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Annalisa Prato: È la quarta volta che vinco la Fausto Coppi

Il 28 giugno 2026 ha avuto luogo la Granfondo “La Fausto Coppi Generali”, Ciclismo su strada, 172 km; Dislivello (D+): 4.330 m; attraverso le Alpi, partendo da Cuneo.

L’evento proponeva anche la Mediofondo 111 km; Dislivello (D+): 2.510 m; e la Fauniera Classic 101 km; Dislivello (D+): 2.187 m.

Un’edizione internazionale con partecipanti da 33 nazioni: Francia, con il maggior numero di iscritti stranieri, Paesi Bassi, Germania, Belgio e Danimarca.

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Annalisa Prato

Redazione- Il 28 giugno 2026 ha avuto luogo la Granfondo “La Fausto Coppi Generali”, Ciclismo su strada, 172 km; Dislivello (D+): 4.330 m; attraverso le Alpi, partendo da Cuneo.

L’evento proponeva anche la Mediofondo 111 km; Dislivello (D+): 2.510 m; e la Fauniera Classic 101 km; Dislivello (D+): 2.187 m.

Un’edizione internazionale con partecipanti da 33 nazioni: Francia, con il maggior numero di iscritti stranieri, Paesi Bassi, Germania, Belgio e Danimarca.

L’edizione 2026 è stata caratterizzata dal gemellaggio con la Danimarca che ha partecipato con una delegazione di 23 ciclisti e rappresentata dall’ambasciatore Peter Taksøe-Jensen.

Tra i protagonisti anche l’ex professionista Fabio Aru, al via con il numero uno, e gli olimpionici delle Fiamme Gialle Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Michele Malfatti, Pietro Sighel e Chiara Betti. Presente inoltre Stefania Belmondo.

Tra le donne ha vinto Annalisa Prato (OM.CC.) in 6h22’33”, bissando la vittoria dell’anno scorso e precedendo Sarah Palfrader 6h49’53” e Axel Van Rossum (BEL) 7h09’50”.

Il vincitore assoluto è stato Federico Borella (OM.CC.) 5h38’05”, precedendo Giacomo Giordano 5h45’42” e Marco Arnaudo 5h53’29.

I vincitori della mediofondo sono stati Massimiliano Barbero Piantino 3h39’59” e Anna Ceoloni 4h11’14”, anche loro della OM.CC.

Numerosi anche gli appuntamenti collaterali: La Fausto de Tierra dedicata al gravel, la Run the Night, gli eventi per bambini, la Mangia&Pedala, il convegno “Sustainability and Green Transition”, e le iniziative dedicate alla salute, al turismo e alla mobilità sostenibile.

https://www.endu.net/it/events/fausto-coppi/

Di seguito approfondiamo l’esperienza di Annalisa Prato attraverso risposte ad alcune mie domande.

Complimenti per la vittoria alla Fausto Coppi, cosa significa per te?

Vincere la Fausto Coppi per me non significa vincere una semplice gara, significa vincere ‘La gara’, quella che tutti i cuneesi attendono impazientemente, quella per cui tantissime persone mi chiedono di essere preparati e allenati. Arrivare a braccia alzate nella mia Cuneo, davanti alla mia gente, percorrendo le mie strade, per me è un’emozione indescrivibile. è la quarta volta che vinco la Fausto Coppi, ma ogni volta è come se fosse la prima.

 

Una bellissima vittoria in casa da tante soddisfazioni e tantissime emozioni che compensa ogni fatica, ogni rinuncia ogni sacrificio per gli allenamenti duri e difficili.

Si aspetta un anno per correre una gara ritenuta importantissima e quando arriva il giorno si cerca di fare del proprio meglio e se si vince è una grande conferma del lavoro svolto fisico e mentale e vincerla 4 volte è una grandissima iniezione di autoefficacia e voglia di continuare a faticare spingendo sempre di più e cercando di andare oltre.

Annalisa ha vinto due volte la mediofondo Fausto Coppi, nel 2018 e 2019 e 2 volte la granfondo 2025 e 2026.

Nel 2018 Annalisa ha vinto la mediofondo della ‘Fausto Coppi” in 3h57’48” precedendo Elisa Parracone 4h03’31” e Monica Bonfanti 4h03’36”.

Nel 2019 Annalisa ha bissato la vittoria nella mediofondo della ‘Fausto Coppi” in 3h57’57”, precedendo Samantha Arnaudo 4h08’32” e Olga Cappiello 4h10’13”.

L’anno scorso, domenica 29 giugno 2025 Annalisa Prato ha vinto in 6h20’24” la 36^ edizione della Granfondo Internazionale “La Fausto Coppi Generali 172km”, precedendo Iride Bertone 6h50’06” e Mara Oprandi 6h53’52”. Il vincitore assoluto è stato Matteo Raimondi 5h37’56” precedendo il francese Stéphane Cognet 5h37’51” e il belga Frédéric Glorieux 5h47’28”.

Qual è stata la parte più difficile?

Il colle d’Esischie perché sono andata in crisi a causa della disidratazione.

 

Una granfondo è una lunghissima gara di bici su strada che prevede più ore di gara attraversando tratti molto sfidanti soprattutto quelli in salita dove bisogna essere allenati dal punto di vista fisico, mentale e nutrizionale ma l’esperienza e la preparazione adeguata aiuta a risolvere ogni criticità, ogni situazione avversa, là dove non arriva il fisico ci pensa la mente a risolvere ogni situazione e a focalizzarsi nell’obiettivo atteso da un anno.

Hai temuto qualche atleta?

Non conoscevo le mie avversarie, a parte la seconda classificata che è una mia atleta. Per il resto non sapevo chi temere, per questo ho cercato di tenere fin da subito la testa della corsa. Durante la gara poi non ho mai saputo i distacchi quindi ho continuato a spingere come se fossero subito dietro.

 

Ognuno fa la sua gara concentrandosi su se stesso ma non perdendo di vista eventuali avversari da controllare, Annalisa sa come impostare le gare per le esperienze di tante gare di granfondo, tante vinte e con le competenze di allenatrice di altri atleti che a volte competono con lei stessa trasmettendole la voglia di continuare a spingere fino alla fine cercando sempre di far bene, alla ricerca di una prestazione eccellente o di un podio.

Cosa dicono familiari e amici di questa vittoria?

Sicuramente sono contenti, sanno quanto tempo e quante energie io dedichi agli allenamenti e sanno il valore che questa gara ha per me, anche se i miei veri amici ci sono nel bene e nel male e che io vinca o perda so che non farebbe grossa differenza nel nostro rapporto.

 

Gareggiare in casa permette di attingere tanta forza da chi fa il tifo tra i familiari e gli amici presente realmente o virtualmente che capiscono gli impegni costanti in allenamento e sostengono l’atleta con parole e sguardi prima, durante e dopo la gara.

Prossimi obiettivi?

Parteciperò alla ‘Etape du tour’ il 19 luglio, una granfondo molto importante e dura in Francia.

 

Domenica 19 luglio 2026 avrà luogo l’Étape du Tour de France: 170 km, 5.400 m di dislivello e 4 salite leggendarie del Tour de France: Col de la Croix de Fer, del Col du Télégraphe, del Col du Galibier e del Col de Sarenne.

Un messaggio per avvicinare le persone alle Granfondo?

Le granfondo non sono solo competizione contro l’altro, ma sono l’occasione per superare sé stessi e i propri limiti. Sono altresì l’occasione di conoscere nuove persone con la medesima passione e di vedere nuovi posti e strade. Mettetevi alla prova e siate curiosi di scoprire il mondo! Il vostro corpo vi stupirà di ciò che è capace e il mondo ha infiniti posti da scoprire!

 

La granfondo è come un treno che porta in giro per paesi e nazioni alla ricerca di se stessi e degli altri per mettersi in gioco, sfidare se stessi e gli altri, fare esperienza, cercare di fare del proprio meglio approfondendo sempre più la conoscenza di se stessi.

Cosa c’è dietro una vittoria?

Dietro una vittoria ci sono passione, dedizione, costanza e perseveranza, prima di tutto. Oltre a questo, ci sono però moltissime persone, nel mio caso la mia famiglia che mi sostiene sempre, mio papà in particolare, e i miei amici e compagni di pedalate, con i quali la fatica si dimezza e la voglia di pedalare raddoppia.

 

Dietro la vittoria c’è tanta passione, impegno, motivazione e tanta condivisione con altri amici che permettono di faticare insieme assaporando la gioia dell’unione.

Come hai vissuto il pre-gara, la gara e il post gara?

Il pre-Coppi negli ultimi anni è sempre il solito: una pedalata tranquilla in compagnia del mio team, pranzo e merenda con il mio porta-fortuna yogurt con crema lotus e poi serata e cena con i miei amici Iride e Aldo. Quest’anno ho poi avuto anche la fortuna di assistere all’arrivo del campionato italiano uomini.

Durante la gara ho sofferto parecchio: mi sono disidratata e le gambe hanno ceduto, ma la mia testa per fortuna no, ho cercato di pensare all’Esischie un pezzetto per volta e ho cercato di rimanere sempre lucida e calma. Nel finale mi sono tornate le forze e mi sono potuta godere a pieno l’arrivo in Piazza Galimberti.

Il post gara è stato davvero speciale perché noi del team OMCC siamo riusciti a vincere sia sul percorso medio che sul lungo, sia in campo femminile che maschile, pertanto abbiamo festeggiato tutti assieme! Prima sono andata con mio papà a mangiare assieme pranzo e poi sono andata con il mio team a cena e abbiamo condiviso una bella serata tutti assieme. Sono una persona semplice e per me il regalo più bello è la possibilità di passare del tempo di qualità in compagnia delle persone a cui voglio bene.

 

Una gara è anche un bellissimo viaggio e una bellissima esperienza in compagnia senza troppo stress ma con tanta consapevolezza, focalizzazione e fiducia in sè. Importante accogliere ogni situazione anche avversa e capire come fare per risolverla, affrontarla, superarla con pazienza e fiducia, con la consapevolezza che tutto passa e tutto torna, passano le crisi e tornano le energie necessarie e indispensabili per spingere fino alla fine.

 

Alimentazione prima, durante, dopo questa gara?

Sono seguita dalla mia migliore amica nonché nutrizionista e mia collaboratrice professionale Samantha Arnaudo. Nel giorno pre-gara aumento la quota di carboidrati semplici, riduco quella di grassi e proteine e limito le fibre; questo mi fa arrivare al via leggera, ma con le scorte di glicogeno piene.

Durante la gara ho assunto circa 70 g/h di carboidrati grazie ai prodotti fornitimi da Cetilar e 2.5 L di acqua (6h22′ di gara). Ho avuto alcune difficoltà digestive a causa della disidratazione.

Dopo la gara l’alimentazione è libera: mangio ciò che mi va e mi piace, in particolare subito dopo la gara ho preso una bustina di recovery pro di Cetilar e delle ciliegie (che mi ha regalato Aldo). Dopo le premiazioni sono andata a mangiare con mio papà uno yogurt frozen gigante con tanta crema lotus (la mia preferita) e tutto quello che mi andava. A cena sono andata in pizzeria e anche in questo caso ho ordinato i piatti che più mi andavano, senza limitazioni né vincoli: bisogna saper mangiare, ma anche sapersi concedere dei momenti di ‘stacco’ è fondamentale per poter sostenere il piano alimentare a lungo termine. La mia nutrizionista in questo è sempre molto chiara e aperta: se mangi bene d’abitudine, non sarà di certo un pasto a compromettere tutto il resto.

 

L’allenamento nutrizionale è altrettanto importante quanto quello fisico e quello mentale, soprattutto in una granfondo considerata una gara di endurance per la durata di qualche ora.

Ti aspettavi di vincerla ancora?

Non me lo aspettavo, ma ci speravo, questo sì. Quando mi presento al via non mi aspetto mai di vincere, ma ci spero sempre.

 

Ci si presenta sempre in partenza con la consapevolezza di ciò che si vale, dei grandissimi e faticosi lavori fatti a casa e con la consapevolezza di vivere l’esperienza appieno e se si vince tanto meglio.

A chi la dedichi?

La dedica va a mia mamma che è venuta a vedere il mio arrivo nonostante sia momentaneamente in carrozzina a causa di un infortunio (in bici).

 

Una bella e resiliente dedica da una figlia vincitrice a una mamma al momento ai box per infortunio con la speranza di rialzarsi al più presto per continuare a pedalare.

Cosa diresti ad Annalisa di 10 anni fa?

Puoi arrivare molto oltre quello che immagini: credi in te stessa e credi nel processo, il lavoro paga sempre. Vorrei dirle di vivere tutto con più leggerezza e serenità perché troppe volte non è stato così, ma non ne vale la pena. La vita è una sola e va vissuta al 100% facendo ciò che amiamo e ciò che ci fa star bene senza preoccuparci troppo di cosa pensano gli altri di noi.

 

Se ci voltiamo indietro possiamo notare da dove siamo partiti e come siamo partiti, il grandissimo percorso fatto finora volendoci bene e apprezzando ciò che siamo riusciti a fare da soli e con l’aiuto di altri, nonostante tanti impedimenti e momenti critici.

Come ti vedi tra 10 anni?

Tra 10 anni mi vedo sempre nel mondo dello sport, ma sicuramente con una prospettiva differente: sarò da guida a chi vorrà seguire un percorso simile al mio e spero di poter diventare una guida importante per molte giovani che vogliono vivere lo sport agonistico con il massimo impegno, ma anche il massimo rispetto per sé stesse. Sarò più coach che ciclista, ma sicuramente lo sport farà sempre parte della mia vita!

 

Lo sport una grande palestra di vita sempre, sia da atleti, sia da coach, preparatori. È importante avere una progettualità, un piano B, obiettivi sfidanti ma non impossibili e crederci sempre.

https://ilsentieroalternativo.blogspot.com/2026/07/annalisa-prato-e-la-quarta-volta-che.html

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Sport

Franco Lipoli corre la 6 Ore di Roma 2026: La dedico al mio nipotino Leonardo

L’11 luglio 2026 alle ore 23.00 ha avuto inizio la 7^ edizione dell’ultramaratona “6 ore di Roma”, all’interno del parco archeologico Villa de Sanctis, organizzata dall’ASD Villa de Sanctis in collaborazione con il White Shoes Runners Club.

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Franco Lipoli

Redazione-  L’11 luglio 2026 alle ore 23.00 ha avuto inizio la 7^ edizione dell’ultramaratona “6 ore di Roma”, all’interno del parco archeologico Villa de Sanctis, organizzata dall’ASD Villa de Sanctis in collaborazione con il White Shoes Runners Club.

Il vincitore è stato Antonio Zaini (APD Ecologica ‘G’) SM35 totalizzando 78,283 km (in attesa di verifica) e precedendo Gabriele Reitano (Tiburtina Running Roma ASD) SM 74,133 km e Alessandro Massaro (Run and Smile ASD) SM40 72,133 km.

Tra le donne ha vinto Costanza Tortù (GSBRUN) SF 66,273 km. Precedendo Valentina Pascale (Runcard) SF35 62,282 km e Giulia Giambartolomei (ASD Piano Ma Arriviamo) SF 62,263 km.

Tra i partecipanti anche Franco Lipoli che ha totalizzato 43,305 km, classificandosi 119° assoluto su 193, 91° uomo su 142 e 9° SM60 su 13.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Franco Lipoli (ASD Villa De Sanctis) attraverso risposte ad alcune mie domande.

Complimenti per la 6h, soddisfatto?

Strafelice.

 

Trattasi di una gara molto impegnativa della durata di 6 ore con partenza alle 23,00 in un periodo estivo molto caldo e su un circuito sterrato di 1 km da percorrere tantissime volte.

A chi la dedichi?

La dedico al mio nipotino Leonardo, bimbo straordinario.

 

Da pochi giorni Franco ha avuto un nuovo nipote da suo nipote runner Gianluca ed è molto contento di correre pensando a questo nuovo nipote, sperando che diventi anche lui runner.

Ci sono stati momenti critici? Temevi qualcosa? Gli allenamenti più importanti?

Sicuramente è una gara molto dura, ma fortunatamente non ho avvertito problemi anche allenandomi pochissimo, e un’ernia inguinale comparsa pochi giorni dalla gara.

 

Trattasi di una gara molto dura per tante ore da trascorrere di notte correndo e camminando, con un clima molto caldo e soprattutto con un problema fisico pochi giorni prima della gara che poteva compromettere la gara e aggravare la condizione fisica.

Un consiglio per correre una 6h?

Un consiglio per questa gara, anche se non posso permettermi di dare consigli, affrontatela con allegria e come si dice: ‘a da passà a nottata’.

 

Anche se Franco non è un esperto ultramaratoneta, correrla è una grande esperienza e quindi possono essere utili i consigli di ogni partecipante di qualsiasi livello ed è vero che bisogna avere pazienza e fiducia che passi tutta la notte di gara, in attesa dell’alba a fine gara.

Prossimi obiettivi a breve, medio, lungo termine?

Prossimo obbiettivo maratona 2027, naturalmente Roma.

 

Franco ha corso la sua prima maratona a Roma il 19 marzo 2023 in 4h07’28”, l’anno successivo il 17 marzo 2024 ha corso di nuovo la maratona di Roma in 4h29’01” e la vuole correre ancora a Roma il prossimo anno.

Sogni realizzati, da realizzare, rimasti incompiuti?

Sogno da realizzare rifare il Gran Sasso, comunque felice dei miei risultati, anche se non eccezionali ma sicuramente ottenuti con tanta passione e allegria. Vengo chiamato Emil Zatopeck, la locomotiva umana😂😂.

 

Il 30 luglio 2023 Franco ha corso l’Ultramaratona del Gran Sasso 50km in 6h29’14”. Franco non è un uomo dei podi ma si diverte tantissimo negli allenamenti e in gara, un ottimo compagno di fatica.

Gli amici di Franco Lipoli lo chiamano Emil Zatopeck, la locomotiva umana, perché ha tanto coraggio e forza di volontà e non si tira mai indietro, non molla mai, vuol restare nel gruppo anche se ha poco allenamento.

Emil Zátopek (19 settembre 1922 – 22 novembre 2000) è stato un mezzofondista e maratoneta cecoslovacco. In carriera ha conquistato quattro medaglie d’oro e una d’argento ai Giochi olimpici. Zátopek fu anche il primo atleta a infrangere la barriera dei 29 minuti sui 10000 m piani (nel 1954); tre anni prima, nel 1951, era sceso sotto l’ora nei 20 km. Ai Giochi olimpici di Londra 1948, dove vinse i 10000 m (alla sua seconda gara su quella distanza) e arrivò secondo dietro al belga Gaston Reiff nei 5000 m piani.

Ottenne il primato mondiale anche nei 5000 m (1954), nei 20000 m (due volte nel 1951), nell’ora (due volte nel 1951), nei 25000 m (1952 e 1955) e nei 30000 m (1952).

La sua fama è legata principalmente alla straordinaria impresa realizzata ai Giochi olimpici del 1952 di Helsinki, durante i quali vinse tre medaglie d’oro nell’atletica leggera. Dopo aver primeggiato nei 5000 m e nei 10000 m piani, conquistò la terza medaglia nella maratona, gara in cui decise di competere all’ultimo minuto e che disputava per la prima volta in carriera. In ognuna di queste gare stabilì anche il record olimpico.

Due settimane prima dei Giochi olimpici del 1956, Zátopek venne operato per un’ernia, ciononostante gareggiò regolarmente finendo sesto. Zátopek era noto per ansimare pesantemente mentre correva, e come conseguenza venne soprannominato la locomotiva. (Quasi come il ciclista Learco Guerra “La locomotiva umana”).

Lo sport è come un treno dove c’è posto per tutti, ognuno con le proprie possibilità e modalità, in giro per parchi e città condividendo gioie e fatica.

Cosa e chi ti aiuta?

Vorrei ringraziare i miei moschettieri: Patrizio, Raffaele, Alessio, Ernesto e Vincenzo per la loro vicinanza e affetto ❤🏃‍♀️.

 

Franco è circondato da tanti amici corridori per allenarsi insieme soprattutto le domeniche con allenamenti lunghissimi di 20-25 chilometri in giro per Roma, partendo da Tor Tre Teste fino al centro di Roma con tappa fissa alla scalinata dell’Ara Coeli.

Come ti ha cambiato la corsa?

Naturalmente disputare una gara di 6 ore ti pone tante domande, però a me la corsa mi regala quella serenità che a volte nella vita quotidiana ti volta le spalle, e allora più si corre e più allontani questa mia nemica, e correre per 6 ore alla fine ti regala emozioni e gioie che, come d’incanto, cancellano la fatica❤🏃‍♂️❣.

 

Tanti pensano e dicono: ‘chi te lo fa fare’, ‘cosa ti spinge a correre tante ore, a fare tanti km’ ma è risaputo che lo sport e la corsa in particolare da tanto sollievo alle persone, fa scaricare di tensioni accumulate durante la vita quotidiane e quindi ben venga la fatica che fa star bene, con gli amici, anche in allegria, momenti spensierati di sport condiviso.

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Sport

Padel Excape a Salerno, all’Otb Club lo sport unisce tornei Open e mille screening gratuiti

🚨 SPORT E SALUTE A SALERNO: ARRIVA IL PADEL EXCAPE ALL’OTB CLUB! Dal 20 al 26 luglio 2026, la grande estate salernitana ospita un format straordinario a ingresso gratuito che unisce i grandi tornei agonistici alla prevenzione medica. In campo circa 200 atleti per 5 tornei ufficiali, compreso un prestigioso FITP OPEN. Accanto ai campi prenderà vita il “Villaggio della Salute” dell’ASL Salerno, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 21, dove medici e specialisti offriranno fino a 1.000 screening e visite gratuite per la cittadinanza grazie alla rete di Universo Humanitas, Aido e Anlaids. Nel tardo pomeriggio spazio a musica con DJ set e food experience. Lo sport che fa del bene alla comunità. Il programma completo 👇#padelcapesalerno | #otbpadelclub | #torneofitp | #aslsalerno | #prevenzionegratuita | #universohumanitas | #salernocronaca | #sportesolidarietà | #pagineutili

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Assessore Memoli - Dott Grandinetti - Eleo Nuccorini (2082 x 2703)

I cinque tornei Fitp con i giocatori professionisti ed il supporto dell’Asl di Salerno

Salerno – Un imponente, accurato e quanto mai felice percorso di promozione delle discipline sportive e valorizzazione dei protocolli di medicina preventiva nel Mezzogiorno, incentrato sulle riforme dei palinsesti dell’intrattenimento agonistico e sulla necessità impellente di connettere i grandi eventi sportivi ai circuiti della solidarietà e dell’assistenza sanitaria della penisola per favorire il benessere dei corpi sociali, si appresta a animare il capoluogo salernitano. I campi dell’Otb Padel Club si trasformeranno nel cuore pulsante di Padel Excape Salerno, un format innovativo in programma da lunedì venti a domenica ventisei luglio. La rassegna estiva, interamente ideata e coordinata sul campo dall’event director Eleo Nuccorini, poggia le proprie basi strategiche su una visione aperta della pratica atletica, concepita per superare i confini del semplice torneo e trasformare i circoli sportivi in avamposti di tutela della salute pubblica per deliziare i cittadini.

La manifestazione civile ha registrato un ampio e condiviso schieramento istituzionale, ottenendo il patrocinio formale del Consiglio Regionale della Campania, della Provincia di Salerno e del Comune, affiancati dal supporto logistico e scientifico assicurato dai manager della locale azienda sanitaria per l’accesso dei consumatori mobili.

Il Villaggio della Salute in piazza con i laboratori diagnostici di Universo Humanitas

I numeri dell’organizzazione delineano un appuntamento di assoluto rilievo per la Campania, prevedendo l’afflusso di circa duecento atleti e lo svolgimento di cinque competizioni strutturate per livelli di gioco. La sessione clou risulterà rappresentata dal torneo principale Fitp Open, riservato ai giocatori professionisti nazionali ed associato a un montepremi di grande interesse commerciale, affiancato da due tornei Tpra Entry Level per i debuttanti e da due tabelloni Expert Level per i tesserati amatoriali evoluti. Accanto alle gabbie di gioco prenderà vita il Villaggio della Salute, uno spazio operativo aperto quotidianamente dalle ore nove alle ventuno, all’interno del quale medici specialisti ed infermieri gestiranno ambulatori mobili e laboratori diagnostici per eseguire fino a mille screening gratuiti.

Le attività assistenziali si focalizzeranno sul contrasto alle patologie oncologiche e infettive della provincia, operando grazie alla convergenza paritetica attivata con i volontari di Universo Humanitas, dell’Anlaids, dell’Aido, di Salute Donna e dell’Ordine Templare, uniti per favorire la prevenzione dei tumori tra i nuclei familiari.

Il sostegno economico della Fondazione Giona ed i dj set serali nel distretto balneare

Il fondatore della kermesse Eleo Nuccorini ha spiegato che il padel costituisce il pretesto ideale per aggregare la cittadinanza attiva attorno ai temi della responsabilità sociale, portando i controlli medici fuori dai contesti clinici tradizionali per renderli accessibili all’interno di un ambiente festoso e dinamico. La programmazione pomeridiana e serale completerà l’offerta ricettiva inserendo nel palinsesto dj set musicali, aree per la ristorazione enogastronomica a chilometro zero e cerimonie di premiazione volte a incrementare la competitività delle imprese partner. La macchina organizzativa ha registrato lo schieramento e la cooperazione delle fondazioni storiche del territorio, tra cui la Fondazione Comunità Salernitane, la Fondazione Giona e la Fondazione Polichetti, unite per sostenere le spese di gestione in totale sicurezza contrattuale.

Il coinvolgimento dei delegati di Legambiente Campania e dei consorzi di Agrocepi garantisce il rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale ed ecologica all’interno del club, promuovendo il decoro urbano ed offrendo risposte veloci alle riforme del welfare territoriale richieste dai consumatori della provincia meridionale.

I calendari delle rassegne agonistiche in Campania ed i collegamenti con i siti delle Autonomie

Il consolidamento di queste manifestazioni integrate rappresenta un pilastro strategico fondamentale per incrementare l’attrazione dei flussi turistici e sollevare l’indice di vivibilità del distretto salernitano, dimostrando l’efficienza dei corpi intermedi e delle associazioni civiche della nazione. Per verificare i calendari dettagliati delle batterie di qualificazione, consultare le tabelle orarie delle visite specialistiche o esaminare l’elenco dei marchi d’impresa e degli sponsor ufficiali come Otofarma e PubliPeas, i cittadini e gli sportivi possono collegarsi direttamente al portale informatico del Comune di Salerno per esaminare i documenti e le bacheche istituzionali ufficiali dello Stato.

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Sport

Alessio Ursitti: una mente serena aiuta il corpo a correre forte

Il mio valore dipende da tante altre cose e non solo dalla corsa

Per star bene e per far bene sarebbe opportuno che il corpo e la mente siano ottimi alleati in modo che ognuno lavora per l’altro e insieme riescono a fare grandi cose.

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Alessio Ursitti

Il mio valore dipende da tante altre cose e non solo dalla corsa

Redazione- Per star bene e per far bene sarebbe opportuno che il corpo e la mente siano ottimi alleati in modo che ognuno lavora per l’altro e insieme riescono a fare grandi cose.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Alessio (ASD Go Running) attraverso risposte ad alcune mie domande.

Qual è stato il tuo percorso sportivo? Il mio percorso sportivo parte da molto basso, ho iniziato a correre nel 2019 con grande costanza, all’età di 21 anni. Sono sempre stato nel mondo dello sport, ma la corsa la usavo perlopiù in estate quando i corsi sportivi chiudevano. Ho praticato karate, nuoto e pallone, spesso anche insieme, poi nel 2019 mi sono dedicato completamente alla corsa per il benessere psicofisico, iniziando a gareggiare solo nel 2021.

 

La corsa risulta essere la base di ogni sport e anche un’ottima opportunità per scaricare tensione, svagarsi, riflettere, tenersi in forma. Poi può succedere che nasca la voglia di far meglio, di sfidare se stesso e altri, e allora ci si mette in gioco in allenamenti e gara.

Quali competenze e caratteristiche possiedi come atleta?

Se parliamo di competenze sono un ‘atleta’ che punta molto sulla costanza e il recupero, dormo tanto, mangio bene e faccio tanta prevenzione in palestra. Punto su tanto volume e poca qualità, questo mi permette di fare piccolissimi miglioramenti mese dopo mese, ma almeno rimango sempre sul pezzo senza infortuni. Alla base c’è un corpo forte per sostenere gli allenamenti, la mia caratteristica principale è il riuscire a esaltarmi tantissimo in gara, facendo ritmi impensabili in allenamento, escono bene perché riesco ad avere il giusto livello di ansia, né troppa e né troppa poca, e sopporto bene la fatica, per il resto non ho particolari doti.

 

Quando si inizia a correre si può notare che si migliora giorno dopo giorno, senza tanti accorgimenti e lavori specifici, basta continuare a correre e si riesce a correre per più tempo e sempre più veloci, basta correre.

Non si conosce il talento di una persona e non si sa fino a dove si può arrivare come crono.

Poi sarebbe opportuno fare lavori di qualità per continuare a migliorare e possibilmente affidarsi a un allenatore, e mano mano che si migliora si possono curare sempre più dettagli, dall’abbigliamento tecnico, l’alimentazione adeguata, integratori, allenamento mentale senza trascurare il recupero opportuno e indispensabile.

 

Pensi che uno psicologo sia utile nel tuo sport? In quali aspetti e fasi?

Sì tantissimo, penso che uno psicologo sia fondamentale negli sportivi anche negli amatori, vedo spesso che molte persone perdono anni potenzialmente buoni della loro carriera sportiva perché non riescono a gestire emozioni o problemi. Da quello che ho visto molti usano la corsa come soluzione ai propri problemi di vita, mentre deve essere il contrario, quando hai una buona vita e un ottimo controllo dei pensieri ed emozioni che siano anche negativi allora la corsa o lo sport ne risente in positivo,. Personalmente quando ho capito che il mio valore non dipendeva dai risultati della corsa, i risultati della corsa poi sono migliorati tantissimo, penso che lo psicologo serva ancora di più in preparazioni di gare che per l’atleta risultano importanti, come per esempio una maratona che si aspetta da tanto tempo.

L’evento sportivo in cui hai vissuto le emozioni più gratificanti?

L’evento in cui ho sentito più emozioni di tutti é stato quando ho corso la mezza maratona di Roma insieme a Giulia Cappelli, una grandissima atleta che raggiungerà grandi traguardi, abbiamo ricevuto tantissimo tifo, in più correre a Roma in una mezza così bella… mammamia sensazioni uniche, vedere da vicino un fenomeno così.

 

Il 19 ottobre 2025 Alessio ha corso la Rome Half Marathon 21,097 km insieme alla fortissima sua amica di squadra Giulia Cappelli che si è classificata 3^ italiana con il crono di 1h19’02.

La cosa che sorprende positivamente è che Alessio è un fortissimo atleta ma per lui non conta la performance ma le persone che gli stanno vicine. Preferisce fare una gara accanto a una persona che conosce piuttosto che pensare di fare una prestazione eccellente.

Alessio ricorda con tanto piacere più una gara con un’amica che una gara vinta come la prima edizione della Perugia Jazz Half Marathon in 1h16’00” precedendo Nicola Pirilli 1h16’49” e Nicola Bianco 1h19’02”.

Qual è stata la tua situazione sportiva più difficile?

La situazione sportiva più difficile… l’ho vissuta nel 2024, avvertivo parecchi dolori e nonostante le visite risultava che non avevo nulla, all’epoca avevo dei problemi con me stesso e li somatizzavo molto nella corsa, la soluzione é stata lavorare tanto su me stesso, e potenziare bene il fisico in palestra, e sopratutto lasciare andare ogni aspettativa su me stesso e vivere ogni gara e allenamento come un dono, da lì ho ottenuto bellissimi risultati personali.

Cosa c’è oltre lo sport?

Oltre lo sport c’è tantissimo, una cosa che penso é che nonostante per gli amatori evoluti prenda molto delle proprie energie fisiche e mentali per me è importante ritornare a fare cose che ci piacevano, quelle vecchie passioni che spesso facevamo prima di dedicare anima e corpo alla corsa (e lavoro ordinario), per me la corsa è gioco, attività fisica, meditazione e a volte sport, aldilà di questo sono un ragazzo che piace costruire legami profondi con la famiglia e gli amici più stretti, sono appassionato della cultura sia italiana che estera, mi piace leggere, guardare film, mi piace anche esplorare la parte più spirituale di noi, infine conto di evolvere sempre di più il mio lavoro per poter investire in viaggi e altre tante esperienze.

 

In effetti la pratica di uno sport è un dono che riceviamo ogni giorno, non è tutto scontato, bisogna stare bene in salute fisica e mentale per poter praticare sport con motivazione, passione, grinta, fiducia, consapevolezza, resilienza, osando ma senza strafare, se i risultati vengono li accogliamo, li accettiamo, siamo soddisfatti, altrimenti va bene uguale, possiamo cercare di migliorare senza stress, restando sempre con i piedi per terra e considerando anche altro oltre allo sport che ci aiuta a star meglio, a migliorare, senza ossessione.

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte e infortuni?

Ho superato il mio periodo di crisi prima con un programma studiato di potenziamento, sono laureato in scienze motorie e ho studiato in particolare la forza e il condizionamento per gli atleti e l’ho applicato su di me, inoltre quel periodo che avvertivo dolori, su consiglio di mia madre, ogni tanto facevo corse con la musica per distrarmi da eventuali fastidi immaginari, tutto questo unito al lavoro interiore sulla mia persona, riuscendo a capire che il mio valore dipende da tante altre cose e non solo dalla corsa.

 

A tutto c’è un rimedio, una soluzione, bisogna solamente applicarsi, organizzarsi, chiedere, cercando di star sempre meglio, fare sempre meglio.

Lo sport risulta essere un grande alleato per la persona per farla diventare migliore insieme ad altri aspetti altrettanto importanti quali famiglia, lavoro, relazioni, studio e altre passioni personali.

Cosa hai scoperto di te praticando sport? Praticando sport ho capito che il mio fisico è più forte di quanto possa pensare, e sopratutto in grado di fare cose straordinarie, e che tutto quello di cui ho bisogno per stare bene a livello fisico é già tutto dentro di me, difatti sono del idea che la cura alle malattie moderne sia il movimento e la forza funzionale, perché il dolore non va spento ma va accolto ascoltato e gestito.

 

In effetti, non si butta niente, si accettano e si accolgono esperienze positive e anche quelle negative, tutto serve, si accolgono podi, vittorie, personal best così come sconfitte, infortuni, dolori, tutto serve a conoscerci meglio e a far meglio lavorando sulle criticità.

Prossimi obiettivi a breve, medio, lungo termine?

Se parliamo di obiettivi a breve termine correrò la maratona di Assisi il 22 novembre, che è stata la mia prima maratona in assoluto, ho un legame speciale con quel posto, e non vedo l’ora che arrivi quel momento, Spero di far bene, mi piacerebbe ritoccare anche poco il personale e perché no arrivare a podio, sarebbe davvero bellissimo. A medio termine invece vorrei scendere sotto i 32’ sui 10km che probabilmente correrò a maggio mentre a lungo termine, vorrei prendere sempre più confidenza con le lunghe distanze e creare gli adattamenti giusti per provare a correre anche ultramaratone, però non sono ossessionato come persona se questi risultati non dovessero arrivare o se il mio fisico mi farà capire che non é il caso di correre ultra… accetterò tutto quello che la vita ha pensato per me, mi lascio sorprendere.

Sogni realizzati, da realizzare, irrealizzati?

Allora sicuramente un sogno realizzato é stato correre una maratona sotto le 2h40’ e l’ho fatto a casa mia a Roma, sogni da realizzare riguarda il mio lavoro da personal trainer, voglio diventare un trainer affermato sulla forza per i runner, e aiutarli sugli infortuni perché con me ha fatto miracoli, già ho iniziato seguendo alcuni atleti e conto di crescere nei prossimi mesi e magari seguire qualche e magari seguire qualche atleta élite. Per i sogni irrealizzati a parte qualcuno molto personale penso che la vita se ci toglie qualche sogno é perché lo fa per il nostro bene, sono un ragazzo super aperto alla vita e se qualcosa non va come spero sono sicuro sarà così perché arriverà qualcosa di molto più grande.

 

Tanti obiettivi importanti e sfidanti, dai 10 km alle ultramaratone, vedendo cosa succede e sempre pronti a rimodulare ogni obiettivo.

Il 5 novembre 2023 Alessio ha corso la maratona di Assisi in 2h58’17” e ha continuato a migliorarsi fino a correre il 22 marzo 2026 la maratona di Roma in 2h35’37”.

Alessio vanta anche ottimi crono nei 10.000 metri, il 12 aprile 2026 ha corso la Run for Autism in 32’47”, migliorando di gara in gara.

Chi ti ispira?

Se c’é qualcuno che mi ispira… devo dirti che non ho modelli da seguire, ne ho tanti che ammiro, anzi io stesso penso di essere un runner un po’ particolare, non sono ossessionato e non ho una grande testa per gli allenamenti, spesso sbaglio gli allenamenti più veloci, ma non mi giudico per questo, la corsa non deve stressarmi anche se punto in alto.

Cosa e chi ti aiuta a migliorare il tuo benessere e le tue prestazioni?

Allora devo dire che ultimamente sono circondato da tantissimo affetto e da tante persone che credono in me, in primis voglio nominare queste persone che ormai da un anno mi accompagnano in questo percorso fatto di record: Andrea, Francesco, Giulia, Simone e Danilo, sono tutti atleti fortissimi e non mancano mai di farmi complimenti o incoraggiamenti e magari anche qualche corsa lenta insieme, anche se si lamentano perché vado troppo lento, ma a me piace iper rilassarmi durante i lenti, infine devo dire che i miei genitori si stanno appassionando sempre di più e ultimamente vengono a quasi tutte le gare! Questi legami mi aiutano a dare quel qualcosa in più durante gli allenamenti e le gare, il sostegno per me fa la differenza, aver incontrato queste persone fa di me quello che sono, se non facessero parte della mia vita, sono sicuro che sarei rimasto stagnato nei miei risultati del 2024.

Quali sono gli allenamenti più importanti?

Ok forse qualche allenatore super preparato avvertirà un mancamento, ma per me l’allenamento più importante sono le corse lente e la forza in palestra, con le corse lunghe lente aumenti la base aerobica e recuperi bene, spesso esco e faccio anche 16/18km a 5’10”, e la forza mi aiuta a costruire un corpo in grado di resistere a tutto, lavoro maniacalmente su quello, dai piedi fondamentali, persino fino al dorso importante per la postura, i lavori di velocità vengono dopo, mi è capitato a volte di non farli perché mi danno fastidio e mi stressano, non mi piace l’intensità, la tollero solo in gara, faccio tanto volume e dormo tanto, la mia é una strategia che punta sulla difensiva, non mi interessa il personale tra un mese, a me interessa che possa correre tutti i giorni e farlo a lungo, di base faccio tanta corsa lenta e due lavori a settimana mai al 100%, a volte solo 1.

 

A volte il lavoro migliore è quello che fa star bene mentalmente l’atleta, poi si può in futuro decidere se continuare a proprio modo o provare qualcosa di diverso, ma ognuno può scegliere cosa è meglio per lui in base alle proprie caratteristiche fisiche e mentali.

Cosa c’è dietro una vittoria o un Personal Best?

Eh domanda difficile, a volte mi sento un po’ un impostore a ottenere dei Personal Best facendo poco sforzo, ma credo che una mente serena aiuta il corpo a correre forte, a tollerare bene la fatica e andare sempre più in là, dietro a una mente serena però ci sono gli affetti di amici e familiari, ci deve essere accettazione di sé ma anche consapevolezza della propria forza, cura della propria persona e talento, infine sono dell’idea che i Personal Besti si raggiungano con pochissimo ma fatto nel tempo, a volte non serve un allenamento specifico serve semplicemente presentarsi in pista o in strada e dare quello che si ha in quel momento, però credo fortemente che devi amare il processo.

 

In effetti più si è sereni consapevoli e in pace con se stessi e più si anno energie fisiche e mentlai a disposizione da poter utilizzare in allenamento e soprattutto in gara.

Quando una maratona sotto le 2h30’?

Mi piacerebbe tentare il colpo già a febbraio 2027 a Siviglia, so che sarà abbastanza difficile e dovrò iniziare a mettere un po’ di tigna negli allenamenti, vediamo, vediamo anche se mi piacerebbe fare quel tempo in Italia e non farlo all’estero, voglio dare valore alle gare del nostro paese, però mi rendo conto che non sarà facile come tempo ma va benissimo così, magari ispirerò qualcun altro a farlo, ma se per sbaglio dovessi farlo penso proprio che a quel punto possano farlo davvero tutti.

Credo che Alessio sia sulla strada giusta per una prestazione eccellente in maratona sotto le 2h30’ anche in Italia, in quanto migliora gara dopo gara, forse anche senza volerlo e senza impegnarsi troppo e quindi tutto arriva senza troppo volerlo, forse è il talento, forse è la serenità, buon per lui.

 

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