Rimani in contatto con noi
#

Cucina

MODICA – L’ANTICO BISCOTTO DOLCE CON RIPIENO DI CARNE, NPANATIGGHI

Pubblicato

a

MODICA - L'ANTICO BISCOTTO DOLCE CON RIPIENO DI CARNE, NPANATIGGHI
Redazione- Modica c’è un biscotto al cioccolato con la carne dentro. Non è un errore.
Si chiama ‘mpanatigghiu, e se ne ordini uno in pasticceria senza sapere cosa contiene, al primo morso ti fermi. Poi guardi il biscotto. Poi lo riguardi.
Siamo a Modica, provincia di Ragusa, XVI secolo. La Sicilia è sotto la dominazione spagnola e il nome lo tradisce già: ‘mpanatigghi viene dall’iberico empanadillas, piccoli fagottini ripieni. Gli spagnoli portano in Sicilia l’abitudine di mescolare carne e cacao — una combo che arrivava dritta dalle Americhe — e qualcuno a Modica la trasforma in qualcosa di molto più sottile.
La leggenda dice che furono le monache benedettine di un convento modicano a inventare la versione definitiva. I confratelli predicatori sostenevano giornate estenuanti di predica durante la Quaresima, con digiuni severi. Le suore erano preoccupate per la loro salute. Così pensarono a una soluzione.
Nascosero la carne nel dolce.
Ripieno: carne di vitello tritata finissima, mandorle abbrustolite, cioccolato fondente, cannella, chiodi di garofano. L’esterno: un guscio di pasta friabile, forma a mezzaluna, sigillato sui bordi. Da fuori sembra un biscotto. Da dentro è un pasto completo camuffato da dessert.
E qui viene il punto che cambia tutto: il cioccolato, nel XVI secolo, era classificato come alimento “di magro”. La Chiesa lo permetteva anche nei giorni di digiuno. Tecnicamente, chi mordeva un ‘mpanatigghiu stava mangiando un dolce, non carne. Il ripieno proteico era invisibile alla regola ecclesiastica — o almeno così ragionavano le monache.
Spoiler: il trucco funzionò.
Leonardo Sciascia li definì “biscotti da viaggio”: compatti, nutrienti, a lunga conservazione. Li portavano i pellegrini, i nobili in transito verso Palermo, i funzionari della Contea di Modica. Una proto-barretta energetica del Cinquecento, con dentro un escamotage teologico.
Oggi la ricetta originale è custodita da pochissimi maestri pasticcieri modicani. Le versioni pubblicate sui libri di cucina, dicono gli artigiani locali, non rispettano necessariamente la formula tramandata. Il cioccolato di Modica ha già ottenuto il marchio IGP. Gli ‘mpanatigghi aspettano ancora.
Un dolce al cioccolato che contiene carne, nato per imbrogliare il digiuno, sopravvissuto a cinque secoli. Modica li vende ancora in pasticceria, accanto ai cornetti.
In breve:
Gli ‘mpanatigghi sono biscotti modicani del XVI secolo con carne di vitello nascosta nel cioccolato.
Furono probabilmente inventati da monache benedettine per sfamare i predicatori durante la Quaresima, sfruttando il fatto che il cioccolato era classificato come cibo ‘di magro’.
Il nome viene dallo spagnolo ‘empanadillas’ e la ricetta originale è ancora oggi custodita segretamente da pochi artigiani di Modica.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cucina

Food, nasce VeganOkMaps.com: la mappa digitale gratuita che guida quasi 2 milioni di vegani e le famiglie italiane nei locali plant-based

Secondo il Rapporto Eurispes 2026 i vegani in Italia raggiungono il 3,2% della popolazione con quasi 2 milioni di persone, mentre il 10,4% delle famiglie conta almeno un componente vegetariano: per rispondere alla crescente richiesta nasce VeganOkMaps.com, la piattaforma geolocalizzata promossa da Sauro Martella di VEGANOK che offre accreditamento gratuito a ristoranti e bar con piatti plant-based, kit con vetrofanie e schede dedicate. Tutti i dettagli nell’articolo completo 👇

Pubblicato

a

copertina-veganok-persone

ROMA – In Italia la scelta vegetale compie un balzo storico e ridefinisce profondamente i consumi alimentari e la ristorazione fuori casa. Secondo gli ultimi dati ufficiali del Rapporto Italia 2026 di Eurispes, i vegani nel nostro Paese hanno raggiunto il 3,2% della popolazione adulta – pari a quasi due milioni di persone, rispetto a un modesto 0,6% rilevato nel 2014 – a cui si affianca un ulteriore 20,5% di italiani che dichiara di voler intraprendere una transizione verso la dieta a base vegetale, frenato unicamente dal timore di non trovare un’offerta adeguata durante la routine quotidiana.

La principale criticità si manifesta proprio nel momento del pranzo fuori, durante le trasferte lavorative o nei viaggi turistici, quando orientarsi tra bar e ristoranti senza alternative vegetali chiare diventa un’autentica impresa. Una dinamica che si ricollega al dibattito sulle tradizioni e le scelte a tavola, come approfondito recentemente nell’inchiesta sui falsi miti della cucina tradizionale e i menu urbani.

VeganOkMaps.com: come funziona la piattaforma gratuita per trovare bar e ristoranti vegan-friendly in città e in viaggio

Per rispondere in modo strutturato e intuitivo a questo bisogno diffuso nasce VeganOkMaps.com, una piattaforma cartografica geolocalizzata interamente dedicata a segnalare dove mangiare 100% vegetale nella propria città o lungo gli itinerari di viaggio. Il nuovo portale mappa capillarmente tutte le attività di ristorazione e somministrazione accreditate e certificate dallo standard etico VEGANOK, la più autorevole certificazione vegan europea.

Il servizio permette agli utenti di consultare schede dettagliate per ogni locale registrato, approfondendo la filosofia degli chef, la storia dell’attività e la specifica proposta gastronomica in carta. Per rendere immediata la riconoscibilità anche a chi passeggia per strada, ogni esercizio pubblico riceve direttamente per posta e a costo zero un kit di visibilità comprendente la vetrofania ufficiale da esporre all’ingresso, i bollini adesivi per i menu e un certificato personalizzato con il nome del locale.

Un servizio prezioso per chiunque cerchi un’alimentazione consapevole, che si affianca alle analisi economiche sul tessuto produttivo discusse nel summit Impresa 2030 sulle sfide del commercio e delle aziende.

Scelti per Voi • Cucina Vegetale & Lifestyle Vegan

Ricettari di Cucina Vegana, Friggitrici ad Aria e Robot da Cucina Multifunzione

★★★★★ (4.9 su 5 • I prodotti più acquistati per preparare piatti sani e 100% vegetali a casa)

Sperimenta deliziose ricette vegetali e plant-based con i migliori elettrodomestici per la cottura sana, frullatori per salse vegetali e i libri dei più celebri chef vegan in offerta su Amazon.

Scopri Prodotti per la Cucina Vegetale su Amazon →

✔ Disponibilità immediata • Spedizione Veloce con Amazon Prime (Provalo Gratis per 30 giorni)


🎧 Bonus Benessere e Nutrizione: Ascolta i migliori audiolibri dedicati alla salute e all’alimentazione sostenibile su Audible: 30 Giorni di Prova Gratuita

La rivoluzione nei consumi: l’accreditamento gratuito per i ristoratori e il fattore gruppo

Dal punto di vista dei ristoratori e degli esercenti, il fenomeno plant-based rappresenta una leva commerciale irrinunciabile che va ben oltre la sola clientela strettamente vegana. Chi ordina piatti vegetali lo fa per motivazioni etiche, di salute, intolleranze alimentari o pura curiosità gastronomica. Ma il vero fattore determinante risiede nella scelta del gruppo o della famiglia: quando a una tavolata siede anche una sola persona vegetariana o vegana, l’intero gruppo sceglie un locale dove tutti possano sentirsi accolti e ordinare liberamente.

Paradossalmente, moltissimi ristoranti italiani presentano già in menu opzioni totalmente vegetali di alta qualità, ma non le comunicano adeguatamente, finendo per perdere una consistente fetta di pubblico che online non trova riscontri e decide di prenotare altrove. L’inserimento su VeganOkMaps.com – ottenibile compilando in pochi passaggi il form telematico sul sito – colma proprio questo divario comunicativo, premiando la trasparenza e la cura gastronomica.

Le parole del fondatore Sauro Martella: «In Italia il 10,4% delle famiglie ha almeno un componente vegetariano»

A spiegare le ragioni alla base del progetto è lo stesso Sauro Martella, storico fondatore di VEGANOK, che sottolinea la centralità della visibilità condivisa: «Offriamo l’accreditamento in modo totalmente gratuito perché il nostro obiettivo primario è aumentare la consapevolezza ed elevare la visibilità delle realtà che abbracciano il cambiamento proponendo opzioni vegan di livello».

«I numeri dimostrano che la domanda è concreta ed in costante ascesa», prosegue Martella citando i rilievi demoscopici. «Secondo i dati YouGov ripresi dall’Osservatorio VEGANOK, in Italia il 10,4% delle famiglie ha almeno un componente vegetariano e il 4,4% almeno uno vegano: quando decidono di uscire a cena, scelgono inevitabilmente un locale dove tutti possano trovare piatti soddisfacenti». Un impegno per la sostenibilità e la solidarietà che si collega idealmente alla campagna sociale «Un dolcetto per un povero» lanciata dai Cristiano Riformisti e al valore della memoria civile celebrata nel francobollo per il centenario dei Carabinieri Tutela Lavoro emesso oggi da Poste Italiane. Scopri tutte le tendenze della ristorazione e del costume nella nostra sezione Food.

A cura della Redazione Food e Attualità di Cavaliere News

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Cucina

La cucina di montagna è davvero pesante? Il falso mito sfatato dal Crotto Quartino: carbonara, cotoletta milanese e hamburger gourmet sono più calorici della tradizione valtellinese

La cucina di montagna è davvero più pesante di quella cittadina? Un’analisi comparativa condotta da Mauro, titolare dello storico Crotto Quartino della Valchiavenna e del locale di Milano in via Dionigi Bussola, sfata il falso mito nutrizionale dimostrando che, esclusi pizzoccheri e polenta taragna, oltre l’80% del menu alpino tra Brìsaola artigianale, carpacci di cervo e carni cotte nature alla piastra risulta decisamente meno calorico di cotolette milanesi, carbonare e hamburger con patatine fritte 👇

Pubblicato

a

cucina di montagna

MILANO – La cucina di montagna è davvero più calorica e difficile da digerire rispetto ai piatti consumati quotidianamente nelle grandi metropoli italiane? Nella mappa mentale di milioni di consumatori – a partire dai cittadini milanesi e dai residenti dei grandi centri urbani – resiste un tenace pregiudizio culturale: l’idea che per una cena infrasettimanale sia preferibile orientarsi verso i grandi classici cittadini o verso i trend della ristorazione veloce, relegando le specialità delle valli alpine al rango di «peccato di gola» o «sgarro» da concedersi esclusivamente la domenica durante una gita fuori porta.

A sfatare una volta per tutte questo luogo comune – numeri, ricette e tabelle nutrizionali alla mano – è un’interessante analisi comparativa promossa dal signor Mauro, storico titolare del celebre Crotto Quartino della Valchiavenna (che da anni ha raddoppiato la propria presenza aprendo anche a Milano, in via Dionigi Bussola 9), dimostrando come tolti pizzoccheri e polenta oltre l’80% del menu di montagna sia addirittura più leggero ed equilibrato di cotolette, primi piatti romani e hamburger con salse, inserendosi nel dibattito sulle eccellenze della tavola celebrato anche nei capolavori artigianali dell’arte bianca e della gastronomia italiana e nei progetti d’autore dedicati alle tipicità regionali della nostra Penisola.

Il confronto con la cucina urbana: risotti al burro, cotoletta, carbonara e hamburger sotto la lente

Mettendo a confronto la carta di un crotto tradizionale con le abitudini alimentari dei milanesi durante la settimana lavorativa, emergono dati sorprendenti. I simboli indiscussi della tavola meneghina – a partire dal Risotto con l’Ossobuco o dalla classica Cotoletta alla milanese con patate fritte – richiedono complesse e prolungate cotture nel burro chiarificato e impanature ricche di grassi saturi.

Allo stesso modo, la Carbonara o i formati delle trattorie romane – esplosi nelle città del Nord come scelta abituale per pause pranzo e cene con colleghi – poggiano sull’unione ad alta densità calorica tra generose porzioni di pasta, tuorli d’uovo, pecorino romano DOP e guanciale rosolato. Per non parlare dell’hamburger gourmet con patatine fritte e salse elaborate, gettonatissimo nei giorni feriali ma tutt’altro che dietetico: piatti considerati «normali» dalla routine cittadina che si rivelano spesso ben più pesanti di una portata alpina.

Scelti per Voi • Cucina Gourmet, Griglie & Tradizione

Bistecchiere in Ghisa Rigata, Pietre Ollari per Cottura Naturale e Ricettari di Montagna

★★★★★ (4.9 su 5 • Gli strumenti più scelti per cotture sane, saporite e senza grassi aggiunti)

Porta in tavola il sapore autentico della carne alla griglia e delle ricette alpine con le piastre in ghisa, le pietre ollari e i libri di cucina tipica su Amazon.

Scopri Accessori Cucina e Griglie su Amazon →

✔ Disponibilità immediata • Spedizione Veloce con Amazon Prime (Provalo Gratis per 30 giorni)


🎧 Bonus Gusto & Salute: Ascolta le grandi storie e i consigli di nutrizione su Audible: 30 Giorni di Prova Gratuita

La verità del menu di valle: Brìsaola, carni bianche alla piastra, selvaggina e cotture «nature»

Escludendo i piatti simbolo del puro comfort food – come i ricchi pizzoccheri della Valtellina o la polenta taragna con formaggio Casera e burro fuso – l’analisi evidenzia come la stragrande maggioranza delle proposte montane sia fondata su materie prime genuine, povere di grassi e cotte con metodi sani.

La celebre Brìsaola artigianale chiavennasca si conferma il salume più magro, proteico e salutare d’Italia; il carpaccio di cervo e il flan di zucca offrono antipasti leggeri e ricchi di nutrienti; mentre primi piatti come i tagliolini al ragù di cervo o gli spaghetti ai funghi porcini presentano un bilancio calorico assolutamente identico a qualsiasi piatto di pasta italiano. Straordinario anche il capitolo dei secondi: galletti alla brace, costine aromatizzate alle erbe spontanee, controfiletto e il tipico «Tzigoiner» (lo spiedone di legno avvolto in sottile fesa di manzo) vengono cotti semplicemente alla piastra e serviti al naturale, senza salse chimiche, panna o intingoli complessi.

Addio ai sensi di colpa: la proposta del Crotto Quartino per l’aperitivo e la cena infrasettimanale

Anche la formula dell’aperitivo o dell’apericena in città trova nella tradizione alpina una risposta moderna e flessibile: con formule basate sulla condivisione di taglieri di salumi magri e formaggi tipici, la cucina di montagna permette di godere di una serata tra amici senza l’obbligo di percorsi degustazione estenuanti.

«Al Crotto Quartino Milano abbiamo voluto scardinare questo luogo comune attraverso un’analisi pragmatica della nostra carta, dimostrando come la percezione della pesantezza sia spesso l’effetto di un condizionamento psicologico e culturale piuttosto che di un dato nutrizionale oggettivo», conclude il titolare Mauro. Un invito a riscoprire i sapori del territorio senza sensi di colpa, al centro anche delle iniziative che celebrano il cibo come valore d’incontro e benessere e delle esperienze di sviluppo sostenibile delle filiere locali. Segui tutte le curiosità e le tendenze enogastronomiche nella nostra sezione Territorio.

A cura della Redazione Enogastronomia e Lifestyle di Cavaliere News

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Eventi

«Etruria in Ponente», tra Toscana e Liguria nasce il dessert d’autore della vincitrice di Bake Off Italia Giulia Pilloni e della gelateria Perlecó di Alassio con l’Aglio Nero di Vessalico Slow Food

Un ponte del gusto tra Toscana e Liguria: dall’incontro tra la vincitrice di Bake Off Italia Giulia Pilloni e la celebre gelateria artigianale Perlecó di Alassio nasce “Etruria in Ponente”, l’inedito dessert gourmet presentato al TTG di Rimini nello stand CNA dove il gelato all’Aglio Nero di Vessalico (Presidio Slow Food) si fonde con il crumble di nocciole salate, il cioccolato fondente al rhum e la variegatura d’arancia 👇

Pubblicato

a

dessert d'autore

ALASSIO (SAVONA) – Un suggestivo ponte del gusto capace di unire il fascino delle colline etrusche toscane e la brezza marina della Riviera Ligure di Ponente in una sinfonia sensoriale inattesa e sorprendente. Si chiama «Etruria in Ponente» la nuova creazione gastronomica d’autore svelata in anteprima al TTG Travel Experience di Rimini – nella cornice dello stand istituzionale di CNA – e firmata a quattro mani dalla celebre gelateria artigianale Perlecó di Alassio e da Giulia Pilloni, talentuosa pastry chef e vincitrice dell’ultima edizione del programma televisivo Bake Off Italia.

Un incontro d’eccellenza tra alta pasticceria contemporanea, creatività artigianale e valorizzazione dei prodotti identitari del territorio italiano, in una stagione autunnale che vede i grandi protagonisti del piccolo schermo e del talento nazionale conquistare il pubblico, dalle sfide televisive del prime time fino al boom di ascolti dei programmi più amati dagli italiani in TV.

L’Aglio Nero di Vessalico Presidio Slow Food incontra il cioccolato al rhum, le nocciole salate e l’arancia

Il nome stesso di «Etruria in Ponente» racchiude il senso profondo di questa sinergia: un viaggio geografico ed emozionale che conduce la storia e i profumi della Toscana – terra d’origine e d’ispirazione di Giulia Pilloni – nel cuore pulsante del Ponente Ligure, laboratorio di continua ricerca gastronomica per la gelateria Perlecó di Alassio.

Concepito sia come raffinato dessert al piatto per la ristorazione gourmet e gli eventi speciali, sia nell’inedita versione in vaschetta e da passeggio, «Etruria in Ponente» gioca su un equilibrio perfetto di contrasti armonici attraverso quattro elementi distintivi:

• Gelato all’Aglio Nero di Vessalico dell’Azienda agricola Osvaldo Maffone (Presidio Slow Food): autentico cuore innovativo della ricetta, in cui la sapiente lavorazione artigianale trasforma l’aroma originario in note dolci, caramellate e balsamiche, prive di qualsiasi aggressività e ricche di eleganti sfumature umami;
• Crumble di nocciole salate: studiato per donare una spinta croccante e una piacevole sapidità di fondo;
• Cioccolato fondente al rhum: che conferisce al palato profondità, calore avvolgente e una ricercata nota alcolica;
• Variegatura d’arancia: che suggella l’assaggio con un tocco di freschezza e vivace acidità agrumata.

Scelti per Voi • Pasticceria & Gelato Gourmet

Gelatiere Autorefrigeranti da Casa, Stampi Alta Pasticceria e Ricettari dei Grandi Maestri

★★★★★ (4.9 su 5 • Gli strumenti più amati dagli appassionati di dolci)

Prepara in casa dolci da vero maestro pasticcere e gelati cremosi artigianali con le gelatiere professionali, gli stampi in silicone e i migliori libri di alta pasticceria in offerta su Amazon.

Scopri le Offerte Pasticceria su Amazon →

✔ Disponibilità immediata • Spedizione Veloce con Amazon Prime (Provalo Gratis per 30 giorni)


🎧 Bonus Storie del Gusto: Ascolta i podcast e gli audiolibri dedicati alla storia della cucina italiana su Audible: 30 Giorni di Prova Gratuita

Il talento di Giulia Pilloni (Bake Off Italia) e la sperimentazione della gelateria Perlecó di Alassio

La creazione unisce due firme di primo piano del mondo dolce italiano: da un lato la gelateria Perlecó di Alassio, punto di riferimento nazionale nella sperimentazione sul gelato gastronomico e nella valorizzazione delle materie prime liguri; dall’altro Giulia Pilloni, trionfatrice di Bake Off Italia, ammirata per il rigore estetico, la pulizia tecnica e la raffinatezza negli accostamenti d’alta pasticceria.

«Volevamo creare una proposta che superasse i confini classici della gelateria e della pasticceria», spiegano gli ideatori del progetto. «L’Aglio Nero di Vessalico è un’eccellenza straordinaria del Ponente Ligure: abbinato al cioccolato al rhum, alla nocciola salata e all’arancia, perde ogni asperità e diventa il filo conduttore di un dessert sorprendente, capace di raccontare una storia d’amore tra la Toscana e la Liguria».

«L’aglio del bacio»: dal trionfo al TTG di Rimini alla degustazione ad Alassio

Dopo il grande entusiasmo di pubblico e critica raccolto durante il debutto al TTG di Rimini, «Etruria in Ponente» sarà presto disponibile in degustazione ad Alassio presso la gelateria Perlecó (in coppetta, cono o vaschetta) oltre che nella versione al piatto per la ristorazione d’autore.

E per gli innamorati non manca una curiosità rassicurante: «Vogliamo anche rassicurare chi ha in programma una serata romantica: l’aglio nero è anche definito “l’aglio del bacio” in quanto non lascia alcun odore dopo il suo consumo», concludono col sorriso i creatori del nuovo dessert. Un progetto che celebra il saper fare artigiano e la creatività italiana, al pari delle grandi iniziative dedicate alla scoperta innovativa dei borghi e delle eccellenze territoriali e alle nuove proposte artistiche e culturali del panorama nazionale. Scopri tutte le novità dal mondo del gusto e degli eventi nella nostra sezione Cultura e Spettacolo.

A cura della Redazione Gusto e Territorio di Cavaliere News

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza