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Andrea Pelliccia, il medico che cercava oltre la crisi

Mio padre, il professor Andrea Pelliccia, è stato un neuropsichiatra infantile, ricercatore universitario alla Sapienza di Roma e studioso dell’epilessia.
Ma ridurre la sua storia professionale a un elenco di incarichi, pubblicazioni e specializzazioni significherebbe raccontarne soltanto una parte.
La sua cifra scientifica, quella che oggi considero più importante, era la capacità di non fermarsi alla manifestazione della malattia, ma di cercare ciò che poteva trovarsi oltre la crisi.
L’epilessia, per lui, non era soltanto un fenomeno elettrico da registrare attraverso un elettroencefalogramma, né esclusivamente una diagnosi alla quale associare un farmaco.
Era una condizione complessa, soprattutto quando riguardava un bambino, e richiedeva di osservare la persona nella sua interezza.

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Valentina Pelliccia

La storia scientifica di un neuropsichiatra infantile italiano tra epilessia, ricerca, alimentazione, allergie e le prime esperienze con il cannabidiolo

Redazione-  Mio padre, il professor Andrea Pelliccia, è stato un neuropsichiatra infantile, ricercatore universitario alla Sapienza di Roma e studioso dell’epilessia.
Ma ridurre la sua storia professionale a un elenco di incarichi, pubblicazioni e specializzazioni significherebbe raccontarne soltanto una parte.
La sua cifra scientifica, quella che oggi considero più importante, era la capacità di non fermarsi alla manifestazione della malattia, ma di cercare ciò che poteva trovarsi oltre la crisi.
L’epilessia, per lui, non era soltanto un fenomeno elettrico da registrare attraverso un elettroencefalogramma, né esclusivamente una diagnosi alla quale associare un farmaco.
Era una condizione complessa, soprattutto quando riguardava un bambino, e richiedeva di osservare la persona nella sua interezza.
Questa impostazione emerge già dalla sua attività scientifica degli anni Novanta, quando Andrea Pelliccia partecipò a studi sull’epilessia pediatrica, sulla fotosensibilità e sulle forme di epilessia visivamente indotta, pubblicati anche su Epilepsia.
In quegli anni la ricerca neurologica pediatrica stava approfondendo il rapporto tra caratteristiche elettroencefalografiche, predisposizione individuale e manifestazioni cliniche.
Mio padre si muoveva all’interno di questo ambito con un interesse particolare per le forme dell’epilessia infantile e per ciò che poteva spiegare la variabilità delle crisi.
Un altro capitolo della sua attività scientifica riguarda il rapporto tra alimentazione, allergia e manifestazioni epilettiche.
È in questo contesto che si collocano i lavori realizzati insieme a Sonia Lucarelli, Tiziana Frediani e ad altri ricercatori del gruppo di Neuropsichiatria Infantile della Sapienza.
Nel 1997 venne presentato un lavoro su quattro bambini con epilessia parziale idiopatica nei quali era stata osservata un’evoluzione favorevole dopo l’eliminazione delle proteine del latte vaccino dalla dieta.
Nel 1999, sulla rivista Minerva Pediatrica, Pelliccia, Lucarelli, Frediani e i loro collaboratori pubblicarono il lavoro intitolato “Partial cryptogenetic epilepsy and food allergy/intolerance: a causal or a chance relationship? Reflections on three clinical cases”.
Già il titolo è significativo.
Non affermava dogmaticamente un rapporto causale, ma poneva una domanda scientifica: quello osservato nei pazienti rappresentava una relazione reale oppure una coincidenza?
Era esattamente il tipo di interrogativo che caratterizzava il metodo di mio padre.
Nel 2000 fu inoltre presentato a un congresso il caso di un bambino con epilessia parziale criptogenetica che aveva mostrato un miglioramento dopo una dieta priva di allergeni.
Nel 2001 arrivò un ulteriore contributo su Acta Neurologica Scandinavica, “Allergy and childhood epilepsy: a close relationship?”, realizzato da Tiziana Frediani, Sonia Lucarelli, Andrea Pelliccia e altri ricercatori.
Lo studio prendeva in esame bambini con epilessia e soggetti di controllo, valutando la presenza di manifestazioni allergiche nei bambini e nelle loro famiglie.
Nel 2004, sulla rivista Pediatria Medica e Chirurgica, venne pubblicato “Partial idiopathic epilepsy: recovery after allergen-free diet”.
Si trattava del caso di un bambino di nove anni nel quale la scomparsa delle manifestazioni epilettiche era stata osservata dopo l’introduzione di una dieta priva di proteine del latte vaccino.
Anche in questo caso, il valore scientifico del lavoro non sta nel trasformare un singolo caso in una verità universale.
Sta nell’avere formulato e documentato un’ipotesi clinica che meritava di essere studiata.
È una distinzione fondamentale, soprattutto quando si parla di medicina.
La ricerca procede anche attraverso osservazioni inattese, casi singoli, ipotesi controintuitive e domande che, prima di poter diventare conclusioni, devono essere sottoposte a verifica.
È proprio questa prudenza, a mio avviso, a rendere ancora più interessante il percorso scientifico di mio padre.
La stessa curiosità emerge negli studi sulle epilessie focali dell’infanzia e, in particolare, sull’epilessia rolandica.
Nel 2006 Andrea Pelliccia e i suoi collaboratori presentarono a Epilepsia un lavoro intitolato “Rolandic epilepsy: comparison of allergen-free diet and conventional treatments”.
Il lavoro confrontava bambini trattati con valproato, bambini trattati con carbamazepina e bambini sottoposti a dieta priva di allergeni.
È importante precisare un elemento che potrebbe generare un equivoco leggendo la sigla presente nella documentazione.
In quel lavoro, “CBZ” indicava carbamazepina, non cannabidiolo.
Il cannabidiolo, invece, viene indicato abitualmente con la sigla CBD.
E proprio il CBD rappresenta uno degli aspetti più sorprendenti e, per certi versi, più precoci della ricerca di mio padre.
Andrea Pelliccia si interessò infatti anche all’impiego dei cannabinoidi nelle epilessie pediatriche farmacoresistenti in un periodo nel quale l’argomento era ancora molto lontano dall’attenzione che avrebbe ricevuto negli anni successivi.
Nel 2005 presentò alla III Conference on Cannabinoids in Medicine dell’International Association for Cannabinoid Medicines, a Leiden, il contributo “Treatment with CBD in oily solution of drug-resistant paediatric epilepsies”.
Quella data, 2005, merita di essere ricordata.
Oggi il cannabidiolo è conosciuto anche attraverso farmaci autorizzati per alcune specifiche forme di epilessia farmacoresistente dell’infanzia.
All’epoca, invece, la situazione scientifica e regolatoria era profondamente diversa.
Mio padre si confrontò quindi con un territorio nel quale la ricerca clinica, l’esperienza terapeutica e gli ostacoli normativi si intrecciavano continuamente.
Un documento giornalistico dell’epoca racconta inoltre il suo interesse per l’utilizzo dei cannabinoidi in una bambina affetta da una forma grave di epilessia e riferisce di esperienze prima con il THC sintetico e successivamente con una soluzione contenente cannabidiolo.
Questa testimonianza va naturalmente distinta dalla letteratura scientifica sottoposta a revisione tra pari, ma è significativa per ricostruire storicamente la precocità del suo interesse verso il CBD.
Non è corretto trasformare quelle prime esperienze in una dimostrazione definitiva dell’efficacia terapeutica del cannabidiolo.
È corretto, invece, riconoscere che Andrea Pelliccia studiò e sperimentò precocemente un approccio che sarebbe diventato negli anni successivi oggetto di una ricerca internazionale molto più ampia.
La sua attività non si limitò all’alimentazione e ai cannabinoidi.
La sua produzione scientifica comprendeva anche studi sulle epilessie focali dell’infanzia, sulle epilessie occipitali, sulle manifestazioni visive, sulle relazioni tra sonno ed epilessia e su particolari sindromi epilettiche dell’età pediatrica.
Nel 2006, insieme a Pasquale Parisi, pubblicò su Developmental Medicine & Child Neurology una riflessione sul consenso diagnostico relativo alla sindrome di Panayiotopoulos.
Nel 2007 partecipò a uno studio pubblicato su Epilepsia dedicato a un caso di epilessia occipitale atipica dell’infanzia associata a una manifestazione emicranica.
Nel 2008 pubblicò inoltre con i suoi collaboratori un caso riguardante il rapporto tra apnea ostruttiva del sonno, trattamento con CPAP ed epilessia frontale notturna in un bambino.
Sempre nel 2008 partecipò a una ricerca epidemiologica sull’epilessia in una popolazione del Camerun.
Questi lavori restituiscono l’immagine di un medico che non considerava l’epilessia come un settore chiuso e immutabile, ma come un campo nel quale neurologia, neuropsichiatria infantile, genetica, sonno, metabolismo, alimentazione e ambiente potevano entrare in relazione.
È questo, probabilmente, l’aspetto della sua eredità scientifica che sento più vicino.
Mio padre non cercava semplicemente di classificare una crisi.
Cercava di capire il bambino che aveva davanti.
E questa differenza, in medicina, può cambiare completamente il modo di guardare una malattia.
Il documento intitolato “Rapporti tra alimentazione ed epilessia”, realizzato da Andrea Pelliccia, Sonia Lucarelli e Tiziana Frediani, si inserisce precisamente in questo percorso di ricerca.
La sua esatta collocazione editoriale originaria richiede ancora una verifica filologica sulle fonti bibliografiche e documentarie disponibili, ma il titolo e gli autori sono coerenti con una linea di studi che il gruppo aveva già sviluppato negli anni precedenti.
Non voglio attribuire a mio padre conclusioni che la letteratura scientifica non consente di attribuirgli.
Non voglio nemmeno trasformare una storia familiare in una celebrazione priva di rigore.
Vorrei fare qualcosa di più difficile e, proprio per questo, più rispettoso.
Vorrei restituire il percorso di uno scienziato attraverso le domande che ha avuto il coraggio di porsi.
Andrea Pelliccia apparteneva a una generazione di medici che lavorava quando molte delle possibilità terapeutiche oggi considerate normali erano ancora lontane dall’essere disponibili.
Ha studiato l’epilessia infantile quando l’osservazione clinica e l’elettroencefalografia rappresentavano strumenti fondamentali per comprendere la malattia.
Ha esplorato il possibile ruolo dell’alimentazione e delle allergie quando il rapporto tra intestino, immunità e sistema nervoso era ancora un terreno molto meno esplorato di oggi.
Ha rivolto la propria attenzione ai cannabinoidi quando il tema era scientificamente e culturalmente controverso.
E lo ha fatto mantenendo, almeno nei lavori che oggi possiamo ricostruire, la domanda al centro del percorso: capire se ciò che si osservava nei bambini potesse indicare una strada terapeutica diversa.
Per me, però, Andrea Pelliccia non è soltanto il nome che compare negli articoli scientifici.
È mio padre.
Ed è anche per questo che oggi sento la responsabilità di raccontarlo con precisione.
La memoria di uno scienziato non dovrebbe essere costruita soltanto attraverso gli aggettivi.
Dovrebbe essere ricostruita attraverso le domande che ha posto, i pazienti che ha seguito, i colleghi con cui ha lavorato, le ipotesi che ha formulato e le tracce che ha lasciato nella ricerca.
Quella di Andrea Pelliccia è una storia che merita di essere riletta proprio così.
Non come la storia di un uomo che aveva già tutte le risposte.
Ma come quella di un medico che continuava a cercare nuove domande quando gli altri avrebbero potuto accontentarsi di quelle già conosciute.
E forse è questa, oggi, la definizione che sento più vera per mio padre: un medico che cercava oltre la crisi.

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Lifestyle

“Alberto Sordi Secret” sbarca su Prime Video: il docufilm svela i lati nascosti del grande attore

La vita privata, gli amori segreti e le spigolose fragilità di Alberto Sordi arrivano finalmente in streaming! Dopo il grandissimo successo nelle sale cinematografiche e al Festival di Roma, sbarca ufficialmente nel catalogo italiano di Prime Video il pluripremiato docufilm “Alberto Sordi Secret”, diretto e sceneggiato da Igor Righetti (cugino dell’attore). L’opera è stata presentata alla Camera dei Deputati alla presenza di moltissimi volti noti dello spettacolo. Una pellicola totalmente indipendente e realizzata senza un singolo euro di fondi pubblici statali, che ha già trionfato in America vincendo ben 36 premi (con proiezioni a cui ha partecipato persino Joe Biden). Un ritratto inedito e meraviglioso in cui si scoprono i luoghi segreti dell’attore (le sue ville blindatissime) e il Sordi privato: dal tormentato rapporto con il padre alla visione ansiosa del sesso come “peccato”, fino alla sua maniacale e compulsiva attrazione verso l’acquisto di immobili di lusso. Una memoria storica fondamentale per le nuove generazioni, nata da una precisa promessa. Sordi aveva infatti intimato al cugino di rivelare i suoi segreti a una sola condizione: “Raccontali solo quando io sarò andato in orizzontale”. Scopri tutti i retroscena nel nostro articolo 👇

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L’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati gremita per Alberto Sordi Secret

Roma – Il volto sorridente, furbo e un po’ cinico dell’italiano medio, la voce inconfondibile che ha fatto ridere e riflettere intere generazioni, le battute fulminanti entrate di prepotenza nel nostro lessico quotidiano. Tutti credono di conoscere a menadito il grandissimo Alberto Sordi, ma in realtà dietro la rassicurante e leggendaria maschera cinematografica si nascondeva un uomo schivo, profondamente riservato e pieno di insospettabili fragilità umane.
A svelare finalmente l’uomo privato, spogliandolo dei suoi celebri abiti di scena, ci pensa ora una meravigliosa e imperdibile produzione cinematografica. Dopo il fortunato e applaudito passaggio nelle principali sale cinematografiche italiane, la blasonata partecipazione ufficiale al prestigioso Festival del Cinema di Roma e una lunghissima e trionfale distribuzione internazionale all’estero, l’attesissimo “Alberto Sordi Secret”, il primissimo docufilm biografico interamente dedicato alla blindata vita privata di Alberto Sordi, è ufficialmente e finalmente approdato in Italia, visibile a tutti gli abbonati sulla popolarissima piattaforma di streaming Prime Video. Un traguardo importantissimo e particolarmente significativo per questa complessa opera internazionale, amorevolmente diretta e minuziosamente sceneggiata da Igor Righetti, noto giornalista e conduttore radiotelevisivo Rai, ma che è soprattutto cugino diretto e biografo ufficiale del grande e indimenticato attore romano. La presentazione in grande stile dell’arrivo dell’opera sulla piattaforma digitale si è svolta in un luogo fortemente istituzionale: la gremitissima e prestigiosa Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei deputati. L’evento romano è stato promosso in prima persona dal presidente della Commissione Cultura della Camera, l’onorevole Federico Mollicone (che ha seguito e sostenuto moralmente il progetto fin dai suoi primi passi), ed è stato aperto solennemente dal questore della Camera, Paolo Trancassini. Alla lussuosa proiezione erano presenti alcuni degli attori protagonisti del film, tra cui spiccano Fioretta Mari e Maurizio Mattioli, i giovani Lorenzo Castelluccio ed Emily Shaqiri, decine di giornalisti e ben 150 seguitissimi influencer del web.

Il patto con il cugino: “Racconta di me solo quando andrò in orizzontale”

L’anima pulsante di questa splendida pellicola di 90 minuti (prodotta da Massimiliano Filippini e CameraWorks, con la fotografia curata da Gianni Mammolotti) risiede nella sua clamorosa autenticità e nella ferrea volontà di non voler scendere mai a compromessi con la sterile invenzione letteraria.
«Nel docufilm non c’è assolutamente nulla di fiction o che sia banalmente frutto di pura fantasia», ha raccontato visibilmente emozionato Igor Righetti davanti ai parlamentari. «Per scriverlo attingo a piene mani ai ricordi familiari vissuti in primissima persona e a quelli tramandati gelosamente da mio padre Alessandro e da mio nonno Primo, che era lo zio di Alberto. Per la primissima volta, compaiono sullo schermo i genitori, gli zii, i nonni e i suoi amici più stretti. La narrazione arriva a esplorare l’adolescenza e il cruciale ritorno a Roma di Alberto, allora appena diciassettenne, dopo il duro periodo formativo trascorso a Milano. L’errore più grave che si può fare, purtroppo fatto da altri registi, è cercare goffamente di imitarlo: di Alberto Sordi ce n’è stato e ce ne sarà per sempre uno solo». Ma perché aspettare così tanti anni per svelare questi segreti familiari? La risposta affonda le radici nella proverbiale e divertente scaramanzia romana dell’Albertone nazionale. L’opera nasce visivamente dalle pagine del fortunato libro best-seller “Alberto Sordi segreto” (arrivato alla 12ª ristampa), scritto dallo stesso Righetti. Un percorso nato da una precisissima, perentoria richiesta dello stesso Sordi, il quale, ripetendo all’infinito di non voler vedere la propria vita privata data in pasto al pubblico gossip, confidava però ai parenti: «Ci aveva chiesto di condividere pubblicamente questi ricordi e aneddoti soltanto quando lui fosse andato, come diceva ironicamente, “in orizzontale” (ovvero al cimitero). Così facendo, diceva, mi farete piacere perché mi ricorderete ai miei estimatori e mi farete conoscere alle nuove generazioni».

Un’opera indipendente, zero fondi pubblici e la sorpresa Joe Biden

In un’epoca cinematografica italiana in cui si grida spesso allo scandalo per l’abuso incontrollato dei cospicui finanziamenti statali (il Tax Credit) concessi a pioggia a pellicole sconosciute che non incassano un euro al botteghino, il caso di “Alberto Sordi Secret” brilla di luce propria come virtuoso esempio di libera e solida impresa privata.
Il docufilm, che è attualmente presente in pianta stabile e con enorme successo anche nei ricchissimi cataloghi di Prime Video negli Stati Uniti, in Nuova Zelanda, Australia, Cina e Gran Bretagna, è un vero e proprio miracolo produttivo totalmente indipendente. «Per realizzare fisicamente e tecnicamente il docufilm non abbiamo mai chiesto e non abbiamo ricevuto alcun finanziamento pubblico statale», ha dichiarato fieramente e con un pizzico di polemica il produttore esecutivo Massimiliano Filippini, «ma ci siamo avvalsi esclusivamente della bontà e della fiducia di validissimi sponsor privati» (tra cui il Parco del Colosseo, Ostia Antica, la Repubblica di San Marino, Pasta Armando, vari Comuni e resort di lusso). Questa indipendenza finanziaria non ha minimamente intaccato la strepitosa qualità dell’opera, che ad oggi ha già ricevuto l’incredibile cifra di 36 prestigiosissimi premi in Italia e all’estero. L’ultimo prezioso trofeo, giunto trionfalmente dagli Stati Uniti pochi giorni fa, è stato il New York Film & Cinematography Awards come miglior docufilm, che si va a sommare ai vari riconoscimenti ottenuti a Los Angeles, Miami e in India. Proprio negli States, a conferma dell’amore smisurato degli americani per l’attore (che nel lontano 1955 fu nominato governatore onorario di Kansas City dal presidente Truman), nella cittadina di Wilmington è stata promossa di recente un’intera giornata cittadina dedicata al docufilm e alla figura di Sordi, un particolarissimo evento culturale al quale ha preso parte a sorpresa anche l’ex presidente degli Stati Uniti in persona, Joe Biden, omaggiando l’arte comica italiana.

Sessuofobia, amore per la nobiltà e ville blindate: l’uomo dietro la maschera

L’aspetto giornalisticamente e sociologicamente più succulento del lungometraggio in streaming risiede inevitabilmente nelle scoperte psicologiche che smontano in parte la figura pubblica e goliardica dell’attore, rivelando ombre molto affascinanti e umane.
Il docufilm porta letteralmente per mano lo spettatore (accompagnato dalla suadente voce narrante di Dado Coletti) all’interno di luoghi privati mai mostrati prima dalle telecamere, come gli sfarzosi interni della sua blindatissima villa affacciata sul mare di Castiglioncello (sua amata dimora estiva), la tenuta favolosa del vero Marchese del Grillo a Fabriano e l’umile casa natale della madre a Sgurgola. Ma è l’anima di Alberto a venire davvero messa a nudo. Il racconto esplora faticosamente aspetti del tutto inediti: il difficilissimo e aspro rapporto conflittuale con l’amato padre Pietro (il quale non voleva assolutamente che il figlio si mettesse a fare l’attore per vivere); la sua smodata, quasi fanciullesca attrazione per il fascino polveroso della nobiltà e dell’aristocrazia; e soprattutto il suo complessissimo rapporto psicologico con il sesso femminile, spesso vissuto con profonda ansia cattolica e come un oscuro peccato mortale. Emergono poi, narrati dagli amici più intimi, dettagli sorprendenti come i suoi intensi amori mai svelati alla stampa rosa, la feroce gelosia verso le proprie ricchezze materiali, la sua maniacale dedizione assoluta e stacanovista alla professione e la sua ossessiva “fissazione compulsiva” per l’acquisto segreto di decine di immobili e case di lusso. C’è spazio persino per alcune simpatiche manie, come la furbesca ostentazione della sua enorme cultura personale, messa in mostra nei salotti borghesi attraverso lo sfoggio di lussuosi pezzi di antiquariato e ostentando in casa una colossale collezione di tomi e libri rari che, in realtà, l’attore non aveva mai letto. L’Albertone che emerge dalla pellicola di Righetti è un uomo geniale ma enormemente solo (per sua precisa scelta aveva pochissimi, fidati amici, tra cui gli animali), che osservava chirurgicamente e spietatamente i vizi dell’Italia del boom economico per poi rinfacciarceli ridendo sul grande schermo. Un patrimonio artistico e umano, oggi per sempre immortalato nei pixel di Prime Video, che impedisce al tempo di cancellare il graffio e la risata di un genio assoluto.

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Lifestyle

Oroscopo del giorno: le previsioni di giovedì 24 settembre 2026 per tutti i segni

La danza dei pianeti non si ferma mai, e questo giovedì 24 settembre 2026 promette di essere una giornata ricca di colpi di scena e sfide entusiasmanti per tutto lo Zodiaco! Con la Luna in rapido transito, l’energia cosmica favorisce enormemente l’estro creativo dei Gemelli e regala occasioni d’oro sul lavoro al Leone e al Capricorno. Momenti di tensione e necessarie riflessioni attendono invece il Toro e la Vergine, chiamati a non farsi travolgere dall’eccessivo stress e dal perfezionismo. Sul fronte dell’amore la passione si accende per lo Scorpione e la Bilancia, mentre i single dell’Ariete e dei Pesci potrebbero vivere incontri decisamente folgoranti. Quali sorprese riservano le stelle per la tua carriera, i tuoi affetti e la tua salute? Scopri le previsioni dettagliatissime e i consigli astrologici segno per segno nel nostro articolo completo 👇

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Oroscopo

Roma – La complessa e affascinante danza dei pianeti nel firmamento continua a tracciare rotte misteriose e destini incrociati, influenzando le nostre vite e le nostre scelte quotidiane. In questa intensa giornata di giovedì 24 settembre 2026, il quadro astrale si presenta particolarmente dinamico e carico di fortissime energie contrastanti. L’influsso dominante della Luna, in rapido e turbolento transito, promette di scombinare i piani di molti, favorendo improvvise intuizioni geniali ma rischiando anche di generare inutili e pericolosi attriti nei rapporti interpersonali. I segni di Fuoco e di Aria sembrano essere i favoriti assoluti per quanto riguarda le nuove e stimolanti sfide professionali, mentre per i segni di Acqua e di Terra si profila all’orizzonte una delicatissima fase di profonda riflessione emotiva e di riorganizzazione degli affetti famigliari. Scopriamo insieme, nel dettaglio, cosa hanno in serbo le stelle per ognuno dei dodici protagonisti dello Zodiaco, analizzando scrupolosamente le previsioni astrologiche per amore, lavoro, salute e fortuna.

Ariete, Toro, Gemelli e Cancro: sorprese e sfide professionali

Ariete (21 marzo – 19 aprile): Il vostro proverbiale spirito guerriero oggi sarà esaltato da configurazioni astrali a dir poco eccellenti. Sul fronte lavorativo, un progetto che vi stava particolarmente a cuore e che sembrava irrimediabilmente bloccato, subirà una graditissima e improvvisa accelerazione. L’energia non vi manca affatto, ma attenzione a non peccare di troppa impulsività: ponderate bene ogni singola parola prima di scagliarvi contro un collega. In amore, la serata promette scintille e riavvicinamenti insperati con il partner storico, ma i single dovranno guardarsi bene dalle false promesse di un incontro fugace.

Toro (20 aprile – 20 maggio): La parola d’ordine di questa complessa giornata di metà settimana per voi sarà una sola: pazienza. Vi sentirete inspiegabilmente e costantemente sotto pressione, come se tutti attorno a voi pretendessero risposte immediate che non siete ancora pronti a fornire. Sul lavoro, evitate categoricamente di firmare contratti vincolanti o di prendere decisioni finanziarie a lungo termine. Rifugiatevi piuttosto negli affetti più sicuri: l’amore di coppia si rivelerà un porto sicuro e rassicurante in cui ricaricare le batterie, mentre la vostra salute fisica vi chiede a gran voce un drastico taglio agli eccessi alimentari serali.

Gemelli (21 maggio – 20 giugno): Siete letteralmente inarrestabili, un vero e proprio vulcano in continua eruzione di idee creative e comunicative. Il vostro intelletto viaggia a mille all’ora, rendendovi i leader indiscussi di ogni riunione aziendale e i protagonisti assoluti della giornata lavorativa. Sfruttate questa lucidità mentale per chiudere trattative spinose. Attenzione però alla sfera sentimentale: il partner potrebbe legittimamente sentirsi trascurato a causa dei vostri troppi e pressanti impegni mondani. Cercate di ritagliare almeno un paio d’ore serali per una cena romantica, ascoltando le esigenze di chi vi ama senza distrarvi continuamente con lo smartphone.

Cancro (21 giugno – 22 luglio): L’umore ballerino e fortemente altalenante tipico del vostro segno sarà amplificato a dismisura da una Luna piuttosto dispettosa e capricciosa. Vi sveglierete carichi di ottimismo, per poi sentirvi improvvisamente e ingiustificatamente malinconici nel tardo pomeriggio. In ambito professionale, qualcuno cercherà astutamente di prendersi il merito di un vostro brillante lavoro: difendete con le unghie e con i denti i vostri risultati, senza alcuna timidezza. In amore, è il momento perfetto per i tanto temuti ma necessari chiarimenti: affrontate i discorsi spinosi oggi stesso, rimandare i problemi sotto il tappeto non vi aiuterà affatto a risolverli.

Leone, Vergine, Bilancia e Scorpione: il momento delle scelte decisive

Leone (23 luglio – 22 agosto): I riflettori cosmici sono inesorabilmente puntati su di voi, e a voi, come sempre, non dispiace affatto essere al centro dell’assoluta attenzione generale. Sul fronte economico e lavorativo, si profilano all’orizzonte delle opportunità finanziarie davvero irripetibili: un investimento azzardato o una proposta di collaborazione esterna potrebbero rivelarsi incredibilmente fruttuosi. Tuttavia, in ambito amoroso le stelle vi chiedono di abbassare un po’ la cresta e mettere da parte il vostro proverbiale orgoglio felino: se avete sbagliato recentemente con una persona cara, chiedere scusa in maniera sincera vi renderà ai suoi occhi ancora più grandi e maturi.

Vergine (23 agosto – 22 settembre): Il vostro perfezionismo maniacale, che di solito rappresenta la vostra arma vincente, oggi rischia concretamente di trasformarsi nel vostro peggior nemico. Siete troppo severi e intransigenti, non solo con voi stessi ma soprattutto con chi vi circonda quotidianamente. Sul lavoro, imparate l’arte faticosa della delega: non potete ostinarvi a controllare minuziosamente ogni singolo dettaglio dell’ufficio. Rilassate la mente e il corpo. In campo sentimentale, una piacevolissima e inaspettata sorpresa organizzata dal partner saprà sciogliere il vostro proverbiale e freddo cinismo, regalandovi una serata di pura e incondizionata dolcezza emotiva.

Bilancia (23 settembre – 22 ottobre): Siete nel pieno del vostro periodo astrale, e si vede lontano un miglio! Il carisma che emanate e l’innata diplomazia vi apriranno letteralmente tutte le porte che fino a ieri sembravano sbarrate. È la giornata assolutamente perfetta per avanzare richieste di aumenti salariali, per proporre idee audaci ai superiori o per sostenere un difficile colloquio di lavoro. Anche l’amore vi sorride a trentadue denti: per i single si prevedono incontri folgoranti e ad altissimo tasso di compatibilità mentale, mentre le coppie storiche potrebbero iniziare a fare progetti molto seri, come una convivenza imminente o persino l’arrivo di un figlio.

Scorpione (23 ottobre – 21 novembre): L’intuizione profonda e il vostro leggendario sesto senso oggi non vi tradiranno affatto, anzi, si riveleranno i vostri alleati più preziosi e letali. Riuscirete a “leggere” le vere intenzioni delle persone che vi circondano con una lucidità quasi disarmante, smascherando chi in ufficio sta cercando subdolamente di remarvi contro. Usate queste informazioni con la vostra consueta e fredda astuzia strategica. In amore, invece, la passione fisica sarà letteralmente alle stelle, ma attenzione a non scivolare nel baratro della gelosia ossessiva e del controllo morboso: lasciate respirare liberamente il partner, o rischierete di soffocarlo inutilmente.

Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci: nuove energie e rinascite

Sagittario (22 novembre – 21 dicembre): La noia quotidiana vi sta lentamente ma inesorabilmente uccidendo dentro, e la vostra anima viaggiatrice reclama a gran voce novità, stimoli e avventure stimolanti. Se non potete fisicamente fare le valigie e partire per un lungo viaggio esplorativo, cercate di cambiare radicalmente la vostra stancante routine quotidiana. Sul lavoro, proponetevi coraggiosamente per incarichi inediti o progetti collaterali che vi stimolino mentalmente. In amore, l’atmosfera si preannuncia piuttosto piatta e abitudinaria: toccherà a voi, con la vostra proverbiale energia espansiva, prendere coraggiosamente l’iniziativa e organizzare qualcosa di totalmente folle e fuori dagli schemi per ravvivare la fiamma del rapporto.

Capricorno (22 dicembre – 19 gennaio): Il duro e incessante lavoro praticato nei mesi scorsi sta finalmente iniziando a pagare, e i tanto agognati frutti economici e professionali sono ormai maturi per essere raccolti con grande soddisfazione. Una promozione tanto sudata, un riconoscimento pubblico di prestigio o l’arrivo di un’entrata economica insperata vi regaleranno una grandissima e meritata boccata d’ossigeno. Tuttavia, le stelle vi invitano severamente a non trascurare la vostra salute fisica e mentale. Siete perennemente stressati: prenotate immediatamente un lungo weekend di totale stacco dai dispositivi digitali e dedicatevi unicamente alla cura della vostra persona e al meritato relax.

Acquario (20 gennaio – 18 febbraio): Vi sentite degli incompresi, dei veri e propri alieni sbarcati per errore su questo pianeta. Le vostre idee, sempre troppo all’avanguardia e geniali rispetto ai tempi correnti, oggi potrebbero scontrarsi violentemente con la fastidiosa rigidità e ottusità mentale di un superiore o di un collega. Non scoraggiatevi e non arretrate di un millimetro: il tempo vi darà inevitabilmente ragione. In ambito sentimentale, le stelle vi suggeriscono di staccare la spina dalla logica ferrea e di lasciarvi andare maggiormente all’istinto primordiale: l’amore non segue mai schemi razionali prestabiliti, vivetelo con la leggerezza e l’anarchia che vi contraddistingue da sempre.

Pesci (19 febbraio – 20 marzo): Siete immersi fino al collo in un vero e proprio oceano di intensissime e tumultuose emozioni contrastanti. La sensibilità, che è il vostro marchio di fabbrica, oggi rischia concretamente di farvi assorbire come una spugna tutta la negatività e l’ansia dell’ambiente lavorativo che vi circonda. Imparate urgentemente a mettere dei rigidi paletti emotivi a protezione della vostra aura e a non farvi carico dei drammi esistenziali altrui. In amore, invece, vivrete momenti di purissimo e magico romanticismo: il partner saprà accudirvi e leggervi nel pensiero, regalandovi quella profonda sicurezza affettiva che rincorrevate e sognavate da tantissimo tempo.

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Meghan Markle, prima uscita pubblica in Inghilterra: birra al pub con Ellen DeGeneres

Fine dell’esilio dorato, iniziano le uscite segrete per Meghan Markle! Dal clamoroso giorno del suo ritorno a Londra con Harry (il 26 agosto 2026), la Duchessa del Sussex aveva mantenuto un bassissimo profilo per sistemare i figli Archie e Lilibet nella nuova tenuta britannica. Ora, però, i paparazzi l’hanno finalmente pizzicata durante la sua prima uscita pubblica in terra inglese, ed è stata una vera sorpresa! Meghan ha infatti abbandonato il lusso estremo per rifugiarsi al “The Three Horseshoes”, uno storico pub del Settecento situato nell’Oxfordshire. A sorseggiare con lei una birra, tra risate e chiacchiere, c’erano due pesi massimi di Hollywood ed ex “vicine di casa” a Montecito: la conduttrice tv Ellen DeGeneres e sua moglie Portia de Rossi (trasferitesi anche loro in Inghilterra!). In scarpe da ginnastica, camicia aperta e occhiali da sole (mentre nello stesso momento Harry era a Londra in smoking a consegnare dei premi), la Markle si gode la sua nuova, spensierata e controversa vita “borghese”. Scopri tutti i retroscena nel nostro articolo completo 👇

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Meghan Markle

Londra – La tanto chiacchierata e attesa fase due della particolarissima vita europea dei Duchi del Sussex è ufficialmente e clamorosamente iniziata sotto i cieli uggiosi della campagna britannica. Fino a questo momento, dal giorno in cui la famiglia aveva incredibilmente fatto ritorno nel Regno Unito per stabilirsi in una nuova magione (lo scorso 26 agosto 2026), Meghan Markle aveva accuratamente e astutamente evitato le attenzioni pressanti dei paparazzi, nascondendosi dietro le spesse mura della sua proprietà.
Ma il proverbiale e rigidissimo esilio dorato della 45enne Duchessa del Sussex è ufficialmente e clamorosamente terminato nella piovosa giornata di lunedì 21 settembre. In queste ore, infatti, i tabloid inglesi e americani hanno iniziato a battere freneticamente la notizia (corredata da inequivocabili scatti rubati) della primissima, vera e propria uscita pubblica di Meghan Markle da quando ha rimesso piede sul suolo inglese. Chi si aspettava un ingresso trionfale in qualche boutique del lusso londinese o una parata sfarzosa, tuttavia, è rimasto decisamente e piacevolmente deluso. L’ex attrice americana, infatti, è stata fotografata dai curiosi mentre si godeva serenamente un’uscita incredibilmente casual, rilassata e del tutto informale. A farle compagnia, in questo attesissimo battesimo di fuoco mediatico in terra britannica, c’erano due pesi massimi assoluti dello showbiz internazionale, sue storiche e fidatissime amiche fin dai tempi del dorato esilio californiano a Montecito: la potentissima conduttrice televisiva americana Ellen DeGeneres e la sua elegantissima moglie, l’attrice Portia de Rossi.

Il look casual della Duchessa in un locale del Settecento

La location scelta dal formidabile trio hollywoodiano per questa rimpatriata tra amiche è quanto di più squisitamente e tradizionalmente british si possa immaginare. Abbandonati momentaneamente i costosissimi ed esclusivi ristoranti stellati californiani, Meghan, Ellen e Portia si sono felicemente date appuntamento ai tavoli di un pittoresco e storico locale di provincia.
Si tratta de The Three Horseshoes, un meraviglioso e antico pub risalente addirittura all’epoca del Settecento, maestosamente incastonato tra i prati umidi e verdi nei pressi della piccola cittadina di Burford, nel cuore pulsante dell’esclusiva contea dell’Oxfordshire. Il terzetto ha trascorso svariate ore di ininterrotto e piacevole relax, consumando bevande, scambiando fitte chiacchiere private all’interno della storica struttura di campagna e ridendo di gusto, prima che Meghan si accomiatasse affettuosamente per dirigersi frettolosamente verso casa. Per questa prima e delicata apparizione semi-pubblica, la Duchessa ha voluto lanciare un chiarissimo e inequivocabile segnale estetico ai suoi detrattori, abbracciando un look straordinariamente rilassato, chic ma privo di qualsiasi inutile sfarzo regale. Meghan ha sapientemente abbinato un paio di comodi e freschi pantaloni bianchi dal taglio morbido a una sobria camicia azzurra dal taglio maschile, sapientemente sbottonata sul collo. Ai piedi, niente tacchi vertiginosi da protocollo reale, ma un banalissimo, candido e comodissimo paio di sneakers bianche. Ha completato il tutto lasciando sciolta e libera sulle spalle la sua folta chioma corvina e nascondendo astutamente lo sguardo dietro a un ingombrante e scuro paio di occhiali da sole firmati. Un abbigliamento che i critici di moda hanno subito etichettato come il trionfo assoluto del “quiet luxury”, ovvero il lusso silenzioso, ostentato senza loghi in vista.

Un’amicizia storica che si sposta dalla California alla campagna inglese

Questa rimpatriata al sapore di birra scura e patatine porta con sé una connessione psicologica e logistica incredibilmente affascinante con la tanto rimpianta (e poi abbandonata) vita dorata in California.
La potentissima Ellen DeGeneres (68 anni) e Portia de Rossi (53 anni), infatti, sono state per tantissimi anni le vere e proprie colonne portanti dell’esclusivo circolo privato di amicizie che Harry e Meghan avevano costruito minuziosamente e gelosamente attorno a sé sulle colline dorate di Montecito. Ma il destino, evidentemente, voleva che i tre rimanessero vicini: le due star americane, infatti, avevano sorprendentemente deciso di trasferirsi anch’esse nella piovosa e romantica campagna inglese all’inizio del 2024, anticipando di fatto le mosse dei Sussex. Solo in un secondo momento la ricchissima coppia ha poi riacquistato un’altra faraonica villa in California, programmando abilmente di dividere il proprio tempo libero tra gli Stati Uniti e il Regno Unito. La profonda amicizia pubblica tra Meghan ed Ellen si è consolidata vertiginosamente nel corso degli ultimi anni: non bisogna dimenticare, infatti, l’irriverente e criticatissima apparizione dell’ex star di “Suits” come ospite d’onore nel celebre “The Ellen DeGeneres Show” nel 2021 (dove si rese protagonista di simpatiche ma irriverenti gag comiche in strada), né tantomeno l’esclusiva presenza di Harry e Meghan tra i pochissimi invitati alla cerimonia a sorpresa in cui Ellen e Portia rinnovarono i propri voti nuziali nel 2023.

Il profilo basso dei Sussex dopo il trasferimento e le gite nel verde

L’uscita rurale di lunedì all’interno del pub di Burford segna il battesimo del fuoco fotografico per Meghan, ma i ben informati vicini di casa sostengono con assoluta certezza che questa non sia affatto stata la primissima escursione in solitaria della Duchessa da quando ha riattraversato l’Oceano Atlantico.
Agli inizi di questo caotico mese di settembre, infatti, Meghan e Harry erano già stati intercettati e avvistati insieme (anche se abilmente sfuggiti agli spietati obiettivi dei fotografi) mentre si recavano nel lussuosissimo e inaccessibile Soho Farmhouse, sempre nell’Oxfordshire. A parte questi sporadici e privatissimi avvistamenti in locali d’élite o in pittoreschi pub di campagna, la Duchessa Markle ha scientemente voluto mantenere un profilo mediatico bassissimo. Niente comparsate in centro a Londra e niente abiti da sera vistosi. La priorità assoluta di Meghan, da quel fatidico 26 agosto 2026, è rimasta la totale salvaguardia, la privacy e la stabilità emotiva dei suoi due preziosissimi figli, che si stanno faticosamente abituando ai nuovi ritmi scolastici, alle nuvole londinesi e alla sterminata campagna inglese. In un rarissimo slancio di apertura digitale, tuttavia, Meghan ha recentemente offerto ai suoi affamati follower una rapida occhiata a questo idilliaco e bucolico nuovo capitolo della loro vita, condividendo sui social media alcune brevi e tenere riprese casalinghe che mostravano un rilassatissimo Principe Harry mentre si godeva il verde e incontaminato paesaggio britannico stringendo a sé i propri figli, ben lontano dalle rigide e claustrofobiche regole di protocollo imposte da Buckingham Palace.

Nessun ritorno ai doveri reali: la nuova vita borghese di Meghan

C’è un ulteriore dettaglio sociologico che emerge con prepotenza da queste famigerate e ormai storiche fotografie scattate al The Three Horseshoes, e riguarda proprio la divisione degli spazi e dei compiti operata dai due chiacchieratissimi coniugi.
Nelle stesse esatte ore di lunedì 21 settembre in cui la bella e rilassata Meghan se la rideva spensieratamente di gusto al tavolo di un locale del Settecento assieme alle sue amiche del cuore, bevendo pinte in camicetta e scarpe da ginnastica, a pochi chilometri di distanza (nel cuore brulicante della City di Londra) il Principe Harry si trovava imbrigliato all’interno di uno sfarzoso smoking di sartoria. Il Duca stava infatti presenziando, tra grande emozione e solennità, alla formalissima cerimonia dei WellChild Awards, soltanto l’ultimo di una fittissima, lodevole ma stressante serie di impegni umanitari e pubblici che il reale ha orgogliosamente deciso di intraprendere subito dopo aver rimesso piede nel suo amato Paese d’origine. Questo stridente e inequivocabile contrasto visivo e formale serve a ricordare al mondo intero un fatto ormai assodato: il Duca e la Duchessa del Sussex si sono ufficialmente dimessi e ritirati dal logorante ruolo di membri “senior” e lavoratori della famiglia reale britannica nel durissimo anno 2020. Pur avendo clamorosamente e inaspettatamente deciso di abbandonare le assolate coste della California per riportare le radici nel Regno Unito, questo trasloco non sancirà in alcun modo, né ora né in futuro, un loro formale ritorno ai vecchi e pressanti doveri reali imposti dalla Corona. Harry continuerà senza sosta le sue amate campagne sociali, mentre Meghan, a quanto pare, si godrà pienamente i piaceri borghesi della campagna inglese.

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