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Imprese e reputazione: i grandi manager a confronto a Roma dopo il caso Revolut

La ricchezza di un’azienda non si misura solo in banca, ma nel valore (fragilissimo) della propria credibilità! Si terrà domani a Roma l’attesissimo evento organizzato da Manageritalia e AstraRicerche per svelare i risultati di uno studio condotto su oltre 1.100 dirigenti italiani, focalizzato sull’importanza vitale della “reputazione aziendale”. Verranno analizzati nel dettaglio i recentissimi crolli d’immagine e le crisi mediatiche internazionali (come il famoso “Caso Revolut”) per capire come gli errori comunicativi possano distruggere anni di duro lavoro. A confrontarsi in una tavola rotonda di altissimo livello ci saranno i massimi dirigenti e i CEO di grandissime realtà italiane e internazionali (da Alchimia Investments a Philipp Plein), pronti a spiegare perché la fiducia dei clienti sia ormai diventata il vero e unico scudo di sopravvivenza per le imprese. Scopri tutti i dettagli dell’incontro nel nostro approfondimento 👇

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Locandina evento Roma

Roma – Nell’odierno, frenetico e spietato ecosistema economico globale, dominato dalla velocità di propagazione dei social network e da mercati finanziari sempre più umorali, il capitale più grande, prezioso e strategicamente vitale per la sopravvivenza di un’azienda non è più custodito all’interno dei forzieri delle banche o nei bilanci di fine anno. Questo inestimabile capitale è totalmente invisibile, difficilissimo da quantificare matematicamente, impiega decenni di duro lavoro per essere faticosamente costruito ma può essere letteralmente polverizzato e spazzato via nel giro di poche ore da una singola mossa sbagliata: si chiama “reputazione aziendale”.
Di questo tema cruciale e di scottante attualità, che rappresenta a tutti gli effetti la vera chiave di volta per il successo o il fallimento di qualsiasi impresa moderna, si discuterà ampiamente e approfonditamente nella giornata di domani, martedì 22 settembre (con inizio fissato per le ore 17:00), nel cuore istituzionale di Roma. Le prestigiose sale della sede capitolina del CFMT (situate in via Palestro 32) ospiteranno infatti un evento economico e manageriale di altissimo profilo nazionale, durante il quale verranno presentati in esclusiva e in primissima anteprima gli importantissimi risultati della ricerca campionaria “Reputazione secondo il management italiano – Un valore condiviso, un presidio ancora da costruire”.

Il valore della fiducia: i dati inediti di AstraRicerche e Manageritalia

L’approfondito e meticoloso studio sociologico ed economico che verrà svelato al pubblico romano è stato brillantemente condotto e realizzato dall’istituto indipendente AstraRicerche, su diretta commissione di Manageritalia. La forza statistica e l’affidabilità di questa ricerca risiedono nell’imponente base dei dati raccolti: sono stati infatti intervistati e sondati oltre 1.100 manager italiani di altissimo livello.
L’obiettivo primario di questa imponente operazione di ascolto è stato quello di comprendere, scendere nel dettaglio e isolare quali siano esattamente i fattori psicologici, etici ed economici che costruiscono la fiducia dei consumatori (e degli investitori) verso un’impresa. Ma, aspetto ancora più interessante e delicato, la ricerca si è concentrata nell’individuare quali specifici e nefasti comportamenti dirigenziali possano fatalmente e irrimediabilmente compromettere questa preziosissima aura di affidabilità, soprattutto quando l’azienda viene investita dall’onda d’urto di un’improvvisa crisi mediatica o gestionale.

Dalla teoria alla crisi reale: imparare dagli errori e dal recente “Caso Revolut”

Il dibattito non si limiterà esclusivamente a una sterile e teorica esposizione di fredde percentuali o di grafici a torta, ma affonderà le mani nella cruda e spietata realtà dei mercati internazionali contemporanei. Grande spazio e particolare attenzione verranno infatti dedicati all’analisi anatomica di recentissimi disastri e scivoloni comunicativi che hanno fatto scuola nel settore, primo fra tutti il noto e clamoroso “Caso Revolut”.
Le repentine crisi di immagine di colossi multinazionali o di agili startup della finanza digitale offrono, infatti, un materiale di studio incredibilmente prezioso per il management italiano. Comprendere come la gestione errata di una comunicazione di crisi, il ritardo nelle scuse ufficiali o la percezione di scarsa trasparenza da parte della dirigenza possano far crollare le azioni in borsa e innescare una fuga di massa dei clienti, rappresenta una lezione di sopravvivenza essenziale per chiunque abbia oggi la gravosa responsabilità di guidare un’impresa verso il futuro.

Una tavola rotonda d’eccezione: dai founder ai grandi CEO della moda

Subito dopo l’esposizione tecnica dei dati raccolti, il vero cuore pulsante dell’evento si accenderà grazie a un’attesissima e ricchissima tavola rotonda, un format ideato per portare il confronto e la riflessione intellettuale dal puro terreno teorico a quello dell’esperienza pratica vissuta sulla propria pelle.
A condividere generosamente casi concreti di successo e fallimento nella complessa gestione della reputazione aziendale ci sarà un parterre di ospiti e relatori di assoluta e indiscutibile eccellenza, moderati sapientemente da Enrico Pedretti (Direttore marketing Manageritalia). Interverranno personalità di spicco e profondo spessore come Tommaso Saso (Presidente di Manageritalia Lazio), Marco Astorri (vulcanico Founder di Bio-On), Lorenzo Castelli (Co-Founder & Managing Director di Alchimia Investments), Giorgia Grandoni (ricercatrice del Centro Studi Reputation Management) e l’illustre professor Luca Poma (docente di Reputation Management presso la prestigiosa Università LUMSA). A impreziosire e completare il panel, garantendo lo sguardo dei grandi settori produttivi italiani, interverranno anche Carmine Rotondaro (CEO del celebre marchio di moda Philipp Plein) e Fabrizio Sisti (Direttore Amministrazione e Finanza della storica Romana Diesel Spa). Un appuntamento letteralmente imperdibile per capire che il vero capitale del futuro, ancor prima dei bilanci in attivo, è la credibilità del proprio nome.

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Rinascita dell’Appennino: a Roma la storica presentazione dell’Osservatorio dei Monti della Laga

La salvezza dei meravigliosi borghi dell’Appennino colpiti dal sisma e dallo spopolamento passa (anche) attraverso la voce di chi si ostina coraggiosamente a viverci! Lunedì 28 settembre (ore 15:00), presso la storica Villa Celimontana a Roma, verrà presentato ufficialmente il rivoluzionario “Osservatorio di Prossimità dei Monti della Laga”. Promosso dall’associazione “Borghi e Sentieri della Laga OdV” e dalla Società Geografica Italiana, il progetto nasce con l’obiettivo titanico di mappare le necessità, le tradizioni e le enormi potenzialità inespresse di ben 110 minuscoli e affascinanti insediamenti rurali a cavallo tra Abruzzo, Lazio e Marche. Un’iniziativa di cartografia sociale talmente brillante e innovativa da essere stata inserita nel prestigioso Rapporto ASviS per l’Agenda 2030 dell’Onu. “Vogliamo trasformare l’isolamento in un punto di forza e aiutare le istituzioni a gestire meglio la ricostruzione post-terremoto”, spiegano gli organizzatori. Leggi tutti i dettagli del progetto e le voci dei protagonisti nel nostro articolo 👇

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Locandina 28 settembre evento Roma

Roma – Salvare i piccoli borghi montani dell’Italia centrale dall’oblio silenzioso dello spopolamento e dalle ferite ancora drammaticamente aperte del terribile sisma, non è soltanto una sfida ingegneristica o architettonica, ma una vera e propria missione di civiltà e di resistenza culturale. Proprio per dare finalmente una voce forte, autorevole e istituzionale alle fragili e coraggiose comunità residenti, trasformando le loro aspre necessità quotidiane in dati scientifici e progetti concreti per lo sviluppo futuro, la Capitale si appresta a ospitare un evento di fondamentale importanza strategica per tutto l’Appennino.
Nella giornata di lunedì 28 settembre 2026, a partire dalle ore 15:00, la splendida e prestigiosa Sala Convegni “Giuseppe Dalla Vedova” del Palazzetto Mattei in Villa Celimontana (sede ufficiale della storica Società Geografica Italiana), farà da prestigiosa e solenne cornice alla presentazione ufficiale de “L’Osservatorio di Prossimità dei Monti della Laga”. Si tratta di un progetto rivoluzionario, uno strumento innovativo e modernissimo di automonitoraggio e cartografia sociale, concepito e sviluppato per mappare minuziosamente sul campo i bisogni primari, le risorse inespresse e le antiche tradizioni delle comunità resilienti che ostinatamente rifiutano di abbandonare le proprie radici.

Mappare il futuro dei borghi rurali: la sfida contro lo spopolamento

Questa lodevole e complessa iniziativa territoriale non nasce per caso, ma ha preso forma ed energia in seno alle seguitissime e apprezzate edizioni del “Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga”, ed è orgogliosamente promossa dall’instancabile associazione “Borghi e Sentieri della Laga ODV” in strettissima e fattiva collaborazione con la già citata Società Geografica Italiana.
Il raggio d’azione dell’Osservatorio è vastissimo e titanico: l’obiettivo primario è quello di rilevare, analizzare e studiare scientificamente nel tempo la lentissima evoluzione di ben 110 piccoli (e spesso sconosciuti) insediamenti rurali di meravigliosa impronta medievale. Stiamo parlando di veri e propri gioielli architettonici incastonati in un vasto, aspro e meraviglioso territorio montano amministrato da diciassette Comuni appartenenti a tre diverse Regioni d’Italia (Abruzzo, Lazio e Marche). Un’area geografica purtroppo pesantemente e storicamente condizionata dallo spopolamento demografico, dalla carenza cronica di infrastrutture e dal conseguente, desolante abbandono. L’Osservatorio si propone quindi, proprio nel delicatissimo e cruciale periodo burocratico della ricostruzione post-terremoto, di convertire i freddi dati statistici grezzi in una vera e propria “conoscenza operativa”. L’intento è quello di supportare e indirizzare dal basso le future decisioni politiche ed economiche, rendendole finalmente più umane e consapevoli, attraverso la co-creazione di una preziosa “mappa partecipata” in grado di far emergere chirurgicamente le gravi criticità, ma soprattutto le infinite e inesplorate opportunità di sviluppo economico offerte dallo straordinario patrimonio immateriale esistente.

La scienza al servizio del territorio: il riconoscimento dell’Onu

In questa titanica e nobile impresa, la Società Geografica Italiana ha voluto fortemente assumere un ruolo attivo e di primissimo piano, fungendo da indispensabile supporto scientifico, culturale e sociale per le comunità coinvolte nei terribili terremoti del Centro Italia, concentrando tutte le proprie energie sulla rigorosa salvaguardia dell’identità territoriale. Il delicatissimo coordinamento scientifico dell’intero progetto e la meticolosa stesura dei report finali sono stati affidati alle sapienti mani di un preparatissimo team di brillanti ricercatrici, composto da Annalisa Spalazzi, Sara Carallo, Francesca Impei e Francesca Sabatini.
Il valore immenso, strategico e metodologico di questo innovativo modello di mappatura partecipata non è certamente passato inosservato, tanto da essere stato già solennemente e ufficialmente sancito persino a livello istituzionale nazionale. La virtuosa esperienza della “Rete Territoriale delle Comunità della Laga”, infatti, è stata formalmente inclusa all’interno del prestigioso Rapporto Buone Pratiche redatto dall’ASviS (L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile). Un riconoscimento che la consacra come un’azione locale di assoluta d’eccellenza, fondamentale per il raggiungimento di ben tre ambiziosi obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dettati dalla rigorosa Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

“Non solo numeri, ma un presidio umano”: le voci dei protagonisti

A sottolineare con forza e orgoglio l’alto valore metodologico e umano del progetto è intervenuto direttamente il Professor Claudio Cerreti, Presidente della Società Geografica Italiana. «Quella che presentiamo oggi a Roma non è una banale e semplice indagine statistica da chiudere in un cassetto, ma un vero e proprio presidio umano e scientifico attivo sul territorio», ha dichiarato con fermezza il professore. «La geografia di prossimità rimette finalmente al centro le persone in carne ed ossa e il loro spazio vissuto quotidianamente. Questa collaborazione continuativa dimostra concretamente come la pura ricerca accademica possa farsi felicemente “militante” e mettersi totalmente al servizio dello sviluppo sostenibile dei territori più isolati e fragili del nostro Appennino».
Dello stesso e appassionato avviso è Roberto Gualandri, vulcanico Presidente di “Borghi e Sentieri della Laga OdV”, che ha illustrato la vera anima dell’iniziativa. «Il nostro sogno è trasformare l’isolamento geografico in un formidabile punto di forza», ha spiegato con emozione Gualandri. «Raccogliere costantemente le voci dei residenti significa infatti riconoscere e sostenere apertamente la partecipazione civica, offrendo alle istituzioni politiche e ai pianificatori degli strumenti reali e affidabili per contribuire a orientare le difficili e complesse sfide che abbiamo di fronte, strettamente legate ai grandi programmi di ricostruzione». Un appuntamento imperdibile per chi ama la montagna italiana, che potrà essere seguito anche in diretta streaming sulla pagina Facebook dell’associazione.

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“I suoi grandi occhi erano il cielo”: la voce delle donne afghane incanta il Castello di Calendasco

A cinque lunghi anni dal tragico ritorno al potere dei Talebani, l’Italia non dimentica il dramma infinito del popolo afghano! Il magnifico Castello di Calendasco ha ospitato un evento di straordinaria intensità emotiva all’interno del “Festival Transitare”, interamente dedicato ai diritti negati alle donne in Afghanistan. Titolo dell’incontro: “I suoi grandi occhi erano il cielo”. Il pubblico ha ascoltato in religioso silenzio i versi struggenti della poetessa e giornalista Shamim Frotan, che ha usato la forza evocativa della poesia per denunciare le privazioni, la violenza e il dolore delle donne rimaste senza voce sotto il regime integralista. Subito dopo, l’attivista per i diritti umani Fatima Haydari (fondatrice dell’associazione Alefba) ha lanciato un forte grido d’allarme sulle persecuzioni della minoranza Hazara e sulla vitale necessità di garantire l’istruzione scolastica alle ragazze, a cui oggi è vietato studiare. L’evento si è poi concluso con un aperitivo solidale a base di cibi tipici. Leggi il resoconto completo della serata nel nostro articolo 👇

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Locandina evento Calendasco

Calendasco (Piacenza) – In un mondo che corre veloce, dove l’attenzione mediatica internazionale si accende fiammante per pochi giorni per poi spegnersi miseramente nell’oblio e nell’indifferenza generale, mantenere viva e pulsante la memoria delle tragedie umane dimenticate è un imperativo morale assoluto. Sono trascorsi ormai cinque, lunghissimi e bui anni da quel tragico agosto in cui i Talebani si sono ripresi con la forza le strade di Kabul, facendo precipitare l’intero Afghanistan in un nuovo, drammatico Medioevo oscurantista in cui i diritti fondamentali sono stati brutalmente cancellati con un colpo di spugna.
Per non dimenticare il dramma quotidiano vissuto da chi è rimasto intrappolato in quell’incubo (e da chi è stato costretto alla fuga), il magnifico Castello di Calendasco ha aperto le sue storiche porte sabato 19 settembre 2026. All’interno della prestigiosa e variegata cornice culturale del Festival Transitare, a partire dalle ore 16:30, è andato in scena un incontro di straordinaria intensità emotiva intitolato poeticamente «I suoi grandi occhi erano il cielo». Un pomeriggio interamente ed esclusivamente dedicato all’Afghanistan, con un focus preciso, tagliente e doveroso sulla condizione disperata delle donne e delle fasce più vulnerabili ed emarginate della società afghana, private della loro stessa dignità di esseri umani.

I versi di Shamim Frotan: la poesia come arma di resistenza

Il toccante programma della giornata ha scelto di non affidarsi ai freddi e asettici report di geopolitica, ma di dare direttamente e fisicamente spazio alla voce, alla poesia e alle testimonianze viventi e pulsanti di due donne afghane coraggiose e straordinarie: la poetessa e giornalista Shamim Frotan, e la nota attivista per i diritti umani Fatima Haydari.
Il momento più intimo e commovente dell’intero pomeriggio è stato senza dubbio il reading letterario curato da Shamim Frotan. Davanti a un pubblico rapito e silenzioso, la giornalista ha letto e interpretato una selezione di sue poesie inedite e struggenti, liriche interamente dedicate all’essenza della donna, al dolore insormontabile e alla sofferenza femminile nascosta sotto i pesanti burqa. Attraverso la magia e la potenza evocativa dei versi, la Frotan ha raccontato senza filtri le esperienze difficili, traumatiche e dolorose vissute sulla propria pelle dalle donne afghane in patria. Le sue parole, cariche di una bellezza tragica, hanno letteralmente ridato voce all’angoscia della solitudine, al peso insopportabile delle innumerevoli privazioni, alle ferite invisibili dell’anima e alle difficoltà estreme di una vita segnata dalla guerra infinita, dalle feroci discriminazioni e dalle aberranti limitazioni imposte dal regime integralista. Nelle sue mani, la poesia si è trasformata nella più pacifica ma potente arma di resistenza culturale.

Il dramma degli Hazara e l’impegno sociale dell’attivista Haydari

L’arte poetica ha svolto così la sua funzione più alta e nobile: non si è limitata a raccontare un’esperienza puramente personale e autobiografica, ma si è fatta megafono universale per le urla silenziose di tutte quelle madri, mogli e figlie afghane rimaste tragicamente senza voce, rinchiuse a forza tra le mura domestiche.
Nel corso dell’intensissimo incontro, però, il dibattito si è allargato per abbracciare a tutto tondo la complessa realtà del Paese asiatico, affrontando di petto e con grandissimo coraggio temi scomodi e sanguinosi come la drammatica e pericolosa situazione delle minoranze etniche in Afghanistan. Un focus particolare è stato giustamente dedicato all’escalation di violenza inaudita, ai massacri e alle sistematiche persecuzioni subite quotidianamente dalla pacifica comunità hazara, storicamente bersaglio di omicidi mirati e attentati che hanno colpito con ferocia i gruppi più indifesi della società. Crimini contro l’umanità che troppo spesso, purtroppo, passano sotto totale silenzio nei telegiornali occidentali.

Il diritto negato allo studio e il ponte culturale dell’Associazione Alefba

La seconda parte dell’evento ha visto salire in cattedra Fatima Haydari, instancabile e coraggiosa attivista nonché fondatrice dell’associazione Alefba, che ha intessuto un dialogo diretto, serrato e illuminante con il pubblico presente nel Castello. La sua testimonianza cruda e reale ha riportato prepotentemente l’attenzione internazionale sulla questione vitale e dirimente dell’istruzione femminile.
Per le ragazze afghane, a cui oggi è severamente e assurdamente vietato frequentare le scuole superiori e le università, poter studiare e formarsi significa letteralmente sopravvivere, l’unica e ultima scialuppa di salvataggio per provare a sperare di costruire un futuro dignitoso e indipendente. L’associazione Alefba rappresenta in questo senso un’incredibile esperienza concreta e operativa di impegno sul campo a favore delle donne, promuovendo iniziative educative e di sostegno a distanza che sfidano l’oscurantismo dei Talebani. L’incontro piacentino, fondendo magistralmente poesia, testimonianza diretta, rispetto dei diritti umani e divulgazione culturale, ha offerto al pubblico italiano un rarissimo e prezioso spazio di conoscenza vera e senza filtri. E per concludere la serata celebrando l’unione tra i popoli, ai partecipanti è stato offerto un delizioso aperitivo a base di cibi tradizionali afghani, trasformando la gastronomia nell’ultimo e bellissimo ponte culturale tra l’Italia e l’Asia Centrale.

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La magia del Teatro Verde di Roma: al via la stagione numero quarantuno dedicata ai bambini

Allontaniamo per un attimo i bambini dai freddi schermi di smartphone e tablet, e torniamo a farli sognare con la magia di burattini e ombre cinesi! Apre i battenti sabato 26 settembre a Roma la gloriosa 41ª stagione del Teatro Verde interamente dedicata al “Teatro Ragazzi” e alle famiglie. Diretta dall’appassionata Veronica Olmi, la rassegna proporrà in cartellone da oggi fino a maggio la bellezza di 40 spettacoli mozzafiato, tutti in scena alle ore 17. Dai racconti classici come “La bella addormentata” e “La fattoria degli animali”, si passerà a una ricchissima maratona sotto le feste natalizie (con il mitico Grinch e le opere di Gianni Rodari), fino alle collaborazioni artistiche internazionali con compagnie teatrali francesi e sudafricane. Gran finale a maggio con una deliziosa fiaba arricchita dalle spettacolari scenografie del grande maestro Emanuele Luzzati. Scopri tutti i titoli degli spettacoli in programma nel nostro approfondimento 👇

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41ª stagione di Teatro Ragazzi

Roma – Nell’era della distrazione digitale compulsiva, in cui i più piccoli vengono troppo spesso e comodamente “parcheggiati” davanti ai freddi schermi luminosi di smartphone e tablet, l’odore avvolgente del legno del palcoscenico e il brusio del pubblico che si zittisce prima dell’apertura del sipario rappresentano un inestimabile atto di resistenza culturale. Proprio per mantenere viva e pulsante la fiamma dell’immaginazione infantile, la storica e gloriosa istituzione romana del Teatro Verde si prepara ad accendere nuovamente i riflettori, inaugurando con malcelato e genuino entusiasmo la sua strabiliante quarantunesima stagione consecutiva interamente dedicata al meraviglioso e delicato mondo del Teatro Ragazzi.
La grandiosa Rassegna Nazionale “Oltre la scena” (che nel corso dei decenni ha saputo meritarsi la prestigiosissima Targa d’Argento conferita direttamente dalla Presidenza della Repubblica Italiana) aprirà solennemente i battenti sabato 26 settembre con un classico immortale della letteratura: “La bella addormentata”. Sotto l’attenta, appassionata e lungimirante direzione artistica di Veronica Olmi, il cartellone capitolino proporrà ininterrottamente, da oggi fino al mese di maggio del prossimo anno, una strepitosa maratona di oltre quaranta spettacoli. Un’offerta culturale vastissima e variegata, rivolta a bambini, ragazzi, famiglie e scuole del territorio, capace di fondere abilmente sul palco la recitazione classica del teatro d’attore con l’antica arte dei burattini, il fascino misterioso delle ombre cinesi, i grandi pupazzi animati, la musica suonata dal vivo e l’intramontabile e raffinato teatro di figura.

Il respiro internazionale e la maratona delle feste natalizie

Le prime battute della stagione teatrale dimostrano immediatamente l’incredibile respiro internazionale e qualitativo delle produzioni in campo. Tra i primi, attesissimi appuntamenti fissati per il 3 e 4 ottobre spicca il grande ritorno in scena di “Opera Buffa”, presentata in un nuovissimo allestimento scenografico completamente ripensato, che subito dopo le date romane preparerà i bagagli per partire in un’incredibile e prestigiosa tournée africana, toccando palcoscenici in Sudafrica, Lesotho e Namibia.
L’autunno sarà poi scaldato da produzioni di altissimo spessore come “La fattoria degli animali” (portata in scena dal Collettivo Teatrale Bertolt Brecht) e dalle atmosfere sognanti di “Ouverture des Saponettes” dell’acclamato Michele Cafaggi. Ma è in occasione del periodo delle feste che il Teatro Verde sprigionerà tutta la sua magia aggregativa. Dall’1 dicembre fino al 6 gennaio andrà infatti in scena un’intensissima e ricchissima programmazione natalizia pensata per incantare le famiglie, con titoli irresistibili come “Il custode del Natale”, “L’avventura della Freccia Azzurra” (il commovente capolavoro del maestro Gianni Rodari), “Il Grinch”, “Babbo Natale va in pensione”, “Il pifferaio di Hamelin” e “La libreria fantastica”. (Ricordiamo, a tal proposito, che tutti gli spettacoli in programma per l’intera stagione andranno in scena al comodissimo orario delle ore 17:00).

Fiabe e mito: dalle visioni tolkieniane alle alleanze francesi

La seconda, appassionante parte della lunga e ricca stagione teatrale si immergerà totalmente nelle radici profonde delle fiabe archetipiche, della mitologia greca e della grande letteratura mondiale. I ragazzi in platea verranno trasportati in epoche e mondi lontanissimi attraverso le rappresentazioni di “Zeus e il fuoco degli dei”, “L’ultimo cacciatore di draghi” (un dichiarato e avvincente omaggio all’universo fantasy di J.R.R. Tolkien), fino ai grandi classici rivisitati come “I meravigliosi viaggi di Gulliver”, “Odissea per giovani eroi” e la delicata trasposizione scenica de “Il Piccolo Principe”.
Dal 20 al 24 marzo il respiro del palcoscenico si farà nuovamente continentale con “In fondo al mare”, un’imponente e bellissima coproduzione artistica italo-francese che vedrà il Teatro Verde collaborare strettamente con la compagnia “Histoire d’Eux” della città di Nancy. Subito dopo, nei primi giorni di aprile (dal 3 al 6), salirà in cattedra la nostalgia con una nuovissima e attualizzata versione de “La maga dei sogni”, uno dei testi storicamente più cari, amati e premiati della celebre compagnia teatrale (insignito anni fa della preziosa Menzione per la drammaturgia al rinomato Premio Stregagatto-ETI).

Il trionfo di Luzzati e le tantissime iniziative per le scuole

Il cartellone di primavera si conferma altrettanto florido e denso di eventi da non perdere. Dal 15 al 19 aprile la struttura ospiterà le magiche atmosfere di “Immagina – Festival Internazionale di Teatro di Figura di Roma”, un evento giunto alla sua solida settima edizione che calamiterà nella Capitale prestigiose compagnie teatrali da tutta Italia e dall’estero. Dopo aver sognato con “L’usignolo” a inizio maggio, il gran finale della quarantunesima stagione sarà affidato, dal 9 al 14 maggio, alla messa in scena della fiaba di “Hansel e Gretel, la strada nel bosco”. Quest’ultima rappresentazione rappresenterà una vera delizia visiva per grandi e piccini, potendo vantare per l’occasione scenografie da urlo, costumi e burattini nati dal genio creativo dell’indimenticabile maestro Emanuele Luzzati.
Oltre all’imponente cartellone degli spettacoli domenicali, la vitalità dell’istituzione (fortemente e doverosamente sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Lazio, dal Municipio Roma XII e dalla Fondazione Roma) proseguirà ininterrottamente sul territorio con una miriade di utilissime e formative attività collaterali: la Scuola di Teatro, gli affollatissimi laboratori didattici per giovanissimi, l’innovativo “Teatro a Motore”, le fondamentali attività pedagogiche all’interno degli istituti scolastici, e le iniziative itineranti del Teatrino dei Burattini e del Cantastorie. Perché un bambino che impara ad amare il teatro oggi, sarà indubbiamente un cittadino più libero e consapevole domani.

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