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Il punto sulla sanità lucana: la gestione dell’Asm Matera nel caso del centro dialisi di Policoro

🏥 Il punto sulla sanità lucana: la gestione dell’Asm Matera nel caso del centro dialisi di Policoro. Il bilancio del sindacato Ugl tra continuità assistenziale e il lavoro dei professionisti del territorio.

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Latronico, Friolo e Dirigenza ASM -all inagurazione-del-servizio-dialisi-a-Policoro

Matera – Le recenti tensioni che hanno interessato il panorama sanitario della provincia di Matera, con particolare riferimento alle dinamiche legate al centro dialisi di Policoro, trovano oggi una sintesi che sposta l’attenzione dalle polemiche verso la concretezza dei risultati ottenuti. Il dibattito pubblico, animato nelle ultime settimane da contrapposizioni accese, sembra aver lasciato spazio all’operatività dell’Azienda Sanitaria Locale di Matera, che ha gestito il passaggio delicato delle competenze assicurando la continuità assistenziale per tutti i pazienti nefropatici del territorio metapontino.

La posizione della Ugl Matera sui fatti di Policoro

Il sindacato Ugl, per voce del Segretario Provinciale Pino Giordano, ha inteso fare chiarezza su una vicenda che ha rischiato di alimentare allarmismi ingiustificati tra la popolazione residente e i turisti che scelgono la costa jonica nel periodo estivo. Secondo il sindacato, l’azione messa in campo dalla direzione strategica dell’Asm Matera risponde a una visione orientata al rafforzamento della sanità pubblica, intesa come pilastro imprescindibile per il territorio lucano.

Giordano ha espresso un giudizio netto su quanto accaduto, evidenziando come l’Assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, abbia gestito la fase complessa con determinazione istituzionale. La gestione della vicenda è stata caratterizzata dalla volontà di non cedere a pressioni esterne, mantenendo il focus sulla tutela del diritto alla salute dei cittadini. In questo contesto, il ruolo del Direttore Generale dell’Asm, Maurizio Friolo, affiancato dal Direttore Sanitario Andrea Gigliobianco, è stato considerato determinante per trasformare una potenziale criticità organizzativa in una dimostrazione di efficienza gestionale.

Efficienza e continuità assistenziale per i pazienti

Il cuore della questione resta il servizio offerto ai pazienti. I dati forniti dall’Asm Matera indicano che il transito dei pazienti nefropatici verso le strutture gestite direttamente dall’azienda pubblica non ha subito interruzioni. Particolare attenzione è stata rivolta anche al segmento della cosiddetta dialisi vacanza, un servizio strategico per l’economia di Policoro e per il benessere di chi sceglie le strutture del materano per i mesi estivi.

L’operazione di assorbimento delle prestazioni ha confermato la solidità della rete nefrologica aziendale, che si snoda tra i presidi di Tinchi e Policoro. Entrambi i centri hanno dimostrato una capacità di risposta immediata, segno di una preparazione tecnica che prescinde dalle dinamiche di palazzo. La strategia adottata punta a riportare la gestione delle risorse nel perimetro pubblico, garantendo che ogni risorsa economica sia finalizzata esclusivamente al miglioramento dell’assistenza, riducendo le inefficienze e valorizzando il personale interno.

Il ringraziamento ai professionisti in prima linea

Al di là della governance, il plauso più sentito del Segretario Ugl è rivolto a quanti, quotidianamente, operano all’interno dei reparti: medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale amministrativo che sostengono il carico di un sistema sotto costante pressione. La Struttura Complessa di Nefrologia e Dialisi è stata indicata come esempio di resilienza e umanità, valori che hanno prevalso sui tentativi di strumentalizzazione politica della salute.

Il messaggio che emerge da questa vicenda è chiaro: la sanità in Basilicata non può essere terreno di scontro ideologico, bensì deve rappresentare uno strumento di coesione sociale. La vertenza di Policoro si chiude, almeno sul piano mediatico, con la consapevolezza che, quando si antepone la programmazione alla propaganda, i benefici ricadono direttamente sui pazienti e sui lavoratori. Il monitoraggio dell’Ugl continuerà nei prossimi mesi, con l’obiettivo di preservare gli standard di qualità raggiunti e di proseguire nel percorso di potenziamento dei servizi territoriali, evitando che il dibattito si sposti nuovamente su binari sterili, distanti dalle necessità reali dei cittadini lucani. La sanità pubblica, dunque, riafferma il proprio ruolo di baricentro, respingendo le minacce di sospensione dei servizi e consolidando una gestione che mira a rendere il sistema sanitario regionale più resiliente rispetto alle sfide future.

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Vertenza CallMat a Matera, le sigle sindacali chiedono risposte certe al tavolo del 29 luglio

📢 Il futuro dei lavoratori CallMat è appeso a un filo. Le sigle sindacali chiedono al Ministero risposte concrete il 29 luglio per evitare nuovi rinvii e salvaguardare centinaia di famiglie materane.

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#Matera #CallMat #VertenzaSindacale #BasilicataLavoro

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Da SX, Vincenzo PICCINNI, Anna RUSSELLI, Giovanni LETTERELLI, Pino GIORDANO

Matera – La tensione sale nel distretto industriale della Città dei Sassi, dove il futuro di centinaia di lavoratori è appeso al filo sottile di una trattativa che si trascina da troppi mesi. Il settore delle telecomunicazioni in Basilicata vive ore di trepidante attesa in vista del tavolo ministeriale fissato per il prossimo 29 luglio presso la sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Roma. Le segreterie regionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilfpc e Ugl Telecomunicazioni hanno alzato il livello di guardia, dichiarando apertamente la propria insofferenza verso ogni possibile ulteriore rinvio che possa compromettere la tenuta occupazionale nel sito operativo di CallMat.

Una scadenza decisiva per il distretto di Matera

Il comparto del call center, radicato storicamente nel tessuto economico di Matera e spesso punto di riferimento per l’occupazione giovanile e femminile provinciale, attraversa una fase di profonda instabilità. Le rappresentanze sindacali, attraverso una nota congiunta firmata da Anna Russelli, Vincenzo Piccinni, Giovanni Letterelli e Pino Giordano, hanno chiarito che l’incontro nella capitale non dovrà configurarsi come un mero esercizio burocratico. L’obiettivo, condiviso in modo unitario dalle sigle, è quello di trasformare la data del 29 luglio in uno spartiacque.

Il timore diffuso tra le maestranze, che operano quotidianamente negli uffici dislocati nell’area industriale materana, è che la discussione possa trasformarsi in un passaggio interlocutorio, rimandando ogni determinazione definitiva al mese di settembre. Una prospettiva che i sindacati definiscono inaccettabile, considerando che dietro le cifre e i contratti ci sono centinaia di famiglie lucane che hanno programmato la propria sopravvivenza economica basandosi sulla continuità della commessa. Il peso del mutuo, le rette scolastiche e il carovita quotidiano non permettono più di giocare con il tempo, specialmente in un contesto territoriale dove la desertificazione industriale rappresenta una minaccia costante per il polo produttivo della provincia di Matera.

La richiesta di un intervento netto del governo

La regia del Ministero delle Imprese e del Made in Italy viene chiamata a una prova di forza. I sindacati chiedono al Mimit di abbandonare la posizione di spettatore degli eventi, assumendo invece un ruolo proattivo di garante. La richiesta è chiara: pretendere impegni vincolanti da parte di Tim e della stessa CallMat. Si rende necessaria una cornice normativa e industriale che metta al riparo il sito lucano, evitando che la vertenza resti prigioniera di logiche di mercato a breve termine o di stalli burocratici tra le parti private in gioco.

La presenza dei segretari regionali a Roma sarà accompagnata dal monitoraggio costante dei lavoratori, che restano in stato di agitazione permanente. Non si tratta soltanto di difendere il posto di lavoro, ma di preservare un presidio di legalità e di professionalità che negli anni è stato costruito con dedizione. Matera, città simbolo dell’attrattività turistica e culturale del Mezzogiorno, non può permettersi di perdere un segmento strategico del terziario avanzato. Ogni posto di lavoro perso equivale a un depauperamento del capitale umano di una regione che fatica a trattenere le proprie intelligenze e le proprie braccia operative.

Verso una mobilitazione senza precedenti

Se il tavolo tecnico del 29 luglio non dovesse sortire gli esiti sperati, le organizzazioni sindacali non escludono l’attivazione di forme di protesta più incisive. La linea intrapresa è quella della fermezza: nessuna proroga, nessuna fase interlocutoria aggiuntiva. Le segreterie di Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilfpc e Ugl avvertono il Governo, la Regione Basilicata e le aziende coinvolte che la pazienza dei lavoratori è al limite.

La vertenza CallMat ha assunto ormai una dimensione che travalica il confine aziendale per diventare una questione di priorità regionale. Serve una politica industriale coraggiosa, capace di guardare oltre le scadenze del software e dell’hardware per puntare sulla dignità di chi, rispondendo al telefono, garantisce l’efficienza dei servizi essenziali nel paese. Il 29 luglio, dunque, non è visto dai lavoratori solo come un giorno di lavoro, ma come l’ultima occasione per evitare il baratro di una crisi sistemica che Matera non sarebbe in grado di assorbire senza subire traumi sociali drammatici. La palla passa ora al dicastero romano, chiamato a scrivere un finale che non includa il licenziamento delle maestranze locali.

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Crisi Natuzzi, l’allarme dell’Ugl sul futuro industriale del materano

⚠️ La vertenza Natuzzi entra in una fase critica: la rottura al MIMIT minaccia centinaia di posti di lavoro nel materano e il futuro dell’intero distretto industriale della Basilicata. L’UGL chiede risposte immediate alle istituzioni per fermare lo smantellamento produttivo.

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#Matera #Ugl #Natuzzi #CrisiIndustriale

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Natuzzi

Matera – La situazione occupazionale nel distretto del salotto lucano vive ore di profonda incertezza. Il tavolo negoziale tenutosi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) si è concluso con una rottura che ha scatenato la reazione immediata delle sigle sindacali. A farsi portavoce del malcontento è Pino Giordano, Segretario Provinciale dell’UGL Matera, che non usa giri di parole per definire la piega presa dalla vertenza Natuzzi: un momento di tensione che rischia di trasformarsi in una ferita insanabile per il tessuto socio-economico della provincia.

Il rischio concreto di desertificazione industriale

Il mancato accordo al MIMIT non rappresenta solo un ostacolo burocratico, ma configura, secondo il sindacato, l’inizio di una fase di depauperamento che potrebbe svuotare i capannoni dislocati nell’area industriale di Matera e nei comuni limitrofi. L’annuncio della chiusura di alcuni stabilimenti e il contestuale piano di trasferimento delle produzioni verso altri siti mettono a rischio centinaia di posti di lavoro, colpendo al cuore la stabilità di intere famiglie lucane.

Non si tratta di una vicenda che riguarda esclusivamente le mura aziendali. L’impatto si estende a raggiera su tutto l’indotto: dagli autotrasportatori che solcano quotidianamente le arterie stradali della provincia, come la statale 7 o la statale 99, fino alle piccole imprese di fornitura che gravitano attorno al colosso del mobile imbottito. La preoccupazione espressa da Giordano tocca le corde di una regione, la Basilicata, che combatte da anni contro lo spettro dello spopolamento e la fragilità di un mercato del lavoro spesso precario. Se il progetto di dismissione dovesse proseguire senza freni, il rischio è che il territorio materano perda una delle sue colonne portanti, trasformandosi, nelle parole del segretario UGL, nel simbolo di una desertificazione industriale del Mezzogiorno che appare sempre più difficile da arrestare.

La richiesta di un intervento istituzionale immediato

Di fronte a questo scenario, l’UGL Matera invoca una mobilitazione generale che coinvolga tutti i livelli decisionali. Non basta più la semplice nota di solidarietà o la dichiarazione rilasciata a mezzo stampa. Il sindacato sollecita un impegno tangibile da parte della Regione Basilicata, dei parlamentari lucani eletti alla Camera e al Senato, nonché delle amministrazioni comunali del territorio. Il punto centrale è la richiesta di convocare nuovamente il tavolo presso il dicastero capitolino, con l’obiettivo di trasformare le promesse in accordi vincolanti.

La strategia auspicata dai lavoratori è chiara: bloccare le delocalizzazioni e redigere un nuovo piano industriale che garantisca la continuità produttiva nelle sedi storiche. Per molti dipendenti, che hanno dedicato decenni di vita professionale a questo settore, la chiusura rappresenterebbe non solo una perdita economica, ma la fine di un’epoca che ha visto Matera diventare un polo produttivo di eccellenza mondiale. In questo contesto, l’azione di pressione sindacale mira a rendere il Governo partecipe di una vertenza che ha superato i confini aziendali per diventare una questione di interesse pubblico primario.

Il futuro del distretto del mobile, un comparto che ha segnato la storia economica degli ultimi quarant’anni in Basilicata, si gioca interamente in queste settimane. Il sindacato assicura che non verrà meno il supporto ai lavoratori, promettendo di intraprendere ogni iniziativa necessaria per impedire che il territorio venga privato del suo principale motore economico. La partita è aperta e la tensione resta altissima: la difesa dei presìdi industriali diventa, oggi, l’unica via per evitare che la provincia di Matera subisca un colpo durissimo, con conseguenze sociali ed economiche che rischierebbero di paralizzare l’intera area per lungo tempo. La responsabilità di invertire questa rotta ricade ora interamente sulle spalle di chi siede ai tavoli decisionali, chiamato a fornire risposte concrete prima che sia troppo tardi.

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La Festa della Bruna e l’impegno del personale sanitario tra i rioni di Matera

🔔 La Festa della Madonna della Bruna è un momento di grande devozione, ma anche di straordinario impegno lavorativo. Il ringraziamento dell’UGL Matera a tutti coloro che garantiscono sicurezza e salute per il successo dell’evento. 🇮🇹

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#Matera #FestaDellaBruna #Sanità #UGLMatera

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Festa-della-Bruna-Madonna-della-Bruna Matera 2026

Redazione- Matera, nel cuore pulsante dei Sassi, si prepara a vivere il momento più atteso dell’anno con la solenne Festa della Madonna della Bruna. Tra le strade che si snodano lungo via del Corso e piazza Vittorio Veneto, mentre il fragore dei festeggiamenti coinvolge migliaia di residenti e turisti provenienti da ogni parte del mondo, esiste un apparato invisibile che lavora senza soluzione di continuità. A sottolineare questo sforzo collettivo, che garantisce la tenuta dell’ordine pubblico e il diritto alla salute durante gli eventi di massa, è Pino Giordano, segretario provinciale dell’UGL Matera, che ha voluto rivolgere un pensiero di gratitudine ai lavoratori impegnati in prima linea.

L’efficienza della macchina sanitaria durante i festeggiamenti

La gestione di un evento di tale portata richiede una preparazione metodica che parte molto prima del momento in cui il carro trionfale percorre le vie cittadine. L’Azienda Sanitaria Locale di Matera, guidata dal direttore generale Maurizio Friolo, ha messo in piedi un piano straordinario di potenziamento dei servizi, capace di rispondere alle emergenze con estrema rapidità. L’UGL ha espresso un plauso particolare per la programmazione posta in essere, che ha permesso di integrare il personale del 118 con i presidi fissi, garantendo che l’assistenza sanitaria non subisse flessioni nonostante l’altissima concentrazione di persone nel centro storico e nelle aree adiacenti ai luoghi di culto e di spettacolo.

Medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale amministrativo hanno rinunciato, in molti casi, alla possibilità di condividere i momenti di festa con i propri cari, preferendo la dedizione al servizio verso la comunità. Questo sforzo non è solo un atto di dovere professionale, ma rappresenta la spina dorsale di una città che vuole continuare a mostrarsi sicura e accogliente agli occhi del mondo. La sinergia tra le strutture ospedaliere e i punti di primo soccorso allestiti strategicamente sul territorio evidenzia come una programmazione attenta possa fare la differenza nell’esito complessivo delle celebrazioni.

Legalità e sicurezza al centro della giornata

Oltre alla sanità, il tema della vigilanza sul commercio ricopre un ruolo di primo piano negli sforzi delle istituzioni. In collaborazione con la Polizia Locale e le autorità di controllo, sono state intensificate le verifiche sugli operatori ambulanti e sulle attività commerciali che operano lungo i percorsi processionali. L’attenzione rivolta all’igiene alimentare e al rispetto delle norme sulla sicurezza del lavoro mira a tutelare non solo la salute dei fruitori della festa, ma anche quegli imprenditori che operano nella legalità, rispettando le regole e contribuendo alla crescita economica sana del territorio materano.

L’amministrazione comunale, sotto la guida del sindaco Antonio Nicoletti, ha operato in stretta sinergia con le forze dell’ordine e con l’Associazione Maria Santissima della Bruna. Questo coordinamento istituzionale si riflette in una gestione delle piazze e dei vicoli che, pur essendo per natura difficili da presidiare, rimangono sotto un costante monitoraggio. Dai Vigili del Fuoco alla Protezione Civile, ogni figura professionale coinvolta contribuisce a creare un modello di organizzazione che va ben oltre la semplice logistica. È un impegno corale che permette a Matera di proiettare un’immagine di efficienza, confermandosi punto di riferimento nel panorama delle festività religiose e civili del Meridione d’Italia.

Valorizzare il lavoro per una comunità coesa

Il sindacato UGL, attraverso le parole di Giordano, ribadisce la necessità di guardare al futuro partendo proprio dalla valorizzazione del capitale umano. La sanità pubblica, in particolare, necessita di organici adeguati e di condizioni di lavoro che permettano ai dipendenti di operare con serenità e competenza. Il successo della Festa della Bruna di quest’anno viene indicato come esempio di ciò che accade quando le istituzioni dialogano costruttivamente con le realtà sociali e lavorative.

In questa atmosfera, tra il sacro dei riti religiosi e il profano delle celebrazioni che animano la città, il messaggio di vicinanza ai lavoratori diventa il vero protagonista. Un augurio di buona festa che si estende a tutti i cittadini, ai pellegrini che giungono dai borghi lucani e ai visitatori, con l’auspicio che la protezione della Madonna della Bruna possa accompagnare chi quotidianamente, spesso lontano dalle luci dei riflettori, garantisce la tenuta democratica e civile della comunità materana.

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