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AUGURI DI BUONA PASQUA 2026 AI LETTORI DI CAVALIERENEWS

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AUGURI DI BUONA PASQUA 2026 AI LETTORI DI CAVALIERENEWS

Redazione-  Il Direttore, la Redazione, i collaboratori di Cavalierenews augurano Buona Pasqua a tutti i lettori.L’augurio per un giorno luminoso di pace e di speranza nel buio di un tempo in cui la Storia sembra essere cancellata. Un tempo che spesso produce angosce perchè alimenta difficoltà della vita .Un augurio per un giorno che per i credenti annuncia la vittoria di Cristo sulla morte e sul male, invitando a passare dalle tenebre alla luce, dalla schiavitù del peccato alla libertà.Una resurrezione che non è un evento passato ma un continuo rinnovamento di una certezza , Cristo vive, non è più tra i morti e quindi bisogna cercarlo nella vita di ogni giorno, nella nostra vita di ogni giorno .Bisogna cercarlo nel volto dei poveri, dei sofferenti, dei delusi, di coloro che soffrono le ingiustizie, di coloro che piangono . Nel volto di un mondo abbrutito dalla disumanità della guerra, dal pianto di chi ha fame, di chi è costretto ad abbandonare la propria casa e la propria terra , di chi muore in fondo al mare, di chi viene discriminato, sfruttato, rifiutato come uno scarto .

Un augurio dunque che come per i discepoli impauriti la luce di questo giorno possa entrare nella vita di ognuno di noi quale invito a superare la paura e a credere che la vita vince sempre la morte, nonostante le guerre e le sofferenze attuali.

Scriveva Carlo Maria Martini nell’omelia per la Pasqua 1999 ( 4 aprile ) : “ Nella Pasqua di quest’anno noi prendiamo coscienza, più che in altri anni, della distanza che ci sembra intercorrere tra il grido di gioia pasquale che proclama «Cristo è risorto dai morti, a tutti ha donato la vita» e le notizie dolorose di guerra, di profughi, di fame e di disperazione che ci raggiungono a ogni momento.

Ma proprio per questo, più che in altri anni, sentiamo di aver bisogno di un annuncio che, confrontandosi con la morte, ci dica che la morte non è l’ultimo traguardo dell’esistenza. La risurrezione del Crocifisso ha infatti un significato e una forza che valgono per tutta l’umanità e per il cosmo intero; è come un seme gettato nell’oscurità della terra, che misteriosamente cresce e dà frutto. Con il Risorto è iniziata una grande batta­glia storica tra la vita e la morte, tra speranza e disperazione, tra rassegnazione al peggio e lotta per il meglio, una battaglia che non avrà tregua fino alla sconfitta definitiva di tutte le po­tenze dell’odio e della distruzione.E noi siamo cristiani perché crediamo che Gesù è risorto da morte, è vivo, è in mezzo a noi, è presente nella storia, è sorgente di vita nuova, primizia della nostra partecipazione alla natura divina e, quindi, garante della dignità umana in ogni occasione e contro ogni evidenza del male.”

“Chi cercate donne quaggiù? Quello che era morto non è qui, è risorto! Voi gridate a tutti che è risorto Lui!”

L’augurio di questa nuova Pasqua 2026 è che la gioia della risurrezione non rimanga un’esperienza personale, ma sia una gioia da annunciare . E in questo annuncio, voi che accogliete questa gioia nel vostro cuore possiate trovare la speranza per la realizzazione di ogni vostro desiderio così da riempire la vostra vita. Nella letizia, nel giubilo di un giorno cantato da S. Agostino :”Ecco la letizia, fratelli miei: letizia nella vostra assemblea, letizia nei salmi e negli inni, letizia alla memoria della passione e della risurrezione di Cristo, letizia nella speranza della vita futura. Se ciò che speriamo produce tanta letizia, che sarà quando possederemo questo? Ecco che in questi giorni nei quali ascoltiamo l’Alleluia, lo spirito in certo modo si muta. Non ci sembra di gustare un non so che di quella città superna? Se questi giorni ci producono tanta letizia, quale sarà in quel giorno di cui è detto: « Venite, benedetti del Padre mio, ricevete il regno» (Mt 25,34), quando i santi saranno radunati insieme; quando là si incontreranno quanti non si conobbero; là dove si riconosceranno quanti si conobbero; là dove un amico non perirà e il nemico non sarà temuto? Infatti, ecco diciamo: Alleluia; è bello, è lieto, è pieno di gioia, di giocondità, di soavità.”

E S. Agostino in un altro suo testo dice :


Or dunque cantiamo, fratelli miei,
non nella dolcezza del riposo ma per alleviare la fatica…
Canta, ma cammina; va avanti nel bene, avanza nella fede,
avanza nella virtù. Canta e cammina». 

Camminare cantando in un giorno di letizia per un “sogno a occhi aperti” che è il coraggio di credere in un futuro migliore nonostante le avversità, un sogno dunque per ciascuno di noi perchè possa fare esperienza dell’abbondanza di vita che Dio desidera per tutti: già ora, in questo nostro pellegrinaggio ter­reno, e per sempre. Un augurio a chi sente su di sé il peso dei limiti: per le paure, l’incertezza, la sofferenza del corpo o dello spirito, gli affetti colpiti, la solitudine… È l’augurio che la resurrezione di un Dio fatto uomo, morto e risorto trasformi in bene anche ciò che ora riusciamo a vedere solo come male e tribolazione.

Laicamente   “ Allora sia Pasqua piena per voi che fabbricate passaggi dove ci sono muri e sbarramenti, per voi apertori di brecce, saltatori di ostacoli, corrieri a ogni costo, atleti della parola pace.”come scrive Erri De Luca. Sia pace, sia una Pasqua di pace per far fiorire le anime minacciate da un tempo che è troppo lento per coloro che aspettano, troppo rapido per coloro che temono, troppo lungo per coloro che soffrono. Anime alla ricerca di una libertà che la gioia della Pasqua può aiutare a ritrovare nella certezza che le sofferenze sono anche loro “vita da vivere, da abitare “ per la costruzione di un mondo diverso, nuovo .

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Auguri ancora di Buona Pasqua ai lettori di Cavalierenews dal Direttore, dalla Redazione, dai collaboratori

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Bollo auto, l’annuncio del Governo sull’esenzione definitiva: «Stop alla tassa per auto fino a 80 kilowatt e moto», la guida ai veicoli e ai requisiti

Annuncio a sorpresa del Governo nella Manovra di Bilancio: via il bollo auto in modo definitivo e strutturale per tutti i veicoli di piccola e media potenza fino a 80 kW (circa 109 CV) e per le moto, con deroga speciale fino a 133 kW per i van delle famiglie numerose con almeno 4 figli. Esenzione prevista per un solo veicolo a nucleo familiare. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Bollo Auto

Roma – Una delle imposte più invise agli automobilisti e ai contribuenti italiani torna al centro del dibattito economico e politico nazionale con un annuncio destinato a scatenare reazioni contrastanti tra cittadini, associazioni dei consumatori e addetti ai lavori. Al termine della riunione del Consiglio dei Ministri che ha licenziato il testo della nuova Manovra di Bilancio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha illustrato in conferenza stampa a Palazzo Chigi le misure fiscali previste dal documento di finanza pubblica, annunciando una svolta strutturale sulla tanto discussa tassa automobilistica regionale. Nelle intenzioni dell’esecutivo, il provvedimento punta a cancellare definitivamente il gravame per un’ampia fetta del parco veicolare circolante nel Paese, con una misura che impatta direttamente sui bilanci familiari e sulle dinamiche economiche di ogni singolo territorio italiano.

«Rendiamo strutturale l’intervento sul bollo auto», ha dichiarato la premier davanti ai giornalisti, «azzerando il tributo per le automobili di piccola e media cilindrata con potenza fino a 80 kilowatt (circa 109 cavalli) e per i motocicli. Parliamo di una platea che copre circa il 70% dei veicoli attualmente immatricolati in Italia». Una dichiarazione ad altissimo impatto mediatico, con cui Palazzo Chigi intende rispondere a chi in passato aveva derubricato la proposta a semplice promessa elettorale, inserendosi in una più ampia strategia di alleggerimento della pressione fiscale sui ceti medi e popolari, già invocata dalle categorie produttive anche sul fronte delle utenze domestiche come nel recente confronto a Montecitorio sulle proposte per tagliare i costi fissi delle bollette.

I criteri di potenza fino a 80 kW, le moto e il vincolo di un solo veicolo a nucleo

Entrando nei dettagli tecnici e applicativi della misura illustrata dal Governo, il perimetro dell’esenzione si concentra sui segmenti automobilistici di uso quotidiano: utilitarie, berline compatte, citycar e crossover urbani la cui potenza massima omologata non superi la soglia degli 80 kW. A questi si affianca la totalità del settore delle due ruote a motore, considerato da sempre un comparto strategico per la mobilità individuale e il decongestionamento del traffico nelle grandi aree metropolitane. Tuttavia, per garantire la compatibilità finanziaria della norma e scongiurare rilievi da parte degli organi di vigilanza contabile, il testo licenziato prevede precisi paletti selettivi.

In base all’articolato normativo approvato, il beneficio dell’azzeramento della tassa automobilistica potrà essere applicato a un solo veicolo per ciascun nucleo familiare anagrafico, evitando così che il risparmio fiscale si trasformi in un vantaggio sproporzionato per chi possiede più autovetture di proprietà. Per milioni di lavoratori pendolari, giovani alle prese con la prima vettura e pensionati, l’eliminazione del tributo annuale si tradurrebbe in un risparmio monetario netto compreso tra i 150 e i 250 euro annui a seconda della regione di residenza, rappresentando un fattore di sollievo tangibile all’interno del quadro generale dell’economia familiare.

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La clausola speciale per le famiglie numerose: esenzione fino a 133 kW per van e monovolume

Accanto alla norma generale per le utilitarie, il testo approvato dal Consiglio dei Ministri riserva una finestra di tutela rafforzata alle famiglie particolarmente numerose, accogliendo le istanze sollevate dalle associazioni pro-famiglia e superando il vaglio preventivo della Ragioneria Generale dello Stato. Per i nuclei familiari composti da almeno quattro figli a carico, la soglia di potenza agevolata viene sensibilmente elevata fino a un massimo di 133 kilowatt (circa 180 cavalli).

Questa deroga mirata consente di estendere la cancellazione del tributo anche ai van familiari, monovolume e veicoli multispazio omologati da 6 a 9 posti, mezzi di trasporto indispensabili per la gestione logistica quotidiana dei nuclei con molti bambini ma fisiologicamente penalizzati da cilindrate e pesi superiori. Una scelta di welfare fiscale che intende premiare la natalità e sostenere chi affronta costi di mantenimento ingenti, inserendosi al centro del confronto tra maggioranza e opposizione sui grandi capitoli della politica economica e sociale del Paese.

Il nodo dei rimborsi alle Regioni e la sfida della copertura finanziaria

Se da un lato l’annuncio della premier raccoglie il plauso immediato delle associazioni automobilistiche e degli utenti della strada, dall’altro apre una complessa partita contabile con le amministrazioni regionali, enti titolari del gettito derivante dalla tassa automobilistica che ogni anno garantisce miliardi di euro indispensabili per finanziare il trasporto pubblico locale, la manutenzione delle strade e la sanità territoriale. Per rendere la misura realmente strutturale e scongiurare ricorsi davanti alla Corte Costituzionale, il Ministero dell’Economia e delle Finanze dovrà garantire un meccanismo di ristoro integrale e automatico a favore delle casse regionali, attingendo ai fondi generali della Manovra.

Le prossime settimane, con l’avvio della sessione di bilancio alla Camera e al Senato, saranno decisive per verificare l’effettiva tenuta delle coperture e definire i decreti attuativi che stabiliranno le modalità operative con cui le agenzie regionali delle entrate e l’ACI applicheranno l’esenzione nei sistemi informatici di riscossione. Nel frattempo, la promessa di cancellare una tassa vissuta da generazioni come un balzello punitivo riaccende il dibattito pubblico, dividendo i cittadini tra chi esulta per un alleggerimento atteso da decenni e chi attende di leggere il testo definitivo per valutarne l’impatto reale sui servizi pubblici essenziali.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Esteri

A Tokyo la cerimonia del Praemium Imperiale 2026: la Principessa Hitachi premia Cate Blanchett, Daniel Libeskind, Jenny Holzer, Andy Goldsworthy e Herbert Blomstedt

A Tokyo consegnato il Praemium Imperiale 2026: Sua Altezza la Principessa Hitachi premia Cate Blanchett, Daniel Libeskind, Jenny Holzer, Andy Goldsworthy e Herbert Blomstedt alla presenza di Paolo Gentiloni e Lamberto Dini. Il discorso sull’arte come ponte universale di pace e il premio da 15 milioni di yen. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Conferenza PI 2026_consiglieri e laureati © The Japan Art Association _ The Sankei Shimbun

Tokyo – Il prestigioso universo dell’arte e della creatività universale si è riunito nella capitale giapponese per la solenne cerimonia di consegna del Praemium Imperiale 2026, unanimemente considerato il vero e proprio Premio Nobel delle arti visive, dell’architettura e dello spettacolo. All’interno della sontuosa Sala Horai del Meiji Kinenkan, situata nello storico distretto di Moto-Akasaka a Tokyo, Sua Altezza Imperiale la Principessa Hitachi ha insignito personalmente i cinque straordinari maestri della trentasettesima edizione della rassegna, intervenendo in rappresentanza del consorte, il Principe Hitachi, Patrono onorario della prestigiosa Japan Art Association. Un momento di altissimo profilo istituzionale e culturale che ha ribadito la missione dell’arte come ponte di pace, dialogo e risanamento dei cuori in un’epoca segnata da aspri conflitti geopolitici, collegandosi idealmente con le grandi celebrazioni cinematografiche e teatrali che valorizzano i maestri della cultura contemporanea.

La cerimonia si è aperta con l’intervento ufficiale del Presidente della Japan Art Association, Hisashi Hieda, che ha salutato i circa duecento illustri ospiti internazionali convenuti da ogni angolo del pianeta. I cinque prestigiosi riconoscimenti di quest’anno sono stati attribuiti a figure leggendarie della cultura mondiale: la celebre attrice australiana due volte premio Oscar Cate Blanchett per il teatro e il cinema; il celebre architetto statunitense di fama mondiale Daniel Libeskind per l’architettura; l’artista concettuale americana Jenny Holzer per la pittura; il maestro della land art britannico Andy Goldsworthy per la scultura; e il novantanovenne direttore d’orchestra svedese Herbert Blomstedt per la musica, il cui premio è stato ritirato dal sovrintendente Stefan Forsberg, confermando l’importanza planetaria del riconoscimento all’interno del circuito di cultura e bellezza internazionale.

Il discorso di Paolo Gentiloni e il messaggio di Hillary Clinton alla Japan Art Association

Di straordinario rilievo politico e diplomatico sono stati i discorsi pronunciati dai nuovi Consiglieri internazionali dell’istituzione imperiale, tra i quali spiccano l’ex Presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni, l’ex Primo Ministro giapponese Fumio Kishida e la presidente dell’Afep francese Patricia Barbizet. Nel suo toccante intervento, Paolo Gentiloni ha voluto rimarcare la responsabilità sociale degli artisti nella società moderna: «In un’epoca in cui tanta attenzione è rivolta a ciò che separa le nazioni e i popoli, celebriamo ciò che li unisce. Difendiamo la libertà di espressione artistica, incoraggiamo l’incontro tra le culture e investiamo nella creatività delle giovani generazioni. Le arti offrono qualcosa di cui il pianeta ha urgente bisogno: la capacità di riconoscerci negli altri».

La cerimonia ha visto inoltre la partecipazione di messaggi ufficiali di congratulazioni giunti da Hillary Rodham Clinton, già Segretaria di Stato americana e Consigliera internazionale del premio, di Lord Patten of Barnes dal Regno Unito, nonché della professoressa Marion Ackermann a nome del comitato tedesco. In sala era presente anche l’ex Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri italiano Lamberto Dini, nominato Consigliere onorario, affiancato da David Rockefeller Jr. e dall’architetto Shigeru Ban, a testimonianza di una prestigiosa rete che tutela il valore formativo e civile dello spettacolo e delle grandi creazioni dell’ingegno umano.

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Le parole di Daniel Libeskind e la borsa da 15 milioni di yen per ciascun premiato

Ciascuno dei cinque vincitori del Praemium Imperiale ha ricevuto, oltre alla prestigiosa medaglia aurea e al diploma d’onore, un riconoscimento in denaro pari a 15 milioni di yen (equivalenti a circa 85.000 euro), consegnato direttamente dai membri del comitato di selezione. A pronunciare il discorso corale di ringraziamento a nome di tutti i laureati è stato l’architetto Daniel Libeskind, autore della ricostruzione di Ground Zero a New York e del Museo Ebraico di Berlino: «Molto tempo dopo che le civiltà sono cambiate, sono spesso l’architettura, la musica, la pittura, la scultura e il teatro a raccontarne la storia. Le arti ci rivelano non solo come vivono le persone, ma a cosa danno valore, cosa ricordano e cosa sperano».

Nel corso della successiva conferenza stampa svoltasi all’hotel The Okura Tokyo, anche Lamberto Dini ha voluto tributare un omaggio solenne ai cinque maestri, sottolineando come l’originalità radicale e il coraggio stilistico siano i tratti distintivi che hanno reso queste personalità autentici fari dell’umanità. Dalla drammaturgia intensa di Cate Blanchett alle geometrie emotive di Libeskind, dalle sculture organiche di Andy Goldsworthy ai messaggi luminosi di Jenny Holzer fino alla spiritualità sinfonica di Herbert Blomstedt, il Praemium Imperiale 2026 consegna alla storia un manifesto di bellezza e speranza universale per il nostro tempo presente.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Esteri

Dan Sullivan contro Dan Sullivan: la causa preventiva di Trump per salvare il seggio in Alaska

Il 3 novembre eleggeremo uno dei migliori e più rispettati senatori di Washington….. il vero Dan Sullivan”. Così ha detto il presidente Donald Trump in un recente comizio, mentre cercava di incoraggiare i suoi ascoltatori a non votare per un altro Dan Sullivan, il cui nome appare nella scheda elettorale per un seggio al Senato nello Stato dell’Alaska. La differenza fra i due si basa sull’iniziale del secondo nome: “S” per il senatore uscente, e “J” per un altro individuo che si era candidato alle primarie e che adesso appare nella scheda per l’elezione generale. Trump crede che la possibile confusione dei nomi potrebbe sfilare voti al suo preferito e facilitare la vittoria della candidata democratica Mary Peltola.Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Dan Sullivan

Redazione-  Il 3 novembre eleggeremo uno dei migliori e più rispettati senatori di Washington….. il vero Dan Sullivan”. Così ha detto il presidente Donald Trump in un recente comizio, mentre cercava di incoraggiare i suoi ascoltatori a non votare per un altro Dan Sullivan, il cui nome appare nella scheda elettorale per un seggio al Senato nello Stato dell’Alaska. La differenza fra i due si basa sull’iniziale del secondo nome: “S” per il senatore uscente, e “J” per un altro individuo che si era candidato alle primarie e che adesso appare nella scheda per l’elezione generale. Trump crede che la possibile confusione dei nomi potrebbe sfilare voti al suo preferito e facilitare la vittoria della candidata democratica Mary Peltola.

Trump non si è limitato a chiarire ciò che lui chiama un trucchetto dei democratici, ma ha anche incaricato il ministro della Giustizia Todd Blanche di denunciare lo Stato dell’Alaska. La causa negherebbe il seggio alla Peltola se la sua vittoria dovesse avvenire con lievi margini. Trump e Blanche presuppongono che, in caso di sconfitta del loro preferito, ciò avverrà perché gli elettori repubblicani sbaglieranno il candidato Sullivan che intendono votare a causa della somiglianza dei nomi.

I nomi dei due Sullivan nella scheda elettorale sono abbastanza diversi da non dover causare confusione. Il nome del favorito di Trump appare come Sullivan, Dan S. (senatore uscente, repubblicano). Il “falso” appare come Sullivan, Daniel J. Jr., senza nessun’altra indicazione. I repubblicani avevano obiettato senza successo alla presenza di Daniel J. Sullivan alle primarie, poiché la Corte Suprema dell’Alaska aveva deciso che il senatore in carica non possiede il copyright del nome Sullivan e che esistevano sufficienti differenze per garantire un’elezione corretta. Alle primarie, Daniel J. aveva ricevuto il 2,5 per cento dei voti, ossia 4.107 consensi, mentre il senatore uscente Daniel S. ne aveva ricevuti 68.726.

Non si sa quanti voti Daniel J. potrà ricevere il 3 novembre, ma si crede che il margine di vittoria potrebbe essere risicato e la candidata democratica Peltola è avanti nei sondaggi. Questa situazione ha sorpreso tutti perché l’Alaska è considerato un “red state ”, ossia sotto il controllo dei repubblicani. Infatti, nelle elezioni presidenziali del 2024, Trump ha sconfitto Kamala Harris con un margine di 13 punti.

Come abbiamo scritto in queste pagine, molto è cambiato nei primi due anni del secondo mandato di Trump, soprattutto il costo della vita, causato in grande misura dalla politica dei dazi e dai costi del carburante dovuti alla scellerata guerra iniziata da Trump e Benjamin Netanyahu in Iran. Quindi i repubblicani si trovano in difficoltà in Stati che tipicamente non dovrebbero preoccuparli. L’Alaska è diventato uno degli Stati chiave per la determinazione della maggioranza al Senato, attualmente sotto il controllo repubblicano (53-47). Si ritiene però che le condizioni siano favorevoli ai democratici per conquistare la maggioranza alla Camera e potenzialmente anche al Senato. Nate Silver, il guru dei sondaggi, dà il 70 per cento di probabilità ai democratici di conquistare la maggioranza al Senato.

La causa intentata da Trump e Blanche è completamente anomala, poiché l’elezione non si è ancora svolta, anche se in molti Stati si sta già votando anticipatamente. Anche in Alaska è possibile votare quindici giorni prima della data fissata per il 3 novembre. Tutti gli analisti hanno definito la denuncia frivola e priva di possibilità di successo. Ciononostante, ciò ci suggerisce già quale potrà essere la strategia di Trump nel probabile caso di sconfitta alle urne, ricordandoci quanto accaduto nel 2020 quando Biden vinse l’elezione presidenziale. Si ricorda che, verso la fine del suo primo mandato, Trump chiese all’allora ministro della Giustizia Bill Barr di indagare su probabili brogli. Dopo aver eseguito l’ordine di Trump, Barr concluse che l’elezione era completamente regolare. Ciò non piacque a Trump, il quale accettò tempestivamente le dimissioni di Barr.

Nel caso attuale, si crede che il presidente contesterà alcuni risultati escogitando qualche escamotage per creare confusione. Ma se Barr nel 2020 fece il suo dovere, nel caso di Blanche si prevede un’altra realtà. Da ricordare che Blanche, prima di diventare vice e poi ministro della Giustizia, è stato l’avvocato personale di Trump. Quindi tutti gli indizi ci fanno credere che lui obbedirà completamente ai desideri del suo capo. Di conseguenza, la possibilità di ricorsi contro i risultati elettorali di midterm rimane alta. Come in passato, si spera che i magistrati bloccheranno interventi tutt’altro che ortodossi da parte di un presidente che finora non ha nemmeno ammesso di aver perso l’elezione presidenziale del 2020.

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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

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