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Il trionfo europeo di Sara Curtis e le radici in Ciociaria. Quadrini: “Un orgoglio per la nostra terra, la accoglieremo a Frosinone con tutti gli onori”

Il cuore di Sara Curtis batte anche in Ciociaria! 🏊‍♀️ 🥇 La favolosa campionessa azzurra che ha appena sbancato i Campionati Europei di Nuoto a suon di record e medaglie d’oro ha un legame profondo e mai spezzato con il nostro territorio. Suo nonno Paride e il papà Vincenzo sono originari di Cervaro (Frosinone), ed è proprio nella casa di famiglia tra le colline ciociare che Sara ha trascorso tutte le sue estati da bambina. Fu lì, a soli 10 anni, guardando le Olimpiadi in tv, che sognò per la prima volta di indossare la maglia azzurra! Il Consigliere Provinciale Gianluca Quadrini ha rivolto parole commoventi all’atleta, annunciando una grande festa: “È un esempio di sacrificio e tenacia per tutti i nostri giovani. La inviteremo ufficialmente a Palazzo Jacobucci in Provincia di Frosinone per stringerla nell’abbraccio dell’intera terra ciociara!”. Leggete la bellissima storia di Sara nel nostro nuovo articolo! 👇 🇮🇹

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Sara Curtis

Frosinone – Ci sono trionfi sportivi che vanno ben oltre il freddo cronometro o il metallo prezioso di una medaglia. Vittorie che si intrecciano in modo indissolubile con la storia delle famiglie, con i ricordi d’infanzia e con il profondo legame verso le proprie radici. I clamorosi e recenti successi internazionali ottenuti dalla formidabile nuotatrice azzurra Sara Curtis ai Campionati Europei di Nuoto — dove ha collezionato prestazioni da record e medaglie d’oro proiettandosi nell’Olimpo della disciplina a livello mondiale — rappresentano una pagina memorabile per l’intero sport italiano, ma soprattutto un motivo di profondissima commozione e di incontenibile esultanza per l’intero territorio della provincia di Frosinone. E il motivo è tanto semplice quanto meraviglioso: l’anima di questa campionessa è indissolubilmente legata alla terra ciociara.

Il sogno nato a Cervaro: l’estate del 2016 e le Olimpiadi in TV

Nonostante la fuoriclasse azzurra sia nata, cresciuta e si sia allenata in Piemonte, il suo patrimonio identitario e affettivo più intimo affonda radici profonde e mai recise nel piccolo e accogliente comune di Cervaro. È qui, infatti, che sono nati e vissuti il papà Vincenzo e l’amatissimo nonno Paride. È proprio tra queste meravigliose colline ciociare, nella storica casa di famiglia dei nonni e circondata dall’affetto viscerale dei parenti che tuttora vi risiedono, che la piccola Sara ha trascorso spensierata tutte le estati della sua infanzia e della prima giovinezza.

I ricordi di quelle vacanze sono indelebili. Uno in particolare ha segnato il suo destino: l’estate del 2016. In quei giorni, a soli dieci anni, la piccola Sara sedeva incantata davanti al televisore di quella stessa casa di Cervaro, seguendo con gli occhi lucidi e rapiti le gare delle Olimpiadi. È proprio in quel salotto ciociaro che, bracciata dopo bracciata, ha alimentato con feroce determinazione il sogno di poter vestire, un giorno, la maglia azzurra e salire sui podi più prestigiosi del pianeta. Un sogno che oggi è diventato una splendida, dorata realtà.

L’omaggio di Gianluca Quadrini: “Modello luminoso di sacrificio e tenacia”

A farsi portavoce del sentimento di festa dell’intera comunità provinciale, sottolineando l’eccezionale valore simbolico di questo trionfo, è intervenuto Gianluca Quadrini (Consigliere Provinciale di Frosinone, Dirigente ANCI Lazio e Vice Segretario Nazionale Vicario del partito Evoluzione e Libertà). Le sue parole sono un elogio sentito non solo all’atleta, ma soprattutto alla donna: “I traguardi eccezionali conseguiti da Sara Curtis rappresentano molto più di una straordinaria vittoria atletica”, ha esordito Quadrini, “sono il manifesto tangibile di cosa significhino davvero parole come dedizione, spirito di sacrificio, ferrea disciplina e passione quotidiana. Sara è diventata in breve tempo un modello luminoso e d’ispirazione per tutti i nostri giovani, la dimostrazione vivente che, con la tenacia e la forza di volontà, nessun traguardo è precluso all’essere umano”.

L’invito solenne: “L’aspettiamo a Palazzo Jacobucci per l’abbraccio della Ciociaria”

Il Consigliere Provinciale ha poi voluto evidenziare il valore umano del legame territoriale: “Come amministratore, come rappresentante politico, ma prima ancora come cittadino innamorato di questo territorio, provare la gioia indescrivibile di veder trionfare un’atleta il cui percorso di vita è così intimamente legato a Cervaro e alla provincia di Frosinone è un sentimento che riempie il cuore. Il legame fortissimo con la figura del nonno Paride, il ricordo delle sue estati trascorse tra le nostre colline e l’affetto della comunità di Cervaro – che in queste settimane ha vissuto ogni singola bracciata col fiato sospeso – testimoniano come le solide radici della Ciociaria sappiano essere un’ancora salda per i nostri talenti e una fonte inesauribile di valori autentici”.

Le congratulazioni non si fermano alle parole, ma si trasformano in un invito ufficiale a nome delle istituzioni locali: “A Sara, al papà Vincenzo, al nonno Paride e a tutta la sua famiglia desidero rivolgere le più vive e sentite congratulazioni”, ha concluso Gianluca Quadrini. “Sarà per noi un immenso privilegio, oltre che un preciso dovere istituzionale, poterla ricevere al più presto e festeggiarla ufficialmente. La accoglieremo con tutti gli onori nel Palazzo Jacobucci, sede della Provincia di Frosinone, per consegnarle un riconoscimento solenne e per stringerla nel meritato e caloroso abbraccio dell’intera terra ciociara”. Un appuntamento che promette di trasformarsi in una grande festa di popolo per celebrare un’eccellenza che porta un pezzetto di Frosinone ai vertici del nuoto mondiale.

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E’ morto VARENNE, la grande leggenda del Trotto

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Varenne

Redazione-  È morto Varenne, il più grande trottatore di tutti i tempi.La notizia, che si sta diffondendo sui social e media, è stata confermata all’ANSA dallo storico driver del ‘Capitano’, che aveva compiuto a maggio i 31 anni nell’allevamento LJ di Eboli. Varenne aveva disputato l’ultima gara il 28 settembre 2002, in Canada. A sette anni il fuoriclasse dei trottatori, figlio di Waikiki Beach e Ialmaz, si era piazzato secondo, a Montreal, nel Mondial Trot, dietro la francese Fan Idole. Era poi stato retrocesso all’ultimo posto per l’andatura. Un incidente che gli era capitato solo nella corsa di esordio, nel 1998.Nato il 19 maggio 1995 nell’Allevamento di Zenzalino di Alessandro Viani con una genealogia unica – il padre era figlio di Speedy Somolli, da Speedy Crown e la madre figlia di Zebu, da Sharif di Iesolo – Varenne ha corso in carriera 72 gare vincendone 63, raccogliendo oltre sei milioni di euro in premi (primato assoluto davanti alla statunitense Moni Maker). Diventando riproduttore, ha generato oltre duemila figli.

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La Procura del CONI indaga sulla candidatura di Malago’

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Malagò

Redazione-  Il terremoto che potrebbe scuotere la FIGC rischia di arrivare fino alla panchina della Nazionale: la Procura generale dello Sport ha chiesto alla Procura Federale di verificare la regolarità dell’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della Federcalcio. Al centro degli accertamenti c’è il suo tesseramento e, soprattutto, il possesso dei requisiti necessari per candidarsi alla guida della Federazione. L’effetto domino riguarderebbe anche Roberto Mancini, scelto dal nuovo presidente federale come commissario tecnico della Nazionale.

L’allenatore non è sotto indagine, ma potrebbe subire le conseguenze dell’inchiesta qualora Malagò non risultasse idoneo con il tesseramento per poter essere eletto. La Stampa riporta il quesito sollevato dall’avvocato Renato Miele che aveva provato a candidarsi per il posto da presidente senza aver ricevuto il sostegno necessario dalle diverse componenti. Il suo esposto era stato respinto, ma la richiesta fatta dalla Procura generale dello Sport potrebbe cambiare le carte in tavola.

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Nadia Battocletti nella leggenda dell’atletica: a Birmingham trionfa nei 10.000 ed è la prima donna nella storia a centrare la doppia doppietta. “La mia forza siete voi”

Semplicemente I-M-M-E-N-S-A! 🥇 🇮🇹 Nadia Battocletti riscrive la storia e ci fa impazzire d’orgoglio ai Campionati Europei di Birmingham 2026! Tre giorni dopo l’oro nei 5000 metri, la fuoriclasse trentina sbaraglia la concorrenza e vince anche la gara dei 10.000 metri (in 31’41″17). È un record PAZZESCO: Nadia è la PRIMA DONNA NELLA STORIA a conquistare la doppia doppietta in due edizioni europee consecutive (Roma 2024 e Birmingham 2026)! Bravissime anche le italiane Elisa Palmero e Federica Del Buono (rispettivamente 5° e 6°). Ma oltre alle gambe d’oro, c’è un cuore grande. L’intervista a caldo: “I record? Sono felice solo perché rendo felice la gente. Tanti anziani e bimbi mi scrivono che trovano la forza guardandomi. Ma la verità è che sono io che trovo la forza grazie a voi!”. Facciamo un applauso infinito alla regina d’Europa nel nostro articolo! 👇 💙

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Nadia Battocletti

Sport (Birmingham) – Ci sono campioni che vincono le medaglie e finiscono negli annali, e poi ci sono leggende viventi che riscrivono letteralmente i libri di storia, conquistando non solo i podi, ma anche il cuore di un’intera Nazione. Nadia Battocletti appartiene, senza ombra di dubbio, a quest’ultima e rarissima categoria di fuoriclasse. Sulla gloriosa pista di Birmingham 2026, la fuoriclasse trentina si è appena confermata l’indiscussa e assoluta regina d’Europa del mezzofondo prolungato, conquistando una monumentale medaglia d’oro nei 10.000 metri, ad appena tre giorni di distanza dal trionfo mozzafiato registrato nei 5.000 metri. Con questa clamorosa vittoria, il tricolore italiano sventola più alto che mai nel cielo britannico.

La regina d’Europa è ancora azzurra: un record storico e ineguagliabile

Ciò che ha compiuto Nadia Battocletti nella serata di Birmingham va ben oltre il semplice e pur straordinario gesto atletico, proiettandola direttamente nel gotha mondiale dell’atletica leggera femminile. Ripetendo l’esatta, trionfale impresa compiuta in casa, sotto il cielo magico di Roma 2024, la mezzofondista trentina è diventata la prima donna in assoluto nella storia dell’atletica continentale a centrare due formidabili doppiette (oro nei 5.000 e oro nei 10.000 metri) in due edizioni consecutive dei Campionati Europei. Una supremazia tecnica, fisica e tattica che al momento non conosce rivali nel vecchio continente e che testimonia una solidità mentale fuori dal comune.

La gara perfetta e i piazzamenti delle altre straordinarie azzurre

La gara dei 10.000 metri è stata un capolavoro di intelligenza tattica e gestione delle energie. Battocletti ha saputo attendere il momento propizio per sferrare l’attacco decisivo, imponendosi sul traguardo con il formidabile crono di 31’41″17. Un tempo che ha lasciato il vuoto alle sue spalle, costringendo alla resa due fortissime avversarie: la tenace olandese Maureen Koster (che si è dovuta accontentare della medaglia d’argento chiudendo in 31’45″76) e la belga Jana van Lent, che si è messa al collo la medaglia di bronzo fermando il cronometro sul 31’47″81.

Ma la serata magica di Birmingham non si esaurisce solo con l’oro di Nadia, confermando lo straordinario stato di salute di tutto il movimento del mezzofondo azzurro. Le altre atlete italiane in gara hanno infatti disputato una prova maiuscola: la bravissima Elisa Palmero ha conquistato uno splendido e prezioso quinto posto (32’00″06), seguita a ruota dalla grintosissima Federica Del Buono, che ha tagliato il traguardo in sesta posizione (32’01″42). Una vera e propria marea azzurra che ha inondato le prime posizioni della classifica europea.

L’intervista: “La vera vittoria è l’amore della gente”

Tuttavia, ciò che rende Nadia Battocletti una campionessa immensa, amata da milioni di italiani, non è soltanto la bacheca piena di ori europei, ma l’incredibile profondità del suo animo. Pochi minuti dopo aver tagliato il traguardo, ancora madida di sudore e con l’oro al collo, la ragazza trentina ha rilasciato dichiarazioni da brividi ai microfoni di Sky Sport: «Vi dico la verità, al di là dei risultati sportivi, ciò che mi rende davvero felice è riuscire a rendere felici le altre persone», ha confessato con il suo inconfondibile sorriso umile e luminoso.

«Ogni giorno mi scrivono centinaia di persone, dai bambini piccoli fino agli anziani. Molti di loro mi dicono che trovano la forza di superare le difficoltà della vita di tutti i giorni semplicemente guardandomi correre. Ma la verità», ha concluso l’azzurra emozionando l’intervistatore, «è che sono io a trovare la forza e il coraggio leggendo le loro parole».

Il simbolo di un’Italia che vince col sorriso

Nadia Battocletti è il volto pulito di uno sport fatto di fatica vera, sacrificio estremo e valori autentici. Mentre si gode il doppio tetto d’Europa a Birmingham, ci ricorda una lezione meravigliosa: le medaglie si possono vincere o perdere, i record sportivi sono fatti per essere prima o poi superati, ma l’amore, il rispetto e l’empatia che un’atleta riesce a trasmettere alla gente restano incisi nella memoria collettiva per l’eternità. Grazie, immensa Nadia!

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