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ANNABELLA ROSSI. LA POETICA DELLA REALTÀ – DAL 1° APRILE AL MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE

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ANNABELLA ROSSI. LA POETICA DELLA REALTÀ - DAL 1° APRILE AL MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE

Redazione-   Il Museo di Roma in Trastevere ospita, dal 2 aprile al 31 maggio 2026, la mostra “Annabella Rossi. La poetica della realtà”. L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e curata da Stefania Baldinotti, Massimo Cutrupi e Francesco Quaranta dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) del Ministero della Cultura, in collaborazione con il Museo delle Civiltà (MuCIV).

L’esposizione ripercorre l’attività di Annabella Rossi (1933-1984), figura centrale dell’etnografia e dell’antropologia, che ha trasformato la fotografia e il video in strumenti d’indagine scientifica e sociale, attraverso fotografie, spesso inedite, provenienti dal Fondo Annabella Rossi (ICPI-MuCIV).

Il percorso espositivo delinea un’indagine corale che parte dalla spedizione in Salento del 1959 con il famoso antropologo e filosofo Ernesto de Martino per approdare alle grandi inchieste nel Mezzogiorno dedicate alla religiosità popolare e alle feste tradizionali, tra le quali spicca l’imponente ricerca sul Carnevale. Quest’ultima, condotta tra il 1972 e il 1976, ha visto la partecipazione attiva degli studenti del suo corso di Antropologia Culturale all’Università di Salerno, trasformando il lavoro sul campo in un’esperienza di didattica collettiva. Lo sguardo di Annabella Rossi si posa con la stessa intensità sulla Roma periferica della fine degli anni ‘50 e sulla vita quotidiana di Trastevere, documentando gli aspetti delle culture marginali e popolari.

Annabella Rossi ha così restituito dignità a un’umanità segnata dalla fatica, ma illuminata da una profonda innocenza che emerge con forza nei ritratti fotografici dove la partecipazione emotiva trasforma il documento in arte.

Ad arricchire l’esperienza sensoriale, il percorso ospita il film fotoritmico “Serenata d’arte varia” di Francesco De Melis: una musicalizzazione per voce e pianoforte delle sequenze di strada della studiosa, che trasforma l’immagine statica in un flusso vitale, restituendo il ritmo di una “vita anteriore” fatta di artisti di strada e numeri d’arte varia.

ANNABELLA ROSSI (Roma, 1933 – 1984)

Etnologa e fotografa, Annabella Rossi è stata una figura di rottura nel panorama dell’antropologia italiana del secondo Novecento. Allieva e stretta collaboratrice di Ernesto de Martino, ha partecipato nel 1959 alla storica spedizione in Salento per lo studio del tarantismo, un’esperienza che ha segnato profondamente la sua metodologia di ricerca sul campo. Il suo lavoro, svolto nell’ambito del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari dove lavorò a partire dal 1961, si è distinto per l’uso pionieristico dei mezzi audiovisivi – fotografia, registrazioni sonore e videotape – intesi non come semplici sussidi, ma come strumenti primari e complementari dell’indagine scientifica. Al centro delle sue ricerche, condotte per circa un ventennio nell’Italia centro-meridionale, vi è la cosiddetta cultura della miseria”: Annabella Rossi ha documentato con sguardo militante la religiosità e le credenze, il tarantismo, il lavoro e la quotidianità, denunciando lo stigma della povertà di un’umanità marginalizzata dal boom economico. Tra le sue opere fondamentali si annoverano Le feste dei poveri” (1969), Lettere da una tarantata (1970) e “Carnevale si chiamava Vincenzo” (1977), quest’ultimo frutto di una vasta ricerca in Campania realizzata con Roberto De Simone e con il coinvolgimento degli studenti dell’Università di Salerno, dove ha insegnato Antropologia Culturale dal 1971.

La sua eredità è oggi custodita nel Fondo Annabella Rossi presso l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) e il Museo delle Civiltà (MuCIV) di Roma.

L’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale ha come missione istituzionale la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. Oggi, grazie ai nuovi e più moderni assetti del Ministero della Cultura e alla crescente attenzione dedicata a patrimonio immateriale dovuta alla Convenzione UNESCO 2003 e alla Convenzione di Faro, l’Istituto si configura come punto di riferimento per le comunità e i territori, ai quali offre collaborazione tecnica e sostegno scientifico nello sviluppo di attività destinate all’individuazione, alla salvaguardia e alla valorizzazione delle proprie eredità culturali. All’interno dell’Istituto operano i Laboratori e gli Archivi di fotografia e di antropologia visiva, che conservano una vasta ed importante documentazione fotografica ed audiovisiva realizzata a partire dagli anni ’40 del secolo scorso da antropologi, documentaristi e cineasti attenti al mondo della tradizione.

              

 

 

ANNABELLA ROSSI. LA POETICA DELLA REALTÀ

2 aprile – 31 maggio 2026

Museo di Roma in Trastevere

Piazza S. Egidio 1b – Roma

 

Promotori                               Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Organizzazione                      Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) del Ministero della Cultura

Mostra a cura di                     Stefania Baldinotti, Massimo Cutrupi e Francesco Quaranta

Orari                                       Dal martedì alla domenica ore 10.00-20.00

Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Biglietteria                              La bigliettazione del Museo di Roma in Trastevere è articolata secondo le seguenti tariffe:

          • Gratuito per i residenti in Roma Capitale e nell’area metropolitana (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza)
          • Intero: € 13,00
          • Ridotto: € 8,50

Ingresso gratuito al museo per i possessori della “MIC Card”.

Info: 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00)

www.museodiromaintrastevere.itwww.museiincomune.it

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Esteri

Un caso in Norvegia: quando una relazione si è trasformata in una tragedia

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Donna

Redazione- In una tranquilla zona del sud-ovest della Norvegia, la regione di Jæren è stata scossa da un episodio che ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica. Una storia iniziata come una relazione sentimentale è diventata una tragedia e ora è al centro di un’indagine della polizia e della magistratura.

Secondo i media norvegesi, un uomo afghano di 34 anni è stato accusato dalla polizia dell’omicidio della sua fidanzata norvegese. La donna, dopo essere stata trasferita in ospedale con gravi ferite, è deceduta. L’accusa nei confronti dell’uomo è quindi passata da “tentato omicidio” a “omicidio”.

La sera del 26 luglio, dopo una segnalazione riguardante una donna ferita, gli agenti sono intervenuti in un’abitazione nella zona di Jæren. La vittima è stata trovata con ferite gravi e, nonostante le cure mediche, è morta il giorno successivo.

L’uomo accusato ha respinto l’accusa di omicidio. Il suo avvocato ha dichiarato che il suo assistito fornisce una versione diversa dei fatti e avrebbe sostenuto che la donna potrebbe aver avuto un improvviso problema di salute. La polizia, tuttavia, non ha confermato questa versione e le indagini continuano.

Il caso ha suscitato ulteriore attenzione dopo che è emerso che l’uomo aveva già avuto una precedente condanna per violenza contro una ex compagna. Secondo i rapporti dei media norvegesi, nel 2019 era stato condannato a un anno e due mesi di carcere per diversi episodi di violenza e altri reati. In quella precedente vicenda, il tribunale aveva descritto una relazione caratterizzata da comportamenti violenti e controllanti.

Questo episodio ha riaperto in Norvegia il dibattito su come vengono gestite le segnalazioni di violenza nelle relazioni e su quali misure possano prevenire tragedie simili.

Dietro questa notizia, però, c’è soprattutto una storia umana dolorosa: una famiglia in lutto, una comunità sotto shock e un’indagine che dovrà chiarire cosa sia realmente accaduto.

Fino a quando il tribunale non emetterà una sentenza definitiva, l’uomo rimane legalmente considerato innocente. Saranno le prove e il processo a stabilire la verità dei fatti.

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Sanità, l’allarme rientra a Matera: Giordano (UGL) difende gli investimenti

🚨 SANITÀ LUCANA: L’UGL MATERA RESPINGE LA NARRAZIONE DEL “COLLASSO” E CERTIFICA IL RILANCIO CON 317 NUOVE ASSUNZIONI E FONDI ANTI-LISTE D’ATTESAI fatti e i numeri valgono più delle polemiche ideologiche e strumentali. Il Segretario Provinciale dell’UGL Matera, Pino Giordano, interviene con una dura nota ufficiale per difendere l’operato della sanità provinciale e dei presidi di Matera e Policoro, respingendo categoricamente la tesi di un sistema sanitario al collasso. Pur non nascondendo le storiche difficoltà organizzative, il sindacato rivendica la necessità di riconoscere i risultati di una svolta amministrativa che sta portando investimenti concreti sul capitale umano e sulle strutture del territorio lucano. 🏛️💼📊Giordano evidenzia l’impatto del nuovo Piano Assunzionale 2026 dell’ASM, che prevede l’immissione in ruolo di ben 317 nuove figure professionali tra medici, infermieri, tecnici e OSS, oltre alle stabilizzazioni già completate. A questo si affianca il piano straordinario regionale per il recupero delle liste d’attesa voluto dall’Assessore Cosimo Latronico, che destina all’azienda materana 502.844,60 euro per potenziare le prestazioni diagnostiche entro il 31 dicembre 2026. L’UGL elogia la capacità gestionale del DG Maurizio Friolo e, pur rispettando l’attenzione del consigliere comunale Giuseppe Maiuri sull’ospedale di Policoro, invita la politica a evitare allarmismi che mortificano il sacrificio quotidiano del personale sanitario, ribadendo che la sanità pubblica appartiene ai cittadini e non ai partiti. 🇮🇹🔒✨👇 Ritieni che lo sblocco di oltre 300 assunzioni e i nuovi fondi regionali siano sufficienti a rilanciare definitivamente la sanità nel Materano? Dicci la tua nei commenti!#SanitàBasilicata #UglMatera #PinoGiordano #AsmMatera #CosimoLatronico #MaurizioFriolo #PianoAssunzioni2026 #ListeDAttesa #Policoro #MateraSalute

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Giordano e Latronico

Matera – Nel quadro della programmazione socio-sanitaria e della gestione della spesa pubblica nel Mezzogiorno, l’efficientamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA) e il potenziamento degli organici ospedalieri rappresentano variabili fondamentali per garantire la coesione civile e la stabilità dei territori. Sulle complesse e dibattute dinamiche che interessano la sanità pubblica lucana è intervenuto con un’articolata nota ufficiale Pino Giordano, Segretario Provinciale dell’UGL Matera. L’esponente del sindacato autonomo ha respinto con fermezza le tesi oltranziste di chi dipinge il comparto sanitario locale come un apparato al collasso strutturale, rivendicando la necessità di un’onestà intellettuale che sappia scindere la legittima denuncia delle storiche criticità dal riconoscimento dei recenti e massicci investimenti infrastrutturali e occupazionali attuati sul territorio.

Il Piano Assunzionale ASM 2026: 317 nuovi innesti e stabilizzazioni

La disamina tecnica di Giordano poggia su risultanze contabili e programmatiche oggettive che delineano un’inversione di tendenza rispetto alla passata stagione dei tagli lineari al bilancio. Il cuore della manovra di rilancio dell’Azienda Sanitaria Locale di Matera (ASM) si identifica nel nuovo Piano Assunzionale 2026, un dispositivo strategico che prevede l’immissione in ruolo di 317 nuove unità di capitale umano specializzato, ripartite tra dirigenti medici, personale infermieristico, tecnici di laboratorio, operatori socio-sanitari (OSS) e funzionari amministrativi. Questo provvedimento, che si somma alle procedure di stabilizzazione del personale precario già concluse nei mesi precedenti, persegue l’obiettivo macroeconomico di colmare i vuoti d’organico nei presidi di Matera e Policoro, riducendo l’indice di stress lavoro-correlato dei dipendenti e innalzando gli standard di sicurezza e qualità delle cure erogate alla cittadinanza.

I fondi per le liste d’attesa: oltre 500 mila euro destinati al Materano

Un altro snodo cruciale del welfare sanitario regionale è rappresentato dal piano straordinario finalizzato all’abbattimento strutturale delle liste d’attesa per le prestazioni specialistiche e diagnostiche, una misura protettiva fortemente promossa dall’Assessore regionale alla Salute della Basilicata, Cosimo Latronico. L’esecutivo lucano ha stanziato un fondo sovrano superiore a 1,6 milioni di euro, dei quali esattamente 502.844,60 euro sono stati vincolati e assegnati al bilancio dell’ASM di Matera. Tali risorse permetteranno di incrementare la produttività oraria dei laboratori e delle sale operatorie entro il termine perentorio del 31 dicembre 2026, garantendo risposte tempestive ed ermetiche alle domande di salute dell’utenza e contrastando la mobilità passiva verso i distretti sanitari delle regioni confinanti.

La governance Latronico-Friolo e il dialogo con l’amministrazione locale

In ultima analisi, l’UGL Matera ha espresso un formale apprezzamento per l’opera di coordinamento amministrativo esercitata in meno di due anni dall’Assessore Latronico, accreditato di aver impresso una svolta gestionale a un sistema che accumulava ritardi strutturali da oltre un ventennio, e dal Direttore Generale dell’ASM, Maurizio Friolo, abile nel tradurre gli indirizzi politici in flessibili riforme organizzative nZEB e di medicina territoriale di prossimità. Giordano, nel rivolgere un solenne ringraziamento al senso del dovere di medici e infermieri, ha indirizzato un passaggio dialogico al consigliere comunale Giuseppe Maiuri, lodandone la vigilanza istituzionale sul presidio di Policoro ma esortando tutte le forze politiche a evitare che la narrazione strumentale del dissenso finisca per mortificare i risultati oggettivi conseguiti, riaffermando la centralità della sanità come patrimonio comune e non come terreno di scontro elettorale.

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Dopo lo stop della Corte Suprema, Trump aggira la sentenza e rilancia la guerra dei dazi

Quando la Corte Suprema ha dichiarato illegali i dazi che Donald Trump aveva imposto nel cosiddetto “Liberation Day”, le casse del Tesoro Usa avevano incassato 166 miliardi di dollari, ai quali si sono aggiunti interessi per un totale di 171 miliardi. La sconfitta subita dinanzi ai magistrati ha imposto il rimborso di questi fondi alle aziende americane che erano state costrette a pagare tali dazi. All’inizio i rimborsi sono stati effettuati a rilento, ma poi sono stati accelerati, anche se si stima che fra gli 80 e i 100 miliardi non siano ancora stati rimborsati. Come abbiamo scritto in queste pagine, Trump è stato tutt’altro che felice della decisione e ha attaccato i giudici ferocemente. La sconfitta, però, non lo ha fermato e, lo stesso giorno dell’annuncio della Corte Suprema, Trump ha usato un’altra legge che gli ha permesso di imporre dazi temporanei fino al 24 luglio.

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Donald Trump

Redazione-  Quando la Corte Suprema ha dichiarato illegali i dazi che Donald Trump aveva imposto nel cosiddetto “Liberation Day”, le casse del Tesoro Usa avevano incassato 166 miliardi di dollari, ai quali si sono aggiunti interessi per un totale di 171 miliardi. La sconfitta subita dinanzi ai magistrati ha imposto il rimborso di questi fondi alle aziende americane che erano state costrette a pagare tali dazi. All’inizio i rimborsi sono stati effettuati a rilento, ma poi sono stati accelerati, anche se si stima che fra gli 80 e i 100 miliardi non siano ancora stati rimborsati. Come abbiamo scritto in queste pagine, Trump è stato tutt’altro che felice della decisione e ha attaccato i giudici ferocemente. La sconfitta, però, non lo ha fermato e, lo stesso giorno dell’annuncio della Corte Suprema, Trump ha usato un’altra legge che gli ha permesso di imporre dazi temporanei fino al 24 luglio.

Con la scadenza di questa seconda ondata di dazi, il presidente Usa ne ha escogitata un’altra, imponendo tasse dal 10 al 12,5 per cento su sessanta Paesi. Il presidente americano ha giustificato questa nuova serie di dazi asserendo che questi Paesi non hanno fatto sufficienti sforzi per proibire l’importazione di prodotti realizzati con il lavoro forzato. In effetti, Trump si è dichiarato protettore dei lavoratori, affermazione che dovrebbe far sorridere, perché in realtà non si è mai preoccupato dei diritti dei lavoratori né, tantomeno, del lavoro forzato.

Se Trump fosse veramente interessato a difendere quei lavoratori abusati, dovrebbe prima di tutto parlarne con Paesi come la Malesia, la Cina, l’India, il Bangladesh e altri, i cui prodotti esportati, quali vestiti, legname, prodotti agricoli, prodotti elettronici, minerari ecc., sono spesso realizzati con lavoro forzato, per spingerli a cambiare rotta. Invece, Trump ha usato la scusa del lavoro forzato per mettere pressione a una sessantina di Paesi, principalmente europei, affinché questi cambino strategia. Tocca a loro risolvere il problema del lavoro forzato perché, per Trump, rappresentano una concorrenza sleale per le aziende americane.

Se Trump fosse veramente interessato a risolvere la piaga del lavoro forzato potrebbe anche guardare a casa sua. In America, per esempio, i carcerati sono spesso costretti a lavorare senza il loro consenso. In Alabama i carcerati sono obbligati a lavorare, poiché queste attività involontarie fanno parte dei loro doveri. In altri Stati del Sud i carcerati vengono anche usati come lavoratori nel settore agricolo, secondo la American Civil Liberties Union (ACLU), l’organizzazione che protegge i diritti civili e le libertà individuali garantiti dalla Costituzione. Secondo l’ACLU, questa situazione viola il Tredicesimo Emendamento, che proibisce la schiavitù e la servitù forzata in America.

La questione del lavoro forzato, usata come pretesto per imporre i dazi, è quindi semplicemente un modo per giustificare il ricorso alla politica del bastone, al fine di colpire i suoi avversari e costringerli a inginocchiarsi, nel tentativo di mitigare gli effetti negativi, come abbiamo riscontrato dopo la prima ondata di dazi. Tanti leader del globo, dopo i primi dazi, si sono presentati davanti a Trump quasi come se stessero chiedendogli l’elemosina. Anche gli alleati europei avevano celebrato il fatto di essere riusciti a negoziare dazi del 15 per cento.

Gli ultimissimi dazi annunciati da Trump avranno la tipica conseguenza di causare aumenti dei prezzi, colpendo tutti i consumatori, inclusi quelli americani. Lo ha confermato Chrystia Freeland, ex vice prima ministra e ministra delle Finanze canadese, la quale ha lavorato con i governi di Justin Trudeau e Mark Carney, in un’intervista alla Public Broadcasting System (PBS), la rete televisiva pubblica americana. Freeland ha aggiunto che i dazi impoveriscono i Paesi e costringono i consumatori a pagare il prezzo della cecità politica.

Com’è avvenuto con i dazi del “Liberation Day”, che hanno scatenato ricorsi conclusisi con una vittoria davanti alla Corte Suprema, anche questi ultimi tentativi di Trump hanno già causato nuove azioni legali. Il Liberty Justice Center, che aveva rappresentato i piccoli imprenditori nella causa sui dazi del “Liberation Day”, ha presentato un nuovo ricorso. I legali sostengono che l’amministrazione Trump ha agito “in maniera arbitraria” nell’imposizione di dazi a 60 Paesi, senza aver seguito alcuna logica. Le cause richiedono tempo e non si sa se questa volta arriveranno alla Corte Suprema. Nel frattempo Trump ha usato di nuovo il bastone dei dazi, spingendo i Paesi in questione a iniziare negoziati per ottenere agevolazioni. Questa volta, però, tutti hanno imparato la lezione. Come ha detto Freeland, Trump capisce solo una cosa: la forza. È ovviamente difficile per un Paese piccolo lottare contro la poderosa economia americana, ma è “l’unica maniera”. Freeland cita giustamente l’esempio della Cina che, non solo non si è inginocchiata, ma ha usato il suo potere economico, specialmente il suo quasi monopolio sui minerali delle terre rare, per affrontare Trump sui dazi. Gli alleati europei, attaccati di nuovo col bastone dei dazi, farebbero bene a imparare la lezione cinese, agendo insieme invece di cercare una strada individuale.

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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

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