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Annalisa Prato: È la quarta volta che vinco la Fausto Coppi

Il 28 giugno 2026 ha avuto luogo la Granfondo “La Fausto Coppi Generali”, Ciclismo su strada, 172 km; Dislivello (D+): 4.330 m; attraverso le Alpi, partendo da Cuneo.

L’evento proponeva anche la Mediofondo 111 km; Dislivello (D+): 2.510 m; e la Fauniera Classic 101 km; Dislivello (D+): 2.187 m.

Un’edizione internazionale con partecipanti da 33 nazioni: Francia, con il maggior numero di iscritti stranieri, Paesi Bassi, Germania, Belgio e Danimarca.

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Annalisa Prato

Redazione- Il 28 giugno 2026 ha avuto luogo la Granfondo “La Fausto Coppi Generali”, Ciclismo su strada, 172 km; Dislivello (D+): 4.330 m; attraverso le Alpi, partendo da Cuneo.

L’evento proponeva anche la Mediofondo 111 km; Dislivello (D+): 2.510 m; e la Fauniera Classic 101 km; Dislivello (D+): 2.187 m.

Un’edizione internazionale con partecipanti da 33 nazioni: Francia, con il maggior numero di iscritti stranieri, Paesi Bassi, Germania, Belgio e Danimarca.

L’edizione 2026 è stata caratterizzata dal gemellaggio con la Danimarca che ha partecipato con una delegazione di 23 ciclisti e rappresentata dall’ambasciatore Peter Taksøe-Jensen.

Tra i protagonisti anche l’ex professionista Fabio Aru, al via con il numero uno, e gli olimpionici delle Fiamme Gialle Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Michele Malfatti, Pietro Sighel e Chiara Betti. Presente inoltre Stefania Belmondo.

Tra le donne ha vinto Annalisa Prato (OM.CC.) in 6h22’33”, bissando la vittoria dell’anno scorso e precedendo Sarah Palfrader 6h49’53” e Axel Van Rossum (BEL) 7h09’50”.

Il vincitore assoluto è stato Federico Borella (OM.CC.) 5h38’05”, precedendo Giacomo Giordano 5h45’42” e Marco Arnaudo 5h53’29.

I vincitori della mediofondo sono stati Massimiliano Barbero Piantino 3h39’59” e Anna Ceoloni 4h11’14”, anche loro della OM.CC.

Numerosi anche gli appuntamenti collaterali: La Fausto de Tierra dedicata al gravel, la Run the Night, gli eventi per bambini, la Mangia&Pedala, il convegno “Sustainability and Green Transition”, e le iniziative dedicate alla salute, al turismo e alla mobilità sostenibile.

https://www.endu.net/it/events/fausto-coppi/

Di seguito approfondiamo l’esperienza di Annalisa Prato attraverso risposte ad alcune mie domande.

Complimenti per la vittoria alla Fausto Coppi, cosa significa per te?

Vincere la Fausto Coppi per me non significa vincere una semplice gara, significa vincere ‘La gara’, quella che tutti i cuneesi attendono impazientemente, quella per cui tantissime persone mi chiedono di essere preparati e allenati. Arrivare a braccia alzate nella mia Cuneo, davanti alla mia gente, percorrendo le mie strade, per me è un’emozione indescrivibile. è la quarta volta che vinco la Fausto Coppi, ma ogni volta è come se fosse la prima.

 

Una bellissima vittoria in casa da tante soddisfazioni e tantissime emozioni che compensa ogni fatica, ogni rinuncia ogni sacrificio per gli allenamenti duri e difficili.

Si aspetta un anno per correre una gara ritenuta importantissima e quando arriva il giorno si cerca di fare del proprio meglio e se si vince è una grande conferma del lavoro svolto fisico e mentale e vincerla 4 volte è una grandissima iniezione di autoefficacia e voglia di continuare a faticare spingendo sempre di più e cercando di andare oltre.

Annalisa ha vinto due volte la mediofondo Fausto Coppi, nel 2018 e 2019 e 2 volte la granfondo 2025 e 2026.

Nel 2018 Annalisa ha vinto la mediofondo della ‘Fausto Coppi” in 3h57’48” precedendo Elisa Parracone 4h03’31” e Monica Bonfanti 4h03’36”.

Nel 2019 Annalisa ha bissato la vittoria nella mediofondo della ‘Fausto Coppi” in 3h57’57”, precedendo Samantha Arnaudo 4h08’32” e Olga Cappiello 4h10’13”.

L’anno scorso, domenica 29 giugno 2025 Annalisa Prato ha vinto in 6h20’24” la 36^ edizione della Granfondo Internazionale “La Fausto Coppi Generali 172km”, precedendo Iride Bertone 6h50’06” e Mara Oprandi 6h53’52”. Il vincitore assoluto è stato Matteo Raimondi 5h37’56” precedendo il francese Stéphane Cognet 5h37’51” e il belga Frédéric Glorieux 5h47’28”.

Qual è stata la parte più difficile?

Il colle d’Esischie perché sono andata in crisi a causa della disidratazione.

 

Una granfondo è una lunghissima gara di bici su strada che prevede più ore di gara attraversando tratti molto sfidanti soprattutto quelli in salita dove bisogna essere allenati dal punto di vista fisico, mentale e nutrizionale ma l’esperienza e la preparazione adeguata aiuta a risolvere ogni criticità, ogni situazione avversa, là dove non arriva il fisico ci pensa la mente a risolvere ogni situazione e a focalizzarsi nell’obiettivo atteso da un anno.

Hai temuto qualche atleta?

Non conoscevo le mie avversarie, a parte la seconda classificata che è una mia atleta. Per il resto non sapevo chi temere, per questo ho cercato di tenere fin da subito la testa della corsa. Durante la gara poi non ho mai saputo i distacchi quindi ho continuato a spingere come se fossero subito dietro.

 

Ognuno fa la sua gara concentrandosi su se stesso ma non perdendo di vista eventuali avversari da controllare, Annalisa sa come impostare le gare per le esperienze di tante gare di granfondo, tante vinte e con le competenze di allenatrice di altri atleti che a volte competono con lei stessa trasmettendole la voglia di continuare a spingere fino alla fine cercando sempre di far bene, alla ricerca di una prestazione eccellente o di un podio.

Cosa dicono familiari e amici di questa vittoria?

Sicuramente sono contenti, sanno quanto tempo e quante energie io dedichi agli allenamenti e sanno il valore che questa gara ha per me, anche se i miei veri amici ci sono nel bene e nel male e che io vinca o perda so che non farebbe grossa differenza nel nostro rapporto.

 

Gareggiare in casa permette di attingere tanta forza da chi fa il tifo tra i familiari e gli amici presente realmente o virtualmente che capiscono gli impegni costanti in allenamento e sostengono l’atleta con parole e sguardi prima, durante e dopo la gara.

Prossimi obiettivi?

Parteciperò alla ‘Etape du tour’ il 19 luglio, una granfondo molto importante e dura in Francia.

 

Domenica 19 luglio 2026 avrà luogo l’Étape du Tour de France: 170 km, 5.400 m di dislivello e 4 salite leggendarie del Tour de France: Col de la Croix de Fer, del Col du Télégraphe, del Col du Galibier e del Col de Sarenne.

Un messaggio per avvicinare le persone alle Granfondo?

Le granfondo non sono solo competizione contro l’altro, ma sono l’occasione per superare sé stessi e i propri limiti. Sono altresì l’occasione di conoscere nuove persone con la medesima passione e di vedere nuovi posti e strade. Mettetevi alla prova e siate curiosi di scoprire il mondo! Il vostro corpo vi stupirà di ciò che è capace e il mondo ha infiniti posti da scoprire!

 

La granfondo è come un treno che porta in giro per paesi e nazioni alla ricerca di se stessi e degli altri per mettersi in gioco, sfidare se stessi e gli altri, fare esperienza, cercare di fare del proprio meglio approfondendo sempre più la conoscenza di se stessi.

Cosa c’è dietro una vittoria?

Dietro una vittoria ci sono passione, dedizione, costanza e perseveranza, prima di tutto. Oltre a questo, ci sono però moltissime persone, nel mio caso la mia famiglia che mi sostiene sempre, mio papà in particolare, e i miei amici e compagni di pedalate, con i quali la fatica si dimezza e la voglia di pedalare raddoppia.

 

Dietro la vittoria c’è tanta passione, impegno, motivazione e tanta condivisione con altri amici che permettono di faticare insieme assaporando la gioia dell’unione.

Come hai vissuto il pre-gara, la gara e il post gara?

Il pre-Coppi negli ultimi anni è sempre il solito: una pedalata tranquilla in compagnia del mio team, pranzo e merenda con il mio porta-fortuna yogurt con crema lotus e poi serata e cena con i miei amici Iride e Aldo. Quest’anno ho poi avuto anche la fortuna di assistere all’arrivo del campionato italiano uomini.

Durante la gara ho sofferto parecchio: mi sono disidratata e le gambe hanno ceduto, ma la mia testa per fortuna no, ho cercato di pensare all’Esischie un pezzetto per volta e ho cercato di rimanere sempre lucida e calma. Nel finale mi sono tornate le forze e mi sono potuta godere a pieno l’arrivo in Piazza Galimberti.

Il post gara è stato davvero speciale perché noi del team OMCC siamo riusciti a vincere sia sul percorso medio che sul lungo, sia in campo femminile che maschile, pertanto abbiamo festeggiato tutti assieme! Prima sono andata con mio papà a mangiare assieme pranzo e poi sono andata con il mio team a cena e abbiamo condiviso una bella serata tutti assieme. Sono una persona semplice e per me il regalo più bello è la possibilità di passare del tempo di qualità in compagnia delle persone a cui voglio bene.

 

Una gara è anche un bellissimo viaggio e una bellissima esperienza in compagnia senza troppo stress ma con tanta consapevolezza, focalizzazione e fiducia in sè. Importante accogliere ogni situazione anche avversa e capire come fare per risolverla, affrontarla, superarla con pazienza e fiducia, con la consapevolezza che tutto passa e tutto torna, passano le crisi e tornano le energie necessarie e indispensabili per spingere fino alla fine.

 

Alimentazione prima, durante, dopo questa gara?

Sono seguita dalla mia migliore amica nonché nutrizionista e mia collaboratrice professionale Samantha Arnaudo. Nel giorno pre-gara aumento la quota di carboidrati semplici, riduco quella di grassi e proteine e limito le fibre; questo mi fa arrivare al via leggera, ma con le scorte di glicogeno piene.

Durante la gara ho assunto circa 70 g/h di carboidrati grazie ai prodotti fornitimi da Cetilar e 2.5 L di acqua (6h22′ di gara). Ho avuto alcune difficoltà digestive a causa della disidratazione.

Dopo la gara l’alimentazione è libera: mangio ciò che mi va e mi piace, in particolare subito dopo la gara ho preso una bustina di recovery pro di Cetilar e delle ciliegie (che mi ha regalato Aldo). Dopo le premiazioni sono andata a mangiare con mio papà uno yogurt frozen gigante con tanta crema lotus (la mia preferita) e tutto quello che mi andava. A cena sono andata in pizzeria e anche in questo caso ho ordinato i piatti che più mi andavano, senza limitazioni né vincoli: bisogna saper mangiare, ma anche sapersi concedere dei momenti di ‘stacco’ è fondamentale per poter sostenere il piano alimentare a lungo termine. La mia nutrizionista in questo è sempre molto chiara e aperta: se mangi bene d’abitudine, non sarà di certo un pasto a compromettere tutto il resto.

 

L’allenamento nutrizionale è altrettanto importante quanto quello fisico e quello mentale, soprattutto in una granfondo considerata una gara di endurance per la durata di qualche ora.

Ti aspettavi di vincerla ancora?

Non me lo aspettavo, ma ci speravo, questo sì. Quando mi presento al via non mi aspetto mai di vincere, ma ci spero sempre.

 

Ci si presenta sempre in partenza con la consapevolezza di ciò che si vale, dei grandissimi e faticosi lavori fatti a casa e con la consapevolezza di vivere l’esperienza appieno e se si vince tanto meglio.

A chi la dedichi?

La dedica va a mia mamma che è venuta a vedere il mio arrivo nonostante sia momentaneamente in carrozzina a causa di un infortunio (in bici).

 

Una bella e resiliente dedica da una figlia vincitrice a una mamma al momento ai box per infortunio con la speranza di rialzarsi al più presto per continuare a pedalare.

Cosa diresti ad Annalisa di 10 anni fa?

Puoi arrivare molto oltre quello che immagini: credi in te stessa e credi nel processo, il lavoro paga sempre. Vorrei dirle di vivere tutto con più leggerezza e serenità perché troppe volte non è stato così, ma non ne vale la pena. La vita è una sola e va vissuta al 100% facendo ciò che amiamo e ciò che ci fa star bene senza preoccuparci troppo di cosa pensano gli altri di noi.

 

Se ci voltiamo indietro possiamo notare da dove siamo partiti e come siamo partiti, il grandissimo percorso fatto finora volendoci bene e apprezzando ciò che siamo riusciti a fare da soli e con l’aiuto di altri, nonostante tanti impedimenti e momenti critici.

Come ti vedi tra 10 anni?

Tra 10 anni mi vedo sempre nel mondo dello sport, ma sicuramente con una prospettiva differente: sarò da guida a chi vorrà seguire un percorso simile al mio e spero di poter diventare una guida importante per molte giovani che vogliono vivere lo sport agonistico con il massimo impegno, ma anche il massimo rispetto per sé stesse. Sarò più coach che ciclista, ma sicuramente lo sport farà sempre parte della mia vita!

 

Lo sport una grande palestra di vita sempre, sia da atleti, sia da coach, preparatori. È importante avere una progettualità, un piano B, obiettivi sfidanti ma non impossibili e crederci sempre.

https://ilsentieroalternativo.blogspot.com/2026/07/annalisa-prato-e-la-quarta-volta-che.html

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Sport

L’Italia di Velasco all’appuntamento con la Storia Assoluta: oggi la Finalissima degli Europei nella bolgia turca. In palio c’è Los Angeles 2028

L’Italia di Velasco a caccia di un leggendario “Triplete” d’oro! Oggi la supersfida alle padrone di casa della Turchia per il Titolo Europeo e per staccare il biglietto per le Olimpiadi di Los Angeles 2028! Tutti davanti alla tv! 🏐 🥇 Tenetevi liberi stasera alle 18:00, perché le nostre ragazze meravigliose scendono in campo per scrivere una pagina immortale della Storia dello Sport Italiano! L’Italvolley femminile, guidata dal leggendario Mister Julio Velasco, affronterà la potentissima TURCHIA nella Finalissima dei Campionati Europei 2026. E lo farà proprio in casa delle avversarie, nella spaventosa “bolgia” di Istanbul! Le nostre ragazze (che sono già le clamorose Campionesse OLIMPICHE di Parigi 2024 e le Campionesse MONDIALI del 2025) andranno a caccia del quarto titolo Europeo della nostra storia, sfidando le turche (che sono le detentrici del titolo) in una rivalità pazzesca che dura da tre anni! In palio, oltre al lussuoso trofeo, c’è anche il pass matematico e diretto per le prossime OLIMPIADI di Los Angeles (LA28)! L’Italia arriva a questa finale dopo un cammino perfetto, distruggendo le avversarie a suon di schiacciate e difese spettacolari, ma stasera servirà il cuore di un’intera Nazione per espugnare Istanbul. Il match sarà visibile per tutti, in DIRETTA IN CHIARO SU RAI 1 (dalle 18:00) e sui canali di Sky Sport! Leggi tutto il cammino trionfale delle Azzurre nel nostro articolo completo! 👇 🇮🇹 E voi sarete incollati davanti al televisore stasera per tifare le nostre formidabili ragazze d’oro? Pensate che riusciranno nell’impresa sovrumana e titanica di battere le fortissime turche in casa loro? Diteci la vostra, lasciate un Cuore Tricolore nei commenti per sostenere la Nazionale e condividete questo post per ricordare a tutti l’orario della partita su Rai 1! FORZA AZZURRE!

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Nazionale italiana del Volley femminile

Istanbul – Ci sono partite che non si giocano soltanto su un campo di pallavolo largo nove metri per diciotto, ma si disputano direttamente nel grande libro della storia sportiva. E quella che andrà in scena oggi, domenica 6 settembre (alle ore 18:00 italiane), non è una semplice partita. È l’epilogo epico, maestoso e tesissimo dei Campionati Europei di pallavolo femminile 2026.
Ancora una volta, in un incrocio del destino che ha il sapore amaro e dolcissimo delle grandissime rivalità sportive, sarà Italia contro Türkiye (Turchia). Le formidabili e amatissime azzurre, guidate dal leggendario condottiero Julio Velasco, si preparano a scendere in campo per la sesta finale continentale della nostra storia, alla disperata e affamata ricerca del quarto storico trionfo europeo. Ma battere la Turchia non sarà affatto una passeggiata, perché l’ostacolo più grande sarà l’ambiente.

Il sogno del “Triplete” e il pass per le Olimpiadi

La posta in gioco questa sera è così alta da far tremare i polsi a chiunque, ma non a questo gruppo di ragazze meravigliose. L’Italia femminile della pallavolo sta infatti cavalcando un’epoca d’oro assolutamente irripetibile: le azzurre arrivano a questa finalissima con addosso la pesantissima ma gloriosa etichetta di Campionesse Olimpiche (Parigi 2024) e di Campionesse del Mondo in carica (2025).
Vincere oggi significherebbe chiudere un mostruoso e leggendario “Triplete” di ori, un’impresa titanica che proietterebbe queste ragazze nell’Olimpo assoluto dello sport mondiale. Ma non c’è in palio soltanto il luccicante trofeo continentale: la squadra che solleverà la coppa al cielo di Istanbul staccherà automaticamente e ufficialmente il pass di qualificazione diretta per le Olimpiadi di Los Angeles 2028 (LA28), blindando il proprio futuro a cinque cerchi con netto anticipo.

Una rivalità infinita nella bolgia di Istanbul

Il destino ha voluto che l’ultimo atto di questi Europei andasse in scena proprio in casa delle avversarie. L’Italia sfiderà infatti le padrone di casa nelle final four continentali di Istanbul, davanti a un pubblico caldissimo, rumoroso e infernale. Le turche sono le detentrici del titolo europeo (il primo e unico della loro storia) e scenderanno in campo con il coltello tra i denti per centrare uno storico “bis” consecutivo.
Quello tra Italia e Turchia è ormai il “Clasico” della pallavolo femminile contemporanea. Le due nazionali si sono scontrate in tutte le fasi più cruciali e drammatiche di quest’ultimo clamoroso triennio, incrociando i guantoni in una indimenticabile semifinale Olimpica e in una violentissima Finale Mondiale. L’Italia è diventata il vero incubo sportivo della Turchia, e le padrone di casa cercheranno una vendetta feroce.

Il cammino trionfale delle Azzurre di Velasco

L’Italvolley arriva a questo appuntamento dopo un cammino netto e trionfale. Nella fase a gironi, le ragazze di Velasco hanno spazzato via senza pietà la Croazia, il Montenegro, la Svezia e la Slovacchia (tutte regolate con dei secchi 3-0), concedendo un solo e ininfluente set alla Francia (3-1).
Nella spietata fase a eliminazione diretta, l’Italia ha annientato la Bulgaria agli ottavi (3-0), ha sofferto superando nuovamente l’ostica Svezia ai quarti (3-1) e ha chiuso la pratica in semifinale contro l’agguerrita Polonia (3-1). Trascinate dalle bordate di un vero e proprio “jolly” come Kate Antropova e da un collettivo granitico, le azzurre sono pronte a scrivere l’ultimo capitolo. Dove vedere la partita? Tutta l’Italia potrà fermarsi davanti alla TV: il match sarà trasmesso in chiaro per tutti, in diretta su Rai 1 e su RaiPlay, oltre che sui canali a pagamento Sky Sport, NOW, DAZN ed Eurovolley TV. Forza ragazze, fateci sognare ancora!

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Sport

Miriana Dirutigliano, ciclista: Quando c’è la passione tutto si semplifica

Per praticare qualsiasi sport sperimentando sia benessere che performance ci vuole una forte passione che spinge a trovare spazi e tempi per allenamenti ed eventuali gare.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Miriana Dirutigliano (ASD MTB Club Bitritto) attraverso risposte ad alcune mie domande

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Miriana Dirutigliano

Redazione-  Per praticare qualsiasi sport sperimentando sia benessere che performance ci vuole una forte passione che spinge a trovare spazi e tempi per allenamenti ed eventuali gare.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Miriana Dirutigliano (ASD MTB Club Bitritto) attraverso risposte ad alcune mie domande-.

Qual è stato il tuo percorso nello sport?

Sono sempre stata una bambina e ragazza sportiva, sin dalla tenera età di 4 anni ho iniziato a praticare danza. Dopo 16 anni, ho lasciato e, dopo qualche anno, mi sono avvicinata al ciclismo, in particolare alla mountain bike. Sono 10 anni che pratico questo magnifico sport.

 

Si è sempre in tempo per prendere un treno dello sport non esiste un’età minima o massima, ci vuole solo buona volontà, motivazione, passione per allenarsi da soli o con amici ed eventualmente partecipare a gare per mettersi in gioco. Testarsi, cercare podi o vittorie.

L’esperienza sportiva dove hai sperimentato le emozioni più belle?

Entrambi gli sport mi hanno dato delle emozioni indescrivibili, in due epoche di età differenti.

Cosa sperimenti prima, durante, dopo un evento sportivo?

Sono una ragazza molto emotiva; prima di una gara sono in uno stato di ansia, divento silenziosa e mi concentro sulla gara che sto per affrontare. Durante la gara svuoto la mente e pedalo fino a quando sono al limite. Dopo la gara sono più rilassata e mi godo il dopo gara con gli amici.

 

La gara risulta essere un test, una grande prova, un’esperienza unica e intesa e l’atleta ha bisogno di focalizzarsi e reclutare ogni energia disponibile per affrontare, gestire ogni momento di gara per far bene, per migliorarsi, per ambire a un podio o vittoria.

Hai sperimentato il limite nelle tue gare?

Certo, quasi a ogni gara.

La tua esperienza sportiva più estrema o più difficile?

Ho affrontato delle gare belle impegnative con chilometri e dislivelli abbastanza elevati. Ho avuto delle crisi, delle volte ho pensato anche a ritirarmi, ma non ho mollato. Ho continuato e, grazie a queste esperienze/gare, oggi sono migliorata notevolmente.

 

La pratica di uno sport insegna a gestire e superare situazioni molto difficili e l’esperienza aiuta a essere più fiduciosi e ad aver coraggio nell’0andare avanti e non mollare, sviluppando sempre più resilienza.

Ritieni utile lo psicologo nello sport?

Sì, soprattutto sui giovani atleti può aiutarli.

Sogni realizzati, da realizzare e rimasti incompiuti?

Sogni realizzati, tanti: ho vinto molte gare nel corso degli anni, ho creato una scuola di ciclismo per ragazzi, ho trasmesso loro la passione per questo sport meraviglioso. Sogni da realizzare ancora tanti.

 

Interessante la scuola di ciclismo, i ragazzi hanno bisogno di persone esperte in pratiche sportive che diventano loro insegnati, educatore e trasmettono i valori della pratica sportiva.

Chi ti supporta?

Mio marito, mi segue a ogni gara, è sempre presente, i ragazzi della scuola e i loro genitori.

Cosa dicono di te familiari, amici, colleghi di lavoro, fan?

Molti mi chiedono come faccio a conciliare lavoro, allenamento, casa, famiglia. Delle volte mi prendono per pazza, ma quando c’è la passione tutto si semplifica. In tanti mi seguono e mi supportano in quello che faccio, senza questo supporto sarebbe difficile.

 

L’atleta ha bisogno di essere compreso, sostenuto, tifato, incoraggiato per continuare a trovare spazi e tempi per allenarsi tra altri impegni lavorativi, familiari.

Cosa dà e cosa toglie lo sport?

Secondo me, lo sport dà solo, non toglie nulla.

Gli allenamenti più importanti?

Non seguo allenamenti specifici, mi diverto pedalando con gli amici.

 

Insieme è molto meglio nelle esperienze sportive di allenamenti condividendo fatica e gioie.

Cosa diresti a te stessa di 10 anni fa?

Ce l’hai fatta.

 

È importante ogni tanto fare il punto della situazione, comprendere da dove si è partiti e come si è partiti, il percorso fatto finora, dove si è arrivati e come si vuol procedere, cosa ancora si vuol fare in meglio.

Una parola o frase che ti aiuta nei momenti difficili?

Non mollare, ce la fai“.

Bisogna sempre crederci fino alla fine, con pazienza, un passo alla volta, apprendendo da ogni esperienza.

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Calcio

Miracolo all’Olimpico! La Roma ribalta l’Atalanta nel recupero: Soulé fa esplodere i 67mila. Gasp vola in vetta e si vendica di Sarri

Succede tutto nel recupero e lo Stadio Olimpico esplode di gioia! La Roma di Gasperini va sotto con l’Atalanta, ma la ribalta clamorosamente al 90′ e al 93′ minuto restando da sola in vetta alla classifica! Delirio Giallorosso! 💛 ❤️ Mettetevi le cinture di sicurezza, perché le partite della Roma non sono adatte ai deboli di cuore! Ieri sera, davanti ai 67mila tifosi indiavolati dello Stadio Olimpico, è andata in scena una sfida epica e pazzesca! Sulla panchina giallorossa sedeva proprio l’ex Gasperini, mentre su quella dell’ATALANTA c’era Maurizio Sarri. Nel primo tempo la “Magica” ha letteralmente dominato il campo (18 tiri contro 1 solo dei bergamaschi), ma si è andata a schiantare contro i “miracoli” del portiere Carnesecchi, che ha parato di tutto a Mancini e Cristante. Nel secondo tempo succede l’impensabile: al secondo minuto l’Atalanta passa in vantaggio con Ederson! È una doccia fredda pesantissima, ma la Roma non molla un centimetro. Dopo aver preso due legni clamorosi (un palo e una traversa con lo scatenato Castro), il Muro nerazzurro crolla nei minuti di recupero! Al 90′ minuto il difensore Hermoso svetta di testa per il pareggio, e al 93′ minuto (all’ultimo respiro disponibile) l’argentino SOULÈ estrae dal cilindro un sinistro magico che fa esplodere lo stadio firmando la rimonta per 2-1! La Roma di Gasperini vola in classifica a punteggio pieno, lasciando a bocca asciutta Sarri. Leggi le pagelle e il racconto dell’Olimpico nel nostro articolo completo! 👇 🏟️ E voi eravate allo Stadio o avete sofferto guardando la partita in Tv? Che sensazione avete provato quando il pallone calciato da Soulé al 93′ è entrato in rete ribaltando il match? Ditecelo nei commenti, gridate FORZA ROMA e condividete questa gioia pazzesca con tutti i vostri amici romanisti!

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Roma-Atalanta

Roma – Il calcio non è una scienza esatta, ma è l’unico spettacolo al mondo capace di fermare il battito cardiaco di un’intera città per novanta minuti, per poi farlo letteralmente esplodere in un grido di gioia liberatoria nei secondi di recupero. Sotto la spinta incessante, assordante e spaventosa dei 67mila tifosi innamorati dello Stadio Olimpico, la Roma si è resa protagonista di un’impresa titanica e indimenticabile, piegando un’agguerrita Atalanta per 2-1 al termine di un match giocato sul filo del rasoio.
Ma il vero romanzo di questa partita sedeva in panchina: Mister Gian Piero Gasperini (l’uomo che ha fatto la storia della Dea) si ritrova alla guida dei giallorossi, mentre a guidare i bergamaschi c’è l’ex laziale Maurizio Sarri. Una sfida scacchistica ed emotiva che ha mantenuto tutte le promesse, chiudendosi con un epilogo da brividi che proietta la Roma, a punteggio pieno, in solitaria in vetta alla classifica.

Il dominio giallorosso e il muro invalicabile di Carnesecchi

Fin dal primo fischio dell’arbitro, il copione del match è stato a senso unico. Il tridente pesante schierato da Gasp (Dybala a supporto di Mora e Malen) ha schiacciato l’Atalanta nella propria area di rigore. Il primo tempo è stato un clamoroso monologo della Magica, certificato da statistiche spaventose: ben 18 tiri verso la porta bergamasca contro uno solo degli ospiti.
Ma a tenere a galla il castello di Sarri è stato un monumentale Carnesecchi. Il portiere nerazzurro si è superato compiendo miracoli a ripetizione: prima al 14′ sventando un clamoroso colpo di testa a botta sicura del difensore-goleador Mancini (su assist col contagiri di Mora), e poi al 21′ respingendo in volo plastico un’altra violentissima incornata di Cristante. L’Atalanta (che teneva Elmas bloccato in copertura) ha faticato terribilmente a ripartire, affacciandosi timidamente dalle parti di Svilar solo alla mezz’ora con un rasoterra di Scamacca.

La doccia fredda di Ederson e la sfortuna di Castro

Il calcio, però, sa essere spietato con chi spreca. Al rientro dagli spogliatoi, Sarri toglie Scamacca per inserire Krstovic, e l’Atalanta rigenerata trova immediatamente il gol del vantaggio. Al 47′ (2′ del secondo tempo), dopo un’azione tambureggiante avviata da De Ketelaere e un duro contrasto in area tra Mancini e Samardzic, la palla finisce sul destro chirurgico di Ederson, che insacca gelando il sangue all’Olimpico.
La Roma, trafitta nel momento migliore, non si è disunita. Spinta dal calore della sua Curva, ha reagito con una veemenza impressionante, assaltando il fortino nerazzurro. Ma la sfortuna sembrava essersi accanita sui giallorossi: prima Carnesecchi si supera ancora su Koné, poi il neo-entrato Castro colpisce clamorosamente il palo esterno al 20′ e, poco dopo, va a scheggiare addirittura la traversa con un siluro micidiale su sponda di Molina (entrato al posto di Lulli).

Minuto 90 e 93: il Miracolo si tinge di Giallorosso

Quando il cronometro stava inesorabilmente esaurendo i suoi granelli di sabbia e la sconfitta sembrava scritta, il cuore pulsante della Roma ha fatto il miracolo, facendo crollare il muro costruito da Sarri. Allo scoccare esatto del 90′ minuto, il difensore spagnolo Hermoso si erge imperioso nell’area di rigore avversaria, incornando di testa un cross perfetto di Wesley e battendo l’incolpevole Carnesecchi. È l’1-1. L’Olimpico diventa una bolgia, ma il pareggio non basta.
Al 93′ minuto, all’ultimo respiro prima dei titoli di coda, ecco il capolavoro assoluto: l’argentino Matias Soulé riceve palla in area, fissa il bersaglio e lascia partire un sinistro al veleno che si infila in rete, scatenando il panico di gioia sugli spalti e il delirio dei giocatori giallorossi in campo. Roma batte Atalanta 2-1 (nel parapiglia finale espulso Gaetano per proteste). Gasperini vince il durissimo derby personale col suo passato, Sarri esce con le ossa rotte e l’Olimpico sogna ad occhi aperti il tricolore.

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