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Il risveglio delle meraviglie segrete di Colle Oppio: rinasce il mito delle Terme di Traiano con la “Città Dipinta”, mosaici da record e scoperte archeologiche senza precedenti

Il ventre di Roma restituisce i suoi tesori più preziosi e nascosti! 🏛️✨ Conclusi i restauri delle Terme di Traiano a Colle Oppio: rinascono la spettacolare “Città Dipinta” e il Grande Mosaico grazie ai fondi PNRR di Caput Mundi. Spettacolari scoperte archeologiche hanno portato alla luce una città portuale sommersa e una parete monumentale di 12 metri! Dal 12 settembre partono le visite guidate straordinarie e GRATUITE per piccoli gruppi: un viaggio emotivo e mozzafiato nel cuore della storia imperiale. Trovate tutti i dettagli e come prenotare al 060608 nell’articolo! 👇❤️🇮🇹

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Terme di Traiano

Roma – Ci sono luoghi in cui la terra non è semplicemente suolo, ma uno scrigno millenario, un palinsesto monumentale di pietra e colore dove ogni singolo strato racconta una ferita, un trionfo, un’epoca della storia umana. Sotto i passi ignari dei visitatori che ogni giorno affollano i giardini del Colle Oppio, a due passi dal Colosseo, batte un cuore antico che per troppo tempo è rimasto celato nell’oscurità dei sotterranei. Oggi, martedì 8 settembre 2026, quel velo di mistero è stato finalmente squarciato. È stato infatti ufficialmente concluso e presentato il monumentale intervento di restauro, scavo e valorizzazione dell’esedra sud-occidentale e della galleria sotterranea delle Terme di Traiano. Un’operazione straordinaria finanziata con i fondi del PNRR nell’ambito del programma strategico Caput Mundi, che restituisce al mondo intero un patrimonio archeologico di devastante impatto emotivo e visivo.

L’esedra sud-occidentale, con i suoi trenta metri di diametro, conserva ancora intatto il fascino della sua originaria funzione culturale: un tempo le sue nicchie ospitavano preziosi armadi colmi di libri e documenti, mentre i gradoni accoglievano dotti e cittadini riuniti per letture pubbliche. Ma il vero miracolo si compie scendendo in profondità, all’interno della galleria sotterranea che sorreggeva il portico antico. In questo labirinto di penombra, l’intervento di recupero ha restituito una leggibilità cristallina a due capolavori assoluti dell’arte antica che rappresentano un unicum nel panorama mondiale: la leggendaria “Città Dipinta” e il maestoso “Grande Mosaico”. Due opere nate per stupire, oggi salvate dai depositi superficiali e dalle ingiurie del tempo grazie a trattamenti biocidi d’avanguardia, stuccature e consolidamenti eseguiti dai migliori restauratori italiani.

I segreti della Città Dipinta e il teatro di pietra: le nuove clamorose scoperte

La Città Dipinta è un affresco straordinario di circa dieci metri quadrati che catapulta lo spettatore nel I secolo d.C., mostrando una veduta a volo d’uccello di una città fortificata da mura e torri, con edifici rappresentati in una prospettiva mozzafiato. Accanto ad essa si erge l’imponente parete del Grande Mosaico, alto ben cinque metri, che disegna una raffinatissima struttura architettonica identificata come una vera e propria scena teatrale gremita di statue e personaggi. Ma la vera sorpresa, che ha fatto sobbalzare il cuore degli archeologi durante gli scavi del PNRR, è stato il rinvenimento di un’ulteriore fascia musiva inedita: una splendida veduta di una città portuale affacciata sul mare, riconducibile alla suggestiva iconografia delle antiche “ville marittime”.

Spingendosi ancora più in profondità, al di sotto dello strato musivo, le indagini hanno riportato alla luce i resti di un rivestimento a grandi lastre marmoree e una nicchia monumentale alta oltre due metri. Questi rinvenimenti eccezionali complicano e arricchiscono la storia del sito, permettendo di ricostruire un ambiente antico monumentale le cui pareti riccamente decorate dovevano sfiorare i dodici metri d’altezza complessiva. Una stratificazione archeologica unica nel suo genere, dove le strutture neroniano-flavie, tra cui ambienti della celebre Domus Aurea, sono state inglobate nel 109 d.C. dal genio di Apollodoro di Damasco, l’architetto imperiale che su mandato di Traiano realizzò un complesso termale porticato di oltre 60.000 metri quadrati dedicato al benessere, allo sport e alla cultura.

Un’arena panoramica e un ascensore meccanizzato: l’archeologia si fa smart

Accanto alla tutela scientifica, il progetto Caput Mundi ha voluto mettere al centro l’accessibilità universale e l’accoglienza del pubblico. I sotterranei sono stati dotati di un moderno punto di accoglienza e di un bookshop informativo, mentre una passerella aerea sospesa consente oggi di camminare al di sopra del Grande Mosaico, ammirando da una prospettiva ravvicinata anche le antiche fistulae (le tubature in piombo) dell’approvvigionamento idrico romano. All’esterno, l’area dell’esedra è stata completamente rivoluzionata: dopo severi test di vulnerabilità sismica e strutturale sulla volta della galleria, sono stati creati nuovi percorsi pedonali, sistemati gli spazi verdi e installato un impianto di illuminazione artistica ed emozionale d’ultima generazione.

L’elemento più suggestivo della riqualificazione in superficie è la nascita di un innovativo sistema di sedute a cavea. Questo spazio non sarà un museo polveroso e statico, ma un’arena viva pensata per ospitare concerti, conferenze ed eventi culturali sotto le stelle, offrendo aree di sosta panoramiche con vista mozzafiato sulla Capitale. Un collegamento verticale meccanizzato abbatterà infine ogni barriera architettonica tra il livello superiore e i sotterranei. «Con questo intervento restituiamo alla città un luogo meraviglioso», ha dichiarato con profonda commozione il Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri. «Il restauro e le nuove scoperte raccontano la straordinarietà di una città in cui ogni intervento sul patrimonio arricchisce la conoscenza del nostro passato. È questo il grande obiettivo di Caput Mundi: coniugare tutela, ricerca e accessibilità».

Visite guidate gratuite al via: orari e modalità per piccoli gruppi

Per garantire la massima tutela delle delicate superfici dipinte e dei mosaici millenari dall’impatto antropico e dall’umidità, l’apertura al pubblico inizierà in via sperimentale e rigorosamente in piccoli gruppi di massimo 15 persone per turno. Per tutto il mese di settembre, a partire dalle giornate di sabato 12 e domenica 13, la galleria sotterranea e l’esedra saranno accessibili esclusivamente nel fine settimana attraverso speciali visite guidate gratuite in lingua italiana, con prenotazione obbligatoria. Dal 2 ottobre, l’orario di apertura verrà esteso dal venerdì alla domenica, con sei turni giornalieri fissati alle ore 10:00, 11:00, 12:00, 13:00, 14:00 e 15:00.

L’ingresso al sito, situato in Via del Monte Oppio all’angolo con via delle Terme di Tito, si preannuncia come l’evento più atteso della stagione culturale romana, un’oasi di bellezza e di forte impatto emotivo in grado di curare l’anima dei visitatori e di connetterli con le radici più profonde dell’umanità. Per assicurarsi un posto in questo viaggio nel tempo, l’amministrazione invita a contattare tempestivamente il Call Center ufficiale di Roma Capitale al numero 060608 (attivo tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00). Non lasciatevi sfuggire l’opportunità di sfiorare con lo sguardo i colori del I secolo: scendete nel ventre di Colle Oppio e lasciatevi travolgere dalla grande, eterna e trasparente bellezza della storia.

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Domenica 1° novembre a Roma musei civici e aree archeologiche a ingresso gratuito: tornano le visite a Palazzo Senatorio, la guida completa alle mostre

Domenica 1° novembre torna l’ingresso gratuito nei musei civici e nelle aree archeologiche di Roma Capitale: ripartono le visite guidate a Palazzo Senatorio sul Campidoglio (prenotazioni al via giovedì al numero 060608), Fori Imperiali, Circo Massimo e grandi mostre dai Capitolini a Villa Torlonia. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Parco Archeologico del Celio_ph. Monkeys Video Lab-03

Roma – L’inestimabile patrimonio monumentale, archeologico e artistico della Capitale si apre senza barriere a cittadini, famiglie e turisti in occasione del ponte di Ognissanti. Domenica 1° novembre 2026 si rinnova l’atteso appuntamento con la prima domenica del mese a ingresso completamente gratuito nei musei civici e nelle aree archeologiche di Roma Capitale. Un’occasione imperdibile per riscoprire capolavori millenari e ammirare le grandi esposizioni temporanee allestite nei poli museali cittadini. L’evento più atteso della giornata è senza dubbio il ritorno delle visite guidate gratuite all’interno di Palazzo Senatorio sul Campidoglio, millenaria sede del Comune di Roma fin dal 1143: accompagnati da storici dell’arte e guide esperte della Sovrintendenza Capitolina, i visitatori potranno percorrere le maestose sale istituzionali e scoprire i segreti della storia municipale, confermando la vitalità delle grandi rassegne che animano il panorama dei grandi eventi della Capitale.

Le visite a Palazzo Senatorio si svolgeranno in lingua italiana in quattro turni contingentati (alle ore 10.00, 11.30, 15.00 e 16.30) per una durata complessiva di circa 75 minuti ciascuna, con un limite massimo di trenta partecipanti per gruppo. Per accedere è obbligatoria la prenotazione telefonica al contact center 060608, attiva a partire dalle ore 16.00 di giovedì 29 ottobre. Parallelamente, l’accesso libero riguarderà i più suggestivi siti all’aperto della città antica: porte aperte al Museo della Forma Urbis nel Parco del Celio, all’Area Sacra di Largo Argentina, all’area archeologica del Circo Massimo, al suggestivo complesso della Villa di Massenzio sull’Appia Antica e ai monumentali Fori Imperiali con ingresso diretto dalla Colonna Traiana, arricchendo un weekend capitolino segnato anche da prestigiosi omaggi artistici e teatrali alla memoria dei grandi maestri della cultura italiana.

I tesori dei Musei Capitolini, la moda alla Centrale Montemartini e i 100 anni della GAM

L’offerta espositiva gratuita all’interno del sistema museale civico si preannuncia straordinariamente ricca. Ai Musei Capitolini, il cuore della Pinacoteca ospita il raffinato approfondimento «Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva», che svela il processo creativo e il laboratorio interiore dei maestri della pittura attraverso tele incompiute. Nelle sale monumentali di Palazzo dei Conservatori prosegue la suggestiva rassegna «Angeli – Messaggeri, custodi e viandanti», con opere dall’antico al contemporaneo dedicate al ruolo delle creature celesti nella storia visiva occidentale, mentre a Palazzo Clementino i visitatori possono ammirare la straordinaria collezione di marmi policromi della mostra «I Colori dell’Antico – Marmi Santarelli».

Spostandosi lungo la via Ostiense, la splendida cornice archeologico-industriale della Centrale Montemartini accoglie l’esposizione «Moda in luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale», che ripercorre l’età d’oro dell’alta moda romana attraverso materiali rari dell’Archivio Luce e abiti d’epoca originali. Da non perdere inoltre il traguardo storico celebrato alla Galleria d’Arte Moderna di via Crispi con la grande retrospettiva «GAM 100. Un secolo di Galleria comunale 1925-2025», che riunisce oltre centoventi capolavori per ripercorrere un intero secolo di acquisizioni e valorizzazione dell’arte moderna nella nostra cultura nazionale.

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Dalle mostre di Villa Torlonia alla fotografia di Trastevere e Villa Borghese

Un ventaglio altrettanto straordinario di percorsi attende i visitatori nel parco di Villa Torlonia: al Casino dei Principi è allestita la grande rassegna «Elisa Montessori. Nel corso del tempo», con oltre cento opere tra oli e disegni, mentre alla Serra Moresca stupisce la video installazione di Agnieszka Mastalerz. Alla Casina delle Civette spicca invece l’omaggio all’emblema della Repubblica Italiana disegnato da Paolo Paschetto, in occasione dell’ottantesimo anniversario dell’Assemblea Costituente. Nel rione Trastevere, il Museo di Roma in Trastevere propone il toccante reportage fotografico «The Thin Line» di Alessio Romenzi e Christian Tasso realizzato al fianco degli operatori umanitari di INTERSOS, gli acquerelli pionieristici del fondatore del WWF Italia Fulco Pratesi e la personale «Las Grietas» di Fabiola Ferrero.

Completano il percorso a ingresso libero le riflessioni sull’abitare di «States of Uncertain Domesticities» e le «Cosmografie» di Marina Bindella al Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese, la monumentale statua in acciaio dedicata a Maria Callas di Nikos Floros al Museo Barracco, la mostra «Il barocco italiano a Dresda» al Museo Napoleonico, il progetto scientifico ispirato a Vladimir Nabokov al Museo di Zoologia e l’installazione materica «Correnti Sotterranee» di Marina Baciocchi al Museo delle Mura, creando un circuito diffuso che valorizza il patrimonio dello spettacolo e dell’arte visiva.

Le mostre a bigliettazione ordinaria e le informazioni utili per il pubblico

Per pianificare al meglio la domenica culturale è importante ricordare le poche eccezioni escluse dalla gratuità, visitabili a tariffazione ordinaria ma con ingresso ridotto per i possessori della MIC Card. Tra queste figurano la grande retrospettiva dedicata a Keith Haring al Museo di Roma a Palazzo Braschi, l’attesa mostra monografica su Diego Rivera e l’arte messicana del Novecento a Villa Caffarelli presso i Capitolini, il percorso multimediale immersivo all’interno del Bunker e dei rifugi antiaerei di Villa Torlonia e la spettacolare Circo Maximo Experience in realtà aumentata e virtuale.

Tutti i dettagli sugli orari, sulle prenotazioni obbligatorie e sull’accessibilità delle singole sedi sono consultabili sul portale ufficiale di Roma Capitale e Zètema Progetto Cultura all’indirizzo www.museiincomuneroma.it e attraverso i canali social della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Una domenica di festa, conoscenza e bellezza che ribadisce la centralità di Roma come capitale mondiale dell’arte, offrendo a ciascun visitatore l’opportunità di vivere un’esperienza indimenticabile a contatto con la storia.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Milano, alla Cascina Cuccagna torna «Il rito del jazz»: a novembre quattro martedì di grandi concerti con Lamura, MOI•GEA, Garramone e l’omaggio a Chick Corea

Dal 3 al 24 novembre torna «Il rito del jazz» alla Cascina Cuccagna di Milano: quattro martedì a ingresso libero con doppio set (19.30 e 21.30) con il Federico Lamura Trio, MOI•GEA, Raffaele Garramone per la Milano Music Week e l’omaggio finale a Chick Corea. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Il chitarrista Federico Lamura

Milano – Le atmosfere calde dell’organo Hammond, il ritmo viscerale dell’improvvisazione afroamericana, le sperimentazioni più audaci dell’avanguardia contemporanea e il ricordo affettuoso di uno dei più grandi maestri del pianoforte mondiale. Nel cuore del capoluogo lombardo, gli spazi suggestivi e rurali della settecentesca Cascina Cuccagna tornano a trasformarsi in uno dei salotti sonori più affascinanti della città. Per tutti i martedì del mese di novembre, dal 3 al 24, il ristorante «un posto a Milano» accende le proprie luci come Cuccagna Jazz Club per ospitare la nuova sessione della rassegna «Il rito del jazz». La manifestazione è ideata e prodotta dall’associazione culturale Musicamorfosi, con il prezioso sostegno di Nuovo Imaie, la collaborazione dell’associazione nazionale I-Jazz e il patrocinio istituzionale del Municipio 4 del Comune di Milano, confermando l’energia propulsiva della metropoli nell’ambito del grande spettacolo musicale dal vivo.

La fortunata rassegna rinnova la propria formula di successo basata sull’accessibilità della cultura e sulla convivialità: doppio set per ciascuna serata, alle ore 19.30 e alle 21.30, con ingresso rigorosamente libero per permettere al pubblico di appassionati e curiosi di vivere da vicino l’esperienza del clubbing d’ascolto prima e dopo la cena. Un percorso artistico che si inserisce a pieno titolo nel fervore culturale dell’autunno milanese, offrendo una preziosa vetrina tanto ai talenti emergenti della scena nazionale quanto a musicisti affermati del panorama internazionale, con la medesima attenzione alla purezza del suono che caratterizza le rassegne dedicate alla ricerca musicale e all’ascolto immersivo.

Dal Federico Lamura Organ Trio all’energia ancestrale del quartetto MOI•GEA

Il sipario sulla kermesse si alzerà ufficialmente martedì 3 novembre con il concerto del Federico Lamura Organ Trio, ensemble d’eccezione guidato dalla chitarra di Federico Lamura, con Yazan Greselin all’organo Hammond e Matteo Rebulla alla batteria. La formazione proporrà una scaletta raffinata ed energica che attinge a piene mani dal repertorio dei classici dell’hard bop e da composizioni originali racchiuse nei loro due album, evocando con maestria e interplay moderno il lirismo chitarristico di giganti come Wes Montgomery, George Benson e Pat Martino.

Martedì 10 novembre l’atmosfera della Cascina Cuccagna cambierà registro sonoro grazie all’esibizione del visionario quartetto MOI•GEA, composto da Lorenzo Cucco al sax tenore, Fabio Pavan al sax baritono, Rita Brancato e Simone Buttarello alle due batterie. Nata nel 2022, la band si impone per un assetto strumentale privo di elementi armonici tradizionali, costruendo un muro di suono percussivo e travolgente che mescola jazz, radici etniche e tribalismo metropolitano, ispirandosi all’estetica indomita di formazioni di culto come i Moon Hooch e l’Ezra Collective, arricchendo il fitto calendario dei grandi eventi musicali cittadini.

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La Milano Music Week di Raffaele Garramone: da Bill Evans al punk dei Clash

Il terzo martedì del mese, il 17 novembre, vedrà protagonista il pianista e compositore Raffaele Garramone, talento cristallino classe 2001, affiancato sul palco da Christian Scaffidi al basso elettrico e da Agata Garbin alla batteria. Il concerto, intitolato suggestivamente «From punk to disco», è ufficialmente inserito nel prestigioso palinsesto della Milano Music Week, la settimana tematica che celebra l’intera filiera musicale milanese.

Dotato di una solida cultura classica e di una naturale versatilità aperta al funk e all’R&B, Garramone proporrà una rilettura spiazzante ed elegante di inni generazionali, trasformando brani simbolo come London Calling dei Clash o Stayin’ Alive dei Bee Gees in raffinate stanze sonore permeate dal lirismo introspettivo di Bill Evans e dal senso ritmico di Red Garland. Un ponte tra linguaggi e generazioni che ribadisce il valore della contaminazione artistica all’interno del dinamico polo di cultura e spettacolo che caratterizza il distretto di Porta Romana.

Il gran finale del 24 novembre con il tributo al genio immortale di Chick Corea

La chiusura del cartellone autunnale, in programma martedì 24 novembre, sarà affidata a un evento speciale di altissima caratura artistica: l’omaggio a Chick Corea, leggendario pianista e compositore statunitense scomparso nel 2021 dopo aver conquistato ben 23 Grammy Awards e ridefinito la storia del jazz moderno al fianco di giganti come Miles Davis, Herbie Hancock, Keith Jarrett e Pat Metheny.

A reinterpretare le complesse architetture melodiche e le ritmiche latine del maestro saranno tre fuoriclasse del jazz italiano: Gabriele Boggio Ferraris al vibrafono e percussioni, Danilo Mazzone alle tastiere e all’Hammond e Alessandro Rossi alla batteria. Un dialogo strumentale appassionato che ripercorrerà le pietre miliari della Elektric Band e della Akoustic Band, suggellando un mese di grande musica e offrendo alla città un’occasione irripetibile per celebrare il valore eterno della bellezza e della libertà espressiva sul nostro territorio metropolitano.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Roma celebra Pier Paolo Pasolini fino al 2 novembre: al Teatro Porta Portese cinema, musica e teatro con la rassegna «Pasolini Art Visual Territorio»

Al Teatro Porta Portese di Roma si conclude il 2 novembre la rassegna «Pasolini Art Visual Territorio» con proiezioni della Trilogia della vita, Mario Pirovano, la musica campana di Nando Citarella, la Cantata di Eleonora Tosto e il Requiem per il 51° anniversario della morte del poeta. Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Roma – L’eredità intellettuale, poetica e civile di una delle voci più lucide, profetiche e scomode del Novecento italiano torna a vibrare nel cuore della Capitale attraverso un percorso artistico multidisciplinare di straordinaria intensità. Fino a lunedì 2 novembre, giorno in cui ricorre il cinquantunesimo anniversario della tragica scomparsa dell’autore all’Idroscalo di Ostia, il Teatro Porta Portese di Roma ospita gli appuntamenti conclusivi della rassegna «Pasolini Art Visual Territorio». La manifestazione, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e vincitrice dell’avviso pubblico «Roma Creativa 365», è organizzata con passione dal Gruppo Teatro Essere APS sotto la sapiente direzione artistica di Tonino Tosto, confermando l’importanza degli eventi capaci di far dialogare memoria storica e creatività all’interno della nostra cultura cittadina.

La rassegna propone un’immersione totale nell’universo pasoliniano, intrecciando le proiezioni integrali della celebre Trilogia della vita con anticipazioni cinematografiche inedite, lezioni-spettacolo, concerti popolari e testimonianze corali. Ogni pomeriggio, a partire dalle ore 16, gli spazi di via Portuense accolgono il pubblico con una sequenza di immagini storiche, spezzoni di pellicole d’autore, cortometraggi e rare interviste d’archivio curate e montate dal film-maker Michele Tantillo, offrendo una mappa visiva preziosa per comprendere l’evoluzione stilistica del poeta friulano, con quella stessa attenzione al valore civile della settima arte che contraddistingue le grandi celebrazioni cinematografiche dedicate ai maestri della regia italiana.

Dalla Trilogia della vita a «Compagni di banco»: l’amicizia tra Pasolini e Mauro Bolognini

Il programma cinematografico entra nel vivo giovedì 29 ottobre alle ore 18 con la proiezione de «Il fiore delle mille e una notte», capolavoro visivo che inaugura il ciclo dedicato ai tre grandi affreschi pasoliniani. Alle 20.30 la scena teatrale si accende con la lezione-spettacolo di Mario Pirovano intitolata «Caravaggio, Dario Fo, Pasolini: una luce nuova sui disperati e gli sconfitti della terra»: un vertiginoso accostamento poetico tra tre maestri lontani nel tempo ma fratelli nello spirito, uniti dalla volontà di sfidare il potere e di restituire sacralità e riscatto alla condizione degli ultimi e degli emarginati.

Grande attesa, nella serata di venerdì 30 ottobre alle 18.30, per la presentazione pubblica del trailer del progetto documentario «Compagni di banco», opera attualmente in fase di realizzazione nata da un’idea di Andrea Bolognini con la regia di Fabrizio Bancale. Il film ricostruisce il profondo legame umano e il sodalizio artistico durato decenni tra Pier Paolo Pasolini e il regista Mauro Bolognini, con testimonianze introdotte in sala da Roberta Cantele e Tonino Tosto, a cui farà seguito alle ore 20.30 la visione de «I racconti di Canterbury», arricchendo il cartellone dedicato al mondo del grande spettacolo teatrale e cinematografico.

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La musica popolare campana con Nando Citarella e la voce poetica di Eleonora Tosto

Il fine settimana porterà gli spettatori a esplorare l’intima fascinazione provata da Pasolini per le radici ancestrali del Sud Italia. Sabato 31 ottobre alle ore 17 sarà proiettato il celebre «Decameron», ambientato proprio nei vicoli e nelle atmosfere popolari di Napoli, cui farà seguito alle 19.30 l’esibizione di Nando Citarella e La Paranza nello spettacolo «La parola che resta». Un raffinato intermezzo di suoni, tammorre e canti della tradizione campana che rievoca l’incontro fecondo tra il rigore dell’intellettuale e l’anima verace del popolo, arricchito dall’interpretazione straordinaria dello stesso Tonino Tosto nelle vesti di Pier Paolo Pasolini.

Domenica 1° novembre alle 20.30 la rassegna proporrà la suggestiva «Cantata per Pasolini», affidata alla sensibilità interpretativa e alla voce vibrante di Eleonora Tosto, accompagnata alla chitarra classica dal maestro Matteo Bottini. Un recital intimo in cui versi celebri e melodie originali si fondono per dare voce all’inquietudine, alla nostalgia e alla disperata vitalità dell’autore, dimostrando la forza magnetica della parola poetica nell’ambito della rassegna ospitata all’interno del polo di cultura e spettacolo capitolino.

Il Requiem corale del 2 novembre nel 51° anniversario: informazioni e ingresso

Il momento culminante della manifestazione si celebrerà nella giornata di lunedì 2 novembre: dalle ore 18 alle ore 21 il Teatro Porta Portese ospiterà il solenne «Requiem collettivo», una staffetta artistica corale aperta a poeti, musicisti, attori, saggisti e cittadini desiderosi di rendere omaggio alla figura di Pasolini a cinquantuno anni esatti dal brutale assassinio che pose fine alla sua esistenza terrena. Un atto di amore e di testimonianza condivisa che intende riaffermare l’attualità sconvolgente di un pensatore capace di anticipare i guasti dell’omologazione consumistica e la perdita dell’innocenza popolare.

Tutti gli eventi inseriti nel cartellone di «Pasolini Art Visual Territorio» sono a ingresso rigorosamente libero fino a esaurimento posti. La sala di via Portuense 102, facilmente raggiungibile dalla stazione Termini con la linea bus 170 o tramite la ferrovia urbana verso la stazione Trastevere, nonché da piazza Venezia con il tram 8, si prepara ad accogliere una vasta platea di appassionati, studenti e cultori per celebrare insieme uno sguardo artistico che continua a interrogare il nostro presente con immutata potenza espressiva.

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