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Cronaca

Tragedia nel Salento, agricoltore 72enne sbranato da due rottweiler mentre raccoglie i fichi: la macabra scoperta di figlio e nipote

Una tragedia agghiacciante nelle campagne salentine! 😭 🐕 Giuseppe Pampo, un agricoltore in pensione di 72 anni originario di Leverano, è stato brutalmente ucciso e sbranato da due rottweiler sfuggiti al controllo del padrone. L’uomo si era svegliato alle 5:30 del mattino ed era andato nel suo terreno a Salmenta per raccogliere i fichi in tranquillità. Nessuno ha sentito le sue urla disperate. La macabra scoperta è stata fatta dal figlio Francesco e dal nipote, che non vedendolo rientrare per pranzo sono andati a cercarlo, trovandosi di fronte alla scena peggiore della loro vita. I cani hanno cercato di azzannare anche loro, ma il nipote è riuscito a farli fuggire difendendosi coraggiosamente con un bastone. 🪵 I Carabinieri hanno già rintracciato i due rottweiler e il proprietario (che ora rischia grosso) in una tenuta vicina. Una famiglia distrutta per un attimo di fatale negligenza. Tutta la drammatica ricostruzione nel nostro ultimo articolo. 👇 💔

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Rottweiler

Lecce – Un gesto quotidiano, un’abitudine antica e rassicurante legata all’amore per la terra, si è trasformato in pochi istanti in un dramma inimmaginabile. Il caldo sole del Salento ha illuminato una scena di orrore puro nelle sperdute campagne situate al confine esatto tra i comuni di Nardò e Porto Cesareo, precisamente in località Salmenta. A perdere tragicamente la vita è stato Giuseppe Pampo, uno stimato agricoltore in pensione di 72 anni originario di Leverano, morto in solitudine dopo essere stato brutalmente attaccato e azzannato da due possenti cani di razza rottweiler sfuggiti al controllo del padrone.

L’ultimo viaggio in campagna: una mattinata trasformata in incubo

La dinamica di questa assurda tragedia stringe il cuore. Come faceva da una vita intera, Giuseppe si era svegliato alle primissime luci dell’alba. Intorno alle 5:30 del mattino aveva messo in moto il suo inseparabile Ape Car per raggiungere il proprio appezzamento di terreno. Il suo unico obiettivo era godersi la quiete della campagna salentina per raccogliere i frutti freschi dal suo albero di fichi. Un momento di pace e di fatica contadina che, purtroppo, è stato interrotto dalla ferocia inaudita degli animali.

Essendo il terreno completamente isolato e privo di abitazioni confinanti nel raggio di svariati chilometri, l’aggressione si è consumata nel silenzio più totale. Nessuno ha potuto udire le grida di aiuto del povero 72enne. Secondo le primissime e sommarie ricostruzioni, i due molossi lo avrebbero puntato e attaccato a tradimento poco dopo il suo arrivo, impedendogli qualsiasi via di fuga o di riparo. Il corpo ormai esanime dell’uomo è stato infatti ritrovato proprio lì, riverso a terra, a pochissimi metri di distanza dal suo amato albero di fichi.

La macabra scoperta della famiglia e la lotta per la sopravvivenza

L’allarme è scattato solo alcune ore dopo. Non vedendo il capofamiglia rientrare a casa per il consueto e sacrosanto pranzo domenicale, il figlio Francesco, accompagnato dal nipote della vittima, ha deciso di precipitarsi nelle campagne di Salmenta, mosso da un oscuro presentimento. Al loro arrivo, si sono trovati di fronte a una scena che nessun familiare dovrebbe mai essere costretto a vedere: il corpo senza vita del padre giaceva a terra, ancora intrappolato tra le fauci dei due rottweiler liberi.

Alla vista dei due uomini, i cani non si sono intimoriti, ma hanno tentato di scagliarsi immediatamente anche contro di loro. Il figlio Francesco, pur sopraffatto dal dolore e dallo shock, è riuscito miracolosamente a salvarsi dal feroce attacco solo grazie al provvidenziale e tempestivo intervento del nipote che, brandendo con disperazione e coraggio un grosso e pesante bastone di legno trovato sul posto, è riuscito a colpire e ad allontanare le bestie inferocite prima che potessero azzannarli a loro volta.

Le indagini dei Carabinieri: individuato il padrone dei molossi

All’arrivo a sirene spiegate delle pattuglie dei Carabinieri, chiamati disperatamente dai familiari della vittima, i due cani assassini si erano già dati alla fuga nelle campagne circostanti. Tuttavia, la serrata e fulminea caccia all’animale avviata dalle forze dell’ordine ha dato in breve tempo i suoi frutti.

I due rottweiler, insieme all’inconsapevole (o negligente) proprietario, sono stati rintracciati presso una grande tenuta agricola situata a pochissima distanza dal luogo in cui è avvenuto il ritrovamento del corpo dell’agricoltore. L’attività investigativa è stata ora formalmente affidata ai militari della locale stazione di Nardò. Sugli animali sono in corso indagini specifiche e prelievi di campioni ematici e salivari, fondamentali per la successiva comparazione forense del DNA che inchioderà definitivamente i cani alle loro responsabilità, aggravando la posizione del proprietario (che rischia ora pesantissime accuse penali per omessa custodia e omicidio colposo).

Il dolore di un’intera comunità orfana del “suo” agricoltore

Nel frattempo, la salma del povero Giuseppe Pampo è stata pietosamente ricomposta e trasferita presso la camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Il corpo resta a completa disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che nelle prossime ore dovrà formalmente disporre l’esame autoptico per chiarire con certezza le cause cliniche del decesso. L’intera comunità di Leverano, profondamente legata alla vittima, si stringe ora nel dolore di una famiglia letteralmente distrutta, chiedendo a gran voce che la giustizia faccia rapidamente il suo corso per chiarire le responsabilità di una morte tanto atroce quanto evitabile.

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Cronaca

La banda delle “marmotte” esplosive: 12 bancomat sventrati e oltre 200mila euro di bottino. Scattano 7 arresti clamorosi a Vasto

Boati nella notte, bancomat sventrati e terrore tra i cittadini: l’incubo è finalmente finito! 🚓 💥 All’alba di oggi i Carabinieri di Vasto (Chieti) hanno arrestato 7 pericolosissimi criminali accusati di aver messo a segno la bellezza di 12 assalti esplosivi agli sportelli bancomat. La banda utilizzava la micidiale tecnica della “marmotta”: infilavano tubi pieni di polvere da sparo nelle fessure degli ATM per farli saltare in aria, rischiando di far crollare i palazzi! Il bottino stimato portato via dai malviventi? Oltre 200MILA EURO in contanti! L’operazione, coordinata dal Procuratore Seccia, sta vedendo in queste ore decine di perquisizioni con l’aiuto dei reparti speciali dello “Squadrone Eliportato Cacciatori di Puglia”. Leggete tutti i dettagli mozzafiato del blitz nel nostro nuovo articolo di cronaca nera! 👇 🏦

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Prelievo bancomat

Vasto – Il boato sordo nel cuore della notte, il rumore dei vetri in frantumi, l’allarme che suona all’impazzata e interi quartieri o piccoli paesi che si svegliano di soprassalto, in preda al terrore. È stato questo, per mesi, il drammatico e ricorrente copione criminale che ha sconvolto diversi comuni tra Abruzzo e regioni limitrofe. Ma all’alba di oggi, questo incubo fatto di polvere da sparo e furti audaci è finalmente e definitivamente giunto al termine. Sette persone, accusate a vario titolo di far parte di un’organizzazione criminale, sono state arrestate dai Carabinieri della Compagnia di Vasto (in provincia di Chieti) al termine di una complessa e chirurgica operazione di intelligence. La pesante accusa mossa a loro carico è quella di essere i responsabili diretti di una lunghissima e seriale serie di efferati assalti armati ai danni di bancomat di svariati istituti di credito.

La fine di un incubo: l’operazione dei Carabinieri all’alba

Dalle prime luci del giorno, i militari dell’Arma stanno dando esecuzione a una durissima ordinanza di custodia cautelare in carcere (la misura più restrittiva prevista dal nostro ordinamento), emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) del Tribunale di Vasto nei confronti dei sette indagati. La lista dei reati che gli inquirenti sono riusciti a ricostruire e addebitare alla spregiudicata banda è impressionante: ai malviventi vengono contestati complessivamente ben 12 colpi portati a termine o tentati con violenza inaudita nel corso degli ultimi mesi. Una vera e propria escalation criminale che rischiava di mettere in ginocchio la sicurezza degli sportelli bancari della zona.

La tecnica criminale: le micidiali “marmotte” esplosive

Secondo quanto meticolosamente ricostruito dai formidabili investigatori dei Carabinieri, la banda non agiva in modo sprovveduto o casuale, ma si avvaleva di tecniche ormai tristemente note nel panorama della malavita specializzata: l’utilizzo delle cosiddette “marmotte”. Si tratta di artigianali ma micidiali e potentissimi dispositivi esplosivi, solitamente costituiti da lunghi e sottili parallelepipedi di metallo riempiti di polvere da sparo, progettati appositamente per essere inseriti a forza nelle feritoie (quella per l’erogazione delle banconote) delle apparecchiature ATM.

Una volta innescati, l’esplosione violentissima dall’interno faceva letteralmente saltare per aria lo sportello blindato, provocando danni strutturali gravissimi alle banche e, purtroppo, mettendo a serio e costante repentaglio l’incolumità pubblica e strutturale dei palazzi sovrastanti.

Le indagini: il ruolo della Procura e il tesoro illecito

L’operazione non si è basata su indizi fortuiti, ma su un lavoro certosino di incrocio di dati, telecamere, celle telefoniche e intercettazioni. Le indagini, coordinate magistralmente in prima persona dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vasto, Domenico Angelo Raffaele Seccia, avrebbero permesso agli inquirenti di raccogliere e blindare gravissimi e inconfutabili indizi di colpevolezza nei confronti dei sette arrestati, delineando i ruoli specifici di ciascuno all’interno del sodalizio criminale.

I risultati dei loro assalti esplosivi erano spaventosamente redditizi. Secondo le stime incrociate tra gli inquirenti e gli istituti bancari colpiti, il bottino complessivamente sottratto nel corso della dozzina di assalti ammonterebbe a oltre 200mila euro in contanti. Un vero e proprio tesoro illecito racimolato seminando il panico nel cuore della notte.

I rinforzi speciali: in campo i Cacciatori di Puglia

Per assicurare alla giustizia individui descritti come altamente pericolosi e spregiudicati, l’Arma dei Carabinieri non ha voluto correre alcun rischio, schierando i propri reparti d’eccellenza. Oltre agli arresti, in queste ore concitate sono ancora in pieno corso decine di perquisizioni domiciliari alla ricerca di ulteriori prove, esplosivo o denaro. Tali operazioni, vista la delicatezza e la pericolosità dei soggetti coinvolti, sono condotte dai militari di Vasto con il preziosissimo e spettacolare supporto operativo dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Puglia, unità speciale dell’Arma addestrata per muoversi negli scenari più impervi e rischiosi. La caccia al tesoro della banda delle marmotte è solo all’inizio.

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Cronaca

Emergenza a Noicattaro, il lupo sfugge ancora alla cattura. Il sindaco Innamorato: “È un animale intelligente, ma lo prenderemo. Evitate i parchi”

Il lupo di Noicattaro è sfuggito per un soffio alla cattura! 🐺 🚨 Dopo le tre aggressioni ai bambini (l’ultima il giorno di Ferragosto), la caccia all’esemplare prosegue senza sosta. Intervenuto in diretta a “Morning News” su Canale 5, il sindaco Raimondo Innamorato ha svelato un retroscena frustrante: “Eravamo a un passo dal prenderlo per ben due volte, ma è un animale estremamente intelligente ed è riuscito a sfuggire alle trappole”. In queste ore è in corso un nuovo vertice d’emergenza in Prefettura a Bari per intensificare la task force. Nel frattempo, scatta il severo appello a tutti i cittadini: “Non frequentate parchi, non passeggiate con i cani nelle zone di campagna e, soprattutto, NON LASCIARE CIBO ALL’APERTO!”. L’allarme lupi si sta estendendo: avvistamenti sospetti e ordinanze precauzionali anche nel comune di Bitonto. Trovate tutte le raccomandazioni per la vostra sicurezza nel nostro articolo completo! 👇 🌳

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Lupo

Noicattaro – La paura continua a serpeggiare tra le strade e le campagne del Barese. La vicenda del lupo solitario che, nel giro di poche settimane, si è reso protagonista di ben tre drammatiche aggressioni ai danni di altrettanti bambini nel comune di Noicattaro (l’ultimo inquietante episodio risale proprio alla giornata di Ferragosto), sta tenendo un’intera comunità con il fiato sospeso. C’era grande attesa per l’esito delle massicce operazioni di ricerca e cattura avviate dalle autorità competenti subito dopo l’ultimo attacco, ma l’animale, spinto dall’istinto di sopravvivenza, continua a eludere abilmente le trappole e i rastrellamenti delle forze dell’ordine e dei forestali.

La caccia all’animale: due tentativi falliti di un soffio

A fare il punto della situazione, aggiornando la cittadinanza sull’evoluzione delle ricerche, è intervenuto direttamente il sindaco di Noicattaro, Raimondo Innamorato. In un collegamento in diretta televisiva nazionale durante la popolare trasmissione Morning News di Canale 5, il primo cittadino ha rivelato un retroscena frustrante ma emblematico della difficoltà delle operazioni: “Siamo andati vicini alla cattura del lupo in almeno due occasioni, ma per poco non siamo riusciti a prenderlo”.

L’animale selvatico, infatti, pur spingendosi pericolosamente a ridosso dei centri abitati per cercare nutrimento, conserva un istinto predatorio e di fuga eccezionale. “È un animale estremamente intelligente”, ha sottolineato Innamorato, confermando quanto l’esemplare sia abile a fiutare il pericolo e a dileguarsi nella fitta vegetazione al minimo rumore sospetto.

Il vertice d’emergenza in Prefettura a Bari

Nonostante i tentativi andati a vuoto, l’attenzione istituzionale resta altissima e non c’è alcuna intenzione di abbassare la guardia. “Posso assicurare a tutta la cittadinanza che le istituzioni territoriali e gli esperti forestali sono al lavoro sul campo senza sosta, giorno e notte”, ha garantito il sindaco in diretta tv. “Arriveremo alla cattura dell’esemplare per mettere in sicurezza la popolazione, ma nel frattempo è assolutamente necessario che tutti i cittadini rispettino scrupolosamente i divieti imposti”. Proprio per coordinare e intensificare ulteriormente questa colossale e complessa battuta di caccia incruenta, nella mattinata di oggi, lunedì 17 agosto, è stato indetto un nuovo e fondamentale vertice in Prefettura a Bari, dove si riunirà la speciale task force per pianificare le prossime, decisive mosse tattiche.

Il disperato appello ai cittadini: “Non lasciate cibo all’aperto”

In attesa che l’animale venga sedato e catturato dagli esperti per essere trasferito in un’area faunistica protetta, il sindaco Innamorato ha voluto lanciare un accorato e stringente appello ai propri concittadini, invitando tutti alla massima prudenza. Il primo cittadino ha raccomandato vivamente alla popolazione di non frequentare in alcun modo parchi pubblici, aree verdi attrezzate e lamie situate nelle vicinanze delle campagne interessate dalle ricerche.

Le indicazioni sono chiare e tassative: bisogna evitare categoricamente le passeggiate, soprattutto nelle ore serali o all’imbrunire, con i propri animali domestici nelle zone considerate a rischio. Ma la raccomandazione più importante riguarda i rifiuti: “Il lupo si avvicina ai centri urbani spinto dalla fame, per alimentarsi”, ha ricordato Innamorato. È dunque severamente vietato abbandonare cibo o scarti alimentari all’aperto, che potrebbero fungere da letale esca per attirare l’animale a pochi metri dalle abitazioni.

L’emergenza si allarga: allarme e ordinanze anche a Bitonto

Nel frattempo, la fobia per i predatori selvatici sta progressivamente varcando i confini di Noicattaro, investendo l’intera provincia. L’allarme lupi, infatti, non riguarda più unicamente il territorio del primo cittadino Innamorato. Nelle ultime ore, decine di segnalazioni e presunti avvistamenti fotografici di esemplari simili hanno interessato da vicino anche le aree periferiche e di campagna del limitrofo territorio di Bitonto.

La situazione ha spinto le istituzioni locali ad agire preventivamente per tutelare l’incolumità pubblica: nei giorni scorsi il sindaco bitontino, Francesco Paolo Ricci, ha tempestivamente emanato un’ordinanza ufficiale contenente rigide misure precauzionali e comportamentali rivolte alla propria popolazione, nel tentativo di scongiurare il ripetersi dei drammatici episodi registrati a Noicattaro. La caccia continua, ma la raccomandazione resta una sola: massima allerta e prudenza.

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Cronaca

Teramo – fotografava bambini in costume, denunciato

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Polizia

Teramo – Un uomo di sessant’anni, già gravato da precedenti specifici, è stato denunciato per detenzione di materiale pedopornografico dopo essere stato sorpreso a scattare di nascosto foto a minori all’interno di un camping nel Teramano.L’intervento della Squadra Mobile di Teramo è stato innescato dalla provvidenziale segnalazione di una turista in villeggiatura.
La donna, insospettita dalla prolungata e costante presenza dell’uomo nella hall della struttura e dopo aver udito inequivocabilmente il rumore dell’otturatore dello smartphone rivolto verso un gruppo di bambini, ha deciso di vederci chiaro.Appostandosi dietro una finestra esterna, è riuscita a registrare un video in cui il sessantenne veniva immortalato, mentre scorreva sul display diverse immagini di minori in costume da bagno, tra cui un bambino a lei conosciuto.Al momento del controllo di polizia, le fotografie incriminate non erano più presenti nella galleria del dispositivo, ma il sessantenne ha comunque ammesso le proprie responsabilità confessando di averle scattate e cancellate poco dopo.
L’uomo ha tentato di giustificare le proprie azioni attribuendole a un problema psichiatrico per il quale in passato avrebbe già seguito un percorso terapeutico. Le autorità hanno formalizzato la denuncia e posto immediatamente sotto sequestro il telefono cellulare, che sarà ora sottoposto a più approfonditi accertamenti tecnici informatici.

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