Rimani in contatto con noi
#

Ultim'ora

La trappola dell’elettrico imposto dall’UE fa tremare Stellantis, l’UGL insorge ad Hannover: “Regole folli e scollate dalla realtà, la burocrazia uccide il lavoro”

L’UGL lancia un allarme rosso da Hannover sul futuro di Stellantis e dei lavoratori italiani! 🛑🚗🏗️ Il segretario nazionale dei metalmeccanici, Antonio Spera, sposa le dure denunce del manager Emanuele Cappellano contro le regole UE sulle emissioni di CO2: “Le norme di Bruxelles sono folli, scollate dalla realtà del mercato e rischiano di distruggere l’occupazione con multe e sanzioni assurde”. Il sindacato chiede allo Stato una svolta immediata nel segno della neutralità tecnologica per difendere la filiera dell’auto: “La transizione deve essere sostenibile, prima viene il lavoro e poi le ideologie”. Scoprite tutti i dettagli dello scontro e il piano nel nostro articolo! 👇❤️⚙️

Pubblicato

a

Antonio-SPERA-Segretario-Nazionale-UGL-Metalmeccanici

Torino – Ci sono transizioni epocali che quando vengono imposte a colpi di scadenze fisse, regolamenti comunitari asettici e ideologie astratte rischiano di trasformarsi nel più spietato dei boomerang economici per l’apparato industriale di una nazione. L’automotive non è un semplice comparto manifatturiero, ma il pilastro storico, sociale e identitario su cui poggia l’intera tenuta occupazionale dell’Italia e di milioni di famiglie operaie, dalle grandi fabbriche di assemblaggio fino al fitto e trasparente tessuto della subfornitura nei territori. Oggi, lunedì 14 settembre 2026, dal palcoscenico internazionale dell’IAA di Hannover — la principale fiera mondiale dedicata ai veicoli commerciali —, si è levata una denuncia durissima, un grido d’allarme viscerale che scuote le fondamenta dei palazzi di Bruxelles e interroga direttamente il destino di Stellantis nel nostro Paese.

A farsi interprete di questo sentimento di profonda apprensione etica e civile è stato Antonio Spera, segretario nazionale dell’UGL Metalmeccanici. Il leader sindacale è intervenuto con spavaldo orgoglio e taccuino alla mano per commentare le clamorose dichiarazioni rilasciate, nel corso di una tavola rotonda con i giornalisti italiani, da Emanuele Cappellano, Global Head di Stellantis Pro One. L’alto manager del gruppo automobilistico ha radiografato con drammatica lucidità le storture del quadro normativo europeo sulle emissioni di CO2 per i veicoli commerciali, evidenziando un divario incolmabile tra le pretese della Commissione UE e la reale capacità d’acquisto dei mercati occidentali, avvolti nel torpore di una transizione priva di reti protettive.

La transizione ideologica contro il mercato: l’affondo dell’UGL ad Hannover

La posizione del sindacato dei metalmeccanici è netta, priva di ipocrisie o mediazioni di facciata. L’UGL ribadisce con forza di non essere contraria alla modernizzazione ecologica dei motori, ma contesta severamente i Criteri punitivi imposti dall’Europa, che sembrano ignorare la mancanza di infrastrutture di ricarica, i costi energetici insostenibili e i bilanci delle imprese. «Le parole di Emanuele Cappellano confermano quanto denunciamo da tempo», tuona Antonio Spera con assoluta fermezza civile. «Le regole europee sull’automotive sono oggi completamente scollegate dalla realtà del mercato e rischiano di penalizzare pesantemente l’industria e l’occupazione. Prima viene il lavoro e la dignità delle famiglie, poi le ideologie».

Secondo l’analisi dell’UGL, pretendere di forzare la mano ai consumatori attraverso un sistema di multe miliardarie e sanzioni pecuniarie contro i costruttori non farà altro che mettere in ginocchio l’unica grande realtà che oggi produce auto e veicoli commerciali in Italia. Un cortocircuito burocratico spaventoso che, paradossalmente, finirà per spalancare le porte della penisola alle importazioni di massa dei concorrenti asiatici a discapito della filiera nazionale, innescando una bomba sociale dalle conseguenze pesantissime sui livelli salariali dei lavoratori, costretti a subire le nevrosi di scelte calate dall’alto senza risposte flessibili.

La via della neutralità tecnologica: lo Stato difenda gli stabilimenti italiani

Per arginare il rischio di un deserto industriale, il sindacato si appella direttamente alla politica nazionale e ai ministeri competenti a Roma, pretendendo che l’Italia alzi uno scudo protettivo in sede comunitaria per esigere una rapida e radicale revisione del ruolino di marcia delle scadenze. La ricetta proposta dall’UGL Metalmeccanici si fonda sul principio trasparente della neutralità tecnologica: lo Stato deve sostenere gli investimenti non solo sull’elettrico puro, ma anche sui carburanti sintetici, sull’idrogeno e sull’efficientamento dei motori tradizionali, permettendo alle fabbriche di produrre ciò che i cittadini possono realmente permettersi di acquistare.

La battaglia per l’automotive tricolore si preannuncia lunga e serrata in vista della stesura della prossima legge di bilancio autunnale. L’UGL ha confermato che manterrà i propri delegati e le tute blu in stato di mobilitazione permanente a presidio della filiera, rifiutando qualsiasi logica di ridimensionamento o esodo produttivo verso l’estero. I motori di Hannover si sono accesi, i taccuini dei manager sono aperti, ma lo sguardo degli operai resta fisso sul futuro degli stabilimenti italiani: perché la tutela dell’ambiente non può essere edificata sulle macerie del lavoro italiano, e la dignità di chi produce ricchezza merita il rispetto dell’Europa intera.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultim'ora

La pugnalata finale a Matera, partono le 350 lettere di licenziamento alla CallMat: i sindacati insorgono contro il fallimento totale della Regione e del MIMIT

La bomba sociale esplode a Matera ed è fallimento totale delle istituzioni: partono le 350 lettere di licenziamento alla CallMat! 🛑📞 I sindacati SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni insorgono uniti con Russelli, Piccinni, Letterelli e Giordano: “Basta prese in giro e passerelle della Regione e del MIMIT, 350 lavoratori non sono numeri da cancellare su un foglio Excel!”. Di fronte alla scadenza degli ammortizzatori fissata al 31 dicembre 2026, i lavoratori esigono un piano industriale vero e chiamano TIM e lo Stato alle proprie responsabilità per impedire il disastro economico della Basilicata. Massimo sostegno alle famiglie lucane, scoprite tutta la verità nell’articolo! 👇❤️✨

Pubblicato

a

Callmat Matera

Matera – Ci sono giorni in cui la contabilità fredda, cinica e spietata delle crisi aziendali si abbatte come una scure sulla carne viva di un territorio, stracciando in un solo istante mesi di promesse solenni, passerelle elettorali e rassicurazioni istituzionali prive di spessore reale. Quando i fogli Excel dei manager si traducono in lettere di licenziamento spedite a casa, la retorica della politica crolla, rivelando il fallimento trasparente delle cabine di regia nate per proteggere il lavoro. Oggi, lunedì 14 settembre 2026, per la città di Matera e per l’intera Basilicata si è consumato il punto di non ritorno, l’atto più doloroso e inaccettabile di una vertenza sindacale che si trasforma ufficialmente in una gigantesca emergenza sociale: la dirigenza di CallMat ha comunicato formalmente l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo per ben 350 lavoratrici e lavoratori del sito lucano. Un disastro occupazionale annunciato che getta nella disperazione centinaia di famiglie, mutui alla mano e risposte zero.

Di fronte a questo schiaffo viscerale, la reazione delle sigle sindacali confederali e di categoria è stata immediata, corale e priva di filtri diplomatici. Le segreterie regionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni, rappresentate in prima linea dai dirigenti Anna Russelli, Vincenzo Piccinni, Giovanni Letterelli e Pino Giordano, hanno firmato un duro e infuocato manifesto unitario, denunciando quella che i lavoratori considerano l’ennesima, intollerabile presa in giro da parte dello Stato e degli enti locali. I sindacati pretendono la fine immediata di ogni ipocrisia burocratica, dei comunicati stampa di facciata scritti per prendere tempo e delle fotografie scattate nei palazzi del potere mentre i volumi della committenza crollavano nel silenzio generale, lasciando la trincea di Matera ostaggio del torpore istituzionale.

La trappola del 31 dicembre 2026: gli aiuti pubblici non siano l’accompagnamento al baratro

I rappresentanti delle tute blu puntano il dito con assoluta fermezza e onestà intellettuale contro il ruolino di marcia della Regione Basilicata e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), accusati di aver assistito passivamente all’aggravarsi della crisi senza mai imporre una reale e vincolante strategia industriale pluriennale. C’è poi un dettaglio temporale che rende l’intera vicenda ancora più grave e urgente: gli strumenti straordinari di sostegno economico e gli aiuti pubblici messi in campo finora dal Governo hanno una scadenza tassativa già fissata al 31 dicembre 2026. Una data che i sindacati rifiutano di considerare come il capolinea oltre il quale prendere semplicemente atto della cancellazione definitiva di 350 redditi puliti.

«Non accetteremo che il 31 dicembre 2026 diventi il giorno in cui si certifica la fine di questo patrimonio professionale», tuonano i segretari regionali nel loro taccuino di guerra operaia, esigendo un’assunzione di responsabilità immediata da parte del colosso delle telecomunicazioni TIM e della stessa CallMat. «Gli aiuti pubblici e le risorse europee del PNRR devono servire a edificare stabilità, innovazione e futuro attraverso progetti concreti di riconversione digitale e formazione permanente, non ad accompagnare docilmente i lavoratori verso il baratro del licenziamento. Se esistevano strategie e percorsi di riqualificazione per governare l’avanzata dell’intelligenza artificiale, oggi questi piani dovrebbero essere visibili in fabbrica, invece vediamo solo macerie».

Il paradosso della politica industriale lucana: la spaccatura tra Melfi e Matera

La radiografia socio-economica della Basilicata in questa metà di settembre si presenta drammatica e ricca di paradossali contrasti. Mentre a Melfi gli operai dell’indotto Stellantis tirano un temporaneo sospiro di sollievo dopo la revoca ufficiale dei licenziamenti di massa da parte dei vertici dell’automotive, a Matera si spalanca immediatamente una nuova, spaventosa voragine occupazionale. Un cortocircuito che dimostra, secondo le sigle sindacali, l’assenza totale di una programmazione macroeconomica lungimirante da parte della giunta regionale, ridotta a inseguire costantemente le emergenze sociali quando sono già esplose sul territorio, arrivando sempre fuori tempo massimo e lasciando i rioni operai privi di difese contro le gare al massimo ribasso e le delocalizzazioni selvagge.

A fronte di questo disastro strutturale, Russelli, Piccinni, Letterelli e Giordano pretendono l’immediata, straordinaria convocazione di un tavolo di crisi vincolante a Roma che veda sedere allo stesso livello la Regione, il MIMIT, i vertici aziendali, i grandi committenti nazionali e i delegati dei lavoratori. Ma il sindacato lancia un monito pulito: non si accetterà lo sterile scaricabarile delle responsabilità o l’ennesimo salotto interlocutorio privo di atti decretativi. Ogni singolo incontro dovrà produrre soluzioni verificabili, risorse certe e ruolini di marcia blindati per riassorbire il personale e difendere la tenuta sociale della provincia. La pazienza delle 350 famiglie è esaurita: le tute blu sono pronte a presidiare i cancelli e a scendere in strada, perché Matera ha già dimostrato di saper risorgere e questa volta non accetterà di essere cancellata nel silenzio dello Stato.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Attualità

Schiavi nei campi, la dura lotta dell’UGL Matera ai caporali: “Basta slogan elettorali! Il nuovo treno Magna Grecia ridarà Libertà ai lavoratori”

LA DURA BATTAGLIA SINDACALE CONTRO IL SISTEMA DEI “CAPORALI”! UGL Matera: “Basta chiacchiere da campagna elettorale, il nuovo Treno Magna Grecia restituirà finalmente Liberta e Dignità agli Schiavi dei Campi!” 🚂 👨‍🌾 Ci sono purtroppo dei drammi silenziosi e delle “Piaghe Sociali” orribili che continuano a sanguinare e a consumarsi lontano dalle telecamere nelle nostre campagne del Sud. Uno dei più brutali e schifosi è senza dubbio il “Caporalato”! Decine di migliaia di disperati lavoratori agricoli, per poter semplicemente andare a lavorare e spaccarsi la schiena per due spiccioli raccogliendo la nostra frutta e verdura, sono letteralmente “costretti” a sottostare al ricatto dei Caporali! Come? Pagando cifre altissime e “Pizzini” ai criminali solo ed esclusivamente per essere “Trasportati” e stipati come bestie in furgoni fatiscenti e pericolosi fino ai campi! Come si sconfigge definitivamente questa assurda schiavitù moderna? Con il Trasporto Pubblico! È questa la formidabile, geniale e potentissima denuncia lanciata oggi da Pino Giordano (Segretario dell’UGL Matera). Il Sindacato ha accolto con gioia ed esultanza la riapertura della meravigliosa linea ferroviaria “Magna Grecia” (Ringraziando la Regione per gli sforzi e chiedendo a “Ferrovie” di potenziare velocemente la Sibari-Taranto), ricordando a tutti noi una cosa fondamentale: SE UN LAVORATORE PUÒ ANDARE A LAVORARE PRENDENDO NORMALMENTE UN TRENO, NON DOVRÀ PIÙ CHIEDERE IL PASSAGGIO AL CAPORALE E NON SARÀ PIÙ RICATTABILE! Il treno, dunque, non è solo ferro e bulloni, ma è una vera e propria e bellissima arma per restituire l’Autonomia, la Libertà e la Legalità ai lavoratori contro i criminali! Sentite le durissime e appassionate parole di accusa del Segretario contro i “Finti e Comodi Politici”: “C’è purtroppo chi si ricorda dell’esistenza dei lavoratori solo e unicamente quando iniziano le elezioni! Ma per l’UGL non è così. La Legalità e la Sacra Dignità non possono mai essere usate come un furbesco e falso Slogan da spendere per prendere voti! Vanno protette 365 giorni l’anno!”. Leggi l’infuocato articolo Sindacale per lo sviluppo del Territorio e per difendere la povera gente! 👇 🗣️ Voi conoscevate le tremende ed esorbitanti cifre del ricatto legato al “Trasporto Furgoni” del Caporalato che strozza i lavoratori agricoli al Sud? Siete d’accordo sul fatto che i nostri politici (e molti altri finti Sindacati) si riempiano tristemente la bocca con finte promesse a favore dei Lavoratori solo e unicamente quando bisogna scendere per strada a “Mendicare un Voto” alle elezioni, per poi sparire e non fare Assolutamente NULLA? Diteci la vostra spassionata e sincera opinione sviscerando a fondo tutta la vostra indignazione nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo coraggiosissimo articolo sulle vostre bacheche per difendere la sacra DIGNITÀ DI CHI LAVORA in agricoltura!

Pubblicato

a

Pino GIORDANO, Segretario Provinciale UGL Matera

Matera – Ci sono piaghe sociali profondissime, dolorose e vergognose che purtroppo continuano a sanguinare nel silenzio assordante delle nostre campagne del Sud. E ci sono diritti fondamentali, sanciti a chiare lettere dalla nostra Costituzione, che non possono e non devono mai essere ridotti a semplici specchietti per le allodole. «La legalità, la sacra dignità del lavoro e il diritto alla mobilità non possono assolutamente diventare dei comodi temi da riscoprire magicamente e furbescamente soltanto durante le frenetiche campagne elettorali. I lavoratori hanno disperatamente bisogno di risposte serie e concrete ogni singolo giorno dell’anno». È con questo durissimo e appassionato monito che Pino Giordano, Segretario Provinciale dell’UGL Matera, rilancia con forza la grande battaglia sindacale a difesa dei braccianti agricoli e dello sviluppo infrastrutturale del territorio lucano.

Il lavoro non è uno slogan da spendere in campagna elettorale

Il j’accuse del Segretario Giordano è diretto e non fa sconti a nessuno. Punta il dito contro chi utilizza le sofferenze della povera gente unicamente per raccattare voti, scomparendo puntualmente il giorno dopo lo spoglio delle urne. «C’è purtroppo chi si ricorda dell’esistenza dei lavoratori solo e unicamente quando serve», sottolinea con amarezza Giordano. «Ma per la famiglia dell’UGL non è assolutamente così. Non si può mai essere “sindacato a convenienza”: sui diritti inalienabili e sulla legalità sui luoghi di lavoro bisogna esserci sempre, in prima linea, mettendoci la faccia e il cuore».

La “Magna Grecia”: il treno che unisce il Sud

Ed è proprio in nome di questi fatti concreti (tanto invocati dai cittadini) che l’UGL ha voluto accendere i riflettori su una grande, importantissima conquista territoriale: il tanto atteso riavvio strutturale della linea ferroviaria Magna Grecia. Un risultato salutato con immenso favore dal sindacato, che ha voluto rivolgere un plauso istituzionale al prezioso e caparbio lavoro svolto dalla Regione Basilicata e, in particolare, agli instancabili assessori Pasquale Pepe e Cosimo Latronico.
Il grande ritorno del treno sulla costa jonica, con i vitali e strategici collegamenti verso i poli di Taranto, Bari e Salerno, non rappresenta infatti soltanto un’infrastruttura d’acciaio; rappresenta al contrario una vera e propria e vitale risposta alla pressante necessità di mobilità quotidiana di migliaia di cittadini, pendolari e onesti lavoratori spesso isolati.

Sconfiggere i Caporali spezzando la catena del trasporto illegale

Ma la riflessione politica e sociologica dell’UGL Matera va ben oltre il semplice fatto logistico, e tocca il cuore sanguinante del lavoro agricolo. «Proprio la mobilità può diventare potentemente una formidabile questione di legalità», spiega brillantemente Giordano.
Sappiamo tutti troppo bene come funziona il brutale sistema criminale del Caporalato: i disperati braccianti agricoli vengono reclutati illegalmente, sfruttati all’inverosimile, e sono spessissimo costretti a pagare cifre folli ai propri aguzzini (i “caporali”) solo per avere il “privilegio” di essere stipati come bestie in furgoni fatiscenti per poter raggiungere fisicamente i campi di raccolta.
Se, al contrario, un lavoratore agricolo viene messo nelle condizioni di poter raggiungere del tutto autonomamente il proprio luogo di lavoro utilizzando un normale ed economico servizio pubblico, non sarà mai più costretto a piegare la testa e a dipendere dal caporale per il trasporto. «È esattamente qui che il treno assume un valore immenso che va ben oltre il semplice collegamento ferroviario: restituisce totale autonomia al lavoratore e riduce drasticamente il controllo esercitato da chi organizza criminalmente gli spostamenti per sfruttarlo a sangue».

L’appello a Ferrovie: attivare le tratte Sibari-Taranto e Crotone-Taranto

In virtù di questa nobile e intelligentissima visione strategica, l’UGL Matera lancia un forte, pressante e costruttivo appello diretto ai vertici di Ferrovie dello Stato e alle istituzioni competenti. La richiesta sindacale è quella di valutare immediatamente e seriamente l’istituzione di un servizio ferroviario capillare sulla fondamentale tratta Sibari-Taranto, o in alternativa sulla Crotone-Taranto, calibrando fermate e orari tenendo scrupolosamente conto proprio delle delicate e complesse esigenze orarie dei tantissimi lavoratori agricoli stagionali.
«Investire nella mobilità significa anche, e soprattutto, investire massicciamente nella Legalità», ribadisce Giordano con fermezza. Per l’UGL Matera i tre pilastri inamovibili su cui costruire il futuro del territorio sono chiarissimi: legalità assoluta, inattaccabile dignità del lavoro e responsabilità condivisa da tutte le parti sociali.
«Servono istituzioni, imprese private e sindacati che siano presenti e lottino tutto l’anno, non soltanto quando si accendono per magia i riflettori elettorali della Tv. La città di Matera e la sua straordinaria e lavoratrice provincia – conclude perentorio e orgoglioso Giordano – hanno disperatamente bisogno di fatti concreti, non di vuoti slogan. La Dignità sacra dei lavoratori non va mai in vacanza o in campagna elettorale: essa va protetta, sudata e difesa strenuamente 365 giorni l’anno».

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Ultim'ora

Pioggia d’Oro e di Sogni in Brianza: centrato un clamoroso ‘6’ al Superenalotto da 223 Milioni di Euro! È la seconda vincita più alta della Storia

LA DEA BENDATA HA BACIATO L’ITALIA: Centrato in Brianza un Clamoroso e Magico “6” al SuperEnalotto che vale 223 Milioni di Euro! È la Seconda vincita più alta della Storia! 🍾 💰 Ci sono sogni incredibili e colossali che, almeno una volta nella vita, tutti noi italiani abbiamo fatto ad occhi aperti o sotto le coperte: “Se vincessi alla Lotteria, mollerei tutto, farei sistemare i miei figli, comprerei una barca e andrei a vivere su un’isola sperduta!”. Ebbene, questa sera (venerdì 11 Settembre) quel sogno utopico è diventato una Mostruosa e inimmaginabile realtà per un misterioso e fortunatissimo cittadino! Con una banalissima schedina giocata al volo da pochissimi euro nella ricevitoria “Al Chicherin” (nel piccolo e tranquillo comune di La Valletta Brianza, in provincia di Lecco), un giocatore ha clamorosamente centrato l’impossibile Sestina Vincente del Superenalotto, sbancando le casseforti dello Stato e portandosi a casa uno spaventoso “Jackpot” dal valore inestimabile: OLTRE 223 MILIONI DI EURO! Per farvi capire l’assurdità titanica di questa pioggia di denaro filigranato, si tratta della Seconda Vincita in assoluto PIÙ ALTA dell’intera e lunghissima Storia del concorso (battuta solo dal mitologico Jackpot da 371 milioni centrato con un sistema di gruppo nel 2023). Pensateci un attimo: una singola persona (che in queste ore sarà sicuramente in preda a un mezzo infarto per la gioia irrefrenabile davanti alla Tv) stasera è andata a letto con ben 223 MILIONI versati sul conto in banca! Il gestore del piccolo locale in Brianza è assediato dai curiosi, stanno stappando spumante a fiumi ma giura di non avere la minima idea di chi possa essere il ricchissimo vincitore! E voi lo ricordate l’ultimo “6”? Era stato centrato a Desenzano del Garda più di un anno fa! Leggi l’incredibile articolo di cronaca, scopri I MAGICI NUMERI ESTRATTI, i premi consolatori e… provate a chiudere gli occhi per un secondo. 👇 ✈️ Sinceramente e col cuore in mano, se la Dea Bendata dovesse colpire voi in questo esatto momento, quali sarebbero le primissime e Follissime TRE COSE che fareste domattina appena svegli con 223 MILIONI di Euro versati in cassaforte? Mollate il Lavoro? Comprate una Ferrari? Beneficenza? Regalare un mutuo agli amici? Ditecelo e Sogniamo tutti insieme sviscerando i vostri sogni nei commenti, e CONDIVIDETE a raffica questo bellissimo articolo portafortuna sulle vostre bacheche (Taggando tutti i vostri amici che giocano al Superenalotto)!

Pubblicato

a

Superenalotto

La Valletta Brianza (Lecco) – Ci sono giorni qualunque, scanditi dalla solita e monotona routine quotidiana, che all’improvviso, nel tempo di un battito di ciglia, si trasformano in una vera e propria sceneggiatura da film di Hollywood. È esattamente quello che è successo venerdì 11 settembre nel tranquillo e laborioso comune di La Valletta Brianza, in provincia di Lecco, dove la Dea Bendata ha deciso di posare il suo sguardo benevolo per regalare un’emozione che definire “storica” è forse riduttivo. Un misterioso e fortunatissimo giocatore ha infatti centrato l’impossibile e clamorosa “sestina” del Superenalotto, portandosi a casa un mostruoso e inimmaginabile Jackpot dal valore stratosferico di oltre 223 milioni di euro (esattamente 223.173.416,83 euro).

La schedina magica e la festa impazzita alla ricevitoria

Il favoloso e milionario “colpo della vita”, come segnalato tempestivamente dall’agenzia specializzata Agimeg, è stato messo a segno con una semplicissima schedina da appena 5 pannelli. La ricevitoria baciata dalla fortuna assoluta è il frequentatissimo punto vendita ‘Al Chicherin’, situato nella centrale Via Milano 36.
Mentre il misterioso neo-multimilionario sta probabilmente cercando di riprendere fiato davanti allo schermo del televisore incredulo, all’interno del locale brianzolo il clima è di totale, rumorosa e goliardica follia collettiva. «Non sappiamo assolutamente nulla di chi sia il vincitore, ma sappiamo benissimo che è stata realizzata qui la mega vincita perché il telefono fisso del negozio non smette di squillare impazzito da ore!», ha raccontato all’Adnkronos il gestore incredulo, quasi sovrastato dalle voci, dalle urla di gioia e dai brindisi improvvisati dei clienti presenti nel locale.

Un traguardo vertiginoso: il secondo Jackpot più alto della storia

Per comprendere l’assoluta enormità della cifra vinta, basti pensare che 223,2 milioni di euro rappresentano una somma in grado di stravolgere non solo la vita del vincitore, ma anche quella delle prossime e future generazioni della sua famiglia. Questo incredibile tesoro di carta filigranata si inserisce di diritto, come un fulmine a ciel sereno, tra i montepremi più colossali e ricchi mai distribuiti nella gloriosa storia del concorso, conquistando la medaglia d’argento assoluta e piazzandosi comodamente al secondo posto di tutti i tempi.
Il gradino più alto del podio, per ora, resta infatti saldamente occupato dai leggendari 371,1 milioni di euro vinti tramite la celebre “Bacheca dei Sistemi”, centrati il 16 febbraio del 2023. In quell’occasione, però, la pioggia di denaro venne accuratamente suddivisa in ben 90 quote in tutta Italia, mentre la vincita di stasera a La Valletta Brianza sembra destinata ad aver cambiato la vita di un’unica, incredula persona.

La fine del digiuno: l’attesa del ‘6’ durata oltre un anno

Questo meraviglioso venerdì sera segna anche la fine di un lunghissimo e snervante “digiuno” per gli scommettitori italiani. Quello centrato a La Valletta Brianza è infatti ufficialmente il primo ‘6’ dell’anno 2026. L’ultimo Jackpot milionario, decisamente più “modesto”, risaliva all’ormai lontano 22 maggio 2025, quando a Desenzano del Garda (Brescia) furono vinti 35,4 milioni di euro.
Con quest’ultimo colpo grottesco e magnifico, salgono vertiginosamente a 135 le vincite totali con il “6” realizzate dalla nascita del concorso, per un tesoro immenso di oltre 5 miliardi di euro distribuiti agli italiani a partire dal 1997. Dopotutto, matematicamente parlando, battere il banco è un’impresa titanica: esistono ben 622 milioni di sestine possibili per riuscire a centrare la magica combinazione esatta.

I numeri estratti e come controllare eventuali vincite minori

Ma quali sono stati i sei numeri capaci di scardinare le casseforti dello Stato? Ecco la favolosa combinazione vincente dell’estrazione di stasera: 8, 13, 16, 52, 64, 70. A questi si aggiungono il numero Jolly (17) e il fondamentale numero Superstar (21).
Ovviamente, il fascino magnetico del Superenalotto risiede anche nei generosissimi “premi di consolazione”. È importante ricordare che si vince non solo con il “6”, ma con punteggi che vanno dal 2 (che paga orientativamente 5 euro) al “5+1” (che può regalare somme altissime e mozzafiato intorno ai 620mila euro). I giocatori sbadati o speranzosi possono verificare tranquillamente eventuali vecchie schedine impolverate e mai controllate scaricando l’apposita App ufficiale o consultando il vasto archivio online delle ultime 30 estrazioni. Chiudete gli occhi e provate a sognare: cosa fareste se, aprendo il portafoglio, vi rendeste conto di avere tra le mani 223 milioni di euro?

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza