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Spettacolo

Tony Fortunato & Moonlight pubblicano “Tameiki”: il nuovo singolo tra nostalgia J-Pop di Tokyo e sonorità occidentali

Esce venerdì 23 ottobre “Tameiki”, il nuovo singolo di Tony Fortunato & Moonlight distribuito da ADA Music Italy che unisce nostalgia J-Pop di fine millennio ed elettronica contemporanea. 👇

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Tameiki cover

Milano – C’è una linea d’ombra magnetica e feconda in cui le luci al neon della metropoli di Tokyo di fine millennio si specchiano nelle pulsazioni ritmiche del pop occidentale d’avanguardia. È lungo questa rotta sonora transcontinentale che si colloca “溜め息” (Tameiki), l’attesissimo nuovo singolo firmato dal polistrumentista e produttore indipendente Tony Fortunato in collaborazione con la raffinata cantante giapponese Moonlight – 月と涙 -. Il brano sarà disponibile a partire da venerdì 23 ottobre 2026 in rotazione radiofonica nazionale e su tutte le piattaforme di streaming musicale digitale, pubblicato per l’etichetta Red&Blue Music Relations e distribuito capillarmente da ADA Music Italy (divisione di Warner Music Group).

Riavvolgendo idealmente il nastro della memoria sonora fino alla cosiddetta epoca d’oro del J-Pop e del J-Rock a cavallo tra la fine degli anni ’90 e i primissimi anni 2000, “Tameiki” – termine giapponese che si traduce letteralmente con “sospiro” – trasfigura la malinconia metropolitana in un travolgente slancio vitale. Il pezzo esplora ed evolve il concetto nipponico di shissoukan (疾走感): quella sensazione vertiginosa di corsa a perdifiato, di velocità cinetica e di assoluta libertà emotiva che travolge l’ascoltatore a ogni progressione armonica, restituendola tuttavia in una dimensione intima, notturna e riflessiva.

Il concetto di «shissoukan» e l’architettura sonora: dal groove funky al sospiro melodico

Dal punto di vista della produzione, “Tameiki” si distingue per una costruzione acustica millimetrica ed estremamente stratificata. La spina dorsale della composizione poggia su un basso elettrico muscolare e serrato, sul quale si innestano architetture di sintetizzatori analogici e digitali dal sapore siderale e futuristico. Su questa trama ritmica fluida si inseriscono improvvise incursioni chitarristiche dal sapore funky e ricercate trame in palm muting, che preparano il terreno per l’ingresso soffuso della voce di Moonlight – 月と涙 -.

Il canto in lingua originale della vocalist giapponese si libra con un’eleganza ieratica, creando un contrasto affascinante con la densità percussiva del brano. Il finale della traccia sfocia in un crescendo orchestrato con rara sapienza, dove armonie vocali calde e contrappunti di chitarra trasformano il respiro malinconico del ritornello in un groove irresistibile, dimostrando come le barriere linguistiche svaniscano quando la ricerca musicale punta all’universalità dell’emozione.

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Le parole dell’artista: «Un ponte emotivo tra Tokyo e l’Occidente che supera ogni confine»

A spiegare il motore emotivo e intellettuale che ha dato forma al progetto è lo stesso Tony Fortunato, che descrive la genesi del pezzo come un autentico atto d’amore verso l’estetica del Sol Levante:

«Con “Tameiki” ho voluto rievocare quell’energia nostalgica, elettrica e luminosa tipica della cultura musicale giapponese a cavallo tra fine anni Novanta e primi Duemila, un immaginario che mi affascina profondamente da sempre – racconta il produttore –. Ho esplorato il lato più intimo, notturno e introspettivo di quelle sonorità unendolo alle mie radici e influenze occidentali, cercando di dare forma a una sintesi autentica tra due mondi solo in apparenza distanti. La collaborazione con Moonlight – 月と涙 – è stata fondamentale: la sua voce e la sua straordinaria sensibilità hanno donato alle parole giapponesi una grazia rara, creando il contrappunto perfetto con la spinta ritmica del basso e il respiro siderale dei synth. È un brano nato per scavalcare i confini di genere e di geografia, convertendo la malinconia in pura energia vitale.»

Dalla chitarra al Web3 e a Hollywood: il profilo internazionale di Tony Fortunato

La pubblicazione di “Tameiki” rappresenta una nuova vetta nel percorso artistico di Tony Fortunato, polistrumentista e producer autodidatta contraddistinto da una visione spiccatamente internazionale. Dopo aver maturato una solida preparazione chitarristica attraverso masterclass con maestri della sei corde come Giorgio Secco e Luca Colombo, Fortunato ha impresso una svolta radicale alla propria carriera a partire dal 2020, dedicandosi allo studio intensivo della produzione in studio, del basso, delle tastiere, delle percussioni e delle più avanzate tecniche di mixing e sound design.

Una versatilità che lo ha portato rapidamente a collaborare con l’industria audiovisiva statunitense: nel 2024 ha curato la produzione sonora per l’attrice e performer hollywoodiana Katie Chonacas (già celebre protagonista del videoclip cult “Who Knew” della popstar P!nk e interprete in note serie TV e pellicole internazionali), firmando il singolo poetico “Last Train to Paris” e la suite multimediale “Reflections of an Actor”. Un’esperienza che ha consacrato Fortunato tra i pochissimi produttori italiani con un portfolio accreditato nella sonorizzazione di opere d’arte digitali NFT nell’ecosistema Web3.

Dall’EP “Blueprint” ai maestri del mix: una contaminazione stilistica a 360 gradi

Dopo aver tessuto collaborazioni internazionali nell’album “Leave the World Behind” – con interpreti come Jaidy Zavala, Abigail Bignell, l’artista colombiana Angarita e Vimoksha (Emina Bajtarević, Golden Buzzer a Croatia’s Got Talent 2023) –, il 2026 ha visto l’uscita del suo acclamato EP “Blueprint”: sei tracce sospese tra raffinatezze Urban-Pop e riscritture cross-culturali. Per elevare la resa timbrica ai massimi standard globali, l’artista ha affidato il missaggio e il mastering a sound engineer di caratura planetaria, tra cui Mariano Beyoglonian (vincitore di due Latin Grammy Awards), Romuald Klemm (attivo per Warner e Universal Music), Jimmy Cucchiara e Fabio Maiorano.

Il bagaglio di riferimenti di Fortunato spazia con naturalezza dal rock monumentale di Dire Straits, Led Zeppelin, Fleetwood Mac e Avenged Sevenfold fino al funk chirurgico di Nile Rodgers, passando per le contaminazioni gipsy-flamenco di Armik, l’eleganza pop di ABBA, Steely Dan, Supertramp e Daft Punk, il jazz immortale di Chet Baker e Miles Davis, fino ai fenomeni moderni del J-Pop contemporaneo come Yoasobi e Zutomayo. Con all’attivo singoli applauditi come “Desde cero” (semifinalista all’International Songwriting Competition), “En su lugar”, “She”, “No pasó nada” e “Sweet”, l’artista si candida a punto di riferimento della scena cosmopolita.

Il lancio di “溜め息” (Tameiki) dal 23 ottobre 2026 sarà accompagnato dall’uscita del suggestivo lyric video ufficiale su YouTube. Un tassello fondamentale che consolida il percorso di un musicista capace di guardare oltre l’orizzonte, fondendo l’anima di Tokyo con la modernità europea.

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Spettacolo

Nasce OSA MUSIC: la nuova company indipendente a Como guidata da Filadelfo Castro con Red&Blue e Warner Chappell

A Como nasce OSA MUSIC, la nuova company indipendente fondata dal produttore Filadelfo Castro con Red&Blue di Marco Stanzani e Warner Chappell per affiancare artisti e autori a 360 gradi. 👇

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OSA MUSIC

Como – L’industria discografica contemporanea attraversa una fase di profonda mutazione: la sola intuizione melodica o la pubblicazione virale sui social network non sono più sufficienti per garantire a un progetto musicale longevità, tutela economica e solidità commerciale. È per rispondere a questa complessità strutturale che prende ufficialmente vita OSA MUSIC, una nuova company indipendente con base operativa presso i prestigiosi Beatfactory Recording Studios di Como. La struttura nasce con l’ambiziosa missione di ridefinire i parametri dell’ecosistema musicale italiano, offrendo una piattaforma integrata che abbraccia in un unico hub operativo i servizi di Management, Publishing, etichetta discografica (Label) e consulenza strategica di Music Business ad artisti, autori, compositori, produttori ed editori.

A rendere immediatamente solida la presenza di OSA MUSIC sullo scacchiere nazionale sono due alleanze strategiche di primo piano con leader indiscussi del settore: la partnership operativa con Red&Blue Music Relations, storica realtà promozionale italiana guidata da Marco Stanzani, e l’accordo di amministrazione editoriale su scala globale siglato con la multinazionale Warner Chappell Music. Un’infrastruttura d’avanguardia che coniuga la cura artigianale tipica della factory indipendente con la forza di penetrazione delle major discografiche.

La visione di Filadelfo Castro: un modello integrato «creato da artisti per gli artisti»

A fondare e guidare la nuova realtà lariana è Filadelfo Castro, figura di spicco nel panorama musicale e audiovisivo internazionale. Produttore, arrangiatore, chitarrista e direttore d’orchestra, Castro vanta oltre centocinquanta titoli realizzati per colossi discografici come Universal Music, Sony Music, Warner Music e BMG. Nel 2024 la sua caratura artistica è stata consacrata oltreoceano con la vittoria di un prestigioso Emmy Award per la colonna sonora della serie televisiva statunitense “Italy Made with Love”. La sua attività compositiva si intreccia costantemente con le maggiori reti televisive e le piattaforme di streaming globale, grazie a collaborazioni consolidate con Rai, Mediaset, Netflix, The Walt Disney Company e Prime Video.

OSA MUSIC nasce dalla sua diretta esperienza sul campo ed è stata concepita con un principio guida chiaro: una struttura “da artisti per gli artisti”, nata per colmare la distanza che spesso separa la pura ispirazione compositiva dalle complesse dinamiche legali, contrattuali e audiovisive del mercato odierno.

«Oggi il music business richiede competenze sempre più trasversali e raffinate: non basta più realizzare una grande canzone, occorre sapere esattamente come svilupparla, proteggerla sul piano del diritto d’autore, posizionarla sui canali corretti e costruire attorno ad essa un progetto identitario credibile e sostenibile nel tempo – dichiara il fondatore Filadelfo Castro –. OSA MUSIC vuole essere un partner concreto per affrontare queste sfide. Insieme a compagni di viaggio solidi come Marco Stanzani con Red&Blue e a un gigante editoriale come Warner Chappell, mettiamo a fattor comune competenze, tutela, network, visione e anni di esperienza diretta sul campo per far crescere sia i talenti emergenti sia i progetti già consolidati.»

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Due alleanze strategiche: la promozione con Red&Blue e l’editoria globale con Warner Chappell

L’impianto operativo di OSA MUSIC poggia su un’architettura di partnership strategiche concepite per garantire la massima efficacia promozionale e una capillare protezione dei diritti. Sul fronte della comunicazione e dello scouting opera in prima linea Red&Blue Music Relations, una delle agenzie di promozione più autorevoli e longeve della musica italiana guidata dal suo amministratore unico Marco Stanzani. La struttura assume ufficialmente il ruolo di ufficio stampa della factory e affianca la direzione artistica nelle attività di ricerca, scouting e talent connection, fungendo da ponte privilegiato tra il roster, i media nazionali e i vertici dell’industria discografica.

«OSA MUSIC rappresenta un modello moderno e virtuoso di sviluppo artistico, perché scaturisce dall’incontro organico di competenze complementari e da una visione comune delle esigenze del mercato – spiega Marco Stanzani –. Come Red&Blue abbiamo scelto di sposare questo progetto con entusiasmo, convinti che agli artisti non basti una visibilità effimera, ma serva un habitat professionale strutturato capace di accompagnarli passo dopo passo. Una realtà come OSA MUSIC crea le condizioni ideali per convertire il talento puro in percorsi solidi, duraturi e remunerativi.»

A completare l’assetto societario sul versante editoriale è l’intesa con Warner Chappell Music. Alla multinazionale dell’editoria è stata affidata l’amministrazione a livello mondiale delle Edizioni Beatfactory (il braccio publishing di OSA), garantendo agli autori e compositori del roster una gestione meticolosa delle royalty, il collocamento dei brani nei mercati esteri e la massima valorizzazione nei settori del cinema, della televisione e della pubblicità.

Il roster di debutto: l’autore multi-platino Stefano Paviani, Vincenzo Fasano e la novità Sabrina Bow

OSA MUSIC fa il suo ingresso sul mercato forte di un roster inaugurale eterogeneo, caratterizzato da identità artistiche definite e da un felice equilibrio tra penne consacrate e voci della nuova generazione:

Stefano Paviani: autore, compositore e produttore artistico multi-platino, tra le firme più richieste del pop italiano d’autore. Nel suo palmarès figura la prestigiosa vittoria di un Latin Grammy Award con Laura Pausini, oltre alla partecipazione come autore a ben tre edizioni del Festival di Sanremo. Ha firmato successi per artisti di primissimo piano come Elodie, LDA, Dear Jack, Marco Carta e Nashley. Paviani è inoltre un affermato compositore per il grande schermo, avendo firmato tra le altre la colonna sonora del film “I Guardiani del Mare”, presentato alla 79ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Vincenzo Fasano: cantautore visionario e autore raffinato con quattro album all’attivo. Oltre ad aver firmato brani per interpreti come Paola Turci ed Elodie, ha collaborato con nomi di spicco del calibro di Dargen D’Amico e Rkomi nella canzone “Metà di Qualcosa”. La sua sensibilità civile e poetica si è recentemente espressa nell’ambizioso progetto “Padre Terra – L’ego non è sostenibile”, un lavoro che fonde canzone d’autore, tutela dell’ambiente e difesa dei diritti umani.

Sabrina Bow: cantautrice ventiquattrenne veronese, rappresenta l’anima più fresca e generazionale del roster. Salita all’attenzione degli addetti ai lavori con il singolo d’esordio “Film Mentale”, ha convinto la direzione di OSA MUSIC grazie a una scrittura disarmante, intima e priva di filtri, che la factory comasca intende coltivare e posizionare all’interno del circuito discografico nazionale.

Dagli studi Beatfactory alle piattaforme internazionali: il polo creativo di Como

Con la propria sede operativa incastonata nei Beatfactory Recording Studios di Como – struttura all’avanguardia per acustica e dotazioni tecnologiche – OSA MUSIC si candida a diventare un polo di attrazione per il talento musicale italiano. L’approccio a trecentosessanta gradi, che spazia dalla sala di registrazione alla distribuzione, dalla consulenza strategica di business alle sincronizzazioni cinematografiche, offre una risposta concreta alla frammentazione della filiera odierna, proiettando il talento dal lago di Como verso i palcoscenici del mondo.

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«Small Talking», l’ironia pop dei Relief conquista la radio: fuori il nuovo singolo tra chiacchiere di circostanza e visioni surreali

I Relief tornano con «Small Talking», il nuovo singolo per Red&Blue Music Relations e ADA Music Italy: un brano pop ironico che smonta le chiacchiere di circostanza tra flauto traverso groovy e un videoclip dallo stile kitsch. 👇

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Small Talking,cover

Roma – Da venerdì 16 ottobre 2026 approda ufficialmente in rotazione radiofonica nazionale e su tutte le piattaforme di streaming digitale «Small Talking», il nuovo trascinante singolo dei Relief, pubblicato per l’etichetta Red&Blue Music Relations e distribuito da ADA Music Italy. Con questo nuovo brano, la poliedrica formazione romana torna a sorprendere il pubblico proponendo un pop fresco, raffinato e irresistibilmente disincantato, capace di mettere a nudo con leggerezza una delle dinamiche più universali e nevrotiche del nostro tempo: l’imbarazzo e la fatica delle conversazioni superficiali di tutti i giorni.

«Small Talking» è una fotografia ironica e surreale di quella frattura invisibile che spesso si crea tra i dialoghi stereotipati del quotidiano e i veri pensieri che affollano la nostra mente. Mentre attorno a noi si discute distrattamente delle temperature anomale, delle oscillazioni del costo del gas, delle buone maniere da manuale o dell’atmosfera festiva a comando, la testa del protagonista fugge altrove, catturata dai dettagli più insoliti e apparentemente insignificanti del paesaggio urbano: le geometrie delle torri dell’acqua, i cavi sospesi dei tram, frammenti sonori e odori della metropoli.

Tra pop, funk e flauto traverso: la firma sonora dei Relief

Dal punto di vista dell’architettura sonora, il brano sintetizza alla perfezione la cifra stilistica della band, fondendo un impianto pop-rock contagioso con una marcata ricerca timbrica. Il contrasto tra la solarità della melodia e il senso di disallineamento esistenziale espresso dal testo viene esaltato da un marchio di fabbrica unico nel panorama indipendente: l’utilizzo del flauto traverso non come semplice abbellimento melodico, ma come vero e proprio motore ritmico e armonico, arricchito da loop station, pedali multieffetto e accenni di beatbox, dialogando con un basso intriso di groove funk e chitarre dal sapore squisitamente vintage.

«Small Talking nasce proprio dalla difficoltà di stare dentro quelle conversazioni ordinarie in cui tutti sembrano perfettamente padroni dell’argomento, mentre la nostra mente è già fuggita altrove», racconta la band spiegando il retroterra della canzone. «Ci divertiva l’idea di esplorare questo scarto senza trasformarlo in una sterile lamentela: il protagonista vorrebbe sinceramente riuscire a integrarsi nel rito del convenevole, ma finisce irrimediabilmente attratto da dettagli che per gli altri non hanno alcun senso. In fondo è un brano sul disperato tentativo di trovare un proprio spazio anche dove non ci si sente naturali, arrivando persino a chiedere alla persona amata di aiutarci a pronunciare parole a vanvera pur di non restare in silenzio». Una ventata di originalità che arricchisce il panorama delle novità discografiche e uscite musicali più stimolanti della stagione.

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Un videoclip tra estetica kitsch e meme di WhatsApp

Ad accompagnare il lancio radiofonico è disponibile su YouTube il videoclip ufficiale, che traduce in immagini il carattere surreale e divertito del brano senza cadere nella didascalia letterale. La clip adotta una provocatoria e coloratissima estetica volutamente kitsch, che pesca a piene mani dall’immaginario visivo delle catene e delle grafiche stravaganti che da anni affollano le chat di WhatsApp: cornici fluo, gif improbabili, scritte a caratteri cubitali e frammenti nonsense.

Le sequenze visive amplificano il cortocircuito tra la serietà imposta dalle chiacchiere di convenienza e il flusso disordinato dei pensieri interiori. Nelle scene si alternano i componenti della band immersi in situazioni volutamente grottesche ed esagerate, dando vita a un esperimento audiovisivo spontaneo, leggero e giocato sull’autoironia più pura.

Chi sono i Relief: identità, formazione e percorso artistico

Attivi da circa due anni nella scena musicale romana, i Relief nascono dall’unione di anime con formazioni eterogenee, a cavallo tra rigore accademico e gavetta autodidatta, accomunate dal desiderio di plasmare un pop d’autore moderno, ritmico e mai banale. Il sound del trio affonda le proprie radici in un ascolto vorace dei grandi classici del pop e del rock progressivo – dai Beatles e Queen fino a Genesis, Jethro Tull, Weather Report, Jamiroquai e Pino Daniele – riattualizzati con sensibilità contemporanea.

La formazione vede protagonisti Lorenzo Corsi (flauto traverso, chitarre e cori), Leonardo Fortini (basso elettrico e cori) e Lorenzo Politi (voce principale, chitarra acustica e pianoforte). Seguiti da vicino in cabina di regia e produzione artistica da Massimo Calabrese e Marco Lecci, i Relief, dopo i positivi riscontri ottenuti con i singoli «Cristalli Liquidi» ed «Eh No!», confermano con «Small Talking» una maturità compositiva capace di parlare con immediatezza ed empatia a una generazione attenta alla qualità dei testi e delle melodie.

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Spettacolo

Premio Andrea Parodi 2026 a Cagliari: vent’anni senza la voce dei Tazenda, sul palco del Massimo Paolo Fresu, Elena Ledda e le stelle della world music

Il Teatro Massimo di Cagliari ospita la 19ª edizione del Premio Andrea Parodi a vent’anni dalla scomparsa della voce dei Tazenda: Paolo Fresu riceve l’Albo d’Oro, sul palco Elena Ledda, Bungaro e sette finalisti della world music internazionale. Tutti i dettagli e il programma 👇

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Andrea Parodi

Cagliari – A vent’anni esatti dalla prematura scomparsa di Andrea Parodi, avvenuta il 17 ottobre 2006, la Sardegna e l’intero panorama musicale d’autore si stringono attorno a una delle eredità artistiche più luminose, libere e profonde del nostro tempo. Dal 15 al 17 ottobre 2026, lo storico palcoscenico del Teatro Massimo di Cagliari ospita la diciannovesima edizione del Premio Andrea Parodi, punto di riferimento europeo e globale per la world music, ideato e organizzato con encomiabile dedizione dalla Fondazione Andrea Parodi. Un’edizione carica di simbolismo civile e culturale, che non si limita a celebrare il ricordo di una voce irripetibile, ma ne rinnova la visione cosmopolita: fare della radice linguistica e identitaria un ponte universale di dialogo tra popoli, culture e tradizioni sonore lontane.

Un ventennale di memoria viva: la straordinaria eredità di Andrea Parodi

Parlare di Andrea Parodi significa ripercorrere una delle stagioni più coraggiose e feconde della canzone d’autore mediterranea. Dai primi passi con il Coro degli Angeli alla consacrazione storica con i Tazenda — capaci di portare la lingua sarda sul palco del Festival di Sanremo con capolavori immortali come Disamparados (reso celebre con Pierangelo Bertoli in Spunta la luna dal monte) —, fino a un percorso solistico di respiro internazionale scandito da collaborazioni con giganti del calibro di Al Di Meola, Noa e i Chieftains, Parodi ha dimostrato che la tradizione non è un museo da custodire sotto vetro, ma una materia viva, pulsante e in perenne metamorfosi.

Nel ventennale della sua scomparsa, il Premio a lui intitolato rappresenta l’unico contest italiano interamente dedicato alla world music a godere di una risonanza planetaria. Sotto la direzione artistica di Elena Ledda, ambasciatrice della musica sarda nel mondo e compagna artistica di Andrea in indimenticabili avventure sonore, la tre giorni cagliaritana trasformerà il capoluogo sardo nell’ombelico della contaminazione acustica contemporanea. A condurre le tre serate al Teatro Massimo saranno due figure storiche della divulgazione musicale radiofonica e televisiva: Gianmaurizio Foderaro e Ottavio Nieddu.

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Paolo Fresu Premio Albo d’Oro e un parterre di ospiti prestigiosi

Tra i momenti più attesi e solenni di questa diciannovesima edizione spicca la consegna del prestigioso Premio Albo d’Oro 2026 a Paolo Fresu. Il celebre trombettista berchiddese, icona mondiale del jazz contemporaneo e instancabile promotore del patrimonio culturale sardo, salirà sul palco del Teatro Massimo accompagnato da due fuoriclasse: la chitarra di Bebo Ferra e l’organetto di Pierpaolo Vacca. Un’esibizione che promette di fondere lirismo improvvisativo e radice etnica in un omaggio vibrante alla poetica di Parodi.

Il cartellone degli ospiti d’onore vanta nomi di primaria grandezza nel panorama cantautorale. Tornerà al Massimo il cantautore Bungaro, raffinato artigiano della melodia italiana e da sempre vicino alla Fondazione. Accanto a lui, il cantautore cagliaritano Gigi Marras e la cantautrice siciliana Luisa Briguglio, trionfatrice assoluta della passata edizione 2025. Di straordinario fascino anche la presentazione del progetto originale “Bent’e mari” (produzione Medinsard), un ensemble di respiro transmediterraneo che schiera la stessa Elena Ledda, il cantautore sulcitano Matteo Leone, il polistrumentista tunisino Marzouk Mejri e il virtuoso chitarrista brasiliano Roberto Taufic.

Il contest internazionale: sette finalisti da quattro continenti per il titolo

Il cuore pulsante della kermesse resta il concorso internazionale, che ha visto centinaia di candidature giungere da ogni angolo del globo. A contendersi i riconoscimenti della 19ª edizione saranno sette progetti selezionati per l’originalità compositiva e l’intensità espressiva: Koyel Basu (India/Messico/Inghilterra), Chiarò (Campania), Hita Del Rio (Colombia/Francia), Momi (Friuli), Nubras Ensemble (formazione transfrontaliera tra Italia, Spagna e Romania), Angelica Perri (Calabria) ed Elana Sasson (California/Spagna). Due delle finaliste inizialmente ammesse, Federica Fruscella e Indelicato, non potranno prendere parte alla fase finale a causa di sopravvenuti impedimenti organizzativi.

Il percorso di gara si articolerà in tre serate graduate ad altissima intensità:

  • Giovedì 15 ottobre: ciascun concorrente presenterà il proprio brano in concorso affiancato da un secondo pezzo del proprio repertorio originale; ospite speciale della serata sarà Gigi Marras.
  • Venerdì 16 ottobre: i finalisti eseguiranno nuovamente il pezzo in gara insieme a un’inedita e personale reinterpretazione di un brano del repertorio di Andrea Parodi; la serata sarà impreziosita dall’esibizione di Bungaro.
  • Sabato 17 ottobre (Serata Finale): i finalisti proporranno la versione definitiva del brano in concorso davanti alle giurie riunite. La serata vedrà alternarsi sul palco Luisa Briguglio, il progetto Bent’e Mari, Paolo Fresu con Ferra e Vacca, Bungaro e Gigi Marras, prima della solenne proclamazione dei vincitori.

Seminari professionali, memoria d’archivio e le tre giurie di esperti

Come da tradizione, il Premio Andrea Parodi affianca alle serate di spettacolo un fitto programma diurno di incontri, approfondimenti e tutela della categoria musicale, tutti a ingresso gratuito. Venerdì 16 ottobre (dalle ore 10:30, sala M3) si aprirà con i seminari formativi sui diritti degli artisti interpreti ed esecutori a cura di Andrea Marco Ricci (Nuovo IMAIE) e sulla gestione del diritto d’autore tenuto da Claudio Carboni (Consiglio di gestione SIAE). Nel pomeriggio (ore 18:15, sala M2) spazio alla memoria storica con la proiezione di “Andrea Parodi, immagini e memoria”, preziosa selezione di interviste, concerti e apparizioni tv dall’archivio del Museo Multimediale Andrea Parodi, seguita dal debutto degli allievi dell’Accademia “I Fiori” (S’ardmusic).

Sabato 17 ottobre (ore 10:00, sala M3) andrà in scena l’incontro speciale “Andrea Parodi si racconta alla radio” in collaborazione con Rai Radio Techete’: la conduttrice Elisabetta Malantrucco dialogherà con Elena Ledda, Ottavio Nieddu e Bungaro riscoprendo storici documenti sonori Rai. A seguire (ore 11:30), il talk accademico “A chi servono, i Premi? (Musicisti emergenti, politiche culturali e musica dal vivo in Italia)” curato dal musicologo Jacopo Tomatis (Università di Torino) con Del Favero, De Rosa, Pasqua e Pinto.

A decretare i verdetti saranno tre autorevoli giurie (tecnica, critica e internazionale) composte da decine di giornalisti, discografici, etnomusicologi e direttori artistici. Il vincitore assoluto riceverà una borsa di studio di 2.500 euro e l’opportunità di esibirsi nel 2027 in importanti festival partner (come l’European Jazz Expo in Sardegna, Folkest in Friuli e il Festival del Torto in Sicilia). Il Premio della Critica garantirà invece la produzione di un videoclip professionale a cura della Fondazione. Verranno inoltre assegnate le menzioni speciali per testo, musica, arrangiamento, interpretazione, miglior cover di Parodi e i premi delle giurie collaterali.

Modalità di accesso e diretta streaming globale

Tutti gli spettacoli serali al Teatro Massimo di Cagliari sono a ingresso gratuito previa prenotazione obbligatoria sul circuito ufficiale Box Office Sardegna. Per consentire la partecipazione del pubblico internazionale e degli appassionati disseminati nel mondo, le intere serate saranno trasmesse in diretta streaming sulla pagina Facebook ufficiale della Fondazione Andrea Parodi. Una festa della musica, dell’inclusione e dell’identità che onora nel migliore dei modi l’anima generosa e visionaria di Andrea.

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