Roma – Sebbene la pesantissima, blindatissima e iconica famosa porta rossa della Casa più spiata e protetta d’Italia si sia formalmente spalancata in diretta solamente da circa un mese, segnando l’avvio ufficiale della nuova e spumeggiante stagione, il febbrile e implacabile termometro emotivo e sociologico del lunghissimo reality show targato Mediaset sembra girare già incessantemente a mille all’ora. Mentre i capricciosi ed esibizionisti inquilini VIP sono giornalmente, caoticamente e disperatamente e morbosamente alle prese con sfiancanti liti furiose per le pulizie domestiche, con intricate furbizie, velenose alleanze e le immancabili macchinazioni pre-nomination da mandare in onda al lunedì, il mondo cinico e attentissimo esterno degli analisti non sta certo pigramente fermo a guardare lo schermo. Lontano dalle rumorose e aspre beghe quotidiane consumate tra i coloratissimi e lussuosi divani di Cinecittà, infatti, il freddo, analitico e calcolatore universo delle grandi agenzie di scommesse legali italiane ha già prepotentemente, inesorabilmente e scientificamente iniziato a tirare le primissime e scottanti somme statistiche, iniziando a tracciare dei formidabili e affidabilissimi bilanci probabilistici provvisori sull’andamento delle dinamiche sociali. Osservando al microscopio e incrociando i minuziosi flussi mastodontici di scommesse in denaro, i freddi dati dell’Auditel e il mutevole gradimento del volubile popolo in rete, i temutissimi e rigorosissimi esperti bookmakers nazionali hanno di fatto già provveduto diligentemente a stilare le primissime proiezioni e a sfornare, nero su bianco per i giocatori d’azzardo e per i curiosi del settore, le aggiornatissime, inequivocabili e seguitissime tabelle delle quote vincenti riguardanti il tanto ambito e ricchissimo trionfo finale. E le sorprese, a giudicare dall’asettica lettura millimetrica dei tabelloni virtuali diramati questa mattina dagli analisti, non mancano affatto.
Scommesse impazzite a un mese dal via: chi domina le quote virtuali?
Inquadrare, decifrare e soprattutto tentare lucidamente di pronosticare accuratamente e in fortissimo anticipo il nome dell’assoluto, certo e imbattibile vincitore finale di un programma televisivo di massa, estremamente dilatato, mutevole, lungo e logorante psicologicamente come il Grande Fratello non è mai stato, e non sarà certamente mai, un semplice ed elementare esercizio scolastico.
La grandissima, complessa e sfaccettata imprevedibilità emotiva intrinseca dell’animo dei capricciosi concorrenti rinchiusi in salotto, sommate alle continue, spietate e magistrali interferenze direzionali, autorali e registiche degli scrittori del programma (sempre pronti cinicamente a stravolgere drasticamente le regole in corsa del format inserendo a sorpresa nuovi inquietanti inquilini, immunità fasulle o nomination al veleno) possono oggettivamente scompigliare irrimediabilmente i calcoli matematici in una manciata di miseri e veloci secondi di diretta serale, sovvertendo inesorabilmente e definitivamente le ferree sorti consolidate di un intero faticoso mese di gioco di nervi. Nonostante questo gigantesco margine di perenne incertezza endemica e televisiva, l’immenso e goloso flusso e giro d’affari economico mosso testardamente dagli innumerevoli e appassionati piccoli scommettitori sportivi e ludici italiani ha permesso matematicamente ai grossi e abili bancatori statali di poter delineare, tratteggiare e fotografare chirurgicamente e provvisoriamente un quadro e un umore e un sentiment del Paese molto, molto ben e nettamente delineato. Osservando le lavagne luminose delle agenzie scommesse, infatti, salta subito e prepotentemente all’occhio del curioso un inconfutabile, monolitico e solido dato e riscontro di base: il pubblico popolare dei divani da casa ama visceralmente, premia a mani basse ed elogia ciecamente da casa, scommettendoci sopra soldi veri, soprattutto la leggerezza sincera, la naturale stravaganza pacifica e una certa spontaneità disarmante dei personaggi, penalizzando invece fortemente e duramente la troppa e noiosa furbizia strategica messa in atto a tavolino dalle false e ciniche alleanze di gruppo nella veranda.
Carmen Di Pietro in spensierata fuga solitaria: l’ironia conquista gli scommettitori
Nel severissimo, cinico e rigoroso e glaciale esame numerico di questi ultimissimi primissimi pronostici a freddo emersi dalle stime, c’è infatti indubbiamente e inesorabilmente un unico, sonoro, straripante, gigantesco, fortissimo e chiaro nome VIP che svetta irraggiungibile su tutti, stracciando letteralmente ogni misera concorrenza nella graduatoria dei pagamenti, primeggiando e dominando attualmente solitaria e incotrastata in testa alla preziosissima classifica dei cosiddetti grandi favoriti assoluti alla coppa: Carmen Di Pietro.
La sua esilarante, strampalata, iconica e formidabile spontaneità disarmante, unitamente alle sue ormai epiche, surreali, impareggiabili e tragicomiche continue disavventure ai fornelli sporchi della cucina televisiva e per accaparrarsi scorte di cibo, sembrano aver fattivamente, romanticamente e irrimediabilmente fatto profondamente e perennemente breccia nel cuore popolare del vasto pubblico votante pagante e, conseguentemente ed inevitabilmente, anche in quello molto più cinico, pratico e attaccato al soldo dei gestori e scommettitori dei siti Sisal e Snai. I quotisti legali di mezza Italia, annusando abilmente l’aria e cavalcando subitaneamente l’incessante gradimento dei seguitissimi social media, l’hanno conseguentemente, fiduciosamente e repentinamente accreditata fissa e piazzata del trionfo: una sua clamorosa e sperata vittoria e marcia finale all’ultima puntata, sotto la pioggia di coriandoli argentati di Canale 5, è al momento odierno bancata pochissimo, in virtù dell’immensa probabilità statistica. Le probabilità del suo trionfo netto in solitaria (dato stabilmente in discesa e fissato appena a circa 2.50 sulle principali e grosse lavagne, a riprova lampante del gigantesco ed estremo ottimismo popolare sulle sue evidenti e massicce e straripanti chance di portarsi orgogliosamente a casa il cospicuo ed invidiato assegno finale da capogiro e il montepremi) aumentano geometricamente giorno dopo giorno.
Il mistero Roncaccia alle spalle: le controversie esaltano stranamente le puntate
Eppure, alle ricche, inarrivabili e sicure e immediate spalle della inarrestabile front-runner televisiva partenopea non troviamo affatto e banalmente le belle ma silenziose giovani stelline dello show o i classici adoni silenziosi e insipidi delle passate, noiose edizioni dei vari salotti Mediaset.
Al clamoroso, solidissimo e inatteso pazzesco secondo posto netto del gradimento per i grossi allibratori (dato comodamente a una robusta, credibilissima e realistica quota in oscillazione tra 4.00 e 5.50 come potenziale, solido e credibile outsider vincitore) si piazza testardamente, stabilmente e prepotentemente e furbescamente proprio Alessandro Roncaccia. Una situazione logistica e virtuale a dir poco pazzesca e per certi versi paradossale ed eversiva da spiegare, considerando palesemente l’enorme, scoppiettante, infinita e torbida valanga giornaliera di chiacchierati, asfissianti e spinosissimi gossip infuocati che quotidianamente e incessantemente ruota fissa e si accanisce rabbiosamente e chirurgicamente proprio attorno alle complesse ed enigmatiche storie intricate relative al suo spigoloso e segreto passato. Ma in fondo e cinicamente, chi capisce visceralmente e gioca da anni e conosce bene a memoria le folli, contorte e illogiche regole sociologiche base dei moderni reality e le crude reazioni estreme del grande e morboso pubblico votante dei social in rete, questo piazzamento virtuale è tutt’altro che casuale o insensato. Generare palesemente, astutamente e prepotentemente forti frizioni, antipatie esterne, discussioni furiose costanti in casa e grandissimo vociare scandalistico e indignato attira come una immensa e perenne calamita visiva e uditiva l’importantissima telecamera della diretta sul presunto furbo cattivo, rendendolo fisiologicamente, matematicamente e subdolamente e inevitabilmente assolutamente vitale, necessario, centrale e intoccabile per far andare proficuamente avanti le trame e i delicatissimi fili della sceneggiatura autorale dello show televisivo.
I fanalini di coda: quote per Danto e il povero e bistrattato Annicchiarico
Nel buio, scuro e profondo, triste ed esplorato fondo di questa cinica, spietata e aggiornata classifica numerica provvisoria giacciono purtroppo desolatamente i nomi e i cognomi di tutti quei poveri disgraziati e malcapitati coinquilini che, fino ad oggi almeno, non sono ancora affatto, clamorosamente e in nessun modo minimamente riusciti a lasciare minimamente e furbescamente e indelebilmente un proprio solido e riconoscibile segno psicologico e vitale importante o tangibile nell’arco narrativo della trasmissione, e dei quali francamente i feroci scommettitori a casa paiono già stancamente volersi palesemente scordare in blocco fin da subito.
L’algido, silenzioso ed esteticamente introverso modello Giancarlo Danto e l’effervescente ma spesso incompresa e aspramente bacchettata Michelle Masullo (entrambi già posizionati peraltro sulla tremenda graticola bollente in vista delle spietate nomination mortali e delle dolorosissime eliminazioni imminenti previste per lunedì) sono già dati freddamente, spietatamente e matematicamente abbondantemente al grandissimo e vertiginoso rialzo statistico: puntare dei soldi o tentare palesemente l’azzardo rischioso per la loro miracolosa e surreale e disperata vittoria finale pagherebbe attualmente la stratosferica e impossibile bellezza di quasi e oltre 25 o addirittura per assurdo quasi 30 volte secchi e tondi la singola irrisoria misera cifra ipoteticamente investita sul loro fragile nome debole. Tra i bistrattati e sicuri outsider sfavoriti e clamorosamente perdenti in partenza brilla tristemente per immensa debolezza anche e proprio Simone Annicchiarico, bancato a cifre astronomiche (tra 20 e 22 fisso senza appello da parte dei giudici dei calcoli dei broker del rischio) e palesemente sprofondato tra i non papabili. Il suo repentino, gravissimo e noto recente e fragoroso ed emotivo e devastante cedimento strutturale, unitamente al suo pesante e tristissimo e conseguente isolamento all’interno del cinico e compatto resto dell’astuto gruppo capitanato e aizzato furbescamente contro di lui, lo hanno reso e fatto apparire velocemente agli occhi dei paganti e dei giocatori spietati estremamente vulnerabile, quasi debolissimo, un facile ed agognato bersaglio sacrificabile in pochissime settimane senza generare affatto la minima forma di reazione o un sufficiente e duraturo gradimento a lungo lunghissimo termine da parte del crudele popolo del televoto sovrano che decide di premiare sul finale.