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Territorio

Salviamo i sapori antichi: al via in Abruzzo uno storico progetto per strappare all’estinzione 29 specie preziose tra viti, olivi e frutteti

Contadini “custodi” e sapori antichi: al via in Abruzzo una battaglia campale per salvare 29 rarissime specie di viti, olivi e frutteti dall’estinzione! 🍇 🌳 Ci sono tesori inestimabili che non si trovano in banca, ma affondano le radici nella nostra terra! L’avanzata delle moderne coltivazioni industriali sta facendo scomparire centinaia di varietà di frutta e ortaggi tipici delle nostre regioni. Ma in Abruzzo (tra la Maiella e Montenerodomo) si combatte una straordinaria battaglia di civiltà agricola! Grazie al progetto europeo ACA 16, guidato dalla “Bio Cantina Sociale Orsogna” e dal Parco della Maiella, ben 70 eroici “agricoltori custodi” si stanno impegnando per piantare e salvare antichi semi di meli, peri, olivi e vigne rarissime. È il caso clamoroso della “Patata Sessanta”, un antico tubero sopravvissuto all’estinzione solo grazie alla caparbietà di un’anziana contadina che ha continuato a coltivarla nel suo orto, e oggi diventata una prelibatezza richiesta ovunque! “Salvare queste piante non è solo agricoltura, è la difesa della nostra identità e cultura”, ha spiegato il direttore Camillo Zulli. Scopri la bellissima storia del progetto nel nostro articolo! 👇 👨‍🌾 Quali sono i prodotti tipici della terra a cui siete più legati e che vi ricordano l’infanzia?

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bio cantina sociale orsogna aca 16 iuvanum 2

Redazione – Ci sono tesori inestimabili che non luccicano e non si conservano all’interno dei forzieri delle banche, ma che affondano le proprie radici nella terra, custoditi per secoli dalle mani sapienti e callose dei contadini. Si tratta dell’inestimabile patrimonio agroalimentare delle nostre regioni, oggi purtroppo minacciato dalla diffusione massiva e spietata delle colture industriali. Ma in Abruzzo è appena scattata una vera e propria mobilitazione per difendere questa ricchezza: si tratta dell’ambizioso e vitale progetto europeo ACA 16 (finanziato dai fondi della Politica Agricola Comune), mirato alla caratterizzazione, conservazione e coltivazione di ben 29 antiche risorse genetiche locali a gravissimo rischio di estinzione. Parliamo di 11 rare varietà di viti, 7 di olivi, per poi passare ad antichi meli, peri, castagne, mandorli, agrumi e gelsi sparsi nel territorio abruzzese.

Il progetto ACA 16: una trincea contro l’estinzione genetica

Il progetto vede come capofila l’eccellenza della Bio Cantina Sociale Orsogna, supportata da partner scientifici di primissimo piano come il Parco Nazionale della Maiella (con la sua preziosa Banca del germoplasma), le facoltà di Agraria delle Università di Perugia e Teramo e il CREA.
L’iniziativa è stata presentata ufficialmente nella suggestiva e solenne cornice dell’area archeologica di Iuvanum a Montenerodomo (Chieti), durante il seminario annuale incastonato nella dodicesima edizione della rassegna “Saperi e sapori antichi”. Il punto cruciale del progetto non è solo la conservazione dei semi in laboratorio, ma il ritorno alla terra: è prevista infatti l’iscrizione ufficiale di 70 nuovi, eroici, “agricoltori custodi” in situ, ai quali sarà affidato il compito di tramandare queste coltivazioni nel loro habitat naturale.

Storie di resistenza: la “Patata Sessanta” e il vino “Ghiuppitt”

Durante il seminario, sono emersi esempi concreti e commoventi di come la conservazione della biodiversità si traduca non solo in romanticismo, ma in valore economico e sociale per le comunità. Il caso più emblematico è quello della “patata sessanta” (tubero dalla forma oblunga, buccia rossa e pasta bianca e soda tipico del territorio), salvata dall’oblio quasi per caso grazie a una tenace contadina locale che ha continuato a coltivarla per pura tradizione di famiglia. Oggi, attorno a quella patata, è nata un’associazione di agricoltori custodi che ne ha moltiplicato la produzione, salvaguardando un pezzo di storia gastronomica.
Allo stesso modo, la Bio Cantina Sociale Orsogna ha recuperato il “Ghiuppitt de Mundeneire”, uno straordinario ecotipo locale di Sangiovese sopravvissuto a Montenerodomo, oggi trasformato in un vino pregiato che è il simbolo dell’impegno per la continuità varietale.

Zulli e Piccoli: “Difendere le varietà antiche è difendere l’identità”

«La salvaguardia delle antiche varietà non è solo un semplice atto agronomico», ha spiegato con trasporto l’enologo Camillo Zulli, direttore della Bio Cantina Sociale Orsogna, «ma è un presidio culturale vero e proprio, una difesa strenua del paesaggio rurale e un motore di sviluppo per le comunità, in un delicato equilibrio tra memoria e innovazione. Oggi è fondamentale rispondere all’erosione genetica causata dalle cultivar moderne ad alta produttività».
Un orgoglio condiviso dal sindaco di Montenerodomo, Angelo Piccoli (presente al fianco di numerosi altri Primi Cittadini del territorio): «Siamo partiti sette anni fa con la nostra patata sessanta. Oggi la produzione cresce, è apprezzatissima e sta diventando un valore aggiunto per tutta la nostra economia locale».

Il cambiamento climatico e l’agricoltura in quota: l’analisi di Manzi e Di Martino

L’importanza di questo progetto agricolo va però ben oltre la salvaguardia del passato, ma guarda direttamente al nostro inquietante futuro climatico. Come illustrato magistralmente dal direttore del Parco, Luciano Di Martino, e dall’etnobotanico Aurelio Manzi, il surriscaldamento globale sta sconvolgendo i ritmi della natura. «Nei prossimi decenni, le colture tenderanno a risalire in quota alla ricerca di fresco», ha spiegato Manzi. «L’agricoltura si sposterà sempre più in montagna, proprio dove sopravvivono queste antiche varietà di vitigni e piante fruttifere che altrove sono state abbandonate. Queste piante eroiche sono già perfettamente adattate alla forte escursione termica e ai terreni impervi. Riscoprirle oggi significa fare un investimento vitale per garantire il cibo alle prossime generazioni». Conservare i sapori del passato, insomma, è l’unico modo per assicurarci il futuro.

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Il sapore autentico dell’estate a Poggio Moiano: folla delle grandi occasioni e tavoli all’aperto per la storica Pizzeria Incontro

Magia, sorrisi e gusto sotto le stelle: folla delle grandi occasioni per la mitica Pizzeria Incontro a Poggio Moiano! 🍕 ✨ Chi dice che per passare una serata meravigliosa d’estate serva andare lontano? Ieri sera, passeggiando per le vie di Poggio Moiano, lo spettacolo era bellissimo: decine di tavolini all’aperto pieni di famiglie, coppie e comitive di amici, tutti uniti dalla voglia di stare insieme e di mangiare bene! 🍽️ Un successo travolgente e strameritato per la storica “Pizzeria Incontro” e per i formidabili gestori Ester, Piero Angeloni ed Eleonora Simonetti. Il loro segreto? Sorrisi veri, accoglienza calorosa come in famiglia e prodotti di una bontà eccezionale (pizze fragranti e fritti dorati preparati con materie prime freschissime). Vedere un’attività locale così piena di vita e di clienti entusiasti riempie il cuore di gioia! Leggi il racconto della serata e scopri l’eccellenza di Poggio Moiano nel nostro articolo! 👇 🍻 Siete tra i fortunati che hanno cenato da loro ieri sera? Cosa avete mangiato di buono?

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Pizzeria Incontro Poggio Moiano

Poggio Moiano – Ci sono serate d’estate in cui la magia non si trova nei luoghi lontani o nelle mete esotiche, ma si respira passeggiando per le vie del proprio paese, illuminati dalla luce calda dei lampioni, avvolti dal profumo inebriante del buon cibo e dal brusio sereno della gente felice. È esattamente questa la cartolina meravigliosa che ha regalato, proprio ieri sera, la centralissima e storica Pizzeria Incontro di Poggio Moiano (provincia di Rieti). Una serata che ha visto un’affluenza di clienti a dir poco straordinaria, confermando ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, come questo locale non sia un semplice punto di ristoro, ma una vera e propria istituzione culinaria e sociale per tutto il territorio sabino.

Una serata magica sotto le stelle: tavoli all’aperto e atmosfera di festa

Bastava fare due passi lungo la strada per capire che ieri sera si respirava un’aria speciale. Lo spazio antistante la Pizzeria Incontro si è trasformato in un magnifico dehor a cielo aperto. I numerosi tavolini bianchi, disposti con cura per permettere ai clienti di cenare godendosi la fresca brezza serale, hanno fatto registrare in pochissimo tempo il tutto esaurito.
Decine e decine di persone – tra famiglie con bambini, gruppi di giovani amici e coppie di ogni età – hanno scelto di trascorrere la loro serata proprio qui, chiacchierando allegramente sotto il caratteristico tendone illuminato del locale. Un colpo d’occhio straordinario, una folla delle grandi occasioni che testimonia l’affetto profondo e la fiducia incondizionata che la comunità nutre verso questa attività. Un’immagine che scalda il cuore e che rappresenta l’essenza stessa della “dolce vita” di paese: mangiar bene, stare insieme e sentirsi a casa.

Il segreto del successo? Il cuore grande di Ester, Piero ed Eleonora

Dietro un successo così solido e duraturo non ci sono segreti industriali, ma c’è l’ingrediente più prezioso di tutti: il fattore umano. A mandare avanti questa straordinaria macchina del gusto c’è un team affiatato e instancabile, capitanato dai formidabili Ester, Piero Angeloni ed Eleonora Simonetti. Sono loro l’anima pulsante della Pizzeria Incontro.
Nonostante la mole impressionante di lavoro e l’incessante viavai di clienti della serata di ieri, il loro sorriso non è mai venuto meno. L’accoglienza calorosa, il servizio attento e premuroso, la capacità di farti sentire sempre un ospite d’onore e non un semplice “numero di tavolo”: è questa la vera firma dei titolari. Un’arte dell’ospitalità che ormai è merce rara e che a Poggio Moiano, fortunatamente, è di casa.

Non solo pizza: un trionfo di prodotti genuini e sapori del territorio

Ovviamente, i sorrisi da soli non basterebbero a riempire i tavoli ogni sera se non fossero supportati da una qualità gastronomica eccellente. I tantissimi clienti che ieri sera hanno riempito l’esterno del locale lo hanno fatto per un motivo preciso: l’assoluta bontà dei prodotti offerti.
Dalle pizze, preparate con impasti digeribili e leggeri, condite con materie prime freschissime e cotte a puntino, ai fritti croccanti e dorati, fino ad arrivare alle sfiziosità locali. Ogni piatto servito dalla Pizzeria Incontro è una garanzia. La folla di ieri sera ha potuto apprezzare la genuinità di un menù che non delude mai, capace di soddisfare i palati più esigenti e di far tornare i clienti settimana dopo settimana.

Il cuore pulsante della comunità di Poggio Moiano

Vedere la Pizzeria Incontro così piena di vita, di voci e di colori in una sera di fine agosto è un segnale bellissimo per l’intera economia locale. Attività come questa mantengono vivi i nostri borghi, creano aggregazione e difendono le tradizioni enogastronomiche del territorio.
A Ester, Piero ed Eleonora va il plauso più sincero per il lavoro straordinario che continuano a svolgere con inesauribile passione. Se vi trovate a passare per Poggio Moiano e cercate un posto dove la qualità del cibo si sposa perfettamente con la gentilezza dei gestori, ora sapete dove fermarvi. Ma attenzione: visto il successo di serate come quella di ieri, vi conviene prenotare il vostro tavolino all’aperto!

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Avezzano in festa tra rock e impegno sociale: Danilo Luce omaggia Vasco Rossi contro il bullismo. Sul palco Ricky Portera e John Macaluso

Il grande Rock mondiale sbarca in piazza contro il bullismo: sabato 5 settembre imperdibile “Vasco Day” ad Avezzano con i leggendari Ricky Portera e John Macaluso! 🎸 🛑 Una serata in cui la musica diventa voce, speranza e coraggio. Sabato 5 settembre alle 21:30, la meravigliosa Piazza Risorgimento ad Avezzano ospiterà (a INGRESSO GRATUITO) il concerto-evento del cantautore Danilo Luce. Non solo un commosso omaggio alle più belle canzoni di Vasco Rossi, ma un vero e proprio manifesto contro il bullismo giovanile, nel commosso ricordo del giovane Paolo Mendico. Sul palco, ospiti d’eccezione che hanno fatto la storia della musica: il mitico chitarrista Ricky Portera (amico di Vasco e storico fondatore degli Stadio con Lucio Dalla) e la leggenda della batteria metal mondiale, l’americano John Macaluso! 🥁 Danilo Luce presenterà anche il brano “Bullo Dillo Ke Ballo”, il cui videoclip è stato girato proprio nelle scuole di Avezzano per sensibilizzare i ragazzi. Leggi i dettagli del concerto, supportato dal sindaco Gianni Di Pangrazio, nel nostro nuovo articolo! 👇 🎶 Siete pronti a cantare a squarciagola contro tutte le ingiustizie?

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Vasco Day

Avezzano – Ci sono serate in cui la musica smette di essere un semplice sottofondo per diventare un amplificatore di verità, un grido di coraggio e uno scudo potente contro le ingiustizie. Sarà proprio questa l’atmosfera magica e vibrante che si respirerà sabato 5 settembre (a partire dalle ore 21:30) nel cuore pulsante di Avezzano (L’Aquila). La monumentale Piazza Risorgimento si preparerà infatti a ospitare l’attesissimo “Vasco Day”, un evento musicale di portata eccezionale – interamente sostenuto dall’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Gianni Di Pangrazio e a ingresso rigorosamente gratuito – che saluterà l’estate unendo la sfrontatezza del grande rock italiano a un messaggio sociale di inestimabile valore: la dura e decisa lotta al bullismo e al cyberbullismo giovanile.

Il grande Rock al servizio dei giovani: il ritorno di Danilo Luce

Protagonista assoluto e motore instancabile della serata sarà Danilo Luce, cantautore abruzzese dall’animo sensibile e profondo, che lui stesso ama definire “regista musicale” per la sua capacità di trasformare in immagini ed emozioni ogni singola nota. Accompagnato dalla Luce D Band, l’artista trasformerà il palcoscenico in un vero e proprio tributo alla poetica cruda e sincera di Vasco Rossi. Ma attenzione: non si tratterà del classico concerto cover, bensì di un percorso umano, in cui le canzoni del rocker di Zocca faranno da colonna sonora a un dibattito silenzioso ma potentissimo sulla necessità di proteggere le nuove generazioni dalle insidie della violenza psicologica e verbale.

Ospiti mondiali: l’estro di Ricky Portera e il ritmo di John Macaluso

Ad elevare la qualità artistica della serata a livelli assoluti, ci saranno due Special Guest di caratura internazionale. Ad affiancare Danilo Luce salirà sul palco Ricky Portera, figura leggendaria e inossidabile del cantautorato italiano: chitarrista storico e grande amico di Vasco, co-fondatore del gruppo Stadio e musicista di punta al fianco del compianto Lucio Dalla. La sua chitarra graffiante porterà in piazza la vera storia della musica italiana.
Al suo fianco, a dettare i tempi, ci sarà nientemeno che John Macaluso. Celebre batterista statunitense (ormai italiano d’adozione) e punto di riferimento indiscusso del panorama metal mondiale, Macaluso vanta collaborazioni stratosferiche con titani del calibro di Yngwie Malmsteen, Michael Romeo, TNT e ARK. Una sezione ritmica pazzesca per far tremare di gioia Piazza Risorgimento.

“Bullo Dillo Ke Ballo”: la musica come scudo e il ricordo di Paolo

Il cuore concettuale del concerto risiede, però, nell’ultimo lavoro inedito di Danilo Luce. Il cantautore presenterà al pubblico “Bullo Dillo Ke Ballo”, un brano (scritto circa dieci anni fa ma mai così attuale) il cui bellissimo videoclip è stato interamente girato all’interno dell’Istituto Comprensivo Statale “Mazzini-Fermi” di Avezzano. In questo progetto, studenti e studentesse sono diventati i veri protagonisti, affrontando con ironia, leggerezza e linguaggio rock il dramma del bullismo, sfidando i violenti ad assumersi le proprie responsabilità.
La scintilla che ha spinto l’artista a riprendere questo brano è legata al commosso ricordo del giovane Paolo Mendico. Una vicenda dolorosa che ha riaperto una ferita collettiva nel tessuto sociale cittadino, rafforzando in Luce l’urgenza di usare l’arte come medicina. «Sarà una serata di musica, ma anche di verità e di coraggio», afferma il cantautore. «Attraverso il rock e la poesia di Vasco vogliamo dare voce al disagio giovanile. Vietato chiudere gli occhi: ogni ragazzo deve potersi esprimere liberamente».

Il sostegno del Comune e la magia della band

Un’iniziativa lodata pubblicamente dal sindaco Gianni Di Pangrazio, che ha sottolineato la stima per l’artista e l’importanza strategica di coinvolgere i più giovani attraverso l’unico vero linguaggio universale: la musica. Sul palco, a supportare questo meraviglioso circo rock, ci sarà una band solidissima composta da Pierluigi Picchi alla batteria, Max Marchionni al basso, Antony Scafati alle tastiere, Domenico Di Girolamo e Stefano D’Amore alle chitarre.
Sabato 5 settembre, Avezzano non canterà solo “Albachiara” o “Sally”, ma griderà a gran voce che di fronte alle ingiustizie dei prepotenti, nessuno deve più rimanere in silenzio. E i bulli, citando lo stesso Danilo Luce (che si ispira nientemeno che alla morale di Immanuel Kant), “sono avvisati”.

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La polvere della terra e la forza della vulnerabilità: il trionfo del John Fante Festival che trasforma Torricella Peligna nella capitale mondiale del riscatto letterario

La polvere dell’Abruzzo vola sul tetto del mondo letterario! 🏔️📚 Clamoroso successo a Torricella Peligna per la XXI edizione del John Fante Festival diretto da Giovanna Di Lello. Quattro giorni straordinari tra audio inediti dello scrittore americano 🎧✨, le lacrime per il premio alla carriera a Donatella Di Pietrantonio 🏅❤️ e il trionfo di Marina Zucchelli. Una festa immensa della cultura che dimostra come i nostri borghi sappiano custodire storie uniche di riscatto e dignità. Leggi qui per scoprire tutti i vincitori, i retroscena e l’elenco degli ospiti d’onore della rassegna! 👇

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Locandina John Fante Festival

Torricella Peligna – Ci sono borghi arroccati sui fianchi della montagna abruzzese in cui l’aria profuma di pietra, di memoria e di partenze dolorose, luoghi dove le storie degli emigranti non si sono mai perse nel vuoto ma sono tornate a casa sotto forma di capolavori della letteratura mondiale. Torricella Peligna, un piccolo e fiero scrigno di pietra nel cuore della provincia di Chieti, ha vissuto ieri la conclusione della sua ventunesima e straordinaria edizione del JOHN FANTE FESTIVAL “Il dio di mio padre”, diretto con amore e immutata visione da Giovanna Di Lello. Questa kermesse, organizzata fin dal suo primo vagito dall’amministrazione comunale, nasce per rendere un solenne e commosso omaggio al leggendario scrittore americano John Fante. Proprio da questi vicoli partì suo padre Nicola, un muratore dalle mani ruvide e dal carattere spigoloso, la cui figura tormentata avrebbe poi ispirato le pagine più viscerali, struggenti e indimenticabili dell’intera produzione paterna nel cuore del Novecento.

Il tema centrale di questa trionfale edizione è stato la vulnerabilità, intesa non come una debolezza da nascondere, ma come la chiave d’accesso più nobile alla comprensione delle fragilità umane, dei fallimenti e della successiva rinascita. Un pubblico immenso e partecipe ha letteralmente invaso il paese lungo quattro giornate intensissime, dal 19 al 23 agosto, partecipando a più di 35 eventi culturali e confrontandosi con oltre 70 ospiti di rilievo nazionale e internazionale. Il festival si è trasformato in un abbraccio collettivo grazie alla presenza fisica del figlio del grande scrittore, Jim Fante, e di suo nipote Damian, giunti appositamente dagli Stati Uniti per riscoprire il battito originario della propria stirpe, in un dialogo continuo tra le radici appenniniche e il grande sogno americano.

Il trionfo di Marina Zucchelli e la commozione per la voce inedita di John

Il momento culminante della manifestazione è andato in scena sabato 22 agosto durante la solenne serata di premiazione condotta sul palco dal noto giornalista Carlo Paris. Il prestigioso Premio John Fante Opera Prima 2026 è stato assegnato a Marina Zucchelli con il suo dirompente romanzo “Latte”, edito da Rizzoli, capace di imporsi sui bellissimi libri finalisti “Piombo e latte” di Luca Mastrantonio e “Guance bianche” di Elisa Menon. La cerimonia ha visto la partecipazione della giuria degli esperti, guidata da figure di spicco come Marino Sinibaldi e Remo Rapino, accanto al sindaco Carmine Ficca e ai massimi rappresentanti comunali e della Fondazione Pescarabruzzo, tutti uniti nel celebrare la dignità della scrittura emergente come strumento di cittadinanza culturale e riscatto sociale.

A squarciare il velo del tempo e a provocare brividi di pura e autentica commozione tra il pubblico in platea è stata la riproduzione di un file audio totalmente inedito dello stesso John Fante. La voce del grande scrittore, concessa in esclusiva assoluta dalla famiglia, ha risuonato tra le montagne teatine per raccontare proprio il rapporto viscerale e conflittuale con il padre Nick. Le parole dell’autore di “Chiedi alla polvere” sono sembrate prendere vita, ricordando a ogni lettore come la letteratura sincera sia l’unica forza capace di sanare i distacchi più dolorosi e di restituire pace alla memoria familiare, trasformando la fatica di un muratore in un patrimonio immortale dell’umanità.

I premi alla carriera e l’abbraccio con i grandi nomi della cultura civile

La serata ha vissuto altri momenti di altissimo spessore letterario e civile con l’assegnazione dei riconoscimenti collaterali. Il Premio Arturo Bandini “Voci oltre i confini” è andato alla scrittrice Nadeesha Uyangoda per il romanzo “Acqua sporca”, un testo potente che abbatte gli stereotipi e le discriminazioni della società contemporanea. Per la sezione Abruzzo, il trionfo è stato ad appannaggio di Giusy Sardella con “L’amore malfatto”, con una menzione speciale al giovane Alessio Coletta per il suo coraggioso “Libera nos a Roio”. Ma l’applauso più scrosciante e caloroso della piazza è stato tutto per la scrittrice abruzzese Donatella Di Pietrantonio, già vincitrice del Premio Strega 2024, a cui è stato conferito il Premio alla Carriera John Fante-Vini Contesa per la sua straordinaria capacità di raccontare la fragilità dei corpi e la fierezza dei nostri territori.

La XXI edizione del festival si chiude lasciando un mosaico di testimonianze civili e culturali straordinarie, che hanno visto confrontarsi sui temi caldi del presente intellettuali del calibro di Alcide Pierantozzi, Elena Varvello, l’attivista per i diritti umani Pegah Moshir Pour, e le giornaliste Serena Bortone, Lucia Goracci ed Emanuela Pala, accanto alla voce calcistica di Francesco Repice e allo psichiatra Leonardo Mendolicchio. Un successo immenso reso possibile dal lavoro accorto delle giurie universitarie di Chieti, Pescara, Teramo e Roma Tor Vergata, e dall’affetto della giuria popolare del territorio. Torricella Peligna si conferma così una capitale culturale globale: **Leggi qui** il resoconto completo e i dettagli per non perdere il prossimo capitolo di questa meravigliosa favola d’agosto. 👇

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