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A Ficarra e Picone il Premio alla Carriera a Monterosi: trionfo per la prima edizione di “Cookery Cinema e Spettacolo”

Ficarra e Picone si prendono una pausa dal set di Cinecittà per sbarcare nella Tuscia! 🎬 🏆 L’amatissimo duo comico siciliano (attualmente al lavoro sul nuovo film “La notte delle fragole”) è stato il grande protagonista della prima edizione del Premio “Cookery Cinema e Spettacolo” a Monterosi (Viterbo). Una serata di gala per celebrare le eccellenze italiane tra attori, giornalisti e istituzioni. Scopri tutti i dettagli e l’elenco completo dei vincitori! 🍿 ✨

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Premio alla carriera a Ficarra e Picone

Monterosi (VT) – Il grande cinema italiano incontra la bellezza del territorio della Tuscia in una serata all’insegna del talento, della cultura e delle eccellenze nostrane. A rubare la scena, lo scorso 15 luglio, sono stati Salvo Ficarra e Valentino Picone, l’amatissimo e inossidabile duo comico siciliano, grandi protagonisti della prima edizione del Premio “Cookery Cinema e Spettacolo”.

Ficarra e Picone premiati tra un ciak e l’altro a Cinecittà

L’affermata coppia di registi e attori siciliani (già sbanca-botteghini con commedie di grandissimo successo come “Il primo Natale”, “L’ora legale” e “L’abbaglio”) si è presa una meritatissima pausa dagli Studi di Cinecittà, dove è attualmente impegnata sul set del nuovo e attesissimo film “La notte delle fragole” (in uscita nelle sale il prossimo 26 novembre). A loro è andato l’ambito Premio alla Carriera, un riconoscimento prestigioso per celebrare un percorso artistico straordinario che, negli ultimi anni, li ha portati stabilmente alla ribalta nel mondo del cinema d’autore e della televisione.

Una serata di gala sotto le stelle della Tuscia

La suggestiva cerimonia di premiazione ha avuto luogo a Monterosi, incantevole località della provincia viterbese incastonata tra i laghi di Bracciano e Vico. L’evento è stato ospitato nel piazzale adiacente al “Cookery Diner Pub”: per l’occasione, la location all’aperto si è trasformata, in una calda e magica serata d’estate, in un elegante salotto dedicato ai grandi protagonisti del cinema, dell’informazione e della comunicazione.

A condurre magistralmente la serata è stata la poliedrica artista Angelique (cantautrice, attrice e showgirl), che ha accompagnato il folto pubblico attraverso i momenti più emozionanti della cerimonia, deliziando i presenti anche con tre intensi interventi canori.

Dietro al successo della manifestazione c’è stata una imponente macchina organizzativa e istituzionale. L’iniziativa, curata nei minimi dettagli dalla “Pacifici Business Services/PBS s.r.l.” e dalla “GR Comunicazioni”, ha infatti goduto di patrocini di altissimo profilo: il Comune di Monterosi (in sinergia con i vicini Comuni di Nepi e Sutri), la Regione Lazio (Assessorato alla Cultura), l’ENAC, il CET di Roma, la Fondazione Area Cultura e la Fondazione Centro Studi Parlamentari. Una rete di enti locali e culturali unita dalla volontà di valorizzare il territorio attraverso eventi di caratura nazionale.

Tutti i protagonisti e i premiati della prima edizione

Durante il galà sono stati conferiti i Premi alla Carriera a personalità che, grazie al proprio talento e impegno professionale, hanno contribuito a far crescere il cinema, la musica e l’informazione in Italia. Sono stati inoltre consegnati degli Attestati di Speciale Riconoscimento agli esponenti delle istituzioni e ad autorevoli firme dell’arte e del giornalismo.

Di seguito l’elenco completo di tutti i premiati della serata:

PREMI ALLA CARRIERA

  • Valentino Picone – Autore, Attore e Regista
  • Salvo Ficarra – Autore, Attore e Regista
  • Daniele Mariotto – Giornalista, Esperto di Cinema e Spettacolo
  • Cristina Francioni – Costumista
  • Nino Celeste – Direttore della Fotografia
  • Federica Rinaudo – Giornalista e Ufficio Stampa
  • Pacifici Business Services (PBS s.r.l.) – Servizi per la Sicurezza nel Cinema e nello Spettacolo
  • Andy Luotto – Attore e Chef stellato
  • Angelique (Angelica Loredana Anton) – Cantautrice, Attrice, Conduttrice e Scrittrice
  • Marianna Pignatelli – Giornalista e Ufficio Stampa per il Cinema e lo Spettacolo

ATTESTATI DI SPECIALE RICONOSCIMENTO

  • Sandro Giglietti – Sindaco di Monterosi
  • Franco Vita – Sindaco di Nepi
  • Matteo Amori – Sindaco di Sutri
  • Patrizia Faiello – Giornalista e Ufficio Stampa
  • Roberto Ferri – Artista, Pittore e Scultore
  • Stazione dei Carabinieri di Monterosi
  • Edoardo Ribeca – Amministratore Delegato (Gruppo “CR”)

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Le fratture dell’anima e della storia che scuotono Roma, la saggistica visiva di Fabiola Ferrero sbarca a Trastevere: al Museo la mostra shock per le vittime del Venezuela

Le fratture spietate della storia e della memoria collettiva si trasformano in un immenso e fiero manifesto di fotogiornalismo nel cuore di Roma! Inaugura mercoledì 30 settembre 2026 alle ore 18:00, presso il Museo di Roma in Trastevere, “LAS GRIETAS. Sulle tracce di una fantasia”, la straordinaria mostra personale della fotografa venezuelana Fabiola Ferrero, vincitrice del XVI Premio IILA-Fotografia. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito, allestito in solenne memoria delle migliaia di vittime del terremoto del 24 giugno 2026 in Venezuela. In mostra i capolavori storici della reporter e il debutto assoluto dell’inedito progetto “Antimonumento”, un’opera di squadra eccezionale organizzata da Zètema per sconfiggere l’isolamento culturale. Scoprite tutti i dettagli del programma nel nostro articolo! 👇

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Vittime del terremoti in Venezuela

Roma – Un solco profondo, una cicatrice improvvisa e spietata squarcia la superficie della materia e della memoria storica dei popoli, trasformando le crepe fisiche dei monumenti in un drammatico riflesso delle lacerazioni interiori della nostra civiltà contemporanea. La fotografia d’inchiesta e il fotogiornalismo, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché commerciali di plastica e dei filtri artificiali degli smartphone, si riscoprono le risorse terapeutiche ed etiche più potenti per processare i traumi collettivi, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni un’oasi di spensieratezza colta e pura emozione dal vivo. L’immagine analogica cessa di essere un mero orpello estetico per farsi scudo sociale e dovere civile. Mercoledì 30 settembre 2026, alle ore 18:00 in punto, lo splendido e fiero scenario del Museo di Roma in Trastevere, situato in Piazza di Sant’Egidio 1/b, aprirà solennemente le proprie porte per inaugurare l’attesissima mostra personale della fotografa e giornalista venezuelana Fabiola Ferrero, intitolata “LAS GRIETAS. Sulle tracce di una fantasia”.

La monumentale esposizione, promossa con fiera determinazione da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, si avvale della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è interamente organizzata dall’IILA (Organizzazione internazionale italo-latino americana), con la logistica e i servizi museali curati da Zètema Progetto Cultura. La kermesse, che rimarrà aperta alle visite in totale trasparenza da giovedì 1° ottobre fino alla scadenza naturale di domenica 22 novembre 2026, si carica di un altissimo e commosso significato antropologico e civile dello Stato: l’intero percorso visivo è stato interamente dedicato alla memoria delle migliaia di vittime e dei dispersi causati dal catastrofico e spaventoso terremoto che ha devastato il Venezuela il 24 giugno 2026, una ferita aperta che colpisce al cuore la comunità internazionale, taccuino alla mano e passioni calde.

Dalle crepe di Caracas ai muri parlanti: il trionfo al XVI Premio IILA Fotografia

Fabiola Ferrero ha conquistato il centro della scena artistica capitolina in veste di trionfatrice assoluta della sedicesima edizione del prestigioso Premio IILA-Fotografia, un riconoscimento transnazionale d’eccellenza che blinda il merito dei migliori talenti del Sudamerica, offrendo loro programmi stanziali di ricerca e borse di studio nelle smart land della penisola per favorire lo scambio culturale e limitare l’esodo delle intelligenze creative. L’ordito della mostra si addentra millimetricamente nel concetto delle grietas, le crepe fisiche e metafisiche, radiografando in totale trasparenza e priva di filtri protettivi le tensioni storiche, le mutazioni urbanistiche, la povertà rionale e le fragilità sociali di una terra in perenne transizione geopolitica, azzerando le distanze burocratiche tra i rioni di Caracas e i monitor della Capitale.

Il cartellone espositivo aduna i progetti fotografici pluriennali più intensi e acclamati della reporter venezuelana, opere andate già rubate nei taccuini dei massimi collezionisti del pianeta per la loro onestà intellettuale. I visitatori e i viandanti della cultura potranno esplorare le sequenze di Whispering Walls, un viaggio specchio incentrato sulla saggistica visiva dei muri che parlano delle rivoluzioni tradite, e la durezza poetica di I can’t hear the birds, un ordito perfetto di testi e immagini sul silenzio inospitale delle campagne svuotate dalla crisi macroeconomica. Completa la parata delle serie storiche l’opera Reinas, una requisitoria visiva senza maschere o ipocrisie interpretative sul culto dei concorsi di bellezza nei quartieri popolari, un focus ingegneristico che scardina la tossicità degli stereotipi di genere legati al corpo femminile.

Il debutto di Antimonumento: lo sguardo dell’artista sulla fragilità di Roma

La vera e più accattivante attrazione di questa tappa trasteverina risiede nella presentazione ufficiale, in anteprima mondiale assoluta, di Antimonumento, il nuovissimo e mozzafiato reportage sviluppato sul campo da Fabiola Ferrero durante i mesi della sua permanenza stanziale a Roma nel vivo della residenza d’artista protetta dal Premio IILA. Con un interplay visivo di straordinario spessore clinico, la Ferrero ha fatto collidere le fratture monumentali della storia venezuelana con i cedimenti e le crepe più intime del corpo urbano della Capitale, rintracciando risposte flessibili per il benessere collettivo e dimostrando con i fatti che la pietra che si spezza pulsa dello stesso dolore dei rioni esposti alla marginalità geografica e rionale, offrendo un comfort funzionale perfetto contro il torpore dei cliché turistici ordinari.

I controlli di sicurezza sulle sale del Museo di Roma in Trastevere sono conclusi e i registri delle verniciature sigillati. La direzione dell’ente ricorda che le informazioni precise sugli orari delle masterclass guidate, le schede didattiche per le scuole della provincia e le riduzioni sui ticket per le famiglie sono interamente accessibili consultando l’applicazione ufficiale e il portale web dello Stato museale. Questo fine settimana spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate a via di Sant’Egidio: le immagini di Fabiola Ferrero vi aspettano a braccia aperte per dimostrarvi che finché ci sarà un fotografo capace di usare l’obiettivo per testimoniare la verità e sollevare un velo sulla sofferenza dei popoli, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto libero, protetto e profondamente umano. Il viaggio nelle crepe del mondo è ricominciato, ed è un’esperienza meravigliosa che aspetta solo il vostro sguardo.

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Roma,I 110 anni di Aldo Moro: nasce Culla Caetani, il cantiere d’arte e memoria

Trasformare il ricordo di una tragedia nazionale in un’opera d’arte che parla di vita, nascita e futuro: nel giorno del 110° anniversario della nascita di Aldo Moro si apre ufficialmente il “Cantiere della Memoria di Culla Caetani”. Ideata dal visionario artista concettuale Lokrima (Mirko Tosti), questa enorme e suggestiva installazione ribalta il drammatico simbolo del 1978: il portellone originale di una Renault 4 d’epoca diventa l’ossatura di una vera e propria “culla-carillon” monumentale, unendo meccanica, design e tecnologia. Un “monumento portatile” che prende vita grazie al lavoro delle eccellenze artigiane delle Marche e a un tappeto sonoro in divenire (con la partecipazione del Maestro Enrico Melozzi) che mescola le atmosfere di Bach con il pop degli anni Settanta. Scopri tutti i dettagli di questo straordinario progetto culturale in mostra a Roma nel 2027 👇

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Culla Caetani Dett 8

Roma – La memoria storica di una nazione non deve necessariamente coincidere con la sterile e ripetitiva celebrazione dei suoi traumi più bui, ma può e deve trasformarsi in un formidabile motore di rinascita, di riflessione attiva e di speranza per le nuove generazioni. È esattamente questo il nobile e rivoluzionario principio filosofico che anima il Cantiere della Memoria di Culla Caetani, un’imponente e suggestiva opera d’arte monumentale che apre ufficialmente i battenti il 23 settembre 2026, in una data dal fortissimo valore simbolico.
La giornata scelta coincide infatti con la ricorrenza del 110° anniversario della nascita del grande statista democristiano Aldo Moro. La volontà precisa dei promotori del progetto è quella di celebrare l’uomo, il politico e lo studioso nel giorno luminoso della sua venuta al mondo, e non in quello tragico della sua morte, trasformando quello che per decenni è stato vissuto come un lutto nazionale insanabile in un’occasione viva di pensiero critico e di osservazione civica. Frutto dell’ingegno e della profonda sensibilità del noto artista concettuale Lokrima (nome d’arte di Mirko Tosti), l’opera si presenta come una gigantesca “culla-carillon” multidisciplinare, capace di fondere e intrecciare indissolubilmente design industriale, ingegneria meccanica di precisione, elettronica avanzata, composizione musicale e testimonianza politica.

Il ribaltamento del simbolo: la Renault 4 diventa una culla per il futuro

Il concept artistico alla base di Culla Caetani è tanto geniale quanto emotivamente dirompente: l’artista ha deciso di partire dall’immagine storica più iconica e drammatica della nostra Repubblica, ovvero l’automobile rossa all’interno della quale venne purtroppo ritrovato il corpo senza vita dello statista nella centralissima e tristemente nota via Caetani a Roma.
Tuttavia, il significato di quel feticcio di cronaca nera viene radicalmente capovolto e sublimato. Il portellone originale di una vettura d’epoca modello Renault 4 è stato recuperato e non rappresenta più la gelida chiusura di un feretro metallico, ma diventa al contrario l’ossatura portante e il guscio protettivo di una grande culla-carillon. Questa geniale intuizione architettonica trasforma definitivamente il luogo geometrico della morte in un potente dispositivo simbolico che richiama inequivocabilmente l’origine della vita, la nascita, la protezione materna e, soprattutto, l’idea inestinguibile di un futuro democratico. Il risultato finale è un’installazione che porta intimamente dentro di sé la morbida dimensione affettiva e rassicurante della culla, fondendola con la dimensione pubblica e solenne della memoria repubblicana. Si tratta di un “monumento portatile” che funge da vera e propria agorà di riflessione, uno spazio aperto nel quale materia, storia patria e pensiero politico entrano finalmente in una relazione costruttiva.

Cortocircuiti musicali: da Bach al pop degli anni Settanta

L’approccio innovativo di Lokrima non si limita all’aspetto visivo e scultoreo dell’opera, ma investe con forza anche l’universo sonoro che la animerà dall’interno. Il cuore acustico di Culla Caetani nasce infatti da un coraggioso e affascinante cortocircuito tra mondi e linguaggi apparentemente lontanissimi e inconciliabili.
Attualmente in fase di avanzata sperimentazione, la partitura dell’installazione propone un inedito dialogo in perenne divenire tra le solenni e monumentali suggestioni sacrali (che richiamano esplicitamente la forza emotiva della Passione secondo Matteo BWV 244 del grande compositore Johann Sebastian Bach) e le ritmiche accattivanti della musica pop che dominava le classifiche italiane proprio alla fine dei turbolenti anni Settanta (tra cui spiccano echi del capolavoro Pensiero stupendo di Patty Pravo). Questo complesso e stratificato percorso di ricerca timbrica e sonora è stato appositamente pensato dall’artista per evitare l’uso rigido e passivo di brani preesistenti. Le partiture sono originali e concepite per evolversi nel tempo, grazie anche alla preziosissima consulenza e al serrato confronto con rinomati compositori e direttori d’orchestra, tra i quali spicca la partecipazione d’eccezione del Maestro Enrico Melozzi.

Il Comitato dei 100 e le eccellenze artigiane delle Marche

L’apertura ufficiale del cantiere, avvenuta il 23 settembre, coincide anche con il lancio delle selezioni per la costituzione di uno speciale “Comitato dei 100”. Questa assemblea rappresenterà il “corpo vivo” e intellettuale chiamato a circondare, interpretare e proteggere idealmente la Culla Caetani. Cento sguardi trasversali (scelti e curati direttamente da Hilda Family Benefit e dal direttore creativo Mirko Tosti, a cui i professionisti interessati possono proporre la propria candidatura via email) che avranno il delicato compito di farsi custodi di questo reliquario laico.
L’obiettivo è riunire progressivamente intorno all’opera studiosi del Caso Moro, intellettuali, curatori, galleristi, istituzioni pubbliche, imprenditori illuminati, giornalisti d’inchiesta e musicisti. Il Comitato non sarà un semplice ente consultivo da sfoggiare sulla carta, ma parteciperà attivamente al processo creativo attraverso video interviste, test di riflessione e laboratori permanenti di coscienza civile. Per tradurre in realtà tangibile questo monumentale progetto, inoltre, è stata attivata una vasta rete di maestranze ed eccellenze artigiane provenienti dalla regione Marche. Dalla lavorazione del plexiglass alla carrozzeria, dalla sartoria per le imbottiture interne fino alla saldatura dei complessi circuiti elettronici su misura, il “saper fare” manifatturiero italiano si unisce all’ingegneria e all’arte concettuale, sfuggendo alle logiche della serialità industriale.

Il progetto Reliquie Laiche e l’attesa per l’esposizione del 2027

La grande installazione dedicata alla memoria di Aldo Moro non è un punto d’arrivo isolato, ma rappresenta il prezioso nucleo primordiale di un progetto artistico ben più ampio e articolato, denominato Reliquie Laiche (1978).
Questa ambiziosa espansione dell’opera prevede la creazione di una serie di sculture tecnologiche derivate dalla Culla principale: targhe commemorative e “quadri-box” riprenderanno gli elementi stilistici della memoria del 1978, mescolandoli sapientemente con archivi digitali, memorie elettroniche e tecnologia della realtà aumentata, con lo scopo preciso di portare la riflessione sulla storia repubblicana anche al di fuori dei polverosi e consueti spazi museali. L’intera e complessa operazione culturale nasce all’interno della divisione Racconto di Hilda Family Benefit, che fonde welfare sociale, rigenerazione del pensiero e creatività pura. Il lungo e affascinante percorso di gestazione della Culla Caetani culminerà infine nel mese di maggio 2027 nella città di Roma. In quell’occasione, l’installazione completa verrà presentata al pubblico e alla stampa nel corso di uno speciale evento privato, trasformando definitivamente il trauma della morte di Aldo Moro in un atto generativo e di pura coscienza collettiva.

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La natura di Roma diventa musica: al Parco di San Sisto debutta Botanical Soundscape

La natura di Roma è pronta a far sentire la sua voce in un evento senza precedenti! Il 2 ottobre, nello storico Parco di San Sisto, andrà in scena la prima edizione di “Botanical Soundscape”, un’incredibile performance immersiva dove i segnali bioelettrici delle piante (in particolare di un gigantesco Cedro del Libano secolare) verranno tradotti in musica udibile. Grazie a speciali sensori di bioacustica e al talento del compositore Mario Russo, il pubblico potrà ascoltare dal vivo la “voce” e le variazioni elettromagnetiche degli alberi, che si mescoleranno a sintetizzatori, violini e percussioni. Un rito d’ascolto collettivo, gratuito e affascinante, che segna il primo passo per la creazione di una vera e propria mappa sonora permanente del verde capitolino. Scopri i dettagli di questo evento rivoluzionario nel nostro articolo 👇

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Botanical Soundscape Foto di Emidio Vallorani

Roma – Il secolare e misterioso mondo vegetale della Capitale è pronto a svelare la sua voce più intima, trasformandosi per una sera in una vera e propria colonna sonora vivente, generativa e in continua evoluzione. Venerdì 2 ottobre 2026, a partire dalle ore 18:00, lo storico e affascinante palcoscenico naturale del Parco di San Sisto ospiterà la prima, attesissima edizione di Botanical Soundscape.
Si tratta di un innovativo progetto artistico e ambientale promosso da A.S.A.P.Q. e curato nei minimi dettagli da Alessandra Muschella e Gianni Parrella. Questa straordinaria performance immersiva, capace di trasformare i segnali vitali delle piante in materia sonora udibile dall’orecchio umano, è realizzata con il preziosissimo sostegno del Ministero della Cultura (MiC) e della SIAE nell’ambito del celebre programma nazionale “Per Chi Crea”. L’evento gode inoltre del patrocinio ufficiale dell’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale. Non un semplice e canonico concerto all’aperto, dunque, ma un autentico rito collettivo d’ascolto progettato per ribaltare completamente il nostro punto di percezione: la natura smette di essere un mero e passivo sfondo scenografico per imporsi come protagonista assoluta, rivelando ritmi e variazioni impercettibili che normalmente sfuggono all’esperienza quotidiana dell’uomo.

La tecnologia al servizio dell’arte: come “suonano” le piante

Il cuore pulsante di questa complessa ricerca, che si posiziona in perfetto equilibrio sul sottile confine tra composizione musicale, alta tecnologia e studio dell’ambiente, è l’utilizzo di un particolarissimo dispositivo di bioacustica denominato Plants Play.
Questo sofisticato strumento tecnologico è in grado di rilevare con estrema precisione le microvariazioni bioelettriche emesse in tempo reale dagli organismi vegetali e di convertirle magicamente in frequenze sonore udibili. Ogni singola pianta, attraverso le sue personalissime fluttuazioni elettromagnetiche, emette infatti una traccia sonora assolutamente unica e irripetibile, poiché viene continuamente influenzata e modificata dai fattori esterni come l’esposizione alla luce solare, l’umidità dell’aria, i cambi di temperatura e persino il semplice contatto fisico umano. L’artista capta, amplifica e modella queste vibrazioni invisibili, costruendo un ambiente sonoro tridimensionale in cui la partitura finale è sempre diversa, imprevedibile e intimamente legata alla vita biologica che abita e respira in quello spazio. Il dispositivo, quindi, non si comporta come un tradizionale strumento musicale, ma funge da sensibile membrana di connessione, un traduttore simultaneo che rende finalmente udibile la profonda reciprocità esistente tra il mondo umano e quello vegetale.

Il Cedro del Libano e la performance di Mario Russo

Il punto di partenza di questo affascinante viaggio sonoro è uno dei polmoni verdi più particolari, preziosi e forse meno conosciuti della Capitale: lo storico Semenzaio di San Sisto. Situato in posizione strategica tra Villa Celimontana e Porta Metronia, questo luogo magico è la sede dell’Assessorato all’Agricoltura ed è un vero e proprio scrigno botanico che custodisce antiche serre, rare collezioni vegetali e alberi monumentali secolari.
È proprio in questa cornice da fiaba, e più precisamente nell’area del vigneto urbano, che la ricerca artistica si è focalizzata attorno alla possente figura di un Cedro del Libano monumentale. Questo gigante della natura, da presenza silenziosa del paesaggio romano, si trasformerà per una sera nel soggetto vivo, vibrante e generativo dell’intera opera musicale. A tradurre i suoi “respiri” in arte sarà il compositore e talentuoso performer Mario Russo. Frutto di un lungo periodo di residenza artistica a stretto contatto con la flora di San Sisto, Russo si esibirà dal vivo destreggiandosi tra sintetizzatori, tromba e violino. Ad accompagnarlo in questa jam session con la natura ci saranno Vong (alla drum machine e percussioni) e Marco Russo (alla chitarra e synth), il tutto sotto la sapiente produzione musicale di Luigi Lonetto. L’intreccio tra suono elettronico, strumentazione acustica e segnali biologici puri costruirà una performance nella quale il parco non sarà lo scenario del concerto, ma uno dei solisti principali.

Una mappa sonora permanente per la Capitale

L’entusiasmo per questa iniziativa pionieristica è stato espresso a chiare lettere anche dalle istituzioni capitoline. L’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti, Sabrina Alfonsi, ha sottolineato come il parco di San Sisto diventi per l’occasione un vero e proprio “parco pilota”, in grado di offrire ai cittadini un’esperienza sensoriale unica che rafforza in maniera decisiva la percezione del mondo vegetale come sistema vivente e reattivo. Sulla stessa lunghezza d’onda i curatori dell’evento, Alessandra Muschella e Gianni Parrella, i quali hanno evidenziato come l’urgente crisi ambientale imponga a tutti noi di ripensare radicalmente, e attraverso l’ascolto consapevole, il nostro delicato rapporto con la natura che ci circonda.
La performance del 2 ottobre rappresenta però soltanto il primo ed emozionante capitolo di un progetto molto più ampio. San Sisto è il primo tassello di quella che si prefigge di diventare una vasta e ramificata “mappa sonora vegetale” di tutta Roma, esplorando e registrando le voci inespresse di parchi, giardini e paesaggi urbani sparsi per la città. E per garantire che questa magia non svanisca nel nulla a fine serata, la composizione finale di Mario Russo, insieme alle tracce biologiche raccolte durante il concerto, sarà cristallizzata e installata nell’area del parco tramite un QR Code. I futuri visitatori potranno così inquadrare il codice con i propri smartphone e riattivare l’ascolto in totale autonomia, anche a distanza di mesi, trasformando un semplice spazio verde in un’installazione acustica permanente. Ricordiamo infine che l’ingresso alla performance è completamente gratuito, ma prevede la prenotazione obbligatoria (da effettuare sui circuiti autorizzati) per garantire la migliore fruizione dello spettacolo.

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