STATI UNITI D'AMERICA CONTRO STATI UNITI D'AMERICA
- Scritto da Valter Marcone
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Redazione- Solo nei casi previsti dalla legge è possibile un arresto. E' uno dei principi fondamentali di ogni civiltà giuridica. L'arresto che priva della libertà non può essere una misura arbitraria ma regolata da norme precise . Dire dunque che il Presidente in carica del Venezuela è stato arrestato contraddice questo preciso principio. Forse si dovrebbe dire “ cattura” o forse ancora la privazione della libertà di Maduro il risultato di un'azione di guerra. Infatti gli Stati Uniti non hanno "arrestato" nessuno, hanno condotto un'azione militare unilaterale sul territorio di un altro Stato sovrano. Lo hanno fatto in assenza di un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale e senza alcuna autorizzazione da parte del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Una scelta della Casa Bianca arbitraria e giuridicamente indifendibile. Anche tenendo conto del fatto che Maduro si è proclamato presidente per un terzo mandato dopo le elezioni del 2024 ( in cui aveva impedito di candidarsi alla leader dell’opposizione María Corina Machado e aveva arrestato molti suoi alleati e sostenitori) nonotante tutti i conteggi indippendenti avessero dichiarato ome vincitore il candidato dell’opposizione Edmundo González, alleato di Machado.
Il sessantatreenne Nicolás Maduro, infatti è presidente del Venezuela dal 2013 succedendo a Hugo Chávez, che aveva guidato il paese per i precedenti 14 anni con l’appoggio dell’esercito, prima di morire di cancro. Vice Presidente di Chavez dopo una carriera da sindacalista avviata come semplice autista di pullmann era stato indicato dallo stesso Chavez, prima di morire, come successore . Gli utlimi dieci anni di governo di Maduro sono stati caratterizzati da un regime sempre più duro nei confronti dell'opposizione ma soprattutto da una situazione economica che è andata sempre più peggiorando tanto che che circa 8 milioni di venezuelani hanno lasciato il paese , contro 28 milioni che sono rimasti..
Il 3 gennaio il New York Times ha espresso un giudizio durissimo sull’azione militare di Donald Trump contro il Venezuela.
Pur senza assolvere il regime autoritario di Nicolás Maduro, il giornale denuncia un intervento privo di legittimità democratica, condotto senza l’autorizzazione del Congresso e in violazione della Costituzione statunitense e del diritto internazionale. Un intervento che secondo questa fonte di stampa potrebbe indidere profondamente sulla stabilità di quell'area sud americana , ma dello stesso pianeta . Soprattutto l'intervento americano annulla tutte le norme di diritto internazionale e mette in evidenza solo la legge del più forte.
Certamente per Putin una lezione ,anche invidiabile. Perchè il blitz venezuelano insegna come aggirare il diritto internazionale e soprattutto come non impelagarsi in una guerra di posizioni quale è diventata quella in Ucraina per la Russia da almeno tre anni. Certo anche Putin aveva tentato di risolvere la questione Ucraina destabilizzando il governo di quel paese e mettendo a capo un suo alleato con un governo fantoccio. Inaspettamente ha trovato le resistenze del governo Zelensky e lìopposizione di un intero popolo . Una opposizione giunta fino alle estreme conseguenze con il tributo di morti e distruzioni che sta pagando. L'intervento russo non è stato assolutamente “ cinematografico” come Donald Trump ha definito il blitz venezuelano e rischia di protrarsi per chissà quanto tempo ancora perchè comunque giustificato proprio dalle azioni della Casa Bianca.
Un’azione di “regime change” come un’operazione antiterrorismo e antidroga. Così hanno bypassato l’Onu e qualsiasi regola che consente al presidente degli Stati Uniti di attaccare un altro Paese. In realtà un'operazione di geopolitica, ovvero il controllo di un paese, il Venezuela, non solo ricco di petrolio ma soprattutto nell’orbita di Teheran e Mosca, in un asse che unisce Russia, Siria, Venezuela e Corea del Nord.
La vera domanda è: a chi toccherà dopo il Venezuela? Dopo il Venezuela, Trump mette nel mirino la Groenlandia. E avverte anche Messico, Cuba e Colombia."Abbiamo bisogno della Groenlandia dal punto di vista della sicurezza nazionale", ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One. ''La Colombia è governata da un uomo malato a cui piace produrre cocaina, ma non ancora per molto' perché nel Paese è possibile una missione statunitense simile' a quella venezuelana”,il Messico che “deve darsi una regolata”. "Bisogna fare qualcosa con il Messico. Il Messico deve organizzarsi, perche' i narcotici stanno fuoriuscendo dal Paese", ha dichiarato Trump. "E dovremo fare qualcosa. Ci piacerebbe molto che il Messico lo facesse. Sono capaci di farlo, ma purtroppo i cartelli sono molto forti in Messico," Cuba ''è pronta a cadere'' da sola, ''non penso sia necessario agire'' lì, ha aggiunto Trump affermando che i cubani ''ora non avranno più soldi in arrivo'' dal Venezuela. l'Iran che verrà "colpito molto duramente" dagli Stati Uniti se verranno uccisi altri manifestanti che stanno partecipando alla protesta di piazza contro il governo di Teheran e il carovita. "Stiamo monitorando la situazione molto attentamente. Se iniziano a uccidere persone come hanno fatto in passato, penso che saranno colpiti duramente dagli Stati Uniti"
La Groenlandia con appena poco più di 55mila abitanti appartiene al Regno Danese, una monarchia costituzionale retta da re Federico XI. Un territorio che comprende anche la Danimarca e le isole Far Oer . La casa reale danese nel suo governo del torritorio garantisce e assicura l'autogoverno dei territori autonomi dalla Danimarca. Infatti le Isole Far Oer hanno ottenuto l'autogoverno nel 1948, la Groenlandia del 2009, con la legge sull'autogoverno che riconosce ai groenlandesi il diritto all'autodeterminazione.
A proposito di Groelandia però la portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anitta Hipper ha dichiarato :"Abbiamo chiarito la nostra posizione, e lo ribadisco ancora una volta: l'Ue continuerà a sostenere i principi di sovranità nazionale, integrità territoriale e inviolabilità delle frontiere, nonché' la Carta delle Nazioni Unite. Si tratta di principi universali, e non smetteremo di difenderli. A maggior ragione se l’integrità territoriale di uno Stato membro dell'Unione europea viene messa in discussione".
«Abbiamo bisogno della Groenlandia dal punto di vista della sicurezza nazionale, è così strategica. In questo momento è piena di navi russe e cinesi ovunque e la Danimarca non sarà in grado di occuparsene». Naturalmente anche in questo case le ragioni non proprio di facciata sono quelle di un'attribuzione di quel territorio che invano per ben due volte l'amministrazione americana ha tentato di acquisire attraverso una cessione contro denaro. In realtà la Casa bianca mira ad acqusire le ricchezze del suolo di quel territorio che seppure coperto dai ghiacci rappresentano delle risorse ingenti per esempio di terre rare in un momento in cui , grazie al cambiamento climatico quei ghiacci si vanno assottigliando favorendo così una estrazione più veloce e meno costosa.
«Ci aspettiamo chiaramente che tutti, e in particolare i nostri alleati, rispettino i confini nazionali esistenti», ha dichiarato la prima ministra danese Mette Fredriksen, in un'intervista alla televisione pubblica del paese TV 2. «Non accetteremo una situazione in cui noi e la Groenlandia veniamo minacciati in questo modo», ha aggiunto, rigettando la posizione del presidente statunitense Donald Trump sul fatto che la sicurezza in Groenlandia non venga presa seriamente: «Ma voglio anche chiarire che se gli Stati Uniti decidono di attaccare militarmente un altro paese della NATO, allora tutto finisce. Compresa la nostra NATO e quindi la sicurezza che è stata garantita dalla fine della Seconda Guerra mondiale», ha sottolineato Fredriksen.
Perchè nel caso della Groenlandia la giustificazione della Casa bianca non potrà essere, per baypassare il diritto internazionale un intervento nei confronti di narcotrafficanti. Si tratterà di un “ intervento militare “ ovvero per un supposto pericolo e quindi per una esigenza di difesa proprio un intervento militare contro la sovranità di quel paese che richiederà a sua volta un intervento, secondo l'articolo cinque, dei paesi della Nato. A a cui appartengono anche gli Stati Uniti d'America. In uno scenario a dir poco paradossale in cui gli Stati Uniti d'America, sarebbero contro gli Stati Uniti d' America. Anche se Donald Trump ci ha abituato a questo ed altro
Le reazioni alll'arresto o cattura di Maduro . Le reazioni formali da parte di Cina e Russia sono sul tappeto. Ma in pratica la Russia avràa la giustificazione per pretendere l'intero Donbass compreso quindi anche il terrirtorio non conquistata con le armi al tavolo delle trattative e la Cina quando vorrà potrà prendersi Taiwan.
Con l'aggiunta che la Cina, alleata del Venezuela non risponderà con le armi ma con gli avvocati .Ovvero con le ragioni della “ saccoccia” che è un linguaggio che Donald Trump comprende benissimo. In pratica la Cina chiederà i danni agli Usa perché non è più sicuro prestare soldi ad un governo, come per esempio il Venezuela, a cui la Cina ha prestato molto, se questo può essere rimosso con la conseguenza che nessuno possa far fronte a quel debito . .Non si tratta di 19 miliardi di dollari in prestiti venezuelani. Si tratta di circa 1,3 miliardi di dollari in debito Belt and Road distribuito in 150 paesi. Infatti se è così facile rimuovere il governo di un paese è altrettanto facile che il governo non possa onorare il suo debito .I prestiti cinesi a paesi dell'Africa. dell'Asia dell'America Latina,sono garantiti dalla ipotesi legale che i leader sovrani possano firmare contratti che i governi successori devono onorare.. Un debito che quindi dovrà essere pagato dal responsabile della rimozione di quei leader legittimi che hanno firmato quei contratti : gli Stati Uniti dìAmerica. Che saranno trascinati dalla Cina in centinaia di Tribunali per cause che chiedono risarcimenti per danni incalcolabili . Ecco perchè la protesta del Ministero degli esteri cinesi non è una semplice protesta ma una dichiarazione di necessità esistenziale. Perseguiranno l'arbitrato internazionale. Invocheranno trattati bilaterali di investimenti. Porteranno gli Stati Uniti d'America in ogni tribunale, dall'Aia a Singapore.
