Rimani in contatto con noi
#

Cultura

Il diluvio dell’arte travolge la Biblioteca Vaticana, la svolta epocale di don Giacomo Cardinali: con “AQVA” l’antico sposa JR, Bill Moran e lo chef Pierangelini

La Biblioteca Apostolica Vaticana si rivoluziona e apre le porte all’arte contemporanea internazionale! ๐Ÿ›๏ธ๐ŸŒŠโœจ Dal 25 settembre prende il via “AQVA”, la straordinaria mostra inaugurale del ciclo quinquennale “Catastrofe e Meraviglia” curato da don Giacomo Cardinali. Un evento immersivo pazzesco reso possibile da Fondazione Roma e Intesa Sanpaolo, che vede la facciata del ‘500 coperta da un’onda monumentale dell’artista JR, i pesci tipografici di Bill Moran e i racconti gastronomici dello chef Fulvio Pierangelini dedicati ai 470 anni del trattato di Salviani. Un viaggio unico tra manoscritti papali rari e tecniche di restauro per riflettere sulla crisi climatica. Scoprite tutti i dettagli del programma nel nostro articolo! ๐Ÿ‘‡โค๏ธ๐Ÿ“–

Pubblicato

a

Catastrofe e Meraviglia_Aqvatilivm animalivm historiae di Ippolito Salviani_ph.Olivia Rainaldi_AQVA

Cittร  del Vaticano – Ci sono luoghi sacri dove il silenzio dei secoli e la maestositร  della memoria collettiva non si limitano a custodire la storia dell’umanitร , ma si trasformano in giganteschi laboratori di pensiero capaci di far collidere il patrimonio antico con i linguaggi dirompenti della contemporaneitร . La Biblioteca Apostolica Vaticana, da sempre scrigno universale di legalitร , filologia e sapere teologico aperto agli studiosi di tutto il pianeta, si appresta a inaugurare una rivoluzione culturale ed espositiva senza precedenti. Da venerdรฌ 25 settembre 2026 fino al 14 maggio 2027, le storiche sale papali ospiteranno AQVA, il primo e attesissimo capitolo di “Catastrofe e Meraviglia”, un monumentale ciclo espositivo quinquennale concepito per esplorare come gli elementi naturali fungano da specchio trasparente per le paure, i dubbi e le speranze del nostro tempo.

Il progetto, curato con rigore scientifico da don Giacomo Cardinali, Simona De Crescenzo, Francesca Giannetto e Delio Proverbio, รจ realizzato grazie a una prestigiosa collaborazione istituzionale con la Fondazione Roma e con il fiero supporto di Intesa Sanpaolo. L’orizzonte della rassegna รจ strutturato come un cammino transnazionale e interdisciplinare attraverso le minacce che da sempre insidiano la carta e la memoria libraria โ€” dallโ€™acqua al fuoco, dalla luce agli insetti fino allโ€™impatto distruttivo dell’uomo โ€” invitando il pubblico a superare il torpore dell’ansia climatica per riscoprire nuove possibilitร  di rinascita e futuro. Un’opera di squadra eccezionale che mette a confronto la fragilitร  dei supporti fisici con l’immensitร  del pensiero creativo, offrendo una risorsa terapeutica di altissimo spessore etico.

L’onda monumentale di JR sulla facciata del ‘500 e i LetterFish di Bill Moran

Il percorso espositivo si preannuncia come un’esperienza immersiva e totalizzante di forte urto emotivo. Lโ€™apertura del cammino รจ affidata allโ€™installazione monumentale Diluvium firmata dal celebre artista francese JR, che ricoprirร  l’intera facciata cinquecentesca della Biblioteca con un’onda visiva di sconvolgente impatto, metafora della vulnerabilitร  del sapere di fronte alle forze della natura. ยซCโ€™รจ qualcosa di quasi mistico nei libriยป, confessa JR, svelando i retroscena delle sue installazioni Diluvium e Undae allestite a ridosso dei corridoi del Papa. ยซQuesti oggetti fragili racchiudono i pensieri del mondo, trasportano voci e conoscenze attraverso i secoli. La carta non oppone resistenza agli elementi: portando unโ€™onda nella Biblioteca Vaticana mettiamo a confronto questo paradosso. Che cosa puรฒ sopravvivere e cosa scegliamo di preservare?ยป.

Accanto alle provocazioni visive di JR, l’EP della mostra si arricchisce delle creazioni d’avanguardia del maestro tipografo americano Bill Moran. Attraverso i suoi acclamati LetterFish, Moran trasforma i caratteri mobili in legno dโ€™epoca e le attrezzature tradizionali della sua famiglia in un linguaggio visivo tridimensionale, dando vita a bizzarre e affascinanti creature marine composte interamente da lettere, numeri e segni paragrafematici. Un ponte perfetto che unisce la rigiditร  dei caratteri da stampa alla fluiditร  dell’elemento acquatico, celebrando il merito e l’onestร  del gesto artigianale in un mercato dominato dall’asfissia degli schermi digitali e degli algoritmi artificiali.

I 470 anni del trattato di Salviani: lo chef Fulvio Pierangelini sale in cattedra

Il cuore scientifico e il fulcro simbolico dell’intero itinerario risiede nell’esposizione di un capolavoro assoluto dell’editoria rinascimentale romana: lโ€™Aquatilium animalium historia del medico Ippolito Salviani, finito di stampare a Roma nel 1557 proprio per iniziativa e a spese della stessa Biblioteca Vaticana. ยซLa mostra AQVA รจ anche lโ€™occasione per celebrare i 470 anni dalla pubblicazione di questo bellissimo trattato sui pesciยป, spiega con orgoglio e spavaldo ottimismo don Giacomo Cardinali, Vice Prefetto e Commissario delle Attivitร  Espositive della Vaticana, evidenziando il dovere di affrontare le paure con l’ingegno. ยซCi siamo affidati a tre creativi dall’intuito straordinario, scoprendo orizzonti inattesi proprio in ciรฒ che abitualmente ci atterrisceยป.

A dialogare con il trattato di Salviani e con i tesori del De re coquinaria di Apicio e i diari di viaggio di Giovanni Battista Ramusio sarร  il genio culinario di Fulvio Pierangelini. Lo chef d’รฉlite esplorerร  il legame ancestrale tra l’acqua, la cucina e la memoria dei territori attraverso una serie di racconti gastronomici e ricette inedite, condite con un filo di sofisticata ironia e rispetto sacrale per la materia prima. Il percorso espositivo si chiuderร  nella suggestiva Sala Barberini, trasformata in un tempio di contemplazione, e all’interno delle stanze del Laboratorio di Restauro della Biblioteca, dove lโ€™acqua svelerร  l’ultimo tassello della sua duplice natura: causa di degrado ma anche strumento clinico fondamentale per lavare, rigenerare e salvare i manoscritti. La mostra sarร  visitabile il venerdรฌ e il sabato secondo uno specifico calendario: spegnete gli smartphone e preparate il taccuino, la Santa Sede vi aspetta a braccia aperte per ricordarvi che la meraviglia nasce sempre nel cuore della catastrofe.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

โญ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarร  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cultura

“Dalle tempeste sorge la Luce”: la Poesia come salvezza nel meraviglioso e struggente canto di rinascita dell’autrice Drita Haxhillari

“QUANDO PIANGEVO DISPERATA SENZA PIร™ FORZE, LA POESIA MI HA RIDATO IL RESPIRO E SALVATO LA VITA!”. La meravigliosa e struggente confessione dell’autrice Drita Haxhillari ci insegna come Sopravvivere ai periodi piรน Bui della nostra Esistenza! ๐ŸŒธ โœ๏ธ ๐Ÿ˜ญ Tutti noi (nessuno escluso) abbiamo attraversato periodi Oscuri, di tristezza profonda e disperazione. Notti insonni e piene di angoscia in cui ci sentivamo “Senza piรน alcuna Forza” per combattere contro le brutture, le delusioni e le cattiverie del mondo esterno. รˆ proprio nei momenti in cui tocchiamo il Fondo che si capisce la nostra Vera Natura! La formidabile e sensibilissima poetessa albanese DRITA HAXHILLARI ci regala una Composizione (intitolata “Vivo con te”) che รจ una vera e propria Cura Terapeutica per l’Anima! Nel suo meraviglioso componimento, l’Autrice racconta di aver affrontato una terribile “Tempesta” e di aver pianto disperatamente nel cuore della Notte. Ma quando tutto sembrava Ormai Finito, in soccorso รจ arrivata LA POESIA! L’arte dello scrivere e del “Rifugiare i propri pensieri” nei Versi si รจ trasformata in una potentissima ร€ncora di Salvezza! “Quando la mia Anima si stancรฒ di quelle notti piene di Lacrime – scrive la bravissima Drita – la Poesia mi scaldรฒ, e MI DIEDE IL RESPIRO!”. La scrittura ha il potere Immenso e Magico di Salvare Letteralmente la Vita delle persone! Grazie a questo amore, l’autrice si รจ salvata dall’angoscia ed รจ “Rifiorita”: “Oggi Germoglio come in Primavera, con l’Anima di nuovo Piena di LUCE!”. Un finale Bellissimo ed Emozionante, che ci insegna a non arrenderci mai alla Depressione e a cercare sempre una passione per sconfiggere il buio! Leggi tutta la Meravigliosa Poesia e la spiegazione psicologica nel nostro Bellissimo Articolo Esclusivo! ๐Ÿ‘‡ ๐Ÿ“– Vi ritrovate anche Voi, profondamente e intimamente, nelle Emozionanti parole di Speranza di questa Straordinaria Poetessa? Qual รจ la Vostra “Ancora di Salvezza” personale? In che modo (E a cosa aggrappandovi) siete riusciti a Sopravvivere e a “Tornare a Respirare” dopo aver attraversato le Vostre Notti piรน buie e disperate piene di Lacrime? Diteci la vostra sviscerando a fondo tutti i vostri segreti e pensieri nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questa bellissima Poesia sulle Vostre bacheche per “Regalare un messaggio di Immenso Coraggio” e Speranza a chi in questo momento sta attraversando un periodo “Invernale e Buio”!

Pubblicato

a

Drita Haxhillari

Roma – Nel tormentato, imprevedibile e spesso brutale cammino dell’esistenza umana, ci sono momenti in cui il buio sembra inghiottire ogni cosa. Tempeste improvvise che spazzano via le nostre fragili certezze, notti apparentemente infinite in cui ci sentiamo completamente svuotati, privi di forze e abbandonati alla disperazione. Ed รจ proprio in fondo a questo abisso di oscuritร , quando tutto sembra perduto e incolmabile, che alcune anime particolarmente sensibili e benedette riescono a trovare un inaspettato e luminosissimo appiglio a cui aggrapparsi per non sprofondare. Per la straordinaria poetessa albanese Drita Haxhillari, questa ร ncora di salvezza assoluta, calda e misericordiosa, porta un nome ben preciso: la Poesia.
La sua bellissima e toccante dichiarazione di intenti, “Dalle tempeste sorge la luce, dalle lacrime nasce la poesia… Io ho scelto di vivere attraverso i versi”, non รจ una semplice frase a effetto, ma un vero e proprio manifesto esistenziale. รˆ il grido vittorioso di chi รจ riuscito a sconfiggere il dolore sublimandolo in Arte.

I versi dell’Anima: “Vivo con te” (di Drita Haxhillari)

ยซQuando la vita mi portรฒ
dinnanzi a una tempesta,
Dio mi avvolse
con un barlume dโ€™amore.

Quando la mia lacrima cadde
nelle nottiโ€ฆ senza forze,
tu rimanesti accanto a me,
con bontร  e affetto.

Quando lโ€™anima si stancรฒ
delle notti colme di lacrime,
la poesia mi scaldรฒ
e mi riempรฌ completamente.

Essa mi diede il respiro,
unโ€™aura mi avvolse,
riaccendendo in me
una gioia nel cuore.

Oggi germoglio come in primavera,
con lโ€™anima piena di luce,
e vorrei vivere per sempre,
con i miei versi, ogni giorno.ยป

Il calore della Poesia e l’Amore che asciuga le lacrime

Leggere e abbandonarsi ai versi della composizione “Vivo con Te” equivale a compiere un intenso e catartico viaggio psicologico verso la guarigione del cuore. Nelle prime strofe, Drita Haxhillari ci descrive magistralmente il gelo e la disperazione dell’impatto con la burrasca. Davanti alla “tempesta” della vita, l’essere umano si scopre infinitamente piccolo e vulnerabile. La “lacrima che cade nelle notti senza forze” รจ un’immagine di una potenza evocativa spaventosa: descrive quell’angoscia solitaria e muta che tutti noi, prima o poi, abbiamo provato stringendo il cuscino nel cuore della notte.
Ma la poetessa non รจ sola. Nel suo momento piรน buio interviene l’abbraccio del Divino (“Dio mi avvolse con un barlume d’amore”) e la presenza salvifica della “Poesia”, vista quasi come un’entitร  umana, un compagno fedele e misericordioso che resta accanto a noi “con bontร  e affetto” quando il resto del mondo volta le spalle.

Una nuova Primavera: scegliere di Vivere attraverso le parole

Quando l’anima arriva allo stremo, stanca di sopportare il peso schiacciante delle “notti colme di lacrime”, avviene il miracolo. L’arte poetica compie il suo intervento guaritore: riscalda il gelo della disperazione e “riempie completamente” quel vuoto divorante che rischiava di distruggere l’autrice. Non si tratta piรน soltanto di scrivere parole su un pezzo di carta per sfogarsi, ma di una vera e propria e letterale resurrezione vitale: “Essa mi diede il respiro”.
Il finale del testo รจ un’esplosione meravigliosa, luminosa e coloratissima di pura Speranza. L’angoscia notturna viene definitivamente spazzata via dal Sole. La poetessa paragona genialmente sรฉ stessa a un fiore: “Oggi germoglio come in primavera, con l’anima piena di luce”. La promessa conclusiva (“vorrei vivere per sempre con i miei versi”) รจ l’insegnamento piรน grande e nobile che potesse regalarci. Ci ricorda che l’Arte e la Bellezza, nei momenti di tragedia estrema, non sono mai un inutile passatempo, ma possiedono il potere tangibile e supremo di salvarci la vita, di asciugare le nostre lacrime e di farci rifiorire, piรน forti e luminosi di prima, dopo ogni spietato inverno.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

โญ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

โญ Seguici su Google
Continua a Leggere

Cultura

“In cima alla salita”: il faticoso rammendo delle ferite del passato e il ritorno a sรฉ stessi nella struggente poesia di Silvia De Angelis

LA VITA รˆ UNA FATICA IMMENSA. MA QUANDO SIAMO ARRIVATI IN CIMA ALLA SALITA, POSSIAMO FINALMENTE INIZIARE A “RICUCIRE” LE FERITE DEL NOSTRO PASSATO! ๐Ÿ—ป โค๏ธ ๐Ÿงต Lasciatevi Rapire il Cuore e L’Anima dalla profonditร  di questo capolavoro Letterario!!! La bellissima poesia “In Cima alla Salita”, scritta dalla bravissima poetessa romana Silvia De Angelis e recensita magistralmente da Pier Carlo Lava, affronta e descrive una delle Battaglie Psicologiche e Umane piรน difficili e devastanti della nostra Esistenza: Fare i conti col Nostro Passato per tornare a Volerci Bene! Prima o poi, tutti quanti noi arriviamo sfiniti in un punto della Vita (Che la poetessa paragona genialmente alla faticosissima Cima di un Monte scalato faticosamente a piedi) in cui siamo costretti a Fermarci, a guardarci dentro e a tirar fuori i Mostri nascosti. รˆ In quel momento di Riflessione che riaffiora implacabile il Passato, che scorre davanti agli occhi come una “Pellicola Cinematografica Usurata e che Cigola”! I ricordi, le occasioni perse, i vecchi danni e i vecchi Amori irrisolti tornano in superficie! Tutti noi, per nascondere i dolori al mondo esterno, in superficie sembriamo un “Mare Immobile e tranquillo”, ma nel fondo delle Nostre Anime ci sono invece pericolosissimi “Gorghi che turbinano veloci” e che ci tolgono la Serenitร ! Ma la Magia vera e propria sprigionata dai versi di Silvia De Angelis esplode nel finale, illuminato dolcemente dalla Luna. La Poetessa ci svela il Segreto e lo Scopo della Nostra Esistenza: IL RAMMENDO! “Bisogna Rammendare i Vecchi Danni per tornare a combaciare con sรฉ stessi”! Nessuno potrร  Mai cancellare i Traumi, gli Abbandoni e le Ferite subite… L’unico modo per essere felici รจ trovare il grandissimo Coraggio di usare “Ago e Filo” per Ricucirle da Soli. Solo perdonando i nostri dolori e le nostre Cicatrici potremo tornare a “Combaciare con Noi Stessi”! Leggi tutto il testo della Straordinaria Poesia e goditi la profonda Recensione in questo meraviglioso e Dolcissimo Articolo per l’Anima! ๐Ÿ‘‡ ๐Ÿ“– Vi ritrovate anche Voi nelle profonde Parole, quasi Terapeutiche, di questa Bellissima Poesia? Avete mai sentito l’urgenza di “Rammendare e ricucire” i dolori di alcune scelte sbagliate fatte nel passato per cercare di ritrovare la pace con Voi Stessi, o al contrario fuggite continuamente per paura di guardarvi indietro e vedere le Vostre cicatrici e Rimpianti scorrere in “FlashBack”? Diteci la vostra sviscerando a fondo tutti i vostri pensieri (anche i piรน intimi) nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo Articolo Smeraviglioso per regalare un momento di grandissima e Guaritrice Poesia a tutti i Vostri Amici!

Pubblicato

a

In cima alla salita, lo sguardo attraversa il paesaggio

Roma – La vita di ogni essere umano, prima o poi, si trasforma inestricabilmente in una ripidissima e faticosa montagna da scalare. Ma ci sono vette che non si raggiungono fisicamente camminando sui sentieri, bensรฌ affrontando un doloroso e silenzioso viaggio dentro i meandri oscuri della propria anima. Sono quelle salite invisibili che non conducono semplicemente verso un luogo piรน alto per godersi il panorama, ma che ci costringono, brutalmente, a guardarci dentro, a fare i conti con i mostri e i dolori che credevamo sepolti. รˆ esattamente questa la fortissima ed emozionante magia che si sprigiona dai versi della poesia โ€œIn cima alla salitaโ€, scritta dalla magistrale e profonda penna della poetessa romana Silvia De Angelis e magistralmente analizzata e recensita, in ogni sua sfumatura, dall’attento occhio critico di Pier Carlo Lava. Un testo che segna lโ€™arrivo a un delicatissimo “confine interiore”: quel preciso momento della vita in cui il passato torna inesorabilmente visibile, le ferite ancora aperte chiedono disperatamente di essere ricomposte, e il presente ci appare come uno spazio sospeso a metร  tra l’angoscia della memoria e la meravigliosa speranza della rinascita.

I versi dell’Anima: “In cima alla salita” (di Silvia De Angelis)

ยซSu culmine dโ€™un azzardo
occhi contrapposti al largo vuoto del tempo
scena in flash back riavvolta nel cavo
che assottiglia giorni.
Trame insolute intrappolate nellโ€™aria
muovono sospese intonazioni in bilico
su grigio del presente.
Rivedere pellicole usurate che si
riaprono corporali cigolando su mare immobile
per schiudere correnti e gorghi vividi nellโ€™ala
e il sangue.
Spargere luna in laghi di luce
nel rammendo di vecchi danni
combaciando con sรฉ stessi
senza oltrepassare una linea
invisibile che ansimi in cima
alla salitaโ€ฆยป

L’analisi di Lava: i ricordi come vecchie “Pellicole usurate”

L’approfondita e illuminante recensione di Pier Carlo Lava ci accompagna per mano, aiutandoci a decodificare le potenti immagini evocate dall’autrice. La poesia si apre immediatamente su una scena di altissima tensione psicologica: il โ€œculmine dโ€™un azzardoโ€. Non siamo arrivati serenamente in vetta, ma siamo sul ciglio spaventoso di una scelta, dopo un percorso personale che ha richiesto lacrime e immenso coraggio. Da lassรน, i nostri occhi si affacciano sull’immenso e “largo vuoto del tempo”.
La De Angelis utilizza una geniale metafora cinematografica: il ritorno doloroso della memoria avviene attraverso una โ€œscena in flash backโ€ e “pellicole usurate” che si riaprono. Il ricordo non รจ piรน solo un pensiero astratto nella mente, ma diventa materia viva, corpo, rumore graffiante che “cigola” come una vecchia porta arrugginita. Le immagini del nostro passato portano a galla tutte quelle questioni lasciate aperte, gli amori finiti male, le occasioni perse, i tradimenti, insomma tutte quelle โ€œtrame insoluteโ€ che rimangono sospese e pesanti sul grigiore malinconico della nostra vita presente.

Il Mare Immobile e la difficile arte del “Rammendo” interiore

L’immagine piรน devastante e vera รจ quella del mare. Apparentemente immobile e quieto in superficie (come la maschera che tutti noi indossiamo ogni mattina per nascondere il dolore al mondo), ma che nasconde negli abissi “correnti e gorghi vividi” capaci di travolgerci. Ma รจ nella parte conclusiva del testo che la disperazione si arrende alla speranza, quando tra i versi compare la luna. La luce lunare, pur non cancellando le profonde cicatrici dell’anima, permette di vederle sotto una luce diversa, dolce e pacificatrice, avviando finalmente quel difficilissimo โ€œrammendo di vecchi danniโ€.
Il verbo “rammendare” รจ l’assoluto capolavoro di questo testo. Silvia De Angelis ci insegna che nessuno puรฒ cancellare definitivamente i traumi, gli “strappi” e i danni subiti dalla vita. Ma con infinita pazienza, intimitร  e coraggio, possiamo armarci di ago e filo e “ricucirli”. Il vero senso dell’esistenza, infatti, non consiste nel dimenticare il dolore, ma nel far coincidere e perdonare le nostre mille cicatrici fino a โ€œcombaciare di nuovo con sรฉ stessiโ€.

Chi รจ Silvia De Angelis: una poetessa dell’Essenziale

Lo stile di Silvia De Angelis (poetessa, scrittrice e acuta blogger romana, autrice del ricchissimo spazio โ€œInganni velati โ€“ Scorci emotivi dettati dal profondoโ€) si conferma ancora una volta essenziale, visionario e potentemente metaforico. Un percorso letterario premiato e riconosciuto, capace di trasformare la sintassi spezzata e sospesa nel respiro affannato di chi, nonostante la fatica, continua a scalare le montagne della propria coscienza. Guarire, ci ricorda questa sublime poesia, non vuol dire nascondere il passato. Significa avere il coraggio di fermarsi proprio lรฌ, in cima alla salita, girarsi indietro ad ascoltare il cigolio delle vecchie ferite e rammendarle con amore, per tornare finalmente a respirare. Una lezione di vita universale che scalda il cuore.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

โญ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

โญ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

โญ Seguici su Google
Continua a Leggere

Cultura

“Tre Specchi”: l’arroganza del potere, la vanitร  e la profezia di una moglie. Il racconto psicologico che smaschera l’Ipocrisia dei forti

“SPERO CHE LA VITA NON TI FACCIA MAI SENTIRE DEBOLE: QUEL MOMENTO SARร€ DRAMMATICO PER TE!”. Il capolavoro letterario dell’Onorevole ipocrita, che fa il “Fenomeno” e il Moralista in Parlamento ma poi a casa si comporta da Despota spezzando la Carriera della Moglie! Un racconto Psocologico Tagliente! ๐Ÿ“– ๐ŸŽญ ๐Ÿ›๏ธ Quante volte, guardando in Tv i nostri Politici o i grandi uomini di Potere, ci siamo chiesti se dietro a quei meravigliosi discorsi pieni di Belle Parole (sulla Giustizia, sulla Democrazia e sull’Amore) si nascondesse in realtร  un animo Bugiardo e Ipocrita? Questo formidabile racconto psicologico (intitolato “Tre Specchi”) risponde in maniera Magistrale e Tagliente a questa domanda, svelandoci il Lato Oscuro della presunzione Umana! Il protagonista รจ un Politico che, in Parlamento, esplode in una magnifica arringa accusando la Maggioranza di usare i “Numeri” per schiacciare i deboli, arrivando addirittura a dire furbamente “Perdonali Signore perchรฉ non sanno quello che fanno”. L’Aula ammutolisce, le telecamere lo inquadrano, il Pubblico a casa lo Acclama. Lui si siede sorridendo, ubriaco di Vanitร  e del suo stesso Ego. Ma proprio in quel momento, il Ricordo lo colpisce come uno schiaffo in faccia! Pensa alla Moglie che lo sta guardando in Tv e ricorda la sua drammatica Ipocrisia: lui (il paladino dei Deboli) in casa si era comportato da Ignobile Despota, obbligando la moglie a rinunciare alle sue aspirazioni e al suo Futuro professionale! E ricorda la frase inquietante, vera e “Profetica” che la donna, umiliata, gli aveva sussurrato: “Io mi auguro che la vita non ti porti Mai a sentirti debole come hai fatto sentire me… perchรฉ quel giorno per te sarร  Drammatico e non riuscirai a sopportarlo!”. La coscienza dell’Onorevole vacilla… ma il trillo del cellulare coi finti e servili complimenti dei Colleghi lo riporta nella sua Bolla Dorata di Ipocrisia! Leggi la bellissima Analisi e Spiegazione dei significati nascosti di questo racconto nel nostro articolo “Cuore e Anima”! ๐Ÿ‘‡ ๐Ÿ—ฃ๏ธ A cosa credete? Anche voi siete convinti che i Politici, ma anche tantissime persone nella nostra societร  quotidiana, siano bravissimi a fare i “Grandi Moralisti e i Paladini dei Deboli” in pubblico per prendersi gli Applausi della folla, ma poi nel Chiuso delle loro case (con le Mogli, con i Mariti o coi Figli) si comportino da veri e propri Dittatori Arroganti ed Egoisti? Diteci la vostra sviscerando a fondo le vostre emozioni nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo bellissimo articolo Letterario sulle vostre bacheche per “Smascherare” la falsitร  di certa gente!

Pubblicato

a

โ€œTre specchiโ€, la moglie, il pubblico ed il presidente! Di Artur Nura

Roma – Esistono racconti letterari talmente acuti, taglienti e profondi da riuscire a scattare, in pochissime e fulminee righe, una radiografia perfetta e spietata delle miserie dell’animo umano. รˆ il caso del formidabile testo intitolato “Tre Specchi”: una narrazione magistrale che, giocando sul filo sottilissimo della psicologia, ci sbatte in faccia la cruda veritร  sull’arroganza del potere, sulla vanitร  politica e, soprattutto, sull’ipocrisia che spesso si nasconde dietro i grandi moralisti. Il palcoscenico scelto per questa brillante “commedia umana” รจ l’Aula per eccellenza, il Parlamento. Il protagonista รจ un politico che, arrivato al culmine del suo discorso sul podio centrale, si lascia andare a un’arringa improvvisata, teatrale e potentissima contro gli avversari. Un’invettiva vibrante, ma che nasconde al suo interno un vuoto morale spaventoso e una fragilitร  che solo una donna, nel silenzio della sua casa, รจ riuscita a leggere e a smascherare.

Il palcoscenico del Parlamento: l’illusione della grandezza

Il racconto si apre nel momento del trionfo pubblico. Il politico, guardando dall’alto in basso la maggioranza parlamentare, esplode in un finto e calcolato sdegno: ยซLa violenza politica della maggioranza รจ intollerabile! Sfruttate la forza dei numeri dimenticando che non corrisponde alla ragione e al diritto! Siete deboli nella morale e nell’intelligenza!ยป urla ai colleghi, chiudendo l’arringa addirittura con un saccente richiamo biblico: ยซPerdonali Signore, perchรฉ non sanno quello che fanno!ยป.
La reazione dell’Aula รจ immediata. Cala il gelo, il silenzio assoluto. Le telecamere sono tutte puntate su di lui, gli occhi dei colleghi sono sgranati. รˆ in questo preciso istante che la narrazione ci fa entrare nella mente del protagonista, mostrandoci la pochezza del suo ego: invece di pensare ai nobili ideali appena decantati, il politico sorride compiaciuto, ubriaco di vanitร . Si sente un gigante, un eroe acclamato dal pubblico a casa davanti agli schermi. Si guarda nel primo dei suoi “Specchi”: quello dell’opinione pubblica che lo adula.

L’ipocrisia dell’Uomo e il peso della coscienza

Ma proprio mentre assapora il veleno dolce del successo, il ricordo lo colpisce a tradimento, riportandolo bruscamente alla realtร . Pensa a sua moglie, che molto probabilmente lo sta guardando in tv. Ed รจ qui che esplode il paradosso morale e l’ipocrisia devastante di quest’uomo. Lui, che in Parlamento si erge a paladino supremo della democrazia accusando la maggioranza di fare prepotenza sui piรน deboli, nella sua vita privata aveva fatto esattamente la stessa ignobile cosa.
La mente gli restituisce un ricordo amarissimo: aveva usato il suo potere di marito per imporsi prepotentemente sul futuro professionale della moglie, calpestandone i desideri. E in quell’occasione, la donna non aveva urlato, non aveva fatto scenate, ma gli aveva rifilato una lezione di vita spietata e inquietante: ยซSpero che la sorte non ti porti mai a sentirti anche tu debole! Quel momento, per te, sarร  molto significativo e drammatico…ยป.

L’ebbrezza velenosa dei complimenti cancella la Veritร 

La profezia della moglie รจ il secondo “Specchio”, l’unico vero, l’unico capace di riflettere l’anima nera e ipocrita del marito. Quelle parole, che riecheggiano nella testa del politico mentre torna a sedersi con finta grandezza, lo inquietano, gli fanno mancare l’aria. Perchรฉ sa benissimo che la moglie, guardandolo in tv mentre fa la morale agli altri, sta vedendo l’immagine di un bugiardo e di un prepotente.
Ma il finale del racconto รจ l’emblema del cinismo moderno. L’inquietudine dura solo un attimo. Il trillo del cellulare riporta il politico nel suo mondo ovattato e falso. Arrivano i messaggi dei colleghi (ยซParole eccellenti, bravo!ยป), arriva la telefonata di congratulazioni del potente Leader del partito (il Terzo Specchio). L’adulazione e il successo pubblico vincono la battaglia contro la coscienza. E per un attimo (che forse durerร  per sempre), il politico dimentica le parole della moglie, scegliendo di continuare a vivere nella comoda menzogna del suo Potere. Una chiusura magistrale, che ci lascia con l’amaro in bocca e ci spinge a diffidare sempre dei “grandi oratori”.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

โญ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

โญ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

โญ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

โญ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza