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Psicologia delle relazioni

Se lui va e viene… La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Sono innamorata di un uomo con cui convivo da quattro anni e con il quale ho costruito un legame profondo, fatto di amore, complicità e momenti felici. Eppure, nella nostra relazione c’è un problema che, con il passare del tempo, sta diventando sempre più difficile da sopportare: ogni tanto lui si allontana da me perché si invaghisce di un’altra donna, mettendo in discussione tutto ciò che abbiamo costruito insieme.
È già la terza volta che mi ritrovo a piangere per questa situazione. Ogni volta lui mi lascia, io soffro terribilmente e mi sento smarrita, ma poi, puntualmente, torna sui suoi passi, pentito, dicendomi che sono io il suo vero amore. E io, che non ho mai smesso di amarlo, finisco per riaccoglierlo, nella speranza che questa volta abbia davvero capito quanto sia importante il nostro rapporto. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Alessandra Rop..

Redazione-  Sono innamorata di un uomo con cui convivo da quattro anni e con il quale ho costruito un legame profondo, fatto di amore, complicità e momenti felici. Eppure, nella nostra relazione c’è un problema che, con il passare del tempo, sta diventando sempre più difficile da sopportare: ogni tanto lui si allontana da me perché si invaghisce di un’altra donna, mettendo in discussione tutto ciò che abbiamo costruito insieme.
È già la terza volta che mi ritrovo a piangere per questa situazione. Ogni volta lui mi lascia, io soffro terribilmente e mi sento smarrita, ma poi, puntualmente, torna sui suoi passi, pentito, dicendomi che sono io il suo vero amore. E io, che non ho mai smesso di amarlo, finisco per riaccoglierlo, nella speranza che questa volta abbia davvero capito quanto sia importante il nostro rapporto.
Non riesco più a vivere serenamente la nostra storia, perché una parte di me è sempre in allerta, come se aspettassi il momento in cui potrebbe nuovamente invaghirsi di qualcuna e decidere di andarsene. È doloroso sentirsi amata e scelta soltanto dopo che lui ha sperimentato la possibilità di stare con un’altra persona. E, soprattutto, è faticoso dover ricominciare ogni volta da capo, affrontando l’angoscia della separazione e poi la confusione del suo ritorno.
Mi dispiacerebbe moltissimo rinunciare a un amore che sento così importante e che, nonostante tutto, considero autentico. Non voglio buttare via quattro anni di vita insieme né prendere una decisione drastica soltanto per la stanchezza e la delusione. Allo stesso tempo, però, mi chiedo quanto sia giusto continuare ad accettare questi continui tira e molla, sacrificando la mia tranquillità e la fiducia nel futuro della nostra coppia. Ho bisogno di sentirmi scelta ogni giorno, non soltanto quando lui si rende conto di avermi persa. Vorrei poter contare sul mio compagno, progettare il futuro insieme e vivere il nostro rapporto senza il timore costante che possa abbandonarmi da un momento all’altro.
Ma come si fa a interrompere questo circolo vizioso senza rischiare di distruggere un amore al quale tengo così tanto? Dovrei avere più pazienza e cercare di comprendere questa sua fragilità?
Federica da Seriate

Dovresti avere meno pazienza e smettere di scambiare la tua capacità di perdonare per un abbonamento a tempo indeterminato ai suoi ritorni. Il tuo compagno, a quanto pare, ha trovato la formula perfetta: quando si invaghisce di un’altra, se ne va; quando l’esperimento non lo soddisfa più, torna a casa, recita il mea culpa e si riprende il posto accanto a te. E tu, con ammirevole generosità, gli fai trovare la porta aperta. Altro che amore: qui sembra quasi un servizio di andata e ritorno, con rientro garantito.
Naturalmente, lui è libero di avere dubbi, infatuazioni e crisi esistenziali. Ma tu sei altrettanto libera di non trasformare ogni sua sbandata in una prova di resistenza emotiva. Perché, se dopo quattro anni siamo già alla terza puntata della stessa serie, forse non è il caso di aspettare la quarta stagione per scoprire come va a finire.
Il punto non è stabilire se ti ami davvero. Il problema è che un amore che ti sceglie soltanto dopo aver valutato le alternative rischia di somigliare più a una graduatoria che a una relazione. E tu non sei tenuta a partecipare a un concorso in cui il premio è un uomo che, ogni tanto, si ricorda di averti.
Quanto alla sua fragilità, comprenderla è una cosa; giustificarla all’infinito è un’altra. Non puoi guarire la sua indecisione offrendogli ogni volta la certezza che, qualunque cosa faccia, tu sarai lì ad aspettarlo. La pazienza, quando diventa illimitata, rischia di insegnare agli altri che non ci sono conseguenze per le loro scelte.
Se vuoi interrompere questo circolo vizioso, devi smettere di considerare ogni suo ritorno una prova sufficiente del suo amore. Le parole di pentimento contano poco se non sono seguite da comportamenti diversi e duraturi. E un confine non è una minaccia: è il modo in cui gli fai capire che anche la tua serenità ha diritto di cittadinanza nella coppia.
Non devi buttare via quattro anni. Devi chiederti se vuoi investirne altri quattro aspettando che lui decida, una buona volta, se restare. Perché il tempo già trascorso non è un motivo per continuare a soffrire: non è che, avendo pagato il biglietto per tre giri sulle montagne russe, tu debba per forza comprarne un quarto.
La pazienza è una virtù, Federica, ma non è un obbligo contrattuale. E se lui continua ad andare e venire a suo piacimento, forse è arrivato il momento che tu smetta di fare la stazione di partenza e di arrivo.
L’ amore dovrebbe essere una scelta reciproca, non un abbonamento aperto alle partenze del tuo compagno.

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Per ogni avventura, un figlio. Basta, scelgo la perversione! La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Gentile dottoressa, sono un uomo molto fortunato, riesco ad incontrare donne in ogni dove, grazie ad una discreta presenza, ad una dialettica che non mi è mai mancata e ad un vestiario che lascia intendere uno stile di vita molto abbiente.
In realtà, sto bene economicamente parlando ma, non come tante donne vogliono credere.

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Alessandra Hropich

Redazione-  Gentile dottoressa, sono un uomo molto fortunato, riesco ad incontrare donne in ogni dove, grazie ad una discreta presenza, ad una dialettica che non mi è mai mancata e ad un vestiario che lascia intendere uno stile di vita molto abbiente.
In realtà, sto bene economicamente parlando ma, non come tante donne vogliono credere.
Le faccio solo un paio di esempi: ero alla stazione ferroviaria, di ritorno da un viaggio, chiedo un’informazione circa un buon ristorante nella città in cui mi trovavo, una ragazza dalle forme generose, non solo mi dà alcune informazioni utili ma viene poi a cena con me la sera in cui ci siamo incontrati e poi, viene a stare da me (nella mia città) per un breve periodo, resta incinta, le assicuro gli alimenti per il bimbo precisando che non ho alcuna intenzione di sposarmi o avere una compagna fissa.
Mi rassegno all’idea di avere un figlio in una città lontana dalla mia ma così ha voluto il caso.
In una palestra della mia città, mi catturano le forme di una cubana, immediatamente me la porto a casa e, in nemmeno sette giorni, mi comunica la sua gravidanza.
Accetto di buon grado anche il secondo evento, lieto per la madre ma non per me che nemmeno sapevo.
Dottoressa, in questo secondo caso, sono due gemelli in arrivo.
Allora ho preso una decisione, visto che ogni volta che incontro una donna, mi arriva puntuale una nuova nascita ed uno o più figli da mantenere, ho deciso di diventare o fingermi un pervertito in modo che io possa fare sesso ma non in modo convenzionale, cerco ora rapporti sessuali non tradizionali perché non riesco a spiegarmi come ogni donna, al primo appuntamento o al quinto, resti puntualmente incinta. Solo che oggi, posso dire che ho più difficoltà a trovare donne disponibili al sesso alternativo, diverso, strano, come qualcuna lo ha definito.
Possibile mai che le donne non vogliano del sesso normale complicando la vita a noi uomini con i loro pargoli sempre in arrivo? Ed ora, non vogliono nemmeno il sesso strano?
Troppo complicate!
Gerardo da Pieve Ligure

Lei racconta di fare sesso con sconosciute incontrate in stazione, in palestra e chissà dove altro, poi si stupisce che, tra un’ avventura e l’altra, la vita presenti il conto sotto forma di pannolini, passeggini e assegni di mantenimento. Due incontri, due gravidanze, tre figli in arrivo: più che un seduttore, lei sembra un reparto maternità itinerante con la convinzione di essere un uomo perseguitato dalla sfortuna.
E la cosa più sorprendente è che lei continui a parlare di fatalità. 
Prende precauzioni? Credo proprio di no. E allora cosa vorrebbe, un applauso per la sua fertilità o un risarcimento danni dalla biologia? Perché le gravidanze non sono calamità naturali imprevedibili: sono una possibilità concreta quando si hanno rapporti sessuali senza adeguate precauzioni. Il destino, in questo caso, c’entra poco; la responsabilità personale, invece, c’entra moltissimo.
Trovo piuttosto squallido che lei pensi di doversi presentare come un pervertito dai gusti sessuali non convenzionali, trasformando l’ intimità in una specie di strategia difensiva contro la paternità. Non è il sesso a dover diventare strano per rimediare alla sua scarsa prudenza: sarebbe il caso che diventasse un po’ più ragionevole lei.
E non può neppure lamentarsi se diverse donne non accettano le sue proposte di sesso alternativo. Ognuno ha i propri gusti, i propri limiti e il diritto di dire di no. Le donne non sono un servizio su misura, da riconfigurare a seconda delle sue esigenze economiche e riproduttive. Non può pretendere che accettino pratiche sessuali che non desiderano soltanto perché lei ha deciso che la contraccezione, a quanto pare, è un concetto troppo convenzionale.
Del resto, c’è qualcosa di involontariamente comico nel suo ragionamento: prima cerca donne con cui consumare avventure senza troppi pensieri, poi si lamenta che quelle avventure producano conseguenze, infine decide di cambiare repertorio sessuale perché non vuole pagare il prezzo delle proprie scelte. Manca soltanto che, al prossimo appuntamento, consegni alla signorina un questionario sulle preferenze erotiche, una liberatoria contro la gravidanza e un preventivo delle spese per eventuali eredi.
Anche perché, caro Gerardo, lei non sembra un uomo in cerca di avventure: sembra un’ impresa di traslochi che, a ogni consegna, lascia un figlio sul posto e poi protesta perché il servizio di spedizione prevede costi aggiuntivi. La differenza è che un traslocatore, almeno, sa dove ha lasciato i pacchi; lei, invece, sembra stupirsi ogni volta di averne consegnato uno.
Lasci stare la scusa della perversione, Gerardo. Non è necessario fingersi perversi per evitare di diventare padri: basterebbe comportarsi da adulti prima, anziché lamentarsi da vittime dopo. La sessualità alternativa non è un contraccettivo, le donne non sono complici di un esperimento per salvaguardare il suo portafoglio e i figli non sono spiacevoli effetti collaterali di una serata ben riuscita.
Lei vorrebbe il piacere senza il rischio, l’avventura senza le conseguenze e, possibilmente, una soluzione che non richieda né prudenza né buon senso.
Mi dispiace deluderla: una simile formula non esiste.

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La gatta morta, la dà a tutti ! La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Cara dottoressa, sono stata ingannata da una gattamorta, una ragazza per nulla invadente, non appariscente, molto gentile, assente pur presente quando veniva in ufficio con me, lavoravamo insieme.
La tipa, sembrava essere esente da tutto: dal matrimonio ai problemi con gli uomini, sembrava estranea a tutti i turbamenti che noi tutte avevamo ed abbiamo.
Eravamo diventate amiche, le confidavo dei problemi che avevo con il mio ragazzo, lei sapeva che io soffrivo per certe situazioni, la mia collega Gilda le confidava i suoi problemi con il marito, lei aveva sempre una parola buona per tutti.

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A.R.

Redazione-  Cara dottoressa, sono stata ingannata da una gattamorta, una ragazza per nulla invadente, non appariscente, molto gentile, assente pur presente quando veniva in ufficio con me, lavoravamo insieme.
La tipa, sembrava essere esente da tutto: dal matrimonio ai problemi con gli uomini, sembrava estranea a tutti i turbamenti che noi tutte avevamo ed abbiamo.
Eravamo diventate amiche, le confidavo dei problemi che avevo con il mio ragazzo, lei sapeva che io soffrivo per certe situazioni, la mia collega Gilda le confidava i suoi problemi con il marito, lei aveva sempre una parola buona per tutti.
Alle feste o alle serate tutti insieme, la tipa, se ne stava a fumare la sua immancabile sigaretta seduta con la gamba sotto al sedere.
Più o meno e a turno, tutti eravamo bisognose dei suoi consigli che sembrava dare come fosse l’ amica di tutti.
Ci sono caduta come una cretina perché ho praticamente raccontato una valanga di cose a colei che mi era sembrata una santa, esattamente come si fidavano le mie colleghe nel raccontare le loro pene d’ amore.
Il risultato? La gattamorta raccoglieva dati su tutti i nostri uomini, ascoltava chiedendo particolari utili per capire meglio mentre, in realtà, andava a letto con il fratello di una mia collega, uno ben introdotto nel nostro ambiente che le ha fatto fare anche una discreta carriera. Ma non solo, mentre si consumava la relazione clandestina, sempre la tipa, ha fatto disperare una mia collega che sapeva di una relazione tra il suo compagno e un’ altra ma nessuna sapeva che era lei, la gattamorta, a tenere con il fiato sospeso il compagno.
Quando tutto si svolgeva senza rivelazioni, anche il mio ragazzo mi lascia per una pausa di riflessione, in realtà, lui si è invaghito, della gattamorta.
Non so darmi pace su come una donna tanto distratta ed insignificante possa aver distrutto delle relazioni ed anche la mia.
Cosa mi puoi dire su questo genere di donne?
Rita da Castel San Pietro Terme

Ti posso garantire che, le donne, provano gelosia per chi vogliono e non si accorgono dell’ esistenza di gattemorte se, quest’ ultime, sono donne ritenute insignificanti, come hai detto tu.
Diversi anni fa, conobbi una signora dello spettacolo molto nota a cui avevo proposto un mio lavoro editoriale, la signora, per tutta risposta, mi disse che io avrei potuto sposarmi con un produttore cinematografico perché ero troppo di buon aspetto per occuparmi davvero di editoria e cultura.
Fui di fatto estromessa dall’ ambiente perché la signora si era fortemente ingelosita nel vedermi.
Di lì a poco, il marito la lasciò sposandosi con una donna che la signora dello spettacolo, nonché moglie, aveva ritenuto insignificante.
Chiudendo il discorso sul caso specifico, migliaia di altre volte sono incappata in donne gelose di me perché ritenuta potenzialmente pericolosa per la stabilità di molti matrimoni.
Chiaramente, una gelosia che ho visto in troppe donne e troppe volte, ha prodotto in me un grande disagio che mi porta invece oggi a provare un’ immensa gioia quando so di donne lasciate dai loro compagni a causa di gattamorte insignificanti di cui non avevano capito nulla, mi diverto nel sentire quelle sciagure che non vengono mai prevenute per stupidità o sciocche convinzioni.
La vita è una severa maestra, punisce le persone distratte ed ingenue.
Non ho alcuna pietà, dunque di apprendere ancora oggi, cosa che capita puntualmente, che una nuova donna è stata fatta fessa da una gattamorta.
Ricorda che non esiste una donna che non mira
all’ uomo di un’ altra se lo ritiene interessante, bella o brutta che sia. Quello che ognuna ha dentro, non lo saprai mai finché non lo scopri dalle azioni, come è successo a te e alle tue colleghe!

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Se il badato è pazzo della badante e non solo lui…..La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Mio padre, un uomo di 71 anni, essendo rimasto vedovo da tempo ormai, aveva deciso di prendere una badante per accudire la sua persona.
Tutto bene, fino al giorno in cui arriva Ramona, una ragazza brasiliana tutta tute aderenti e gonne corte per accudire mio padre. Vedendo troppo interesse da parte di lui, che sembrava diventato più il marito che il badato, ho deciso di rivolgermi al Tribunale per far dichiarare la sua incapacità di intendere e volere, per far nominare un tutore legale per la gestione dei suoi beni, tutto questo perché non tolleravo eventuali decisioni di natura economica fuori luogo.

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Alessandra Hropich

Redazione-  Mio padre, un uomo di 71 anni, essendo rimasto vedovo da tempo ormai, aveva deciso di prendere una badante per accudire la sua persona.
Tutto bene, fino al giorno in cui arriva Ramona, una ragazza brasiliana tutta tute aderenti e gonne corte per accudire mio padre. Vedendo troppo interesse da parte di lui, che sembrava diventato più il marito che il badato, ho deciso di rivolgermi al Tribunale per far dichiarare la sua incapacità di intendere e volere, per far nominare un tutore legale per la gestione dei suoi beni, tutto questo perché non tolleravo eventuali decisioni di natura economica fuori luogo.
Purtroppo però, nonostante tutto, la brasiliana non molla la presa e continua comunque a restare con mio padre pur senza contratto che non le abbiamo fatto rinnovare perché gli accordi contrattuali li aveva con noi. Lui però ha preferito non assumerla come badante, ma portarla a vivere da lui pensando addirittura di sposarla.
Ti rendi conto? Un uomo vedovo, sposato per tanti anni con una donna tutta casa e famiglia, ora vuole sposarsi con una giovane straniera che, da badante, è diventata la sua compagna di vita? Siamo alla frutta!
Oltretutto, non ho alcun problema ad ammettere che la signora brasiliana piace anche a me visto che mi sono separato ormai da tre anni e cerco anche io una compagna, mio padre, non ne avrebbe oggi bisogno, data la sua età, ecchediamine!
Gaetano da Schio

Caro Gaetano, non credo proprio che dovresti preoccuparti tu di cosa voglia fare tuo padre della sua vita, tanto più che non vivete insieme.
Ognuno è padrone di sé e responsabile delle proprie scelte. Per quale ragione, dunque, avevi pensato di chiedere addirittura un tutore legale per gestire i beni di tuo padre, facendolo passare per incapace di intendere e di volere? Perché si è innamorato di una donna che non hai scelto tu?
Capisco la gelosia, comprendo ancora di più la preoccupazione di un figlio per il patrimonio familiare, ma tra tutelare un genitore e tentare di amministrargli la vita ce ne passa. E, soprattutto, l’incapacità di intendere e di volere non si dichiara per decreto filiale ogni volta che un padre prende una decisione sgradita ai figli. Servono presupposti concreti, valutazioni appropriate e le procedure previste dalla legge, non il semplice sospetto che una donna possa avere qualche interesse economico.
È una pessima prassi quella di invocare la tutela giudiziaria quando, in realtà, a essere in discussione non sembrano tanto le capacità del genitore quanto la sua libertà di disporre della propria vita e dei propri beni. Gli strumenti di protezione giuridica esistono per tutelare le persone che ne hanno effettivamente bisogno, non per congelare il patrimonio in attesa che gli eredi possano finalmente tirare un sospiro di sollievo.
Ma veniamo al punto più divertente, se non fosse anche il più rivelatore della tua lettera.
Tuo padre ha 71 anni, è vedovo e ha deciso di rimettersi in gioco sentimentalmente. Tu sembri scandalizzato perché, dopo una vita trascorsa con una moglie tutta casa e famiglia, vorrebbe sposare una donna più giovane. E allora? Dovrebbe forse chiederti il permesso di innamorarsi? Oppure, superata una certa età, un uomo dovrebbe rinunciare ai sentimenti, chiudersi in casa e dedicarsi esclusivamente alla contemplazione del proprio estratto conto, possibilmente lasciandolo intatto per la gioia dei futuri eredi?
La vedovanza non è una condanna alla solitudine perpetua e i 71 anni non sono una sentenza che vieta di innamorarsi. Tuo padre non deve dimostrare a nessuno di essere ancora giovane, né giustificarsi perché desidera una compagna. Se Ramona gli piace e lui piace a lei, saranno affari loro, purché la relazione sia libera e consapevole da entrambe le parti.
Naturalmente, se esistessero prove concrete di raggiri, pressioni indebite o sfruttamento economico, sarebbe giusto preoccuparsene e intervenire nelle forme previste dalla legge. Ma tu, nella tua lettera, non racconti fatti del genere: racconti soprattutto che tuo padre è interessato a una donna, che lei è rimasta con lui e che lui vorrebbe addirittura sposarla. Non è esattamente la prova di un raggiro. È, semmai, la prova che tuo padre ha una vita sentimentale che non coincide con i tuoi programmi.
E poi arriva la ciliegina sulla torta: anche tu, essendoti separato da tua moglie, avevi messo gli occhi sulla brasiliana!
Ecco, Gaetano, adesso il quadro è decisamente più chiaro. Prima ti preoccupi che Ramona possa mettere le mani sui beni di tuo padre, poi cerchi di far dichiarare tuo padre incapace di amministrarli e, nel frattempo, confessi che la stessa donna piace anche a te. A questo punto viene quasi da chiedersi se la tua sia una battaglia per la tutela del genitore o una questione di concorrenza sentimentale.
Perché, diciamocelo, se Ramona avesse rivolto le sue attenzioni a te anziché a tuo padre, avresti avuto la stessa premura di metterne in discussione la capacità di intendere e di volere? O magari avresti trovato improvvisamente molto romantico che un uomo, a 71 anni, si innamorasse di una giovane brasiliana?
Il sospetto, consentimi, è che il problema non sia tanto la presunta ingenuità di tuo padre, quanto il fatto che lui sia arrivato prima di te. E che, anziché accettare che tuo padre possa avere desideri, sentimenti e persino una vita sessuale autonoma, tu abbia pensato di risolvere la faccenda passando dal cuore al Tribunale, con una breve deviazione per il patrimonio.
Quanto al contratto della badante, anche qui occorre distinguere: se il rapporto di lavoro è terminato, vanno rispettati gli obblighi previsti dalla legge; se tuo padre ha deciso di convivere con Ramona, la questione va valutata per quello che è, senza confondere automaticamente la relazione sentimentale con il precedente rapporto professionale. Il fatto che gli accordi lavorativi fossero stati presi con voi non significa che tu possa decidere chi debba frequentare tuo padre o con chi possa vivere.
In definitiva, caro Gaetano, tuo padre potrebbe anche commettere un errore sentimentale. Ma è un suo diritto, così come è suo diritto innamorarsi, risposarsi e assumersi le conseguenze delle proprie scelte, finché è in grado di farlo consapevolmente.
Tu, invece, dovresti forse fare un piccolo esame di coscienza: sei davvero preoccupato per lui o temi soprattutto che, sposando Ramona, possa cambiare qualcosa nelle tue aspettative sul patrimonio?
E soprattutto, Gaetano, non confondere il diritto di tuo padre di disporre della propria vita con il tuo desiderio di disporre della sua. Perché, a giudicare da questa storia, quello che sembra avere più bisogno di ridimensionare le proprie pretese non è il settantunenne innamorato, ma il figlio che vorrebbe decidere al posto suo.

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