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Adelia Lucattini apre “Leggo per legittima difesa” a Pettorano: infanzia, emozioni e psicoanalisi al Castello Cantelmo

📚 Al Castello Cantelmo di Pettorano sul Gizio si è aperto “Leggo per legittima difesa” con Adelia Lucattini e un incontro dedicato a infanzia, emozioni e psicoanalisi. Il festival proseguirà fino al 28 agosto con appuntamenti gratuiti in sei Comuni dell’Aquilano. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

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Adelia Lucattini a Pettorano sul Gizio

Pettorano sul Gizio Si è aperta nel pomeriggio di sabato 4 luglio, nella suggestiva cornice del Castello Cantelmo, la nuova edizione di “Leggo per legittima difesa – Festival di narrazioni, arte e musica”, la rassegna culturale promossa dall’associazione Terza Pagina con la direzione artistica della giornalista Chiara Buccini. L’avvio del festival, che quest’anno conferma la propria crescita e la propria vocazione diffusa sul territorio, è stato affidato a un incontro dedicato all’infanzia, alla cura delle relazioni e alla comprensione del mondo emotivo dei bambini.

A inaugurare il cartellone è stata infatti la presentazione del volume “Psicoanalisi e infanzia. Vademecum per genitori, nonni, educatori” di Adelia Lucattini, pubblicato da Solfanelli Editore. Psichiatra e psicoanalista, membro ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association, Lucattini ha portato al pubblico un contributo capace di tenere insieme rigore scientifico e chiarezza divulgativa, in un confronto molto partecipato e arricchito dalle letture degli attori Francesca Galasso e Pietro Becattini.

Un libro pensato per chi accompagna la crescita dei bambini

Il volume nasce dalla collaborazione con la giornalista scientifica Marialuisa Roscino, che ha curato le interviste raccolte nel libro, e si propone come uno strumento utile per genitori, nonni, insegnanti, educatori e studenti interessati ai temi della psicologia dello sviluppo. Attraverso il dialogo vengono affrontati alcuni dei nodi più sensibili dell’età evolutiva: il rapporto tra genitori e figli, la costruzione dell’autonomia, l’intelligenza emotiva, il peso delle difficoltà scolastiche, il valore del gioco e delle attività creative, fino agli aspetti psicologici che accompagnano alcune patologie dell’infanzia.

Nel corso dell’incontro, il pubblico ha seguito un approfondimento che ha riportato al centro il bisogno di comprendere davvero il mondo interiore dei più piccoli. Lucattini ha spiegato che il libro nasce con l’obiettivo di offrire strumenti concreti a chi, ogni giorno, si trova ad accompagnare la crescita dei bambini. La psicoanalisi, ha sottolineato, aiuta a leggere il significato profondo delle emozioni, dei comportamenti e delle difficoltà evolutive, e proprio questa comprensione può favorire uno sviluppo più sereno, capace di valorizzare le risorse dei bambini e di costruire relazioni solide e autentiche.

Il festival si apre nel segno della cura delle relazioni

La scelta di inaugurare il festival con un appuntamento dedicato all’infanzia è stata rivendicata anche dalla direttrice artistica Chiara Buccini, che ha letto in questo incontro una sintesi perfetta dello spirito della manifestazione. Aprire la decima edizione di “Leggo per legittima difesa” con un tema così legato alla cura delle relazioni e alla crescita personale significa, nelle intenzioni degli organizzatori, ribadire una visione della cultura non come evento isolato, ma come spazio di confronto e strumento di crescita collettiva.

La rassegna, infatti, continua a costruire la propria identità intrecciando libri, arte, musica e occasioni di dialogo in una formula che guarda al territorio e alla sua partecipazione. In questo senso l’apertura con Adelia Lucattini ha avuto anche un valore simbolico: riportare la riflessione culturale dentro la vita concreta delle famiglie, delle scuole e delle comunità educanti.

La comunicazione come fondamento del legame tra adulti e figli

Un passaggio particolarmente significativo è stato offerto dall’intervento di Marialuisa Roscino, che ha evidenziato il ruolo della comunicazione nel rapporto tra adulti e bambini. Secondo la giornalista scientifica, la comunicazione non è soltanto lo strumento con cui genitori e figli si scambiano informazioni, ma il vero tessuto connettivo che determina la qualità della relazione, contribuisce alla costruzione dell’identità del figlio e sostiene nel tempo la tenuta del legame affettivo.

Un tema che ha trovato forte sintonia con il pubblico presente e che si inserisce pienamente nel quadro culturale di una rassegna attenta non solo ai contenuti, ma anche alla funzione sociale del sapere condiviso. Tra i presenti all’incontro figuravano anche Antonio Carrara, ex sindaco, Simona Schiappa, consigliera comunale, e Antonio Monaco e Mario Finocchi per la Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio, a testimonianza del legame tra il festival e le realtà civili e territoriali che ne accompagnano il percorso.

Un’estate di incontri tra libri, laboratori, visite guidate e musica

Dopo l’inaugurazione di Pettorano, il festival proseguirà con un calendario molto ricco fino al 28 agosto. Il prossimo appuntamento è previsto il 9 luglio a Pratola Peligna con Luigi Vacca e La vita oltre la Terra. Il paradosso di Fermi: dove sono le civiltà extraterrestri?. Il 17 luglio a Sulmona spazio alla presentazione spettacolarizzata de Il giornalino di Gian Burrasca di Vamba, mentre il 19 luglio a Campo di Giove è in programma una visita guidata del borgo.

Seguiranno il laboratorio per bambini ispirato a Storia di un coso di Alessia Roselli il 23 luglio al Bagnaturo di Pratola Peligna, l’incontro con Sandro Batzella il 24 luglio a Pettorano, Marco Taddei il 25 luglio a Campo di Giove, Serena Sartini e Gerardo De Vivo il 26 luglio ancora a Pettorano e una visita guidata a Pacentro il 29 luglio.

Ad agosto il programma continuerà con il laboratorio creativo Gli inventori del ri-uso a Raiano, il viaggio ottocentesco di Cesare Malpica a Pettorano, l’appuntamento sull’arte del presepe con Sara Galterio a Sulmona, Maria Pia Pagani su Eleonora Duse a Pacentro, il quaderno peligno Passioni, il noir di Barbara Di Castri, il tradizionale Concerto di Ferragosto a Campo di Giove, Il quarto piano di Riccardo De Gennaro, Fantasmalie di Michela Di Lanzo e infine una visita guidata dedicata all’architettura Liberty a Pratola Peligna.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito, confermando la volontà degli organizzatori di rendere il festival un patrimonio aperto e condiviso, capace di unire cultura, territorio e partecipazione.

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La “santiaghite” e la nostalgia del ritorno, Valentino Pisegna svela il “mal di Cammino”

🚨 FOCUS CULTURA: COS’È LA “SANTIAGHITE” E PERCHÉ COLPISCE I PELLEGRINI? Un’analisi profonda sul mal di Cammino che spinge a ritornare sui sentieri. Valentino Pisegna, divulgatore e delegato abruzzese della Confraternita di San Jacopo di Compostella, ci accompagna nel core della nostalgia che affligge chi rientra da Santiago de Compostela. Tra ricerca della lentezza e incontri internazionali, il rischio da evitare è la rincorsa ai chilometri o la fuga dalla realtà: il vero Cammino inizia quando si torna a casa nella quotidianità. Tutti i dettagli del servizio 👇#camminodisantiago #santiaghite #valentinopisegna #pellegrini #confraternitasanjacopo #abruzzocultura #turismosostenibile #pagineutili

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foto cattedrale Santiago

I segreti del pellegrinaggio di Santiago nell’analisi del delegato della Confraternita di San Jacopo

Redazione – La propensione a ripartire e la ricerca di quel ritmo esistenziale scandito unicamente dai propri passi rappresentano un passaggio comune a molti camminatori, ma occorre vigilare affinché il viaggio non si trasformi in una mera prestazione sportiva o in una rincorsa ossessiva al conteggio dei chilometri percorsis. A fare chiarezza su questa particolare condizione dello spirito è Valentino Pisegna, noto divulgatore abruzzese e delegato per la regione Abruzzo della prestigiosa Confraternita di San Jacopo di Compostella di Perugia. Attraverso una lucida disamina dell’experience del pellegrinaggio, l’esperto invita a decodificare questa sensazione emotiva, distinguendo la genuina ricerca interiore da derive che rischiano di snaturare lo spirito originario di una tradizione millenaria nata sui sentieri della fede. Il rischio contemporaneo è infatti quello di focalizzarsi eccessivamente sull’accumulo di timbri sulla credenziale cartacea, riducendo un percorso di cura dell’anima ad una sorta di collezionismo di mete, un atteggiamento competitivo che allontana il viandante dal senso profondo della gratuità e dell’incontro con l’ignoto per deliziare i lettori del giornale.

Il pellegrinaggio non può e non deve essere interpretato come una competizione in cui la qualità dell’esperienza si misura sulla distanza coperta, proiettando i dati in tempo reale a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili della nazione.

La fuga dalla routine quotidiana ed il rischio della dipendenza psicologica dal sentiero

Un altro aspetto delicato analizzato dai dossier associativi riguarda la tentazione di utilizzare le lunghe camminate come una forma di isolamento o di evasione permanente dalle responsabilità personali e professionali della vita civile. La dipendenza psicologica dal sentiero rischia di manifestarsi quando l’itinerario viene vissuto come un rifugio ideale in cui nascondersi, anziché come uno strumento terapeutico e formativo utile a fortificare il carattere per affrontare i problemi quotidiani con rinnovata fermezza e maggiore consapevolezza. Secondo l’analisi del divulgatore aquilano, la vera sfida dell’uomo contemporaneo comincia proprio nel momento in cui si varca nuovamente la soglia di casa, quando si dimostra la capacità di tradurre gli insegnamenti appresi lungo la via in uno stile di vita quotidiano improntato all’essenzialità, alla tolleranza ed alla solidarietà, escludendo le logiche dell’egoismo a tutela dei consumatori.

Il distacco dalle banchine della routine permette di riscoprire l’importance dell’ascolto e dell’empatia, portando alla luce una versione di se stessi più autentica, spogliata dalle sovrastrutture e dalle ansie della società moderna della provincia.

La condivisione internazionale nei rifugi e la riscoperta del tempo lento montano

L’autentico valore del Cammino risiede nella predisposizione a lasciarsi trasformare dagli imprevisti del percorso, imparando a valorizzare la dimensione del tempo lento e la bellezza della condivisione con perfetti sconosciuti provenienti da ogni angolo del pianeta. La mancanza che i pellegrini avvertono non è legata semplicemente alla magnificenza dei paesaggi naturalistici o alla solennità delle architetture sacre, ma riflette la nostalgia per quella straordinaria rete di relazioni umane, priva di barriere sociali, che si edifica spontaneamente tra le banchine dei rifugi e l’itinerario rurale. Spesso, la malinconia del ritorno non è diretta verso una specifica meta geografica, come la monumentale cattedrale di Santiago de Compostela, bensì verso l’individuo che si era diventati durante il cammino, capace di gioire per le cose più semplici e di tollerare la fatica fisica in vista di un obiettivo condiviso, una cooperazione paritetica che rassicura le famiglie.

L’orizzonte del viaggio non si esaurisce con l’ottenimento della pergamena ufficiale, ma prosegue all’interno della coscienza di ciascun individuo, riflettendosi nelle scelte di ogni giorno e nello sguardo nuovo con cui si guardano il mondo ed il proprio prossimo.

I registri storici dei pellegrinaggi europei ed i collegamenti con le istituzioni abruzzesi

Il cammino, in definitiva, si configura come un ciclo continuo di crescita personale e civile, un patrimonio immateriale che acquista il suo significato più alto quando riesce a generare cittadini più consapevoli, attenti al bene comune ed in grado di camminare con fiducia sulle strade della propria vita, garantendo la legalità delle riforme. I cittadini, gli escursionisti e tutti i professionisti del settore forense o turistico interessati a verificare i tracciati delle vie storiche abruzzesi, consultare i calendari dei successivi incontri informativi o esaminare le brochure della provincia aquilana, possono collegarsi direttamente alla piattaforma informatica del Consiglio Regionale dell’Abruzzo per prendere visione dei documenti istituzionali dello Stato pubblici.

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Ostia – ” Connessioni in Movimento ” con il maestro Internazionale Andre’ De La Roche

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Locandina evento

Ostia-  Il Move presenta ” CONNESSIONI IN MOVIMENTO ” , il 9 Settembre dalle 14 alle 20, stage presso la Danza Progetto Formazione Danzatori, in via Isole Samoa 39 ad Ostia, con il maestro Raffaele Paganini, per la danza classica, la maestra Milena Zullo, per la danza contemporanea, ed il maestro internazionale ANDRE’ DE LA ROCHE.

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Estate dell’Aratro 2026 a Pianella, all’Anfiteatro di Paglia arriva “Coppia aperta, quasi spalancata” di Dario Fo e Franca Rame

🚨 GRANDE TEATRO D’AUTORE A PIANELLA: NELL’ANFITEATRO DI PAGLIA ARRIVANO DARIO FO E FRANCA RAME! 🎭 Straordinario appuntamento culturale nelle Terre di Arotron. Sabato 25 luglio alle ore 21:00, la rassegna “Estate dell’Aratro 2026”, diretta da Franco Mannella, ospita uno dei capolavori più taglienti e ironici del teatro italiano contemporaneo: “Coppia aperta, quasi spalancata”, scritto dai Premi Nobel Dario Fo e Franca Rame. Lo spettacolo, prodotto dalla Piccola Bottega Teatrale con la regia di Mario Massari, vedrà sul palco Silvia Napoleone e Antonio Ramacciato. La serata inizia h24 alle 19:30 con un aperitivo rurale a base di prodotti tipici locali immersi nella natura. Posti limitati, prenotazione obbligatoria. Tutti i dettagli del dossier 👇#estatedellaratro | #anfiteatrodipaglia | #terrediarotron | #francomannella | #dariofo #francarame | #teatroabruzzo | #pianellaeventi | #pagineutili

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Coppia aperta, quasi spalancata

Pianella, incastonata nel cuore della provincia di Pescara, si prepara a vivere un nuovo momento di altissimo profilo culturale. La rassegna denominata Estate dell’Aratro 2026, che vede la direzione artistica di Franco Mannella, continua a richiamare un pubblico numeroso presso l’Anfiteatro di Paglia, situato all’interno della suggestiva area delle Terre di Arotron. Questo spazio, costruito interamente con materiali ecologici e perfettamente integrato con il contesto rurale abruzzese, offre una prospettiva inedita sulla fruizione artistica, lontano dai teatri convenzionali e più vicino alla terra.

Il capolavoro di Dario Fo e Franca Rame in scena nel pescarese

Il calendario della stagione propone per sabato 25 luglio, a partire dalle ore 21, la rappresentazione di uno dei testi più iconici e rappresentativi del drammaturgo Dario Fo e dell’attrice Franca Rame: “Coppia aperta, quasi spalancata”. L’opera, pietra miliare del teatro comico e satirico italiano, torna a vivere grazie alla messa in scena curata dalla Piccola Bottega Teatrale con la regia di Mario Massari.

Il testo, che ha attraversato generazioni senza perdere smalto, affronta con estrema lucidità il tema del matrimonio e della crisi dei rapporti sentimentali. Al centro della narrazione si trova una coppia alle prese con l’ipocrisia di una presunta emancipazione sessuale concessa dal marito alla moglie come paracadute per le proprie infedeltà. Attraverso un crescendo di situazioni paradossali, il pubblico viene messo di fronte alle nevrosi moderne, riflettendo su come la cosiddetta libertà unilaterale possa trasformarsi rapidamente in una trappola esistenziale.

La regia di Massari mantiene una cifra stilistica dinamica, valorizzando i ritmi serrati tipici della commedia dell’arte rivisitata in chiave contemporanea. Sul palcoscenico naturale di Pianella saranno Silvia Napoleone e lo stesso Mario Massari a dare corpo ai protagonisti, con il contributo amichevole di Antonio Ramacciato. La dimensione tecnica dello spettacolo è affidata a Carlo Mené, che cura l’impianto luci e l’ausilio alla regia, elementi fondamentali per dare profondità alla scena sotto il cielo aperto della campagna vestina.

Un’esperienza conviviale tra arte e prodotti del territorio

La serata proposta dalle Terre di Arotron non si esaurisce con lo spettacolo. Gli organizzatori hanno previsto un momento di aggregazione preliminare per accogliere gli spettatori prima del sipario. Dalle ore 19.30, infatti, sarà operativa un’area ristoro appositamente allestita per offrire un aperitivo basato sulle eccellenze enogastronomiche dell’Abruzzo.

L’iniziativa punta a valorizzare non solo la prosa di alta qualità, ma anche la filiera agroalimentare locale, permettendo ai presenti di degustare i sapori tipici della zona di Pianella prima di immergersi nella performance. L’Anfiteatro di Paglia, grazie a questa formula, si conferma un polo di aggregazione sociale fondamentale per l’intero territorio. Le strutture rurali che circondano il sito regalano una quiete che contrasta con la frenetica quotidianità, trasformando ogni evento in un’occasione di distensione.

Per garantire un’adeguata gestione degli spazi e dell’accoglienza, la prenotazione è obbligatoria. Gli interessati possono riservare il proprio posto chiamando il numero 345.5411135. Ulteriori aggiornamenti sull’andamento della stagione Estate dell’Aratro 2026 e sulle prossime date in programmazione sono consultabili attraverso i canali social ufficiali, in particolare la pagina @formazioneteatralearotron, che funge da portale informativo per tutte le attività della compagnia. Si consiglia ai partecipanti di arrivare con congruo anticipo per godere appieno dell’atmosfera rurale e assicurarsi i posti migliori nell’anfiteatro, progettato per garantire un’ottima visibilità da ogni angolazione. La serata del 25 luglio rappresenta una tappa fondamentale per la cultura teatrale pescarese, unendo impegno sociale e intrattenimento in una cornice che rende omaggio alla tradizione contadina locale.

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