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Il Subbuteo Tradizionale riaccende l’entusiasmo: Marco Perotti pronto al grande debutto in Toscana con il Castelfiorentino

Il grande fascino del Subbuteo Tradizionale riaccende i motori: Marco Perotti pronto al debutto in terra toscana! ⚽ 🟢 Le vacanze stanno per finire, ma c’è un mondo sportivo che freme dalla voglia di scendere in campo… sul panno verde! Sabato 30 agosto 2026 torna il grande Subbuteo a Castelfiorentino (Firenze) con la 5° Edizione dell’attesissimo torneo nazionale “La mia Passione”. L’evento, organizzato dal Subbuteo Club Castelfiorentino (affiliato FISCT) e dal Vice Presidente Fabio Pasquini, vedrà sfidarsi oltre 40 fortissimi giocatori provenienti da tutta Italia. Ma i riflettori sono tutti puntati sul ternano Marco Perotti! Dopo la passata stagione giocata a Taranto, Perotti debutterà ufficialmente come nuovo tesserato del club toscano. Indosserà la maglia gialloblù e, insieme a compagni storici come Bruno Esposito, Giuseppe Zaccardo, Francesco Zolfanelli e Giorgio Passardi, si scalderà in vista del grande obiettivo stagionale: conquistare la salvezza nel durissimo Campionato di Serie B a squadre di Subbuteo Tradizionale! Un in bocca al lupo a Marco per questa nuova avventura sportiva! Leggi tutti i dettagli nel nostro articolo. 👇 🏆

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Locandina evento Terni

Terni– Mentre le vacanze estive si avviano dolcemente verso la loro fisiologica conclusione e le spiagge iniziano inesorabilmente a svuotarsi, c’è un mondo parallelo fatto di precisione, tattica e profonda nostalgia che freme dalla voglia di ripartire. È il magico universo del Subbuteo Tradizionale, una disciplina sportiva che non conosce crisi e che continua ad affascinare intere generazioni di giocatori, unendo la passione per il calcio alla perfezione del gesto tecnico in punta di dito. I panni verdi di tutta Italia sono pronti a essere nuovamente srotolati e stirati con cura maniacale. L’appuntamento per il grande ritorno alle competizioni ufficiali è fissato per sabato 30 agosto 2026, quando i riflettori si accenderanno sull’attesissimo torneo nazionale organizzato in terra toscana, precisamente a Castelfiorentino (in provincia di Firenze).

“La Mia Passione”: quinta edizione di altissimo livello

L’evento, divenuto ormai un vero e proprio “classico” di fine estate per gli amanti delle miniature, è stato impeccabilmente organizzato dal Subbuteo Club Castelfiorentino (storica società regolarmente affiliata alla FISCT – Federazione Italiana Sport Calcio Tavolo). A curare ogni minimo dettaglio della complessa macchina organizzativa è stato l’instancabile Vice Presidente e Vice Capitano del club, Fabio Pasquini.

Il fischio d’inizio e il rituale “calcio d’avvio” in punta di dito sono previsti intorno alle ore 9:00 del mattino. Ad ospitare la maratona di sfide sui campi in panno sarà l’accogliente e capiente struttura del Circolo Arci “I Praticelli”, situato in Via Bustichini n.9, a Castelfiorentino. Si tratta della quinta edizione del Torneo intitolato significativamente “La mia Passione”. I numeri della vigilia parlano chiaro e confermano il prestigio della kermesse: sono infatti previsti oltre 40 partecipanti agguerritissimi, provenienti da svariate zone d’Italia, tra i quali figureranno i migliori e più temibili specialisti della disciplina del Subbuteo tradizionale italiano.

La nuova avventura toscana del ternano Marco Perotti

Tra i protagonisti più attesi di questo weekend di fine agosto c’è senza dubbio un nome noto dell’ambiente umbro: il giocatore ternano Marco Perotti. Per lui, quello di sabato non sarà un torneo come gli altri, ma rappresenterà un vero e proprio spartiacque sportivo. Perotti è infatti un nuovo tesserato FISCT del club toscano di Castelfiorentino.

Dopo aver affrontato la passata stagione agonistica difendendo i colori della compagine pugliese del Subbuteo Taranto, da quest’anno ha deciso di sposare il progetto sportivo della squadra fiorentina. Indosserà con orgoglio la maglia gialloblù, portando in dote al club la sua consolidata esperienza sul panno verde, la sua precisione nei tocchi in punta di dito e, soprattutto, la sua immensa dedizione verso la versione più pura e tradizionale di questo sport in miniatura.

L’obiettivo stagionale: conquistare la salvezza in Serie B

Il Torneo “La mia Passione” fungerà da banco di prova fondamentale e da “riscaldamento” per i grandi impegni federali che attendono la squadra nei prossimi mesi. L’obiettivo primario dichiarato della società toscana, e la missione personale a cui Marco Perotti cercherà di contribuire con tutte le sue forze insieme ai suoi nuovi compagni di squadra, è estremamente chiaro: raggiungere la salvezza nel difficilissimo e competitivo Campionato di Serie B a squadre di Subbuteo Tradizionale. Un traguardo ambizioso che richiederà concentrazione, nervi saldi e un grande spirito di gruppo durante le varie tappe del campionato nazionale.

I compagni di squadra pronti a dare battaglia

Perotti non sarà solo a difendere i colori di casa in questo torneo. A fare gli onori di casa e a schierare le proprie formazioni sui tavoli verdi ci saranno ovviamente tantissimi altri giocatori di punta del club gialloblù del Castelfiorentino. Tra le presenze già ampiamente confermate spiccano i nomi di Bruno Esposito, Giuseppe Zaccardo, Francesco Zolfanelli e Giorgio Passardi (solo per citarne alcuni tra i più rappresentativi).

Per il ternano Marco Perotti, dunque, sabato sarà in assoluto il primo torneo ufficiale disputato con la maglia gialloblù. C’è grande trepidazione e una sana tensione agonistica: l’obiettivo è cercare di fare subito una gran bella figura davanti al proprio nuovo pubblico e ai propri dirigenti, iniziando nel migliore e più vincente dei modi questa sua nuova e affascinante avventura sul panno verde in terra toscana. Che vinca il migliore, ma soprattutto, che vinca la passione infinita per il Subbuteo!

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Volley Carsoli, cuore, sacrifici e sogno playoff: l’intervista esclusiva alla coach Marilena Cimei tra Prima Squadra e Under 17

Il Volley Carsoli scalda i motori per una stagione ricca di sfide tra il debutto dell’Under 17 e la Prima Divisione. In questa intervista esclusiva, la coach Marilena Cimei svela i segreti del gruppo: nessun alibi contro le corazzate romane, valorizzazione dei talenti locali, sacrifici quotidiani e il sogno playoff. E per tutti gli atleti e gli appassionati di pallavolo, scoprite il pallone ufficiale Mikasa e le migliori protezioni sportive in offerta su Amazon. Leggete l’intervista integrale sul nostro giornale 👇

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Marilena Cimei

Carsoli – Entusiasmo contagioso, spirito di sacrificio e un senso di appartenenza che va ben oltre i confini del rettangolo di gioco. Il Volley Carsoli si appresta a vivere una stagione agonistica intensa e ricca di stimoli, forte di un progetto tecnico e umano che punta con decisione sulla valorizzazione dei talenti del territorio. Al timone di questa duplice avventura c’è Marilena Cimei, chiamata al gravoso ma stimolante compito di guidare sia la Prima Squadra nel campionato di Prima Divisione, sia la formazione giovanile Under 17, all’esordio assoluto nella categoria. Un impegno a trecentosessanta gradi che unisce la maturità delle atlete più esperte alla freschezza delle giovani promesse, affrontando a testa alta realtà sportive blasonate dei gironi romani. Abbiamo incontrato la coach per fare il punto sulla preparazione, sulle motivazioni del gruppo e sugli obiettivi stagionali.

Un unico grande gruppo tra settore giovanile e prima squadra

Allenare sia la Prima Squadra che l’Under 17 significa guidare la fascia più alta del nostro settore giovanile e la vetrina della società. Come riesci a gestire le esigenze di due gruppi così importanti?

«In realtà il mio obiettivo non è mai stato quello di gestire due gruppi separati. Molte ragazze dell’Under 17 sono già parte integrante della Prima Squadra: la vera sfida è quindi quella di creare un gruppo unico in cui ciascuna, a partire dalle più giovani, possa esprimersi al massimo e crescere costantemente. Chiaramente non mancano le difficoltà, soprattutto nel gestire età, impegni e stili di vita differenti. Fortunatamente il supporto delle mie compagne di squadra più esperte non manca: sono le prime a mettersi a disposizione delle più giovani, guidandole e incoraggiandole ogni giorno in palestra. Tutto questo funziona perché le ragazze, esattamente come la società, condividono un obiettivo unico: valorizzare il vivaio locale e dare spazio e fiducia alle nostre atlete ogni volta che se ne presenta l’opportunità».

La transizione verso la pallavolo delle grandi: tecnica e forza mentale

L’Under 17 rappresenta un momento cruciale di passaggio verso la pallavolo “dei grandi”. Su quali aspetti mentali e tecnici basi la preparazione delle atlete per questo salto?

«Essendo la nostra una realtà di paese, per molte di loro questo salto non è una novità assoluta: già dalla scorsa stagione diverse ragazze sono state inserite nella rosa della Prima Squadra e hanno risposto presente con grande maturità. Dal punto di vista tecnico il percorso è chiaro: lavorano sodo in palestra e il miglior modo per crescere è stare in campo e accumulare esperienza. La vera sfida è quella mentale: aiutarle a non avere paura del confronto, a gestire la pressione e a sentirsi a tutti gli effetti parte integrante di un gruppo di atlete più grandi. Con le ragazze ho un legame sincero, sono un punto di riferimento anche fuori dal campo, e questo crea una base solida di fiducia reciproca. Per me è proprio questa la chiave di volta: quando sanno che ogni scelta tecnica viene fatta per il bene della società ma con profondo rispetto per la crescita personale di ciascuna di loro, scendono in campo più serene, senza il timore di sbagliare o di sentirsi inadeguate».

Il valore del carattere e della grinta su ogni pallone

Quali sono le caratteristiche fondamentali che richiedi sempre alle tue giocatrici quando scendono in campo per una partita ufficiale?

«Come ripeto sempre alle ragazze, le partite si vincono durante la settimana con l’impegno, il sudore e la concentrazione in ogni singolo allenamento. In gara, quindi, non chiedo la giocata perfetta o qualcosa di puramente accademico, ma grinta, carattere e spirito di squadra. Sono fermamente convinta che una squadra meno perfetta tecnicamente, ma unita e determinata su ogni pallone, possa ottenere risultati incredibili rispetto a un gruppo di individualità eccellenti che però giocano ciascuna per conto proprio. Quello che pretendo è che siano una squadra vera, sempre: quando si vince e, soprattutto, quando si perde. Non si può vincere ogni partita; l’importante è saper riconoscere con razionalità il valore dell’avversario quando merita di più, accettare la sconfitta, rialzarsi insieme e tornare subito in palestra con la voglia di migliorarsi».

Consiglio per gli appassionati e gli atleti di Volley

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La filosofia contro le corazzate romane: zero alibi e identità

Come definisci l’identità e la filosofia di gioco che cerchi di dare alle tue squadre durante la settimana?

«La nostra identità nasce dalla piena consapevolezza di chi siamo e delle sfide che affrontiamo. Nei campionati di Roma ci misuriamo regolarmente con realtà sportive che hanno bacini d’utenza, strutture e numeri con cui chiaramente non possiamo competere a livello numerico. Proprio per questo la nostra filosofia è chiarissima: massimizzare ciò che abbiamo, scendendo in campo senza cercare alcun alibi e dando sempre il cento per cento. Un esempio tangibile sono le ragazze più esperte della Prima Squadra, che negli anni hanno saputo reinventarsi in ruoli diversi pur di mettersi al servizio del collettivo nei momenti di necessità. È questa la mentalità vincente che cerco di trasmettere alle più giovani: lo spirito di sacrificio, la dedizione a una causa comune e l’amore viscerale per la pallavolo. Quando si varca la soglia della palestra, tutto ciò che non riguarda il gioco e la squadra deve restare rigorosamente fuori dalle righe del campo».

Superare la stanchezza: una seconda famiglia tra lavoro, studio e trasferte

Nel corso di un campionato lungo, come si gestiscono i momenti di difficoltà o i fisiologici cali di concentrazione?

«La stagione agonistica è lunga ed è inevitabile che arrivino momenti in cui le cose non girano per il verso giusto. La stanchezza e i cali fisiologici esistono, ma non ci hanno mai fermate. Penso alla Prima Squadra: parliamo di ragazze che mettono la sveglia alle 5 del mattino, chi stacca dal lavoro alle 20 di sera, le pendolari che macinano chilometri e chilometri ogni giorno sulle strade, gli esami universitari da preparare con scadenze serrate. Nonostante tutto questo enorme carico sulle spalle, quando si entra in palestra non si molla di un millimetro. È questo l’esempio concreto che vogliamo dare alle più giovani: quando c’è una passione vera, si trova sempre la forza di andare oltre la fatica e i sacrifici. Quanto ai momenti di sconforto, la risposta è una sola: quando la squadra diventa una seconda famiglia, il peso delle difficoltà si divide. La delusione dura poco e lascia subito spazio alla voglia di divertirsi insieme e di tornare a lavorare con il sorriso, cariche per la sfida successiva».

L’orgoglio di Carsoli e l’orizzonte playoff

Cosa significa per te rappresentare il Volley Carsoli su questi campionati e qual è il grande traguardo di questa stagione?

«Rappresentare il Volley Carsoli significa portare con orgoglio sul parquet i valori, la storia e la fiera determinazione della nostra comunità. Il grande obiettivo di questa stagione, come sempre, è la crescita costante delle ragazze. Per l’Under 17 sarà il debutto assoluto in questa categoria, ma le atlete hanno grinta da vendere e sono pronte a dimostrare tutto il loro valore sul campo. Per la Prima Squadra siamo al terzo anno in Prima Divisione in questo comitato: due stagioni fa abbiamo centrato una storica qualificazione ai playoff, mentre l’anno scorso ci sono sfuggiti davvero per un soffio. In piena sintonia con la società, abbiamo fatto scelte tecniche mirate a valorizzare e far maturare prima di tutto il settore giovanile, guardando oltre il mero risultato immediato. Sono convinta che investire sulla coesione del gruppo sia la strada migliore anche per raccogliere grandi soddisfazioni in classifica: continuando a lavorare sodo, chissà che la zona playoff non possa tornare a essere un traguardo ampiamente alla nostra portata anche quest’anno».

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Sport

Impresa del Volley Carsoli a Roma: battuta l’Avogadro Parioli di Serie D in un esaltante allenamento congiunto

Impresa straordinaria delle ragazze del Volley Carsoli nella Capitale! In un intenso e vibrante “allenamento congiunto” pre-campionato, la formazione carsolana è riuscita a battere a domicilio la blasonata Avogadro Parioli con il netto risultato di 3 a 1. Una vera e propria prova di forza e di maturità tattica, resa ancora più eccezionale dal fatto che la squadra romana milita nel campionato di Serie D, una categoria superiore rispetto alla Prima Divisione in cui gioca il Carsoli. Dopo aver dominato i primi due set (17-25, 20-25), le ragazze abruzzesi hanno subito il ritorno delle romane (25-23), per poi chiudere definitivamente i conti nel quarto e decisivo parziale (20-25). Un’iniezione di fiducia immensa in vista dell’inizio ufficiale del campionato di Prima Divisione (Comitato Territoriale di Roma), previsto per la seconda settimana di novembre. Le ragazze sono pronte a farci sognare! Leggete il nostro approfondimento sportivo! Pratichi la pallavolo e cerchi la migliore attrezzatura per scendere in campo in sicurezza? Non perdetevi la proposta sportiva di oggi! 👇

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Pallavoliste del Volley Carsoli

Carsoli – Ci sono serate sportive che, seppur non assegnino punti ufficiali per la classifica del campionato, valgono tantissimo dal punto di vista psicologico, tecnico e umano. Serate in cui il sudore versato in palestra durante la dura preparazione atletica estiva e autunnale inizia finalmente a dare i suoi frutti, regalando iniezioni di fiducia fondamentali per il morale di tutto il gruppo squadra. È esattamente quello che è successo nelle scorse ore alle grintose ragazze del Volley Carsoli, protagoniste assolute di una trasferta romana che si è trasformata in una vera e propria prova di forza e di orgoglio sportivo. La compagine abruzzese, che si appresta ad affrontare una stagione ricca di insidie e di sfide avvincenti, è scesa in campo nella Capitale per disputare un test match di altissimo livello. Non una semplice e banale partita “amichevole” di inizio stagione (un termine che nel gergo tecnico moderno è ormai superato), bensì un vero e proprio “allenamento congiunto” ad altissima intensità agonistica. Le ragazze del Volley Carsoli hanno incrociato sottorete i destini sportivi con la forte e blasonata formazione capitolina dell’Avogadro Parioli. Una sfida sulla carta proibitiva e in netta salita per le carsolane, considerando il divario tecnico e organizzativo teorico tra le due formazioni: il Volley Carsoli, infatti, milita orgogliosamente nel difficile campionato di Prima Divisione, mentre la squadra romana dell’Avogadro Parioli disputa ufficialmente il campionato di Serie D, trovandosi dunque a competere in una categoria sportiva nettamente superiore.

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La partita: una prova di forza e carattere in quattro set

Nonostante i pronostici della vigilia pendessero naturalmente dalla parte delle padrone di casa, il campo ha raccontato una storia sportiva completamente diversa ed esaltante.
L’allenamento congiunto, disputato a ritmi serrati e con grande foga agonistica da entrambe le formazioni, si è concluso con un clamoroso e meritatissimo risultato finale di 3 set a 1 a favore proprio del Volley Carsoli (Avogadro Parioli 1 – Volley Carsoli 3). Un’impresa esterna che certifica l’ottimo stato di forma del gruppo e l’eccezionale lavoro tattico svolto finora dallo staff tecnico. L’andamento dei parziali testimonia in modo inequivocabile la solidità mentale e la continuità di rendimento dimostrata dalle atlete abruzzesi. Il primo set ha visto il Volley Carsoli imporre fin da subito il proprio ritmo forsennato, chiudendo la frazione in scioltezza con il netto punteggio di 17-25 e spiazzando di fatto le più quotate avversarie romane. Anche nel secondo set la musica non è affatto cambiata: le carsolane hanno continuato a martellare dalla linea di battuta e in fase offensiva, raddoppiando il vantaggio e aggiudicandosi il parziale per 20-25. La reazione d’orgoglio dell’Avogadro Parioli, spinta dal talento di una rosa costruita per la Serie D, è arrivata prepotentemente nel terzo set. In una frazione di gioco tiratissima, combattuta letteralmente punto a punto e caratterizzata da lunghi e spettacolari scambi difensivi, la formazione romana è riuscita a spuntarla per un soffio (25-23), accorciando le distanze e provando a riaprire psicologicamente i giochi. Ma è proprio nei momenti di maggiore difficoltà che si misura il reale spessore di una squadra. Nel quarto e decisivo set, invece di subire il contraccolpo psicologico, le ragazze del Volley Carsoli sono tornate in campo con gli occhi della tigre, ritrovando immediatamente lucidità, compattezza a muro e cinismo in attacco. Il set si è chiuso in favore della formazione ospite con il perentorio parziale di 20-25, decretando la fine dell’allenamento congiunto e la meritata “vittoria” del team marsicano, suggellata da sorrisi, abbracci e selfie di gruppo a fine gara.

Verso l’inizio del nuovo campionato: cresce l’attesa per novembre

Questa prestazione di assoluto rilievo non rappresenta un punto d’arrivo, ma un fondamentale punto di partenza in vista degli impegni ufficiali che contano davvero.
Il test romano ha fornito indicazioni preziose allo staff tecnico per calibrare i carichi di lavoro e affinare i meccanismi di gioco in vista dell’imminente e logorante avvio di stagione. Anche per quest’anno sportivo 2026/2027, infatti, la grintosa compagine del Volley Carsoli affronterà il competitivo e difficile campionato di Prima Divisione sotto l’egida del prestigioso CT (Comitato Territoriale) della FIPAV di Roma. Si tratta di una scelta tecnica importante, che ricalca l’esperienza già vissuta con successo nel corso della passata stagione sportiva, inserendo le atlete carsolane in un circuito laziale noto per l’altissimo livello tecnico e per la grande fisicità delle atlete in campo. L’attesa tra le giocatrici, i dirigenti e i numerosi tifosi locali cresce ormai di giorno in giorno. Sebbene la federazione non abbia ancora provveduto a diramare ufficialmente la composizione definitiva dei gironi eliminatori e il calendario completo degli incontri, le tempistiche per l’inizio delle ostilità sono ormai certe. Il fischio d’inizio ufficiale del nuovo campionato di Prima Divisione è infatti previsto per la seconda settimana di novembre. Fino a quel momento, le ragazze del Volley Carsoli continueranno a lavorare a testa bassa in palestra, consapevoli dei propri mezzi e rinvigorite da una prestazione esterna contro una squadra di Serie D che fa sognare in grande l’intero ambiente sportivo. La determinazione vista a Roma è il miglior biglietto da visita possibile per una squadra che vuole ritagliarsi un ruolo da assoluta protagonista.

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Sport

Lutto crudele nello sport: addio a Stefania Corna. L’ex azzurra di pallavolo stroncata da un tumore a soli 35 anni

Il mondo dello sport italiano è in lutto e piange la dolorosa e prematura scomparsa di Stefania Corna, ex campionessa di pallavolo stroncata da un tumore ad appena 35 anni. Nel corso della sua brillante carriera, Stefania aveva vestito le gloriose maglie della Foppapedretti Bergamo, di numerosi club di Serie A e, soprattutto, l’azzurro della Nazionale, con cui ha vinto due Europei juniores sotto la guida di Marco Mencarelli. I suoi allenatori la ricordano con commozione per un talento fuori dal comune e per la straordinaria “apertura mentale” che le permise di cambiare ruolo da giovanissima, passando da centrale a palleggiatrice. Una generosità sul campo (quella di dover servire le compagne) che si rifletteva in modo speculare nella sua bellissima “seconda vita”: dopo aver lasciato il volley professionistico, infatti, Stefania si era dedicata con passione all’insegnamento della lingua inglese ai bambini, scoprendo una vera e propria vocazione per l’altruismo. Lascia il marito, il pallavolista cubano Alejandro Rizo Gonzalez, e un vuoto incolmabile nel cuore di tutto il movimento pallavolistico nazionale. Leggete il nostro commosso ricordo della campionessa azzurra.

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Stefania Corna.

Bergamo – Ci sono notizie che colpiscono il mondo dello sport con la violenza inaudita e inaspettata di una schiacciata a terra, lasciando tifosi, compagne di squadra e avversarie ammutoliti nel dolore. La pallavolo italiana piange oggi lacrime amarissime per la prematura, ingiusta e crudele scomparsa di Stefania Corna. L’ex campionessa azzurra si è spenta ieri ad appena 35 anni, strappata via troppo presto all’affetto dei suoi cari, alla sua vita piena di colori e ai suoi sogni da un male inesorabile: un tumore contro il quale ha lottato con la stessa caparbietà che mostrava sul taraflex. Raccontare chi fosse davvero Stefania in poche righe è un’impresa ardua, perché la sua esistenza è stata densa, sdoppiata e vissuta sempre al massimo delle proprie possibilità. “La pallavolo è stata il mio primo amore. Mi ha reso la persona che sono oggi, insegnandomi valori inestimabili come il sacrificio, la rigida disciplina e la dedizione assoluta”. Era proprio con queste parole intrise di consapevolezza che Stefania sceglieva di raccontarsi sul suo affollato profilo Instagram, partendo proprio da lì, dal rettangolo di gioco. Quello per il volley era stato un amore tanto viscerale quanto totalizzante, un legame fortissimo fatto di trionfi e inevitabili rinunce, così potente da spingerla a preparare le valigie e lasciare il calore e le sicurezze della propria casa ad appena 14 anni per inseguire un sogno. Uno sport che è stato la sua indiscussa “prima vita”, ma che le ha fornito le solide fondamenta umane e morali per affrontare con coraggio e altruismo anche la sua “seconda vita”, quella vissuta lontano dai palazzetti dello sport, immersa nei libri, nelle lingue straniere e nell’insegnamento ai bambini.

Dal talento cristallino a Bergamo fino all’azzurro della Nazionale

La carriera pallavolistica di Stefania Corna è stata un viaggio affascinante, un percorso costellato di sfide vinte, di grandissimi palcoscenici e di coraggiosi cambiamenti tecnici.
Per delineare un ritratto fedele della campionessa, è fondamentale affidarsi ai ricordi commossi di chi l’ha scoperta, allenata e vista sbocciare fin da quando era solo una ragazzina piena di speranze. Gli ex tecnici Lorenzo Micelli e Marco Mencarelli condividono oggi la stessa, identica immagine di lei. “Non è mai stata davvero una bambina, era già altissima e incredibilmente matura quando veniva aggregata per allenarsi con la prima squadra. Ma infondo, dietro la statura, era ancora una ragazzina”, ricorda con affetto l’ex tecnico della gloriosa Foppapedretti Bergamo, sottolineando come possedesse “un talento mostruoso, ma soprattutto un’indole splendida, sempre solare e con una grandissima e infaticabile voglia di lavorare in palestra”. Mencarelli, che l’ha guidata magistralmente nelle Nazionali giovanili azzurre, sceglie invece una parola esatta per definirla: “Determinazione. Era una ragazza molto decisa, fermissima nelle proprie scelte di vita e di sport. È senza dubbio l’elemento caratteriale che più di ogni altro le ha permesso di imporsi ad altissimi livelli e di crescere”. Questa incrollabile determinazione è stata il motore fondamentale di uno dei passaggi più delicati della sua carriera. Cresciuta nel florido vivaio di Bergamo, Stefania aveva iniziato a giocare nel ruolo di centrale, sfruttando a pieno i suoi imponenti 192 centimetri di altezza. Tuttavia, come ricorda Mencarelli, “a colpire tutti noi era la qualità purissima e morbida delle sue mani. È stato proprio questo elemento tecnico innato a suggerire a diversi allenatori, compresi me e Marco Bonitta, che fosse assolutamente opportuno per lei cambiare ruolo, passando dalla posizione di centrale a quella di palleggiatrice”. Una trasformazione tecnica e psicologica profonda per una ragazza così giovane, che richiedeva non solo un’enorme apertura mentale, ma anche una pazienza infinita nell’apprendere nuovi schemi. “Si è messa in gioco senza paura di accettare sfide diverse e all’apparenza impossibili”, aggiunge Micelli. Da lì, una carriera da autentica nomade del volley: Club Italia, Milano, Parma, Pavia, Giaveno, Casalmaggiore, Montichiari e Scandicci, spingendosi persino a giocare all’estero, in Tunisia e in Svizzera. Con la maglia azzurra della Nazionale ha conquistato due splendidi Europei juniores (2006 e 2008), fino ad arrivare al prestigioso esordio in Nazionale maggiore l’11 giugno 2011, proprio contro Cuba. Un segno inequivocabile del destino, considerando che l’altro grande e indissolubile amore della sua vita è stato suo marito, Alejandro Rizo Gonzalez, pallavolista di origini cubane.

La “seconda vita”: dall’egocentrismo dell’attacco all’altruismo dell’insegnamento

L’addio al volley giocato non ha rappresentato per Stefania un momento di smarrimento, ma l’inizio luminoso di un nuovo capitolo, purtroppo interrotto troppo presto dalla malattia.
“La pallavolo mi ha permesso di girare il mondo, di vincere medaglie pesanti con la maglia della Nazionale, di incontrare persone umane fantastiche e di imparare sulla mia pelle il valore sacro del duro lavoro”, scriveva ripercorrendo la sua carriera sportiva. La pandemia globale aveva segnato per lei il punto di svolta definitivo, spingendola ad assecondare una sua antica passione per trasformarla in una vera e propria vocazione professionale. Stefania, infatti, era diventata un’apprezzata insegnante di inglese. “Negli anni successivi al ritiro ho scoperto di avere una forte predisposizione naturale nell’aiutare concretamente gli altri, e ho deciso di sviluppare questo mio talento”, spiegava. Questa profonda inclinazione all’aiuto non sorprende affatto mister Mencarelli, che traccia un parallelismo poetico e struggente con la sua carriera sportiva: “Passare da schiacciatrice a palleggiatrice significa essenzialmente passare dall’inevitabile egocentrismo agonistico di chi deve assolutamente mettere la palla a terra per prendersi gli applausi, alla generosità di chi misura e costruisce la propria prestazione in funzione di quella delle compagne. Questa scelta combacia perfettamente con la volontà espressa da Stefania nella vita di tutti i giorni: quella di aiutare costantemente il prossimo”. L’altruismo è stato il solido filo invisibile che ha unito e cucito insieme le due vite di Stefania Corna: la talentuosa e generosa palleggiatrice si è fusa alla perfezione con l’attenta e premurosa insegnante. “Negli ultimi anni ho lavorato con dedizione nelle scuole e ho scoperto un lato intimo di me che non conoscevo affatto: amo follemente insegnare ai bambini”. Le sue ultime riflessioni pubbliche sono un inno alla vita e all’amore, in netto e doloroso contrasto con l’oscurità del tumore che l’ha portata via: “Ringrazio i miei bambini per essere delle bellissime pagine bianche, ancora intonse, pronte per essere colorate. Ringrazio me stessa, per l’incredibile forza che scopro di avere ogni giorno e per la determinazione nel portare avanti i miei progetti”. Talento, tenacia, empatia e infinito altruismo. L’eredità umana e sportiva di Stefania Corna resterà per sempre incisa sul cuore di chi l’ha amata e sui campi di pallavolo di tutta Italia.

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