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Terza età e giovani uniti: l’ADA Abruzzo lancia il progetto InclusivHUB ad Avezzano

La Marsica diventa il cuore pulsante e l’esempio virtuoso dell’innovazione sociale in Italia. Ad Avezzano l’associazione A.D.A. ABRUZZO O.D.V. ha ufficialmente alzato il sipario sull’ambizioso progetto “InclusivHUB”, un’importante iniziativa finanziata direttamente dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nata con un nobile obiettivo: unire giovani (18-30 anni) e anziani over 65, combattendo il divario digitale, la marginalizzazione e l’atroce solitudine che affligge le persone fragili. Sotto la guida del presidente Lino Cipolloni e della presidente locale Gabriella Celi, l’associazione creerà dei veri e propri centri di “welfare olistico”. Tra le attività principali finanziate spiccano un coinvolgente laboratorio teatrale comunitario curato dalla compagnia “Palazzo Botticelli” (che si chiuderà con uno spettacolo intergenerazionale), l’indispensabile istituzione di un gruppo di auto-mutuo aiuto psicologico condotto dal dottor Massimo De Santis e un delizioso e goloso laboratorio di cucina dove gli anziani insegneranno l’arte culinaria della tradizione ai ragazzi (creando anche video ricette per i social network) grazie alla preziosa collaborazione con l’associazione Bakery Aut. L’obiettivo è formare la comunità e combattere l’esclusione digitale degli anziani. Leggi i dettagli e le finalità sociali del progetto👇

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Ada Abruzzo

Avezzano (L’Aquila) – L’innovazione sociale, l’umanizzazione delle cure territoriali e il rilancio strutturale e culturale delle fondamentali politiche attive dedicate alla salvaguardia e alla valorizzazione della Terza Età partono prepotentemente e coraggiosamente dal cuore della Marsica. È stato infatti presentato ufficialmente al vasto pubblico cittadino il nuovissimo e ambizioso progetto socio-culturale denominato “InclusivHUB”, una meravigliosa iniziativa strutturale interamente ideata, promossa e fortemente voluta dall’A.D.A. ABRUZZO O.D.V. (l’attivissima Associazione per i Diritti degli Anziani). I dettagli tecnici, operativi e le profonde finalità etiche dell’importante iniziativa sociale sono stati illustrati analiticamente nel corso di un’affollatissima e partecipata assemblea pubblica svoltasi recentemente presso gli storici locali della sede operativa centrale di Avezzano (situata in via M. Kolbe, 8). A fare corale e orgogliosamente gli onori di casa davanti alla platea, spiegando l’immenso valore del progetto, sono intervenuti i massimi dirigenti dell’associazione: il Presidente regionale dell’A.D.A. Abruzzo, il Dottor Lino Cipolloni, affiancato e supportato dalla Presidente locale dell’associazione territoriale “A.D.A. Avezzano-Solidale”, la Dott.ssa Gabriella Celi, e con il fondamentale contributo tecnico e accademico del brillante Coordinatore Scientifico dell’iniziativa, il Professor Sandro Valletta. Il progetto InclusivHUB vanta un pedigree di assoluto prestigio e spessore amministrativo, essendo stato ufficialmente vagliato, approvato e direttamente finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali italiano, rientrando a pieno titolo e con grande merito nell’ambito dell’esclusivo bando governativo per il finanziamento mirato di iniziative solidali e progetti strutturali di preminente e certificata rilevanza nazionale.

Il progetto del Ministero contro l’isolamento e il fatale divario digitale

L’obiettivo programmatico generale dichiarato con forza dai vertici dell’associazione marsicana durante la presentazione è estremamente alto, complesso e strategicamente lungimirante.
InclusivHUB, come sottolineato più volte dai relatori, «mira statutariamente a generare un impatto reale, misurabile e profondamente positivo sull’intero e fragile tessuto sociale locale. Per farlo, si propone di affrontare di petto, e in maniera assolutamente multidisciplinare, piaghe moderne e urgenti come l’inclusione sociale delle fasce più deboli, l’auspicata e necessaria integrazione intergenerazionale, il raggiungimento di un concreto benessere collettivo, la drastica riduzione dell’incolmabile divario digitale e l’indispensabile potenziamento delle competenze specifiche del Terzo Settore». L’idea vincente e l’ottica fortemente innovativa che anima silenziosamente l’intera macchina organizzativa è quella di voler contribuire fattivamente e mattone su mattone a creare sul territorio dei veri e propri «Centri polifunzionali fisici, intesi e strutturati come sicuri e riconoscibili punti di riferimento per l’erogazione di un welfare olistico e integrato a favore dell’intera comunità». Un traguardo ambizioso che verrà pazientemente perseguito attraverso l’organizzazione puntuale e capillare di una serie di attività aggreganti pensate appositamente per far incontrare e dialogare generazioni apparentemente distanti anni luce tra loro: i giovani adulti (nella delicata e formativa fascia compresa tra i 18 e i 30 anni), la vasta e sapiente platea degli anziani (la cosiddetta fascia demografica degli over 65) e tutte quelle innumerevoli persone invisibili quotidianamente a grave e oggettivo rischio di dolorosa marginalizzazione economica o psicologica, favorendone costantemente la totale inclusione e la salda coesione sociale all’interno del proprio comune di residenza, il tutto «per edificare le solide basi di una moderna e solidale società della longevità».

Teatro e mutuo aiuto psicologico: le tre attività fondamentali del welfare

Al suo interno, come hanno illustrato e tenuto a sottolineare con entusiasmo i validi promotori marsicani, l’articolato e generoso progetto andrà a perseguire e finanziare materialmente una serie di mirati interventi diretti di pura inclusione sociale, solidale e di fortissimo e radicale contrasto alla triste e fatale piaga della solitudine patologica senile. Tra le numerose attività programmate in calendario, spiccano in particolare tre grandi capisaldi organizzativi.
Il primo di questi capisaldi sarà l’allestimento di un vero e proprio Laboratorio Teatrale di Comunità. Si tratterà di un affascinante e coinvolgente «programma operativo basato interamente e profondamente su un tema narrativo legato all’inclusione intergenerazionale, che si svilupperà e articolerà attraverso costanti incontri settimanali e attività recitative che si concluderanno e sfoceranno trionfalmente nella messa in scena finale di uno spettacolo corale aperto e gratuito per il pubblico». Questo prezioso e delicato lavoro di introspezione ed espressione artistica verrà magistralmente tenuto, condotto e coordinato dai bravissimi attori professionisti della celebre Compagnia Teatrale “Palazzo Botticelli” di Collelongo.
Il secondo, e forse più importante caposaldo terapeutico del progetto ministeriale, riguarderà la fondamentale, complessa e urgente organizzazione e messa a sistema di un vero e proprio Gruppo di auto-mutuo aiuto specializzato su delicate tematiche psicologiche e relazionali. Il coordinatore scientifico ha precisato che si tratterà di «una fitta, confidenziale e protetta serie di incontri di gruppo, mirati ad affrontare di petto e analizzare le difficoltà esistenziali quotidianamente percepite e taciute dai partecipanti rispetto al proprio e personale benessere psicologico e relazionale». In queste preziose occasioni, i cittadini fragili o soli troveranno finalmente a loro disposizione uno spazio sicuro e un ambiente profondamente accogliente e non giudicante (anche grazie all’utilizzo discreto di appositi questionari anonimi di autovalutazione dello stress) dove poter finalmente sfogarsi, piangere e condividere serenamente le proprie dolorose esperienze personali. La conduzione e la supervisione clinica di questi delicatissimi incontri di supporto psicologico saranno affidate e gestite dall’indiscussa e provata esperienza professionale del Dottor Massimo De Santis, stimatissimo psicologo e rinomato psicoterapeuta abruzzese.

Dalla cucina alle nuove generazioni: il ruolo strategico di Bakery Aut

Il terzo, goloso e attesissimo grande pilastro fondativo dell’iniziativa solidale punterà tutto sulla straordinaria capacità aggregante della buona tavola casalinga: si tratta dell’attivazione di uno speciale Laboratorio di cucina intergenerazionale.
Questa particolarissima e innovativa iniziativa è stata pensata e strutturata dagli organizzatori come un luogo fisico e uno spazio temporale «dove le preziose persone anziane del paese, vere e proprie custodi e depositarie delle antiche tradizioni culinarie locali, potranno finalmente tramandare e insegnare fisicamente il proprio sterminato sapere in cucina alle inesperti e curiose nuove generazioni». Il laboratorio non si limiterà però a ricalcare le vecchie sagre di paese, ma lo farà con un occhio strizzato fermamente alla straripante modernità tecnologica: sono infatti previsti vivaci ed allegri eventi formativi comunitari (sempre ospitati in strutture idonee, protette e a norma dal punto di vista igienico-sanitario) durante i quali gli insoliti chef si impegneranno attivamente persino nella creazione e nella produzione amatoriale di moderno e accattivante materiale audiovisivo, video ricette e tutorial culinari che verranno successivamente e orgogliosamente diffusi in rete per la pubblicazione sui maggiori e seguitissimi social network. Per realizzare questo connubio culinario e sociale, l’ADA ha stretto una salda e virtuosa collaborazione logistica sul territorio con i bravissimi e instancabili volontari dell’Associazione solidale “BAKERY AUT” di Avezzano, un’altra bellissima realtà del territorio marsicano da sempre in prima linea.
Questo colossale progetto sociale consolida in maniera definitiva, inequivocabile e ammirevole il grande e storico impegno umanitario, politico e culturale messo quotidianamente in campo dall’A.D.A. ABRUZZO O.D.V. e dalla generosa Associazione territoriale ADA – Avezzano Solidale. Le due realtà associative marsicane continuano infatti instancabilmente e caparbiamente a investire risorse proprie e pubbliche a favore dell’intera popolazione anziana e svantaggiata locale. Un impegno costante per la formazione continua che passa inesorabilmente attraverso l’organizzazione puntuale di innumerevoli e partecipati “workshop” tecnici, convegni formativi e intensi e accorati incontri pubblici di sensibilizzazione civica. Un lavoro enorme svolto con il triplice, virtuoso scopo di diffondere una migliore e più corretta conoscenza delle infinite potenzialità e opportunità offerte dal vitale e fondamentale settore del Terzo Settore locale, di promuovere caparbiamente la fondamentale ma ostica alfabetizzazione digitale e informatica per le fragili persone anziane (ormai sempre più escluse e isolate dall’accesso ai servizi anagrafici e bancari erogati online), e di affrontare di petto tutte quelle innumerevoli, spinose tematiche sociali e previdenziali che risultano essere non solo altamente strategiche per il rilancio del comprensorio marsicano, ma che sono dotate di un immenso valore etico e di rilevante e innegabile attualità politica nazionale.

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Tragedia a Poggio Moiano: muore nel sonno a 48 anni il medico Riccardo Ranaldi

La comunità medica di Rieti e il comune di Poggio Moiano sono sotto shock per la tragica e improvvisa scomparsa del dottor Riccardo Ranaldi, medico stimatissimo e prezioso specialista anestesista e rianimatore in forza all’ospedale ‘de Lellis’. Il professionista è stato purtroppo stroncato da un improvviso e fulminante malore nel sonno, sopraggiunto fatalmente e silenziosamente nella notte tra giovedì e venerdì all’interno della sua abitazione: avrebbe compiuto solo 48 anni tra pochi giorni, il prossimo 6 ottobre. Uomo eccezionale e professionista dal cuore d’oro, Riccardo Ranaldi lascia nel dolore più totale la devota moglie Fabiola Di Vetta (impiegata presso gli uffici amministrativi dell’Asl di Rieti) e l’adorata e dolcissima figlia Alessia, che frequenta la quarta elementare. Oltre al fondamentale lavoro salvavita svolto ogni giorno in corsia ospedaliera, il medico amava la natura, dedicandosi nel tempo libero alle escursioni in montagna, alle gite nelle città d’arte e, recentemente, all’affascinante mondo dell’apicoltura. Le solenni esequie per porgergli l’estremo saluto si svolgeranno proprio oggi, sabato 26 settembre, presso l’affollata chiesa parrocchiale di Poggio Moiano. Leggi il toccante ricordo e l’addio di colleghi e parenti👇

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Riccardo Ranaldi

Poggio Moiano (Rieti) – Una tragedia immensa, silenziosa e totalmente inaspettata si è abbattuta come un fulmine a ciel sereno sulla piccola e unita comunità della provincia di Rieti, spezzando improvvisamente e per sempre una vita ancora giovane, vitale e nel pieno delle proprie capacità umane e professionali. Il tranquillo comune sabino di Poggio Moiano piange oggi, con sincera e profonda commozione, la gravissima e prematura scomparsa del brillante e stimatissimo dottor Riccardo Ranaldi, noto e amato medico strutturato attualmente in forza come medico anestesista e specialista rianimatore presso i difficili e delicati reparti del nosocomio provinciale, il presidio ospedaliero ‘de Lellis’ di Rieti. Il professionista sanitario è stato improvvisamente ed inesorabilmente stroncato da un violento malore fatale, un infarto fulminante sopraggiunto fatalmente e silenziosamente nel sonno durante la drammatica notte trascorsa tra giovedì e venerdì scorsi, mentre si trovava tranquillamente riposando all’interno delle mura accoglienti e sicure della sua abitazione familiare situata proprio nel centro abitato di Poggio Moiano. Il dramma umano della sua tragica e repentina scomparsa si fa ancora più acuto, straziante e inaccettabile scorrendo semplicemente la sua carta d’identità terrena: il medico, infatti, avrebbe festeggiato il traguardo anagrafico del suo quarantottesimo compleanno tra pochissimi giorni, il prossimo 6 ottobre.

Il malore fatale nella notte e il profondo lutto all’ospedale de Lellis

La drammatica notizia della sua dipartita terrena si è letteralmente e velocemente diffusa come un incendio incontrollabile alle prime luci dell’alba di ieri mattina, lasciando attoniti, increduli e ammutoliti non solo gli abitanti del suo paese di residenza, ma gettando in un profondo stato di shock e sconcerto l’intera e vasta e unita dirigenza e comunità medica e paramedica provinciale reatina.
Il dottor Ranaldi, infatti, era considerato da tutti i suoi pazienti e colleghi di lavoro un professionista di assoluta eccellenza, un medico ospedaliero estremamente stimato, preparatissimo, empatico e profondamente apprezzato. La sua specializzazione accademica come anestesista e rianimatore lo portava ogni giorno e ogni notte a confrontarsi faccia a faccia in prima linea con le situazioni umane più critiche, drammatiche e sospese sul filo della vita e della morte, dove il suo provvidenziale intervento clinico e la sua proverbiale freddezza tecnica hanno permesso nel corso degli anni di salvare e sottrarre alla morte tantissime vite umane fragili dei cittadini di Rieti. Il destino, beffardo e crudele, ha purtroppo voluto riservargli un tragico finale in cui nessuna manovra medica rianimatoria umana, la stessa procedura salvavita che lui conosceva e applicava ogni giorno con enorme maestria in corsia e nelle sale operatorie del de Lellis, ha potuto strapparlo all’inevitabile e prematuro arresto cardiaco.

Il dolore straziante della compagna Fabiola e della piccola figlia Alessia

Al di là del gelido camice bianco ospedaliero e dei rigidi e stressanti turni di guardia, Riccardo Ranaldi era prima di ogni altra cosa un uomo dal cuore d’oro, una figura radicata e innamorata della sua famiglia.
Il dottore reatino condivideva gioiosamente il difficile mondo lavorativo della medicina e dei servizi sanitari territoriali con la sua adorata moglie e compagna di vita, la signora Fabiola Di Vetta, una donna stimata e forte, attualmente e stabilmente impiegata con mansioni operative presso il comparto amministrativo della locale Asl di Rieti. Oltre al vuoto incolmabile lasciato nella vita della giovane e devota coniuge, la scomparsa improvvisa e assurda di Riccardo lascia orfana di padre una meravigliosa e dolcissima bambina, la piccola Alessia, giovanissima alunna che proprio in questi giorni frequenta regolarmente e spensieratamente la classe quarta elementare. Chiunque abbia avuto il grandissimo onore e il sincero privilegio di varcare la soglia della sua casa e di conoscerlo intimamente nella sfera privata, descrive concordemente e affettuosamente Riccardo come un uomo eccezionale, un marito devoto e innamoratissimo, e soprattutto un padre dolcissimo, costantemente presente, orgoglioso, protettivo e amorevole nei confronti della sua amata bambina, sempre pronto a mettere le urgenti e insindacabili esigenze della famiglia davanti alle gravose fatiche e allo stress accumulato nel lavoro.

Il lato umano di Ranaldi: le montagne, le città d’arte e la passione per le api

Nel rarissimo e preziosissimo tempo libero che la difficile e usurante professione di anestesista rianimatore in prima linea gli concedeva, il quarantottenne amava coltivare e alimentare numerose e vibranti passioni intellettuali e naturalistiche all’aria aperta.
Nei sospirati momenti di assoluta libertà dai durissimi e alienanti turni in sala operatoria, Riccardo adorava in particolar modo staccare e purificare completamente la mente dal lavoro, rifugiandosi nella natura selvaggia incontaminata e condividendo proprio con l’amata moglie lunghe, appaganti ed emozionanti escursioni trekking fisiche in vetta lungo le meravigliose montagne del Terminillo, respirando l’aria pulita d’alta quota. Insieme amavano esplorare il mondo e la cultura, organizzando frequenti visite esplorative alla scoperta delle più famose e affascinanti città d’arte italiane. Inoltre, proprio negli ultimissimi tempi della sua vita, l’eclettico medico aveva sviluppato e coltivato con grande entusiasmo e inaspettata curiosità naturalistica una forte ed esclusiva passione hobbistica per il meraviglioso e delicatissimo mondo dell’apicoltura, dedicandosi con cura minuziosa, pazienza e dedizione all’allevamento e allo studio delle piccole, fragili e fondamentali api nel tempo libero trascorso nella campagna sabina circostante alla sua abitazione famigliare.

Oggi pomeriggio i funerali: l’addio commosso di tutta Poggio Moiano

L’intera e affranta comunità locale è ora chiamata ad affrontare il difficile momento del definitivo congedo e dell’estremo saluto. I solenni funerali religiosi e la mesta cerimonia funebre in memoria del giovane dottor Riccardo Ranaldi si svolgeranno proprio nella giornata odierna, giovedì 26 settembre 2026.
La messa esequiale in sua memoria verrà celebrata e officiata alla presenza di amici, conoscenti, istituzioni sanitarie e parenti all’interno della storica e grande chiesa parrocchiale principale del comune di Poggio Moiano, dove è attesa una folla immensa e silenziosa, composta non solo dai colleghi distrutti provenienti dall’ospedale cittadino, ma anche dai tantissimi e grati ex pazienti che hanno voluto e potuto beneficiare della sua impagabile competenza professionale umana e delle sue preziosissime cure anestesiologiche salvavita. L’Amministrazione Comunale di Poggio Moiano, l’Asl di Rieti, l’intero Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, uniti all’infinita schiera degli amici d’infanzia, si stringono forte in un grandissimo abbraccio corale e commosso, inviando le proprie più sincere e sentite condoglianze pubbliche al dolore incolmabile della cara moglie Fabiola, della piccola e sfortunata Alessia, dei genitori e di tutti i familiari in questo momento di oscurità inspiegabile, buia e atroce.

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Fiume Turano in secca: un violino suona nel greto per salvare la trota autoctona

La furia devastante del cambiamento climatico e l’incessante siccità stanno uccidendo i corsi d’acqua dell’Appennino. In occasione della Giornata Mondiale dei Fiumi, domenica 27 settembre (ore 11:30), il Circolo Valli del Salto e del Turano di Legambiente ha organizzato una spettacolare ed evocativa protesta simbolica: le note solitarie di un violino risuoneranno all’interno del greto del fiume Turano a Rocca Sinibalda (Rieti), un tratto fluviale rimasto tragicamente completamente a secco per oltre un chilometro. Un’aridità prolungata che sta condannando a morte il delicato ecosistema acquatico e provocando la scomparsa dell’ormai rarissima e minacciata trota Fario autoctona. Gli attivisti non cercano lo scontro fine a se stesso, ma lanciano un disperato e costruttivo appello alle Istituzioni e ad ENEL, l’ente gestore dell’imponente bacino idroelettrico artificiale situato a monte: “Chiediamo l’apertura immediata di un tavolo di confronto per trovare una soluzione concreta che garantisca per sempre il deflusso minimo vitale di acqua nel fiume”. L’energia idroelettrica è fondamentale per dire addio ai combustibili fossili, spiegano gli ecologisti, ma la sua preziosa produzione green non può e non deve comportare la completa e totale distruzione dell’ecosistema e della biodiversità locale. Scopri i dettagli della pacifica protesta musicale a difesa del territorio👇

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Fiume in secca

Rocca Sinibalda (Rieti) – L’inesorabile morsa della siccità e gli effetti sempre più tangibili, devastanti e incontrollabili del cambiamento climatico in atto continuano purtroppo a sferrare colpi durissimi e letali al cuore verde e pulsante del Centro Italia. L’agonia dei corsi d’acqua minori, un tempo ricchi, rigogliosi e vitali, rappresenta oggi una ferita aperta e sanguinante nel delicato tessuto ecologico e paesaggistico della regione Lazio. Proprio per denunciare pubblicamente e con forza questa gravissima e silenziosa strage ambientale, in occasione dell’importante e celebrata Giornata Mondiale dei Fiumi, il battagliero Circolo Valli del Salto e del Turano, appartenente alla grande e storica famiglia ambientalista di Legambiente Lazio, ha deciso di scendere materialmente in campo. Gli attivisti hanno organizzato in ogni minimo dettaglio, per la giornata di domenica 27 settembre 2026, a partire dalle ore 11.30 del mattino, un’emozionante, inedita e profondamente simbolica manifestazione di sensibilizzazione pubblica. Il luogo prescelto per l’evento non è affatto casuale, ma rappresenta il vero e proprio “corpo del reato” ambientale: la singolare protesta si svolgerà infatti fisicamente e letteralmente all’interno dello spoglio e desolato alveo polveroso del fiume Turano, in un tratto drammaticamente arido situato nei pressi del pittoresco e storico borgo di Rocca Sinibalda, in provincia di Rieti. Un evento che promette di scuotere profondamente le coscienze delle istituzioni e dell’intera cittadinanza locale, chiamando tutti a una presa di responsabilità collettiva in difesa dell’oro blu del nostro territorio.

La protesta musicale di Legambiente: un violino per risvegliare l’acqua

L’iniziativa ideata e promossa da Legambiente per l’imminente domenica mattina si discosta nettamente e volutamente dai tradizionali e spesso ignorati cortei di protesta o dai noiosi e accademici sit-in istituzionali, puntando invece tutto sulla fortissima e universale carica emotiva dell’arte e della musica.
La manifestazione pubblica, infatti, vedrà come momento centrale, solenne e culminante la magistrale ed evocativa esecuzione dal vivo di un delicato e malinconico brano musicale, suonato esclusivamente da un violino solitario. L’immagine sarà di quelle destinate a rimanere tristemente impresse nella memoria visiva e mediatica: il musicista non si esibirà su un palco o in una piazza, bensì proprio al centro del letto ghiaioso del fiume Turano, un greto attualmente e totalmente in secca, arso e spaccato dal sole. Si tratta di un’iniziativa artistica dal fortissimo e palese sapore simbolico, esplicitamente e coraggiosamente volta a richiamare e catalizzare prepotentemente la distratta attenzione dell’opinione pubblica nazionale, e soprattutto della sonnolenta politica regionale, sulla disastrosa e urgente questione della gestione dell’acqua potabile e fluviale. Un bene primario, inalienabile e vitale che, secondo i fondamentali e basilari principi normativi della moderna ecologia, non dovrebbe mai e per nessuna ragione economica mancare del tutto e prosciugarsi all’interno dei naturali corsi fluviali.
Il drammatico e innegabile cambiamento climatico attualmente in corso in tutto il bacino del Mediterraneo sta infatti inesorabilmente e progressivamente mettendo a serio e costante rischio di collasso enormi ecosistemi acquatici millenari. Un pericolo che si fa ancora più acuto, imminente e irrimediabile se si pone particolare e attento riferimento ai preziosissimi e fragilissimi habitat naturali di transizione che costituiscono le aree umide, veri e propri e insostituibili polmoni e asili nido della complessa biodiversità laziale.

L’agonia dell’ecosistema: scompare la rara trota Fario a causa della siccità

La pressante urgenza della salvaguardia, della tutela e del ripristino immediato di questi delicati ambienti acquatici deve necessariamente, e nel più breve tempo possibile, elevarsi a priorità politica e amministrativa assoluta per tentare di contrastare in modo efficace la lenta ma drammatica e irreversibile perdita di biodiversità genetica e animale in atto sul nostro sfortunato territorio.
Nel caso specifico, localizzato e doloroso del fiume Turano, la perdurante, eccezionale e prolungata siccità estiva e autunnale sta infatti causando danni ambientali e faunistici letteralmente incalcolabili e di proporzioni storiche. In un lunghissimo e desolato tratto fluviale, rimasto spettralmente senz’acqua per ben più di un chilometro di estensione lineare, i biologi e gli attivisti dell’associazione ambientalista stanno assistendo e denunciando la triste, massiccia e apparentemente inesorabile scomparsa della preziosa trota Fario autoctona (il ceppo genetico mediterraneo originale). Questo pregiatissimo, bellissimo e delicato pesce d’acqua dolce rappresenta un vero e proprio e inestimabile tesoro genetico e biologico: si tratta infatti di una particolare specie ittica endemica sempre più rara, sensibile all’ossigenazione e gravemente e costantemente minacciata di totale estinzione nell’intero e vasto reticolo dei fiumi e dei torrenti appenninici italiani, in gran parte proprio a causa del massiccio inquinamento chimico e del progressivo, preoccupante prosciugamento termico e idrico dei naturali e freschi habitat montani e pedemontani in cui solitamente nidifica e prolifera indisturbata.

L’appello diretto a Enel e alle Istituzioni: “Garantire il deflusso vitale”

Alla luce e al cospetto degli innegabili e tragici aspetti devastanti derivanti dai sempre più duri e ricorrenti periodi di siccità estrema (eventi meteorologici e climatici avversi divenuti ormai tragicamente frequenti e non più classificabili come eccezionali), l’associazione ecologista Legambiente intende oggi rompere il silenzio, uscire allo scoperto e sollecitare pubblicamente, formalmente e fermamente tutte le alte e sorde Istituzioni amministrative territoriali e nazionali politicamente competenti.
La precisa e non più procrastinabile richiesta tecnica avanzata dal Circolo Valli del Salto e del Turano, infatti, è quella di veder istituito e aperto immediatamente un tavolo formale di confronto, un tavolo tecnico di crisi e di concertazione urgente e diretto con i massimi vertici dirigenti di ENEL, l’imponente e potente ente energetico privato e nazionale attualmente gestore unico ed esclusivo delle paratoie e del grande bacino idrico artificiale situato strategicamente a monte del corso d’acqua. Il nobile, primario e fondamentale obiettivo di questo auspicato incontro trilaterale è quello di riuscire, mettendo da parte le ostilità preconcette, ad avviare finalmente un dialogo sereno, trasparente e profondamente costruttivo tra le varie e complesse parti in gioco, un dialogo mirato esclusivamente a trovare, applicare e certificare delle soluzioni idrauliche certe, rapide e concrete. Soluzioni ingegneristiche in grado di assicurare e garantire per legge e per contratto, 365 giorni all’anno e in qualsiasi avversa condizione meteorologica esterna, il rilascio costante del fondamentale deflusso minimo vitale di acqua corrente lungo tutto l’alveo del povero fiume, garantendo così la semplice sopravvivenza, la respirazione e la sussistenza biologica e botanica dell’intero e meraviglioso ecosistema del Turano.

Il delicato e necessario equilibrio tra energia idroelettrica e tutela ambientale

Nel lungo e articolato comunicato stampa ufficiale diramato in vista del sit-in musicale di domenica, il circolo locale di Legambiente, dimostrando grandissima intelligenza strategica e rara lungimiranza politica, tiene a precisare con onestà intellettuale di non essere affatto contrario allo sfruttamento ecologico ed ecosostenibile delle ricche risorse naturali rinnovabili del territorio sabino, ma ne chiede piuttosto una gestione saggia, moderna e misurata.
«Proprio la corretta gestione degli impianti di produzione derivanti da fonti rinnovabili pulite per l’energia idroelettrica, come quelli in funzione da decenni presso i bacini dei grandi laghi Salto e Turano, sono assolutamente importanti e strategici per la salute complessiva del pianeta in cui viviamo, e contribuiscono fattivamente e pesantemente alla complessa strategia globale e nazionale da adottare urgentemente per superare definitivamente il massiccio impiego delle inquinanti fonti fossili e inquinanti, le vere e uniche cause primarie del disastroso effetto serra e dei mutamenti che stanno irrimediabilmente alterando e impazzendo il clima globale», precisano infatti correttamente gli attivisti. Tuttavia, ricordano severamente i promotori della manifestazione, questa vitale e lodevole missione ecologica e produttiva generale non può e non deve assolutamente e in nessun caso tradursi in una totale e irrimediabile distruzione ecologica e ambientale su scala squisitamente e dolorosamente locale. Tali premesse e condizioni favorevoli, infatti, intimamente consone e allineate all’ideologia della ferrea protezione, dell’inclusione e del rispetto totale dell’ambiente naturale circostante, depongono chiaramente, intellettualmente e indiscutibilmente a favore di un immediato cambio di rotta aziendale e di una soluzione pacifica, strutturale, concertata e massimamente positiva dell’urgente questione idrica posta coraggiosamente sul tavolo del Governo dalla tenace società civile laziale in difesa del fiume.

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La Lega ridisegna la mappa del potere in Abruzzo e blinda le federazioni interne: Gianluca Marinelli e Berardo Rabbuffo sono i nuovi commissari provinciali

La Lega ridisegna i vertici in Abruzzo e l’autunno dei congressi si trasforma in un immenso e fiero manifesto di partecipazione rionale! Il coordinatore regionale Vincenzo D’Incecco ha ufficializzato oggi, venerdì 25 settembre 2026, la nomina del capogruppo dell’Aquila Gianluca Marinelli e del leader teramano Berardo Rabbuffo come nuovi commissari provinciali del partito dello Stato. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito nella logistica della militanza che fissa le scadenze del voto interno: si parte il 30 ottobre a Teramo e il 31 a Pescara, per poi culminare a dicembre nei rioni di Chieti e dell’Aquila dopo l’era di Andrea Scordella. Un comfort funzionale perfetto per sconfiggere l’isolamento da smartphone e difendere il merito dei quadri locali, scoprite tutte le date nel nostro articolo! 👇

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Gianluca Marinelli

L’Aquila – Una scossa politica, strategica e di profondo rinnovamento territoriale attraversa le segreterie del centrodestra abruzzese, rimettendo l’onestà delle idee e il merito della militanza al centro del dibattito civile per programmare i futuri equilibri di governo. I partiti dello Stato, quando sanno spogliarsi delle asettiche formule burocratiche calate dall’alto e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di ascoltare le richieste dei rioni, offrendo alle famiglie e alla cittadinanza un’oasi di partecipazione democratica stanziale, lontana dal torpore dell’indifferenza. Oggi, venerdì 25 settembre 2026, il consiglio direttivo regionale della Lega Salvini Premier ha siglato i verbali di una svolta ingegneristica d’area vasta, decretando la nomina di due nuovi commissari provinciali straordinari per le federazioni dell’Aquila e di Teramo.

L’imponente operazione di riassestamento logistico, finalizzata a traghettare le scuderie locali verso le imminenti e fitte scadenze dei congressi d’autunno, è stata ufficializzata con spavaldo orgoglio dal coordinatore regionale del partito della meccatronica autonomista, Vincenzo D’Incecco. La cabina di regia ha promosso al rango di commissario dell’Aquila lo stimato capogruppo in consiglio comunale Gianluca Marinelli, mentre la guida della provincia di Teramo è stata interamente affidata alla ferma determinazione civile di Berardo Rabbuffo, figura d’élite e capogruppo nel municipio teramano che già presidiava il territorio nel ruolo di vice commissario. Un’opera di squadra eccezionale e priva di filtri protettivi pianificata per strutturare risposte flessibili contro lo spopolamento dell’azione politica nelle aree interne, taccuino alla mano e passioni calde.

Dalla costa ai rioni montani: il calendario ufficiale dei quattro congressi dello Stato

Il tavolo del direttivo abruzzese non si è limitato alle nomine dei vertici, ma ha blindato millimetricamente il ruolino di marcia delle assise provinciali, definendo Criteri e date certe per lo sblocco del voto tra gli iscritti e gli amministratori locali. Il fischio d’inizio della stagione congressuale si consumerà nella prima serata di venerdì 30 ottobre 2026 con il congresso della provincia di Teramo, seguito nel giro di ventiquattr’ore, sabato 31 ottobre, dal round della provincia di Pescara. Le scadenze invernali vedranno invece i laboratori del partito aprirsi venerdì 11 dicembre nei quartieri di Chieti, per poi celebrare il picco emotivo e l’atto conclusivo sabato 12 dicembre 2026 tra i rioni storici dell’Aquila, garantendo un comfort funzionale perfetto per il dibattito interno.

I dati della mobilitazione della base parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: la Lega punta a riabilitare i soft skill dell’ascolto rionale per arginare il cinismo contemporaneo e l’isolamento causato dall’asfissia dei social network metropolitani. «I congressi costituiscono un momento imprescindibile per la nostra comunità politica», sottolinea con assoluta fermezza civile il leader regionale Vincenzo D’Incecco, elargendo i migliori auguri di buon lavoro ai due neo-commissari. «Saranno giornate di confronto trasparente, idee libere e coesione sociale per edificare un partito sempre più radicato nei quartieri popolari, presente nelle piazze e capace di convertire le istanze dei cittadini in contratti di sviluppo reali per le nostre smart land».

I manifesti di Marinelli e Rabbuffo: la cattedra del rigore dopo l’era Scordella

Gianluca Marinelli ha voluto rilasciare nei registri del partito una fitta nota di ringraziamento per la fiducia accordatagli in totale trasparenza dall’intero gruppo politico della provincia aquilana. Il neo-commissario ha solennemente promesso di assumere il mandato come un onore e un dovere civile, impegnandosi a coinvolgere capillarmente ogni risorsa e competenza istituzionale del territorio per offrire una rappresentanza stabile e protetta alle famiglie della provincia. Al suo fianco fa squadra l’entusiasmo spavaldo di Berardo Rabbuffo, che ha tributato un ringraziamento d’élite al commissario uscente Andrea Scordella per il lavoro svolto con merito e dedizione, ereditando la trincea teramana nel segno di una rigorosa continuità amministrativa.

«Lavorerò fin da subito all’imminente preparazione dell’assise per far crescere il partito in ogni singolo comune della provincia», dichiara con toni decisi e spavaldi il commissario Berardo Rabbuffo, riaprendo il proprio taccuino di militanza prima dei controlli logistici sulle iscrizioni. «Il nostro fine ultimo è diffondere con forza le storiche battaglie della Lega a tutela del lavoro, della sicurezza civile e delle infrastrutture dello Stato». I registri del direttivo abruzzese sono chiusi e i verbali delle nomine sigillati per le scadenze autunnali. Questo fine settimana spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate a confrontarvi nelle piazze della vostra provincia: scoprirete che finché la politica saprà ritrovare la via dell’ascolto per difendere la libertà e i diritti dei cittadini, il domani dell’Abruzzo sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

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