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Imprese e reputazione: i grandi manager a confronto a Roma dopo il caso Revolut

La ricchezza di un’azienda non si misura solo in banca, ma nel valore (fragilissimo) della propria credibilità! Si terrà domani a Roma l’attesissimo evento organizzato da Manageritalia e AstraRicerche per svelare i risultati di uno studio condotto su oltre 1.100 dirigenti italiani, focalizzato sull’importanza vitale della “reputazione aziendale”. Verranno analizzati nel dettaglio i recentissimi crolli d’immagine e le crisi mediatiche internazionali (come il famoso “Caso Revolut”) per capire come gli errori comunicativi possano distruggere anni di duro lavoro. A confrontarsi in una tavola rotonda di altissimo livello ci saranno i massimi dirigenti e i CEO di grandissime realtà italiane e internazionali (da Alchimia Investments a Philipp Plein), pronti a spiegare perché la fiducia dei clienti sia ormai diventata il vero e unico scudo di sopravvivenza per le imprese. Scopri tutti i dettagli dell’incontro nel nostro approfondimento 👇

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Locandina evento Roma

Roma – Nell’odierno, frenetico e spietato ecosistema economico globale, dominato dalla velocità di propagazione dei social network e da mercati finanziari sempre più umorali, il capitale più grande, prezioso e strategicamente vitale per la sopravvivenza di un’azienda non è più custodito all’interno dei forzieri delle banche o nei bilanci di fine anno. Questo inestimabile capitale è totalmente invisibile, difficilissimo da quantificare matematicamente, impiega decenni di duro lavoro per essere faticosamente costruito ma può essere letteralmente polverizzato e spazzato via nel giro di poche ore da una singola mossa sbagliata: si chiama “reputazione aziendale”.
Di questo tema cruciale e di scottante attualità, che rappresenta a tutti gli effetti la vera chiave di volta per il successo o il fallimento di qualsiasi impresa moderna, si discuterà ampiamente e approfonditamente nella giornata di domani, martedì 22 settembre (con inizio fissato per le ore 17:00), nel cuore istituzionale di Roma. Le prestigiose sale della sede capitolina del CFMT (situate in via Palestro 32) ospiteranno infatti un evento economico e manageriale di altissimo profilo nazionale, durante il quale verranno presentati in esclusiva e in primissima anteprima gli importantissimi risultati della ricerca campionaria “Reputazione secondo il management italiano – Un valore condiviso, un presidio ancora da costruire”.

Il valore della fiducia: i dati inediti di AstraRicerche e Manageritalia

L’approfondito e meticoloso studio sociologico ed economico che verrà svelato al pubblico romano è stato brillantemente condotto e realizzato dall’istituto indipendente AstraRicerche, su diretta commissione di Manageritalia. La forza statistica e l’affidabilità di questa ricerca risiedono nell’imponente base dei dati raccolti: sono stati infatti intervistati e sondati oltre 1.100 manager italiani di altissimo livello.
L’obiettivo primario di questa imponente operazione di ascolto è stato quello di comprendere, scendere nel dettaglio e isolare quali siano esattamente i fattori psicologici, etici ed economici che costruiscono la fiducia dei consumatori (e degli investitori) verso un’impresa. Ma, aspetto ancora più interessante e delicato, la ricerca si è concentrata nell’individuare quali specifici e nefasti comportamenti dirigenziali possano fatalmente e irrimediabilmente compromettere questa preziosissima aura di affidabilità, soprattutto quando l’azienda viene investita dall’onda d’urto di un’improvvisa crisi mediatica o gestionale.

Dalla teoria alla crisi reale: imparare dagli errori e dal recente “Caso Revolut”

Il dibattito non si limiterà esclusivamente a una sterile e teorica esposizione di fredde percentuali o di grafici a torta, ma affonderà le mani nella cruda e spietata realtà dei mercati internazionali contemporanei. Grande spazio e particolare attenzione verranno infatti dedicati all’analisi anatomica di recentissimi disastri e scivoloni comunicativi che hanno fatto scuola nel settore, primo fra tutti il noto e clamoroso “Caso Revolut”.
Le repentine crisi di immagine di colossi multinazionali o di agili startup della finanza digitale offrono, infatti, un materiale di studio incredibilmente prezioso per il management italiano. Comprendere come la gestione errata di una comunicazione di crisi, il ritardo nelle scuse ufficiali o la percezione di scarsa trasparenza da parte della dirigenza possano far crollare le azioni in borsa e innescare una fuga di massa dei clienti, rappresenta una lezione di sopravvivenza essenziale per chiunque abbia oggi la gravosa responsabilità di guidare un’impresa verso il futuro.

Una tavola rotonda d’eccezione: dai founder ai grandi CEO della moda

Subito dopo l’esposizione tecnica dei dati raccolti, il vero cuore pulsante dell’evento si accenderà grazie a un’attesissima e ricchissima tavola rotonda, un format ideato per portare il confronto e la riflessione intellettuale dal puro terreno teorico a quello dell’esperienza pratica vissuta sulla propria pelle.
A condividere generosamente casi concreti di successo e fallimento nella complessa gestione della reputazione aziendale ci sarà un parterre di ospiti e relatori di assoluta e indiscutibile eccellenza, moderati sapientemente da Enrico Pedretti (Direttore marketing Manageritalia). Interverranno personalità di spicco e profondo spessore come Tommaso Saso (Presidente di Manageritalia Lazio), Marco Astorri (vulcanico Founder di Bio-On), Lorenzo Castelli (Co-Founder & Managing Director di Alchimia Investments), Giorgia Grandoni (ricercatrice del Centro Studi Reputation Management) e l’illustre professor Luca Poma (docente di Reputation Management presso la prestigiosa Università LUMSA). A impreziosire e completare il panel, garantendo lo sguardo dei grandi settori produttivi italiani, interverranno anche Carmine Rotondaro (CEO del celebre marchio di moda Philipp Plein) e Fabrizio Sisti (Direttore Amministrazione e Finanza della storica Romana Diesel Spa). Un appuntamento letteralmente imperdibile per capire che il vero capitale del futuro, ancor prima dei bilanci in attivo, è la credibilità del proprio nome.

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Le architetture magiche del colore: l’affascinante mostra di Giuseppe Santalena sbarca a Padova

La fredda materia industriale si trasforma in pura poesia per gli occhi e per l’anima! Grande attesa a Padova per l’inaugurazione della mostra personale dell’artista e scultore Giuseppe Santalena, intitolata “Le architetture magiche del colore” e curata da Migena Hajdari (vernissage il 7 ottobre alla BluArt Gallery). Attraverso la complessissima e affascinante tecnica della termoformatura ad aspirazione, Santalena trasforma la plastica in mappe tridimensionali di città immaginarie in cui l’osservatore si perde per ritrovare se stesso. Un’esperienza profondamente multisensoriale in cui l’arte scultorea si fonderà mirabilmente con un tappeto sonoro industrial/trip-hop suonato dal vivo dal gruppo Mattatoio5. Leggi i dettagli e l’affascinante analisi dei critici nel nostro articolo 👇

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LE ARCHITETTURE MAGICHE DEL COLORE

Padova – Esiste un magnetismo segreto e affascinante nel modo in cui la materia inerte e grezza riesce a piegarsi dolcemente ai desideri astratti dell’intelletto umano, trasformandosi da oggetto industriale in pura e vibrante emozione. Il prossimo 7 ottobre 2026, gli eleganti spazi espositivi della BluArt Gallery (in Via del Santo 119) si preparano ad accogliere uno degli eventi culturali più interessanti e immersivi dell’intera stagione autunnale veneta. L’universo plastico e tridimensionale dell’artista Giuseppe Santalena si svelerà finalmente al pubblico attraverso l’attesissima mostra personale intitolata “Le architetture magiche del colore”, un’esperienza profondamente multisensoriale che promette di ridefinire con audacia il labile e sottile confine che separa lo spazio progettato dall’illusione poetica.
Le straordinarie e visionarie opere di Santalena (vero e proprio “architetto del segno e della visione”) non si limitano assolutamente a occupare in maniera passiva o decorativa le bianche pareti della galleria d’arte. Esse, al contrario, ridisegnano fisicamente l’aria circostante, respirando e pulsando all’interno di un particolarissimo corpo sonoro che avvolgerà i visitatori fin dal primo passo. L’inaugurazione dell’evento sarà infatti magistralmente accompagnata e curata dal vivo dalle originalissime performance del gruppo Mattatoio5, le cui particolarissime e ipnotiche sonorità si muovono con disinvoltura e fascino tra i ritmi sincopati del trip-hop e le atmosfere aspre della musica industrial.

La poesia della termoformatura: quando la plastica prende vita

Il cuore concettuale e fisico delle creazioni artistiche di Giuseppe Santalena nasce da un paradosso tecnico formidabile e fecondo. L’artista utilizza sapientemente la tecnica della termoformatura ad aspirazione pneumatica: si tratta di un processo chimico-fisico di natura squisitamente industriale in cui un freddo polimero sintetico, scaldato a temperature elevatissime fino a diventare completamente malleabile, viene risucchiato e modellato dal vuoto atmosferico, venendo letteralmente costretto ad aderire alla perfezione a una complessa matrice microforata.
Ma è esattamente in questo istante meccanico che avviene la magia dell’arte contemporanea. Sulle superfici termoformate, divenute improvvisamente opache e insondabilmente profonde, l’artista interviene nuovamente con il calore e la maestria della mano umana, incastonando e inserendo con estrema precisione geometrica dei preziosi elementi in plexiglass caratterizzati da tonalità sature, lucide e altamente riflettenti. È proprio su queste lisce superfici sintetiche che la freddezza e la riproducibilità della materia industriale incontrano finalmente e miracolosamente la delicata poesia del gesto creativo irripetibile.

Le mappe tridimensionali dell’anima: la visione di Migena Hajdari

A guidare magistralmente le redini critiche e organizzative di questa particolarissima scommessa visiva è la gallerista e attenta curatrice Migena Hajdari, che analizza con rara lucidità il lavoro dell’artista. «La superficie opaca del polimero modella i volumi come se fossero le complesse piante di una città ideale, mentre i successivi e coloratissimi innesti lucidi catturano voracemente la luce esterna, emergendo prepotentemente e tridimensionalmente dalla profondità dell’opera», dichiara la curatrice.
Il risultato estetico finale è qualcosa di assolutamente straniante e affascinante al tempo stesso. «In questo modo – prosegue la Hajdari – la struttura plastica e chimica cessa immediatamente di essere una semplice superficie inerte per trasformarsi, sotto gli occhi meravigliati dell’osservatore, nella mappa tridimensionale di un quartiere immaginario, di una metropoli onirica della mente». L’intera e suggestiva esposizione padovana si configura così come un enorme labirinto rizomatico e psicologico, in cui l’atto di smarrirsi tra le forme e i colori diventa l’unico vero modo per ritrovarsi interiormente. Non esistono linee di fuga ortodosse o prospettive rassicuranti, ma solo cadenze ritmiche di una gestualità che conduce chi guarda dritto verso l’antro più magico e recondito della propria coscienza personale.

Spazialità reale e virtuale: la perfetta sintesi del critico Lettieri

A suggellare l’importanza intellettuale e il respiro nazionale di questa personale artistica interviene l’analisi lucida e profonda del Professor Pasquale Lettieri, stimato critico d’arte di fama nazionale. «Ci troviamo di fronte a una spazialità reale che si specchia costantemente e meravigliosamente con una spazialità virtuale», commenta acutamente il Professore, immergendosi nella lettura dell’opera di Santalena.
«Siamo immersi in un gioco speculare che si manifesta come il fenomeno visibilmente avvertito di un grande confronto immaginario, un gioco costantemente sollecitato da un imponente spartito fantastico da cui sembra improvvisamente emergere un potente silenzio di pienezza. Una musicalità visiva che ognuno di noi, in base al proprio vissuto personale, compone e ricompone ininterrottamente nella propria testa come un solenne monologo interiore, che dal reame rassicurante del visibile transita inesorabilmente e dolcemente in quello sconosciuto dell’invisibile».

INFORMAZIONI E DETTAGLI: Con questa irripetibile e potente sinfonia visiva e volumetrica, lo spazio espositivo patavino si trasformerà per un mese intero in un vero e proprio teatro della percezione e dell’immaginazione. L’esposizione sarà felicemente visitabile fino al 4 novembre 2026 presso la BluArt Gallery (Padova). L’imperdibile inaugurazione è fissata per Mercoledì 7 ottobre 2026 alle ore 18:00, arricchita dalla suggestiva live performance della band Mattatoio5.

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Il regno del fatto a mano e del riciclo creativo conquista le Cascine: a Firenze sbarca il Rare Market tra vinili cult e le lezioni gratuite di Tuballoswing

Il fascino intramontabile del pezzo unico e l’oro dell’artigianato d’autore si prendono il cuore di Firenze per un weekend da record! Sabato 26 e domenica 27 settembre 2026, dalle 11:00 alle 20:00, l’Ippodromo del Visarno Cesare Meli ospita la nuova straordinaria edizione del “Rare Market”, la mostra mercato a ingresso completamente GRATUITO organizzata da Pimp My Vintage e Le Nozze di Figaro. Un viaggio specchio iper-emotivo tra abbigliamento rétro, vinili cult, gioielli fatti a mano e brand emergenti, arricchito da workshop di armocromia con Stefania Novelli e cucito creativo con Babel Lab. Dalle ore 18:00 spazio alle travolgenti lezioni gratuite di swing con i Tuballoswing e alla diretta streaming di Radio Tamarindo con Giovanni Barbasso. Scoprite tutti i dettagli del programma nel nostro articolo! 👇

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Firenze – Ci sono arene storiche e parchi monumentali che non nascono semplicemente per ospitare corse al galoppo o per fare da sfondo passivo al transito dei turisti nei fine settimana, ma che vengono edificati come autentiche officine di pensiero, presìdi di resistenza civile e risorsa terapeutica contro il torpore e l’omologazione del consumismo seriale. L’artigianato d’autore, il collezionismo e la moda rétro, quando si spogliano delle asettiche logiche industriali di plastica, si riscoprono i veicoli più trasparenti e viscerali per dare valore al merito dei giovani designer, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni un’oasi di spensieratezza colta, taccuino alla mano e passioni calde. Sabato 26 e domenica 27 settembre 2026, dalle ore 11:00 alle 20:00, il polmone verde della culla del Rinascimento si trasformerà nella capitale dello stile sostenibile: gli ampi spazi dell’Ippodromo del Visarno Cesare Meli ospiteranno l’atteso e spettacolare ritorno del Rare Market.

La manifestazione, nata dalla joint venture strategica e dalla collaudata collaborazione tra le scuderie di Pimp My Vintage e Le Nozze di Figaro, si articola come un immenso salotto accogliente a ingresso completamente libero. Il festival è strutturato come un programma di prossimità per riavvicinare i cittadini e i passeggeri del sogno alle Cascine, offrendo risposte flessibili contro l’isolamento sociale e l’asfissia protettiva degli smartphone. Nel corso dei due giorni, il Visarno riunirà collezionisti millimetrici, artisti d’avanguardia e nuovi brand emergenti dello Stato, uniti dalla fiera volontà di tutelare la bibliodiversità manifatturiera e promuovere un’economia circolare che mette al centro il benessere collettivo e la tutela biologica dell’ambiente, lontano dalle nevrosi del mercato globale.

Dall’armocromia al cucito con Babel Lab: i laboratori della sostenibilità

Il cuore pulsante del market pulserà attraverso un ordito perfetto di stand rigidamente selezionati, dove lo stile rétro si fonde in totale trasparenza con le nuove tendenze dell’Urban Art. I visitatori e i collezionisti potranno addentrarci in un viaggio specchio tra epoche ed emozioni, andando a caccia di pezzi unici andati rubati nella memoria del costume: dai gioielli d’autore fatti a mano alle borse vintage restaurate, dalle locandine cinematografiche d’epoca ai vinili da collezione, fino all’oggettistica di design realizzata con materiali di recupero. I Criteri di esposizione premiano l’onestà delle idee e il merito dei giovani talenti, trasformando l’ippodromo in un laboratorio a cielo aperto in cui fare acquisti consapevoli diventa un atto di responsabilità civile.

Per arricchire l’esperienza e garantire un comfort funzionale perfetto alle famiglie della provincia, la logistica del festival ha programmato una fitta serie di workshop e laboratori gratuiti di educazione permanente all’ecologia applicata. Tra le proposte di maggior rilievo saggistico si evidenziano:

  • Giochi di Piazza: L’emozionante progetto di solidarietà rionale curato da Andrea Decuzzi, che raccoglie giocattoli vintage donati e li ridistribuisce negli spazi pubblici per il divertimento dei bambini.
  • Workshop di Armocromia: Le sessioni di consulenza estetica e valorizzazione cromatica personale dirette dal talento di Stefania Novelli.
  • Cucito Creativo: I laboratori pratici e inclusivi gestiti in totale trasparenza dall’équipe di Babel Lab.
  • Riciclo Ricucio Ricreo: Il workshop specialistico per imparare a personalizzare i tessuti usati con decorazioni e pitture biologiche.

Il ruolino di marcia delle attività didattiche e i moduli di iscrizione ai singoli eventi sono già accessibili consultando la pagina ufficiale dell’evento Facebook (facebook.com/events/2501078270346137). Ad accompagnare lo shopping di strada sarà un fornitissimo spazio ristoro interamente dedicato alle eccellenze dello street food regionale.

Il sound design di Radio Tamarindo e il blitz vintage di Tuballoswing

Il momento di massimo interesse e spensieratezza rionale si consumerà a partire dalle ore 18:00 di entrambe le giornate, quando le piste del Visarno ospiteranno l’incursione spettacolare e mozzafiato degli *special guest* di questa edizione: i ballerini della celebre scuola Tuballoswing. Il collettivo infiammerà il dancefloor in perfetto stile vintage, trascinando il pubblico in un turbine di social dance e soft clubbing sulle note dei grandi maestri del jazz e dello swing del Novecento. Saranno attivate lezioni gratuite aperte a tutti per muovere i primi passi sotto la guida degli istruttori: non serve saper ballare e non serve presentarsi in coppia, basta possedere il desiderio pulito di condividere un momento di gioia autentica, dimostrando con i fatti che il vintage è un’esperienza viva da abitare nel presente.

A radiografare in diretta le voci, le storie e l’interplay del Rare Market saranno i microfoni stanziali di Radio Tamarindo. Il conduttore Giovanni Barbasso guiderà le sessioni di interviste sul prato con gli artigiani e i viandanti, trasformando i verbali acustici della giornata in una serie di podcast esclusivi che verranno caricati sulla piattaforma internazionale di Spotify, per limitare al massimo l’esodo della memoria storica del festival. La direzione logistica ricorda che l’Ippodromo del Visarno Cesare Meli, situato in piazzale delle Cascine, è facilmente e comodamente raggiungibile tramite le linee T1 e T2 della Tramvia urbana dello Stato, e dispone di un ampio parcheggio auto e moto. Questo fine settimana spegnete gli smartphone e scendete in piazza alle Cascine: gli artigiani e la musica di Tuballoswing vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che il futuro appartiene a chi sa ancora proteggere la bellezza delle cose fatte con il cuore.

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Esercito Drone Challenge: trionfano i giovani talenti Luisa Rizzo e Massimo Colombo Kyle

La velocità e la precisione conquistano i cieli di Roma! Grandissimo successo per la prima, storica edizione dell’”Esercito 1659 Drone Challenge”, l’adrenalinica competizione di droni (First Person View) che ha trasformato l’Ippodromo Militare di Tor di Quinto in un circuito hi-tech. A trionfare sono stati i giovanissimi talenti italiani dei radiocomandi, premiati direttamente dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. Nella “Categoria PRO”, l’imbattibile ventiquattrenne Luisa Rizzo (già campionessa del mondo in carica) ha stracciato la concorrenza volando al vertice della classifica tricolore, mentre il diciannovenne Massimo Colombo Kyle si è aggiudicato la vittoria assoluta nella “Categoria OPEN”. Un evento spettacolare e gratuito che ha avvicinato migliaia di famiglie alle tecnologie e ai valori delle nostre Forze Armate. Scopri i dettagli della gara e del Drone Village nel nostro articolo 👇

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Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano Generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello e vincitore Categoria Open Massimo Colombo Kyle

Roma – Nel cielo azzurro e terso della Capitale non hanno sfrecciato i tradizionali ed enormi jet militari, ma dei piccoli, agilissimi e iper-tecnologici concentrati di pura ingegneria elettronica. La prima, storica e attesissima edizione dell’“Esercito 1659 Drone Challenge: la precisione incontra la velocità” si è appena conclusa lasciando dietro di sé un’entusiasmante scia di adrenalina pura.
La grandiosa e complessa competizione sportiva ha letteralmente trasformato i vasti e storici spazi dell’Ippodromo Militare “Generale Pietro Giannattasio” di Tor di Quinto (Roma) in un circuito del futuro. L’evento ha riunito e fatto sfidare all’ultimo centesimo di secondo i quaranta migliori piloti civili e militari italiani specializzati nel pilotaggio di droni FPV (First Person View). I concorrenti sono stati chiamati a confrontarsi su un percorso aereo sfidante, irto di ostacoli e tecnicamente impegnativo, studiato appositamente per testare al limite le loro incredibili abilità di guida, la ferrea concentrazione e la millimetrica precisione in volo. Un’operazione riuscitissima, organizzata magistralmente dal Ministero della Difesa, da Difesa Servizi e dall’Esercito Italiano, che ha saputo fondere alla perfezione lo sport di altissimo livello con i valori fondamentali delle Forze Armate.

I campioni indiscussi: il trionfo di Luisa Rizzo e Massimo Colombo

I veri e assoluti protagonisti di questa due giorni romana sono stati, senza alcun dubbio, i giovanissimi fuoriclasse dei radiocomandi. A premiare i trionfatori della competizione sono intervenuti direttamente i massimi vertici istituzionali: il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, il Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, e l’Amministratore Delegato di Difesa Servizi, Luca Andreoli.
Nella durissima e selettiva Categoria PRO (valida come quarta tappa ufficiale del Campionato Italiano organizzato dall’Aero Club d’Italia), a sbaragliare la concorrenza degli 8 piloti d’élite è stata la fenomenale Luisa Rizzo. La studentessa di soli 24 anni, originaria di Lecce, si è confermata un talento inarrivabile: già sei volte campionessa italiana e attuale campionessa mondiale in carica, con questo ennesimo e spettacolare successo ha blindato prepotentemente il vertice della classifica generale.
Sul gradino più alto del podio della Categoria OPEN è invece salito Massimo Colombo Kyle (conosciuto nell’ambiente con il suggestivo nome di battaglia Skymax). Il diciannovenne di Varese, geniale studente di ingegneria elettronica, ha letteralmente sbaragliato un agguerrito plotone di 32 piloti (divisi a metà tra civili e militari), aggiudicandosi anche il prestigiosissimo titolo assoluto della Drone Challenge. Tra il personale con le stellette, invece, il primo e meritato posto è andato all’abilissimo Graduato Capo Davide Pinatti.

Il Drone Village: l’adrenalina dell’FPV e l’incontro coi cittadini

Il cuore pulsante e ipertecnologico dell’intera manifestazione è stata ovviamente la gara FPV. Questa disciplina rivoluzionaria prevede che i piloti guidino i droni indossando degli speciali e futuristici visori sugli occhi, i quali trasmettono in tempo reale le adrenaliniche immagini catturate dalla piccolissima telecamera di bordo montata sul velivolo. Per rendere l’evento ancora più spettacolare, le stesse vertiginose riprese in prima persona sono state proiettate in diretta su giganteschi LEDwall installati davanti alle tribune, permettendo al numeroso pubblico presente di vivere visceralmente e in prima persona l’emozione di un volo ad altissima velocità tra gli ostacoli.
Ma il successo dell’evento è andato ben oltre l’aspetto puramente agonistico. L’EI 1659 Drone Village si è trasformato in una vera e propria e affollatissima fiera dell’innovazione: uno spazio interattivo dove i militari hanno raccontato ai tantissimi visitatori curiosi le tecnologie duali più avanzate a disposizione della Difesa. Una fiumana ininterrotta di famiglie ha affollato l’ippodromo, ammirando a bocca aperta i lanci di altissima precisione dei Paracadutisti del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito e lasciandosi piacevolmente coinvolgere dalle coinvolgenti esibizioni musicali della Banda Militare.

L’innovazione del futuro e il successo della “Kid Experience”

L’organizzazione non ha tralasciato nessun dettaglio, dedicando una meravigliosa e specifica attenzione ai giovanissimi. Grazie all’area Kid Experience, i bambini hanno potuto cimentarsi virtualmente sui simulatori di volo, interagire da vicino con le formidabili e dolcissime unità cinofile militari e salire in sella ai maestosi cavalli dell’Esercito. Per i visitatori più grandi e sportivi, non sono mancati il percorso di Military Fitness e un’imponente parete d’arrampicata.
La kermesse si è poi arricchita di preziosi contenuti intellettuali grazie al talk di approfondimento trasmesso in streaming (“I Droni e lo Sport: tra innovazione e tecnologia”), che ha visto confrontarsi i vertici dell’Esercito con l’Amministratore Delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani. Una chiacchierata illuminante sulle immense prospettive di sviluppo di queste tecnologie. L’Esercito 1659 Drone Challenge ha così dimostrato all’Italia intera come lo sport estremo, l’innovazione tecnologica e i saldi valori delle Forze Armate possano fondersi armoniosamente, regalando ai cittadini un’esperienza totalmente gratuita, accessibile, innovativa e persino pet-friendly.

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