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Lifestyle

“Brugnato in Fabula”, quando la lettura diventa un’avventura per i più piccoli

Nel centro storico di Brugnato un evento dedicato ai bambini dai tre anni: laboratori, libri, creatività e incontri per trasformare la lettura in un’esperienza da vivere. Il ricavato sarà destinato alla Croce Azzurra Brugnato per l’acquisto di un DAE per il Comune di Bozzolo.

C’è un luogo in cui le storie possono uscire dalle pagine dei libri e incontrare la fantasia dei bambini: è il centro storico di Brugnato, dove prende vita “Brugnato in Fabula”, un appuntamento pensato per avvicinare i più piccoli al meraviglioso universo della lettura attraverso il gioco, la creatività e la partecipazione.

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Beatrice Daneri Arienti

Redazione-  Nel centro storico di Brugnato un evento dedicato ai bambini dai tre anni: laboratori, libri, creatività e incontri per trasformare la lettura in un’esperienza da vivere. Il ricavato sarà destinato alla Croce Azzurra Brugnato per l’acquisto di un DAE per il Comune di Bozzolo.

C’è un luogo in cui le storie possono uscire dalle pagine dei libri e incontrare la fantasia dei bambini: è il centro storico di Brugnato, dove prende vita “Brugnato in Fabula”, un appuntamento pensato per avvicinare i più piccoli al meraviglioso universo della lettura attraverso il gioco, la creatività e la partecipazione.

L’evento avrà il suo punto di partenza da Porta Soprana, in via Borgo San Bernardo, e si svilupperà attraverso un percorso nel cuore del borgo, trasformato per l’occasione in uno spazio dedicato alla fantasia e alla scoperta.

Pensato per i bambini a partire dai tre anni, “Brugnato in Fabula” proporrà numerosi stand, ciascuno dei quali offrirà la possibilità di partecipare a laboratori curati dallo staff. Un modo originale per superare l’idea della lettura come semplice attività e restituirle la sua dimensione più autentica: quella dell’esplorazione, della curiosità e dell’immaginazione.

A ideare e dirigere artisticamente la manifestazione è Beatrice Daneri Arienti, che ha costruito un progetto capace di mettere al centro i bambini e il loro rapporto con le storie. La cultura, in questa prospettiva, diventa esperienza condivisa e occasione di crescita, mentre il libro si trasforma in una porta aperta verso mondi ancora da conoscere.

Accanto alla direttrice artistica sarà presente uno staff composto da scrittrici e professioniste della parola: Laura Del Pino, Raffaella Ferrari, Sonia Tognoni, Gina Viviani Casanova, Sonia Cocchi e Gabriella Raschi. A completare il progetto saranno inoltre Anna Polinelli, Francesco Corso, Nicola Toselli, Dèsirèe Francesca e Luca Praticó, impegnati a contribuire alla realizzazione di un appuntamento che punta a coniugare cultura, intrattenimento e attenzione al territorio.

“Brugnato in Fabula” nasce così come una festa della lettura, ma anche come un progetto di comunità. Un’iniziativa in cui il borgo diventa scenografia naturale e i bambini protagonisti di un viaggio fatto di racconti, laboratori e incontri.

Particolare attenzione è stata riservata anche alla dimensione solidale dell’evento. L’ingresso prevede infatti un contributo di 5 euro per ogni bambino partecipante e il devoluto sarà destinato alla Croce Azzurra Brugnato, con l’obiettivo di sostenere l’acquisto di un DAE (defibrillatore automatico esterno) per il Comune di Bozzolo.

Un gesto concreto che conferisce all’iniziativa un ulteriore significato: educare alla cultura e alla lettura, ma nello stesso tempo contribuire al bene della comunità.

Gli organizzatori rivolgono inoltre un particolare ringraziamento all’Amministrazione comunale di Brugnato e a tutte le attività che prenderanno parte alla manifestazione, contribuendo alla realizzazione di un evento che promette di animare il centro storico e regalare ai bambini una giornata all’insegna della fantasia.

Perché una storia, quando viene raccontata a un bambino, non rimane mai soltanto una storia. Diventa una possibilità. Un viaggio. Una domanda. E, qualche volta, l’inizio di un sogno.

“Brugnato in Fabula” nasce proprio da qui: dal desiderio di accompagnare i bambini nel mondo dei libri, affinché possano imparare a leggerlo, ma soprattutto a immaginarlo.

Beatrice Daneri Arienti

 

BRUGNATO IN FABULA: LA LETTURA COME VIAGGIO NELLA FANTASIA

 

Intervista a Beatrice Daneri Arienti, ideatrice e direttrice artistica dell’evento

 

 

Beatrice, come nasce l’idea di “Brugnato in Fabula” e quale desiderio ha dato origine a questo progetto?

“Brugnato in Fabula” nasce dal desiderio di creare un appuntamento in cui i bambini possano avvicinarsi alla lettura attraverso un’esperienza concreta, gioiosa e coinvolgente. Volevamo costruire un percorso capace di trasformare il centro storico di Brugnato in un luogo dove le storie potessero prendere vita. La lettura, soprattutto nell’infanzia, non deve essere percepita come un obbligo, ma come una scoperta, un gioco, un viaggio dentro mondi nuovi.

La domenica ci sarà il trucca bimbi. Mentre il sabato e la domenica vi saranno i giochi di una volta: pentolaccio, salto alla corda, u burghettin (un uovo sopra un cucchiaio da tenere il equilibrio, in via del tutto eccezionale sarà sodo).

 

L’evento è rivolto ai bambini a partire dai tre anni. Quanto è importante avvicinarli ai libri fin dalla più tenera età?

 

È fondamentale. Un bambino che cresce circondato dalle storie sviluppa curiosità, immaginazione e capacità di ascolto. Il libro può diventare un compagno di viaggio capace di accompagnarlo nella crescita. A tre anni non chiediamo certamente al bambino di leggere in senso tradizionale: gli chiediamo di ascoltare, osservare, toccare, immaginare e lasciarsi conquistare dalle parole e dalle immagini.

 

 

Il centro storico di Brugnato diventerà parte integrante della manifestazione. Quale significato ha questa scelta?

Brugnato possiede una storia e un’atmosfera particolari e abbiamo voluto valorizzarle. Partiremo da Porta Soprana, in via Borgo San Bernardo, e il borgo diventerà quasi un libro a cielo aperto. È molto bello pensare che i bambini possano attraversare le sue vie incontrando laboratori, storie e persone. In questo modo cultura, territorio e fantasia dialogano tra loro.

 

 

Vi saranno numerosi stand e laboratori. Che tipo di esperienza vorreste regalare ai piccoli partecipanti?

Vorremmo regalare loro un’esperienza da ricordare. Ogni stand sarà un’occasione per sperimentare e avvicinarsi alla lettura attraverso attività curate dallo staff. Il nostro obiettivo è coinvolgere i bambini, renderli protagonisti e lasciare in loro la curiosità di tornare a prendere un libro anche dopo la manifestazione.

 

Al suo fianco ci sarà uno staff composto da scrittrici e altre figure coinvolte nel progetto. Quanto conta il lavoro di squadra?

Conta moltissimo. Un progetto rivolto ai bambini richiede entusiasmo, sensibilità e grande collaborazione. Sono felice di poter condividere questa esperienza con Laura Del Pino, Raffaella Ferrari, Sonia Tognoni, Gina Viviani Casanova, Sonia Cocchi e Gabriella Raschi, oltre ad Anna Polinelli, Francesco Corso, Nicola Toselli, Dèsirèe Francesca e Luca Praticó. Ognuno porta competenze, idee ed energia. “Brugnato in Fabula” è il risultato di una squadra che crede nel valore della cultura e della condivisione.

L’iniziativa avrà anche una finalità solidale: il contributo di 5 euro sarà devoluto alla Croce Azzurra Brugnato per l’acquisto di un DAE destinato al Comune di Bozzolo. Qual è il significato di questa scelta?

È un aspetto al quale tengo particolarmente. Credo che un evento dedicato ai bambini debba trasmettere anche valori importanti, come la solidarietà e l’attenzione verso gli altri. Sapere che una giornata di festa e cultura può contribuire concretamente all’acquisto di un defibrillatore dà ancora più valore al progetto. Ringrazio l’Amministrazione comunale di Brugnato e tutte le attività che parteciperanno. Vorrei che “Brugnato in Fabula” fosse ricordato non soltanto per le storie raccontate, ma anche per il bene che insieme saremo riusciti a costruire.

E poi?

Ringrazio pubblicamente e di cuore anche il polo di Protezione Civile del comune di Brugnato. E delle persone speciali facente parte delle istituzioni tra cui Corrado Fabiani, Paola Brosini e Davide Abba che hanno contribuito alla buona riuscita dell’evento.

 

Beatrice, può darci qualche dettaglio in più sul percorso e sulle modalità di partecipazione a “Brugnato in Fabula”?

Certamente. Il percorso sarà un vero e proprio viaggio nel cuore di Brugnato: inizierà da Porta Soprana e terminerà a Porta Sottana, accompagnando bambini e famiglie attraverso un’atmosfera ricca di storie, fantasia e creatività. L’appuntamento si svolgerà sabato dalle ore 16 alle 24 e domenica dalle ore 16 alle 22. Invitiamo inoltre le famiglie, se possibile, a far partecipare i bambini vestiti a tema Disney, così da rendere ancora più magica e fiabesca l’atmosfera dell’evento. Desidero inoltre ricordare e ringraziare gli altri componenti dello staff che si sono uniti al progetto: Nadia Prezzi, Debora Arienti, Luigi Daneri e Maristella Toselli. Ognuno, con il proprio contributo, aiuta a trasformare questa iniziativa in una grande festa della fantasia, della lettura e della condivisione.

Beatrice Daneri Arienti

E forse è proprio questo il senso più autentico di “Brugnato in Fabula”: seminare nei bambini il desiderio di conoscere, immaginare e sognare.

Perché ogni libro aperto è una porta che si spalanca, ogni storia ascoltata è un piccolo viaggio e ogni bambino che impara ad amare la lettura porta con sé una luce destinata a crescere.

Tra le vie antiche di Brugnato, per un giorno, le parole cammineranno insieme ai bambini. E quando le ultime pagine saranno state chiuse, resterà ciò che davvero conta: la meraviglia di aver scoperto che la fantasia non ha confini e che, talvolta, basta una storia per cominciare a cambiare il mondo.

Per chi fosse interessato…

www.resetverba.cloud

 

 Beatrice Daneri Arienti ideatrice dell'evento e scrittrice di vari libri

Beatrice Daneri Arienti ideatrice dell’evento e scrittrice di vari libri

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Lifestyle

Le “Farfalle della Pace” di Iris Calif: Angela Kosta intervista la poetessa israeliana che unisce il mondo con l’anima

“Credo che siamo tutti figli di Dio, venuti al mondo per guarire la nostra anima e diffondere la Luce, indipendentemente dalla religione o dal colore della pelle” 🕊️ ✨ Oggi vi regaliamo un’intervista esclusiva, curata dalla formidabile Angela Kosta, a una delle figure letterarie più affascinanti e spirituali del panorama contemporaneo: Iris Calif. Scrittrice, giornalista e poetessa israeliana, Iris dedica la sua vita a tradurre in lingua ebraica le poesie di autori provenienti da tutto il mondo. Un lavoro che lei stessa definisce “una missione mistica e spirituale” per creare ponti di Pace e amore tra i popoli attraverso la bellezza dell’arte. Autrice di libri di successo come “La Figlia di Dio” e curatrice della maestosa mostra internazionale “Farfalle della Pace”, Iris si racconta a cuore aperto: dalla sua devozione per la famiglia al suo legame profondo con la pittura e la spiritualità. Scoprite il mondo interiore di questa donna straordinaria leggendo l’intervista integrale nel nostro nuovo articolo! 👇 📖

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IRIS CALIF

Redazione-  – In un mondo sempre più frammentato e diviso dai conflitti, esiste un linguaggio segreto e universale capace di curare le ferite dell’anima e di costruire ponti indistruttibili tra culture e religioni diverse. Questo linguaggio è la Poesia. E a farsi portavoce di questa straordinaria missione umanitaria e letteraria è Iris Calif, un’illustre e pluripremiata scrittrice, traduttrice, giornalista e promotrice culturale israeliana. Profondamente legata alla spiritualità e alla tradizione della mistica ebraica, la Calif dedica la sua vita a tradurre in lingua ebraica i versi dei più grandi poeti internazionali, donando al pubblico israeliano la possibilità di affacciarsi sui mondi interiori dei cinque continenti. Oggi, grazie alla preziosa penna della nostra giornalista e poetessa Angela Kosta, vi proponiamo un’intensa ed esclusiva intervista per scoprire il cuore, l’arte e la fede di questa donna instancabile.


L’INTERVISTA A IRIS CALIF (di Angela Kosta)

Angela Kosta: Benvenuta Iris. Ci racconti qualcosa di sé, della donna instancabile che dedica il proprio impegno non soltanto alla propria creatività, ma anche agli autori di tutto il mondo.
Iris Calif: «Innanzitutto desidero ringraziare te, cara Angela, per questo spazio e per questa intervista molto apprezzata a livello internazionale. Ho cinquantadue anni, sono felicemente sposata e sono madre di tre figlie. Sono scrittrice, poetessa, ballerina, giornalista, editrice e traduttrice di poesia internazionale in ebraico. Attraverso il mio lavoro cerco costantemente di abbracciare il mondo degli scrittori spirituali dei diversi continenti, creando un legame profondo. Nella mia vita personale sono donna, madre e, dentro di me, anche una “bambina” che continua a sognare la vita, l’amore e la pace. Credo fermamente che siamo tutti figli di Dio e che veniamo in questo mondo per guarire la nostra anima e diffondere la luce, indipendentemente dal colore della pelle, dalla nazionalità o dalla religione».

Angela K: Come vive il delicato processo della traduzione poetica?
I. Calif: «Fin da bambina sono stata attratta dall’immaginazione. Quando traduco, non mi limito alla semplice e fredda trasposizione linguistica. Entro fisicamente ed emotivamente nella dimensione spirituale dell’autore, ne percepisco le emozioni e cerco di restituirle in ebraico attraverso uno stile letterario profondo, aggiungendo sfumature che aiutano a illuminare il mondo interiore dei versi. Considero tutto questo una vera e propria missione. Provengo inoltre da una tradizione familiare legata alla mistica e alla Cabala, e questa eredità spirituale ha influenzato profondamente il mio modo di percepire la realtà».

Angela K: Lei offre un contributo vitale allo sviluppo della letteratura internazionale. Come è nata quest’idea?
I. Calif: «Tutto è iniziato grazie alla rivista “Atunis”, una straordinaria antologia mondiale. La mia poesia veniva pubblicata accanto a quella di autori internazionali. Un giorno, un poeta mi contattò chiedendomi di tradurre in ebraico una sua poesia dedicata alla pace. All’inizio rifiutai per inesperienza, ma quella richiesta continuava a risuonare dentro di me come un tamburo. Accettai, precisando che avrei fornito una mia interpretazione spirituale del testo. Da quel preciso istante ho compreso la mia missione. Per me è un privilegio assoluto offrire al pubblico israeliano la possibilità di conoscere culture ed emozioni di altri Paesi».

Angela K: Nel giugno 2024 il suo nome è stato al centro dell’attenzione per l’inaugurazione della mostra “Farfalle della Pace” presso la prestigiosa Galleria di Herzliya. Ci racconta l’evento?
I. Calif: «La mostra internazionale “Farfalle della Pace” è nata dal mio intimo desiderio di valorizzare la poesia universale attraverso le opere di 21 poeti internazionali (tradotte da me in ebraico). La mostra ha riunito poesia, fotografia, pittura e scultura. Il titolo nasceva dalla volontà di trasformare la poesia in un simbolo di volo, libertà, pace e amore per l’umanità. È stato un successo straordinario, con le poesie esposte su immensi pannelli artistici».

Angela K: Quali sono i titoli delle sue opere pubblicate e come si è evoluta la sua produzione?
I. Calif: «Ho pubblicato tre libri: “Lolita respira in una strada magica” (2001), “Una luna selvaggia e pura” (2017) e “La Figlia di Dio” (2020). Nel primo ho raccontato la mia lotta personale e la volontà di scegliere la vita e l’amore. Il secondo rappresenta i processi emotivi della mia maturazione. L’ultimo, “La Figlia di Dio”, è invece un libro intimo di gratitudine, preghiera e amore rivolto al Creatore. Esploro l’amore e la dimensione sacra dell’esistenza».

Angela K: Tra i tantissimi premi ricevuti in tutto il mondo, quale considera il più importante?
I. Calif: «Non ho alcun dubbio: il risultato più grande e significativo di tutta la mia vita è la mia famiglia. È il nido che ho costruito insieme alla persona che amo e alle mie tre figlie, che rappresentano la luce pura dei miei occhi, del mio cuore e della mia anima».

Angela K: Prevede di pubblicare nuovi libri nel futuro in collaborazione con la nota pittrice Zehava Neter, sua sorella?
I. Calif: «Certamente. Sto lavorando a due nuovi libri bilingue (ebraico e inglese) che includeranno anche le traduzioni dei miei colleghi poeti internazionali. E sì, continuerò a collaborare con mia sorella Zehava, che è una pittrice intuitiva di fama nazionale. Nelle mostre e nei libri, fondiamo costantemente la mia poesia e le mie fotografie con le sue meravigliose opere pittoriche. Il nostro obiettivo futuro è uno solo: continuare a costruire ponti artistici e di pace tra culture differenti».

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Quando il libro diventa un gioco: Alberto Raffaelli porta la letteratura fuori dalle pagine

È da questa intuizione che prende forma una proposta particolarmente interessante di Alberto Raffaelli, ideatore e promotore di Segnalazioni Letterarie, community di quasi 48.000 membri dedicata al mondo dell’editoria, degli autori e dei lettori (https://www.facebook.com/groups/segnalazioniletterarie/?ref=bookmarks). L’idea è quella di affiancare alla lettura tradizionale anche la scoperta dei numerosi giochi da tavolo nati dal mondo della letteratura e degli universi narrativi.

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Alberto Raffaelli

Redazione-  Dalla lettura condivisa ai giochi da tavolo ispirati ai grandi romanzi: la proposta del fondatore di Segnalazioni Letterarie per trasformare la passione per i libri in un’esperienza ancora più partecipata

C’è un modo per leggere un libro anche quando lo si è già chiuso: parlarne, ricordarlo, condividerlo. E, perché no, giocare con le sue storie.

È da questa intuizione che prende forma una proposta particolarmente interessante di Alberto Raffaelli, ideatore e promotore di Segnalazioni Letterarie, community di quasi 48.000 membri dedicata al mondo dell’editoria, degli autori e dei lettori (https://www.facebook.com/groups/segnalazioniletterarie/?ref=bookmarks). L’idea è quella di affiancare alla lettura tradizionale anche la scoperta dei numerosi giochi da tavolo nati dal mondo della letteratura e degli universi narrativi.

Un’intuizione che potrebbe sembrare soltanto ludica e che, invece, contiene una riflessione culturale molto più ampia. Perché è noto come il gioco possa diventare uno strumento di conoscenza e di socializzazione, e tale funzione può estendersi anche nei confronti delle sue applicazioni ai libri e alla lettura.

Esistono giochi ispirati a grandi romanzi, saghe e personaggi letterari. Alcuni invitano a risolvere enigmi, altri a riconoscere autori e opere, altri ancora trasformano le ambientazioni narrative in veri e propri percorsi strategici. Il denominatore comune è uno soltanto: la storia raccontata non rimane confinata alla pagina, ma diventa materia viva da condividere.

Dato che oggigiorno la lettura deve confrontarsi quotidianamente con una molteplicità di forme di intrattenimento, trovare nuovi modi per avvicinare le persone ai libri diventa una sfida importante.

E il gioco potrebbe rappresentare proprio uno di questi nuovi linguaggi. Non per sostituire il libro, ma per accompagnarlo. Non per rendere la letteratura più superficiale, ma per trasformarla in qualcosa di più accessibile e partecipato. Un gruppo di amici, una famiglia, una classe, una biblioteca o una comunità di lettori possono ritrovarsi intorno a un tavolo e trasformare la conoscenza letteraria in una sfida, una scoperta, una conversazione.

È una prospettiva che si sposa perfettamente con lo spirito di Segnalazioni Letterarie, realtà nella quale il libro non viene considerato semplicemente come un prodotto editoriale, ma come un punto d’incontro tra persone, idee e sensibilità differenti.

Abbiamo intervistato in videochiamata Alberto Raffaelli per parlare di libri, lettori e di questo stimolante rapporto tra letteratura e gioco.

Tombola letteraria per associati, libro

Segnalazioni Letterarie è una community nata attorno alla passione per i libri. Da dove nasce l’idea di avvicinare la lettura al mondo dei giochi da tavolo?

Nasce innanzitutto dal desiderio di trovare nuove modalità per coinvolgere le persone parlando di libri. Essi rimangono naturalmente i protagonisti, ma credo che la cultura possa essere vissuta attraverso linguaggi differenti. I giochi da tavolo ispirati ai libri, agli autori e agli universi narrativi rappresentano una possibilità interessante perché permettono di trasformare la conoscenza in un’esperienza condivisa. Si legge e poi ci si confronta, si gioca, si ragiona, si ricorda. È un modo diverso, ma assolutamente complementare, di vivere la letteratura.

Esistono molti giochi in scatola ispirati a grandi opere letterarie e a celebri universi narrativi. Che cosa pensa possano offrire a un lettore?

Possono offrire innanzitutto un’altra prospettiva. Quando amiamo un libro, spesso desideriamo rimanere ancora un po’ dentro quella storia. Un gioco può consentirci di farlo in maniera diversa, mettendoci davanti a personaggi, ambientazioni, enigmi, parole e situazioni che appartengono a quell’universo narrativo. Penso che sia particolarmente interessante anche per i giovani, perché permette di avvicinare la cultura ludica alla cultura letteraria senza rendere la lettura un obbligo tout-court, ma trasformandola in una scoperta progressiva.

 

Quindi il gioco non deve essere considerato un’alternativa al libro?

Assolutamente no. Io lo vedo come un compagno di viaggio. La lettura offre profondità, immaginazione, riflessione; il gioco aggiunge relazione, confronto e partecipazione. Sono esperienze differenti che però possono dialogare. Anzi, in alcuni casi un gioco può persino suscitare la curiosità verso un libro che non si conosce. Si può partire dal gioco e arrivare alla lettura, oppure fare esattamente il contrario.

 

Quali tipologie di giochi letterari potrebbero funzionare maggiormente all’interno di una community come Segnalazioni Letterarie?

Ci sono moltissime possibilità. Quiz letterari, giochi dedicati agli autori, alle copertine e ai personaggi, sfide sulla conoscenza dei romanzi, giochi investigativi ispirati alla narrativa, percorsi nei quali bisogna riconoscere un’opera attraverso alcuni indizi… Mi piacerebbe soprattutto che fossero giochi capaci di coinvolgere sia il lettore abituale sia chi si avvicina alla letteratura con curiosità. La cosa importante è evitare che la cultura, nella nostra società tecno-liquida, non si trasformi in qualcosa di elitario.

Lei crede dunque che anche un gioco possa diventare uno strumento di promozione della lettura?

Certamente. Tutto ciò che genera curiosità può essere un veicolo culturale. Se una persona, dopo aver partecipato a una sfida letteraria o a un gioco ispirato a un romanzo, sente il desiderio di prendere quel libro e leggerlo, abbiamo già raggiunto un risultato importante. La promozione della lettura passa anche dalla capacità di creare occasioni nuove, piacevoli e inclusive.

In un’epoca dominata dagli schermi, tornare a sedersi intorno a un tavolo può avere anche un valore sociale?

Sicuramente. Il gioco da tavolo ha una caratteristica preziosa: mette le persone una di fronte all’altra. Si parla, si ride, si ragiona, ci si confronta. Se al centro del tavolo mettiamo anche un libro, abbiamo creato un piccolo spazio di cultura condivisa. Credo che oggi ne abbiamo particolarmente bisogno.

Quale messaggio vorrebbe rivolgere ai lettori della testata e ai tanti membri di Segnalazioni Letterarie?

Vorrei invitarli a non considerare il libro soltanto come qualcosa da leggere individualmente, ma anche come un’occasione per incontrarsi. Leggete, naturalmente, ma poi parlate dei libri, consigliateli, metteteli in discussione e, perché no, provate a giocare con le loro storie. La cultura diventa ancora più preziosa quando circola. E se un gioco riesce a far nascere una conversazione su un libro, a far conoscere un autore o a riunire intorno allo stesso tavolo persone che condividono una passione, allora ha già svolto una funzione importante.

Se dovesse immaginare il futuro di Segnalazioni Letterarie, potrebbe esserci anche un vero e proprio gioco dedicato alla vostra community?

Perché no? È un’idea che trovo stimolante. Immaginare un gioco firmato o intitolato Segnalazioni Letterarie significherebbe mettere insieme autori, lettori, domande, curiosità, generi letterari e naturalmente tanto divertimento. Potrebbe diventare un modo originale per raccontare la nostra community e, allo stesso tempo, per continuare a fare quello che ci sta più a cuore: portare i libri tra le persone e le persone dentro i libri.

Gioco della Tombola

Quando parliamo concretamente di giochi ispirati ai libri, quali esperienze possono incontrare oggi i lettori? Ci sono titoli o formule che ritiene particolarmente interessanti?

Il panorama è molto vario e proprio per questo affascinante. Esistono giochi ambientati in grandi universi letterari, come “Dune”, “Il Signore degli Anelli” e “Harry Potter”, ma anche esperienze più direttamente legate alla parola, alla conoscenza degli autori, alla capacità di riconoscere un’opera o di risolvere un caso attraverso degli indizi. Penso, per esempio, ai giochi investigativi di matrice narrativa, nei quali il giocatore deve leggere, dedurre e collegare informazioni. È un’evoluzione interessante: il lettore non è più soltanto colui che fruisce della storia, ma può diventare protagonista dell’esperienza. E credo che questa formula possa avere un enorme potenziale anche per la divulgazione letteraria.

E’ dunque immaginabile un futuro nel quale un lettore, dopo aver terminato un romanzo, possa continuare la sua esperienza attraverso un gioco dedicato proprio a quell’opera?

Assolutamente sì, ed è forse uno degli aspetti che trovo più stimolanti. Immaginiamo di terminare un romanzo e poi sederci intorno a un tavolo con altri lettori per mettere alla prova la nostra conoscenza della storia: riconoscere un personaggio, ricostruire una trama, individuare un autore, risolvere un enigma o affrontare una sfida a squadre. Il libro diventerebbe così il punto di partenza di un’esperienza più ampia. Non sarebbe più soltanto una lettura, ma un percorso capace di unire immaginazione, memoria, cultura e socialità. Ed è proprio questa contaminazione che vorrei proporre alla community di Segnalazioni Letterarie: scoprire i libri anche attraverso modalità nuove, senza perdere mai di vista il valore insostituibile della lettura.

Gioco, In viaggio con Dante

La proposta di Alberto Raffaelli ha, in fondo, il merito di riportare al centro una parola che spesso rischiamo di dimenticare: condivisione.

Perché leggere è un gesto intimo, ma la letteratura nasce per essere raccontata, discussa, tramandata. Un romanzo può cominciare nelle mani di un lettore e finire al centro di una conversazione. Può diventare una domanda, una memoria, una sfida. Può persino trasformarsi in un gioco.

E forse è proprio questa la sfida più bella: fare in modo che i libri non siano soltanto oggetti da possedere o pagine da attraversare, ma mondi nei quali continuare ad abitare insieme. In fondo, una buona storia non finisce quando si chiude l’ultima pagina. A volte, proprio allora, comincia una nuova partita.

 

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Vittorio Sgarbi, novità sulla perizia: e’ in gravissimo pericolo di vita

“Siamo giunti alla verità, anche se c’è’ stato chi per mesi, insultandomi e screditandomi, ha tentato in ogni modo di nasconderla….e lo sta facendo tutt’ora, nonostante l’evidenza!
A parlare è Evelina Sgarbi, che torna a rompere il silenzio con una nuova e durissima dichiarazione sulla vicenda medica e legale che coinvolge il padre, Vittorio Sgarbi.
“Non mi ero sbagliata quando chiedevo trasparenza e informazioni chiare sulla salute di mio padre per capire cosa gli stesse realmente accadendo.

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Evelina Sgarbi

La figlia Evelina Sgarbi rompe gli indugi:”La verità è finalmente emersa, ma c’è chi non lo vuole ammettere e tenta ancora di nasconderla!

Redazione-  “Siamo giunti alla verità, anche se c’è’ stato chi per mesi, insultandomi e screditandomi, ha tentato in ogni modo di nasconderla….e lo sta facendo tutt’ora, nonostante l’evidenza!
A parlare è Evelina Sgarbi, che torna a rompere il silenzio con una nuova e durissima dichiarazione sulla vicenda medica e legale che coinvolge il padre, Vittorio Sgarbi.
“Non mi ero sbagliata quando chiedevo trasparenza e informazioni chiare sulla salute di mio padre per capire cosa gli stesse realmente accadendo. Non mi ero sbagliata quando sostenevo che non ci si trovasse di fronte a una semplice depressione: finalmente le cartelle cliniche hanno dimostrato che mio padre non soffre solo di una forte depressione, ma di una serie di patologie croniche neurologiche e cardiache che incidono sul suo equilibrio cognitivo e che meritano di essere trattate in maniera accurata, lontano dallo show business, e con cure mediche mirate.
I tecnici e i periti a cui mi sono rivolta, dopo aver letto e valutato le carte, mi hanno dato pienamente ragione: serve subito un approfondimento specialistico con medici esperti in campo cardiologico, emodinamico e neurologico. Avere affidato un compito così complesso e multidisciplinare a una sola psicologa si è rivelato un buco nell’acqua.”
La figlia del celebre critico d’arte punta poi l’indice contro gli atti della consulenza tecnica: “Ciò che lascia davvero sgomenti è la relazione del Professor Sani, lo psichiatra che ha avuto in cura mio padre al Gemelli, che nella relazione consegnata alla CTU, omette di prendere in considerazione le relazioni, le diagnosi di dimissione e le risultanze degli esami neurologici e cardiovascolari eseguiti solo pochi mesi prima presso la clinica specialistica San Rossore, dove mio padre è risultato più volte ricoverato. Si tratta di documenti da cui emergono, senza possibilità di letture alternative, dubbi enormi sulle terapie ‘fai da te’ somministrate da chi gli sta vicino che, con molta probabilità, hanno innescato a livello fisico il repentino decadimento di mio padre. Di quanto affermo ho ovviamente tutte le prove e non tempo alcun tipo di azione giudiziaria, tipo querele intimidatorie da parte di chi segue attualmente mio padre. Magari! Venissero a confrontarsi in Tribunale perche’ io, nonostante questa brutta esperienza con la giudice Paola Scorza che ha in carico il processo di mio padre, credo ancora fermamente nella Giustizia e credo che nei Tribunali d’Italia la maggiore parte dei giudici siano uomini e donne giusti, che credono nel diritto e nella verità.
Le drammatiche risultanze di queste cartelle cliniche stridono, in maniera sconcertante, con le conclusioni a cui giunge la CTU, lo ripeto, una psicologa con nessuna competenza di tipo cardiologico, oncologico, neurologica e psichiatrico.
Di fronte a questo quadro, la linea d’azione è già tracciata:
“Ho già dato pieno mandato al mio legale di fiducia, l’avvocato Lorenzo Iacobbi, per contestare punto su punto tutte le omissioni della relazione del Professor Sani, che purtroppo sono state recepite in maniera acritica e acquiescente dalla CTU Lili Romeo. Insieme al nostro perito di parte, presenteremo un articolato pacchetto di rilievi nel merito per pretendere un’integrazione del collegio peritale che includa figure imprescindibili come un cardiologo, un neurologo e un oncologo, e uno psichiatra, alla luce delle gravissime patologie emerse.”
La chiusura della dichiarazione è un accorato appello: “Mio padre è in gravissimo pericolo di vita, continuamente sballottato da un evento ad un altro, solo per un mero business altrui!!. Non intendo rimanere a guardare con le mani in mano, inerme, aspettando che se ne vada per sempre senza aver tentato l’impossibile pur di salvarlo.
Riterro’ responsabile chiunque sia stato vicino a mio padre e non ha fatto tutto quello che era giusto fare per salvargli la vita! Io non mi arrendo. Denuncerò tutti coloro che hanno messo a repentaglio la vita di mio padre!”.

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