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Territorio

Torna Giocalibro a Spoltore: il laboratorio creativo contro la povertà educativa

La comunità cittadina di Spoltore si prepara con enorme e vibrante entusiasmo ad accogliere l’inaugurazione della nuova, fittissima e utilissima edizione autunnale e invernale del progetto “Giocalibro”. Si tratta di un meraviglioso, articolato e gratuito laboratorio ludico e creativo dedicato attivamente alla promozione della lettura e mirato alla prevenzione sociale della piaga della povertà educativa, rivolto in particolare e specificamente ai ragazzi compresi nella fascia d’età dagli 8 ai 14 anni. Il lungo iter (curato dai professionisti Cam Lecce e Jörg Grünert dell’Associazione Deposito Dei Segni ETS) prenderà ufficialmente il via lunedì 5 ottobre 2026, si terrà presso la Biblioteca “Piero Angela” e permetterà materialmente ai giovanissimi e curiosi allievi di inventare da zero e illustrare favole e racconti e, soprattutto, di sperimentare in prima persona la magia e il gioco della recitazione e della drammatizzazione teatrale corporea. I posti in aula sono rigorosamente limitati. Scopri nell’articolo come iscrivere i tuoi figli, i contatti dell’organizzazione e gli orari del bellissimo progetto👇

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Spoltore (Pescara) – La cultura, l’impegno civico e la straordinaria magia intramontabile della narrazione scritta scendono nuovamente, caparbiamente e gioiosamente in campo per combattere in prima linea l’emarginazione infantile. L’intera, vitale e attiva comunità di Spoltore si prepara infatti con grandissimo entusiasmo e immensa curiosità ad accogliere ufficialmente sul proprio territorio e a inaugurare in pompa magna l’attesissima e nuovissima edizione formativa del formidabile progetto “Giocalibro”. Si tratta di un articolato, profondo e affascinante laboratorio didattico e creativo interamente e rigorosamente dedicato alla sana, necessaria e intelligente promozione della lettura attiva e finalizzato alla radicale e fondamentale prevenzione e lotta sul campo alla piaga invisibile ma dilagante della povertà educativa e relazionale. Questo eccezionale, lodevole e gratuito percorso di crescita umana, espressiva e intellettuale è stato specificamente pensato, tarato e rivolto con estrema e delicata cura esclusivamente ai ragazzi e ai giovanissimi studenti rientranti nella complessa, meravigliosa e fondamentale fascia d’età compresa tra gli 8 e i 14 anni. L’intero, strutturato e lungo percorso pedagogico formativo è affidato alle abilissime ed esperte mani e all’infinita creatività di Cam Lecce e del maestro Jörg Grünert, esponenti di spicco e anime fondanti della celebre e apprezzatissima Associazione Deposito Dei Segni ETS. Il progetto didattico, forte dei passati e innumerevoli successi sul territorio pescarese, è stato coraggiosamente e nuovamente reso materialmente possibile grazie all’imprescindibile, solido e fondamentale supporto logistico e alla strettissima, fruttuosa e indispensabile e duratura collaborazione istituzionale instaurata da tempo con il Comune di Spoltore e con gli instancabili volontari della Pro Loco Spoltore Terra dei 5 Borghi APS.

Biblioteca Piero Angela in festa: date e orari del progetto per ragazzi

Per affrontare la complessa e articolata sfida pedagogica di allontanare i ragazzi dalla fredda alienazione e dalla dilagante dipendenza dagli schermi degli smartphone, serviva urgentemente trovare, riqualificare e mettere a loro completa e rassicurante disposizione uno spazio fisico accogliente, stimolante, magico e intriso di sapere secolare.
Non è un caso fortuito, dunque, che le lunghe e proficue lezioni laboratoriali prenderanno formalmente e operativamente il via il prossimo e imminente lunedì 5 ottobre 2026, per poi protrarsi costantemente e ininterrottamente attraverso un lunghissimo e affascinante viaggio culturale e formativo che si concluderà e terminerà il suo ricco ciclo solamente con l’arrivo della bella e calda stagione, nel mese di maggio del 2027. I densi e fondamentali appuntamenti didattici e ricreativi si terranno regolarmente, con rigida, necessaria e vitale cadenza settimanale. Nello specifico, l’appuntamento fisso per i giovanissimi partecipanti sarà fissato rigorosamente per ogni lunedì pomeriggio, nella comoda fascia oraria extra-scolastica compresa tra le ore 17:00 e le ore 19:00. Il prestigioso, rassicurante e perfetto quartier generale prescelto e designato per ospitare i giovani allievi, i loro disegni e i loro lavori creativi sarà la meravigliosa, curata e capiente sede centrale della Biblioteca Comunale cittadina, non a caso e orgogliosamente intitolata di recente alla memoria dell’amatissimo, indimenticabile e compianto pioniere della divulgazione scientifica italiana “Piero Angela”, un edificio storico e un polo d’attrazione situato logisticamente e strategicamente nel cuore del borgo pescarese, precisamente in Via Dietro le Mura.

Scrittura, disegno, teatro e rilegatura artigianale: l’universo delle attività

Il progetto Giocalibro non intende limitarsi banalmente o pigramente alla classica, passiva e scolastica lettura asettica di brani e novelle famose, ma punta a rendere il giovanissimo e distratto preadolescente il creatore attivo, consapevole e indiscusso del proprio personale universo narrativo interiore.
Questa eccezionale e variegata iniziativa spoltorese offre in maniera tangibile ai fortunati partecipanti la preziosissima, rara e impagabile opportunità formativa e didattica di imparare concretamente e creativamente le basi solide per inventare, strutturare e sceneggiare da zero e con la propria fervida fantasia delle magnifiche, solide e originalissime storie scritte e illustrate. Il laboratorio non è infatti solamente un puro ed esclusivo esercizio di scrittura creativa teorica, ma possiede anche una fondamentale e pesantissima e bellissima componente fisica, tattile e manuale. I ragazzi verranno istruiti e messi materialmente alla prova per costruire fisicamente e con le proprie manine i propri libricini, imparando sul campo ad illustrarli minuziosamente, pagina per pagina, con infinita e certosina pazienza, curandone in prima persona, con forbici e colla, persino la complessa, delicata e affascinante fase tecnica dell’editing e della rilegatura puramente e anticamente artigianale dei volumi cartacei. Ma c’è molto, molto di più in ballo: oltre al tavolo da disegno, gli allievi verranno guidati dolcemente e invitati ad alzarsi coraggiosamente in piedi per sperimentare fisicamente, esplorare liberamente e apprendere le straordinarie, divertenti e infinite basi tecniche della vera drammatizzazione teatrale recitata, lavorando, comunicando e giocando esclusivamente, intensamente e liberamente attraverso il potentissimo e primordiale linguaggio espressivo del corpo umano, vincendo così ogni forma di profonda timidezza cronica.

La metodologia maieutica: l’approccio validato di Cam Lecce e Jörg Grünert

Dietro alla parola “gioco” si nasconde in realtà una struttura scientifica, pedagogica, psicologica e accademica di straordinaria caratura ed enorme e assoluto livello intellettuale e didattico per i ragazzi coinvolti.
L’intero iter formativo offerto, infatti, adotta e sposa integralmente e profondamente la nota, complessa e sofisticata metodologia “maieutica” di origine socratica applicata alla pedagogia teatrale ed artistica. Si tratta di un processo formativo validato, certificato e ampiamente e orgogliosamente collaudato con incredibile e certificato successo sul campo nazionale nel corso degli anni dai formatori dell’Associazione Deposito Dei Segni. Questa efficacissima e dolce tecnica didattica permette di “tirar fuori” e far emergere magicamente, dolcemente e senza alcuno stress agonistico le potenzialità artistiche latenti dei fanciulli, mescolando sapientemente e integrando alla perfezione e simultaneamente svariate e complicate tecniche miste e visive di scrittura creativa di gruppo, disegno istintivo a mano libera, pittura esplorativa con tempere, complessa illustrazione su carta e drammatizzazione fisica e teatrale scenica. Come giusto, sfolgorante e doveroso coronamento visivo di tanti mesi consecutivi di faticoso, inteso e bellissimo lavoro manuale, l’incredibile miriade di variopinte attività ricreative culmine, alla fine del ciclo accademico, in una bellissima, emozionante e grande mostra pubblica istituzionale e collettiva, che sarà orgogliosamente e interamente dedicata all’esposizione pubblica per genitori e concittadini di tutti i coloratissimi e meravigliosi libri prodotti artigianalmente e manualmente, accompagnata ovviamente alla visione della relativa e completa documentazione grafica e fotografica di backstage accumulata e scattata durante l’intero anno.

Iscrizioni a numero chiuso: come partecipare al progetto

L’attenzione e la cura maniacale riservata allo sviluppo e alla crescita formativa di ogni singolo iscritto ha imposto una precisa limitazione numerica per garantire la massima eccellenza dell’esperienza.
Proprio e soprattutto per garantire a ogni singolo e timido ragazzo il giusto spazio vitale d’espressione artistica, per permettergli la necessaria libertà di manovra e per garantire l’adeguata e costante supervisione da parte dei docenti formatori, i preziosissimi e ricercati posti disponibili per prendere ufficialmente parte a questa meravigliosa avventura creativa spoltorese sono stati rigorosamente, saggiamente e inderogabilmente limitati a un numero massimo e invalicabile fissato a soli 18 partecipanti complessivi. Per poter ricevere e ottenere immediatamente ulteriori e dettagliate informazioni logistiche in merito all’evento, oppure per assicurarsi celermente e formalmente di procedere in tempo utile alle indispensabili iscrizioni nominali, le famiglie e i genitori interessati possono fin da ora telefonare o inviare agilmente un rapido e comodo messaggio tramite l’applicazione WhatsApp direttamente al numero di cellulare di segreteria 348 7426429. In alternativa, per chi predilige i classici canali informatici, è anche sempre e costantemente possibile scrivere, richiedere un colloquio e inoltrare l’adesione dei propri figli mandando semplicemente una comunicazione ufficiale all’indirizzo di posta elettronica depositodeisegni@gmail.com.

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Piana del Cavaliere

Rocca di Botte isolata: cavi tranciati e blackout telefonico, il Comune denuncia Tim

La comunità abruzzese di Rocca di Botte è precipitata nel caos tecnologico a causa di un prolungato e inaccettabile isolamento telematico provocato dal contemporaneo collasso delle reti mobili e fisse. A chiarire la drammatica situazione, che impedisce da giorni ai cittadini persino di chiamare i soccorsi, è intervenuta l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco, puntando duramente il dito contro le negligenze delle compagnie telefoniche. Oltre a un gravissimo e persistente disservizio alla rete mobile (che rende impossibile ricevere ed effettuare chiamate con vari operatori, spingendo il primo cittadino a inoltrare un urgente esposto di protesta direttamente al Prefetto dell’Aquila), il disastro maggiore è localizzato in Via Fonte Bagno: qui, un cavo tranciato della rete TIM ha completamente azzerato e disattivato le connessioni internet e telefoniche in tutto il paese. A farne le pesanti spese e a subire il contraccolpo didattico è stato soprattutto il plesso scolastico di Via Querce Moscatello, rimasto vergognosamente isolato senza poter accedere al vitale registro elettronico o alle normali linee di emergenza dell’istituto. Per sbloccare questa inaccettabile paralisi, il Comune marsicano è sceso sul piede di guerra adottando, senza sconti, tre durissimi provvedimenti senza precedenti: una perentoria Diffida formale e Messa in Mora inviata d’urgenza a TIM (chiedendo l’immediato ripristino entro 24 ore o scatterà inevitabile la durissima denuncia penale in Procura per il reato di ‘interruzione di pubblico servizio’ unita a ingenti richieste di danni), una dura segnalazione ufficiale e formale protocollata all’AGCOM per pesanti sanzioni ispettive e, infine, un’urgente Ordinanza Sindacale per imporre a TIM l’immediata e obbligatoria messa in sicurezza viaria del cavo tranciato. Grazie a queste pesantissime pressioni legali, i tecnici hanno fortunatamente assicurato che i complessi lavori di riparazione infrastrutturale sono attualmente in corso e il guasto dovrebbe essere definitivamente archiviato entro domani. Leggi l’ordinanza completa e il piano d’azione del Comune per tutelare i cittadini👇

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Rete telefonica Tim

Rocca di Botte  – La rabbia, l’esasperazione e la fondata e crescente preoccupazione per la sicurezza pubblica e personale serpeggiano ormai da innumerevoli ore tra le tranquille vie del paese. Quella che inizialmente sembrava essere o potesse apparire come una banale e temporanea anomalia tecnica di rete, si è rapidamente e drammaticamente trasformata in un vero e proprio, prolungato, logorante e inaccettabile incubo logistico per l’intera comunità montana abruzzese. Da svariati giorni, infatti, il Comune di Rocca di Botte e tutti i suoi numerosi abitanti residenti si ritrovano di fatto a vivere in una condizione di totale, inaccettabile e anacronistico isolamento digitale e comunicativo. L’impossibilità fisica di effettuare una banale chiamata o di connettersi alla rete sta causando enormi e gravissimi disagi non solo ai semplici cittadini e ai lavoratori, ma anche alle pubbliche amministrazioni locali e ai fondamentali servizi di base del territorio. A fare doverosamente e pubblicamente luce sull’origine esatta, sulla natura tecnica e sulla gravità inaudita di questo devastante blackout è intervenuta direttamente l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco, attraverso la tempestiva, chiara e dettagliata diramazione istituzionale di un lungo comunicato ufficiale rivolto alla cittadinanza e pubblicato sui canali social dell’ente nella giornata di ieri, 25 settembre 2026. L’amministrazione marsicana ha infatti categoricamente e formalmente chiarito che le gravissime e perduranti difficoltà di comunicazione che stanno purtroppo e duramente flagellando e interessando il comprensorio comunale sono da imputare esclusivamente alla drammatica concomitanza simultanea di due distinti, sfortunati e pesantissimi guasti tecnici e infrastrutturali causati dalle negligenze delle stesse compagnie telefoniche operanti in zona.

Doppio guasto letale alle reti: telefoni cellulari muti e segnale instabile

Il primo, vasto e gravissimo fronte di emergenza infrastrutturale affrontato dal Comune riguarda il collasso strutturale della telefonia mobile e cellulare.
Come dettagliatamente evidenziato nella dura nota ufficiale diramata ai cittadini, l’intera rete mobile sta infatti registrando, ormai da parecchi giorni consecutivi, un grave, fastidiosissimo e persistente disservizio generalizzato. Gli utenti si scontrano quotidianamente con la totale impossibilità fisica e tecnica o con notevolissime, esasperanti difficoltà nel riuscire semplicemente a effettuare o ricevere normalissime chiamate vocali in entrata e in uscita. La criticità maggiore e più allarmante della situazione risiede nel fatto che questo gravoso problema di ricezione non è affatto limitato e circoscritto a un singolo e sfortunato gestore telefonico isolato, ma interessa trasversalmente, democraticamente e inesorabilmente tutte le innumerevoli utenze dei cittadini, indipendentemente dall’operatore telefonico prescelto, manifestandosi palesemente con una copertura del segnale radio che risulta essere perennemente e drammaticamente instabile, altalenante e solo parzialmente presente e garantita su pochissime porzioni del vasto territorio comunale. Trattandosi esplicitamente di disservizi legati alla cattiva gestione e manutenzione di impianti di trasmissione di proprietà di operatori e aziende private, il Sindaco di Rocca di Botte ha deciso politicamente e coraggiosamente di non restare a guardare le braccia incrociate e di passare immediatamente alle vie di fatto istituzionali e legali: nei giorni scorsi, infatti, il primo cittadino ha tempestivamente e duramente inviato e protocollato un formale, urgente e pesantissimo esposto scritto indirizzato direttamente e personalmente al Prefetto della Provincia dell’Aquila. Attraverso questa forte mossa istituzionale, il Comune ha formalmente e pressantemente richiesto un immediato e risolutivo intervento d’imperio istituzionale nei confronti e ai danni dei gestori privati responsabili delle antenne, al fine esclusivo di obbligarli ad accertare rapidamente le cause tecniche del disservizio e, soprattutto, per riuscire a garantire la sicurezza pubblica e la totale pubblica incolumità e salvaguardia vitale dell’intera popolazione (attualmente impossibilitata persino a contattare tempestivamente i numeri dei mezzi e dei servizi di soccorso sanitario d’emergenza in caso di improvviso malore).

Il disastroso caso della rete fissa: cavo tranciato e scuole in ginocchio

Se la situazione legata ai telefoni cellulari e alle antenne private appare critica, angosciante e instabile, il secondo enorme problema infrastrutturale denunciato dal Comune, quello relativo e riguardante la rete fissa cablata e il vitale traffico dati e internet, ha assunto fin dalle prime battute e ha attualmente contorni e connotati logistici e sociali letteralmente drammatici e disastrosi.
L’amministrazione comunale abruzzese ha infatti formalmente comunicato e spiegato che l’intera rete telefonica fissa e la conseguente e vitale connettività internet domestica e pubblica sono risultate e risultano essere attualmente e completamente interrotte e tranciate a causa di un grosso e fondamentale cavo di proprietà dell’azienda TIM che è stato inavvertitamente, fisicamente e brutalmente tranciato e divelto di netto nella zona di Via Fonte Bagno. Questo fatale e inaccettabile incidente tecnico ha generato e scatenato un incredibile, istantaneo e totale isolamento telematico per il paese, bloccando inesorabilmente e paralizzando di colpo le fondamentali e quotidiane attività cittadine. A subire i danni maggiori, collaterali e più inaccettabili di questa assurda e intollerabile situazione di stallo infrastrutturale e di blackout è stato purtroppo e clamorosamente l’intero plesso scolastico pubblico dell’infanzia e della primaria situato strategicamente in Via Querce Moscatello al numero civico 1. A causa dell’incredibile e totale mancanza protratta di segnale internet e di banda larga, infatti, la scuola è stata letteralmente messa in ginocchio per giorni: si è verificata una gravissima, inaccettabile e pericolosissima interruzione formale e logistica di pubblico servizio, caratterizzata in primis dalla totale e paralizzante impossibilità per i docenti di accedere e compilare il fondamentale registro elettronico scolastico ministeriale, ma anche e soprattutto dalla perdurante e spaventosa mancanza e assenza totale di basilari e funzionanti linee telefoniche fisse d’appoggio e di tutti i moderni sistemi telematici di allerta e di chiamata di emergenza dell’istituto.

La durissima reazione istituzionale: diffide formali a Tim e segnalazione ad Agcom

Per riuscire a sbloccare con la forza questa intollerabile, pericolosa e vergognosa situazione di impasse infrastrutturale, volta a tutelare e difendere strenuamente e legalmente l’incolumità e gli interessi vitali e didattici dell’intera comunità, in data odierna il combattivo e risoluto Comune marsicano ha coraggiosamente ed energicamente adottato tre durissimi, esemplari e inappellabili provvedimenti legali senza precedenti nella storia recente del paese.
In primo luogo, è partita tempestivamente dagli uffici comunali una rigidissima e ultimativa Diffida formale e Messa in Mora (inviata legalmente tramite Posta Elettronica Certificata PEC) indirizzata direttamente e minacciosamente ai vertici apicali di TIM. L’ente locale ha formalmente intimato all’azienda di telecomunicazioni l’immediato e totale ripristino della linea fissa e dei cavi entro e non oltre il termine perentorio, vincolante e insindacabile di appena 24 ore lavorative. In caso di mancata o tardiva ottemperanza, il documento legale comunale preannuncia ufficialmente a TIM la presentazione immediata di una pesantissima denuncia penale presso gli uffici competenti della Procura della Repubblica locale per il gravissimo reato di “Interruzione di pubblico servizio” (ai sensi del noto e severo articolo 340 del Codice Penale), unito a una mastodontica e conseguente richiesta civile di indennizzo e risarcimento monetario per gli enormi e incalcolabili danni d’immagine e logistici subiti dalla comunità isolata. Parallelamente e contestualmente, l’amministrazione ha formalizzato e inoltrato una durissima e documentata denuncia ufficiale all’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), segnalando nero su bianco e senza alcun timore riverenziale la palese e macroscopica violazione tecnica e formale della normativa nazionale ed europea riguardante i livelli minimi e garantiti di qualità e continuità dei servizi erogati, richiedendo formalmente l’avvio immediato e l’apertura di pesantissime e severe procedure ispettive e aspre misure sanzionatorie economiche contro la società TIM S.p.A. per le evidenti e perduranti inadempienze infrastrutturali.

Ordinanza contingibile e tempi previsti: “Guasto risolto entro domani”

L’offensiva legale e burocratica dell’amministrazione per ripristinare e garantire strenuamente e fermamente la legalità e la sicurezza viaria non si è certo fermata alle sole ed esclusive denunce penali ed economiche.
Constatato personalmente e oggettivamente che il grosso cavo telefonico fisicamente tranciato e penzolante costituiva e costituisce tuttora un gravissimo e inaccettabile e pericoloso intralcio burocratico e fisico alla normale viabilità urbana e alle auto, oltre a costituire palesemente un concreto, reale e letale pericolo elettrico o d’inciampo per i tanti e ignari passanti, il Sindaco, facendo ricorso ai propri altissimi poteri eccezionali per tutelare l’incolumità pubblica, ha emesso e firmato l’Ordinanza Sindacale contingibile e urgente (la numero 14). Con questo stringente ed esecutivo atto formale amministrativo, il primo cittadino ha tassativamente e duramente ordinato ai tecnici di TIM l’immediata messa in sicurezza dell’area interessata e il ripristino definitivo del cavo e del manto viario entro e non oltre lo scadere temporale dei 2 giorni successivi, trasmettendo prudenzialmente e formalmente l’atto impositivo, per dovuta presa visione e conoscenza, anche agli uffici centrali della Prefettura dell’Aquila.
Fortunatamente per gli sfortunati cittadini residenti, questa pesantissima, martellante e inaudita pressione legale, amministrativa e mediatica esercitata con coraggio dal Comune ha finalmente e rapidamente iniziato a produrre i suoi primi, insperati e tangibili effetti e riscontri operativi sul campo. Come esplicitato nel paragrafo conclusivo del lungo comunicato ufficiale titolato “Aggiornamento tecnico di zona”, l’Amministrazione si è attivata instancabilmente e per vie brevi, contattando ripetutamente, telefonicamente e insistentemente i tecnici manutentori di zona operanti fisicamente e direttamente per conto delle aziende sull’infrastruttura di rete. A seguito e in virtù di questo diretto, aspro e pressante confronto verbale con gli operatori tecnici e i responsabili di cantiere, le aziende hanno ufficialmente assicurato all’ente pubblico che l’imponente e risolutivo intervento di riparazione fisica del danno ai cavi “è attualmente in corso di svolgimento e avanzamento, e che il guasto tecnico totale dovrebbe e dovrà essere definitivamente risolto e ultimato entro l’intera giornata di domani”. L’Amministrazione Comunale di Rocca di Botte ha comunque e giustamente tenuto a ribadire a chiare lettere e a promettere solennemente alla cittadinanza, in chiusura del comunicato pubblico, che “continuerà instancabilmente, assiduamente e vigilemente a vigilare costantemente e con grande severità sul rigoroso e tassativo rispetto pratico e orario di queste specifiche e annunciate tempistiche d’intervento tecnico e di riparazione, oltre a pressare, se necessario, instancabilmente e quotidianamente la Prefettura territoriale e tutti i competenti e massimi organi istituzionali di garanzia e di controllo statale, finché non si giungerà in maniera stabile, inequivocabile, definitiva, pacifica e sicura alla totale e completa risoluzione strutturale di tutti gli annosi disservizi di rete denunciati, tutelando così i sacrosanti diritti e l’incolumità della cittadinanza marsicana isolata”.

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Terza età e giovani uniti: l’ADA Abruzzo lancia il progetto InclusivHUB ad Avezzano

La Marsica diventa il cuore pulsante e l’esempio virtuoso dell’innovazione sociale in Italia. Ad Avezzano l’associazione A.D.A. ABRUZZO O.D.V. ha ufficialmente alzato il sipario sull’ambizioso progetto “InclusivHUB”, un’importante iniziativa finanziata direttamente dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nata con un nobile obiettivo: unire giovani (18-30 anni) e anziani over 65, combattendo il divario digitale, la marginalizzazione e l’atroce solitudine che affligge le persone fragili. Sotto la guida del presidente Lino Cipolloni e della presidente locale Gabriella Celi, l’associazione creerà dei veri e propri centri di “welfare olistico”. Tra le attività principali finanziate spiccano un coinvolgente laboratorio teatrale comunitario curato dalla compagnia “Palazzo Botticelli” (che si chiuderà con uno spettacolo intergenerazionale), l’indispensabile istituzione di un gruppo di auto-mutuo aiuto psicologico condotto dal dottor Massimo De Santis e un delizioso e goloso laboratorio di cucina dove gli anziani insegneranno l’arte culinaria della tradizione ai ragazzi (creando anche video ricette per i social network) grazie alla preziosa collaborazione con l’associazione Bakery Aut. L’obiettivo è formare la comunità e combattere l’esclusione digitale degli anziani. Leggi i dettagli e le finalità sociali del progetto👇

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Ada Abruzzo

Avezzano (L’Aquila) – L’innovazione sociale, l’umanizzazione delle cure territoriali e il rilancio strutturale e culturale delle fondamentali politiche attive dedicate alla salvaguardia e alla valorizzazione della Terza Età partono prepotentemente e coraggiosamente dal cuore della Marsica. È stato infatti presentato ufficialmente al vasto pubblico cittadino il nuovissimo e ambizioso progetto socio-culturale denominato “InclusivHUB”, una meravigliosa iniziativa strutturale interamente ideata, promossa e fortemente voluta dall’A.D.A. ABRUZZO O.D.V. (l’attivissima Associazione per i Diritti degli Anziani). I dettagli tecnici, operativi e le profonde finalità etiche dell’importante iniziativa sociale sono stati illustrati analiticamente nel corso di un’affollatissima e partecipata assemblea pubblica svoltasi recentemente presso gli storici locali della sede operativa centrale di Avezzano (situata in via M. Kolbe, 8). A fare corale e orgogliosamente gli onori di casa davanti alla platea, spiegando l’immenso valore del progetto, sono intervenuti i massimi dirigenti dell’associazione: il Presidente regionale dell’A.D.A. Abruzzo, il Dottor Lino Cipolloni, affiancato e supportato dalla Presidente locale dell’associazione territoriale “A.D.A. Avezzano-Solidale”, la Dott.ssa Gabriella Celi, e con il fondamentale contributo tecnico e accademico del brillante Coordinatore Scientifico dell’iniziativa, il Professor Sandro Valletta. Il progetto InclusivHUB vanta un pedigree di assoluto prestigio e spessore amministrativo, essendo stato ufficialmente vagliato, approvato e direttamente finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali italiano, rientrando a pieno titolo e con grande merito nell’ambito dell’esclusivo bando governativo per il finanziamento mirato di iniziative solidali e progetti strutturali di preminente e certificata rilevanza nazionale.

Il progetto del Ministero contro l’isolamento e il fatale divario digitale

L’obiettivo programmatico generale dichiarato con forza dai vertici dell’associazione marsicana durante la presentazione è estremamente alto, complesso e strategicamente lungimirante.
InclusivHUB, come sottolineato più volte dai relatori, «mira statutariamente a generare un impatto reale, misurabile e profondamente positivo sull’intero e fragile tessuto sociale locale. Per farlo, si propone di affrontare di petto, e in maniera assolutamente multidisciplinare, piaghe moderne e urgenti come l’inclusione sociale delle fasce più deboli, l’auspicata e necessaria integrazione intergenerazionale, il raggiungimento di un concreto benessere collettivo, la drastica riduzione dell’incolmabile divario digitale e l’indispensabile potenziamento delle competenze specifiche del Terzo Settore». L’idea vincente e l’ottica fortemente innovativa che anima silenziosamente l’intera macchina organizzativa è quella di voler contribuire fattivamente e mattone su mattone a creare sul territorio dei veri e propri «Centri polifunzionali fisici, intesi e strutturati come sicuri e riconoscibili punti di riferimento per l’erogazione di un welfare olistico e integrato a favore dell’intera comunità». Un traguardo ambizioso che verrà pazientemente perseguito attraverso l’organizzazione puntuale e capillare di una serie di attività aggreganti pensate appositamente per far incontrare e dialogare generazioni apparentemente distanti anni luce tra loro: i giovani adulti (nella delicata e formativa fascia compresa tra i 18 e i 30 anni), la vasta e sapiente platea degli anziani (la cosiddetta fascia demografica degli over 65) e tutte quelle innumerevoli persone invisibili quotidianamente a grave e oggettivo rischio di dolorosa marginalizzazione economica o psicologica, favorendone costantemente la totale inclusione e la salda coesione sociale all’interno del proprio comune di residenza, il tutto «per edificare le solide basi di una moderna e solidale società della longevità».

Teatro e mutuo aiuto psicologico: le tre attività fondamentali del welfare

Al suo interno, come hanno illustrato e tenuto a sottolineare con entusiasmo i validi promotori marsicani, l’articolato e generoso progetto andrà a perseguire e finanziare materialmente una serie di mirati interventi diretti di pura inclusione sociale, solidale e di fortissimo e radicale contrasto alla triste e fatale piaga della solitudine patologica senile. Tra le numerose attività programmate in calendario, spiccano in particolare tre grandi capisaldi organizzativi.
Il primo di questi capisaldi sarà l’allestimento di un vero e proprio Laboratorio Teatrale di Comunità. Si tratterà di un affascinante e coinvolgente «programma operativo basato interamente e profondamente su un tema narrativo legato all’inclusione intergenerazionale, che si svilupperà e articolerà attraverso costanti incontri settimanali e attività recitative che si concluderanno e sfoceranno trionfalmente nella messa in scena finale di uno spettacolo corale aperto e gratuito per il pubblico». Questo prezioso e delicato lavoro di introspezione ed espressione artistica verrà magistralmente tenuto, condotto e coordinato dai bravissimi attori professionisti della celebre Compagnia Teatrale “Palazzo Botticelli” di Collelongo.
Il secondo, e forse più importante caposaldo terapeutico del progetto ministeriale, riguarderà la fondamentale, complessa e urgente organizzazione e messa a sistema di un vero e proprio Gruppo di auto-mutuo aiuto specializzato su delicate tematiche psicologiche e relazionali. Il coordinatore scientifico ha precisato che si tratterà di «una fitta, confidenziale e protetta serie di incontri di gruppo, mirati ad affrontare di petto e analizzare le difficoltà esistenziali quotidianamente percepite e taciute dai partecipanti rispetto al proprio e personale benessere psicologico e relazionale». In queste preziose occasioni, i cittadini fragili o soli troveranno finalmente a loro disposizione uno spazio sicuro e un ambiente profondamente accogliente e non giudicante (anche grazie all’utilizzo discreto di appositi questionari anonimi di autovalutazione dello stress) dove poter finalmente sfogarsi, piangere e condividere serenamente le proprie dolorose esperienze personali. La conduzione e la supervisione clinica di questi delicatissimi incontri di supporto psicologico saranno affidate e gestite dall’indiscussa e provata esperienza professionale del Dottor Massimo De Santis, stimatissimo psicologo e rinomato psicoterapeuta abruzzese.

Dalla cucina alle nuove generazioni: il ruolo strategico di Bakery Aut

Il terzo, goloso e attesissimo grande pilastro fondativo dell’iniziativa solidale punterà tutto sulla straordinaria capacità aggregante della buona tavola casalinga: si tratta dell’attivazione di uno speciale Laboratorio di cucina intergenerazionale.
Questa particolarissima e innovativa iniziativa è stata pensata e strutturata dagli organizzatori come un luogo fisico e uno spazio temporale «dove le preziose persone anziane del paese, vere e proprie custodi e depositarie delle antiche tradizioni culinarie locali, potranno finalmente tramandare e insegnare fisicamente il proprio sterminato sapere in cucina alle inesperti e curiose nuove generazioni». Il laboratorio non si limiterà però a ricalcare le vecchie sagre di paese, ma lo farà con un occhio strizzato fermamente alla straripante modernità tecnologica: sono infatti previsti vivaci ed allegri eventi formativi comunitari (sempre ospitati in strutture idonee, protette e a norma dal punto di vista igienico-sanitario) durante i quali gli insoliti chef si impegneranno attivamente persino nella creazione e nella produzione amatoriale di moderno e accattivante materiale audiovisivo, video ricette e tutorial culinari che verranno successivamente e orgogliosamente diffusi in rete per la pubblicazione sui maggiori e seguitissimi social network. Per realizzare questo connubio culinario e sociale, l’ADA ha stretto una salda e virtuosa collaborazione logistica sul territorio con i bravissimi e instancabili volontari dell’Associazione solidale “BAKERY AUT” di Avezzano, un’altra bellissima realtà del territorio marsicano da sempre in prima linea.
Questo colossale progetto sociale consolida in maniera definitiva, inequivocabile e ammirevole il grande e storico impegno umanitario, politico e culturale messo quotidianamente in campo dall’A.D.A. ABRUZZO O.D.V. e dalla generosa Associazione territoriale ADA – Avezzano Solidale. Le due realtà associative marsicane continuano infatti instancabilmente e caparbiamente a investire risorse proprie e pubbliche a favore dell’intera popolazione anziana e svantaggiata locale. Un impegno costante per la formazione continua che passa inesorabilmente attraverso l’organizzazione puntuale di innumerevoli e partecipati “workshop” tecnici, convegni formativi e intensi e accorati incontri pubblici di sensibilizzazione civica. Un lavoro enorme svolto con il triplice, virtuoso scopo di diffondere una migliore e più corretta conoscenza delle infinite potenzialità e opportunità offerte dal vitale e fondamentale settore del Terzo Settore locale, di promuovere caparbiamente la fondamentale ma ostica alfabetizzazione digitale e informatica per le fragili persone anziane (ormai sempre più escluse e isolate dall’accesso ai servizi anagrafici e bancari erogati online), e di affrontare di petto tutte quelle innumerevoli, spinose tematiche sociali e previdenziali che risultano essere non solo altamente strategiche per il rilancio del comprensorio marsicano, ma che sono dotate di un immenso valore etico e di rilevante e innegabile attualità politica nazionale.

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Territorio

Tragedia a Poggio Moiano: muore nel sonno a 48 anni il medico Riccardo Ranaldi

La comunità medica di Rieti e il comune di Poggio Moiano sono sotto shock per la tragica e improvvisa scomparsa del dottor Riccardo Ranaldi, medico stimatissimo e prezioso specialista anestesista e rianimatore in forza all’ospedale ‘de Lellis’. Il professionista è stato purtroppo stroncato da un improvviso e fulminante malore nel sonno, sopraggiunto fatalmente e silenziosamente nella notte tra giovedì e venerdì all’interno della sua abitazione: avrebbe compiuto solo 48 anni tra pochi giorni, il prossimo 6 ottobre. Uomo eccezionale e professionista dal cuore d’oro, Riccardo Ranaldi lascia nel dolore più totale la devota moglie Fabiola Di Vetta (impiegata presso gli uffici amministrativi dell’Asl di Rieti) e l’adorata e dolcissima figlia Alessia, che frequenta la quarta elementare. Oltre al fondamentale lavoro salvavita svolto ogni giorno in corsia ospedaliera, il medico amava la natura, dedicandosi nel tempo libero alle escursioni in montagna, alle gite nelle città d’arte e, recentemente, all’affascinante mondo dell’apicoltura. Le solenni esequie per porgergli l’estremo saluto si svolgeranno proprio oggi, sabato 26 settembre, presso l’affollata chiesa parrocchiale di Poggio Moiano. Leggi il toccante ricordo e l’addio di colleghi e parenti👇

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Riccardo Ranaldi

Poggio Moiano (Rieti) – Una tragedia immensa, silenziosa e totalmente inaspettata si è abbattuta come un fulmine a ciel sereno sulla piccola e unita comunità della provincia di Rieti, spezzando improvvisamente e per sempre una vita ancora giovane, vitale e nel pieno delle proprie capacità umane e professionali. Il tranquillo comune sabino di Poggio Moiano piange oggi, con sincera e profonda commozione, la gravissima e prematura scomparsa del brillante e stimatissimo dottor Riccardo Ranaldi, noto e amato medico strutturato attualmente in forza come medico anestesista e specialista rianimatore presso i difficili e delicati reparti del nosocomio provinciale, il presidio ospedaliero ‘de Lellis’ di Rieti. Il professionista sanitario è stato improvvisamente ed inesorabilmente stroncato da un violento malore fatale, un infarto fulminante sopraggiunto fatalmente e silenziosamente nel sonno durante la drammatica notte trascorsa tra giovedì e venerdì scorsi, mentre si trovava tranquillamente riposando all’interno delle mura accoglienti e sicure della sua abitazione familiare situata proprio nel centro abitato di Poggio Moiano. Il dramma umano della sua tragica e repentina scomparsa si fa ancora più acuto, straziante e inaccettabile scorrendo semplicemente la sua carta d’identità terrena: il medico, infatti, avrebbe festeggiato il traguardo anagrafico del suo quarantottesimo compleanno tra pochissimi giorni, il prossimo 6 ottobre.

Il malore fatale nella notte e il profondo lutto all’ospedale de Lellis

La drammatica notizia della sua dipartita terrena si è letteralmente e velocemente diffusa come un incendio incontrollabile alle prime luci dell’alba di ieri mattina, lasciando attoniti, increduli e ammutoliti non solo gli abitanti del suo paese di residenza, ma gettando in un profondo stato di shock e sconcerto l’intera e vasta e unita dirigenza e comunità medica e paramedica provinciale reatina.
Il dottor Ranaldi, infatti, era considerato da tutti i suoi pazienti e colleghi di lavoro un professionista di assoluta eccellenza, un medico ospedaliero estremamente stimato, preparatissimo, empatico e profondamente apprezzato. La sua specializzazione accademica come anestesista e rianimatore lo portava ogni giorno e ogni notte a confrontarsi faccia a faccia in prima linea con le situazioni umane più critiche, drammatiche e sospese sul filo della vita e della morte, dove il suo provvidenziale intervento clinico e la sua proverbiale freddezza tecnica hanno permesso nel corso degli anni di salvare e sottrarre alla morte tantissime vite umane fragili dei cittadini di Rieti. Il destino, beffardo e crudele, ha purtroppo voluto riservargli un tragico finale in cui nessuna manovra medica rianimatoria umana, la stessa procedura salvavita che lui conosceva e applicava ogni giorno con enorme maestria in corsia e nelle sale operatorie del de Lellis, ha potuto strapparlo all’inevitabile e prematuro arresto cardiaco.

Il dolore straziante della compagna Fabiola e della piccola figlia Alessia

Al di là del gelido camice bianco ospedaliero e dei rigidi e stressanti turni di guardia, Riccardo Ranaldi era prima di ogni altra cosa un uomo dal cuore d’oro, una figura radicata e innamorata della sua famiglia.
Il dottore reatino condivideva gioiosamente il difficile mondo lavorativo della medicina e dei servizi sanitari territoriali con la sua adorata moglie e compagna di vita, la signora Fabiola Di Vetta, una donna stimata e forte, attualmente e stabilmente impiegata con mansioni operative presso il comparto amministrativo della locale Asl di Rieti. Oltre al vuoto incolmabile lasciato nella vita della giovane e devota coniuge, la scomparsa improvvisa e assurda di Riccardo lascia orfana di padre una meravigliosa e dolcissima bambina, la piccola Alessia, giovanissima alunna che proprio in questi giorni frequenta regolarmente e spensieratamente la classe quarta elementare. Chiunque abbia avuto il grandissimo onore e il sincero privilegio di varcare la soglia della sua casa e di conoscerlo intimamente nella sfera privata, descrive concordemente e affettuosamente Riccardo come un uomo eccezionale, un marito devoto e innamoratissimo, e soprattutto un padre dolcissimo, costantemente presente, orgoglioso, protettivo e amorevole nei confronti della sua amata bambina, sempre pronto a mettere le urgenti e insindacabili esigenze della famiglia davanti alle gravose fatiche e allo stress accumulato nel lavoro.

Il lato umano di Ranaldi: le montagne, le città d’arte e la passione per le api

Nel rarissimo e preziosissimo tempo libero che la difficile e usurante professione di anestesista rianimatore in prima linea gli concedeva, il quarantottenne amava coltivare e alimentare numerose e vibranti passioni intellettuali e naturalistiche all’aria aperta.
Nei sospirati momenti di assoluta libertà dai durissimi e alienanti turni in sala operatoria, Riccardo adorava in particolar modo staccare e purificare completamente la mente dal lavoro, rifugiandosi nella natura selvaggia incontaminata e condividendo proprio con l’amata moglie lunghe, appaganti ed emozionanti escursioni trekking fisiche in vetta lungo le meravigliose montagne del Terminillo, respirando l’aria pulita d’alta quota. Insieme amavano esplorare il mondo e la cultura, organizzando frequenti visite esplorative alla scoperta delle più famose e affascinanti città d’arte italiane. Inoltre, proprio negli ultimissimi tempi della sua vita, l’eclettico medico aveva sviluppato e coltivato con grande entusiasmo e inaspettata curiosità naturalistica una forte ed esclusiva passione hobbistica per il meraviglioso e delicatissimo mondo dell’apicoltura, dedicandosi con cura minuziosa, pazienza e dedizione all’allevamento e allo studio delle piccole, fragili e fondamentali api nel tempo libero trascorso nella campagna sabina circostante alla sua abitazione famigliare.

Oggi pomeriggio i funerali: l’addio commosso di tutta Poggio Moiano

L’intera e affranta comunità locale è ora chiamata ad affrontare il difficile momento del definitivo congedo e dell’estremo saluto. I solenni funerali religiosi e la mesta cerimonia funebre in memoria del giovane dottor Riccardo Ranaldi si svolgeranno proprio nella giornata odierna, giovedì 26 settembre 2026.
La messa esequiale in sua memoria verrà celebrata e officiata alla presenza di amici, conoscenti, istituzioni sanitarie e parenti all’interno della storica e grande chiesa parrocchiale principale del comune di Poggio Moiano, dove è attesa una folla immensa e silenziosa, composta non solo dai colleghi distrutti provenienti dall’ospedale cittadino, ma anche dai tantissimi e grati ex pazienti che hanno voluto e potuto beneficiare della sua impagabile competenza professionale umana e delle sue preziosissime cure anestesiologiche salvavita. L’Amministrazione Comunale di Poggio Moiano, l’Asl di Rieti, l’intero Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, uniti all’infinita schiera degli amici d’infanzia, si stringono forte in un grandissimo abbraccio corale e commosso, inviando le proprie più sincere e sentite condoglianze pubbliche al dolore incolmabile della cara moglie Fabiola, della piccola e sfortunata Alessia, dei genitori e di tutti i familiari in questo momento di oscurità inspiegabile, buia e atroce.

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