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Lifestyle

DALL’AMORE AL SIGNIFICATO: ANIMA E ANIMUS

Il mio primo scritto ufficiale sul giornale Cavalierenews inizia da un punto in cui linguaggio, ragione ed esperienza si incontrano su un tema comune: l’amore.Il mio ingresso nel giornalismo non è solo l’inizio di un lavoro, ma l’inizio di un nuovo modo di guardare il mondo

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Redazione-  Il mio primo scritto ufficiale sul giornale Cavalierenews inizia da un punto in cui linguaggio, ragione ed esperienza si incontrano su un tema comune: l’amore.Il mio ingresso nel giornalismo non è solo l’inizio di un lavoro, ma l’inizio di un nuovo modo di guardare il mondo; un modo per osservare la realtà non solo in superficie, ma anche nelle sue dimensioni più profonde di senso ed esperienza umana. Per questo, iniziare dall’amore non è una scelta casuale: l’amore è una delle esperienze più importanti della vita umana.Per me, l’amore non è solo un sentimento personale, ma una forza che collega il mondo interiore e quello esteriore dell’essere umano. È qualcosa che lo pone tra comprensione, stupore, sofferenza e cambiamento. Spiegarlo con parole semplici non è facile.Più cerchiamo di spiegare l’amore in modo razionale, più sembra allontanarsi da noi. Di fronte all’amore, le persone restano più stupite che convinte, come se la ragione avesse un limite preciso.Come dice Rumi, l’amore non segue sempre la logica: la ragione a volte lo considera un’illusione o un sogno, ma l’esperienza dell’amore va oltre queste definizioni e si vive a un livello più profondo.

Rumi dice:

«Ogni cosa che dico per spiegare l’amore

quando arrivo all’amore, me ne vergogno»

Da questo punto di vista, l’amore non è solo qualcosa da spiegare, ma qualcosa da vivere; un’esperienza che, nel momento stesso in cui viene vissuta, cambia il modo in cui l’essere umano vede il mondo.È proprio qui che il giornalismo assume per me un significato. Il giornalismo non è solo raccontare notizie, ma cercare di capire ciò che sta dietro gli eventi. Dietro ogni notizia ci sono persone, pensieri ed esperienze.Il compito del giornalista non è solo dire “che cosa è successo”, ma anche cercare di capire “perché è successo” e “quale significato ha”.In questo senso, ogni storia non è solo una notizia, ma una parte dell’esperienza umana. Per questo il giornalismo non è solo un lavoro, ma anche un modo diverso di guardare la vita.Secondo Jung, l’essere umano non è solo ciò che appare: dentro di noi esistono parti nascoste che emergono nelle relazioni e nelle esperienze emotive. Questo rapporto può essere compreso anche attraverso i concetti di Anima e Animus, che rappresentano le dimensioni interiori e complementari della psiche umana.Da questo punto di vista, l’amore non è solo relazione con l’altro, ma anche conoscenza di se stessi. Nell’altro vediamo parti di noi che spesso non abbiamo mai considerato. L’amore è quindi sia un movimento verso l’esterno sia verso l’interno.In conclusione, la mia scelta di iniziare il giornalismo da questo tema non è casuale. L’obiettivo è mostrare che ogni notizia è solo la superficie della realtà e che dietro di essa esiste sempre un mondo di persone e di significati.

In definitiva, il giornalismo significa trasformare gli eventi in comprensione e le notizie in storie umane.

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Lifestyle

OLTRE IL CONFINE DOMESTICO: L’ARTE DI VALERIA SANGUINI RIDEFINISCE L’ORIZZONTE A NEPI

Cosa succede quando l’orizzonte si restringe tra i cuscini di un divano? Scopri come Valeria Sanguini trasforma la staticità domestica in un’esplosione di arte e resistenza in una location industriale mozzafiato.
Hashtag: #ValeriaSanguini #MassimoLupoliGallery #ArteContemporanea #TusciaArt
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Locandina Inaugurazione mostra di Valeria Sanguini Lorizzonte del tuo divano 4 giugno 2026 ore 18.00

Redazione-  Cosa accade quando l’infinito si contrae fino a coincidere con lo spazio di un soggiorno? È da questo paradosso che prende le mosse “L’orizzonte del tuo divano”, la mostra personale di Valeria Sanguini che inaugurerà giovedì 4 giugno 2026 alle ore 18:00 presso la Massimo Lupoli Gallery a Settevene, Nepi. Sotto la cura di Domiziana Febbi, l’esposizione non è solo una rassegna di opere, ma il manifesto di una galleria che sceglie di abitare il territorio della Tuscia con la forza di una “Factory” contemporanea.

Valeria Sanguini, artista nata ad Addis Abeba ma romana d’adozione, porta in scena una selezione di dipinti e sculture che fungono da dispositivi di indagine sul presente. Il titolo della mostra trae ispirazione dall’opera omonima del 2024: una tela piegata che trasforma l’orizzonte — simbolo per eccellenza di libertà e distanza — in una dimensione domestica, quasi immobilizzata. Se per oltre quindici anni la ricerca della Sanguini si è concentrata sul fulcro della “Tenda”, intesa come spazio di relazione nomade e collettivo, qui lo sguardo si sposta verso l’interno. È una riflessione sulla compressione dello spazio e sulla nostra capacità di abitare un tempo sempre più confinato.

L’arte di Sanguini non si limita a osservare la realtà, ma agisce come un sonar. Le sue opere sono brecce nella compattezza del quotidiano: tra ossa, radici, congegni tecnologici e onde magnetiche, il corpo umano viene sezionato e ricomposto, svelando la tensione tra la nostra natura biologica e l’invadenza tecnologica. La pittura diventa così un atto di resistenza. In un’epoca di isolamento digitale, le figure sospese e gli innesti materici dell’artista rivendicano la necessità del contatto fisico e del tempo condiviso.

A fare da cornice a questa indagine è la Massimo Lupoli Gallery, uno spazio che sfida le convenzioni del “cubo bianco” cittadino. Situata in un capannone industriale lungo Via dell’Industria, a pochi chilometri da Roma, la galleria nasce dalla visione del suo fondatore, Massimo Lupoli — artista, collezionista e imprenditore. La scelta di decentrare l’arte, portandola nel cuore produttivo della Tuscia, richiama le grandi esperienze internazionali dove magazzini e fabbriche dismesse diventano cattedrali della creatività.

Il progetto di Lupoli non mira alla semplice esposizione, ma alla creazione di una comunità. “L’arte e la bellezza devono essere condivise,” afferma il gallerista, sottolineando come la galleria sia un luogo di contaminazione tra linguaggi diversi: musica, performance, video e fotografia. La mostra di Valeria Sanguini inaugura proprio questo ciclo di monografie, confermando la vocazione dello spazio come hub culturale capace di intercettare sia il collezionista esperto che il visitatore casuale, attratto dalla bellezza selvaggia del territorio laziale.

Visitabile fino al 3 luglio 2026, l’esposizione si concluderà con la presentazione del catalogo, disponibile sia in formato cartaceo che digitale. Partecipare a questa inaugurazione significa varcare una soglia: entrare in un luogo dove l’arte smette di essere un oggetto da osservare e diventa un territorio da attraversare, per uscire, infine, profondamente trasformati.

INFORMAZIONI PRATICHE

Titolo della mostra: L’orizzonte del tuo divano

Artista: Valeria Sanguini

Curatrice: Domiziana Febbi

Date: 4 giugno – 3 luglio 2026

Inaugurazione: giovedì 4 giugno 2026, ore 18:00

Orari di apertura: Dal lunedì al venerdì dalle 11:00 alle 19:00. Sabato e domenica su appuntamento.

Dove: Massimo Lupoli Gallery, Via dell’Industria, 6, 01036 Settevene (VT)

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DITONELLAPIAGA OSPITE SPECIALE DELLA XVI EDIZIONE DELLA NOTTE DEI MUSEI DI ROMA

DITONELLAPIAGA eseguirà una performance esclusiva al Museo dell’Ara Pacis nella Notte dei Musei di Roma, 23 maggio, ore 20.30. Solo 250 posti, biglietti da 1 2 euro. Non perdere l’incontro tra arte antica e musica pop contemporanea! 🎶🏛️#RomaNotteDeiMusei #DITONELLAPIAGA #AraPacis #CulturaViva

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Redazione-  La capitale si prepara a un’edizione speciale della storica Notte dei Musei, e al centro del palcoscenico più esclusivo di quest’anno c’è la cantautrice emergente DITONELLAPIAGA. Dopo aver conquistato il terzo posto al 76° Festival di Sanremo, l’artista tornerà a Roma per una performance intima, solo voce e pianoforte, all’interno del suggestivo Museo dell’Ara Pacis. L’appuntamento è fissato per sabato 23 maggio alle ore 20.30, quando le antiche pietre dell’Ara si fonderanno con le melodie moderne della cantautrice.

Un concerto a teatro di marmo

L’iniziativa, parte della sedicesima edizione della Notte dei Musei di Roma, punta a trasformare i monumenti della città in palcoscenici diffusi di arte e cultura. In questa occasione DITONELLAPIAGA proporrà una scaletta ricca dei brani più amati del suo repertorio, tutti riarrangiati per l’occasione in versioni acustiche, pensate per valorizzare l’acustica unica del museo. Il pubblico avrà la rara opportunità di ascoltare canzoni premiate dalla Targa Tenco e dal Premio Roma Videoclip in una cornice storica senza precedenti.

Biglietti limitati – chi può partecipare?

A causa della capienza contenuta del museo, l’evento sarà aperto solo alle prime 250 persone. I residenti nella città di Roma e nella Città Metropolitana potranno accedere pagando 1 euro, mentre i non residenti dovranno versare 2 euro. I titolari della Roma MIC Card entreranno gratuitamente, ma non avranno priorità di accesso. I biglietti saranno distribuiti a partire dalle 19.30 dell’evento; il posto a sedere è assegnato in ordine di arrivo.

Un messaggio dell’assessore alla cultura

“Siamo felici che DITONELLAPIAGA, artista di grande spessore e vincitrice di numerosi riconoscimenti, abbia voluto omaggiare la nostra città,” ha dichiarato Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale. “Unire l’arte millenaria dell’Ara Pacis a una voce contemporanea come la sua è una promessa di bellezza per tutti i romani e le romane che parteciperanno.”

Organizzatori e partner

La Notte dei Musei è promossa da Roma Capitale, dall’Assessorato alla Cultura e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con l’organizzazione affidata a Zètema Progetto Cultura. Official partner: Digital360 Gov; Radio Ufficiale: Dimensione Suono Roma. Per ulteriori informazioni, visita il sito ufficiale www.museiincomuneroma.it.

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OLTRE LE LENTI NEURALI: FEDERICA G.G. MACCIOTTA E LA SFIDA ALL’ANIMA IN “ROMPERE IL SILENZIO”

In un 2126 dominato da lenti neurali e manipolazione, la scienziata Amelie Renard scopre il progetto “Silence”, un’arma per il controllo totale delle menti. Un debutto distopico potente firmato Federica G.G. Macciotta che esplora la lotta tra autenticità umana e sete di potere tecnologico. 🔍✨
#Distopia #BookTokItalia #RompereIlSilenzio #Fantascienza

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Federica Macciotta 9

Redazione-  Siamo nel 2126. In un futuro dove le lenti neurali filtrano ogni frammento della realtà e il confine tra umano e programmato si è dissolto, la vita è una distopia di connessioni forzate. È questo lo scenario crudo e affascinante di “Rompere il silenzio. Storia di Potere”, il debutto letterario di Federica Giorgia Giovanna Macciotta (Youcanprint).

Al centro del romanzo troviamo Amelie Renard, una scienziata che combatte per mantenere la propria autenticità in un mondo dominato da due colossi tecnologici: la A-Tech e la spietata NeuroLink. Quando Amelie scopre l’esistenza di “Silence”, un programma segreto orchestrato dal visionario Jamie per manipolare le coscienze, si ritrova intrappolata in un gioco mortale. Il suo obiettivo? Svelare la verità prima che il controllo diventi assoluto e irreversibile.

Ma l’opera di Macciotta, artista visiva oltre che scrittrice, non è un semplice racconto di fantascienza. «Il romanzo è nato da una necessità personale», spiega l’autrice. «Ho osservato come, nel nostro tempo, i rapporti umani diventino strategie e i sentimenti strumenti di potere. La tecnologia, nel libro, è solo uno specchio: amplifica ciò che siamo, mettendoci di fronte alla nostra perdita di sensibilità».

Con uno stile che riflette la sua ricerca artistica — fatta di tensioni, stratificazioni e un’energia che cerca di forzare la materia — Macciotta trasforma le sue ferite personali in un profondo atto di denuncia. Amelie, Cole e Jamie non sono solo personaggi: sono archetipi di un’umanità che ha smarrito la bussola, disperatamente in cerca di una verità che non sia manipolabile.

“Rompere il silenzio” ci invita a guardare oltre lo schermo e a interrogarci su ciò che resterà di noi quando anche il pensiero diventerà un bene di consumo. È un monito potente: nessuna intelligenza artificiale potrà mai sostituire il valore di una coscienza autentica.

Il romanzo, disponibile dal marzo 2026, è una lettura essenziale per chiunque voglia riflettere sulle dinamiche invisibili che governano il nostro presente.

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