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«PROXIMITY», a Roma la personale di Radenko Milak: alla Fondazione D’ARC il dialogo tra Dante, Fellini e Sorrentino tra pittura e cinema

Alla Fondazione D’ARC di Roma apre «PROXIMITY», la prima grande personale in Italia dell’artista bosniaco Radenko Milak a cura di Giuliana Benassi: un affascinante montaggio visivo tra pittura ad acquerello, cinema di Fellini e Sorrentino e la Divina Commedia di Dante 👇

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Radenko Milak_PROXIMITY_Fondazione D_ARC_16_10_2026_ph.Olivia Rainaldi(3)

Roma – Dal dramma scultoreo del Laocoonte alla materia primordiale di Jannis Kounellis, dalle visioni mistiche e sacrileghe di The Young Pope firmate da Paolo Sorrentino fino all’ipnotica Venusia nel Casanova di Federico Fellini. Figure archetipiche dell’arte classica, icone delle avanguardie novecentesche e frammenti indelebili della storia del cinema si incontrano, si sovrappongono e si rigenerano all’interno di un monumentale montaggio visivo che annulla le distanze cronologiche per farsi pura esperienza sensoriale. È questo l’affascinante orizzonte poetico di «PROXIMITY», la prima grande mostra personale in Italia dell’artista bosniaco Radenko Milak, ospitata negli spazi della prestigiosa Fondazione D’ARC a Roma (in Via dei Cluniacensi 128-130, nel quadrante Tiburtina) da domenica 18 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027.

Curata da Giuliana Benassi, l’esposizione rappresenta l’approdo compiuto della densa residenza artistica che Milak ha svolto nella Capitale nel corso del 2026. Noto a livello internazionale per aver rappresentato la Bosnia ed Erzegovina alla 57ª Biennale d’Arte di Venezia con il memorabile progetto University of Disaster, Milak costruisce alla Fondazione D’ARC un percorso espositivo immersivo dove la pittura a gouache e acquerello dialoga strettamente con l’architettura degli spazi e con la luce naturale e artificiale, trasformando lo spettatore in un testimone attivo tra apparizioni, velature e inquadrature prospettiche.

L’universo visivo di Radenko Milak: dalla Biennale di Venezia alla residenza romana

Nato a Travnik nel 1980 e formatosi tra le prestigiose Accademie di Banja Luka e Belgrado, Radenko Milak ha sviluppato negli anni una cifra stilistica inconfondibile basata sull’uso sapiente dell’acquerello monocromatico in bianco e nero. Attraverso la rielaborazione di fotografie d’archivio, ritagli di giornale e fotogrammi cinematografici, l’artista interroga il ruolo dei media visivi nella costruzione della memoria collettiva del nostro tempo. La sua pittura agisce come un dispositivo di decantazione del flusso incessante di immagini a cui siamo sottoposti, rallentando il tempo dello sguardo per restituire densità storica ed emotiva a ciò che rischia di perdersi nell’oblio.

Durante il suo soggiorno romano, Milak ha esplorato con voracità intellettuale le stratificazioni millenarie della città eterna: dai reperti archeologici alle vestigia barocche, fino ai mitici teatri di posa di Cinecittà. La capitale non viene semplicemente ritratta come sfondo da cartolina, ma vivisezionata come un immenso set cinematografico a cielo aperto, dove la memoria reale e la finzione filmica convivono in un intreccio inestricabile.

Consigliato dalla Redazione
Arte & Cinema

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«Umbra ante memoriam»: la Divina Commedia diventa architettura teatrale

Il cuore pulsante dell’allestimento è costituito da «Umbra ante memoriam», monumentale opera che scaturisce da una personalissima rilettura visiva della Divina Commedia di Dante Alighieri. La tradizionale tripartizione tra Inferno, Purgatorio e Paradiso viene tradotta dall’artista in un titanico trittico-architettura: le sue finestre ritagliate nella struttura si trasformano in vere e proprie inquadrature mobili da cui emergono, come spettri luminosi, personaggi del passato e del presente. Kounellis, il Laocoonte, i protagonisti grotteschi di Fellini e il pontefice tormentato di Sorrentino coabitano nello stesso spazio scenico, svincolati dalle proprie epoche storiche. Una ricerca visiva che dialoga con le più audaci mostre d’arte contemporanea ed eventi culturali che arricchiscono il nostro territorio.

Nel lavoro di Milak il testo dantesco non impone una narrazione didascalica o lineare, ma si disarticola in frammenti di un tempo sospeso. I contrasti chiaroscurali dell’acquerello richiamano l’effetto del negativo fotografico esposto in controluce, conferendo ai soggetti una consistenza fantasmatica e insieme tangibile, capace di interrogare lo spettatore sulla persistenza dei miti fondativi della cultura occidentale.

La luce come dispositivo scenico: la vetrata e il ciclo «Cabinet»

La riflessione concettuale sulla “finestra” come soglia tra interno ed esterno, tra ciò che è mostrato e ciò che rimane occultato, trova la sua massima espressione nell’intervento site-specific realizzato sulla grande vetrata monumentale della Fondazione D’ARC. Attraverso una sofisticata vetrofania, i dettagli di Umbra ante memoriam mutano costantemente: di giorno la luce solare fa affiorare le figure nello spazio interno, mentre al calar della sera l’illuminazione artificiale proietta l’opera verso la città, trasformando l’edificio in una lanterna magica di sapore cinematografico.

A chiudere il percorso espositivo nella Sala M è «Cabinet», una maestosa teoria di acquerelli che si snoda lungo le pareti evocando lo srotolamento fisico di una pellicola da 35 millimetri. Scene indimenticabili del cinema neorealista del dopoguerra, sguardi di attrici iconiche e dettagli architettonici si susseguono senza rigide gerarchie, attivando una catena di cortocircuiti e associazioni libere. È proprio in questo intervallo invisibile che si disvela il senso ultimo di Proximity: dimostrare come distanze temporali sterminate possano annullarsi nella vicinanza emotiva dell’arte.

Informazioni utili, orari e come raggiungere la Fondazione D’ARC

La mostra «PROXIMITY» di Radenko Milak, curata da Giuliana Benassi, sarà accessibile al pubblico dal 18 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027 presso la Fondazione D’ARC in Via dei Cluniacensi 128-130, Roma. Ecco tutti i riferimenti operativi per organizzare la visita:

  • Orari di apertura: Lunedì, martedì e mercoledì dalle 10:30 alle 13:30; Giovedì, venerdì, sabato e domenica con orario pomeridiano dalle 15:30 alle 19:30.
  • Collegamenti e trasporti pubblici: Metro linea B (fermata Tiburtina o Santa Maria del Soccorso); linee autobus urbane 163, 211, 309, 448.
  • Accessibilità per chi arriva in auto: Ampia disponibilità di parcheggio riservato nelle immediate vicinanze della struttura.
  • Contatti ufficiali: Indirizzo email info@fondazionedarc.it – Profilo Instagram ufficiale @fondazionedarc.

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Eventi

«The Thin Line», a Roma il grande fotogiornalismo di Romenzi e Tasso: al Museo di Trastevere le emergenze umanitarie raccontate con Intersos

Dal 28 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027 il Museo di Roma in Trastevere ospita «The Thin Line»: la mostra fotografica di Alessio Romenzi e Christian Tasso promossa da Roma Capitale e INTERSOS per raccontare cinque anni di crisi umanitarie tra Ucraina, Libano, Afghanistan, Iraq e Sahel. 👇

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AFGHANISTAN The tine line.

Roma – C’è un confine invisibile, sottile come la lama di un coltello, che attraversa i teatri di crisi più dilaniati del pianeta. È la linea che separa la sopravvivenza dall’oblio, il silenzio complice dell’indifferenza internazionale dall’urgenza morale del soccorso umanitario. Da questa profonda e lacerante consapevolezza visiva nasce «The Thin Line», la straordinaria mostra fotografica firmata da due tra i più autorevoli e pluripremiati fotoreporter contemporanei, Alessio Romenzi e Christian Tasso. L’esposizione sarà ospitata dal 28 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027 negli spazi carichi di fascino del Museo di Roma in Trastevere, in Piazza di Sant’Egidio 1/b, configurandosi come uno degli eventi di punta della stagione espositiva capitolina dedicata a fotografia d’autore, mostre e grandi reportage.

Promossa da Roma Capitale (Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative per la Giornata della Memoria) e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la rassegna è organizzata direttamente dall’organizzazione umanitaria INTERSOS, con i servizi museali curati da Zètema Progetto Cultura. L’anteprima riservata alla stampa è fissata per martedì 27 ottobre 2026 alle ore 11:00, aprendo al pubblico un percorso visivo di rara potenza espressiva che documenta cinque anni ininterrotti di lavoro sul campo accanto agli operatori e alle operatrici umanitarie.

Cinque anni sulle rotte della sofferenza: dal Libano al Sahel all’Ucraina

Nel corso dell’ultimo lustro, Romenzi e Tasso hanno percorso le rotte più impervie e pericolose delle crisi globali, documentando l’impatto devastante dei conflitti armati, della siccità e dei collassi istituzionali sulla popolazione civile. Dalle macerie delle città martoriate in Ucraina alle valli remote dell’Afghanistan strette nella morsa della povertà estrema; dai campi profughi del Libano ai traumi mai rimarginati dell’Iraq, fino all’epicentro delle crisi climatiche e securitarie nel cuore dell’Africa, tra la Nigeria e il Ciad.

Le immagini in mostra non indulgono mai nel voyeurismo del dolore, ma costruiscono una narrazione etica rigorosa, restituendo la dignità intatta a uomini, donne e bambini che lottano quotidianamente per non essere cancellati dalla memoria del mondo. Un reportage corale che dialoga costantemente con i complessi scenari geopolitici contemporanei e le crisi umanitarie globali e diritto alla sopravvivenza.

Consigliato dalla Redazione
Fotogiornalismo & Reportage

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Due sguardi complementari: il realismo di Romenzi e l’umanesimo di Tasso

La forza drammaturgica di «The Thin Line» poggia sull’intreccio virtuoso tra due sensibilità artistiche profondamente complementari:

  • Alessio Romenzi: fotogiornalista di fama internazionale, plurivincitore del prestigioso World Press Photo, Romenzi ha documentato per le maggiori testate globali (tra cui Time, The New York Times, Der Spiegel) le Primavere Arabe, la tragedia della guerra civile siriana e il conflitto russo-ucraino. Il suo obiettivo cattura la crudeltà chirurgica della guerra, ma anche la disperata resistenza dell’individuo di fronte alla rovina materiale;
  • Christian Tasso: artista visivo e documentarista, Tasso si distingue per un approccio empatico e umanistico alla fotografia sociale. La sua ricerca artistica, apprezzata dall’ONU e da istituzioni museali internazionali, esplora i temi della diversità, dei diritti delle persone con disabilità e della memoria comunitaria, immortalando la forza interiore e la resilienza spirituale delle comunità ai margini.

La convergenza di questi due sguardi al fianco delle équipe mediche e logistiche di INTERSOS restituisce un racconto a 360 gradi: l’orrore immediato dell’emergenza bellica da una parte, la paziente ricostruzione della vita quotidiana dall’altra.

Il ruolo vitale degli operatori di Intersos sul fronte del bisogno

Un nucleo tematico di rilievo della mostra è dedicato all’opera silenziosa degli operatori umanitari. Lavorare in prima linea in contesti come il bacino del Lago Ciad — dove l’insurrezione di Boko Haram si intreccia alla progressiva evaporazione delle risorse idriche — o nelle periferie degradate di Beirut significa operare costantemente su quella linea sottile dove la presenza di una clinica mobile o di un punto di distribuzione idrica segna la differenza biologica tra la vita e la morte.

Gli scatti di Romenzi e Tasso mostrano medici, psicologi e mediatori culturali nell’atto concreto di prestare soccorso, offrendo al visitatore una prospettiva privilegiata sulle retrovie dell’aiuto umanitario: corridoi sanitari improvvisati, scuole rifugio allestite sotto i teli cerati e presidi nutrizionali che salvano migliaia di neonati dalla denutrizione acuta.

Informazioni e coordinate per la visita

Ospitata nelle suggestive sale del Museo di Roma in Trastevere, cuore pulsante della memoria popolare e visiva della città, la mostra «The Thin Line» rimarrà visitabile dal martedì alla domenica dalle ore 10:00 alle ore 20:00 (ultimo ingresso consentito un’ora prima della chiusura). L’accesso è compreso nel biglietto ordinario del museo, con tariffazione agevolata o gratuita per i possessori della Mic Card e residenti secondo le disposizioni di Roma Capitale.

Un’esposizione civile di straordinaria urgenza che chiama ciascun cittadino a interrogare la propria coscienza: osservare quelle immagini significa rifiutare la rassegnazione e comprendere che la linea sottile della dignità umana dipende dalla responsabilità di ciascuno di noi.

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Eventi

L’effetto Martin Scorsese accende il Progetto «Roots»: la Sicilia capitale mondiale delle radici con un Museo a Ballarò e il Gran Galà al Teatro Massimo

Sull’onda dell’annuncio di Martin Scorsese pronto a donare il suo archivio all’Italia, la Fondazione Made in Sicily lancia il progetto «ROOTS»: il 3 e 4 gennaio 2027 a Palermo l’apertura del Museo a Ballarò e il Gran Galà al Teatro Massimo con il Sottosegretario Dell’Utri per celebrare le radici italiane nel mondo. 👇

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Da sin Davide Morici e Giovanni Callea

Palermo – C’è un filo invisibile ma indistruttibile che unisce le metropoli scintillanti del mondo contemporaneo ai vicoli lastricati e alle scogliere assolate del Mezzogiorno d’Italia. È il richiamo delle origini, un magnetismo culturale ed emotivo che oggi assume le proporzioni di un autentico movimento globale. Nel solco della clamorosa notizia che vede il celebre regista premio Oscar Martin Scorsese valutare la donazione del suo inestimabile archivio documentale e artistico all’Italia — un omaggio viscerale alle proprie radici familiari legate al borgo madonita di Polizzi Generosa —, la Sicilia si candida a diventare il baricentro internazionale del turismo della memoria attraverso l’ambizioso progetto ROOTS, consolidando il legame tra grande cinema, cultura e identità italiana.

Ideato e promosso dalla Fondazione Made in Sicily ETS su impulso di Giovanni Callea e Davide Morici, il programma ROOTS punta a trasformare la memoria dell’emigrazione e l’eredità artistica degli italiani all’estero in uno strumento di cooperazione internazionale, arte contemporanea e diplomazia culturale. Il calendario degli eventi segna già due date cerchiate in rosso per l’avvio del 2027: domenica 3 gennaio 2027 con l’apertura straordinaria del Museo delle Radici nel cuore pulsante dello storico quartiere Ballarò a Palermo, seguita lunedì 4 gennaio 2027 dalla prima Giornata celebrativa delle radici italiane nel mondo, ospitata nella maestosa cornice neoclassica del Teatro Massimo di Palermo.

Il sostegno del Governo: Dell’Utri lancia il 4 gennaio come data simbolo

La valenza istituzionale dell’iniziativa ha raccolto un consenso unanime ai massimi livelli della Repubblica e degli enti territoriali. Oltre al patrocinio del Ministero del Turismo, della Presidenza della Regione Siciliana e del Sindaco di Palermo Roberto Lagalla (con i patrocini in fase di perfezionamento di Regione Lombardia e Farnesina), il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale con delega per gli italiani all’estero, Massimo Dell’Utri, ha confermato la propria presenza ufficiale alla due giorni palermitana, annunciando il sostegno strategico del governo al progetto:

«Il progetto ROOTS possiede una forza straordinaria perché parte da un legame che, per le nostre comunità all’estero, è più potente di qualsiasi distanza geografica: quello con la terra d’origine. I milioni di italiani e italo-discendenti sparsi nei cinque continenti rappresentano il più grande orgoglio del nostro Paese, un giacimento umano, economico e valoriale eccezionale. Riconoscere nel 4 gennaio una ricorrenza annuale stabile significa rinnovare un ponte di pace, identità e fratellanza tra l’Italia e chi nel mondo ne custodisce la lingua e i valori».

In quell’occasione verrà formalmente costituita la Fondazione ROOTS, braccio operativo internazionale presieduto da Callea e Morici, supportato da una rete informativa capillare come il ROOTS International Media Network, che vede schierate emittenti e testate d’oltreoceano quali TeleOne (con format dedicati ai legami tra borghi siciliani e le comunità di New York, Philadelphia e Los Angeles), Journal Italia in Brasile, Italy 2 in California e Il Pensiero negli Stati Uniti.

Consigliato dalla Redazione
Cinema & Grandi Maestri

Martin Scorsese: Il Cinema, le Radici e il Racconto di una Vita

La monumentale opera biografica sul genio di origini siciliane: dalla Little Italy newyorkese ai capolavori di Hollywood, una confessione straordinaria tra pellicole e memoria familiare.

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L’Itinerario delle Radici: da Rosa Balistreri al tributo a Totò Schillaci

Il progetto ROOTS non nasce a tavolino, ma rappresenta il culmine di un percorso di rigenerazione urbana e artistica avviato da anni sul territorio. La Fondazione Made in Sicily ETS vanta già all’attivo missioni internazionali di prestigio (dalla presenza a Tokyo e Singapore in occasione del Tour Mondiale della nave scuola Amerigo Vespucci nel 2025 fino a Expo 2025 Osaka, Chicago, Rotterdam e Berlino), affiancate al programma «I GO ITALIA», la prima rete per la tutela della cucina italiana candidata a patrimonio immateriale UNESCO.

Parallelamente si è sviluppato l’«Itinerario delle Radici», un circuito di opere permanenti a cielo aperto che tocca punti cardine della Sicilia:

  • Aeroporto Internazionale Falcone-Borsellino di Palermo: la monumentale scultura «L’Albero delle Radici» firmata da Boscia e Barolotta;
  • Piana degli Albanesi: il suggestivo murale identitario «Le Radici del Futuro»;
  • Isola delle Femmine: l’installazione in pietra lavica e ceramica «Le Radici del Mare» affacciata sulle onde;
  • Palermo: il grande murale civico dedicato all’indimenticato bomber delle Notti Magiche Totò Schillaci;
  • Via dei Cipressi a Palermo: le 13 opere in ceramica del progetto «Cent’anni» dedicate alla voce simbolo della canzone popolare siciliana, Rosa Balistreri, nate grazie alla donazione del Fondo Liotti da parte di Felice Liotti.

Un percorso virtuoso che dimostra come l’Isola sappia trasformare la memoria in fattore di crescita economica e incoming turistico, in piena armonia con i programmi di turismo delle radici e valorizzazione del patrimonio.

I fondatori: la visione di Giovanni Callea e Davide Morici

Dietro la costruzione di questa rete transatlantica c’è l’esperienza complementare dei due fondatori. Giovanni Callea, giornalista e consulente di marketing strategico, vanta una lunga carriera nella valorizzazione dei beni pubblici (già organizzatore di grandi festival come Kals’art e Vucciria, nonché produttore associato del celebre film di Wim Wenders Palermo Shooting), protagonista di storiche battaglie civiche come la riapertura di Parco Uditore e la vittoria nazionale al censimento FAI per il Fiume Oreto.

Al suo fianco, Davide Morici unisce un solido background giuridico a un’esperienza trentennale nella progettazione di grandi eventi turistici e musicali internazionali, fungendo da volto e motore relazionale per gli scambi con le istituzioni estere. Con l’adesione di partner prestigiosi come la Fondazione Marea, il distretto milanese 5Vie e la storica Fondazione Antonio Carlo Monzino ETS, Palermo si prepara ad accogliere nel gennaio 2027 i grandi protagonisti dell’imprenditoria, della ricerca, della cucina e dell’arte mondiale per celebrare l’orgoglio eterno delle radici italiane.

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Eventi

Senato della Repubblica, al via il Premio Internazionale «DivinaMente Donna» 2027: aperte le candidature per narrativa, poesia e saggistica sulla forza della pace

Aperte le candidature per la IV edizione del Premio Letterario Internazionale «DivinaMente Donna» 2027 promosso da VerbumlandiArt APS. Consegna dei riconoscimenti il 18 febbraio 2027 al Senato della Repubblica con la madrina Marisa Manzini. Bando aperto fino al 15 dicembre 2026 per narrativa, poesia, saggistica e scuole. 👇

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«DivinaMente Donna» 2027

Roma – La cultura, l’impegno civile e la valorizzazione del talento femminile tornano a essere protagonisti nella prestigiosa cornice istituzionale della capitale. L’Associazione Culturale Internazionale VerbumlandiArt APS, storico cenacolo dedicato alla creatività espressiva e al dialogo interculturale presieduto da Regina Resta, ha ufficialmente pubblicato il bando di concorso della quarta edizione del Premio Letterario Internazionale d’Eccellenza «DivinaMente Donna» – Roma 2027. Il culmine dell’iniziativa si celebrerà il 18 febbraio 2027, dalle ore 10:00 alle ore 13:00, all’interno della suggestiva e solenne Sala Capitolare del Senato della Repubblica, nel Complesso monumentale di Palazzo della Minerva a Roma, confermandosi un punto di riferimento per il settore di letteratura, premi culturali ed editoria d’eccellenza.

Il premio nasce con la vocazione di promuovere la lettura, valorizzare la produzione editoriale contemporanea e premiare la testimonianza etica di scrittori, poeti, saggisti e giovani talenti. L’edizione 2027 è scandita da un tema di straordinaria attualità e urgenza geopolitica: «Custodi di pace: il coraggio delle donne di cambiare il mondo con la forza della parola». Una riflessione corale sul ruolo della donna nella società contemporanea, sulla difesa inviolabile dei diritti umani, sul contrasto a ogni forma di violenza e discriminazione e sulla costruzione di ponti di solidarietà e accoglienza, in profonda sintonia con le battaglie sui diritti civili, tutela delle donne e parità di genere.

Istituzioni e magistratura: la madrina Marisa Manzini e una giuria d’eccellenza

L’alto profilo istituzionale del Premio è suggellato dalla presenza di figure di primo piano del panorama giuridico e parlamentare italiano. Madrina ufficiale dell’evento è il magistrato Marisa Manzini, Sostituto Procuratore della Repubblica di Catanzaro, da sempre in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata e autrice di saggi di profondo impatto etico. Il ruolo di Presidente Onorario è ricoperto dalla Senatrice Tilde Minasi, mentre la presidenza della giuria è affidata alla scrittrice e ritrattista iperrealista-pop Manuela Sain.

La commissione giudicatrice vanta un parterre multidisciplinare composto da docenti universitari, magistrati, giornalisti, avvocati e professionisti della comunicazione: Incoronata Boccia (autrice e Direttrice dell’Ufficio Stampa Rai), Michela Piredda (giudice e autrice), Annalisa Lucini (poeta e avvocato), Enrico Casartelli (scrittore e docente web marketing), Eugenio Bisceglia (autore e avvocato), Giuseppe Fabiano (scrittore e psicologo), Margherita Vitale (scrittrice e avvocato), Mirella Cristina (avvocato e saggista), Salvatore La Moglie (docente e saggista) e Vinicio Leonetti (giornalista e scrittore).

Consigliato dalla Redazione
Scrittura Creativa & Narrativa

L’Arte della Scrittura: Guida alla Narrativa, Poesia e Saggistica

Un manuale completo e autorevole per autori esordienti e professionisti: tecniche di composizione letteraria, stile, editing e strategie editoriali per dare voce alle proprie storie.

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Le sezioni del concorso: dai libri editi alla poesia senza intelligenza artificiale

Il bando ufficiale disciplina la partecipazione attraverso cinque sezioni distinte, pensate per accogliere tutte le declinazioni della creatività letteraria contemporanea:

  • Sezione A – Libri di Narrativa: romanzi e raccolte di racconti pubblicati da case editrici regolarmente registrate dal 1° gennaio 2023 in poi, dotati di codice identificativo ISBN;
  • Sezione B – Libri di Poesia: sillogi e volumi di versi editi, anch’essi pubblicati con ISBN a partire dal 1° gennaio 2023;
  • Sezione C – Libri di Saggistica: approfondimenti storici, filosofici, sociologici e tesi pubblicate in forma editoriale con particolare attenzione alla figura della donna e all’evoluzione sociale;
  • Sezione D – Poesia Inedita a Tema: una singola lirica inedita in lingua italiana (lunghezza massima di 40 versi) focalizzata sul tema della pace. Il regolamento stabilisce con rigore che l’opera deve essere originale, escludendo categoricamente l’utilizzo di software di intelligenza artificiale generativa;
  • Sezione E – Scuole Secondarie di Secondo Grado: riservata a studenti e classi delle scuole superiori (a partecipazione completamente gratuita), che possono concorrere con poesie, saggi, racconti o video originali.

Il regolamento esclude espressamente opere autopubblicate o autoprodotti senza l’intermediazione qualificata di un editore, preservando il rigore qualitativo della selezione. Gli autori stranieri possono partecipare gratuitamente presentando i testi in lingua originale, accompagnati da una sinossi in italiano.

Modalità di invio, scadenze e riconoscimenti speciali

Oltre ai premi per i primi tre classificati di ciascuna categoria e alle menzioni d’onore, l’organizzazione assegnerà prestigiosi riconoscimenti speciali, tra cui il Premio Insignita d’Eccellenza, il Premio DivinaMente Donna alla Carriera, il Premio Casa Editrice e il Premio Giovane Autrice, consegnando ai vincitori targhe d’arte, trofei e l’iscrizione ufficiale nell’Albo d’Onore del Senato.

Il termine perentorio per la trasmissione delle candidature è fissato per il 15 dicembre 2026. I plichi cartacei contenenti scheda di partecipazione e copia dell’opera dovranno essere recapitati alla sede centrale di VerbumlandiArt APS (Via Raffaele Vaglio 13, 73044 Galatone – Lecce), mentre le copie digitali in formato PDF andranno inviate alla casella di posta elettronica premiodivinamentedonna@gmail.com. Tutte le informazioni operative, i modelli di iscrizione e i dettagli del regolamento sono consultabili sul portale ufficiale dell’associazione all’indirizzo www.verbumlandiart.com.

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