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Attualità

Giù le mani dall’ospedale di Policoro! L’UGL smonta la fabbrica della paura: “Nessuna chiusura, solo macchinari all’avanguardia e nuovi medici”

Basta giocare con la paura e con la salute della gente! L’UGL Matera smentisce le fake news sulla chiusura dell’Ospedale di Policoro: “Nessuno smantellamento, ma nuove assunzioni di medici e macchinari salvavita di ultima generazione. La sanità si difende con la verità, non con lo sciacallaggio politico”. 🏥 🩺 💪

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Margherita Rasulo, della Segreteria Provinciale UGL Matera Salute

Matera – Quando si parla di salute umana, di sofferenza e di cure, la linea di demarcazione che separa la legittima preoccupazione dei cittadini dal cinico terrorismo psicologico è sempre sottilissima. E quando questa fragile linea viene superata intenzionalmente, a pagarne il prezzo più alto, in termini di angoscia, sono sempre i membri più deboli della nostra società: gli anziani, i malati cronici, le madri in attesa. Nelle ultime e concitate settimane, l’intero territorio del Metapontino è stato attraversato da una pericolosa, strisciante e ingiustificata ondata di disinformazione riguardante il presunto ridimensionamento, o addirittura la chiusura definitiva, dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Policoro. Voci incontrollate, bugie sussurrate nei corridoi della politica e urla sguaiate sui social network, che hanno gettato intere, oneste famiglie nello sconforto più totale. Di fronte a questo inaccettabile sciacallaggio mediatico, il sindacato UGL Matera ha deciso di rompere il silenzio, sbattendo con forza i pugni sul tavolo per ristabilire un principio sacro, civico e morale: la verità dei fatti.

Il terrorismo mediatico sulla pelle fragile dei malati: una speculazione intollerabile

A prendere coraggiosamente posizione, mettendoci la faccia in modo netto e inequivocabile, sono Pino Giordano, storico Segretario Provinciale UGL Matera, e Margherita Rasulo, anima battagliera della Segreteria Provinciale UGL Matera Salute. Le loro durissime parole sono pietre scagliate senza pietà contro chi sta cercando di avvelenare i pozzi: “La salute dei nostri cittadini non può in alcun modo diventare un meschino terreno di scontro politico, né tantomeno essere utilizzata per raccattare facile consenso elettorale attraverso il terrorismo mediatico”. I sindacalisti puntano l’indice contro l’assoluta, imbarazzante mancanza di prove. Chi urla ai quattro venti la chiusura imminente del presidio jonico, infatti, non è incredibilmente in grado di produrre un solo straccio di documento, una sola delibera regionale o un solo atto amministrativo che giustifichi un simile e scriteriato allarmismo. Diffondere artatamente notizie clamorosamente false non è un gioco innocuo: significa creare panico e ansia ingiustificata nelle famiglie lucane, minare alle fondamenta il sacro rapporto di fiducia tra i cittadini e la sanità pubblica, e, soprattutto, mortificare e calpestare il lavoro eroico e silenzioso di medici, infermieri, OSS e tecnici che ogni santo giorno, tra mille sacrifici, salvano vite umane in corsia.

La forza testarda della verità contro le chiacchiere da bar: i veri numeri dell’ASM

Ma se le chiacchiere da bar stanno a zero, cosa dicono le carte? I fatti, quelli veri e documentabili, raccontano una realtà diametralmente e splendidamente opposta a quella dipinta dai professionisti del panico. Negli ultimi due faticosi anni, la Direzione Strategica dell’ASM Matera, magistralmente guidata dal Direttore Generale Maurizio Friolo e fermamente sostenuta dalla Regione Basilicata (con il fondamentale apporto dell’Assessore Cosimo Latronico), ha ingranato la quinta marcia. L’ospedale di Policoro non sta chiudendo, si sta potenziando. Sono stati faticosamente nominati i nuovi e preparati Direttori delle principali Unità Operative Complesse; è stato inaugurato un modernissimo e vitale Centro Dialisi; il reparto di Radiologia è stato corazzato con l’arrivo di una potentissima TAC a 128 strati e di una nuova Risonanza Magnetica all’avanguardia. È stato persino installato l’innovativo e sofisticato sistema diagnostico molecolare BIOFIRE FILMARRAY e sono stati aperti nuovi e attesi ambulatori. Questi non sono effimeri slogan da campagna elettorale, sono macchinari salvavita tangibili, già installati e funzionanti, messi al servizio dei cittadini del Metapontino.

Arrivano i rinforzi in corsia: giovani medici per difendere Terapia Intensiva e Maternità

Il grande nodo, la vera spina nel fianco della sanità italiana, si sa, è la carenza cronica di personale. Ma anche su questo cruciale fronte, la reazione dell’Ospedale di Policoro è stata vigorosa e rassicurante. Il tanto atteso Piano Assunzionale 2026 prevede l’ingresso vitale di ben sette nuovi anestesisti, e proprio nei giorni scorsi sono stati finalmente firmati i contratti per l’assunzione di due giovani, motivate e brillantissime dottoresse specializzate. Un’immissione di ossigeno puro per le corsie in affanno. A spazzare via definitivamente le nubi nere della disinformazione sono intervenuti personalmente anche gli stessi primari dell’Ospedale, smentendo categoricamente, con un inequivocabile documento ufficiale congiunto, le folli ipotesi di chiusura del Punto Nascita, della Terapia Intensiva e degli altri reparti strategici. “Quando un’intera comunità professionale medica, la Direzione Aziendale e la Regione affermano compatti esattamente la stessa cosa”, osservano giustamente Giordano e Rasulo, “continuare ad alimentare ad arte questi velenosi sospetti significa ignorare volutamente, e in malafede, la realtà dei fatti”.

Le criticità croniche esistono, ma si combattono lavorando a testa bassa

L’UGL Matera non indossa certamente le fette di salame sugli occhi. I problemi nella sanità lucana esistono, sono ostici, cronici e brutalmente stratificati da anni di politiche sanitarie nazionali scellerate. “Nessuno le ha mai negate e nessuno intende nasconderle sotto il tappeto. Servono disperatamente ancora più medici, più infermieri, più OSS, più tecnici per garantire ai cittadini servizi sanitari sempre più efficienti e tempestivi”, ammettono con cristallina onestà i sindacalisti. Ma c’è una differenza abissale tra denunciare costruttivamente una criticità per risolverla e inventare di sana pianta una chiusura solo per fare caciara politica. L’UGL promette formalmente di restare in prima linea in trincea, fisicamente presente e vigile nei reparti, al fianco dei lavoratori stremati, per pretendere con forza nuove assunzioni, maggiori risorse e dignità lavorativa.

Un patto sacro per il Metapontino: chi ama la sanità pubblica la migliora, non la distrugge

L’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Policoro non è, e non sarà mai, un semplice e freddo edificio di cemento e mattoni rossi. È un imprescindibile presidio di salute, un faro luminoso di speranza nei momenti bui della malattia, un motore di sviluppo economico e di buon lavoro per decine di migliaia di famiglie dell’intero Metapontino. Difenderlo a spada tratta significa difendere il diritto sacrosanto e costituzionale alla vita e alla cura. “Chi ama davvero la sanità pubblica la migliora, non la scredita con le menzogne. La sanità lucana non ha bisogno di bassa e vile propaganda, ma di senso di responsabilità, massicci investimenti, duro lavoro e tanta, assoluta verità”. Da Policoro parte oggi una grande, immensa lezione di civiltà: le squallide speculazioni sulla pelle fragile dei malati e dei lavoratori non passeranno mai.

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Attualità

Estate da record: l’Italia si prende la corona del turismo e annienta Francia e Spagna. È il Paese più sicuro d’Europa e i piccoli borghi rinascono

Quest’anno non ce n’è per nessuno: l’Italia si riprende la corona di regina assoluta del turismo europeo! 👑 🇮🇹 I dati di questa caldissima estate 2026 certificano un trionfo senza precedenti: nella settimana di Ferragosto abbiamo letteralmente polverizzato i nostri eterni rivali, staccando la Spagna e umiliando la Francia (con ben 19 punti percentuali in più di riempimento strutture!). Boom pazzesco di turisti stranieri che ci considerano “la meta più sicura d’Europa”. Ma la vera, bellissima notizia è la rivincita dei nostri meravigliosi piccoli borghi di provincia: presi d’assalto per l’enogastronomia e l’autenticità, il turismo li sta salvando dallo spopolamento! Siete orgogliosi di questi numeri da record? Leggete tutti i dettagli economici e la mappa delle regioni più gettonate nel nostro approfondimento! 👇 🍕🏖️

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Turisti alla Fontana di Trevi a Roma

Roma – Quella che stiamo vivendo non è soltanto un’estate torrida dal punto di vista meteorologico, ma è destinata a passare alla storia come una delle stagioni più roventi (e redditizie) per l’economia turistica del nostro Paese. I dati appena diffusi non lasciano spazio a interpretazioni: il 2026 è l’anno del definitivo, storico sorpasso. L’Italia si prende con prepotenza la corona di prima meta turistica in Europa, spazzando via la storica concorrenza dei giganti Francia e Spagna. Un trionfo che si regge su due pilastri fondamentali: la percezione internazionale del nostro Paese come “porto d’approdo sicuro” in uno scacchiere globale sempre più instabile, e una straordinaria valorizzazione non solo delle grandi città d’arte, ma soprattutto di quell’inestimabile tessuto di piccoli borghi che costituisce l’anima più autentica della nazione.

I numeri del boom: un’estate d’oro certificata da Bankitalia

A parlare, prima ancora degli esponenti politici, sono i numeri inconfutabili dell’economia. La Banca d’Italia ha infatti certificato che già nel mese di maggio il saldo della bilancia turistica dei pagamenti ha segnato un avanzo mostruoso di ben 2,7 miliardi di euro, in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2025. Ma è addentrandosi nei dati elaborati dall’Ufficio Statistica del Ministero del Turismo che si comprende la reale portata dello tsunami di visitatori. Soltanto nel mese di luglio 2026, si sono registrati sul territorio nazionale oltre 4 milioni di presenze in più e 1 milione di arrivi in più rispetto all’anno precedente.

A trainare questa locomotiva c’è senza dubbio il mercato internazionale (la componente estera delle presenze fa segnare un clamoroso +6,0%), ma anche gli stessi italiani (+2,3%) stanno premiando sempre di più le vacanze entro i confini nazionali. Sorridono tutti i comparti dell’accoglienza: dalle strutture alberghiere tradizionali (+2,5%) all’universo extra-alberghiero come b&b e agriturismi, che vola a un incredibile +6,7%.

L’Italia sul tetto d’Europa: il sorpasso storico nella settimana di Ferragosto

È proprio in questi giorni frenetici, a cavallo di Ferragosto, che l’Italia dimostra di non avere rivali nel vecchio continente, toccando un picco di saturazione delle strutture del 65,4%. I dati snocciolati polverizzano letteralmente i principali competitor storici del Mediterraneo. Considerando l’intera estate, l’Italia stacca la Spagna di 6,7 punti percentuali e umilia la Francia con ben 16,1 punti di scarto. Una forbice che si allarga a dismisura proprio nella settimana clou del Ferragosto, dove il nostro Paese distanzia gli spagnoli di 5,6 punti e lascia al palo i francesi con un distacco abissale di ben 19 punti percentuali.

La mappa del successo e la grande rivincita dei piccoli Comuni

Sul piano prettamente geografico, la mappa del successo estivo premia un po’ tutta la Penisola, dalle destinazioni alpine fino all’estremo Sud. Restano su livelli di saturazione eccezionali, stabilmente sopra il 60%, Regioni regine del turismo balneare e culturale come la Sardegna (63,4%), il Veneto (63,3%), la Sicilia (63%), il Friuli-Venezia Giulia (62,7%), l’Emilia-Romagna (60,7%) e le Marche (60,3%).

Ma il dato sociologicamente più bello ed entusiasmante riguarda i piccoli Comuni e il turismo legato alle sagre di paese. Le piccole realtà di provincia registrano un boom di arrivi (+5,3%) e presenze (+4,6%). È il trionfo del turismo diffuso ed “esperienziale”. Un flusso di persone che si rivela ossigeno vitale contro la piaga dello spopolamento demografico, specialmente nelle aree interne del Mezzogiorno: ripopolare i borghi con il turismo significa innescare processi di vera e propria rigenerazione urbana e sociale.

Il plauso del Governo: “Un lavoro di squadra per destagionalizzare”

Il Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, non nasconde l’enorme soddisfazione del Governo Meloni per aver guidato, con precise campagne di promozione, questo rilancio: «Questi risultati ci rendono profondamente orgogliosi e sono il frutto di un grande lavoro di squadra fatto con le Regioni, con gli operatori del settore e con le associazioni. Abbiamo puntato fortissimo su digitalizzazione, accessibilità e promozione. Oggi l’Italia è percepita, a livello internazionale, come la destinazione europea più sicura in assoluto. E la crescita non si limiterà a luglio e agosto: l’obiettivo è destagionalizzare, perché il nostro turismo lavora e deve lavorare dodici mesi l’anno».

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Esteri

Due miliardi di euro di aiuti, una condizione politica: la nuova posizione dell’Unione Europea nei confronti di Afghanistan

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Unione Europea

Redazione- A cinque anni dal ritorno dei talebani al potere, l’Unione Europea lancia un messaggio chiaro all’Afghanistan e alla comunità internazionale: continuerà a sostenere il popolo afghano, ma senza riconoscere né legittimare il governo talebano.

Mentre milioni di cittadini afghani affrontano una grave crisi economica, povertà e limitazioni sempre più pesanti, Bruxelles afferma che non interromperà il proprio sostegno. L’ultimo esempio concreto è lo stanziamento di 10 milioni di euro al Fondo umanitario per l’Afghanistan, un contributo che l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha definito essenziale per garantire la continuità degli aiuti alle persone più vulnerabili.

Dietro questi interventi umanitari, tuttavia, emerge anche un messaggio politico preciso: l’Unione Europea vuole mantenere una distinzione netta tra il sostegno alla popolazione afghana e il riconoscimento dei talebani. Secondo Bruxelles, il dialogo con il gruppo al potere serve esclusivamente a proteggere gli interessi fondamentali della popolazione e a garantire servizi essenziali, ma non rappresenta in alcun modo un atto di legittimazione politica.

Kaja Kallas, responsabile della politica estera dell’Unione Europea, ha dichiarato che l’UE rimane uno dei principali sostenitori dell’Afghanistan e l’unica presenza diplomatica occidentale ancora attiva nel Paese. Allo stesso tempo, ha sottolineato che qualsiasi passo verso un eventuale riconoscimento dei talebani dipenderà dal rispetto di precise condizioni internazionali.

Tra queste condizioni figurano il rispetto dei diritti delle donne e delle ragazze, la creazione di un governo inclusivo, il rispetto degli impegni internazionali dell’Afghanistan e la garanzia che il territorio afghano non venga utilizzato da gruppi terroristici.

Negli ultimi cinque anni, l’Unione Europea ha destinato oltre due miliardi di euro all’Afghanistan. Questi fondi sono stati utilizzati per interventi umanitari, assistenza sanitaria, istruzione, sostegno ai mezzi di sussistenza e copertura dei bisogni fondamentali della popolazione.

Nonostante gli aiuti, l’Europa avverte che la crisi afghana è ancora lontana dalla soluzione. Dopo il crollo dell’economia nazionale, circa metà della popolazione continua ad avere bisogno di assistenza umanitaria, mentre le restrizioni sui diritti umani, in particolare quelli delle donne e delle ragazze, rimangono una delle principali preoccupazioni della comunità internazionale.

L’Unione Europea ha inoltre evidenziato i rischi regionali legati all’instabilità dell’Afghanistan, tra cui terrorismo, traffico di droga, cambiamenti climatici e flussi migratori incontrollati.

La posizione europea resta quindi sospesa tra solidarietà e diplomazia: Bruxelles continua ad aiutare il popolo afghano, ma mantiene una linea politica ferma nei confronti dei talebani. Gli aiuti proseguiranno, ma un eventuale riconoscimento internazionale dipenderà da cambiamenti concreti nelle politiche e nel comportamento dell’attuale governo afghano.

Il messaggio dell’Unione Europea è dunque duplice: sostenere l’Afghanistan sì, riconoscere i talebani no, almeno finché non verranno rispettati i criteri stabiliti dalla comunità internazionale.

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Terna – a luglio consumi elettrici sostenuti dalle temperature elevate: +8,3% rispetto al 2025

A luglio la domanda di energia elettrica in Italia ha raggiunto il dato

mensile più alto di sempre: 32,5 TWh, in crescita dell’8,3% rispetto allo stesso mese del

2025. Il risultato è stato sostenuto da temperature eccezionalmente elevate, che hanno

contribuito anche al raggiungimento del picco annuale della domanda, pari a circa 58 GW il

15 luglio (+4,5% rispetto al picco del 2025). È quanto emerge dai dati di Terna, la società

guidata da Pasqualino Monti, che gestisce la rete di trasmissione nazionale.

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Infografiche Luglio 2026_ITA

Terna - a luglio consumi elettrici sostenuti dalle temperature elevate: +8,3% rispetto al 2025

A LUGLIO CONSUMI ELETTRICI SOSTENUTI DALLE TEMPERATURE ELEVATE: +8,3% RISPETTO AL 2025

Record assoluto della domanda di energia elettrica per il mese di luglio: superati i 32 TWh

Terna - a luglio consumi elettrici sostenuti dalle temperature elevate: +8,3% rispetto al 2025

Roma, 13 agosto 2026 – A luglio la domanda di energia elettrica in Italia ha raggiunto il dato

mensile più alto di sempre: 32,5 TWh, in crescita dell’8,3% rispetto allo stesso mese del

2025. Il risultato è stato sostenuto da temperature eccezionalmente elevate, che hanno

contribuito anche al raggiungimento del picco annuale della domanda, pari a circa 58 GW il

15 luglio (+4,5% rispetto al picco del 2025). È quanto emerge dai dati di Terna, la società

guidata da Pasqualino Monti, che gestisce la rete di trasmissione nazionale.

Si conferma l’andamento positivo dei consumi industriali. Secondo le elaborazioni di Terna sull’indice IMCEI, che prende in esame i consumi industriali di circa 1.000 imprese “energivore”, a luglio il dato è in aumento del 2,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nel periodo gennaio-luglio 2026 l’indice evidenzia una crescita del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Prosegue, inoltre, la crescita della produzione fotovoltaica (6,7 TWh, +20,6% rispetto a luglio

2025), principalmente guidata dall’aumento della capacità installata: +3.791 MW da gennaio

a luglio 2026, +6.874 MW rispetto a luglio 2025.

Complessivamente, le fonti rinnovabili hanno coperto il 41,5% del fabbisogno.

Da gennaio a luglio fabbisogno in aumento del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025

La variazione positiva di luglio recupera pienamente il calo osservato nello stesso mese dello scorso anno (-3,1%) ed è stata raggiunta con lo stesso numero di giorni lavorativi (23) e con una temperatura media mensile superiore di 1,2°C rispetto a quella di luglio 2025 e di quasi 2°C rispetto alla media mensile decennale. In particolare, negli ultimi cinque giorni del mese, le temperature hanno superato la media stagionale fino a circa 6°C, contribuendo alla crescita del fabbisogno.

Corretto dagli effetti di temperatura e calendario, il dato segna un aumento del 5,1%.

In termini congiunturali, la richiesta elettrica destagionalizzata e corretta per gli effetti di calendario e temperatura registra un incremento dell’1,6%. Il dato conferma il terzo mese consecutivo di crescita e riporta il trend, per la prima volta, sui livelli precedenti la crisi energetica del 2022.

A livello territoriale, la variazione tendenziale è positiva in tutto il Paese: +8,3% al Nord, al Sud e nelle isole e +7,9% al Centro.

Consumi dei servizi in crescita a maggio

L’indice IMSER (Indice Mensile dei Servizi), che Terna pubblica sulla base dei dati dei consumi elettrici mensili forniti da alcuni gestori di rete di distribuzione (E-Distribuzione, UNARETI, A-Reti, Edyna, DUERETI e Deval), e presentato in differita di due mesi rispetto ai dati dell’IMCEI, ha mostrato a maggio 2026 un incremento dell’1,2%.

I primi cinque mesi dell’anno risultano in aumento dell’1,1%.

A luglio 745 MW di nuova capacità rinnovabile installata

Produzione fotovoltaica e consumi industriali

A luglio, la produzione nazionale ha coperto l’84,4% della domanda elettrica, mentre il restante 15,6% è stato soddisfatto dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.

La produzione nazionale netta si è attestata a 27,7 TWh (+7,9%). Anche il saldo estero è cresciuto (+10,2%), per effetto dell’aumento dell’importazione (+4,4%) e della riduzione dell’esportazione (-49,3%). In crescita la fonte termica (+14,1%) per effetto della stabilità delle fonti rinnovabili (+0,8%) e a copertura della rilevante crescita del fabbisogno.

Nel complesso, la produzione da fonti rinnovabili ha coperto il 41,5% della domanda elettrica

nazionale (contro il 44,5% dello scorso anno). In flessione la fonte eolica (-20,3%), idrica (-

14,9%), geotermica (-3,6%), le biomasse (-2%) e in aumento la produzione fotovoltaica (+20,6%).

In relazione alla produzione fotovoltaica, rispetto a luglio 2025 si evidenzia un incremento di

1.144 GWh attribuibile soprattutto alla maggior capacità installata (+946 GWh e in parte

minore all’effetto producibilità (+198 GWh).

Secondo le rilevazioni di Terna, a luglio la capacità installata rinnovabile è aumentata di 745 MW, con un contributo degli impianti connessi in alta tensione pari a 405 MW, tra solare ed eolico. Al 31 luglio si registrano 87,70 GW di potenza installata, di cui, in particolare, 47,30 GW di solare e 14,0 GW di eolico.

Relativamente agli accumuli, in Italia si registrano 948.154 impianti che corrispondono a

19,43 GWh di capacità e 8,0 GW di potenza nominale.

I dati sempre consultabili online

L’analisi dettagliata della domanda elettrica mensile provvisoria del 2025 e del 2026 è disponibile nella pubblicazione “Rapporto Mensile sul Sistema Elettrico”, consultabile alla voce “Sistema elettrico >> Dispacciamento >> Dati esercizio” del sito www.terna.it

I dati in tempo reale sull’esercizio del sistema elettrico nazionale sono inoltre consultabili sull’app di Terna disponibile sui principali store:

https://play.google.com/store/apps/details?id=it.terna.energia&hl=it

https://apps.apple.com/it/app/terna/id1458535498

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