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A ottant’anni dalla Shoah: a Teramo un seminario formativo sui crimini di guerra

La memoria storica è l’unico vero scudo contro gli orrori del presente e del futuro. Con questa profonda missione educativa, il 2 ottobre 2026 il Polo Tecnologico Economico di Teramo ospiterà una fondamentale giornata di studi e formazione dedicata ai docenti e agli studenti, incentrata sui crimini di guerra e sulla tragedia della Shoah. In collaborazione con l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra e con l’autorevole Mémorial de la Shoah di Parigi, l’evento vedrà la partecipazione di storici di fama internazionale (come Daniele Susini, Costantino Di Sante e Adriana Escobar) per analizzare non solo i crimini del nazifascismo e l’eccidio di Marzabotto, ma per fornire strumenti critici utili a comprendere i drammatici conflitti geopolitici attuali in Medio Oriente e in Ucraina. La giornata sarà inoltre l’occasione per rendere un commosso e doveroso omaggio alla ricercatrice Laura Fontana. Scopri il programma completo nel nostro approfondimento 👇

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Teramo, un seminario formativo sui crimini di guerra

Teramo – La memoria storica non è un semplice e passivo esercizio di erudizione accademica, ma rappresenta lo scudo culturale più potente che una società democratica possiede per evitare di precipitare nuovamente nell’abisso della barbarie e della disumanità. Con questa profonda consapevolezza civica, il Polo Tecnologico Economico “Alessandrini-Marino-Pascal-Comi-Forti” di Teramo si appresta a confermarsi, ancora una volta, come un centro nevralgico d’eccellenza per la promozione della formazione storica e della fondamentale trasmissione del ricordo legato ai brutali crimini nazi-fascisti.
Frutto di una prestigiosa e collaudata collaborazione istituzionale con l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) e con l’autorevole ente parigino Mémorial de la Shoah, l’istituzione scolastica teramana ospiterà una fitta e intensa giornata di studi e di eventi formativi di altissimo profilo, fissata in calendario per venerdì 2 ottobre 2026. L’obiettivo primario del progetto è quello di squarciare il velo del distacco temporale che, a oltre ottant’anni dalla conclusione del secondo, catastrofico conflitto mondiale, rischia pericolosamente di trasformarsi in una fredda e letale indifferenza morale per le nuove generazioni di studenti e cittadini.

Il programma della giornata: l’incontro con le nuove generazioni

L’intera struttura dell’evento didattico, meticolosamente coordinato dal Prof. Giancarlo Pichillo (docente in forza presso l’Istituto “Alessandrini-Marino”), è stata sapientemente suddivisa in due momenti principali, pensati per coinvolgere attivamente sia il corpo studentesco che la classe docente della provincia.
La giornata si aprirà ufficialmente durante la mattinata, a partire dalle ore 10:00, con un delicatissimo e fondamentale momento di incontro dedicato agli studenti frequentanti le classi quinte dell’istituto. I ragazzi avranno la straordinaria opportunità di ascoltare la presentazione e di dialogare apertamente sui contenuti del toccante libro “Ti racconto Marzabotto. Storia di un bambino che è sopravvissuto” (pubblicato da De Agostini nel 2022). A guidare la riflessione e a rispondere alle domande degli alunni sarà l’autore stesso dell’opera, Daniele Susini, storico di caratura internazionale, curatore scientifico dell’intera iniziativa nonché referente ufficiale per l’Italia del Mémorial de la Shoah. Attraverso il racconto diretto e la forza della narrazione storica, gli studenti saranno chiamati a confrontarsi con una delle pagine più nere e dolorose della nostra storia nazionale, comprendendo il peso incalcolabile delle atrocità compiute contro le popolazioni inermi.

Il seminario pomeridiano per i docenti: vittime e carnefici

Il secondo, fondamentale momento di approfondimento si sposterà invece nella fascia pomeridiana. Dalle ore 15:00 alle ore 18:00, presso la capiente platea dell’Auditorium dell’Istituto di Via San Marino, andrà in scena il seminario formativo istituzionale intitolato “Vittime e carnefici nella Seconda Guerra Mondiale. La Shoah e i crimini di guerra sui civili”, un appuntamento imperdibile destinato espressamente ai docenti di ogni ordine e grado per il loro continuo aggiornamento professionale, organizzato sotto l’attenta direzione della dott.ssa Simona Cicioni.
Il parterre dei relatori vanta nomi di spicco della storiografia internazionale. Oltre al già citato Daniele Susini (che interverrà con un panel intitolato “I crimini nazisti in Italia. La mentalità del carnefice”), prenderanno la parola Costantino Di Sante (stimato accademico dell’Università del Molise) che analizzerà a fondo “Il sistema concentrazionario fascista dalle vittime del colonialismo alla Shoah”, e Adriana Escobar (ricercatrice del CNRS di Parigi e del Mémorial de la Shoah), la quale affronterà il complesso e attuale tema delle “Atrocità di massa: le parole, la legge, la giustizia e la memoria”. La partecipazione al seminario è completamente gratuita e le iscrizioni per i docenti restano aperte sulla piattaforma ministeriale S.O.F.I.A. (codice corso 105200) fino a domenica 27 settembre, con la possibilità di potersi registrare anche in loco il pomeriggio stesso dell’evento per chi fosse sprovvisto di accesso digitale.

Dal nazifascismo ai conflitti moderni: un’analisi geopolitica

L’approccio culturale e comparativo scelto per questo delicatissimo seminario formativo permetterà non solo di inserire la complessa macchina dello sterminio della Shoah all’interno del quadro ben più ampio delle violenze di massa del Novecento (fatto di deportazioni sistematiche, feroci eccidi e repressioni), ma fornirà soprattutto strumenti critici indispensabili per decodificare il presente.
Come sottolineano gli stessi promotori del simposio, la drammatica attualità geopolitica ci mette ogni giorno di fronte a conflitti sanguinosi: dalle atrocità in corso in Medio Oriente (con un occhio di riguardo alla situazione della Striscia di Gaza e della Cisgiordania) fino ai campi di battaglia dell’Ucraina. Comprendere appieno le categorie giuridiche di “crimine di guerra” e “genocidio” alla luce della storia passata è l’unico strumento intellettuale valido per poter denunciare con cognizione di causa e rigore storiografico le palesi violazioni dei diritti umani nei teatri di guerra contemporanei, fuggendo dalla tentazione di attualizzazioni superficiali o acritiche.

L’omaggio a Laura Fontana e le parole della Dirigente Fatigati

Questo solenne momento di studio e approfondimento storico collettivo rappresenterà, inevitabilmente, anche l’occasione per tributare un sentito e commosso omaggio alla memoria di Laura Fontana, brillante e insostituibile ricercatrice e storica di fama internazionale, nonché punto di riferimento assoluto per la didattica della Shoah in Italia, purtroppo prematuramente scomparsa.
L’iniziativa odierna testimonia infatti il profondo valore della memoria attiva e del lavoro di squadra pluriennale, come ha tenuto a ribadire con grande emozione la Dirigente Scolastica, prof.ssa Maria Letizia Fatigati: «È stato ed è tuttora un grandissimo onore per me aver avuto la preziosa possibilità di progettare segmenti di straordinaria didattica proprio con Laura Fontana e Daniele Susini in questi miei primi tre anni di Dirigenza all’Istituto teramano. Ritengo fondamentale l’aver potuto partecipare al suo commosso ricordo portando la presenza fisica, istituzionale e la forte vicinanza delle scuole della Città di Teramo all’interno di un contesto di studio e di rigoroso approfondimento storico. Questi incontri rappresentano dei potenti strumenti intellettuali, posti a presidio e a protezione della Memoria, nonché una chiave di lettura per una coraggiosa interpretazione della complessa geopolitica del nostro tempo».

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La governance scientifica promuove lo scudo ecologico di Collemaggio: Arpa Abruzzo si fa polo d’eccellenza nazionale per la salubrità del pianeta

La massima scienza ecologica dello Stato promuove il miracolo dell’Abruzzo e il domani dell’ambiente non fa più paura! Si è concluso oggi a L’Aquila il prestigioso vertice nazionale della governance ambientale che ha promosso a pieni voti la nuova e imponente sede distrettuale di Arpa Abruzzo a Collemaggio. Il vicepresidente SNPA Donato Ramunno e il leader di Asso Arpa Alberto Manfredi Selvaggi hanno radiografato i 2.400 metri quadrati dell’ex ospedale psichiatrico, riqualificato a consumo di suolo zero e quasi autosufficiente grazie al fotovoltaico. Un polo hi-tech da record che ospiterà 50 dipendenti e laboratori d’élite di ecotossicologia per difendere la salubrità di aria e acqua, pronto per l’inaugurazione ufficiale a fine ottobre alla presenza del ministro Gilberto Pichetto Fratin. Tutti i dettagli nel nostro articolo! 👇

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arpa abruzzo laquila collemaggio

L’Aquila – Una solenne e fiera vittoria per la tutela della salute pubblica, della legalità ambientale e del merito scientifico si è consumata questa mattina nel cuore dell’Appennino, trasformando le ferite imposte dalla natura in un’autentica officine di riscatto e progresso ingegneristico per l’intero Paese. La salvaguardia degli ecosistemi e il monitoraggio millimetrico dell’aria, dell’acqua e del terreno, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della burocrazia immobilista, si riscoprono le risorse terapeutiche ed etiche più potenti per garantire il benessere collettivo dei cittadini, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni uno scudo impenetrabile contro i disastri ecologici e l’asfissia dell’inquinamento, lontano dal torpore dell’indifferenza. Oggi, martedì 22 settembre 2026, i vertici della governance ambientale dello Stato si sono riuniti in un imponente e fittissimo tavolo tecnico d’area vasta, promuovendo a pieni voti la neonata e monumentale sede distrettuale di Arpa Abruzzo a Collemaggio, consacrata come un polo tecnologico d’avanguardia unico in Italia.

Il cruciale e trasparente summit operativo, programmato per pianificare le scadenze e le joint venture strategiche del domani, ha visto la partecipazione compatta di un parterre d’élite della sicurezza civile della penisola. Ad analizzare il ruolino di marcia e i verbali ispettivi, accolti con spavaldo orgoglio dal direttore generale di Arpa Abruzzo, Maurizio Dionisio, e dal direttore tecnico Massimo Giusti, sono scesi sul campo Donato Ramunno, vicepresidente del Consiglio del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (Snpa) e direttore di Arpa Basilicata, e Alberto Manfredi Selvaggi, presidente nazionale di Asso Arpa e direttore generale di Arpa Molise. Un’opera di squadra eccezionale e priva di filtri protettivi che ha incassato anche il solenne e caloroso appoggio politico dell’esecutivo regionale abruzzese attraverso un fritto incontro istituzionale con il vicepresidente della Regione con delega all’Ambiente, Emanuele Imprudente, taccuino alla mano e passioni calde.

I laboratori di ecotossicologia a zero consumo di suolo: il trionfo dell’ex manicomio

L’ordito strutturale del nuovo distretto aquilano si sviluppa su una superficie monumentale di ben 2.400 metri quadrati ripartiti su tre piani, un’architettura ingegneristica d’eccellenza nata dal recupero filologico e dalla totale ristrutturazione biologica del plesso B18 del vecchio ospedale psichiatrico rionale, rimasto gravemente danneggiato dal tragico sisma del 6 aprile 2009. La joint venture tra la Asl provinciale e l’Arpa ha permesso di strappare al degrado e all’oblio questo pezzo di memoria storica dello Stato, riconvertendolo in un polmone di legalità e innovazione tecnologica 4.0 alimentato da un imponente impianto fotovoltaico strutturato per raggiungere i limiti dell’autosufficienza energetica. Un’operazione esemplare che azzera le distanze burocratiche e applica con onestà il principio del risparmio energetico e del consumo di suolo zero, scacciando il materialismo edile per favorire la rinascita dei quartieri urbani.

All’interno di queste aule blindate prenderà servizio stanziale una squadra affiatata di circa cinquanta dipendenti, chimici e biologi under 40 di immenso merito, i cui laboratori d’avanguardia per le analisi chimiche e biotossicologiche sono andati già rubati nell’ammirazione delle agenzie consorelle dello Stato. I dati dell’ispezione odierna parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: il fiore all’occhiello del distretto è rappresentato dal reparto speciale di ecotossicologia, equipaggiato con microscopie a scansione e sensori meccatronici di precisione chirurgica che mancano persino nei laboratori delle metropoli del Nord. Uno strumento di diagnostica preventiva e comfort funzionale perfetto che consentirà di monitorare le risposte flessibili della biosfera, tutelando i rioni dall’asfissia dello spopolamento e offrendo risposte flessibili contro i reati industriali, limitando l’esodo dei giovani scienziati.

Dall’asse con l’Arpa Molise alla prima serata d’autunno con il Ministro Pichetto Fratin

«La dotazione tecnologica e le specializzazioni dei nostri laboratori sono considerate un’autentica perla a livello italiano», dichiara con spavalda fermezza e onestà intellettuale il direttore generale Maurizio Dionisio, rivendicando il ruolo strategico dell’ente a difesa della salubrità dell’aria, dell’acqua dei fiumi e dei terreni agricoli dell’Abruzzo, la regione d’Europa che vanta la maggiore percentuale di aree naturali protette. Una cattedra scientifica pienamente condivisa dal presidente di Asso Arpa, Alberto Manfredi Selvaggi, che ha annunciato l’avvio immediato di un programma pluriennale di cooperazione transregionale con l’Arpa Molise, incremento logistico che permetterà di abbattere i costi di gestione macroeconomica e abbandonare definitivamente la vecchia e inospitale sede in affitto sita nella zona industriale di Bazzano, sintonizzando le scadenze del welfare sul massimo risparmio della spesa pubblica.

Il felice esito del vertice odierno costituisce il necessario e rigoroso preludio tecnico in vista del solenne fischio d’inizio dell’inaugurazione ufficiale del plesso di Collemaggio. La direzione generale ha confermato che il taglio del nastro avverrà nella seconda metà del prossimo mese di ottobre 2026, non appena l’ultima fase legata agli arredi specialistici e alla taratura millimetrica dei macchinari sarà ultimata con successo. Per blindare il valore civile del progetto e testimoniare la vicinanza dello Stato, salirà a L’Aquila il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Spegnete per una sera gli smartphone e alzate lo sguardo verso le finestre illuminate di Collemaggio: scoprirete che finché la nostra terra saprà trasformare le macerie del passato in fortezze tecnologiche a difesa della natura, il domani delle nostre smart land sarà per sempre libero, fiero, protetto e profondamente umano. Il cammino della legalità verde è cominciato, ed è un viaggio meraviglioso che guarda lontano.

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Il respiro millenario della Ciociaria celebra un secolo di meraviglia sotterranea: il consigliere Gianluca Quadrini blinda il futuro turistico delle Grotte di Pastena

Il fascino millenario del patrimonio naturalistico italiano festeggia un secolo di storia e le istituzioni blindano il futuro turistico della Ciociaria! Si è svolta questa mattina presso il Salone di Rappresentanza delle Grotte di Pastena (FR) la solenne cerimonia ufficiale per celebrare i cento anni dalla scoperta dello straordinario complesso speleologico dello Stato. Il consigliere provinciale di Frosinone e dirigente di ANCI Lazio, Gianluca Quadrini, è sceso in trincea in asse con il sindaco Angelo D’Ovidio e i vertici di Lazio Crea per premiare il merito di un secolo di tutela biologica e ricerca scientifica, lanciando un imponente piano pluriennale di investimenti a ingresso controllato per lo sviluppo economico del territorio. Tutti i dettagli del reportage nel nostro articolo! 👇

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Cento anni delle Grotte di Pastena

Pastena – Una forza antica e invisibile pulsa da esattamente un secolo nel ventre profondo della terra ciociara, dove la roccia calcarea e i fiumi sotterranei hanno modellato nel silenzio dei millenni un’opera d’arte monumentale che continua a commuovere scienziati, speleologi e viandanti di ogni angolo dello Stato. L’esplorazione speleologica e la salvaguardia del paesaggio ipogeo, quando si spogliano delle asettiche logiche del turismo di consumo selvaggio, si riscoprono le risorse terapeutiche ed etiche più potenti per riallineare il nostro cammino civile alle leggi biologiche della natura, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni un’oasi di spensieratezza colta, lontana dall’asfissia protettiva degli smartphone. Nella mattinata di oggi, martedì 22 settembre 2026, a partire dalle ore 9:00, le pareti calde del Salone di Rappresentanza delle Grotte di Pastena hanno ospitato il fischio d’inizio delle celebrazioni ufficiali per il Centenario della scoperta e della valorizzazione del sito, un compleanno storico d’altissimo profilo istituzionale per la provincia di Frosinone.

La solenne cerimonia, intitolata con finezza saggistica “I cento anni delle Grotte di Pastena: Storie di Lungimiranza, di Impegno e di Riconoscenza (1926 – 2026)”, ha visto la partecipazione convinta, fiera e compatta del consigliere provinciale e stimato dirigente di ANCI Lazio, Gianluca Quadrini. La macchina organizzativa, promossa con spavaldo ottimismo dal Comune di Pastena in fitta, duratura e trasparente joint venture strategica con la Regione Lazio e le maestranze di Lazio Crea, ha blindato un ruolino di marcia d’eccellenza per rendere onore a un secolo di ricerche scientifiche e monitoraggi geologici iniziati negli anni Venti del Novecento. Una programmazione pluriennale nata per premiare il merito di quanti hanno strappato al buio e all’oblio questo straordinario patrimonio dello Stato, azzerando le distanze tra le istituzioni sovracomunali e le trincee dei piccoli borghi della Ciociaria, taccuino alla mano e passioni calde.

Dalle stalattiti degli anni Venti ai laboratori 4.0: l’oro nascosto della Ciociaria

Il labirinto ipogeo di Pastena si configura come uno scudo naturale di indiscusso rilievo biologico, un recondito reticolo di sale monumentali, canyon rocciosi, stalattiti e stalagmiti millimetriche andate rubate negli occhi di intere generazioni di visitatori per la loro sconvolgente intensità estetica. I Criteri di tutela ambientale e i programmi di coesione sociale messi in campo dall’amministrazione locale hanno saputo convertire l’antico attrattore naturalistico in un pilastro stabile dell’economia e dell’identità della provincia, offrendo risposte flessibili contro lo spopolamento e l’isolamento dei rioni montani. La cattedra della giornata ha ripercorso le tappe della prima leggendaria spedizione guidata dal barone Carlo Franchetti nel 1926, traducendo la memoria storica in un comfort funzionale perfetto per pianificare lo sviluppo ecosostenibile del domani.

I dati della crescita turistica parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: il benessere collettivo della Ciociaria passa inevitabilmente attraverso la valorizzazione trasparente e priva di filtri burocratici delle proprie radici biologiche. A margine del summit istituzionale, il dirigente di ANCI Lazio Gianluca Quadrini ha voluto tributare una fitta e calorosa requisitoria di elogio per l’operato della giunta municipale. «Prendere parte alle celebrazioni per i cento anni delle Grotte di Pastena è stato un momento di straordinaria emozione e di profondo valore civile per la nostra provincia», ha dichiarato con spavaldo orgoglio il consigliere provinciale, raccogliendo gli applausi scroscianti dei delegati e dei sindaci presenti in sala. «Questo complesso ipogeo è un vero e proprio scrigno di biodiversità, geologia e cultura che tutto il mondo ci invidia, un visual anchor irrinunciabile del nostro patrimonio artistico dello Stato».

L’alleanza di ANCI Lazio con il Sindaco Angelo D’Ovidio: il traguardo del 2026

Il successo monumentale di questa giornata memorabile blinda la sinergia strategica siglata tra i piccoli municipi della scuderia laziale e gli organi centrali del governo regionale, un’opera di squadra eccezionale nata per garantire contratti di sviluppo stabili e limitare al massimo l’esodo delle migliori intelligenze giovanili verso le metropoli. Quadrini ha formulato un ringraziamento d’élite al Sindaco, l’On. Angelo D’Ovidio, e a tutta l’Amministrazione comunale di Pastena, lodando l’onestà delle idee e l’impeccabile pianificazione logistica dei laboratori turistici, capaci di accogliere visitatori da ogni angolo del pianeta garantendo un’accessibilità universale e priva di barriere economiche.

«In qualità di rappresentante di ANCI Lazio, ho voluto testimoniare la vicinanza concreta delle istituzioni sovracomunali a una comunità che ha fatto della tutela ambientale un modello virtuoso per l’intero Paese», ha concluso con toni decisi e assoluta fermezza il leader provinciale Gianluca Quadrini, siglando i registri d’onore del centenario prima delle scadenze autunnali. «Celebrare il passato di questo luogo straordinario significa soprattutto programmare il futuro economico e sociale del territorio, continuando a sostenere con forza tutte le iniziative di slancio culturale che difendono la nostra identità». I verbali della cerimonia sono chiusi e i taccuini dei relatori sigillati: Pastena riaccende i riflettori sulle sue cattedrali di pietra, e da oggi la marcia per il riscatto della Ciociaria non ha più paura del buio, pronta a scrivere nuove e meravigliose pagine di storia.

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Orrore a Capistrello: branco di ragazzini lancia un gattino contro il muro “per divertimento”

La crudeltà e la vigliaccheria di certa gioventù sembra non avere alcun limite. L’intera comunità di Capistrello è sotto choc per un episodio raccapricciante avvenuto in pieno centro, vicino al monumento dei caduti: un branco di ben cinque ragazzi (presumibilmente minori di 14 anni) ha accerchiato un povero gattino randagio indifeso e, “per divertimento”, ha iniziato a lanciarlo con violenza inaudita contro un muro di pietra. La terribile e sadica tortura è stata fortunatamente interrotta da un uomo adulto, che ha strappato l’animale ormai tramortito dai piedi dei giovani aguzzini, salvandolo da morte certa. “Volevamo solo divertirci”, si sono giustificati i ragazzini con un’agghiacciante mancanza di empatia. Una cittadina ha denunciato tutto sui social, scatenando una furiosa rivolta sul web, e confermando che il “branco” sarebbe già stato identificato. Ricordiamo che in Italia (con l’inasprimento di giugno 2025) il maltrattamento animale è un reato gravissimo. Leggi l’assurda ricostruzione dei fatti 👇

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Capistrello  – Fino a che punto può spingersi il vuoto esistenziale, l’assenza totale di empatia e la crudeltà gratuita delle giovanissime generazioni? È questa la pesantissima e angosciante domanda che sta tormentando, in queste ore, l’intera e tranquilla comunità marsicana, scossa nel profondo da un episodio di una violenza tanto inaudita quanto vigliacca.
Il teatro di questo inaccettabile scempio morale non è una buia e degradata periferia metropolitana, ma il pieno e centralissimo cuore del paese, a pochissimi metri di distanza dal solenne monumento dei caduti. La vittima, del tutto inconsapevole e incapace di difendersi, è un povero micio randagio (che i residenti hanno affettuosamente ribattezzato con il nome di fantasia “Grey”), un gattino di quartiere da sempre abituato a vivere pacificamente e liberamente tra le strade del centro storico. Secondo le agghiaccianti ricostruzioni dell’accaduto, un branco composto da ben cinque ragazzi (tutti giovanissimi e presumibilmente minorenni, forse addirittura sotto la soglia dei 14 anni di età) ha deciso di trasformare il povero e indifeso felino nel macabro oggetto del proprio sadico passatempo pomeridiano, accanendosi su di lui con una ferocia che lascia letteralmente senza fiato e senza parole.

La violenza in pieno centro e il provvidenziale intervento di un adulto

Le dinamiche dell’aggressione, raccontate da chi ha assistito impotente o è intervenuto a cose fatte, sembrano uscite da un film dell’orrore. Il povero gattino Grey è stato letteralmente sollevato di peso da uno dei ragazzini e scagliato con una forza brutale, innaturale e spietata contro un duro muretto di pietra. Un lancio netto, violento e calcolato.
L’animale, dopo aver sbattuto violentemente contro i mattoni, è rovinato pesantemente sull’asfalto, rimanendo a terra tramortito, dolorante e paralizzato dal terrore. Ma la scena più raccapricciante è stata senza dubbio la reazione del “branco”. Invece di provare sgomento o vergogna per il gesto appena compiuto, il ragazzino autore del lancio è tornato sui propri passi con un’andatura fiera e spavalda, immediatamente accolto e acclamato dagli sguardi complici, dalle risatine sadiche e dai commenti compiaciuti del resto del gruppetto. Il macabro gioco del lancio contro il muro veniva ripetuto a turno, senza che nessuno dei presenti mostrasse il benché minimo segno di imbarazzo, pietà o rimorso. La tortura si è interrotta solamente grazie al provvidenziale e coraggioso intervento di un uomo adulto, un passante che, notando la scena raccapricciante, si è precipitato sul posto, togliendo letteralmente il gattino ormai agonizzante dai piedi dei suoi aguzzini e salvandolo da una morte lenta e atroce ormai certa.

“Volevamo solo divertirci”: il vuoto educativo e lo sdegno dei social

Quando l’uomo, visibilmente scosso e infuriato, ha fermato e rimproverato aspramente i cinque ragazzini per la loro disumana crudeltà, la risposta che si è sentito gelidamente rivolgere è forse peggiore del gesto stesso: «Volevamo solo divertirci». Una frase raggelante, sintomo evidente di un abisso educativo, morale e familiare senza precedenti.
La notizia dell’orribile sevizia si è sparsa in un batter d’occhio in tutto il paese, rimbalzando prepotentemente sui social network locali grazie alla coraggiosa denuncia pubblica di una donna del posto. In poche ore, il post ha raccolto centinaia di commenti gonfi di sdegno, orrore e richieste di giustizia, scatenando una vera e propria rivolta digitale da parte della cittadinanza onesta. La donna ha inoltre fatto sapere che, fortunatamente, i cinque giovani componenti della baby-gang sono stati riconosciuti e identificati. Questo episodio riapre una ferita purtroppo già sanguinante a livello nazionale: i social sono inondati da video raccapriccianti di baby-gang che si filmano mentre prendono a calci o seviziano gatti e cani di strada per elemosinare visualizzazioni dai coetanei. A Capistrello, per fortuna, non c’erano smartphone a riprendere la scena, ma il degrado morale e l’assenza totale di empatia restano identici.

Il reato di maltrattamento: cosa rischiano i minori dopo la stretta del 2025

Al di là del pesantissimo giudizio morale e del biasimo inappellabile dell’intera comunità marsicana nei confronti di questi ragazzi e delle famiglie che non hanno saputo educarli al rispetto per la vita, si apre ora un doveroso e ineludibile capitolo di natura strettamente giuridica. Ci potrà mai essere giustizia per Grey?
A livello puramente teorico, la legge italiana parla molto chiaro. Sottoporre a sevizie o maltrattare un animale senza alcuna necessità non è una ragazzata, ma un gravissimo reato penale. Un reato le cui sanzioni, tra l’altro, sono state notevolmente inasprite e indurite dal Governo proprio nel recente mese di giugno del 2025. Oggi, chiunque cagioni volontariamente una lesione a un animale o lo sottoponga a sevizie e comportamenti insopportabili per le sue caratteristiche biologiche, rischia una pesante reclusione (che va da un minimo di 6 mesi fino a un massimo di 2 anni) e una durissima sanzione economica (con multe salate che variano dai 5.000 ai 30.000 euro). Resta ovviamente da valutare, nelle opportune e competenti sedi giudiziarie minorili, lo stato di effettiva imputabilità dei giovanissimi autori del massacro, ma la comunità di Capistrello pretende ora un segnale forte. La violenza non è un gioco, e non può mai e in alcun caso rimanere impunita.

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