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L’urlo contro l’invisibilità che scuote la Marsica: a Pescina la favola di rinascita di Manuela Mancinelli nel nome immortale di Ignazio Silone

Una lezione di vita straordinaria che scalda il cuore! ❤️ Spettacolare successo a Pescina per la presentazione del libro “Non sparire dal radar” di Manuela Mancinelli. Nel nome della dignità di Ignazio Silone, una giornata magica tra parole, la psicologia della resilienza e le note struggenti di un sax. 🎷✨ Una storia potente dedicata a chi cade, si rialza e combatte contro la paura di essere invisibile in questo mondo. Un messaggio d’amore puro che vi cambierà dentro! 🌟 Leggi qui per scoprire tutti i dettagli di questo evento indimenticabile! 👇

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Presentazione libro Pescina

Pescina – Ci sono pomeriggi in cui la letteratura smette di essere un semplice esercizio di stile per trasformarsi in uno specchio collettivo, un luogo dell’anima in cui i dolori personali si fondono con il vissuto di un’intera comunità. Lo splendido e storico Chiostro del Teatro ‘San Francesco’ di Pescina ha fatto da cornice a una giornata intrisa di un’intensità emotiva straordinaria, densa di sguardi partecipi, lacrime trattenute e lunghissimi applausi liberatori. L’occasione è stata la presentazione ufficiale di “Non sparire dal radar”, l’opera prima di Manuela Mancinelli. Una vera e propria festa del riscatto umano che ha richiamato un pubblico numeroso, attento e commosso, composto da persone che, nonostante le tempeste della vita, hanno scelto di non arrendersi, di continuare a cercare una strada e, soprattutto, di restare visibili a se stesse e agli altri.

Trovare accoglienza a Pescina per un libro che parla di resilienza e dignità possiede un significato simbolico e letterario immenso. Questa terra custodisce infatti nel proprio patrimonio genetico e culturale la figura monumentale di Ignazio Silone, lo scrittore che più di ogni altro ha saputo dare voce agli ultimi, ai cafoni, agli esclusi della storia, a chi resiste nell’ombra continuando a coltivare una fiera speranza di riscatto sociale. In questa atmosfera profondamente siloniana, il volume di Manuela Mancinelli ha dialogato perfettamente con le coscienze dei presenti. A guidare l’incontro con sensibilità e rara competenza giornalistica è stato Giuseppe Fuggetta, capace di moderare il dibattito creando un ponte autentico tra le suggestioni del testo e il cuore pulsante della platea.

Il coraggio di scrivere e la forza psicologica di rialzarsi dopo la caduta

Un ruolo fondamentale nella genesi di questo progetto letterario è stato ricoperto dal Professor Sandro Valletta, autore di una prefazione illuminante. È stato proprio il confronto intellettuale e umano tra Valletta e l’autrice a dare la spinta decisiva a quest’ultima per mettere nero su bianco i propri vissuti, dimostrando il valore immenso del sostegno culturale verso i talenti in erba. Altrettanto prezioso è stato il contributo scientifico della psicologa Maria Rosita Cecilia, il cui intervento ha permesso di sviscerare la complessa dimensione umana racchiusa nelle pagine del libro. La dottoressa ha offerto chiavi di lettura fondamentali sui temi della fragilità emotiva, della gestione del trauma e di quella misteriosa capacità di non perdersi anche quando le circostanze della vita sembrano spingere l’individuo verso il buio più fitto.

Accanto alla scrittrice, la presenza di Erica Del Vecchio, curatrice del volume per la ‘DVG Studio’ di Avezzano, ha testimoniato il grande lavoro editoriale svolto per valorizzare un’opera nata per arrivare dritta al cuore dei lettori. Ma il momento in cui l’emozione si è fatta carne è stato durante la lettura ad alta voce di alcuni brani scelti. Le parole scritte sono sembrate prendere vita tra le arcate del chiostro, trasformando le ferite private in consapevolezza condivisa. A rendere l’atmosfera ancora più magnetica e sospesa ci hanno pensato le stupende note del sax di Dorindo Mancinelli, consigliere comunale con delega alle politiche sociali, che ha saputo fondere la musica con la letteratura, sottolineando ogni passaggio narrativo con una melodia densa di pathos.

L’umanità contemporanea e la lotta per non diventare invisibili

Il successo di questa manifestazione è stato reso possibile anche grazie alla profonda sensibilità dimostrata dall’amministrazione comunale di Pescina, in particolare dal sindaco Luigi Soricone e dall’assessore alla Cultura Giovanni Tranquilli, che hanno concesso l’uso di una location di così alto valore storico. Pescina si conferma così, ancora una volta, una capitale della memoria e del confronto civile. Se Silone raccontava un’umanità alle prese con la fame materiale, l’ingiustizia e l’emarginazione dei primi del Novecento, Manuela Mancinelli parla a un’umanità contemporanea che rischia spesso di sentirsi invisibile, smarrita e scollegata da quel “radar” emotivo che rappresenta la relazione profonda con il prossimo e con la propria identità.

Due epoche diverse, due linguaggi distanti, ma un unico identico filo conduttore: la centralità assoluta dell’essere umano e il rifiuto categorico di arrendersi all’isolamento. La giornata di Pescina lascia un messaggio semplice eppure di una potenza devastante: si può attraversare il dolore senza lasciarsi distruggere da esso, si può cadere rovinosamente senza smettere di trovare la forza per rialzarsi, si può essere avvolti dal silenzio senza mai rinunciare alla propria voce interiore. Nessuno in questo mondo dovrebbe mai sentirsi invisibile o dimenticato. Anche nei momenti più bui, esiste sempre, per chiunque, la possibilità di tornare a essere visto, ascoltato, amato e finalmente riconosciuto per il proprio valore.

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Nessuna lettera andrà più smarrita nel vuoto: a Rieti e provincia la corrispondenza ti segue anche in vacanza o dopo un trasloco con il servizio “Seguimi” di Poste Italiane

La posta non ti perde mai di vista! 📬✨ Che tu stia cambiando casa o partendo per le vacanze, a Rieti e provincia arriva il servizio “Seguimi” di Poste Italiane. Attivabile in pochi click online con SPID o allo sportello, devia tutta la tua corrispondenza (anche quella a firma!) al tuo nuovo indirizzo per 3, 6 o 12 mesi. 🚗💼 Un pensiero in meno per famiglie e aziende che cambiano vita. Leggi qui per scoprire i prezzi ufficiali, come personalizzare il servizio e attivarlo subito senza fare file! 👇

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Portalettere

Rieti – Ci sono piccoli gesti quotidiani, apparentemente banali, che racchiudono in sé il senso profondo della nostra stabilità e delle nostre relazioni con il mondo esterno. Aprire la cassetta delle lettere e trovare una bolletta, una comunicazione istituzionale importante o una cartolina scritta a mano da una persona cara è un rito che appartiene alla nostra intimità. Eppure, quando la vita ci chiama a cambiare rotta – sia per un trasferimento definitivo in una nuova casa, sia per una temporanea fuga estiva verso una località turistica – sorge spontanea la paura di perdere quel filo invisibile. Le lettere non ritirate si accumulano nel vecchio stabile, i documenti importanti rischiano di andare smarriti nel nulla e l’ansia da disconnessione burocratica si fa sentire. Da oggi, per tutti i cittadini e le imprese di Rieti e della sua splendida provincia, questo timore diventa solo un vecchio ricordo del passato.

Poste Italiane ha infatti riacceso i riflettori su una delle sue soluzioni più umane, flessibili e amate: il servizio “Seguimi”. Questa infrastruttura logistica non è un semplice automatismo di smistamento, ma si configura come un vero e proprio custode dei nostri messaggi, capace di deviare il percorso della corrispondenza dal vecchio al nuovo indirizzo, sia esso situato in un altro quartiere della città, in un borgo arroccato della Sabina o persino dall’altra parte del mondo, oltre i confini nazionali. Dedicato espressamente sia ai privati cittadini che alle realtà aziendali, il servizio trasforma il trauma logistico del trasloco o della gestione di una sede stagionale in un passaggio fluido, sereno e privo di qualsiasi intoppo organizzativo.

Un abito su misura per le esigenze di ogni famiglia e azienda

La vera forza del servizio risiede nella sua totale e profonda personalizzazione, pensata per cucirsi addosso alle reali necessità di ogni utente come un abito sartoriale. I cittadini della provincia reatina possono infatti modulare l’offerta decidendo la durata esatta del reinoltro della posta, scegliendo tra tre comodi scaglioni temporali: 3, 6 oppure 12 mesi. Ma le opzioni non si fermano qui. È possibile richiedere la deviazione di “Tutta la Posta” ordinaria oppure, per chi desidera monitorare solo gli invii più delicati e ufficiali, attivare l’opzione “Solo Posta a firma”. Quest’ultima formula, disponibile esclusivamente per il territorio italiano, garantisce il recapito sicuro al nuovo indirizzo di prodotti fondamentali come Raccomandate, Raccomandate 1, Assicurate e pacchi della gamma Poste Deliverybox Standard.

Il servizio dimostra una straordinaria sensibilità verso la complessità dei nuclei familiari moderni, offrendo la possibilità di estendere il reinoltro, con un’unica e semplice richiesta economica, a tutti i conviventi del nucleo familiare. Inoltre, per le aziende del territorio o per i professionisti che hanno bisogno di una riservatezza ancora maggiore o di una flessibilità d’orario totale, il flusso postale può essere deviato non solo verso un classico domicilio fisico privato, ma anche direttamente verso una Casella Postale situata all’interno dell’ufficio di riferimento. Un modo intelligente per far girare l’economia locale senza che nessuna impresa debba mai fermarsi per colpa di un cambio di sede.

Dallo sportello al click digitale: l’accessibilità a portata di mano

Attivare questo salvagente logistico è un’operazione immediata e profondamente inclusiva, studiata per andare incontro sia a chi ama il contatto umano tradizionale sia a chi preferisce la velocità del mondo digitale. Il servizio può essere sottoscritto fisicamente recandosi presso uno dei quattro uffici postali della città di Rieti o nei tantissimi sportelli capillarmente distribuiti in tutta la provincia. Per ridurre al minimo i tempi di attesa e risparmiare minuti preziosi, Poste Italiane permette di compilare preventivamente la “Scheda Cliente” direttamente da casa sul proprio computer, stamparla e presentarla già pronta all’operatore di sportello, magari dopo aver prenotato il proprio turno tramite l’App o il sito web.

Per gli amanti della tecnologia e per chi non ha la possibilità di incastrare gli orari di apertura con i propri impegni lavorativi, l’attivazione online sul sito poste.it rappresenta la soluzione perfetta. È sufficiente autenticarsi attraverso le proprie credenziali PosteID abilitate a SPID, oppure utilizzare un numero di cellulare precedentemente certificato o procedere all’upload digitale di un semplice documento di riconoscimento in corso di validità. Qualora la richiesta includa altri familiari conviventi, il sistema guiderà l’utente nel caricamento del modulo di delega preposto. Anche il pagamento è a zero stress, effettuabile tramite carta di credito, carta Postepay o addebito diretto sul conto BancoPosta, confermando l’impegno dell’azienda nel facilitare la vita delle comunità in ogni angolo del Paese.

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La Pizzeria “Incontro ” a Poggio Moiano lancia la “Pizza Fantasia”: un tagliere gigante di sapori e felicità tutto da condividere

Attenzione: queste immagini potrebbero causarvi un’immediata acquolina in bocca! 🤤 🍕 Siete pronti a scoprire il nuovo capolavoro della Sabina? Alla storica Pizzeria “Incontro” di Poggio Moiano (Rieti), accolti dal calore del titolare Piero Angeloni e dal sorriso di sua figlia Ester, vi aspetta una novità clamorosa! Grazie al talento purissimo della pizzaiola Eleonora Simonetti è nata la “Pizza Fantasia”: non una semplice pizza, ma un mosaico gigante di sapori servito su un maestoso tagliere di legno al centro del tavolo! Pomodoro verace, prosciutto morbido, funghi e mozzarella filante su una base romana sottile e super croccante. Un inno alla condivisione, perfetto per una serata di risate con la famiglia o con gli amici. Vi sveliamo tutti i segreti della famiglia Angeloni nella nostra recensione esclusiva! L’avete già assaggiata? 👇 🍺

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Pizza "Fantasia", pizzeria Incontro Poggio Moiano

Poggio Moiano – In un’epoca dominata dai fast food, dai pasti frettolosi consumati davanti allo schermo di uno smartphone e dalle mode culinarie passeggere, c’è ancora chi difende con orgoglio e maestria il valore sacro della tradizione italiana: sedersi a tavola, guardarsi negli occhi e condividere qualcosa di autentico, genuino e preparato con il cuore. Questo miracolo quotidiano di convivialità va in scena ogni sera a Poggio Moiano, incantevole borgo nel cuore della Sabina reatina, dove la storica e amatissima Pizzeria “Incontro” ha appena lanciato una novità destinata a conquistare il palato di residenti e turisti: la spettacolare “Pizza Fantasia”.

Dietro al successo: la visione di Piero Angeloni e il sorriso di Ester

Prima ancora di assaporare il cibo, a L’Incontro si assapora l’atmosfera. E il merito di questo clima familiare e caloroso è tutto del titolare, Piero Angeloni, un vero e proprio pilastro dell’ospitalità locale. Piero non è solo il proprietario, ma l’anima pulsante del locale: con la sua dedizione instancabile e la sua profonda conoscenza del territorio, ha trasformato questa pizzeria in una seconda casa per intere generazioni di clienti. Ad affiancarlo in sala, raccogliendo il prezioso testimone della tradizione familiare, c’è la figlia Ester. Con il suo sorriso luminoso, la professionalità e l’attenzione instancabile verso ogni singolo tavolo, Ester fa in modo che ogni cliente si senta coccolato, trasformando una semplice cena fuori in un momento di autentica gioia condivisa.

Nasce la “Pizza Fantasia”: non una semplice pizza, ma un viaggio sensoriale

Dimenticatevi la classica pizza rotonda servita nel piatto singolo, dove ognuno consuma la propria porzione in solitaria. La nuova “Pizza Fantasia” creata per i tavoli de L’Incontro è un vero e proprio inno all’abbondanza e alla pluralità dei sapori. Si presenta in tavola in modo trionfale, adagiata su un grande, rustico e profumato tagliere di legno circolare. Le sue dimensioni generose sono pensate per una sola cosa: la condivisione.

Ma la vera magia di questa creazione risiede, come suggerisce il nome stesso, nella composizione dei condimenti. La Pizza Fantasia non si limita a un unico gusto, ma è un mosaico perfetto di sapori che accontenta tutti i commensali in un colpo solo. Osservandola, si viene rapiti da una palette di colori e profumi straordinaria: c’è lo spicchio rosso fiammante, dove il pomodoro verace si sposa per chi ama i gusti decisi; c’è la sezione bianca e delicata, arricchita da morbide fette di prosciutto cotto di altissima qualità adagiate su un letto di mozzarella filante; e non manca lo spicchio rustico, dove i funghi freschi sprigionano tutto il sapore inconfondibile della terra e dei boschi sabini.

Il talento di Eleonora Simonetti: la regina dell’impasto croccante

Dietro ogni grande capolavoro gastronomico c’è sempre un grande artista. E dietro la magia della “Pizza Fantasia” c’è il talento purissimo della pizzaiola Eleonora Simonetti. Le sue mani esperte lavorano la farina con una passione che si trasmette in ogni singolo morso. Il vero segreto, infatti, risiede da sempre nel suo impasto, steso rigorosamente secondo i crismi della più nobile tradizione romana: bassa, fragrante e incredibilmente croccante (la famosa consistenza “scrocchiarella” che fa impazzire gli intenditori).

Sotto la sapiente regia di Eleonora, la lunga lievitazione naturale e l’idratazione perfetta della farina garantiscono non solo un sapore rustico eccezionale, ma soprattutto un’altissima digeribilità. Il cornicione, leggermente bruciacchiato nei punti giusti dal calore violento del forno, racchiude l’essenza stessa della panificazione artigianale: croccante fuori e scioglievole dentro, capace di esaltare i condimenti senza mai sovrastarli.

Il rito della condivisione: la Pizzeria “Incontro” non delude mai

La scelta del team di Piero, Ester ed Eleonora di servire la Pizza Fantasia su un grande tagliere di legno non è affatto un vezzo estetico, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti culturale. Portare il tagliere al centro del tavolo significa far incrociare le mani, far scambiare i tranci, stimolare le risate e i brindisi. È l’essenza stessa dell’ospitalità italiana: il cibo come collante sociale, come scusa perfetta per trascorrere una serata indimenticabile in compagnia della famiglia o degli amici di sempre.

La “Pizza Fantasia” non è solo una cena spettacolare, è un’esperienza che nutre il corpo e riscalda l’anima. Un consiglio spassionato per tutti i lettori? Andate a Poggio Moiano, fatevi accogliere dal calore di Piero ed Ester, e lasciatevi conquistare dal genio culinario di Eleonora. Vi assicuriamo che, fin dal primo morso croccante, vi sentirete esattamente dove dovreste essere: in famiglia.

Tel:0765201845

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Il Lago del Turano si ritira e svela il suo tesoro sommerso: riaffiora la necropoli romana di Fontanelle dopo duemila anni

Il lago si ritira per il caldo e restituisce un tesoro sommerso di 2000 anni fa! 🌊 🏛️ Straordinaria scoperta archeologica sulle sponde del Lago del Turano (Rieti): con il calo delle acque è riaffiorata dal fango l’antica necropoli romana di Fontanelle, rivelando tombe monumentali “alla cappuccina” rimaste sepolte e intatte per due millenni! Gli archeologi sono al lavoro senza sosta: “Le sponde hanno iniziato a raccontare la storia”. Un viaggio incredibile nel cuore dell’antica Roma e della Sabina che sta lasciando tutti a bocca aperta. Scoprite i dettagli, le foto e i segreti di questo ritrovamento nel nostro articolo esclusivo! 👇 🏺✨

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Necropoli di Fontanelle, Lago del Turano

Castel di Tora – Ci sono momenti in cui la natura, persino attraverso i suoi fenomeni più severi come la siccità estiva, decide di fare un regalo inestimabile all’umanità, sollevando il velo del tempo e restituendoci pagine dimenticate della nostra storia millenaria. È quanto sta accadendo in questi giorni sulle sponde del suggestivo Lago del Turano, nel cuore verde e montano della provincia di Rieti. Mentre la calura estiva ha progressivamente abbassato il livello idrico del bacino artificiale, il fango e la terra bagnata hanno iniziato a sussurrare segreti rimasti custoditi nell’ombra per millenni: dalle acque in ritirata è infatti riemersa la straordinaria necropoli romana di Fontanelle, riportando alla luce preziose e intatte tombe “alla cappuccina” rimaste celate agli occhi del mondo per quasi 2000 anni.

“Le sponde hanno iniziato a raccontare”: il risveglio dell’antica Roma

«Dalla terra smossa e lambita dall’acqua, le sponde del lago hanno letteralmente cominciato a raccontare la loro storia», spiegano con tangibile emozione gli archeologi e i ricercatori della Soprintendenza accorsi tempestivamente sulle rive dello specchio d’acqua reatino. Il fenomeno del ritiro del lago, causato dalle prolungate settimane di temperature elevate, ha trasformato un potenziale problema idrico in una formidabile risorsa per il patrimonio culturale nazionale.

La vista che si è presentata agli studiosi lungo la linea di battigia ha dell’incredibile. Con il progressivo arretramento dell’acqua, i contorni geometrici delle antiche sepolture di epoca imperiale sono riaffiorati dal limo, delineando una vasta area cimiteriale che testimonia la fitta antropizzazione e la vitalità economica e sociale che caratterizzavano la Valle del Turano e la Sabina durante i fasti dell’Impero Romano.

Il fascino delle tombe “alla cappuccina”: l’architettura dell’eternità

Il cuore della scoperta è rappresentato dalle caratteristiche sepolture “alla cappuccina”, una delle tipologie funerarie più diffuse e rappresentative del mondo romano tra l’età repubblicana e la tarda antichità. Questa particolare forma di inumazione deve il suo curioso nome moderno alla somiglianza con il cappuccio triangolare dei frati cappuccini: la struttura veniva infatti realizzata disponendo grandi tegole o mattoni fittili (i cosiddetti embrici o sesquipedali) inclinati a doppio spiovente sopra il corpo del defunto, a formare una sorta di tetto protettivo a capanna.

Le tegole venivano poi accuratamente saldate al colmo con mattoni orizzontali e sigillate con malta, creando una camera protetta che preservava i resti del caro estinto e il suo eventuale corredo funerario dagli agenti atmosferici e dal peso della terra. Ritrovare queste strutture perfettamente conservate sotto metri di sedimento lacustre rappresenta un evento di eccezionale rilievo scientifico, capace di fornire dettagli preziosi sulla classe sociale, sulle abitudini e sui riti di passaggio dei popoli che abitavano queste valli duemila anni fa.

Una corsa contro il tempo per gli archeologi sulle rive del lago

Per la squadra di archeologi, restauratori e tecnici al lavoro sulle rive di Fontanelle è iniziata una vera e propria corsa contro il tempo. Gli esperti stanno conducendo minuziosi rilievi fotogrammetrici tridimensionali, mappature topografiche con droni e scavi stratigrafici d’urgenza per documentare e mettere in sicurezza ogni singolo reperto prima che l’autunno e le piogge stagionali riportino il livello del lago alla quota originaria, sommergendo nuovamente il sito.

L’obiettivo è duplice: da un lato recuperare i materiali del corredo (monete votive, lucerne, vasellame in terracotta e piccoli oggetti personali che accompagnavano il defunto nel viaggio verso l’Aldilà) per procedere al loro restauro e alla futura esposizione museale; dall’altro studiare la paleopatologia e l’antropologia fisica dei resti ossei per ricostruire l’alimentazione, le patologie e l’aspettativa di vita di quella remota comunità sabina.

La Valle del Turano: uno scrigno di bellezze tra paesaggio e mito

Questa spettacolare scoperta archeologica aggiunge ulteriore valore e prestigio a un territorio, quello della Valle del Turano, già celebre per i suoi borghi incantati arroccati sulle rocce (come Colle di Tora e Castel di Tora, inseriti tra i borghi più belli d’Italia), le sue acque turchesi incorniciate dai monti Navegna e Cervia e le sue antiche tradizioni gastronomiche.

La riemersione della necropoli di Fontanelle ricorda a tutti noi come l’Italia sia un museo a cielo aperto diffuso, dove la bellezza del paesaggio naturale convive in modo indissolubile con le vestigia di un passato glorioso. Una meraviglia sommersa che oggi torna a risplendere sotto il sole estivo, regalandoci un’emozione profonda e un promemoria indelebile sulle nostre radici storiche.

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