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Spettacolo

NOTE TRA LE MURA: L’AQUILA RISCOPRE I SUOI TESORI CON L’ENSEMBLE BACCANO

Ti sei mai chiesto cosa si nasconde dietro i portoni dei palazzi più belli de L’Aquila? 🏛️ Scoprilo domenica 24 maggio in un viaggio sensoriale tra musica e storia che ti lascerà senza fiato! 🎻✨
#PalazziAperti #LAquila #MusicaClassica #EnsembleBaccano

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NOTE TRA LE MURA: L’AQUILA RISCOPRE I SUOI TESORI CON L’ENSEMBLE BACCANO

Redazione-  C’è un filo invisibile che lega le pietre secolari dei palazzi storici aquilani alle vibrazioni di un violino. È un filo fatto di memoria, bellezza e una voglia inesauribile di far rivivere il patrimonio culturale attraverso l’arte del presente. Domenica 24 maggio 2026, la città dell’Aquila diventerà il palcoscenico di un evento straordinario: “Palazzi Aperti”, un’iniziativa che vede protagonista l’Ensemble Baccano in un doppio appuntamento che promette di trasformare la scoperta architettonica in un’esperienza sensoriale completa.

Il progetto nasce dalla sinergia tra l’Associazione Identità Musicali e l’ADSI Abruzzo (Associazione Dimore Storiche Italiane). L’obiettivo è nobile quanto ambizioso: spalancare le porte di dimore private solitamente inaccessibili e abitarle con la “classica quotidiana”, quella musica che non vuole restare confinata nei polverosi manuali, ma preferisce dialogare con le persone e i luoghi.

Un viaggio in due tappe: dal Palazzo all’Oratorio

La giornata si articolerà in due momenti distinti, capaci di offrire prospettive diverse sul fascino del capoluogo abruzzese. Il primo appuntamento è fissato per le ore 12.00 tra le eleganti sale di Palazzo Chiarizia, in via Cascina. Qui, la luce del mezzogiorno filtrerà tra gli stucchi mentre le prime note del quartetto d’archi inizieranno a tessere la loro trama.

Nel pomeriggio, alle ore 18.00, la scena si sposterà nell’incantevole cornice dell’Oratorio di Sant’Antonio dei Cavalieri de Nardis, in via San Marciano. Questo luogo, intriso di una spiritualità antica e di un’estetica barocca mozzafiato, accoglierà il pubblico per il gran finale di una giornata dedicata alla bellezza diffusa.

MADE in Abruzzo: l’anima popolare della musica colta

Il cuore pulsante dell’evento sarà il programma musicale dal titolo evocativo “MADE in Abruzzo. Folk songs e altre melodie”. Il quartetto d’archi dell’Ensemble Baccano – composto dai talentuosi Federico Di Luciano e Margherita Palmieri (violini), Paolo Capanna (viola) e Filippo Di Domenico (violoncello) – condurrà il pubblico in un itinerario sonoro sorprendente.

Non si tratterà del solito concerto formale, ma di una riflessione sulle radici popolari che hanno nutrito la grande musica europea. Il viaggio partirà dalle celebri e ritmate Danze Rumene di Béla Bartók, passando per le suggestioni contemporanee di What’s Happening? di N. Di Giovanni, fino alla raffinata Suite per archi di John Rutter e alle atmosfere nordiche di As I walked out del Danish String Quartet. Un mix perfetto di energia ritmica e lirismo evocativo.

L’Ensemble Baccano: quando la musica fa rumore (quello buono)

Dietro questa iniziativa batte il cuore di Identità Musicali ETS, una realtà giovane (tutti i musicisti sono under 35) che dal 2021 sta rivoluzionando il modo di intendere il concerto in Abruzzo. Recentemente ammessa al prestigioso Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV) del Ministero della Cultura – unico complesso strumentale giovanile abruzzese a godere di tale riconoscimento – l’associazione promuove una visione della musica classica accessibile, immersiva e capace di creare comunità.

Il loro nome, “Baccano”, non è un caso: è l’invito a risvegliare l’attenzione, a portare vivacità e innovazione in un repertorio troppo spesso considerato elitario. Come il germano reale che li rappresenta, questi musicisti si muovono agili tra generi e formazioni, uniti dalla passione per il proprio territorio.

L’ingresso ai concerti è con donazione libera, un gesto che sottolinea la volontà di rendere la cultura un bene comune. Tuttavia, vista l’esclusività dei luoghi e la limitata capienza, la prenotazione è caldamente raccomandata tramite la piattaforma Eventbrite al link tinyurl.com/palazziaperti.

Domenica 24 maggio non sarà solo una data sul calendario, ma l’occasione per riscoprire che l’identità di una terra passa attraverso il suono dei suoi palazzi e l’energia dei suoi giovani talenti.

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Sissy Castrogiovanni presenta il nuovo singolo “Gira Vota e Furria” tra sonorità rock e sicilian jazz

🚨 IL “SICILIAN JAZZ” SBARCA IN RADIO! Da venerdì 10 luglio arriva su tutte le piattaforme “GIRA VOTA E FURRIA”, il nuovo dirompente singolo della cantautrice siciliana Sissy Castrogiovanni, docente al Berklee College di Boston. Un brano registrato interamente live negli USA che unisce rock, jazz e lingua sicula in una potente denuncia sociale ispirata al romanzo 1984 di George Orwell. Dopo il trionfo a Taiwan davanti a 40mila spettatori, l’artista è attesa al Blue Note di Pechino e allo Zo di Catania. I dettagli 👇#sissycastrogioanni #giravotaefurria #sicilianjazz #berkleecollege #musicajazz #worldmusic #catania #redandbluemusic #nuovosingolo #pagineutili

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Il lancio discografico distribuito da Ada Music Italy e i prossimi concerti internazionali tra Pechino e Taipei

Catania – Il ricco panorama della world music d’autore, della sperimentazione jazzistica contemporanea e della saggistica sonora applicata alla denuncia geopolitica si apprestano ad accendere i riflettori su uno dei progetti discografici indipendenti più originali, attesi e affascinanti dell’intera estate musicale italiana. Da venerdì dieci luglio duemila ventisei sarà ufficialmente disponibile in rotazione radiofonica nazionale e su tutte le piattaforme di streaming digitale il brano intitolato Gira vota e furria, il nuovissimo singolo della pluripremiata cantautrice, compositrice e polistrumentista siciliana Sissy Castrogiovanni. L’opera, prodotta per conto del network di Red e Blue Music Relations e distribuita capillarmente sul mercato internazionale da Ada Music Italy, si propone di tracciare un ponte artistico avanzato tra le radici storiche del Mediterraneo e le complesse dinamiche sociali della modernità.
Il titolo del brano prende il nome da una celebre e colorita espressione dell’idioma siculo, utilizzata tradizionalmente per descrivere la condizione psicologica e l’alienazione di chi, dopo aver compiuto mille giri, lunghi viaggi e peripezie, finisce inevitabilmente per ritrovarsi al medesimo punto di partenza. Questo movimento perpetuo ed apparente regala l’illusione ottica del cambiamento strutturale, ma riconduce immancabilmente l’individuo all’interno degli stessi identici schemi storici e di potere, svelando la distanza che separa la propaganda istituzionale dalla realtà quotidiana dei popoli.

I richiami al romanzo distopico di George Orwell e le registrazioni live negli studi di Boston

Il testo della canzone, diretto e incisivo, si sviluppa attraverso un fitto e originale trilinguismo che unisce il siciliano, l’italiano e l’inglese, una scelta estetica che riflette l’identità multiculturale della stessa Sissy Castrogiovanni, da oltre quindici anni sospesa tra la Sicilia e gli Stati Uniti d’America. All’interno della traccia spicca un esplicito e suggestivo richiamo letterario al celebre romanzo distopico intitolato Millenovecento ottantaquattro di George Orwell, utile per denunciare il bombardamento informativo dei media e la svalutazione della vita umana nei conflitti internazionali. Dal punto di vista prettamente sonoro, la traccia fonde la grinta espressiva delle chitarre elettriche rock con le armonie del Sicilian Jazz, la cifra stilistica protetta che ha reso l’artista celebre nel mondo.
Sissy Castrogiovanni ha spiegato che il brano esprime il suo assoluto dissenso verso gli scacchieri politici degli ultimi anni, evidenziando come i giochi dei potenti ricalchino drammaticamente le medesime logiche vissute dalle generazioni dei nostri nonni. Per salvaguardare l’approccio organico e diretto della performance, il singolo è stato registrato interamente dal vivo negli studi musicali di Boston, nel Massachusetts, lasciando ampio spazio all’interazione acustica reale tra i turnisti, per poi essere sottoposto a un mastering dai tratti marcatamente rock per esaltarne la carica comunicativa.

Le lezioni al Berklee College of Music e la programmazione della bacheca del fine settimana

L’uscita del brano giunge dopo lo straordinario successo dei concerti eseguiti dall’artista a giugno presso il Taipei Dome a Taiwan, dove si è esibita davanti a circa quarantamila spettatori guidando la Hjo Orchestra. L’intensa estate di Sissy Castrogiovanni, stimata docente presso il Dipartimento di Voce del Berklee College of Music di Boston e già giunta in passato al ballottaggio per le nomination dei Grammy Awards con il disco intitolato Terra, proseguirà domenica diciannove luglio al Rebound Festival di Motta Sant’Anastasia. Successivamente la musicista volerà in Cina per una serie di masterclass accademiche a Pechino, culminanti nel concerto del ventinove luglio al prestigioso club Blue Note, per poi concludere la stagione il due settembre allo Spazio Zo di Catania.
La redazione del giornale continuerà a seguire le tappe della tournée estiva e le successive pubblicazioni della cantautrice siciliana in modo totalmente neutrale, offrendo un servizio informativo utile e puntuale per aggiornare tutti i lettori della Marsica attenti alle riforme dello spettacolo, della cultura, del lavoro e dei diritti sociali in Italia.

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Il nuovo volto dell’Urban Noir: il debutto di giummo con il singolo “N.V. N.S. N.P.”

🎭 Il mistero si svela: Giummo arriva sui digital store con “N.V. N.S. N.P.”, un viaggio crudo tra le contraddizioni urbane e la ricerca di un silenzio consapevole.

Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Giummo #UrbanNoir #NuovaMusica #MatildeDischi

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Redazione- Milano, epicentro di un fermento creativo che non dorme mai, accoglie una nuova figura destinata a scuotere le fondamenta del panorama musicale contemporaneo. Il prossimo 10 luglio 2026, l’industria discografica vedrà l’ingresso ufficiale di Giummo, un progetto artistico che sceglie di debuttare con il singolo “N.V. N.S. N.P.”, sigla che cela il concetto di “Non vedo, non sento, non parlo”. Pubblicato sotto l’egida di Matilde Dischi, questo brano rappresenta il manifesto programmatico di un’identità che si muove lungo i binari dell’urban noir, un genere che fonde le rime serrate del rap con sonorità cupe e influenze pop metropolitane.

La poetica dell’operaio urbano tra cemento e silenzio

Le coordinate geografiche del progetto Giummo sembrano tracciarsi tra le periferie industrializzate e i cantieri che segnano il volto delle grandi città italiane. Non è un caso che la narrazione scelta si focalizzi sulla figura dell’operaio urbano, un archetipo che vive quotidianamente il contatto con il cemento, la polvere e la pressione del rumore costante. Attraverso “N.V. N.S. N.P.”, l’artista rielabora l’iconografia classica delle tre scimmiette sapienti, allontanandosi però dall’interpretazione tradizionale basata sull’omertà o sulla chiusura.

In questa nuova chiave di lettura, il silenzio e la cecità selettiva diventano strumenti di resistenza individuale. La dichiarazione d’intenti è chiara: restare impermeabili al giudizio esterno e al chiasso generato dalla società dell’apparire. In una fase storica dominata dalla condivisione ossessiva, Giummo propone una forma radicale di indipendenza mentale. Il brano riesce a bilanciare atmosfere cupe, quasi cinematografiche, con un ritornello che punta dritto alla memoria dell’ascoltatore, creando un contrasto tra la durezza del testo e la fluidità della produzione sonora.

Il mistero della maschera e il confine tra realtà e finzione

Uno degli elementi più discussi di questo lancio riguarda l’identità dell’artista. Giummo si presenta come un alter ego mascherato, una scelta scenica che sposta l’attenzione dalla biografia dell’individuo al messaggio universale trasmesso dai brani. Le speculazioni corrono veloci da Porta Nuova fino ai quartieri periferici milanesi: c’è chi ipotizza che dietro la maschera si celi un veterano dei cantieri che ha trovato nel microfono una valvola di sfogo, mentre altri suggeriscono che si tratti di un esperimento tecnologico, un prodotto nato da algoritmi avanzati.

Questa ambiguità non è casuale, ma costituisce il cuore pulsante dell’intera operazione artistica. Giummo non vuole raccontare se stesso, ma riflettere le frustrazioni e le ansie di una generazione che si sente spesso invisibile nonostante operi all’interno del sistema produttivo. La scelta di non mostrare il volto serve a neutralizzare i pregiudizi, permettendo al pubblico di concentrarsi unicamente sulla musica e sulle immagini crude che descrivono le contraddizioni del vivere moderno. Le sonorità scelte per questo esordio riflettono con precisione questa tensione: l’ascoltatore viene immerso in un universo narrativo dove l’oscurità non è sinonimo di pessimismo, ma di una lucida presa di coscienza.

L’impatto atteso nelle dinamiche del mercato discografico

Il sodalizio con Matilde Dischi pone Giummo in una posizione privilegiata all’interno del circuito indipendente, garantendo una distribuzione capillare su tutte le piattaforme digitali e un ingresso deciso nelle rotazioni radiofoniche nazionali. La scelta di uscire a metà luglio, periodo in cui la musica pop solitamente imbocca strade più leggere, sottolinea la volontà di porsi come un’alternativa di carattere. Il brano non cerca l’approvazione immediata di un pubblico vasto, bensì mira a suscitare una reazione viscerale in chi ascolta.

L’immaginario visivo che accompagnerà la promozione del brano promette di essere in linea con il mood urban noir: scatti fotografici, clip e contenuti social saranno caratterizzati da una palette cromatica fredda, richiamando l’estetica delle strutture metalliche e del calcestruzzo. Giummo appare così come un osservatore esterno, qualcuno che decifra le incoerenze del mondo da una posizione privilegiata, filtrando tutto attraverso una maschera che, paradossalmente, permette di vedere con maggiore chiarezza. La curiosità attorno a questo esordio è alta e il 10 luglio segnerà il primo banco di prova per quello che si preannuncia come uno dei progetti più enigmatici e strutturati del prossimo biennio.

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Ercolano, trionfo per Luigi Zeno a Cenando Sotto un Cielo Diverso nella splendida cornice di Villa Tony

🚨 RECORD DI SOLIDARIETÀ A ERCOLANO! Successo straordinario a Villa Tony per la XVIII edizione di “Cenando Sotto un Cielo Diverso” dedicata ai Colori della Diversità. Standing ovation e Premio ARTesa per Luigi Zeno, eletto Miglior Giovane Attore Italiano, sul palco con la splendida conduttrice Ida Piccolo. Un percorso del gusto unico con gli chef stellati Ciro Sicignano, Domenico Iavarone e Michele De Leo e oltre 270 protagonisti della cucina campana per raccogliere fondi a favore dell’infanzia. I dettagli 👇#ercolano #cenandosottouncielodiverso #luigizeno #idapiccolo #alfonsinalongobardi #villatony #complessozeno #chefstellati #solidarietà #campania #pagineutili

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riconoscimento a Luigi Zeno

La diciottesima edizione del festival benefico curato da Alfonsina Longobardi nel cuore del complesso vesuviano

Ercolano – Il ricco panorama dell’enogastronomia d’eccellenza, della solidarietà istituzionale e della valorizzazione delle identità culturali e dei talenti artistici del centro-sud italiano si apprestano a celebrare un traguardo organizzativo e civile di primissimo piano all’ombra del Vesuvio. La storica ed elegante ambientazione monumentale di Villa Tony ad Ercolano, in provincia di Napoli, ha ospitato con un successo straordinario di pubblico e critica lo svolgimento della diciottesima edizione della rassegna intitolata Cenando Sotto un Cielo Diverso. La prestigiosa manifestazione filantropica, interamente ideata, coordinata e diretta con passione professionale dalla manager Alfonsina Longobardi, si è sviluppata attorno al tema conduttore I Colori della Diversità, trasformando gli ampi spazi del Complesso Zeno in un grande laboratorio di inclusione sociale e cooperazione internazionale per il sostegno di mirati progetti terapeutici destinati all’infanzia vulnerabile.
L’appuntamento culinario e spettacolare ha saputo mobilitare l’intero territorio campano, potendo contare sulla partecipazione attiva e sul sostegno concreto di oltre duecentosettanta protagonisti del comparto enogastronomico nazionale, tra i quali si sono distinti chef blasonati, maestri pizzaioli, pasticcieri d’avanguardia, panificatori storici e piccoli produttori di nicchia della filiera corta. Il momento più emozionante e denso di significato della serata ha coinciso con l’accoglienza trionfale riservata dal pubblico all’attore Luigi Zeno, già insignito del titolo di Miglior Giovane Attore Italiano.

Il premio Artesa consegnato da Ciro Iengo e le creazioni culinarie degli chef Ciro Sicignano e Domenico Iavarone

Il talentuoso attore campano Luigi Zeno, volto emergente delle produzioni cinematografiche contemporanee e testimonial ufficiale dell’edizione duemila ventisei, ha ricevuto una vera e propria standing ovation al momento della consegna del prestigioso riconoscimento denominato Premio Artesa. La targa è stata consegnata sul palco direttamente dal presidente del comitato organizzatore Ciro Iengo, il quale ha voluto lodare pubblicamente lo spessore dell’impegno artistico, etico e civile dimostrato dal giovane interprete a tutela dei diritti delle persone con disabilità. A guidare il ritmo della lunga serata vesuviana con eleganza e sensibilità comunicativa è stata la celebre presentatrice Ida Piccolo, la quale ha saputo connettere le varie anime del festival introducendo le autorità e moderando i momenti artistici, mentre il concept dell’immagine visiva dei protagonisti è stato interamente firmato dall’hair stylist Claudio De Martino.
Gli ospiti giunti a Villa Tony sono stati accompagnati lungo un articolato cammino sensoriale e del gusto, caratterizzato dalle proposte culinarie d’autore firmate da chef di fama internazionale e stelle della ristorazione italiana del calibro di Ciro Sicignano, Domenico Iavarone e Michele De Leo. Le performance sul palco hanno visto alternarsi le acrobazie dei maestri del freestyle della pizza Angelo Tramontano e Antonio Fiorillo, le sei postazioni dedicate alla cottura delle braci e i laboratori degli allievi dell’Istituto Alberghiero Viviani impegnati nel servizio insieme ai ragazzi speciali dell’Opera Don Orione.

La parata di stelle dello spettacolo sul palco con Ludo Brusco e la pianificazione della domenica

Il mosaico artistico e culturale allestito per i visitatori ha visto la partecipazione di decine di volumi dello spettacolo, della televisione e della musica, tra i quali spiccano il Mago Leo, i comici Peppe Laurato e Salvatore Turco, i conduttori Marco Lanzuise e Tony Cristiano, e i musicisti Ludo Brusco del progetto Mr Hyde, Anna Capasso e Mario Forte, fino ai campioni delle colonne sonore di Mixed by Erry. La redazione del giornale continuerà a documentare le rassegne enogastronomiche e i progetti di solidarietà promossi da Alfonsina Longobardi in modo totalmente neutrale, offrendo un servizio informativo utile e puntuale per aggiornare tutti i lettori attenti ai temi del terzo settore, del lavoro, della cultura e dei diritti dei cittadini in Italia.

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