara

Tra i docenti anche Kristine Maria Rapino e Peppe Millanta

Pescara-  La Scuola Macondo – l’Officina delle Storie di Pescara annuncia la ripartenza delle sue attività a partire dal 5 ottobre, ricordando che restano gli ultimi posti disponibili per i corsi di scrittura creativa e di lettura a voce alta. Dietro il successo e l’organizzazione di questa realtà formativa ci sono Elisa Quinto e Sara Caramanico, le quali dichiarano: “Siamo felici di inaugurare un nuovo anno accademico ricco di progetti e di grandi collaborazioni. La nostra scuola non è solo un luogo di formazione, ma un vero e proprio luogo di cultura e una comunità in cui dare voce alle proprie passioni e trasformare le idee in storie concrete. Vi aspettiamo per vivere insieme questa meravigliosa avventura letteraria ed espressiva”.

Il corso di Scrittura creativa prenderà il via mercoledì 7 ottobre 2026 e si terrà ogni mercoledì dalle 19:30 alle 21:30, sia in presenza in Via De Cesaris a Pescara sia online su Zoom, articolandosi fino a luglio 2027 per un totale di 40 incontri. Durante il percorso, i partecipanti saranno accompagnati passo dopo passo da professionisti del settore nell’elaborazione dell’idea, nello studio dei personaggi e della trama, affrontando narratologia, dialoghi, generi letterari e tecniche di editing e autoediting per formare la figura del narratore moderno. Tra i docenti di questo corso figurano Kristine Maria Rapino, autrice del romanzo Scialacca edito da Sperling & Kupfer, e Peppe Millanta, fondatore della scuola Macondo e autore del libro Il pescatore di stelle di Rizzoli. Il percorso si concluderà con la pubblicazione di un’antologia dei racconti, il rilascio dell’attestato di partecipazione e un pitch finale con editori, editor e agenzie letterarie.

Accanto alla scrittura, lunedì 12 ottobre 2026 partirà il corso di Lettura a voce alta, che si terrà esclusivamente in presenza il lunedì dalle 17:30 alle 19:30 presso la sede di Pescara fino a marzo 2027. Strutturato in tre moduli dedicati alla pronuncia e timbrica, alla lettura delle emozioni con attivazioni, giochi e consapevolezza corporea, e alla voce delle parole, il laboratorio vede la docenza di Lorenza Sorino (di Unaltroteatro, direttore artistico dello Zambra di Ortona – Ch) insieme a Riccardo Pellegrini e Alessandro Rapattoni (di Arotron – Pianella). Il corso punta a sviluppare l’espressività vocale e si concluderà con l’attestato di partecipazione, una performance all’interno di un reading finale e la possibilità di prendere parte agli eventi organizzati dalla scuola in qualità di lettori.

Per informazioni e contatti:

Scuola Macondo – L’Officina delle Storie, Via De Cesaris 36, Pescara

Telefono: +39 370 35 25 381

Sito web: www.scuolamacondo.it

Email: scuolamacondo@gmail.com

News al tag @scuolamacondo.

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Gestione rifiuti nella Marsica, Lugini all’attacco: “Prima il progetto, poi il sub-ambito”

Scontro totale e durissimo in Regione Abruzzo sulla gestione dei rifiuti nella Marsica! Il consigliere regionale Lugini (Gruppo Marsilio Presidente) non fa sconti e attacca frontalmente chi invoca l’autonomia territoriale senza avere in mano un reale progetto industriale: “Prima di chiedere un sub-ambito, spiegateci con quali soldi e quali società lo volete gestire”. Ma la vera bomba politica esplode sul caso ACIAM: Lugini chiede pubblicamente di visionare i documenti della presunta gara d’appalto del 2005. “Il sindaco di Avezzano dice che non c’è stata gara? Allora producano gli atti o spieghino come fu scelto il privato. I miei voti? Sono stato eletto e non arretro di un millimetro!”👇

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Il consigliere regionale Lugini

L’Aquila – La complessa, intricata e storicamente spinosa tematica riguardante la gestione del ciclo integrato dei rifiuti all’interno dell’importante e vasto territorio della Marsica continua a tenere incessantemente e febbrilmente banco nel vivace dibattito politico e amministrativo della Regione Abruzzo. Nelle ultime ore, a gettare letteralmente nuova benzina sul fuoco delle polemiche istituzionali incrociate è intervenuto, in maniera dura, perentoria e articolata, il consigliere regionale Lugini, esponente di spicco del Gruppo “Marsilio Presidente”. Attraverso una nota stampa ufficiale, dai toni inequivocabilmente fermi e decisi, l’esponente politico di maggioranza ha voluto categoricamente smentire, chiarire e puntualizzare alcune recenti affermazioni e ricostruzioni giornalistiche che gli erano state frettolosamente e, a suo dire, scorrettamente attribuite. Il cuore pulsante e nevralgico della forte presa di posizione di Lugini ruota interamente attorno all’ormai nota e dibattuta richiesta, avanzata da alcuni settori politici e territoriali marsicani, di procedere rapidamente alla creazione legislativa di un vero e proprio “sub-ambito” autonomo per la gestione locale della raccolta e dello smaltimento della spazzatura. Una richiesta che, per l’esponente regionale, non può e non deve assolutamente prescindere da una preventiva, rigorosa e trasparente pianificazione industriale e manageriale a lungo termine.

Il dibattito sulla gestione: le strade della normativa

Nel suo accorato e preciso comunicato diramato alla stampa, Lugini parte innanzitutto dalla fondamentale e necessaria smentita di natura prettamente tecnica e legislativa.
“Leggo in queste ore diverse dichiarazioni pubbliche che pretendono di attribuire al sottoscritto una posizione politica e amministrativa che, nei fatti, non ho assolutamente mai espresso in nessuna sede istituzionale”, esordisce chiaramente l’esponente del gruppo Marsilio Presidente. “Voglio chiarire una volta per tutte che non ho mai sostenuto né dichiarato che l’unica e sola soluzione praticabile e magica per la Marsica sia necessariamente ed esclusivamente l’affidamento diretto in house”. A supporto della sua tesi, Lugini scende nel dettaglio della vigente e complessa normativa nazionale e regionale che regola il settore, ricordando come la legge preveda chiaramente, esplicitamente e inequivocabilmente tre differenti, legittime e distinte possibilità operative per gli enti locali: la gestione interamente pubblica (con eventuale e documentato affidamento in house providing), la complessa costituzione di una società mista pubblico-privata (tramite una rigorosa gara a doppio oggetto), oppure, infine, il classico ed elementare ricorso a una gara d’appalto a totale ed esclusiva evidenza pubblica. “Ci troviamo di fronte a tre strade percorribili, non a una sola via obbligata. La vera e grande questione politica ed economica che pongo da tempo è invece molto semplice e basilare: se si chiede con insistenza alla Regione Abruzzo di modificare la legge vigente per creare su misura un sub-ambito territoriale, si deve contestualmente e onestamente spiegare ai cittadini anche che cosa si vuole effettivamente e concretamente realizzare il giorno dopo”, tuona Lugini, ponendo interrogativi pesantissimi sulle future risorse, sugli investimenti previsti e sul modello di affidamento che si intende adottare.

Il caso ACIAM e il duro botta e risposta su Avezzano

Il clima politico abruzzese si surriscalda ulteriormente, pericolosamente e inevitabilmente quando l’attenzione del comunicato si sposta frontalmente sulla controversa, delicata e storica vicenda societaria legata ad ACIAM S.p.A.
Entrando a gamba tesa sulle presunte dinamiche passate e presenti della nota e partecipata azienda marsicana, Lugini chiama apertamente in causa i vertici amministrativi locali, chiedendo chiarezza assoluta sui documenti ufficiali. “Sul tanto discusso caso ACIAM, se è effettivamente e storicamente corretto quanto ampiamente riportato di recente dalla stampa locale, il primo cittadino e sindaco della città di Avezzano avrebbe pubblicamente affermato che, a suo tempo, la gestione operativa del servizio fu affidata direttamente a un socio privato senza che fosse stata espletata alcuna regolare e obbligatoria gara pubblica”, sottolinea il consigliere regionale. Si tratta, evidentemente, di una dichiarazione pesantissima e di enorme portata amministrativa, che merita di essere immediatamente, attentamente e istituzionalmente verificata nelle sedi opportune. Non a caso, come ricorda lo stesso Lugini, la Commissione di Vigilanza ha già reiteratamente e fermamente richiesto di poter visionare tutta la voluminosa documentazione cartacea relativa alla lontana procedura di affidamento risalente all’anno 2005, muovendosi anche attraverso i canali ufficiali di AGIR. “La mia domanda a questo punto è fin troppo semplice, diretta e lineare: quella fatidica gara d’appalto del 2005 esiste concretamente o non esiste affatto? Se esiste realmente negli archivi, si producano immediatamente gli atti e si mostrino le carte. Se invece non esiste, si abbia il coraggio e l’onestà di spiegare pubblicamente come, perché e sulla base di quali oscure procedure amministrative sia stato a suo tempo individuato, scelto e nominato il socio privato. E non si tratta affatto di una sterile e banale polemica personale o partitica, ma di una pura, sacrosanta e inalienabile questione di basilare trasparenza amministrativa verso i contribuenti”.

I voti e le polemiche: “Forse a qualcuno do fastidio”

La durissima nota politica si conclude affrontando a viso aperto, fieramente e senza alcun tipo di timore reverenziale, i presunti e velati attacchi personali e politici che l’esponente regionale ha dovuto subire nell’ultimo infuocato periodo.
Di fronte ai continui, strumentali e sarcastici riferimenti esterni riguardanti il numero di preferenze elettorali con cui è stato eletto in Consiglio Regionale, Lugini risponde con orgoglio, fermezza e dignità istituzionale: “Quanto ai continui e bassi riferimenti ai voti con cui sono stato eletto, c’è una sola cosa certa e inoppugnabile: io sono stato eletto. E forse, a pensarci bene, è proprio questo semplice fatto democratico che dà enormemente fastidio a qualcuno che preferirebbe non avermi tra i piedi”. Ribadendo con forza il proprio pieno mandato popolare, l’esponente del Gruppo Marsilio Presidente rivendica categoricamente il suo intoccabile diritto e l’imprescindibile dovere morale di svolgere appieno e senza sconti il proprio delicato ruolo di controllore istituzionale. “Il numero dei miei voti non cambia di una virgola il merito profondo e la gravità delle questioni sollevate e non mi farà mai arretrare di un solo millimetro. I voti, piaccia o meno, si contano democraticamente solo alle elezioni. Gli atti amministrativi, i bilanci, gli appalti e le gravissime responsabilità pubbliche si discutono sempre e solo sui documenti ufficiali”. In chiusura, l’appello finale alla razionalità e al confronto costruttivo: prima di invocare il sub-ambito, serve un vero e solido progetto industriale e manageriale per non illudere o danneggiare i cittadini della Marsica.

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