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La magia del Roma Borgata Festival: teatro, danza e musica rinascono sotto gli antichi Acquedotti nel Parco di Torre del Fiscale

L’arte esce dai teatri e invade le periferie: al Parco di Torre del Fiscale arriva la magia del Roma Borgata Festival! 🎭 🏛️ Dal 7 al 13 settembre preparatevi a vivere una settimana di spettacoli mozzafiato sotto l’ombra maestosa degli antichi acquedotti romani! Dopo aver invaso bar, mercati e cortili Ater, il Roma Borgata Festival si chiude al Parco di Torre del Fiscale con un programma ricchissimo: si va dal teatro (con uno splendido omaggio al ciclista Vito Taccone, il “Camoscio d’Abruzzo”), alla letteratura immersiva ispirata a Italo Calvino, passando per la danza site-specific. ✨ Tra gli eventi imperdibili: un viaggio tra le storie del Quadraro a bordo di un vero Scuolabus degli anni ’80, un formidabile concerto tributo alle colonne sonore di Hans Zimmer e il Gran Finale sinfonico con l’Orchestra EICO! 🚌 🎻 E la cosa più bella? Il biglietto costa solo 1 o 2 euro, un contributo simbolico per dimostrare che la vera Cultura appartiene a tutti e deve essere accessibile a chiunque! Leggi il programma completo giorno per giorno nel nostro articolo! 👇 🎟️ A quale di questi incredibili spettacoli vi piacerebbe assistere la prossima settimana?

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Musica - Roma Borgata Festival© Giacomo De Angelis

Roma – Dopo aver attraversato instancabilmente per due mesi interi i quartieri più popolari, i cortili delle case Ater, i mercati rionali, i bar di periferia, i parchi e le strade della Capitale, il viaggio rivoluzionario del Roma Borgata Festival si prepara al suo attesissimo Gran Finale. Per l’ultima, imperdibile settimana della sua seconda edizione (in programma dal 7 al 13 settembre 2026), il Festival approda in una delle cornici storiche più suggestive e mozzafiato dell’intera città: il Parco di Torre del Fiscale.
Qui, l’imponente e maestoso paesaggio degli antichi acquedotti romani si trasformerà per sette giorni in un crocevia magico, una vera e propria costellazione di palcoscenici a cielo aperto dove andranno in scena spettacoli di danza site-specific, pièce teatrali, concerti musicali, letteratura e suggestive passeggiate performative. Un modo unico per restituire dignità, bellezza e voce ai margini della città.

Abitare culturalmente la periferia: la missione del Festival

Questa ultima, densissima settimana di eventi riassume alla perfezione la vocazione intima e profonda del Roma Borgata Festival (un progetto ideato da ASAPQ con la direzione artistica di Alessandra Muschella). L’obiettivo, fin dal primo giorno, è stato chiaro: abitare culturalmente la città, portando lo spettacolo dal vivo rigorosamente fuori dai luoghi convenzionali, scardinando le porte dei teatri tradizionali per costruire una nuova, vitale e paritaria relazione tra arti performative, paesaggio urbano e comunità locale.

Dallo “Scuolabus” anni Ottanta al mito del Camoscio d’Abruzzo

Il ricco programma della settimana è un susseguirsi di emozioni. Ad aprire le danze (letteralmente) sarà la residenza creativa “Pillole Urbane” (dal 7 all’11 settembre): gli artisti lavoreranno direttamente nel parco per costruire una coreografia che verrà svelata al pubblico sabato 12.
Mercoledì 9 settembre (alle 19.00) torna invece uno dei progetti più amati e simbolici del Festival: “Scuolabus – quando il viaggio diventa racconto”. A bordo di un vero scuolabus degli anni Ottanta, Giulia Anania e Lavinia Mancusi accompagneranno il pubblico in un viaggio intimo ed esplorativo attraverso il quartiere Quadraro, alla scoperta di storie umane e memorie che sfuggono allo sguardo frettoloso di tutti i giorni.
Giovedì 10 settembre (ore 19.00) spazio allo sport e al teatro d’autore con lo spettacolo “Bar Campioni – Il ciclista incatenato”. Scritto e interpretato magistralmente da Ariele Vincenti (con musiche di Tiziano Gialloreto), lo spettacolo è un commosso tributo a Vito Taccone, l’indimenticato “Camoscio d’Abruzzo”. Un’opera teatrale ambientata in un bar dell’entroterra per ripercorrere l’epopea di un campione ribelle, popolare e anticonformista che ha scritto la storia del Novecento.

Gli omaggi d’autore: da Italo Calvino alle musiche di Hans Zimmer

Venerdì 11 settembre (ore 19.00) sarà la volta della grande letteratura. Il Festival proporrà “Fiammiferi”, un originalissimo progetto performativo immersivo che rileggerà “L’avventura di due sposi” di Italo Calvino (con Stella Mastrantonio, Brando Pacitto e la sonorizzazione di Ludovico Franco). La serata di venerdì proseguirà poi dando spazio ai giovanissimi, con tre travolgenti concerti curati dalla programmazione “Under 25” di Dominio Pubblico.
Il weekend sarà un tripudio di arte. Sabato 12 settembre (ore 19.00), dopo la performance di danza “To the Ground” (con la coreografia di Sil Marti), gli acquedotti romani risuoneranno delle note epiche del Cinema internazionale, grazie a un imperdibile “Omaggio a Hans Zimmer” diretto da Giordano Maselli.

Il gran finale sinfonico sotto le stelle di Tor Fiscale

L’ultima giornata, prevista per domenica 13 settembre, saluterà il pubblico a partire dalle 18.00 con “Street Stories”, una passeggiata performativa tra i sentieri del Parco (curata da Giulia Anania e Tiziano Panici) che darà letteralmente “voce” alle strade e alle storie della borgata.
A chiudere in bellezza questa seconda, clamorosa edizione del Festival, alle ore 20.00, sarà lo spettacolo “Dialoghi Sinfonici – Operette” con la formidabile Orchestra EICO, diretta dal maestro Germano Neri.
Tutti gli spettacoli si svolgeranno al Parco di Torre del Fiscale (con ingresso da via dell’Acquedotto Felice 120). Un dettaglio meraviglioso di questa iniziativa è il costo dei biglietti: una cifra puramente simbolica, da 1 a 2 euro, richiesta unicamente per sostenere l’enorme sforzo organizzativo del Festival (patrocinato dal Ministero della Cultura, dalla Regione Lazio e dal Municipio Roma VII). Un modo per rendere la grande Cultura davvero accessibile a tutti, senza distinzioni sociali.

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Da Venezia alla Sicilia, il Cinema come “Arma” di Pace: il Catania Film Fest sceglie la “Gentilezza” contro la violenza del mondo

Il grande Orgoglio del Sud sbarca in Laguna! Il CATANIA FILM FEST conquista Venezia e usa l’Arma più potente di tutte (LA GENTILEZZA) contro la violenza del mondo! 🎥 🌋 In una società moderna che è diventata ogni giorno più cattiva, cinica, dominata dalle guerre e da una violenza verbale e fisica inaudita, l’Arte e la grande Bellezza del Cinema restano l’unico “Scudo” in grado di salvarci l’Anima! Con un vero e proprio “Colpo di Scena” annunciato con enorme Orgoglio del Made in Italy sulla meravigliosa e storica passerella della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica del Lido di Venezia, gli organizzatori del “CATANIA FILM FEST” hanno appena svelato i dettagli colossali della nuovissima 15ª Edizione Siciliana (che si terrà sotto l’Etna dal 9 al 15 Novembre 2026)! Il Tema portante scelto da questa fantastica edizione sarà “La Gentilezza”. Un termine che non deve essere visto come una “Debolezza”, ma come una vera e formidabile “Arma” filosofica per ricostruire e curare i feriti di questo mondo cinico, sconfiggendo l’odio per il “diverso” e il rancore! Per questo festival imponente, a fare da “Presidente di Giuria Onorario” scenderà in Sicilia un grandissimo Maestro: l’incredibile regista e sceneggiatore europeo ÓLIVER LAXE (recentemente Vincitore di Cannes e orgoglioso Candidato a due Premi Oscar 2026 col suo film “Sirāt”)! Il grandissimo regista regalerà poi al pubblico catanese un immenso e folle spettacolo sensoriale e musicale al “Zō Centro Culture”, supportato dal Maestro Kangding Ray (musicista francese Candidato ai famosi Golden Globe per le migliori colonne sonore)! Infine, un commovente “Omaggio” al lavoro invisibile! La Rassegna “Artigiani per il Cinema” ospiterà per tre giorni alle Ciminiere di Catania tutti quei preziosissimi tecnici, falegnami e umili lavoratori delle “Maestranze” che, lontani dai lussi e dalle luci dei Red Carpet, si spezzano ogni giorno la schiena e sudano nel “Dietro le Quinte” per permetterci di godere della Magia dei Film! Leggi il calendario completo, l’annuncio dei direttori a Venezia e tutto il Programma del Catania Film Fest nel nostro articolo culturale! 👇 🎞️ Quanto è difficile, oggigiorno, cercare di essere “Gentili” e rispondere col sorriso in un mondo ormai dominato dalla maleducazione, dall’invidia e dalla rabbia repressa dei Social? Vi emoziona l’idea che la Grande Cultura Cinematografica Internazionale valorizzi il nostro Sud portando grandi eventi e registi da Oscar sull’Isola? Diteci la vostra e scrivete la vostra opinione nei commenti, TAGGANDO tutti i vostri amici appassionati di Cinema e CONDIVIDENDO per appoggiare questa strepitosa rassegna Catanese!

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Manifesto_CSS_2026

Catania – In un mondo sempre più buio, rabbioso, lacerato da guerre sanguinarie e dominato da una violenza verbale e fisica inaudita, esiste ancora un’arma capace di disarmare l’odio e curare le ferite dell’anima? La risposta, forte e meravigliosa, arriva direttamente dal magico mondo della Settima Arte.
È con un messaggio dirompente e rivoluzionario che la grande macchina organizzativa del Catania Film Fest si è presentata in grande stile al prestigioso Lido di Venezia (nella suggestiva cornice della storica 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica) per svelare in anteprima nazionale il manifesto e l’attesissima programmazione della sua monumentale 15ª edizione. L’annuncio, carico di orgoglio per tutta l’imprenditoria del Sud, è andato in scena durante l’affollato panel “Il potere del Cineturismo e del Made in Italy” promosso da Alfiere Productions.

La “Gentilezza” come scudo contro il dolore del mondo

L’anima pulsante, profonda e commovente di questa nuovissima edizione siciliana (che si terrà sotto l’ombra dell’Etna dall’11 al 14 novembre 2026) sarà interamente dedicata a un tema di gigantesca e inestimabile valenza socio-culturale: la Gentilezza.
La direzione del Festival ha infatti deciso di trasformare questa parola apparentemente “debole” in un vero e proprio e potentissimo invito all’azione. La gentilezza non sarà celebrata come una semplice o banale e cortese “attitudine” dei singoli, ma verrà innalzata a pratica quotidiana salvifica, valore condiviso universale e vero e proprio “presidio umano” contro le brutture della società, fondandosi sull’ascolto sacro, sulla cura spirituale e sull’assoluto rispetto del “diverso”. Un messaggio filosofico ribadito con forza durante l’incontro veneziano (moderato da Alessio Accardo) a cui hanno preso parte istituzioni e addetti ai lavori, come l’On. Ersilia Saverino, il regista Fabio Schifilliti, il produttore Giuseppe Monisteri e il co-direttore artistico Emanuele Rauco.

L’Onore Europeo: Óliver Laxe e Kangding Ray a Catania

Ma le sorprese svelate in laguna hanno lasciato letteralmente senza fiato la stampa specializzata. A presiedere e guidare l’illustre Grande Giuria della 15ª edizione in veste di Presidente Onorario ci sarà nientemeno che Óliver Laxe, uno dei più grandi registi e sceneggiatori del panorama europeo contemporaneo.
Maestro assoluto nell’intrecciare paesaggio, poesia e spiritualità mistica, Laxe (fresco vincitore del Premio della Giuria al Festival di Cannes e candidato a due Premi Oscar 2026 col capolavoro “Sirāt”) regalerà alla Sicilia un evento sensoriale irripetibile. Domenica 15 novembre, nei locali dello “Zō Centro Culture Contemporanee”, andrà in scena la folle e magica “Sirāt Live A/V Experience”, uno spettacolo immersivo in cui Laxe dialogherà musicalmente dal vivo con Kangding Ray, geniale produttore e musicista francese (Candidato ai Golden Globe) per un vero e proprio rito collettivo fatto di suoni ambient ed elettronica sperimentale.

Il cuore nascosto del Set: gli “Artigiani per il Cinema”

Infine, il Festival compirà un gesto di un’eleganza umana infinita, dedicando un’intera e preziosissima sezione ai grandi “Lavoratori Invisibili” dell’industria. Dal 9 all’11 novembre, i meravigliosi spazi del Centro Culturale Le Ciminiere ospiteranno la sezione speciale “Artigiani per il Cinema”.
Organizzata in collaborazione con eccellenze del territorio come CNA Cinema e Audiovisivo Catania e l’Accademia di Belle Arti, l’iniziativa rappresenterà un sentito e commovente tributo a tutte le umili “maestranze” e agli instancabili tecnici del set: i maghi dietro le quinte che, lontani dalle luci della ribalta e dai Red Carpet scintillanti, si spezzano quotidianamente la schiena per rendere fisicamente possibile la magia dei sogni sul grande schermo.

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Il Terrore in Valigia: sbarca su Rai 2 la macabra storia del “Mostro degli Annunci” che faceva a pezzi le donne sole in cerca d’Amore

IL PRIMO E VERO “SERIAL KILLER” D’ITALIA SBARCA IN TV! I Cadaveri fatti a pezzi, il sangue e le Letali promesse di Matrimonio su RAI 2! 🔪 📺 Ci sono vicende di Cronaca Nera e Misteri macabri della nostra Nazione che sono talmente oscuri, Crudeli e Raccapriccianti da sembrare usciti dalla trama del più spaventoso e tremendo Film dell’Orrore americano! Invece, la Mattanza che ha macchiato le Ferrovie Italiane negli anni ’30 è Pura e Crudissima Realtà. Preparatevi psicologicamente a un’imperdibile notte insonne davanti al piccolo schermo, perché Venerdì 11 Settembre 2026 (sintonizzandovi alle 23:25 in Seconda Serata su Rai 2 o sulla piattaforma RaiPlay) andrà in Onda in esclusiva il Documentario choc intitolato “CRONACA DI UN CRIMINE”! Un’inchiesta magistrale e dolorosissima che riporterà violentemente a galla l’Agghiacciante ed efferata Storia di Cesare Serviatti, incoronato alla Storia del crimine nostrano come “Il Mostro e Omicida degli Annunci Matrimoniali”! Tutto cominciò nell’autunno del lontano 1932 (in piena e rigida Italia Fascista) quando il povero personale ferroviario alla Stazione Napoli Centrale si trovò di fronte a una scena che li avrebbe fatti letteralmente impazzire e “Raggelare” dal terrore: il ritrovamento di Tre vecchie Valigie gocciolanti sangue, stipate di resti umani torturati e brutalmente fatti a pezzi! Appartenevano tutti alla sventurata vittima Paola Gorietti, un’onesta e povera cameriera 39enne! La sua Colpa e Condanna a morte? Quella di essere terribilmente Sola e Nubile, e di Desiderare l’Amore. Il crudele Killer Serviatti sfruttava proprio la Disperazione e i pregiudizi sociali delle Donne: pubblicava “Finti e dolci Annunci di Matrimonio” sui Quotidiani Locali per illudere le Sventurate. Poi le invitava a Roma, le derubava violentemente dei sudati Risparmi e le massacrò, impacchettandone poi vigliaccamente i resti Sui Treni in viaggio per disperderli nel nulla e depistare la Polizia Scientifica dell’Epoca! Un formidabile “Cast di Studio” composto da Grandissimi ed Autorevoli Criminologi e Psichiatri Investigativi analizzerà non solo la follia omicida di quel decennio, ma ci dimostrerà amaramente e con orrore il Parallelismo Moderno e i fortissimi collegamenti con l’Attualità: quanti “Mostri” moderni adescano e isolano le Donne sui Social promettendo falso amore, per poi distruggerle in moderni Femminicidi? Leggi l’Agghiacciante Cast del documentario, gli esami della Scientifica e l’orario di visione nel nostro approfondimento investigativo! 👇 🕵️‍♂️ Voi siete grandi appassionati delle serie TV basate sulle Storie Reali e sui “Casi Irrisolti” di Cronaca Nera in Italia? E fino a che punto si spinge, ieri come oggi, la malvagità psicologica dei criminali che sfruttano cinicamente su Internet la grandissima e dilagante fame d’Amore delle persone più fragili e sole? Diteci la vostra e sfogatevi nei commenti e CONDIVIDETE ovunque a dismisura l’articolo per dare il triste ed emozionante appuntamento televisivo a tutti i vostri amici!

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cronaca di un crimine

Roma – Ci sono storie di cronaca nera talmente oscure, crudeli e agghiaccianti da sembrare uscite dalla sceneggiatura del più efferato e spaventoso film dell’orrore hollywoodiano. Invece, la terribile mattanza consumatasi nel cuore pulsante dell’Italia negli anni Trenta è pura, cruda e raccapricciante realtà.
Preparatevi a vivere una notte insonne davanti alla televisione, perché venerdì 11 settembre 2026, alle ore 23:25 su Rai 2 (e in streaming su RaiPlay), andrà in onda l’attesissimo e imperdibile documentario evento “Cronaca di un crimine”. Un’opera televisiva magistrale che strapperà il velo di omertà e riporterà violentemente alla luce la spaventosa e dimenticata epopea del primissimo vero “Serial Killer” seriale della nostra nazione, che sconvolse per sempre le città di Napoli e Roma.

Il macabro ritrovamento alla Stazione: l’incubo del 1932

Tutto ebbe inizio nell’autunno del lontano 1932, nella rigida e controllata Italia d’epoca fascista, quando alcuni sventurati facchini e ferrovieri fecero una scoperta destinata a terrorizzare a morte l’intera opinione pubblica dell’epoca.
Proprio sulle grigie banchine della Stazione di Napoli Centrale e sui treni diretti verso la Capitale vennero ritrovate tre misteriose valigie grondanti di sangue. Il loro contenuto fece raggelare il sangue nelle vene agli investigatori: all’interno erano stati orribilmente stipati i resti smembrati, torturati e massacrati di una sventurata donna innocente. Il suo nome era Paola Gorietti, un’umile e onesta cameriera di 39 anni che aveva avuto la sola, unica e “imperdonabile” colpa di sentirsi profondamente sola e di sognare disperatamente un po’ di Amore per la sua vita.

Il Mostro degli “Annunci Matrimoniali” e le illusioni rubate

A compiere questa vera e propria “carneficina” era stato Cesare Serviatti, un predatore seriale cinico e spietato che verrà poi battezzato dalle cronache nere come l’“omicida degli annunci matrimoniali”. La sua tattica era di una cattiveria disumana: approfittando dell’enorme pregiudizio sociale che all’epoca colpiva le donne “nubili”, il mostro pubblicava finti annunci sui giornali promettendo fedeltà, matrimonio e riscatto affettivo.
Non appena la povera vittima (come la dolce Paola Gorietti) cadeva nella sua ragnatela illudendosi di aver finalmente trovato l’anima gemella e un porto sicuro, il “mostro” gettava la maschera: la adescava, la derubava brutalmente di tutti i sudati risparmi di una vita per poi seviziarla a morte, spedendone infine in giro per l’Italia i miseri resti a bordo di treni merci nel macabro e maldestro tentativo di cancellare le prove del massacro.

Oltre la cronaca: l’orribile riflesso sui moderni “Femminicidi”

L’altissimo e inestimabile pregio di questo nuovo documentario d’autore (prodotto magistralmente da Rose Production in preziosa collaborazione con Rai Documentari, e diretto dal bravissimo Fabrizio Silvestri con la prestigiosa fotografia da “Premio David di Donatello” di Bruno Cascio) è che non si ferma alla banale e morbosa ricostruzione “splatter” in bianco e nero.
L’opera scava violentemente e profondamente nel marcio della società per mostrarci un ponte psicologico e doloroso con l’attualità e coi giorni nostri. L’isolamento, la paura del pregiudizio e il pressante “controllo sociale” che spingevano le povere donne degli anni Trenta tra le braccia del loro carnefice, sono drammaticamente speculari alle micidiali “truffe romantiche” su internet e agli spietati femminicidi di genere che, purtroppo, continuano insensatamente a insanguinare i giorni nostri e le cronache telegiornalistiche contemporanee.

Gli esperti e il “Cast” d’eccezione negli Studi Rai

A guidare i telespettatori in questa dolorosa, necessaria e terrificante discesa agli “Inferi” della mente umana ci sarà in studio un cast di livello assoluto. Ad analizzare il contesto storico, le tecniche della primissima Polizia Scientifica italiana e i risvolti psichiatrici del Serial Killer interverranno sociologi del calibro di Liliosa Azara, lo storico Mauro Canali, il famosissimo criminologo Armando Palmegiani, il giornalista investigativo Fabio Sanvitale e l’immenso psichiatra criminale Vincenzo Maria Mastronardi. Un appuntamento imperdibile per capire il Male oscuro, perché chi non conosce gli orrori del proprio passato è condannato a riviverli tragicamente nel presente.

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L’urlo degli “Ultimi” contro il Silenzio del mondo: torna il capolavoro letterario “Cleopatra o Meryl Streep?” dell’abruzzese Cardines

Il grande Orgoglio dell’ABRUZZO e la Letteratura contro la “Violenza sulle Donne”! Torna finalmente nelle librerie la 2° Edizione dell’amatissimo capolavoro Letterario “Cleopatra o Meryl Streep?” 📖 ❤️ In un mondo moderno che è ormai assuefatto al rumore dei Social Network, dominato dalle finte “Apparenze” ed egoisticamente Cieco e Sordo di fronte al dolore e ai problemi di chi resta indietro ai margini della società… un buon Libro di Narrativa può trasformarsi nell’unica “Arma” e Scialuppa di Salvataggio per salvarci l’Anima! Torna orgogliosamente sugli scaffali delle librerie di tutta Italia la Seconda ristampa di “CLEOPATRA O MERYL STREEP?” (edita dal prestigioso Gruppo WritersEditor), la famosissima e meravigliosa raccolta di storie brevi e spietate scritte dalla talentuosa penna del pluripremiato scrittore abruzzese BENIAMINO CARDINES! I commoventi, psicologici e intensissimi racconti contenuti in quest’opera non servono a “rassicurare e far addormentare” i lettori, ma sono veri e propri “Urli Disperati” contro l’Ipocrisia del mondo. Non a caso, le incredibili Storie di Cardines hanno incantato e fatto letteralmente incetta e razzia di Primi Premi in mezza Italia (dal celebre “Premio Jerome Salinger” al “FLA – Festival di Libri e Altrecose”), dominando in particolar modo e sbancando il difficile concorso “Il Silenzio Uccide” con i racconti (come Leonessa, o Zia Bambina) dedicati proprio all’ardua lotta contro il mostro della VIOLENZA SULLE DONNE e della violenza di genere! Elena Ferri (manager della casa editrice) e lo stesso Scrittore abruzzese hanno presentato con commozione questa seconda attesissima uscita: “Scrivo per Vivere e per Denunciare le ipocrisie. I miei personaggi vivono sempre in bilico sul Filo del Rasoio. È un libro che urla disperatamente contro il Silenzio Omertoso e contro il freddo Conformismo, invitando la gente ad abbracciare nuovamente la preziosissima Fragilità Umana!”. Leggi tutti i favolosi Riconoscimenti e Premi Nazionali e la trama psicologica della fantastica opera nel nostro articolo culturale di approfondimento! 👇 📚 E a voi capita ancora, ogni tanto, di rifugiarvi nelle pagine e tra le righe e le parole di un bel Romanzo per cercare di sfuggire alla freddezza, al dolore e al caos del mondo moderno? Diteci la vostra opinione letteraria (e il vostro autore e libro preferito) nei commenti, TAGGATE i vostri amici e parenti “Divoratori di Libri” e CONDIVIDETE per rendere un grandissimo e fiero omaggio alla grande Cultura e agli Scrittori dell’Abruzzo!

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Cleopatra o Meryl Streep

Pescara – In un mondo sempre più assordato dal rumore dei social, distratto dalle apparenze e colpevolmente cieco di fronte al dolore e all’emarginazione, la grande e vera Letteratura rimane forse l’ultima e potentissima “arma” in grado di risvegliare e squarciare le coscienze.
È con questo disperato e meraviglioso “grido di ribellione” contro l’indifferenza moderna che torna trionfalmente nelle librerie, forte di un’attesissima seconda edizione, la pluripremiata e celebre raccolta di short stories intitolata “Cleopatra o Meryl Streep?” (pubblicata dal prestigioso Gruppo Editoriale WritersEditor). A firmare questo autentico capolavoro di spietata poesia e introspezione psicologica è il formidabile e orgogliosissimo scrittore abruzzese Beniamino Cardines, una delle penne più incisive, crude e talentuose del panorama narrativo nazionale.

Letteratura che scortica l’anima: i Premi e i trionfi

La ristampa di quest’opera non è affatto un semplice “ritorno” commerciale, ma la consacrazione e la sublimazione di un viaggio artistico pazzesco e straordinario. Fin dalla sua genesi, l’antologia di Cardines ha infatti tracciato una vera e propria scia luminosa di riconoscimenti prestigiosissimi.
Il cammino trionfale di questi racconti, partiti dal cuore dell’Abruzzo per conquistare l’Italia intera, è iniziato nel lontano 2019 con il terzo posto al Premio Internazionale “Ranieri Filo della Torre” (con il racconto “Il patto dell’olio”), esplodendo poi definitivamente nel 2020 con l’ambitissimo Premio Speciale della Giuria al Concorso “Jerome Salinger” (capitanato dal celebre Davide Rondoni) e il Primo Premio della Critica al celebre FLA – Festival di Libri e Altrecose di Pescara per il capolavoro “La mia origine non è la pioggia”.

La lotta disperata contro il “Silenzio Uccide”

Ma il cuore pulsante, dolente e vitale di “Cleopatra o Meryl Streep?” risiede nella sua feroce e indomabile lotta a difesa delle donne e dei più deboli. Non è un caso che i racconti di Cardines abbiano dominato per anni il durissimo Concorso Letterario Nazionale “Il silenzio uccide”, dedicato all’ardua sensibilizzazione contro la piaga della violenza di genere.
Racconti immensi che squarciano l’anima: da “Zia Bambina” (Premio Speciale a Roseto degli Abruzzi nel 2022) alla potenza straziante di “Leonessa” (Primo Premio 2023), fino ad arrivare al trionfale “Ho bisogno di te”, vincitore assoluto del 2024. Fino all’ultimissima Menzione d’Onore ottenuta proprio nel 2025 al “Penne Festival delle Arti”.

Le vite “sul filo del rasoio”: le parole di Elena Ferri

Questa attesissima ristampa è un omaggio doveroso a un universo narrativo viscerale e a tratti dolorosissimo da leggere. Come spiega magistralmente Elena Ferri (Relations Manager di WritersEditor): «La penna di Beniamino ci consegna una raccolta intensa, capace di esplorare i confini più estremi dell’umanità attraverso vissuti letteralmente “stremati”. I suoi personaggi si muovono dolorosamente ai margini della società, in bilico sul filo del rasoio, sempre in perenne lotta contro un destino avverso. Non sono storie facili scritte per “rassicurare” il lettore, ma per metterlo crudamente a contatto con le fragilità e le contraddizioni dell’essere umano».

Beniamino Cardines: “Scrivo per denunciare le frane dell’uomo”

A chiudere il cerchio perfetto di questo evento editoriale imperdibile sono proprio le infuocate e poetiche dichiarazioni dell’Autore.
«Io racconto per vivere, per esplorare i limiti e, soprattutto, per denunciare le brutture» confessa a cuore aperto Beniamino Cardines. «Queste sono storie talvolta provocatorie e scandalose, che mettono spietatamente al centro del mirino le frane, i diluvi e la tremenda “marginalità” dell’uomo. È un’antologia di racconti fulminei che vuole lanciare un Urlo disperato contro il Silenzio complice e il bieco conformismo della nostra era. Invito tutte le mie lettrici e i miei lettori a guardare oltre le fredde apparenze, per tornare ad abbracciare finalmente tutto il coraggio e l’infinita fragilità dell’anima umana».

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