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L’Abbazia di Farfa rinasce in tutta la sua bellezza millenaria: svelato il mega-restauro da 2,5 milioni. Il Vescovo: “È la casa della nostra fede”

l millenario gioiello del Lazio riapre le sue porte! Conclusi i titanici lavori di restauro all’Abbazia di Farfa (2,5 milioni di euro): il maestoso Giudizio Universale del 1500 e gli antichi soffitti a cassettoni tornano a splendere! ✨ ⛪ Ci sono luoghi sacri nella nostra Regione che tutto il mondo ci invidia, e l’Abbazia di Santa Maria di Farfa (nel cuore della Sabina) è sicuramente uno di questi. Da ieri questo luogo magico e millenario è tornato a mostrarsi in tutta la sua abbagliante e immortale bellezza! Con una cerimonia ricca di commozione (e una bellissima Messa presieduta dal Cardinale De Donatis) sono stati ufficialmente chiusi e inaugurati i lavori di un MAXI-RESTAURO durato mesi, finanziato con oltre 2,5 milioni di euro dai fondi del PNRR! Un cantiere titanico che ha fatto un vero e proprio miracolo: i maestri restauratori hanno ripulito dall’umidità e dal sale il gigantesco “Giudizio Universale” dipinto sulla facciata nel 1561, restituendogli dei colori e una forza drammatica da far venire i brividi. Messa in sicurezza anche la struttura, con tetti nuovi e impianti modernissimi per proteggere i rarissimi soffitti di legno. Toccanti le parole del Vescovo di Sabina-Poggio Mirteto, Mons. Ernesto Mandara: “Questa non è solo una galleria d’arte da preservare, ma è una Casa di Fede, di Preghiera e di Incontro! Un luogo capace di parlare al cuore di tutti, credenti e non credenti!”. Leggi tutti i meravigliosi dettagli storici del restauro nel nostro articolo completo, e preparati a organizzare una gita per visitarla! 👇 🕊️ Quanti di voi hanno visitato almeno una volta nella vita la magnifica Abbazia di Farfa e hanno pregato tra le sue mura millenarie? Siete d’accordo sul fatto che i soldi pubblici del PNRR siano stati spesi benissimo per proteggere e salvare questi patrimoni della nostra storia e della nostra Fede? Lasciate un cuore nei commenti e condividete questa bellissima notizia culturale con i vostri amici!

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Abbazia di Farfa

Fara in Sabina (RI) – Ci sono luoghi, nel cuore silenzioso della nostra Penisola, dove il tempo sembra essersi fermato e dove le pietre stesse riescono a sussurrare le preghiere di mille generazioni passate. L’Abbazia di Santa Maria di Farfa è senza ombra di dubbio uno di questi luoghi magici. Un gioiello inestimabile, uno dei più grandi e prestigiosi complessi monastici dell’intera tradizione europea, che da venerdì 4 settembre è tornato finalmente a splendere in tutta la sua originaria, abbagliante e millenaria bellezza.
Si è svolta infatti, in un clima di immensa commozione spirituale e grande orgoglio civico, la solenne cerimonia di inaugurazione dei titanici lavori di restauro della Basilica abbaziale. Un’opera monumentale di conservazione, tutela e valorizzazione, finanziata con ben 2 milioni e 550 mila euro provenienti dai preziosissimi fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e fortemente promossa dal Ministero della Cultura in stretta sinergia con il Ministero dell’Interno.

“Non solo arte, ma una casa di preghiera per tutti”

La memorabile giornata di riapertura è iniziata con la celebrazione della Santa Messa, presieduta da Sua Eminenza il Cardinale Angelo De Donatis (Penitenziere Maggiore) e concelebrata dal Commissario Pontificio Mons. Ignazio Sanna e dal Vescovo di Sabina-Poggio Mirteto, S.E. Mons. Ernesto Mandara.
Ed è stato proprio quest’ultimo a pronunciare le parole più toccanti e profonde della cerimonia, ricordando a tutti i presenti che l’Abbazia non è un semplice museo da ammirare in silenzio: «Restituire alla sua piena bellezza un luogo sacro come questo non significa soltanto preservare un patrimonio storico e artistico di straordinario valore, ma significa soprattutto custodire e rilanciare una vera e propria casa di fede, di preghiera e di ritrovo. Farfa è parte profonda della storia della nostra terra e continua, ancora oggi, a parlare al cuore di chi la visita, che sia credente o non credente. L’auspicio è che questo restauro ci aiuti a rinnovare il nostro antico legame con Dio».

Il Giudizio Universale liberato dall’umidità: un restauro titanico

I numeri e i dettagli di questo cantiere lasciano letteralmente senza fiato, perché l’intervento ha coinvolto contemporaneamente la struttura architettonica, gli apparati decorativi e perfino la complessa rete impiantistica. I visitatori oggi possono finalmente tornare ad alzare gli occhi al cielo per ammirare il clamoroso restauro del monumentale soffitto ligneo a cassettoni (risalente al 1494), protetto dagli attacchi dei tarli, e le superfici pittoriche della navata centrale.
Ma il vero, grande capolavoro salvato dall’oblio è il maestoso Giudizio Universale del 1561, dipinto sulla controfacciata da geniali maestranze fiamminghe. L’opera, gravemente deturpata dall’umidità e dalle aggressive efflorescenze saline del tempo, è stata “curata” e pulita millimetro per millimetro, riacquistando una profondità visiva, una leggibilità cromatica e una forza drammatica e narrativa che commuove fino alle lacrime. Meravigliosi anche i lavori strutturali, dal completo rifacimento dell’antica copertura fino all’installazione di delicati sistemi di illuminazione a basso impatto visivo.

Il miracolo di un cantiere “a porte aperte”

L’aspetto più incredibile (e umanamente ammirevole) di questa titanica impresa ingegneristica è stato il profondo rispetto per la vocazione spirituale della Basilica. Le enormi opere provvisionali, le piattaforme di lavoro e i ponteggi sono stati progettati in modo ingegnoso e non invasivo, consentendo così la miracolosa prosecuzione delle celebrazioni liturgiche e delle visite turistiche per tutta l’incessante durata dei lavori.
Un trionfo di collaborazione istituzionale celebrato pubblicamente da tutte le altissime cariche presenti al taglio del nastro (dal Prefetto di Rieti Pinuccia Niglio alla Sindaca Roberta Cuneo, passando per i vertici dei Ministeri, le Soprintendenze e le Forze dell’Ordine). Il restauro di Farfa ci insegna una lezione meravigliosa: quando lo Stato, la Chiesa e i cittadini lavorano uniti per un obiettivo comune, la storia dell’Italia torna a splendere più forte e immortale che mai.

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Poste Italiane, al via in Abruzzo il progetto «La Sicurezza ci sta a Cuore»: installati 21 defibrillatori salvavita collegati con il 118

Poste Italiane cardioprotetta in Abruzzo! Con il progetto «La Sicurezza ci sta a Cuore» arrivano 21 defibrillatori di ultima generazione con controllo remoto in 6 sedi strategiche tra Pescara, Chieti, L’Aquila, Teramo e Avezzano. Tutti i dispositivi saranno geolocalizzati e integrati nella rete del 118 a servizio della collettività. Coinvolti 45mila dipendenti nella formazione salvavita BLSD. Tutti i dettagli 👇

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Il defibrillatore installato nella Filiale provinciale di via Potenza a Pescara

Abruzzo – La tutela della salute, la prevenzione tempestiva nei luoghi di lavoro e la costruzione di una solida rete di cardioprotezione territoriale a beneficio dell’intera collettività compiono un passo in avanti decisivo nel cuore dell’Abruzzo. Poste Italiane ha avviato operativamente sul territorio regionale il grande piano nazionale denominato «La Sicurezza ci sta a Cuore», un’iniziativa su vasta scala con la quale l’azienda potenzia in modo strutturale le dotazioni di primo soccorso all’interno dei propri complessi produttivi, logistici e direzionali, contribuendo attivamente alla salvezza di vite umane in caso di arresto cardiaco improvviso.

L’intervento si caratterizza per una scelta di altissimo valore etico e sociale: l’installazione di questi dispositivi salvavita rappresenta un investimento interamente volontario da parte del Gruppo guidato dall’Amministratore Delegato Matteo Del Fante, non essendo prescritto da specifici obblighi di legge per gli uffici ordinari. In Abruzzo il progetto è già pienamente operativo con l’attivazione dei primi 21 defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) di ultimissima generazione con sistema di telediagnosi e controllo remoto, distribuiti capillarmente in sei nevralgiche sedi aziendali dislocate nei quattro capoluoghi di provincia e nella città di Avezzano.

Ventuno defibrillatori salvavita in Abruzzo: la mappa delle sedi da Pescara ad Avezzano

La distribuzione delle apparecchiature salvavita sul territorio regionale risponde a una mappatura rigorosa, pensata per coprire i nodi ad alta densità di lavoratori e con elevato afflusso quotidiano di pubblico. A guidare la presenza dei nuovi DAE è la provincia di Pescara, dove sono stati installati ben 9 defibrillatori suddivisi tra lo storico ufficio postale centrale di corso Vittorio Emanuele II, l’attigua sede della Filiale provinciale in via Potenza e il grande polo polifunzionale di via Alessandro Volta, che ospita il centro operativo, il centro di distribuzione della corrispondenza, la direzione del comparto recapito e il contact center aziendale.

Nel territorio provinciale di Chieti sono 4 i defibrillatori posizionati all’interno dell’articolato complesso di via Pescara, sede congiunta dell’ufficio postale, del centro di smistamento e della Filiale provinciale teatina. Nel capoluogo di regione, a L’Aquila, sono 3 i dispositivi attivati nel centro direzionale di Centi Colella, che raggruppa ufficio postale, centro logistico e direzione provinciale. Altri 3 apparati salvavita sono stati collocati ad Avezzano, all’interno dello strategico hub di via Cavalieri di Vittorio Veneto, mentre nella provincia di Teramo 2 defibrillatori presidiano costantemente il centro di distribuzione di Colle Atterrato. Una copertura a largo raggio che tutela centinaia di dipendenti e migliaia di cittadini che ogni giorno varcano le soglie delle strutture postali abruzzesi.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
SALUTE & PREVENZIONE

Manuale di Primo Soccorso – Croce Rossa Italiana

La guida ufficiale, chiara e indispensabile per imparare le manovre salvavita fondamentali, l’uso corretto del defibrillatore DAE e la gestione tempestiva delle emergenze cardiache.

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(oltre 2.400 recensioni)
Disponibile anche in versione audiolibro su Audible. Prova gratis Audible per 30 giorni cliccando qui.

Tecnologia intelligente e controllo remoto: come funzionano i DAE di ultima generazione

Tutti i defibrillatori installati all’interno delle strutture di Poste Italiane appartengono alle linee tecnologiche più avanzate disponibili sul mercato medicale. Collocati in teche segnalate da apposita cartellonistica internazionale, visibili e immediatamente raggiungibili anche nei momenti di concitazione, i dispositivi sono costantemente interconnessi tramite un sistema telematico di monitoraggio da remoto: una piattaforma centralizzata verifica 24 ore su 24 l’efficienza dei circuiti interni, la carica residua delle batterie e la data di scadenza delle piastre elettrodi, garantendo la totale e immediata operatività in qualsiasi istante.

In caso di emergenza per improvviso collasso cardiocircolatorio, il fattore tempo è la variabile determinante: le statistiche della cardiologia d’urgenza attestano che per ogni minuto trascorso senza defibrillazione le probabilità di sopravvivenza diminuiscono del 10%. I nuovi DAE operano in modalità interattiva e intelligente: una volta applicate le piastre sul torace della persona esanime, la macchina analizza in frazioni di secondo il tracciato elettrocardiografico in piena autonomia, stabilendo con certezza se il ritmo sia defibrillabile (fibrillazione ventricolare o tachicardia ventricolare senza polso). Solo in quel caso abilita la scarica, mentre una voce guida scandisce con chiarezza assoluta le istruzioni verbali al soccorritore, rendendo l’intervento intuitivo e totalmente privo di rischi anche per chi non possiede alcuna preparazione medica specialistica.

Integrazione con il 118 e maxi piano di formazione BLSD per 45mila dipendenti

L’iniziativa assume un risvolto di primario interesse per la sanità regionale: tutti i 21 defibrillatori attivati in Abruzzo verranno formalmente registrati e geolocalizzati presso le Centrali Operative del 118 competenti per territorio. In questo modo, le apparecchiature aziendali entrano a far parte a tutti gli effetti della rete pubblica di soccorso d’emergenza, trasformandosi in una risorsa preziosa attivabile dagli operatori del 118 anche in soccorso di passanti o residenti colti da malore nelle immediate vicinanze degli edifici postali.

Alla posa dei macchinari si affianca un colossale piano di formazione aziendale su scala nazionale, tra i più imponenti mai realizzati in Italia nel settore terziario. Il percorso didattico prevede il conseguimento della certificazione BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) per oltre 9.500 addetti alla gestione delle emergenze aziendali, addestrati sia all’uso pratico del defibrillatore sia all’esecuzione del massaggio cardiaco e delle manovre di disostruzione delle vie aeree. Al contempo, più di 35.000 lavoratori saranno coinvolti in sessioni informative e corsi di sensibilizzazione, portando a circa 45.000 il totale dei dipendenti del Gruppo formati a una cultura attiva della prevenzione sanitaria.

Un investimento volontario per la cultura della sicurezza sul lavoro

L’avvio del progetto in Abruzzo si inserisce in una strategia nazionale organica che prevede la collocazione di 800 defibrillatori all’interno di 242 grandi sedi aziendali su tutto il territorio italiano. Un investimento economico e organizzativo rilevante che dimostra la sensibilità sociale di Poste Italiane nel concepire i luoghi di lavoro come ecosistemi protetti, in cui il benessere e la salvaguardia dell’integrità fisica delle persone rappresentano un valore non negoziabile.

Attraverso la diffusione capillare di tecnologie salvavita, la formazione continua e il dialogo costante con il sistema sanitario d’emergenza, l’azienda ribadisce il proprio ruolo di pilastro sociale della nazione. La sicurezza non è un semplice adempimento formale, ma un patto di fiducia e responsabilità condivisa: «La Sicurezza ci sta a Cuore» dota l’Abruzzo di una corazza protettiva supplementare, ricordando a tutti che la prontezza di un gesto e la presenza di uno strumento adeguato possono fare la differenza tra una tragedia e una vita restituita al futuro.

A cura della Redazione Attualità e Salute di Cavaliere News

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Addio a Giustino Zulli, il cordoglio di ALI Abruzzo: l’omaggio dei sindaci all’uomo che ha dedicato la vita ai diritti dei lavoratori

Lutto nel mondo del lavoro e delle istituzioni in Abruzzo: scompare Giustino Zulli, storico sindacalista e difensore instancabile dei lavoratori. Il commosso cordoglio di ALI Abruzzo attraverso le parole del presidente Angelo Radica: «I sindaci lo ricordano con rispetto per la sua dedizione al servizio del lavoro. Il suo impegno rimarrà sempre un esempio per tutti noi». Il ricordo e il tributo della regione 👇

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Giustino Zulli

Abruzzo – Il mondo del lavoro, delle istituzioni locali e della rappresentanza civile abruzzese si stringe in un profondo e commosso abbraccio per la scomparsa di Giustino Zulli, figura storica e stimata dell’impegno sindacale, sociale e democratico della regione. Una perdita che lascia un vuoto incolmabile in quanti hanno condiviso con lui decenni di battaglie a tutela della dignità del lavoro, del salario equo e della giustizia sociale nei territori abruzzesi. A farsi interprete dell’unanime cordoglio della comunità regionale è l’associazione delle Autonomie Locali Italiane (ALI Abruzzo), che raggruppa i sindaci e gli amministratori comunali della regione, esprimendo un tributo solenne alla memoria di una personalità che ha fatto dell’altruismo civico e della difesa dei più deboli la propria irrinunciabile ragion d’essere.

Attraverso una nota ufficiale intrisa di commozione e deferenza, il presidente di ALI Abruzzo e sindaco di Tollo, Angelo Radica, ha voluto fissare il senso profondo dell’eredità umana e morale lasciata da Zulli: «Apprendiamo con dolore della scomparsa di Giustino Zulli. I sindaci di ALI Abruzzo esprimono sincero cordoglio e lo ricordano con immenso rispetto, per la sua instancabile dedizione al servizio e a beneficio dei diritti dei lavoratori. Il suo impegno rimarrà sempre un esempio per tutti noi e per le future generazioni di amministratori». Parole che condensano la stima trasversale di cui Giustino Zulli ha sempre goduto, capace di dialogare con rigore e lealtà con qualsiasi interlocutore istituzionale senza mai arretrare di un millimetro sui principi fondamentali della solidarietà e della tutela costituzionale del lavoro.

Il tributo di ALI Abruzzo e delle istituzioni: il ricordo del presidente Angelo Radica

Il messaggio diffuso da Angelo Radica a nome dei primi cittadini abruzzesi riflette il legame viscerale che ha unito Giustino Zulli al tessuto civico della regione. Non si trattava di un burocrate delle vertenze, ma di una sentinella del territorio capace di cogliere i bisogni inespressi dei lavoratori, ascoltando con pazienza infinita le paure delle famiglie di fronte alle crisi occupazionali, ai cambi d’appalto e alle ristrutturazioni aziendali. In ogni sala consiliare, in ogni prefettura o delegazione ministeriale in cui ha fatto sentire la propria voce calma ma perentoria, Zulli è stato sinonimo di serietà, competenza giuridico-sindacale e integrità morale assoluta.

I sindaci dell’Abruzzo ne ricordano in queste ore il garbo istituzionale e la capacità di costruire sintesi costruttive anche nei momenti di massima tensione sociale. Di fronte ai tavoli di crisi più complessi, Giustino Zulli sapeva indicare la rotta della mediazione responsabile, mettendo sempre al centro la salvaguardia del posto di lavoro come presidio di cittadinanza democratica e dignità personale. La sua scomparsa priva l’intera comunità abruzzese di un testimone autentico di quella stagione in cui il sindacato e la politica erano innanzitutto strumenti di emancipazione collettiva e servizio disinteressato alla comunità.

Una vita spesa per il lavoro: l’impegno sindacale, le vertenze e la vicinanza alle fasce deboli

Il percorso biografico di Giustino Zulli si intreccia a filo doppio con la storia economica e industriale dell’Abruzzo moderno. Dalle lotte operaie nei distretti manifatturieri della Val di Sangro e della costa chietina fino alle battaglie silenziose ma cruciali a fianco dei braccianti agricoli, dei lavoratori edili, degli addetti ai servizi di pulizia e delle maestranze del commercio: non vi è stato comparto produttivo che non abbia beneficiato della sua passione militante e della sua generosità operosa.

Zulli ha vissuto la tutela sindacale come un apostolato laico. Non amava i riflettori né la ribalta mediatica effimera: preferiva il contatto diretto nei picchetti all’alba davanti ai cancelli delle fabbriche, le assemblee affollate nei capannoni gelidi d’inverno, il confronto serrato e documentato con le associazioni datoriali. Chiunque si sia rivolto a lui ha trovato non solo un sindacalista competente e preparato sulle pieghe dei contratti collettivi nazionali, ma un uomo accogliente, capace di infondere coraggio e speranza anche quando le prospettive apparivano disperate.

Il legame indissolubile con gli enti locali e il valore della cooperazione territoriale

Uno dei meriti più insigni riconosciuti a Giustino Zulli risiede nella sua lungimirante visione del rapporto tra sindacato e autonomie locali. Zulli considerava i municipi e i sindaci come i primi, naturali alleati dei lavoratori. Era profondamente convinto che la desertificazione industriale e la perdita di tutele lavorative non fossero semplici contese private tra padroni e dipendenti, ma ferite mortali inferte all’intera tenuta demografica e sociale dei borghi e delle città abruzzesi.

Per questo motivo, la sua collaborazione con le amministrazioni comunali è stata costante, leale e improntata alla ricerca del bene comune. Questa intesa profonda con i territori spiega la commossa reazione di ALI Abruzzo, l’associazione guidata da Angelo Radica che raccoglie l’anima più progressista e riformista dei governi locali. I sindaci abruzzesi hanno sempre visto in Zulli un punto d’appoggio sicuro, un consigliere saggio capace di disinnescare la rabbia sociale e di incanalarla verso proposte progettuali concrete di rilancio produttivo e salvaguardia dell’occupazione.

L’eredità morale di Giustino Zulli: un faro per le sfide occupazionali di oggi e di domani

In un momento storico segnato da profonde incertezze, dalla frammentazione del mercato del lavoro, dall’incalzare della precarietà giovanile e dalle complesse transizioni ecologiche e digitali che mettono a dura prova il comparto manifatturiero abruzzese, la lezione umana di Giustino Zulli risuona con un’attualità disarmante. Il suo insegnamento dimostra che non può esserci vero sviluppo economico che prescinda dalla centralità e dalla sicurezza della persona che lavora.

L’Abruzzo intero perde uno dei suoi figli più nobili, laboriosi e generosi. Ma come ha sottolineato il presidente di ALI Abruzzo Angelo Radica, il suo esempio non andrà perduto: rimarrà scolpito nella memoria dei lavoratori, nei registri storici delle lotte per i diritti e nel cuore di tutti coloro che credono in una società più giusta, accogliente e solidale. Alla famiglia di Giustino Zulli e a tutti i suoi cari giungano le più sentite condoglianze da parte dell’intera comunità regionale.

A cura della Redazione Cronaca e Politica di Cavaliere News

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Maxi esercitazione di Protezione Civile a Spoltore: domenica 25 ottobre la simulazione sismica tra centro storico e frazioni con droni, cinofili e torri faro

Maxi esercitazione di Protezione Civile a Spoltore! Domenica 25 ottobre, dalle 13:00 alle 20:30, la città e le frazioni di Santa Teresa e Villa Santa Maria saranno teatro della simulazione sismica «Ricerca & Soccorso Spoltore 2026» con MODAVI, 118, unità cinofile, droni e torri faro. L’appello dell’assessore Burrani: «Niente allarmismi per sirene e lampeggianti, la viabilità resta regolare». Tutti i dettagli e il cronoprogramma 👇

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stefano burrani

Testare sul campo la prontezza operativa, la sinergia interforze e la rapidità d’intervento dell’intera macchina dei soccorsi di fronte agli scenari complessi e devastanti generati da un violento evento sismico. Con questo fondamentale obiettivo di prevenzione e sicurezza territoriale, la città di Spoltore, in provincia di Pescara, si appresta a vivere una giornata di straordinario impegno addestrativo. Domenica 25 ottobre 2026, a partire dalle ore 13.00 e fino alle 20.30, l’intero territorio comunale sarà il teatro a cielo aperto della maxi esercitazione di Protezione Civile denominata «Ricerca & Soccorso Spoltore 2026», ideata, promossa e coordinata dai volontari dell’Associazione Protezione Civile MODAVI Spoltore in stretta collaborazione con l’Amministrazione comunale.

La manovra vedrà il dispiegamento coordinato di un imponente dispositivo di risposta all’emergenza: accanto ai volontari del Gruppo di Coordinamento Modavi opereranno le squadre del Servizio Sanitario di Emergenza, i mezzi delle Associazioni di Pubblica Assistenza dotati di ambulanze di rianimazione e ambulanze da soccorso, nonché assetti specialistici ad altissima tecnologia e qualificazione. Tra questi spiccano le Unità Cinofile da Ricerca e Soccorso in superficie e macerie (UC) e i piloti abilitati di droni (UAS), equipaggiati con sensori termici e ottici per la ricognizione aerea rapida delle aree colpite da crolli simulati.

Il cronoprogramma della simulazione: dall’allarme al 112 al Posto Medico Avanzato in via Basilea

L’esercitazione seguirà una tabella di marcia serrata e rigorosamente scandita secondo i protocolli operativi della Protezione Civile nazionale. La simulazione prenderà il via ufficialmente alle ore 13.30, momento in cui scatterà la prima telefonata di allarme al Numero Unico di Emergenza europeo (NUE 112). La segnalazione della violenta scossa sismica metterà istantaneamente in moto la catena di comando istituzionale, determinando l’immediata attivazione della Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP) regionale e la contestuale convocazione e insediamento del Centro Operativo Comunale (C.O.C.) di Spoltore, coordinato dalle autorità cittadine e dai responsabili delle diverse funzioni di supporto.

Alle ore 14.30 le prime squadre operative convergeranno su via Basilea, individuata come area strategica per l’allestimento del Campo Base logistico. Qui verrà rapidamente montato e reso operativo un Posto Medico Avanzato (PMA), struttura campale provvista di tende pneumatiche, moduli di primo soccorso e apparecchiature elettromedicali necessarie per effettuare il triage dei feriti estratti dalle macerie, stabilizzare i pazienti con codici rossi e gialli e smistarli verso i presidi ospedalieri di riferimento della rete provinciale.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
SICUREZZA & PROTEZIONE CIVILE

Manuale di Protezione Civile – Gestione delle emergenze e soccorso tecnico

La guida fondamentale e operativa per volontari, soccorritori e cittadini: protocolli di emergenza, catena di comando, ricerca dispersi e gestione del rischio sismico sul territorio.

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Droni, unità cinofile ed evacuazione: le operazioni nel borgo storico e tra i vicoli

Dalle ore 15.00 l’azione si sposterà nel cuore del borgo antico di Spoltore, con epicentro operativo in Piazza D’Albenzio e ramificazioni nei vicoli e nelle scalinate storiche del centro. Questo scenario permetterà di testare le manovre di soccorso tecnico all’interno di un tessuto urbano medievale, caratterizzato da accessi angusti e potenziali crolli strutturali che impediscono il transito dei normali automezzi pesanti.

Entreranno in gioco a quel punto le ricognizioni aeree mediante i droni, che sorvoleranno i tetti e i vicoli per individuare dall’alto le vie di fuga sgombre e verificare la stabilità apparente degli edifici. Subito dopo toccherà ai conduttori delle Unità Cinofile inoltrarsi tra i caseggiati alla ricerca dei figuranti rimasti intrappolati sotto le macerie simulate: il fiuto dei cani da soccorso consentirà di localizzare con precisione millimetrica i dispersi, consentendo ai volontari e ai sanitari di procedere all’estricazione in sicurezza e al trasporto dei feriti su barelle spinali verso Piazza D’Albenzio per il successivo caricamento a bordo delle ambulanze.

Le frazioni di Santa Teresa e Villa Santa Maria: ricerca in area rurale e soccorso notturno con Torri Faro

L’esercitazione non resterà confinata al capoluogo ma coinvolgerà in modo esteso le principali frazioni spoltoresi, ricreando la complessità di una calamità che investe contemporaneamente aree urbane e comparti periferici. A partire dalle 17.30 le squadre di ricerca si trasferiranno nella popolosa frazione di Santa Teresa: qui lo scenario operativo sarà focalizzato sulla localizzazione di persone disperse in area rurale e campestre, simulando cittadini in stato di shock allontanatisi dalle proprie abitazioni lesionate dal terremoto e dispersi nella vegetazione.

Successivamente, le manovre raggiungeranno la frazione di Villa Santa Maria. Presso l’area di sosta adiacente al campetto sportivo verrà simulata una situazione di blackout totale della rete elettrica: per consentire la continuità delle operazioni di soccorso tecnico in condizioni di visibilità azzerata, i volontari del MODAVI installeranno e metteranno in funzione una potente Torre Faro carrellata con generatore autonomo, illuminando a giorno l’intera vallata. La conclusione formale delle manovre operative sul campo è prevista per le ore 20.00, quando tutti i referenti dei gruppi partecipanti si ritroveranno per il debriefing conclusivo, momento analitico essenziale per esaminare i tempi di risposta, verificare l’efficacia delle trasmissioni radio e correggere eventuali criticità procedurali.

Niente allarmismi, viabilità regolare e il messaggio rassicurante dell’assessore Stefano Burrani

In vista dello svolgimento di manovre così estese e visibili, l’Amministrazione comunale di Spoltore ha voluto lanciare un messaggio chiaro e distensivo alla popolazione. L’Assessore delegato alla Protezione Civile, Stefano Burrani, ha dichiarato ufficialmente: «Si invita la cittadinanza a vivere questa giornata con la massima serenità e consapevolezza civica. La presenza sul territorio di ambulanze a sirene spiegate, mezzi pesanti di soccorso in movimento, lampeggianti blu accesi, droni in volo a bassa quota e potenti torri faro illuminate rientra esclusivamente nella simulazione addestrativa e non deve in alcun modo generare allarme o preoccupazione tra i residenti».

L’organizzazione garantisce che l’esercitazione si svolgerà nel pieno rispetto dei più rigidi protocolli di sicurezza per l’incolumità pubblica: la viabilità ordinaria non subirà alcuna chiusura né limitazione al transito veicolare, a eccezione della sola riserva di suolo pubblico occupata temporaneamente dai mezzi operativi in Piazza D’Albenzio. Per qualsiasi richiesta di informazione preventiva o chiarimento tecnico, i cittadini possono contattare il responsabile Livio D’Orazio al recapito telefonico 340 548 0942 oppure inviare una comunicazione email a modavi@modavispoltore.it. Un grande momento di crescita collettiva che ricorda come la sicurezza di una comunità si costruisca giorno per giorno attraverso la prevenzione, la dedizione del volontariato e la cooperazione tra istituzioni e cittadini.

A cura della Redazione Cronaca e Territorio di Cavaliere News

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