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Attualità

Scontri in Val di Susa, la condanna di Quadrini: 124 agenti feriti

🚨 VIOLENZA IN VAL DI SUSA: DURISSIMA CONDANNA DI GIANLUCA QUADRINI (ANCI LAZIO) SUI GRAVISSIMI SCONTRI AL CANTIERE TAVUn bilancio drammatico da vera e propria guerriglia urbana che non può lasciare indifferenti le istituzioni. Il Consigliere Provinciale di Frosinone e Dirigente di ANCI Lazio, Gianluca Quadrini, interviene con estrema fermezza sui gravissimi disordini avvenuti ai cantieri della TAV in Val di Susa, ponendo l’accento sui numeri impressionanti di un’aggressione scellerata: 124 tra Carabinieri, Poliziotti e Finanzieri rimasti feriti e oltre un milione di euro di danni a strutture e mezzi del territorio. 📉🚓💥Quadrini attacca duramente l’ostinazione del Comitato No Tav, colpevole di non aver preso le distanze dagli atti criminali e di proseguire sulla scia di un estremismo ideologico che usa la violenza come metodo. Nel rinnovare la più profonda gratitudine alle Forze dell’Ordine, l’esponente politico ha rivolto un forte augurio di pronta guarigione al Maresciallo Capo Emilio Di Maria, ricoverato al Policlinico Militare di Roma, e un sentito ringraziamento al Comandante Generale dell’Arma, Gen. C.A. Salvatore Luongo. “Le istituzioni non faranno un solo passo indietro di fronte alle intimidazioni”, conclude la nota ufficiale. 🏛️🇮🇹🛡️👇 Ritieni che sia necessario applicare misure penali più severe contro chi aggredisce le forze dell’ordine nei cantieri delle grandi opere pubbliche? Dì la tua nei commenti!#ScontriValDiSusa #NoTav #GianlucaQuadrini #AnciLazio #ForzeDellOrdine #Carabinieri #PoliziaDiStato #SalvatoreLuongo #OrdinePubblico #FrosinoneCronacaLa parola chiave principale consigliata per l’ottimizzazione nel modulo di Rank Math per questo articolo di rilevanza politica e di ordine pubblico è: Gianluca Quadrini scontri Val di SusaLa scheda informativa è stata elaborata e ampliata rispettando rigorosamente i criteri di densità e la formattazione concordata. Come desideri procedere per i prossimi inserimenti del tuo portale?Le risposte dell’AI potrebbero contenere errori. Scopri di più

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Scontri in Val di Susa

Frosinone – Nel complesso dibattito nazionale relativo alla gestione dell’ordine pubblico e alla tutela delle grandi opere infrastrutturali strategiche inserite nei corridoi di collegamento europei, la recrudescenza dei conflitti sociali nei siti di cantiere torna a sollevare gravi preoccupazioni istituzionali. Gianluca Quadrini, Consigliere Provinciale di Frosinone e Dirigente di ANCI Lazio, è intervenuto con una nota ufficiale di ferma e totale condanna in merito ai recenti e drammatici scontri registratisi attorno ai presidi della linea ferroviaria ad alta velocità (TAV) in Val di Susa. L’esponente politico e amministrativo laziale ha delineato un bilancio patrimoniale e umano dai tratti assimilabili a quelli di una vera e propria guerriglia urbana, censurando l’escalation di violenza metodica che ha interessato i presidi di pubblica sicurezza e invocando una presa di posizione netta da parte di tutte le articolazioni democratiche dello Stato.

Il bilancio della guerriglia: cento milioni di euro di danni e 124 feriti

I dati statistici e logistici richiamati da Quadrini tracciano un quadro di devastazione strutturale difficilmente tollerabile all’interno di un ordinamento civile fondato sul rispetto della legalità. Il computo dei danni materiali arrecati alle recinzioni tecniche, ai macchinari di perforazione e ai mezzi logistici in dotazione alle ditte appaltatrici ha superato la soglia critica di un milione di euro, gravando in modo indiretto sulla finanza pubblica e sui cronoprogrammi di avanzamento dell’opera. Il dato più allarmante investe tuttavia l’integrità biologica del personale interforze schierato a difesa del perimetro di sicurezza: sono ben 124 i servitori dello Stato, tra militari dell’Arma dei Carabinieri, agenti della Polizia di Stato e finanzieri della Guardia di Finanza, rimasti feriti o contusi nel corso dei fitti lanci di oggetti, ordigni rudimentali e nell’abbattimento coordinato delle barriere di contenimento.

La critica al Comitato No Tav e la deriva dell’estremismo ideologico

L’analisi del dirigente di ANCI Lazio si sposta poi sul piano della valutazione politica e sociologica del movimento di contestazione piemontese, evidenziando una preoccupante radicalizzazione delle sigle antagoniste. Quadrini ha espresso profondo sconcerto per l’atteggiamento dei portavoce del Comitato No Tav, accusati non solo di non aver promosso alcuna dissociazione pubblica o formale rispetto alle frange violente e ai gruppi di black bloc infiltrati, ma di aver sostanzialmente rivendicato l’ostinata prosecuzione della mobilitazione sulle medesime coordinate operative. Secondo la dottrina espressa dall’amministratore ciociaro, la transizione dalla legittima libertà di espressione e dal dissenso ambientale verso l’aggressione sistematica e pianificata configura un reato di estremismo ideologico che utilizza la violenza fisica come ordinario strumento di pressione politica sulle decisioni del Parlamento.

La solidarietà al Generale Luongo e il ricovero del Maresciallo Di Maria

In ultima analisi, la dichiarazione del Consigliere Provinciale si conclude con un solenne messaggio di vicinanza e gratitudine istituzionale rivolto ai vertici dei corpi di sicurezza e ai singoli operatori rimasti coinvolti nelle operazioni di contenimento in Val di Susa. Quadrini ha indirizzato un formale ringraziamento al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, il Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, lodandone la costante attenzione e il monitoraggio delle condizioni assistenziali dei propri reparti mobili. Un pensiero di pronta guarigione e solidarietà cameratesca è stato espressamente rivolto al Maresciallo Capo Emilio Di Maria, attualmente ricoverato presso le corsie del Policlinico Militare del Celio a Roma a causa dei traumi riportati nell’assalto, riaffermando che i territori e le autonomie locali rappresentate in sede ANCI non arretreranno dinanzi alle intimidazioni illegittime di chi attenta alla tenuta democratica del Paese.

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Politica

Movimento Sudisti Italiani, Aurelio Coppeto lancia la sfida: senza tessere né poltrone per riscattare il Mezzogiorno

Nasce il Movimento Sudisti Italiani: senza tessere né poltrone per riscattare il Sud.

Il fondatore Aurelio Coppeto lancia una sfida di partecipazione libera e orizzontale al motto “Sempre Uniti Dovunque”, per difendere la verità storica del Mezzogiorno, il lavoro e le infrastrutture.

Cosa ne pensate di questo modello politico basato solo sulle idee senza capi? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Sudisti Italiani

Napoli – Un modo radicalmente nuovo di intendere l’impegno civico e la partecipazione democratica, scardinando alla radice le liturgie dell’appartenenza tradizionale e le corse alle nomine di potere. Nasce ufficialmente il Movimento Sudisti Italiani, un progetto politico e culturale d’avanguardia che sceglie di fare a meno di tessere di iscrizione, incarichi di segreteria e poltrone da occupare, puntando unicamente sulla forza delle idee, sul confronto libero e sulla condivisione dei progetti. Una presa di posizione decisa che mira a ridare voce e dignità a un Mezzogiorno stanco di promesse mai mantenute nell’ambito della politica nazionale.

A farsi promotore e portavoce di questa battaglia ideale è il fondatore del movimento, Aurelio Coppeto, deciso a contrastare le dinamiche verticistiche che hanno allontanato i cittadini dalle urne. Il progetto si inserisce nel vivo dibattito sul riscatto delle regioni meridionali, dialogando a distanza con le recenti riflessioni emerse nel convegno su Amedeo Laboccetta e Gianni Alemanno per il Mezzogiorno a Napoli, evidenziando la necessità inderogabile di rimettere il Sud al centro delle strategie di sviluppo per il nostro territorio.

Il cuore pulsante dell’iniziativa risiede nel recupero della memoria storica e nella valorizzazione delle straordinarie risorse umane, paesaggistiche ed economiche delle terre del Sud. Secondo i promotori, l’Italia non potrà mai ripartire con slancio competitivo senza sanare il divario infrastrutturale e industriale che penalizza le regioni meridionali, rivendicando investimenti certi per il rilancio strutturale dell’economia italiana.

Aurelio Coppeto e la nascita del Movimento Sudisti Italiani

La vera peculiarità dell’iniziativa risiede nella totale assenza di apparati burocratici formali. Come spiegato con passione da Aurelio Coppeto, nel Movimento Sudisti Italiani non si entra per conquistare titoli o avanzamenti di carriera: «Non ci saranno tessere né cariche da assegnare. Ognuno potrà contribuire secondo le proprie competenze, le proprie esperienze e la propria sensibilità, libero di partecipare attivamente o di allontanarsi qualora non si riconoscesse più nelle iniziative intraprese».

Una formula aperta e orizzontale che punta a coinvolgere associazioni di categoria, professionisti, studenti e semplici cittadini delusi dalle promesse rimaste sulla carta. La volontà è quella di superare definitivamente i personalismi e le guerre intestine tra correnti, creando un laboratorio permanente dove il confronto serrato diventa il motore propulsivo per elaborare proposte legislative e piani di sviluppo territoriale concreti.

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Mezzogiorno e la battaglia per la verità storica senza tessere di partito

Uno dei capisaldi irrinunciabili del manifesto politico è la de-costruzione della narrazione stereotipata che per decenni ha dipinto il Mezzogiorno attraverso lenti deformanti e pregiudiziali. I promotori intendono promuovere una revisione storiografica rigorosa, capace di restituire verità al ruolo che il Meridione ha svolto nella costruzione dello stato unitario e nella crescita culturale dell’intero bacino mediterraneo.

«È arrivato il momento di dire basta all’emarginazione e all’indifferenza delle istituzioni, che si ricordano del Sud soltanto durante le campagne elettorali per poi dimenticarsene al momento di allocare le risorse economiche strategiche», sottolinea con vigore il coordinamento dei Sudisti Italiani. La rivendicazione della propria dignità non si limita a un nostalgico sguardo al passato, ma costituisce il presupposto essenziale per esigere collegamenti ferroviari moderni, portualità efficiente e sanità d’eccellenza.

Sempre Uniti Dovunque e la nuova partecipazione civile per il Sud

A sintetizzare lo spirito della mobilitazione è il motto identitario scelto per accompagnare il cammino: Sempre Uniti Dovunque. Una formula evocativa che intende creare una rete di solidarietà attiva tra i residenti nelle regioni meridionali e i milioni di emigrati che vivono e lavorano nel Nord Italia o all’estero, trasformando il legame con la terra d’origine in un fattore di coesione sociale e riscatto comune.

La sfida dei Sudisti Italiani è appena cominciata e punta a dimostrare che una politica pulita, fondata sulla generosità civile e priva di velleità carrieristiche, è ancora possibile. Restituire al Sud la centralità che merita nella storia, nell’economia e nel futuro del Paese rappresenta una missione non più rinviabile per costruire un’Italia finalmente equa, unita e consapevole delle proprie straordinarie potenzialità.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Attualità

Allarme bomba su tre voli per Roma e da Malpensa: atterraggi d’emergenza in Francia e a Vienna, caccia militari a Fiumicino

Nuovo allarme bomba sui cieli d’Europa: tre aerei coinvolti tra Roma e Milano.

Atterraggio d’emergenza in Francia per il volo Dublino-Roma, jet dell’Aeronautica scortano il volo da Helsinki a Fiumicino e il Malpensa-Varsavia viene dirottato a Vienna.

Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Aereo

Roma – Una nuova, inquietante e pericolosa sequenza di emergenze nei cieli sta seminando il panico nel trasporto aereo civile del continente. Nella mattinata di oggi, giovedì 5 novembre 2026, è scattato un triplo allarme bomba su altrettanti aerei di linea: due velivoli erano diretti verso la Capitale a Roma-Fiumicino e un terzo era decollato dallo scalo intercontinentale di Milano Malpensa, riaccendendo l’incubo della psicosi nei cieli d’Europa per la nostra cronaca.

Il primo grave episodio ha riguardato un volo Dublino-Roma operato da un Airbus A320. A causa di una segnalazione allarmante pervenuta durante la rotta, i piloti sono stati costretti a compiere un immediato atterraggio di emergenza sul territorio francese, toccando terra all’interno della base militare a Evreux sotto la supervisione diretta dell’ufficio del primo ministro della Francia, che ha attivato l’unità di crisi per gestire l’evacuazione.

Quasi in contemporanea, una seconda allerta per ordigno a bordo ha investito un volo Finnair da Helsinki destinato a Roma. Il velivolo è stato intercettato e scortato fino alla pista dai caccia dell’Aeronautica militare, atterrando intorno alle 9:30 allo scalo Leonardo da Vinci dove sono scattate le operazioni di bonifica condotte con tempestività dagli artificieri della Polizia sul territorio capitolino.

Il terzo allarme della mattinata è scattato su un aereo della compagnia Wizz Air decollato da Malpensa e diretto a Varsavia. Ricevuta la minaccia mentre era in quota, il comandante ha disposto la deviazione della rotta: il volo è stato dirottato a Vienna, atterrando nello scalo austriaco in piena conformità ai protocolli di sicurezza internazionali a tutela di passeggeri ed equipaggio.

I tre voli coinvolti tra Fiumicino, Malpensa e l’atterraggio a Evreux

Attraverso un comunicato ufficiale, i vertici di Wizz Air hanno confermato che l’evento non costituisce un caso isolato, ma si inserisce in una serie impressionante di minacce di bomba seriali: «Negli ultimi giorni analoghe segnalazioni hanno interessato molteplici vettori aerei europei, comportando controlli straordinari di aviazione civile per garantire la prioritaria tutela dei passeggeri».

Negli scali di Vienna e della base francese di Évreux i velivoli sono stati condotti in piazzole isolate lontane dagli altri aerei per agevolare l’evacuazione immediata dei viaggiatori attraverso le uscite di sicurezza. Le aree sono state immediatamente cinturate dalle forze speciali e dai vigili del fuoco per avviare le verifiche tecniche del caso.

La magistratura e le agenzie di intelligence hanno avviato una serrata cooperazione internazionale per tracciare la provenienza delle segnalazioni anonime. Il timore concreto è che dietro questa pioggia di avvisi si celi una campagna di guerra ibrida concepita per destabilizzare i trasporti civili, con modalità affini alle intimidazioni telematiche e ai falsi allarmi denunciati nelle inchieste su truffe e sicurezza delle comunicazioni digitali.

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L’intervento dell’Aeronautica militare e le bonifiche degli artificieri della Polizia

L’allarme a Fiumicino ha visto scattare il dispositivo di difesa aerea nazionale. Allertata dalla torre di controllo, la catena di comando ha fatto levare in volo i caccia Eurofighter per scortare l’aereo finlandese all’interno dello spazio aereo fino all’atterraggio sicuro sull’anello dell’aeroporto di Fiumicino.

Gli specialisti della Polizia di Stato e le unità cinofile antiesplosivo hanno preso in consegna il mezzo, ispezionando capillarmente la fusoliera, i bagagli in stiva e i condotti di aerazione. Una bonifica palmo a palmo condotta secondo i più rigorosi canoni antiterrorismo per scongiurare qualsiasi potenziale minaccia prima di autorizzare il rilascio dei bagagli.

Le complesse operazioni hanno generato ripercussioni sul regolare traffico aereo romano, con ritardi e rimodulazioni orarie gestiti dalla società Aeroporti di Roma. Le misure di cautela hanno provocato fisiologici ritardi sui voli a catena, privilegiando in modo assoluto l’incolumità pubblica dei passeggeri per la sicurezza nazionale e per la politica dei trasporti.

La psicosi nei cieli d’Europa e l’ondata di minacce di matrice ibrida

L’emergenza odierna segue di sole quarantotto ore la raffica di allarmi registrata martedì 3 novembre, quando una decina di voli civili furono presi di mira in Europa. Tra i casi più eclatanti figuravano quattro aerei della compagnia Ryanair (tra cui un altro collegamento Dublino-Roma), rivelatisi poi falsi allarmi che provocarono brevi chiusure degli aeroporti e una dilagante psicosi nei cieli.

Le minacce avevano coinvolto anche gli scali di Varsavia e Sofia, con due aerei perquisiti in Bulgaria a seguito di comunicazioni minatorie via posta elettronica inoltrate al Ministero dell’Interno locale. Il giorno precedente, un volo decollato da Londra Luton era atterrato d’urgenza a Budapest dopo essere stato scortato da due caccia ungheresi.

L’Interpol e le forze di polizia europee intensificano ora le indagini antiterrorismo per identificare i responsabili di quello che si configura come un colossale procurato allarme transfrontaliero. L’attenzione resta altissima a livello continentale per blindare gli scali e preservare la sicurezza internazionale dei viaggiatori.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Economia

Bollette del gas alle stelle e inflazione al 5,4%, Codici lancia l’allarme: Ivano Giacomelli contro i rincari di Arera e Istat

Stangata energia e carovita: l’inflazione schizza al 5,4% a ottobre spinta dal +31% dei beni energetici. Per i clienti vulnerabili il gas aumenta del 9,1%.

L’allarme di Codici con Ivano Giacomelli: “Le bollette erodono i bilanci familiari e le scorte europee sono ai minimi dal 2013, servono misure subito”.

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Inflazione

Roma – La nuova fiammata dei prezzi dell’energia torna a scuotere pesantemente l’economia domestica italiana, minacciando la tenuta finanziaria di milioni di nuclei familiari alle soglie della stagione invernale. Le rilevazioni ufficiali diffuse congiuntamente in questi giorni da Arera e Istat tracciano un quadro a dir poco allarmante sul costo della vita, spingendo l’associazione Codici a denunciare con forza come la nuova ondata di rincari energetici stia erodendo in modo irreversibile i risparmi e la serenità dei cittadini.

Secondo la stima preliminare diffusa dall’Istituto Nazionale di Statistica, a ottobre 2026 l’inflazione al 5,4% segna una brusca impennata rispetto al 4,2% registrato nel mese precedente, riportando l’indice dei prezzi al consumo sui massimi dall’agosto 2023. A determinare questa accelerazione improvvisa è stata la dinamica rialzista registrata dai beni energetici, condizionata pesantemente dalle turbolenze internazionali per la nostra economia attraverso la stima preliminare.

L’Istat ha chiarito come i prodotti energetici siano passati su base tendenziale annua da una crescita del 22,6% a uno sbalorditivo incremento del 31,4%. All’interno di questo aggregato, gli energetici regolamentati hanno fatto registrare un balzo senza precedenti, schizzando dal 25,8% al 59,5%, a conferma di come il quadro geopolitico internazionale continui a scaricare i propri costi sulle tasche dei consumatori con una vera e propria impennata tendenziale.

L’effetto a catena delle bollette si propaga a vista d’occhio sulla spesa quotidiana. Il cosiddetto carrello della spesa che racchiude i prodotti di uso comune accelera dall’1,5% al 2,5%, mentre il capitolo degli alimentari non lavorati mette a segno un balzo dal 5,5% al 7,5%. Una stangata che colpisce indistintamente chiunque si rechi al supermercato, impoverendo il potere d’acquisto dei lavoratori e dei pensionati sul territorio.

Ivano Giacomelli e l’allarme di Codici sull’inflazione al 5,4%

A commentare con toni durissimi il bollettino economico è il Segretario Nazionale di Codici, Ivano Giacomelli, il quale rimarca come i numeri parlino da soli: «L’energia sta erodendo il potere d’acquisto delle famiglie, prima attraverso la bolletta del gas e dell’elettricità, e poi attraverso ogni singolo prezzo che si trova nel carrello. Un’inflazione al 5,4% trainata da un comparto energetico che cresce del 31% in un anno non è una percezione psicologica, ma una drammatica pressione sui bilanci» per la nostra politica economica attraverso le parole espresse da Ivano Giacomelli come Segretario Nazionale di Codici.

L’aspetto più iniquo di questa dinamica risiede nella sua natura regressiva: il rincaro delle utenze penalizza proporzionalmente di più i redditi bassi. Chi guadagna meno è costretto a destinare la quasi totalità delle proprie entrate alle spese per la casa e all’acquisto di beni di prima necessità, trovandosi senza alcuna difesa economica ed essendo costretto a dolorose rinunce economiche sul fronte della prevenzione medica, dell’istruzione e della qualità dell’alimentazione.

Codici sollecita il governo a non limitarsi a palliativi temporanei, ma a varare con urgenza misure strutturali a lungo termine. La richiesta verte sull’azzeramento duraturo degli oneri di sistema impropri che continuano ad appesantire le fatture e sulla vigilanza contro le speculazioni finanziarie che alterano le contrattazioni sui mercati all’ingrosso, garantendo una reale e tangibile tutela dei consumatori in vista dei mesi più freddi dell’anno.

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I rincari Arera del gas e la stangata sui clienti vulnerabili

Sul versante specifico del metano, Arera ha certificato che nel mese di ottobre le quotazioni all’ingrosso hanno subito un violento rimbalzo. Per il cliente tipo la spesa totale ha registrato un aumento del 9,1% rispetto a settembre, con conseguenze dirette per chi è rimasto nel servizio di tutela della vulnerabilità e rischi imminenti di contagio anche per i contratti stipulati sul mercato all’ingrosso.

Nel dettaglio tecnico, la quotazione della sola materia prima gas ha raggiunto gli ottantotto euro a megawattora, portando il costo unitario complessivo per il consumatore tipo a 176,80 centesimi per metro cubo. La pura componente energetica è arrivata a incidere per ben 97,06 centesimi, arrivando a pesare da sola per il 54,9% sul totale della bolletta, rendendo vani i tentativi di risparmio individuali.

Il dato dell’Autorità investe in prima persona circa due milioni di clienti vulnerabili: anziani con oltre 75 anni, soggetti disabili o residenti in strutture d’emergenza. Sebbene il meccanismo non si applichi automaticamente a chi ha sottoscritto offerte a prezzo fisso nel mercato libero, esso anticipa ineluttabilmente la tendenza al rialzo a cui andranno incontro anziani e persone fragili all’avvio della stagione termica, questione cruciale collegata alla gestione sostenibile approfondita in energia e tutela del territorio in Abruzzo.

Le tensioni in Medio Oriente e il rischio scorte per l’inverno

A rendere il mercato energetico un terreno minato sono le continue tensioni geopolitiche che incendiano gli scacchieri internazionali. Le quotazioni del metano restano ostaggio degli equilibri del Medio Oriente e delle dichiarazioni dell’Iran sul controllo dello Stretto di Hormuz: un mercato volatile in cui l’annuncio di una ritorsione o il blocco delle rotte petrolifere produce oscillazioni percentuali a doppia cifra, impedendo alle famiglie qualsiasi pianificazione economica.

A delineare uno scenario ancora più cupo contribuisce la situazione delle riserve strategiche europee. Secondo i monitoraggi dell’Agenzia internazionale dell’energia, i depositi sotterranei di stoccaggi di gas dell’Unione Europea affrontano l’inverno con scorte ai minimi dal 2013: le stime indicano che entro la fine di marzo 2027 le riserve potrebbero scendere al di sotto del 10% della capacità operativa complessiva.

«La situazione è sempre più delicata e non si può lasciare i cittadini in balia delle speculazioni internazionali», ha concluso Giacomelli. Con l’avvio della stagione di riscaldamento servono tempestive misure di sostegno per scongiurare una catastrofe economica, garantendo la sicurezza degli approvvigionamenti e ponendo un freno immediato alla morsa soffocante della lotta al carovita.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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