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Politica

Arcore, grande affluenza ed entusiasmo al gazebo politico verso il 2027: boom di tesseramenti. Roberto Manzato: «Sicurezza e viabilità le priorità dei cittadini»

Sabato 17 ottobre grande successo e partecipazione al gazebo politico di Arcore in vista delle amministrative del 2027: boom di affluenza e nuovi tesserati. I cittadini chiedono risposte su sicurezza e viabilità, mentre il referente Roberto Manzato ringrazia la cittadinanza e la delegazione di Biassono guidata da Lele Petrucci e Cristina Cavallo. 👇

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Comitato 2164,Arcore

Arcore (Monza e Brianza) – La partecipazione democratica e il confronto diretto con la cittadinanza tornano a rianimare le piazze della Brianza in vista delle grandi sfide amministrative del futuro. Nella mattinata di sabato 17 ottobre 2026, il cuore di Arcore è stato teatro di una mobilitazione politica caratterizzata da uno straordinario successo di pubblico, calore ed entusiasmo. In una città storicamente centrale per gli equilibri politici lombardi e nazionali, il gazebo promosso dal comitato civico e politico locale ha registrato un flusso ininterrotto di residenti, commercianti e famiglie, confermando come la voglia di confrontarsi sul futuro della comunità sia più viva che mai.

A tracciare il bilancio estremamente lusinghiero dell’iniziativa è il referente e coordinatore Roberto Manzato, affiancato da un nutrito gruppo di attivisti e sostenitori. La risposta della cittadinanza è andata ben oltre le più rosee aspettative della vigilia: non soltanto decine di persone si sono fermate per dialogare, confrontarsi e avanzare proposte concrete per il miglioramento dei servizi urbani, ma si è registrata anche una notevole impennata di nuove adesioni e tesseramenti, segnale tangibile di un radicamento territoriale in costante crescita lungo la rotta programmatica che guarda con determinazione all’appuntamento elettorale del 2027.

Sicurezza urbana e presidio del territorio: le richieste dei residenti di Arcore

Il filo conduttore delle centinaia di testimonianze raccolte durante la mattinata ha messo in evidenza due temi cardine, percepiti dai cittadini come autentiche urgenze non più rinviabili: la sicurezza e la viabilità. In particolare, sul fronte della vivibilità cittadina, residenti del centro e dei quartieri periferici hanno ribadito la necessità di un monitoraggio più stringente del territorio, chiedendo una presenza capillare e costante delle forze dell’ordine e della polizia locale nelle ore serali e nei punti nevralgici della città.

Tra le criticità maggiormente segnalate al banchetto informativo spiccano la richiesta di potenziare i sistemi di videosorveglianza urbana nei parchi e in prossimità della stazione ferroviaria, la cura dell’illuminazione pubblica nelle vie residenziali meno trafficate per prevenire furti e microcriminalità, e una maggiore attenzione al decoro delle aree comuni per contrastare fenomeni di degrado giovanile e vandalismi. Un quadro articolato che dimostra come il benessere di una comunità passi primariamente dalla tutela della serenità quotidiana delle famiglie e degli anziani.

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La sfida della viabilità e della mobilità: decongestionare il traffico e ricucire le frazioni

Accanto all’istanza della sicurezza, la gestione dei flussi di traffico e la riqualificazione delle arterie viarie rappresentano il secondo pilastro su cui la cittadinanza ha chiesto a gran voce un cambio di passo. Arcore, per la sua posizione di snodo tra il Vimercatese, la Valle del Lambro e i collegamenti verso Monza e la tangenziale per Milano, subisce quotidianamente un pesante carico di traffico veicolare, con code nelle ore di punta e ripercussioni negative sulla qualità dell’aria.

I partecipanti al gazebo hanno evidenziato la necessità di una revisione organica del piano del traffico cittadino, sollecitando interventi di manutenzione straordinaria del manto stradale, una messa in sicurezza più decisa degli attraversamenti pedonali in prossimità delle scuole e un riordino ragionato della sosta e dei parcheggi per agevolare il commercio di vicinato. Altro nodo cruciale riguarda le frazioni storiche di Cascina del Bruno, Bernate e La Ca’, spesso isolate dal centro urbano e bisognose di collegamenti ciclopedonali più protetti ed efficienti.

La sinergia tra i comuni della Brianza: il ringraziamento a Petrucci e Cavallo del comitato di Biassono

Il valore politico e organizzativo della mattinata è stato amplificato da una forte collaborazione sovracomunale. La risoluzione delle problematiche territoriali non può infatti limitarsi ai confini amministrativi di un singolo municipio, ma richiede una visione integrata dell’intero quadrante brianzolo. A dimostrazione di questa unità d’intenti, al gazebo di Arcore hanno presenziato delegazioni e figure di spicco dei territori limitrofi.

Un momento di particolare rilevanza è stato dedicato ai ringraziamenti istituzionali ed umani rivolti da Roberto Manzato: «Voglio esprimere la mia più sincera e profonda gratitudine a tutti i concittadini che si sono avvicinati con fiducia e speranza per condividere idee e sottoscrivere la tessera, confermandoci che siamo sulla strada giusta. Ma un ringraziamento speciale e sentito va in primis a Lele Petrucci e a Cristina Cavallo del comitato di Biassono. La loro presenza al nostro fianco, il loro supporto operativo e la loro vicinanza politica testimoniano la forza di una rete di amministratori e militanti capaci di fare squadra per il bene della nostra Brianza».

Verso le elezioni amministrative del 2027: un programma costruito dal basso con i cittadini

L’appuntamento di sabato 17 ottobre non rappresenta un evento isolato, ma segna il primo capitolo di una marcia a tappe serrate verso le elezioni amministrative del 2027. L’obiettivo dichiarato dal comitato è la costruzione di un’alternativa di governo credibile, pragmatica e priva di velleità ideologiche, fondata esclusivamente sulle reali necessità della popolazione.

Nei prossimi mesi, il comitato moltiplicherà i presidi sul territorio con ulteriori gazebo tematici, incontri rionali e tavoli di lavoro aperti a professionisti, commercianti, associazioni sportive e mondo del volontariato. L’intento è redigere un programma elettorale partecipato, scritto riga per riga insieme agli arcoresi, per rilanciare l’attrattività economica, il decoro e la qualità della vita di una città che merita di tornare protagonista nel panorama lombardo.

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Politica

Napoli, Sforzini lancia il Comitato Campania di Rinascimento Nazionale: «Difendiamo il centrodestra fondato da Berlusconi. Porte aperte agli uomini liberi di Futuro Nazionale»

A Napoli Luca Sforzini presenta il Comitato Campania del Centro Studi Rinascimento Nazionale e lancia un forte appello all’unità della coalizione: «Difendiamo il centrodestra fondato da Berlusconi oltre trent’anni fa. Braccia aperte agli uomini liberi di Futuro Nazionale per costruire e non distruggere». 👇

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Luca Sforzini

Napoli – Il dibattito sul futuro dell’asse moderato e conservatore italiano si accende nel capoluogo campano attorno a uno dei nodi storici e strategici più rilevanti della stagione politica contemporanea: la tenuta e l’identità dell’alleanza di governo. Nel corso della presentazione ufficiale del Comitato territoriale Campania del Centro Studi Rinascimento Nazionale, svoltasi a Napoli dinanzi a una platea gremita di amministratori, intellettuali e quadri dirigenti, il presidente dell’istituto Luca Sforzini ha pronunciato un intervento programmatico destinato a scuotere gli equilibri interni all’area di maggioranza, ribadendo la centralità del confronto sulla politica italiana e gli equilibri del centrodestra.

Il cuore dell’intervento di Sforzini poggia su una rilettura storica e ideale delle radici della coalizione, richiamando direttamente l’eredità fondativa di Silvio Berlusconi: «L’architettura politica costruita da Silvio Berlusconi con la sua discesa in campo oltre trent’anni fa ha consentito alla destra italiana di uscire dall’isolamento post-bellico e di diventare a tutti gli effetti forza matura di governo. Distruggere questa casa comune o cedere a tentazioni separatiste ed estremiste significa lavorare oggettivamente per riconsegnare il Paese alla sinistra». Parole chiare, pronunciate nel contesto di una terra come la Campania dove la sintesi tra le diverse anime del centrodestra rappresenta la precondizione per ogni riscossa amministrativa.

La difesa dell’intuizione del 1994 contro le spinte centrifughe

Nel corso della sua disamina, Sforzini ha ricordato come l’intuizione berlusconiana del 1994 non fosse un semplice cartello elettorale transitorio, bensì un capolavoro di ingegneria istituzionale capace di unire liberali, cattolici, popolari e la destra nazionale sotto una comune visione atlantista, europeista e garante delle libertà individuali e dell’impresa. Rompere quell’argine per inseguire avventure solitarie o frammentazioni ideologiche, ha ammonito il presidente di Rinascimento Nazionale, equivale a vanificare decenni di battaglie politiche che hanno condotto la destra democratica alla guida della Nazione.

Da qui nasce la nascita e il radicamento territoriale di Rinascimento Nazionale in Campania: un presidio culturale e propositivo volto a rafforzare la coalizione attraverso l’elaborazione di contenuti solidi, difendendo il patrimonio valoriale del bipolarismo italiano da derive radicali che rischierebbero di alienare il consenso dell’elettorato moderato e produttivo, come già emerso nel dibattito sull’identità e sul futuro della destra italiana.

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L’appello accorato a Futuro Nazionale: «Noi siamo qui, a braccia aperte»

Il passaggio più politico e incisivo della relazione napoletana è stato il messaggio diretto e privo di ostilità rivolto a militanti, simpatizzanti e amministratori che si riconoscono nelle fila del movimento Futuro Nazionale, legato alla figura del generale Roberto Vannacci. Un invito esplicito a non disperdere il patrimonio unitario del centrodestra in progetti divisivi o di rottura sistematica:

«A chi non intende partecipare al progetto di distruzione o destabilizzazione del centrodestra diciamo: alzate la voce. Fatelo oggi, fatelo tra quindici giorni, tra un mese, tra tre mesi o anche il giorno prima della chiusura delle liste elettorali. Quando sarà chiaro fino in fondo dove porta il progetto di Vannacci e quali rischi comporta per la governabilità della Nazione, noi saremo qui, a braccia aperte, per offrire una casa politico-culturale credibile e accogliente a tutti gli uomini liberi che vogliono difendere e rafforzare il centrodestra, non farlo a pezzi».

Un appello all’unità e alla responsabilità civica che segna una linea di demarcazione netta: da una parte l’opzione identitaria sterile che rischia di favorire la riscossa del fronte progressista, dall’altra l’impegno per una sintesi alta, capace di fare convivere sovranità nazionale, pragmatismo economico e coesione sociale.

Il radicamento in Campania: radici storiche per una nuova classe dirigente

La nascita del Comitato Campania di Rinascimento Nazionale rappresenta un tassello cruciale nella strategia di espansione territoriale del Centro Studi. La regione, snodo strategico per le politiche di sviluppo del Mezzogiorno, per la gestione delle Zone Economiche Speciali (ZES) e per il rilancio delle infrastrutture logistiche, necessita di una classe dirigente autorevole, capace di superare i personalismi per ancorarsi a valori solidi e condivisi.

Con l’apertura della sede napoletana e il lancio della campagna di adesioni rivolta ad accademici, liberi professionisti e giovani impegnati nel tessuto civico, Rinascimento Nazionale candida la propria struttura a diventare un laboratorio permanente di idee. L’obiettivo dichiarato da Sforzini è quello di costruire una rete diffusa che sappia interpretare le istanze del mondo reale, presidiando l’unità della coalizione come bene irrinunciabile per la stabilità democratica ed economica dell’Italia.

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Politica

Arcore, debutta il primo gazebo politico di «Futuro Nazionale»: appuntamento a Villa Borromeo verso le elezioni del 2027

Domani, sabato 17 ottobre ad Arcore, debutta il primo gazebo politico di «Futuro Nazionale» (Comitato 2164) legato a Roberto Vannacci. Dalle 8:30 a Villa Borromeo (Largo Vela) il referente Roberto Manzato incontra i cittadini per raccogliere idee e proposte in vista del 2027 👇

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Locandina evento Arcore

Arcore – Il panorama politico della Brianza si arricchisce di una nuova presenza organizzata sul territorio, pronta a farsi interprete delle istanze civiche e delle sensibilità identitarie in vista dei futuri snodi elettorali. Si terrà nella mattinata di domani, sabato 17 ottobre 2026, il debutto ufficiale ad Arcore del movimento politico e associativo «Futuro Nazionale», la realtà che si richiama all’azione culturale e programmatica promossa dal generale ed europarlamentare Roberto Vannacci. I militanti e i simpatizzanti del locale Comitato 2164 allestiranno il loro primo gazebo informativo e di ascolto nel cuore della cittadina brianzola, aprendo una nuova stagione di confronto diretto con la cittadinanza.

La mobilitazione si svolgerà dalle ore 8:30 alle ore 12:30 (con prolungamento previsto fino alle 13:00) nella centralissima e suggestiva cornice di Largo Vela, all’ingresso dello splendido parco di Villa Borromeo, uno dei luoghi di maggiore transito e aggregazione del centro cittadino. A coordinare l’iniziativa e a fare gli onori di casa sarà il referente territoriale del comitato, Roberto Manzato, affiancato dagli attivisti della sezione locale. L’obiettivo primario dichiarato della mattinata è gettare le fondamenta di un percorso partecipativo di lungo respiro, strutturando una presenza capillare in vista della fondamentale tornata elettorale e amministrativa del 2027, anno in cui molti equilibri locali e nazionali saranno chiamati a un profondo rinnovamento.

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Ascolto dei cittadini e raccolta idee: il metodo di Futuro Nazionale

L’appuntamento di sabato non si configura come una semplice passerella elettorale o una mera distribuzione di materiale propagandistico, bensì come un laboratorio civico a cielo aperto. I promotori hanno annunciato che il banchetto sarà incentrato sull’ascolto attivo delle problematiche reali vissute dagli abitanti di Arcore e dei comuni limitrofi della Brianza monzese. Attraverso schede di rilevazione, questionari tematici e colloqui personali, il comitato intende raccogliere istanze, proposte, denunce e suggerimenti su questioni cruciali quali la sicurezza urbana, il degrado degli spazi pubblici, la pressione fiscale locale, il sostegno alle attività commerciali di vicinato e la difesa dei servizi alle famiglie.

«Vogliamo invertire la tendenza di una politica che troppo spesso si chiude nei palazzi e si ricorda dei cittadini soltanto a ridosso delle urne», spiega il referente Roberto Manzato. «Con il Comitato 2164 di Futuro Nazionale vogliamo rimettere al centro il buon senso, il coraggio delle idee e l’amore per la nostra terra. Arcore è un centro storicamente fondamentale per gli equilibri politici della Brianza e dell’intera Lombardia: da qui vogliamo lanciare un segnale forte di presenza, coinvolgendo donne, uomini, giovani e lavoratori che non si rassegnano al pensiero unico e desiderano costruire un’alternativa seria, solida e ancorata ai valori identitari per il 2027».

Il radicamento in Brianza: la rete territoriale del Generale Vannacci

La nascita e la mobilitazione del Comitato 2164 testimoniano la progressiva e capillare espansione della rete civica e politica legata alla figura di Roberto Vannacci nell’Italia settentrionale. Dopo l’exploit di preferenze registrato alle ultime consultazioni europee nella circoscrizione Nord-Occidentale, il fermento associativo si è tradotto nella nascita di centinaia di comitati spontanei su scala provinciale e comunale, pronti a strutturarsi in una rete organica di militanza attiva.

La Brianza, terra di profonda vocazione imprenditoriale, attaccamento al lavoro e forte senso di appartenenza comunitaria, rappresenta un terreno d’elezione per le parole d’ordine di Futuro Nazionale: difesa delle tradizioni, meritocrazia, tutela della sovranità economica e contrasto alle imposizioni burocratiche percepite come distanti dalle esigenze del tessuto produttivo. La scelta di Arcore, comune ad altissima valenza simbolica nella storia politica della Seconda Repubblica italiana, evidenzia la volontà di tracciare un solco netto e ambizioso, aggregando l’elettorato disilluso e i cittadini desiderosi di un protagonismo dal basso.

Invito alla partecipazione: «Tutti i cittadini sono benvenuti»

Gli organizzatori rivolgono un invito caloroso a tutta la cittadinanza di Arcore e della provincia di Monza e Brianza a fare un salto al gazebo di Largo Vela nella mattinata di domani. Sarà l’occasione per confrontarsi liberamente, ritirare documentazione informativa sulle tesi programmatiche del movimento, tesserarsi o offrire il proprio contributo di idee e competenze in vista dei gruppi di lavoro tematici che verranno avviati nelle prossime settimane.

L’appuntamento è dunque per domani, sabato 17 ottobre, dalle 8:30 alle 12:30 a Villa Borromeo: la politica torna tra la gente per costruire, passo dopo passo, il futuro della comunità locale.

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Territorio

Ddl Caregiver familiare approvato alla Camera, Cardone (Lega): «Dalle parole ai fatti dopo 10 anni di attesa e 257 milioni stanziati»

La Camera approva in prima lettura il disegno di legge sul caregiver familiare promosso dal Ministro Locatelli, con uno stanziamento di 257 milioni di euro. Angelo Cardone (Lega) plaude al traguardo: «Dalle parole ai fatti dopo 10 anni e 30 proposte fallite». Ecco tutte le tutele previste in attesa del Senato 👇

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Caregiver

Roma – Una svolta attesa da oltre un decennio compie il suo primo, decisivo passo istituzionale. L’approvazione in prima lettura alla Camera dei Deputati del disegno di legge sul riconoscimento e la valorizzazione del caregiver familiare segna uno spartiacque per il welfare italiano. Il provvedimento, promosso con determinazione dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli e sostenuto con fermezza dalla maggioranza di governo, mira a colmare un vuoto normativo e culturale che per troppo tempo ha lasciato nell’ombra milioni di persone che dedicano la propria quotidianità all’assistenza di congiunti non autosufficienti.

A sottolineare la portata storica del via libera parlamentare è intervenuto Angelo Cardone, Responsabile Regionale del Dipartimento Disabilità della Lega, evidenziando il cambio di paradigma che porta finalmente concretezza e risorse reali a supporto dei nuclei familiari: «L’approvazione in prima lettura alla Camera del disegno di legge sul riconoscimento del caregiver familiare, promosso dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, è un risultato che la Lega sostiene con convinzione. Dopo dieci anni in cui sono naufragate oltre trenta proposte di legge, arriva finalmente una norma per la dignità e il riconoscimento di tante persone che amano, che curano e non vogliono essere sostituite, ma affiancate in questo complesso compito di cura e di vita».

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Oltre trenta proposte arenate in dieci anni: la fine dell’invisibilità sociale

Il percorso parlamentare che ha condotto al voto favorevole di Montecitorio giunge dopo anni di dibattiti frammentari e promesse rimaste a lungo lettera morta. Negli ultimi due lustri, infatti, le aule legislative avevano visto decadere più di trenta testi di legge, impantanati tra carenze di copertura economica, divergenze di visione e una cronica incapacità di strutturare un testo organico. L’accelerazione impressa dall’esecutivo risponde a un’esigenza non più rinviabile di giustizia sociale, nata dal confronto continuo con le federazioni e le realtà associative che operano a stretto contatto con la disabilità gravissima e la fragilità complessa.

Il testo licenziato dall’aula non si limita a una definizione simbolica, ma delinea un’architettura di tutele differenziate e progressive. Viene infatti introdotta una graduazione mirata che parte dall’individuazione del caregiver familiare convivente e prevalente, la figura che sopporta il carico assistenziale più gravoso dal punto di vista fisico, psicologico e relazionale, per poi estendere la tutela e il riconoscimento a tutti i caregiver familiari che compongono la rete di protezione affettiva del congiunto. Una distinzione essenziale per calibrare gli interventi in base all’effettiva intensità del bisogno, garantendo risposte flessibili attraverso servizi di sollievo, consulenza specialistica e sostegni diretti.

Risorse certe: 257 milioni di euro per il 2027 e cumulabilità delle misure

Un aspetto centrale del provvedimento risiede nella sua solidità finanziaria. Troppo spesso, in passato, le norme di principio sono rimaste inapplicate a causa dell’assenza di adeguati capitoli di spesa nei bilanci dello Stato. In questo quadro, il disegno di legge dispone una dotazione iniziale di 257 milioni di euro per il 2027, con la previsione esplicita di ulteriori incrementi progressivi nelle leggi di bilancio successive per accompagnare l’estensione a regime delle tutele previste.

Cardone ha tenuto a rimarcare l’importanza dell’impianto economico e normativo, evidenziando come la legge eviti trappole burocratiche o penalizzazioni patrimoniali per chi presta assistenza: «Una legge seria che mette in campo risorse concrete e consente di accedere al sostegno senza dover rinunciare ad altre misure. Oggi qualcuno sostiene che questa legge non sia abbastanza. Si potrà certamente fare di più, ma è grazie alla Lega che dopo anni di parole si passa finalmente ai fatti con tutele certe e fondi dedicati. Questo provvedimento costituisce una base solida e un punto fermo imprescindibile da cui proseguire per rafforzare continuamente gli interventi nel tempo».

Il valore del lavoro di cura e la sfida del passaggio al Senato

Il principio cardine su cui si fonda la normativa è la salvaguardia del benessere globale del caregiver. Chi assiste un familiare non autosufficiente convive quotidianamente con il rischio di isolamento sociale, esaurimento emotivo e abbandono prematuro del percorso lavorativo, dinamiche che colpiscono in misura preponderante le donne e i familiari in età matura. Riconoscere questa figura significa istituire percorsi di supporto psicologico, agevolazioni nell’organizzazione lavorativa, valorizzazione delle competenze acquisite nel lavoro di cura e accesso semplificato alla rete dei servizi sociosanitari territoriali integrati.

Dopo il primo via libera incassato alla Camera dei Deputati, la palla passa ora al Senato della Repubblica per la seconda lettura e la definitiva conversione in legge dello Stato. L’obiettivo condiviso dalle forze di maggioranza e dal Ministero per le Disabilità è giungere a una rapida approvazione a Palazzo Madama, consegnando all’Italia un quadro normativo moderno, capace di affiancare chi si prende cura dei più fragili e di restituire valore umano, economico e sociale a un pilastro insostituibile della nostra comunità.

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