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Il cinema della mobilità sostenibile illumina Palazzo Fibbioni: a L’Aquila tre capolavori sotto le stelle per riflettere sul senso del viaggio e della vita

La grande storia del cinema sposa la mobilità sostenibile nel cuore della Capitale della Cultura! 🎬⛰️✨ Dal 16 al 21 settembre, lo storico Palazzo Fibbioni dell’Aquila ospita “Ognuno col suo viaggio”, la straordinaria rassegna cinematografica gratuita organizzata dal Comune in collaborazione con il L’Aquila Film Festival per la Settimana Europea della Mobilità. Tre capolavori imperdibili proiettati alle ore 21:00: il neorealismo di “Ladri di biciclette” introdotto da Piercesare Stagni, la favola adolescenziale “Microbo e Gasolina” di Michel Gondry e il commovente capolavoro lynchiano “Una storia vera”. Un’oasi di cultura ed emozione a posti limitati, scoprite come prenotare il vostro ingresso nel nostro articolo! 👇❤️🚲

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Palazzo Fibbioni

L’Aquila – Ci sono stanze, all’interno dei palazzi storici che hanno visto scorrere i secoli e le ferite della storia patria, dove le immagini in movimento smettono di essere un semplice pretesto di intrattenimento serale per farsi autentici laboratori di pensiero, presidi civili e risorsa terapeutica contro il torpore del nostro tempo. Il cinema, quando torna a riappropriarsi della sua funzione filosofica e sociale, si scopre l’unico specchio trasparente capace di radiografare le nevrosi, le transizioni generazionali e il dovere etico della solidarietà umana. In occasione della prestigiosa Settimana Europea della Mobilità 2026, la splendida e fiera città dell’Aquila — nel pieno delle sue gloriose celebrazioni come Capitale Italiana della Cultura — si appresta a trasformarsi in una monumentale e accattivante sala cinematografica diffusa. Da mercoledì 16 a lunedì 21 settembre 2026, la solenne cornice di Palazzo Fibbioni ospiterà l’attesa rassegna cinematografica intitolata “Ognuno col suo viaggio”.

L’iniziativa, promossa con fiera determinazione dall’Amministrazione Comunale in stretta, fruttuosa e duratura collaborazione operativa con i vertici del L’Aquila Film Festival, propone un cartellone di tre capolavori immortali della cinematografia mondiale, tutti proiettati a partire dalle ore 21:00 con ingresso completamente libero e gratuito per la cittadinanza. Il filo conduttore che unisce le pellicole agli ideali ecologici e di mobilità dolce è, per questa edizione, la mobilità intergenerazionale: un itinerario visivo concepito per esplorare come il concetto di spostamento nello spazio si trasformi radicalmente a seconda delle stagioni dell’esistenza, dei ruoli sociali all’interno dello Stato e delle sfide intime dei singoli individui. Data la capienza limitata della sala di Palazzo Fibbioni, gli organizzatori consigliano vivamente al pubblico di blindare la propria poltrona prenotando online sul portale ufficiale del festival.

Dalla bicicletta neorealista di De Sica al viaggio ribelle di Michel Gondry

Il ruolino di marcia della manifestazione si accenderà mercoledì 16 settembre con la proiezione di un monumento imprescindibile della settima arte: “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica (Italia, 1948). Capolavoro assoluto del Neorealismo, il film radiografa con una trasparenza spietata il dramma socio-economico del Dopoguerra romano attraverso l’odissea urbana del disoccupato Antonio Ricci e del figlioletto Bruno, a caccia del mezzo rubato necessario per lavorare. In questo affresco denso di vulnerabilità, la bicicletta cessa di essere un mero strumento di trasporto per farsi asse portante della dignità umana e della sopravvivenza lavorativa dell’adulto. La serata godrà dell’introduzione critica d’eccellenza di Piercesare Stagni, stimato storico del cinema, docente e Presidente dell’Abruzzo Film Commission, pronto a scortare il pubblico nell’analisi filologica dell’opera.

Venerdì 18 settembre l’atmosfera cambierà registro per addentrarsi nei territori magici e poetici dell’adolescenza con “Microbo e Gasolina” (Microbe et Gasoil), firmato dal genio visionario e artigianale del regista francese Michel Gondry (Francia, 2015). La trama segue le vicende di due quattordicenni marginali e sognatori che, per sfuggire alle costrizioni scolastiche e alle tensioni delle mura domestiche, progettano e costruiscono un bizzarro veicolo semovente camuffato da capanno da giardino e alimentato dal motore di un tosaerba. A bordo di questo incredibile marchingegno compiranno un viaggio d’emancipazione attraverso la Francia rurale, trasformando lo spostamento fisico in un rito di passaggio e di crescita personale. Il film sarà introdotto da Federico Vittorini, direttore artistico del L’Aquila Film Festival, che analizzerà il valore formativo del viaggio ribelle nel cinema contemporaneo contro l’isolamento dei dispositivi digitali.

Il trattore John Deere di David Lynch: la vecchiaia che celebra la saggezza

Il gran finale della rassegna si consumerà lunedì 21 settembre con un’opera luminosa, toccante e di devastante impatto emotivo, basata su una clamorosa storia vera: “Una storia vera” (The Straight Story), diretta dal maestro David Lynch (USA/Francia/Gran Bretagna, 1999). Uscito per una volta dalle atmosfere oniriche e perturbanti che ne caratterizzano la saggistica e la produzione cult, il regista americano dipinge il viaggio dell’anziano e ostinato Alvin Straight. Impossibilitato a guidare l’auto per gravi problemi di salute e di vista, Alvin decide di percorrere centinaia di miglia attraverso i panorami rurali dell’Iowa e del Wisconsin a bordo di un vecchio trattore tosaerba John Deere, pur di raggiungere e riconciliarsi con il fratello colpito da infarto, dopo dieci anni di silenzi rancorosi.

Il procedere lento, cadenzato e fiero del trattore diventa la metafora più pura di una mobilità alternativa, riflessiva ed ecosostenibile, che celebra la dignità profonda della vecchiaia, la sacralità della memoria e la forza indistruttibile dei legami familiari all’interno della società. La conduzione di questo ultimo salotto cinematografico sarà affidata alla competenza scientifica di Luca Cialfi, dottorando in Cinema e media e redattore culturale, che guiderà gli spettatori alla scoperta dei segreti tecnici di questo insolito road movie lynchiano. Spegnete per tre sere gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo cittadino e venite ad abitare le sale di Palazzo Fibbioni: L’Aquila vi aspetta a braccia aperte per dimostrare che, finché avremo una storia da ascoltare e un viaggio da compiere insieme, il domani non farà mai paura.

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La carovana di Vannacci infiamma la costa abruzzese, il successo del gazebo a Vasto: Sabrina Bocchino fa il pieno di tesserati per Futuro Nazionale

Il movimento del Generale Vannacci sbarca sulla costa abruzzese e fa il pieno di consensi e iscritti! 🗳️📈🇮🇹 Grande successo di pubblico e partecipazione sabato 12 settembre a Vasto (CH) per il gazebo di “Futuro Nazionale” in Piazza Diomede. L’ex consigliere regionale Sabrina Bocchino, passata nei mesi scorsi dalla Lega a sostegno di Roberto Vannacci, ha guidato la mobilitazione dei comitati provinciali raccogliendo numerosi tesseramenti: “Il nostro movimento viaggia con il vento in poppa in tutto l’Abruzzo, la gente premia il nostro approccio di verità su temi come immigrazione e sostegno sociale contro le polemiche strumentali degli avversari”. Scoprite tutti i dettagli del piano d’azione nel nostro articolo! 👇❤️✨

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Gazebo di Futuro Nazionale a Vasto

Vasto (CH) – Ci sono serate in cui la politica esce dalle stanze ovattate dei palazzi istituzionali per riappropriarsi del suo palcoscenico più autentico, verace e trasparente: la piazza. Nelle periferie d’Italia e lungo i litorali, dove il distacco tra la collettività e i partiti tradizionali ha spesso generato un deserto di sfiducia, si levano nuove e fitte reti di partecipazione civile che intercettano i bisogni reali delle famiglie. Sabato scorso, 12 settembre 2026, la suggestiva e ventilata cornice di Piazza Diomede a Vasto si è trasformata nel cuore pulsante di una mobilitazione politica d’altissimo impatto locale, registrando un’affluenza straordinaria di pubblico e un vero e proprio boom di tesseramenti per il debutto del gazebo ufficiale del movimento Futuro Nazionale.

La macchina organizzativa e logistica dell’evento, promosso all’insegna dello slogan programmatico «Incontriamoci, confrontiamoci, costruiamo insieme il futuro», è stata interamente guidata dal carisma di Sabrina Bocchino. L’ex consigliere regionale abruzzese e attuale consigliere comunale di Vasto, reduce dallo storico passaggio nei mesi scorsi dalle file della Lega alla neonata formazione politica fondata dal generale Roberto Vannacci, ha fatto quadrato attorno al progetto insieme ai massimi referenti dei comitati della provincia di Chieti, ai tesserati storici e a una folta parata di simpatizzanti pronti a fare squadra per blindare la crescita del movimento sul territorio.

L’approccio di verità del Generale: il manifesto che scuote la provincia di Chieti

Il nucleo profondo e accattivante del dibattito svoltosi tra i passanti e i residenti del borgo si è focalizzato sulla divulgazione dei principi ispiratori e dei valori identitari di Futuro Nazionale. I dirigenti locali hanno illustrato con un cesello chirurgico e privo di filtri burocratici le ricette del movimento per affrontare le nevrosi causate dalla crisi economica globale, dal carovita e dal torpore delle istituzioni centrali. Un’opera di squadra eccezionale che ha messo al centro la persona e l’onestà intellettuale della parola, offrendo ai cittadini abruzzesi la certezza trasparente di sentirsi finalmente ascoltati, protetti e rappresentati da azioni amministrative concrete.

«Anche nel nostro territorio abbiamo avuto l’ennesima conferma che il movimento viaggia con il vento in poppa», spiega con spavaldo orgoglio e fermezza civile l’esponente vastese Sabrina Bocchino, ringraziando la dirigenza per l’ottima riuscita del presidio. «Il generale Vannacci è al centro dell’attenzione politica nazionale. La gente ha apprezzato moltissimo la nostra volontà di parlare con parole chiare e dirette. In questo momento di crisi, la collettività ha avvertito un profondo approccio di verità su temi caldi e universali quali il sostegno sociale, la gestione dell’emigrazione e le strategie di politica internazionale». Una postura che si propone come risorsa terapeutica ed etica per rinsaldare il rapporto tra lo Stato e la società civile.

La sfida alle scadenze future: «Noi andiamo avanti a testa bassa»

Il successo di pubblico registrato a Piazza Diomede si inserisce all’interno di una più ampia programmazione strategica pluriennale che mira a radicare le sezioni di Futuro Nazionale in tutte le province d’Abruzzo, limitando al massimo l’esodo delle migliori intelligenze locali e offrendo risposte flessibili alle richieste di tutela e merito avanzate dal comparto agricolo, manifatturiero e delle piccole imprese. La risposta verace della piazza di Vasto viene celebrata dai vertici del movimento come la prova provata che il consenso reale si costruisce ancora così, stringendo le mani alle persone e raccogliendo le firme sul taccuino della militanza, lontano dagli algoritmi artificiali dei social network.

«Continueremo a lavorare a testa bassa incuranti delle polemiche», conclude con toni decisi e spavaldi Sabrina Bocchino, lanciando un monito pulito e trasparente ai rivali in vista dei prossimi appuntamenti elettorali dell’autunno 2026. «Mentre i nostri avversari, invece di agire e dire la verità, portano avanti denunce ed iniziative strumentali, noi preferiamo stare in mezzo alla gente per costruire una smart land dei diritti». I riflettori sul gazebo di Vasto si sono spenti e i moduli d’iscrizione sono stati sigillati, ma la marcia dei sostenitori di Vannacci è appena cominciata: la costa teatina ha risposto alla chiamata, e il futuro del movimento ha già una mappa precisa e una classe dirigente diffusa pronta a scendere in trincea.

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Il tempio del jazz si accende nella Marsica, l’evento dell’anno a Luco dei Marsi: il Venanzio Venditti Quartet ospita il leggendario Roberto Gatto

Il grande jazz internazionale fa tappa nella Marsica e si prepara a far vibrare i cuori degli appassionati abruzzesi! 🎷🥁✨ Domenica 4 ottobre alle ore 18:00, lo storico Teatro della Società Operaia di Luco dei Marsi (AQ) ospita uno straordinario appuntamento della rassegna “Marsi’n Jazz” diretta da Franco Finucci. Sul palco salirà il prestigioso Venanzio Venditti Quartet, una formazione d’élite arricchita dalla presenza straordinaria dello special guest Roberto Gatto, la leggenda assoluta della batteria jazz italiana. Un concerto intimo, intenso e gratuito, nato per celebrare la bellezza della musica live senza filtri. Scoprite tutti i dettagli del programma nel nostro articolo! 👇❤️🎵

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Locandina evento Luco dei Marsi

Luco dei Marsi (AQ) – Ci sono note capaci di travalicare i confini del tempo e dello spazio, frammenti sonori che si propagano nell’aria per trasformarsi in autentici manifesti di libertà, riscatto ed empatia collettiva. Il jazz, linguaggio universale e trasparente per eccellenza, cessa di essere una musica d’élite per riappropriarsi della sua vocazione più intima e viscerale: unire le persone attraverso la forza improvvisativa e il dialogo senza filtri. Domenica 4 ottobre 2026, a partire dalle ore 18:00, le porte dello storico Teatro della Società Operaia di Luco dei Marsi si spalancheranno per ospitare uno degli appuntamenti più prestigiosi, attesi e mozzafiato della stagione musicale abruzzese. Nel vivo del fortunato cartellone di Marsi’n Jazz, andrà in scena il concerto esclusivo del Venanzio Venditti Quartet, una serata impreziosita da un ospite d’onore che ha fatto la storia della musica italiana: il leggendario batterista Roberto Gatto.

La manifestazione, che si propone come un vero e proprio presidio culturale a difesa del territorio, è promossa con fiera determinazione dall’Associazione Culturale Ars Blue Note APS. Sotto la direzione artistica lungimirante del musicista e promotore Franco Finucci, da anni in trincea per la diffusione della cultura jazzistica nella provincia aquilana, la rassegna è riuscita a edificare una fitta rete di collaborazioni, portando nella Marsica progetti capaci di far collidere la tradizione più pura alle espressioni contemporanee d’avanguardia. Un’opera di squadra eccezionale che offre ai residenti e ai viandanti una risorsa terapeutica contro il torpore e l’isolamento delle periferie, taccuino alla mano e passioni calde.

La logistica del ritmo: la dialettica acustica di un organico stellare

Il concerto si svilupperà attorno alla geometria essenziale ma dirompente del quartetto classico, una formazione basata sulla costante e rigorosa dialettica tra il calore del sassofono, l’eleganza del pianoforte, la profondità del contrabbasso e il motore inarrestabile delle percussioni. A guidare la colonna verbale del gruppo sarà il virtuosismo verace del sassofonista Venanzio Venditti, un musicista dalla solida esperienza internazionale che per questa spedizione marsicana ha voluto schierare un organico d’élite assoluta: Roberto Tarenzi al pianoforte e Francesco Puglisi al contrabbasso. Una formazione solida, nata per esaltare l’interplay, l’onestà intellettuale del gesto acustico e la capacità di trasformare l’improvvisazione estemporanea in un racconto organico coerente.

Ma il vero e proprio fulcro dell’interesse mediatico e critico della serata risiede nella partecipazione straordinaria di Roberto Gatto, indicato come special guest assoluto dell’evento. Considerato unanimemente il re della batteria jazz in Italia, Gatto è un monumento vivente che ha attraversato cinquant’anni di collaborazioni storiche, scuotendo le platee di tutto il pianeta con la sua inimitabile sensibilità ritmica e una capacità unica di adattarsi a contesti espressivi differenti. Il suo tocco, fatto di dinamiche millimetriche, geometrie aeree e silenzi densi di significato, promette di iniettare nel quartetto una profondità e una scarica di adrenalina emotiva capaci di colpire dritto allo stomaco del pubblico presente in sala.

Un rito collettivo nel cuore del borgo: come partecipare all’evento

Il palcoscenico del Teatro della Società Operaia, con la sua dimensione raccolta e suggestiva, si rivela la cornice ideale per annullare la storica barriera tra gli artisti e la platea, facendo risuonare i respiri, i sorrisi e le vibrazioni degli strumenti vicini come all’interno del salotto di casa propria. L’evento di Luco dei Marsi dimostra la maturità culturale di una comunità che rifiuta lo spopolamento e la desertificazione dei servizi essenziali, scommettendo sul merito e sul talento puro come unici strumenti di coesione sociale e di sviluppo del benessere collettivo, limitando al massimo l’esodo all’esterno delle migliori energie del territorio.

Gli organizzatori ricordano che i posti all’interno della storica sala sono limitati per garantire i massimi standard di comfort e funzionalità acustica, pertanto è caldamente consigliata la prenotazione tempestiva. Spegnete per una sera gli smartphone, abbandonate il grigiore del materialismo digitale e regalatevi un viaggio sentimentale nel cuore della Marsica: domenica sera Luco vi aspetta a braccia aperte per ricordarvi che finché ci saranno quattro musicisti pronti a dialogare sul palco e una comunità disposta ad ascoltare, il nostro domani sarà sempre un posto libero, protetto e profondamente umano.

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Isole di calore a 42 gradi e cemento: il dramma della “Nuova Pescara”. L’Architetto Di Giampietro lancia la rivoluzione: “Servono 200.000 nuovi alberi!”

“CI STIAMO SCIOGLIENDO NEL CEMENTO A 42 GRADI! PER SALVARE LA ‘NUOVA PESCARA’ DAL CALORE E DAL DECLINO URBANO SERVONO 200MILA NUOVI ALBERI!”. Il durissimo Grido d’Allarme, la Soluzione e le Proposte “Bocciate” nell’analisi dell’Architetto Di Giampietro! 🌳 🥵 ☀️ Questa folle e torrida Estate 2026 ci ha fatto capire a nostre spese che camminare nelle nostre Città d’asfalto, infuocate e prive di Parchi e Zone d’Ombra, è diventato praticamente Impossibile e Pericoloso per la Salute! Da anni stiamo “Cementificando” in modo selvaggio, distruggendo le nostre Pinete, e ora ne paghiamo il prezzo con Temperature percepite oltre i 42 Gradi! Ma una formidabile (e bellissima) Soluzione Urbana C’È, e a spiegarcela è Giuseppe Di Giampietro, noto Architetto ed Esperto di Webstrade! Mettendo da parte i giochetti della Politica e le eterne Paure per la fusione, i tre Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore devono assolutamente dar vita una volta per tutte al gigantesco progetto “NUOVA PESCARA” (Città da 200 mila Abitanti), e devono farlo usando non l’asfalto… ma IL VERDE PUBBLICO! La ricetta dell’Architetto è tanto Semplice quanto Splendida: “Le nostre città non devono essere semplicemente Incollate, ma vanno collegate e ricucite costruendo una vasta Rete di Piste Ciclabili, Parchi e Viali completamente Alberati e sicuri dove Anziani e Bambini possano passeggiare senza essere investiti e all’ombra fresca!”. Purtroppo, accusa l’architetto, progetti bellissimi come quello proposto per i Grandi Alberghi di Montesilvano coi fondi PNRR, sono stati Tristemente “Ignorati” dall’Amministrazione! La sua Sfida finale? Approfittare della fusione metropolitana per sfruttare i soldi dei famosi “Fondi D’Alfonso” e lanciare un programma Decennale pazzesco: PIANTARE 200.000 NUOVI ALBERI! Un Albero nuovo per ogni singolo abitante! Solo così le temperature caleranno! Leggi tutta la sua brillantissima Analisi Scientifica e Urbana per Salvare il nostro territorio nel nostro articolo Esclusivo! 👇 🗣️ Condividete le parole e le proposte dell’Architetto? Siete d’accordo sul fatto che la Fusione e la nascita della “Nuova Pescara” non debbano servire solo a costruire altri Palazzi e cemento, ma debbano essere sfruttati per trasformare il territorio in una immensa “Oasi Verde” piena di Parchi, alberi e piste ciclabili Sicure? Cosa pensate di quelle Amministrazioni (come spiegato per Montesilvano) che “Ignorano” o bocciano le proposte per pedonalizzare e creare viali alberati? Diteci la vostra sviscerando a fondo tutti i vostri pensieri nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo formidabile articolo per sostenere la Proposta dei “200.000 Alberi”!

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Pescara – L’estate del 2026 che ci stiamo lentamente lasciando alle spalle non è stata una semplice estate calda: è stata una vera e propria fornace a cielo aperto. Un inferno di afa e temperature roventi che ha reso brutalmente evidente, perfino ai più scettici e disinformati, i devastanti effetti del cambiamento climatico in atto. Passeggiare per le nostre strade cittadine è diventato impossibile, con il cemento e l’asfalto che sprigionavano un calore mortale per anziani e bambini. A lanciare un durissimo e lucidissimo grido d’allarme, proponendo però una meravigliosa via d’uscita per il nostro territorio, è Giuseppe Di Giampietro, stimato architetto e fondatore di Webstrade.it. Il suo intervento è un inno alla “forestazione urbana”, alla permeabilità dei suoli e alla tutela della biodiversità. Una vera e propria rivoluzione culturale che passa dalla necessità ineludibile di smettere di consumare suolo vergine, per iniziare a “ricucire” i nostri territori utilizzando delle vere e proprie “Infrastrutture Verdi e Blu”.

La “Nuova Pescara”: un’occasione unica da non sprecare

Nell’area metropolitana pescarese, l’emergenza climatica si intreccia indissolubilmente con un’altra urgenza storica: il Referendum popolare del 2014, con cui i cittadini hanno chiesto a gran voce di fondere i Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore in un’unica, grande città da 200 mila abitanti. Una “Nuova Pescara” che l’architetto Di Giampietro immagina come il cuore pulsante di una futura e modernissima città-regione metropolitana.
«La Nuova Pescara (che attende incredibilmente da 12 anni e 2 leggi regionali) non deve assolutamente significare la semplice espansione del capoluogo che “annette” due comuni adiacenti» avverte giustamente l’architetto, cercando di spegnere i timori della politica locale. «Sarà una nuova realtà policentrica, integrata e qualificata. E per questa immensa realtà, la rete del verde pubblico e la qualificazione ambientale devono costituire l’elemento portante del cambiamento. Non serve solo un “Piano del Verde” unico, ma serve connettere i tre comuni attraverso una rete ininterrotta di parchi, di boschetti collinari, di pinete litoranee e con il nuovo Parco metropolitano del Saline-Piomba».

L’occasione sprecata dei fondi PNRR a Montesilvano

Purtroppo, la visione illuminata degli urbanisti spesso si scontra con la miopia burocratica delle amministrazioni locali. Di Giampietro cita un esempio emblematico e doloroso: la proposta legata ai fondi del PNRR per il quartiere “Grandi Alberghi – Saline” di Montesilvano (una zona da 7mila abitanti con servizi disconnessi e “pocket park” isolati).
«Il nostro progetto prevedeva il collegamento di parchi, aree verdi e servizi con una meravigliosa rete di percorsi pedonali e ciclabili: viali alberati, illuminati, piacevoli e sicurissimi» spiega con amarezza l’architetto. «Percorsi ideati affinché un nonno con il nipotino, un anziano col cane o dei ragazzi in bici potessero fare lunghe passeggiate sicure sotto l’ombra rinfrescante degli alberi. Eppure, questa utilissima proposta non è stata minimamente presa in considerazione dal Comune».

Il sogno dei 200mila alberi per sconfiggere il calore

La soluzione finale proposta da Di Giampietro è una sfida titanica ma assolutamente necessaria per salvare la qualità della nostra vita: serve un Ufficio del Verde unico tra i 3 Comuni e un programma decennale per arrivare a piantare un nuovo albero per ogni abitante della nuova città che nasce. Ben 200 mila nuovi alberi tra Pescara, Montesilvano e Spoltore! Un’operazione di civiltà immensa, prendendo spunto dalla Regione Emilia-Romagna che regala alberi ai cittadini privati (tramite il programma “Mettiamo radici per il futuro”) per piantarli nei propri giardini privati.
E i dati scientifici danno pienamente ragione a questa urgenza verde. Una recentissima ricerca dell’ISPRA ha stimato che l’introduzione di alberi e la rimozione di superfici asfaltate impermeabili porta a una riduzione locale delle temperature di ben 4 gradi. «Nelle nostre zone urbane sommerse dal cemento, la scarsità di suolo naturale trattiene tutto il calore» conclude Di Giampietro. «Quest’estate la temperatura media pescarese ha superato i 42°C! Occorre intervenire subito, e i Comuni dovrebbero impiegare una parte degli appositi “Fondi D’Alfonso” destinati alle fusioni di città, per creare un piano del verde pubblico che sia finalmente trasparente e partecipato».

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