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Politica

Bufera sulle chat estremiste, Sforzini non ci sta: “L’antisemitismo non è Destra, le nostre radici sono merito e libertà”

“Hitler non è nel nostro Pantheon e non vi entrerà MAI. L’antisemitismo e il razzismo non sono valori di Destra”. 🛑 Dopo lo scandalo politico delle chat estremiste finito sui giornali nazionali, arriva il comunicato ufficiale di Luca Sforzini (Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale). Con una nota diramata alle agenzie dal Castello Sforzini, il leader traccia una linea invalicabile contro le nostalgie totalitarie, chiedendo una Destra occidentale, democratica e plurale, fondata sul MERITO e non sull’odio. E sulle insistenti voci di un suo imminente ingresso in Forza Italia, Sforzini chiude le porte in modo clamoroso, rivendicando la totale autonomia del suo pensiero: “Non traslocherò mai dalla mia legge morale, so dire di NO anche agli amici”. Leggete tutti i dettagli del lancio d’agenzia nel nostro articolo! 👇

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Sforzini

Redazione– Il dibattito politico nazionale continua a essere scosso dalle pesanti polemiche scaturite dalle recenti inchieste giornalistiche, che hanno svelato l’esistenza di chat private in cui si faceva libero e inquietante sfoggio di espressioni antisemite, insulti razzisti e pesanti nostalgie legate al periodo del nazifascismo. Di fronte al rischio di pericolose generalizzazioni che potrebbero delegittimare l’intera area conservatrice italiana, arriva una presa di posizione tanto lucida quanto tagliente: quella di Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale. Attraverso una nota ufficiale diramata questa mattina alle agenzie di stampa dal suo quartier generale, il Castello Sforzini di Castellar Ponzano, il leader intellettuale ha voluto tracciare una vera e propria “linea rossa” ideologica e morale, sgombrando il campo da qualsiasi ambiguità.

La netta presa di distanza: “Hitler non è nel nostro Pantheon”

Il messaggio lanciato da Sforzini alle agenzie non lascia spazio a interpretazioni o zone grigie, smarcando in modo perentorio l’identità del suo Centro Studi dalle derive estremiste emerse in questi giorni. «L’antisemitismo non è destra. Il razzismo non è destra», si legge testualmente nell’incipit del comunicato, che prosegue con una condanna senza appello delle derive totalitarie: «Hitler non appartiene al nostro Pantheon e non vi entrerà mai». Parole fortissime che puntano a ristabilire la verità storica e culturale di una destra che, per definirsi tale nel panorama europeo contemporaneo, non può in alcun modo flirtare con le ideologie dell’odio e della discriminazione razziale o religiosa.

L’orizzonte di Rinascimento Nazionale: una Destra plurale

Oltre a condannare le ombre del passato, Sforzini ha approfittato del comunicato per ribadire e rilanciare con forza la vocazione politica e culturale del progetto che guida. Per Rinascimento Nazionale, infatti, l’orizzonte da perseguire è quello della costruzione di una «destra plurale e polifonica». Una destra che non abbia paura di definirsi profondamente occidentale e che affondi le proprie radici intangibili nei valori sacri della libertà individuale, della democrazia rappresentativa e dello Stato di diritto.

Nella visione tracciata dal comunicato, l’identità nazionale non deve essere un feticcio da sbandierare contro qualcuno, ma deve coniugarsi indissolubilmente con la valorizzazione del merito e delle eccellenze. Sforzini rivolge un appello chiaro alla classe dirigente: «Una grande destra non deve soltanto dire agli italiani che cosa devono temere: deve indicare loro ciò che insieme possono costruire». L’obiettivo politico, dunque, non deve essere quello di «radicalizzare una parte del Paese» soffiando sul fuoco dello scontento, ma di avere il coraggio e la maturità di parlare all’intera Nazione, trasformando i fisiologici sentimenti di paura e rabbia in una proposta concreta e luminosa per il futuro.

Smentite le voci su Forza Italia: “La mia bussola è l’autonomia”

La nota diffusa alla stampa si chiude affrontando, in modo diretto e trasparente, anche i sempre più insistenti rumors dei palazzi romani che, nei giorni scorsi, ipotizzavano un imminente e clamoroso passaggio dello stesso Luca Sforzini tra le fila di Forza Italia, proprio in virtù della sua insofferenza verso le derive estremiste. Su questo punto, la smentita è stata categorica, accompagnata da una ferma rivendicazione di indipendenza intellettuale.

Sforzini ha ricordato che l’autonomia del Centro Studi non è negoziabile e significa, prima di tutto, «libertà di pensare, parlare, confrontarsi, dissentire e, quando necessario, dire no. Anche agli amici». Quanto alle speculazioni su un cambio di casacca politica, la replica è stata tanto poetica quanto irremovibile: «Non traslocherò mai dalla mia legge morale e dal suo luogo simbolico: il Castello Sforzini di Castellar Ponzano. Il resto sono speculazioni e interpretazioni».

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Politica

“L’antisemitismo non è Destra, il nazismo è una tragedia”: il durissimo manifesto di Luca Sforzini dopo l’inchiesta di Repubblica

“L’antisemitismo non è Destra. Il nazismo non è una sfumatura radicale delle nostre idee, ma una tragedia da respingere con forza”. Dopo il caos politico innescato dall’inchiesta di Repubblica sulle chat dell’estrema destra, arriva la presa di posizione durissima e inequivocabile di Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale. In un lungo manifesto politico diramato dal Castello Sforzini, il leader traccia la linea di una Destra matura, liberale, profondamente identitaria e basata sul merito, che non ha alcun bisogno dell’odio o di nostalgie totalitarie per affermarsi. E sulle voci di un suo imminente passaggio in Forza Italia, Sforzini smentisce categoricamente chiarendo il valore assoluto della sua autonomia intellettuale: “So dire di no anche agli amici. Il resto sono solo chat, la vera politica è un’altra cosa”. Leggete l’intervento integrale nel nostro articolo! 👇

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Antisemitismo

Redazione – L’inchiesta giornalistica pubblicata dal quotidiano Repubblica, che ha portato alla luce contenuti di chat private intrise di antisemitismo, razzismo e nostalgie totalitarie in alcuni ambienti giovanili legati alla destra radicale, ha innescato un vero e proprio terremoto politico in Italia. Un dibattito acceso che impone una riflessione profonda sulla vera natura, sui confini morali e sull’identità culturale della destra italiana. In questo clima di forte tensione e di strumentalizzazioni politiche, interviene con una voce tanto autorevole quanto perentoria Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale. Dal suggestivo ritiro del Castello Sforzini di Castellar Ponzano, Sforzini ha diramato un documento programmatico e politico di rara lucidità: un manifesto in cui si traccia una linea di demarcazione netta e invalicabile tra la destra conservatrice, liberale e identitaria, e gli abissi dell’odio razziale.

Di seguito pubblichiamo la versione integrale dell’intervento del Presidente Luca Sforzini.

Il caso delle chat e la presa di distanza: “Il nazismo non ci appartiene”

«Quanto pubblicato da Repubblica e successivamente ripreso da numerose testate impone, almeno per quanto mi riguarda e per quanto riguarda il Centro Studi Rinascimento Nazionale che presiedo, parole molto chiare. Nelle ricostruzioni giornalistiche vengono riportate espressioni antisemite e razziste, riferimenti nostalgici al nazismo e al fascismo, insulti rivolti agli ebrei e agli arabi, affermazioni contro la Costituzione e persino suggestioni eversive. Nulla di tutto questo mi appartiene. Non intendo stabilire responsabilità individuali che non mi competono, né attribuire a centinaia di persone le parole eventualmente pronunciate da singoli. Ma sulle idee non occorrono processi, occorrono giudizi. E il mio è inequivocabile.

L’antisemitismo non è destra. Il razzismo non è destra. Hitler non appartiene al nostro Pantheon e non vi entrerà mai e il nazismo non è una sfumatura un po’ più radicale delle nostre idee: è una delle tragedie totalitarie contro le quali è stata costruita l’Europa libera. Essere uomini e donne di destra non significa avere nostalgia delle dittature. Significa poter parlare di Nazione, identità, sicurezza, sovranità, tradizione, merito ed eccellenza, responsabilità e futuro senza per questo rinunciare alla libertà individuale, alla democrazia, allo Stato di diritto e, prima ancora, alla dignità umana. Vale per i laici, vale ancor di più per chi dice di richiamarsi alle radici cristiane: una religione d’amore e non di odio.»

Israele, Occidente e identità: la linea invalicabile

«La mia posizione nei confronti dell’antisemitismo non nasce oggi e non dipende dalla convenienza di una polemica giornalistica. Israele appartiene all’Occidente politico e culturale nel quale Rinascimento Nazionale si riconosce. Si può criticare un governo israeliano, come qualsiasi altro governo democratico; si possono discutere le sue decisioni e contestarne le politiche. Ma trasformare la critica politica in demonizzazione degli ebrei significa attraversare un confine che per me è invalicabile.

Allo stesso modo respingo ogni generalizzazione razziale o religiosa contro gli arabi e contro qualsiasi altro popolo. Difendere senza complessi la nostra identità, rivendicare con orgoglio la grandezza della nostra storia e della nostra cultura e avere la consapevolezza che l’Italia ha ancora qualcosa di grande da creare e da trasmettere al mondo, anche per il futuro, non significa considerarsi superiori agli altri: significa sapere chi siamo e avere l’ambizione di poter ancora regalare qualcosa al mondo. Regalare, non sottrarre. Controllare l’immigrazione, pretendere integrazione e rispetto delle nostre leggi è politica. Considerare uomini e donne inferiori per ciò che sono è un’altra cosa. E non è la nostra.»

Il ruolo del merito e delle eccellenze per una Nazione protagonista

«Una Nazione che non conosce la propria storia perde le proprie radici; una Nazione che sa soltanto contemplarla ha già rinunciato al proprio futuro. Noi non vogliamo né l’una né l’altra cosa. L’Italia non è soltanto l’erede di una grande civiltà: deve tornare protagonista. Una destra culturalmente adulta non ha bisogno dell’odio per essere forte, e non ha bisogno del nazismo per sentirsi di destra. Ma una destra che voglia diventare maggioranza deve parlare all’intera Nazione, non soltanto alla parte che già la riconosce e la vota. Deve parlare a chi ha paura, ma anche a chi spera; a chi domanda sicurezza, ma anche a chi cerca opportunità.

E qui entrano in gioco il merito e le eccellenze. Il merito non può ridursi a una parola da inserire nei programmi: deve diventare un principio di organizzazione della società, e di selezione delle classi dirigenti. E una Nazione che riconosce il merito deve avere l’ambizione di scoprire, formare, liberare e trattenere le proprie eccellenze. L’Italia non deve avere paura delle proprie eccellenze, né mortificarle in nome di un’eguaglianza intesa come uniformità. Deve tornare ad esserne orgogliosa.»

Il retroscena politico: “Nessun trasloco in Forza Italia, la mia bussola è l’autonomia”

«Rinascimento Nazionale è nato anche per questo. Lavoriamo alla costruzione di una destra plurale e polifonica, nella quale possano riconoscersi e confrontarsi sensibilità liberali, conservatrici, sovraniste, identitarie, cattoliche e sociali. Non pretendiamo di cancellarne le differenze: vogliamo farle dialogare dentro una medesima casa culturale. Ma pluralismo non significa relativismo. Ci sono idee differenti con le quali confrontarsi, e ci sono abissi dai quali tenersi lontani.

Repubblica scrive inoltre che sarei “pronto a traslocare in Forza Italia, stufo degli estremismi”. Su questo consentitemi una risposta più personale: non traslocherò mai dalla mia legge morale e dal suo luogo simbolico: il Castello Sforzini di Castellar Ponzano. Il resto sono speculazioni e interpretazioni. La mia autonomia politica e quella del Centro Studi Rinascimento Nazionale non sono bandierine da esibire quando fanno comodo: significano libertà di pensare, di parlare e, quando necessario, di dire no. Anche agli amici. Forse soprattutto agli amici. Per costruire una destra nella quale la parola Nazione non abbia bisogno di essere urlata e la parola libertà non debba mai essere sussurrata. Il resto sono chat. La politica, fortunatamente, è un’altra cosa.»

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Stazioni degradate, violenza giovanile e remigrazione: Seregno dice basta e convoca un grande incontro pubblico con Ravetto e Carta

La Brianza dice basta al degrado e alla violenza! ✊ 🚉 A Seregno si terrà un importante incontro pubblico aperto a tutti i cittadini per affrontare senza ipocrisie i temi della sicurezza urbana, delle stazioni ferroviarie trasformate in zone di degrado, della criminalità giovanile e della remigrazione. Relatori d’eccezione: la deputata della Repubblica Laura Ravetto e l’avvocato Giorgio Carta di Futuro Nazionale. Un dibattito atteso, adulto e necessario per restituire vivibilità, ordine e serenità ai cittadini brianzoli. Volete sapere quando e dove si terrà l’evento? Leggete tutti i dettagli nel nostro articolo! 👇 📢

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Locandina evento Seregno

Seregno– C’è una Brianza che non ci sta. Una Brianza stanca, esasperata e sempre più indignata di vedere i propri spazi pubblici trasformati in territori di degrado, paura e microcriminalità. Una Brianza che vuole risposte concrete, non promesse vuote. Ed è proprio per dare voce a questa richiesta collettiva e urgente di legalità, ordine e dignità territoriale che sta per tenersi a Seregno un importante e atteso incontro pubblico aperto alla cittadinanza, interamente dedicato a uno dei temi più caldi e urgenti del dibattito politico contemporaneo: la sicurezza urbana.

Le stazioni ferroviarie della Brianza: snodi di degrado e paura

Il cuore pulsante del dibattito sarà, inevitabilmente, la situazione sempre più critica e insostenibile che si vive quotidianamente nelle stazioni ferroviarie della Brianza. Da anni, questi che dovrebbero essere semplici e moderni punti di transito e di connessione per migliaia di lavoratori, studenti e pendolari si sono trasformati in luoghi di forte tensione e preoccupazione. Spaccio di sostanze stupefacenti, risse, aggressioni, atti di vandalismo, bivacchi permanenti e una percezione di insicurezza che scoraggia i cittadini dall’usare i mezzi pubblici: sono queste le emergenze segnalate con crescente allarme dalle associazioni di categoria, dai comitati di quartiere e dai semplici residenti.

Il problema non è solo di ordine pubblico in senso stretto, ma anche di qualità della vita. Donne che evitano di prendere il treno da sole nelle ore serali, anziani che rinunciano agli spostamenti per timore, famiglie costrette a fare lunghi giri per non transitare vicino alle aree degradate: questa è la realtà concreta che l’incontro di Seregno intende affrontare con coraggio e senza ipocrisie.

Prevenzione della violenza giovanile e remigrazione: il dibattito si fa rovente

Ma l’incontro non si limiterà a fotografare l’emergenza sicurezza nei nodi ferroviari. Il dibattito si allargherà a una riflessione più ampia e strutturale su due temi strettamente interconnessi e sempre più centrali nel panorama politico nazionale e locale: la prevenzione della violenza e del disagio giovanile e la spinosa questione della remigrazione.

Sul primo fronte, ci si interrogherà su quali strumenti concreti (educativi, sociali, preventivi e repressivi) siano davvero efficaci nel contrasto alla criminalità giovanile, un fenomeno che colpisce duramente anche il tessuto della Brianza. Sul secondo fronte, il tema della remigrazione e delle sue implicazioni nel dibattito politico, sociale ed economico italiano verrà affrontato senza tabù e senza le solite cortine fumogene dell’ipocrisia politicamente corretta, aprendo un confronto diretto, adulto e responsabile con la cittadinanza presente.

Relatori d’eccezione per un dibattito di alto livello

La qualità dei relatori annunciati garantisce un confronto di assoluto spessore e di grande interesse per tutti i partecipanti. All’incontro interverranno due ospiti di primo piano:

  • Giorgio Carta, avvocato e autorevole rappresentante di Futuro Nazionale, porterà al tavolo del dibattito la sua competenza giuridica e la sua visione politica sul rapporto tra sicurezza, diritti e identità territoriale.
  • Laura Ravetto, deputata della Repubblica Italiana, voce della politica nazionale sul territorio brianzolo, offrirà la sua prospettiva parlamentare sulle politiche di sicurezza urbana e sull’attuale quadro legislativo in materia di immigrazione e ordine pubblico.

Un appuntamento assolutamente da non perdere per tutti i cittadini, i pendolari, i residenti e i portatori di interesse che vogliono finalmente dire la propria in modo civile e costruttivo su temi che toccano direttamente la vita quotidiana della comunità brianzola. L’incontro sarà aperto a tutti, senza filtri e senza tessere di partito: perché la sicurezza di un territorio non è un tema di parte, ma un diritto inalienabile di chiunque ci viva e ci lavori.

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“Non trasloco dalla mia legge morale”: Sforzini (Rinascimento Nazionale) gela le indiscrezioni e chiude la porta agli estremismi

“La mia unica bussola è la Legge Morale: non mi muovo da qui!”. 🏰 🇮🇹 Luca Sforzini (Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale) rompe il silenzio e spazza via in modo perentorio le indiscrezioni pubblicate da ‘La Repubblica’, che lo davano “in procinto di traslocare in Forza Italia”. Ma il leader del Castello Sforzini non si limita a smentire il pettegolezzo politico: coglie l’occasione per lanciare un durissimo manifesto contro gli estremismi. “Razzismo, antisemitismo e nostalgie naziste o totalitarie sono incompatibili con la mia cultura”, tuona Sforzini, rilanciando invece il grandioso progetto di una grande Destra plurale, moderna e orgogliosamente Atlantista. Una Destra “dove la parola Nazione non debba essere urlata e la Libertà non debba essere sussurrata”. Trovate le sue dichiarazioni integrali nel nostro ultimo e acceso articolo politico! 👇 📰

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Luca Sforzini

Redazione – Nel torrido panorama politico estivo, spesso infiammato più dai pettegolezzi di palazzo che dai veri contenuti programmatici, le parole pesano come macigni. Soprattutto quando a pronunciarle è una voce autorevole e fuori dal coro. Nelle scorse ore, il quotidiano nazionale La Repubblica aveva lanciato un’indiscrezione giornalistica che aveva fatto subito rumore nei corridoi della politica: secondo il retroscena, Luca Sforzini (Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale) sarebbe stato «pronto a traslocare in Forza Italia, ormai stufo degli estremismi». Una ricostruzione suggestiva, che però ha trovato l’immediata, ferma e perentoria smentita del diretto interessato, che ha colto l’occasione per ribadire i pilastri etici e politici della sua creatura culturale.

“Non trasloco dal Castello”: il primato della legge morale

La replica di Luca Sforzini non si è fatta attendere ed è arrivata dritta al punto, spazzando via ogni dubbio o speculazione strategica. «La Repubblica oggi scrive che sarei pronto a traslocare in Forza Italia», esordisce il Presidente nella sua nota ufficiale. «Voglio essere estremamente chiaro: non traslocherò mai dalla mia legge morale e dal suo luogo fisico e simbolico, ovvero il Castello Sforzini di Castellar Ponzano. Tutto il resto sono pure speculazioni e libere interpretazioni giornalistiche». Sforzini rivendica dunque con orgoglio la sua indipendenza di pensiero e la sacralità della sua “casa” identitaria, respingendo le etichette tipiche del calciomercato politico estivo.

La barriera contro l’estremismo: “Nessuna nostalgia totalitaria”

Se sulle scelte di “casacca” Sforzini derubrica il tutto a semplici speculazioni, il tono si fa durissimo e inamovibile quando si tocca il delicato e attualissimo tema delle derive estremistiche all’interno dello schieramento conservatore. Su questo fronte, il leader di Rinascimento Nazionale traccia un solco netto e invalicabile. «Sugli estremismi, invece, non c’è assolutamente nulla da interpretare», tuona Sforzini. «L’antisemitismo, il razzismo, le inaccettabili nostalgie naziste e le inquietanti suggestioni totalitarie sono concetti radicalmente incompatibili con la mia personale cultura politica e, di riflesso, con quella fondante del Centro Studi Rinascimento Nazionale. E questo vale da qualunque parte tali derive provengano». Una dichiarazione d’intenti cristallina, che chiude definitivamente la porta a chiunque cerchi di inquinare il dibattito culturale a Destra con rigurgiti del passato.

La visione: costruire una Destra plurale, polifonica e atlantista

Ma qual è, allora, la reale collocazione e il progetto politico-culturale di Luca Sforzini? La risposta è un manifesto di altissimo spessore ideologico. «Il nostro Centro Studi», spiega il Presidente, «lavora quotidianamente per costruire un modello di destra plurale e polifonica. Uno spazio vasto nel quale possano finalmente riconoscersi, dialogare e confrontarsi sensibilità diverse: liberali, liberiste, libertarie, conservatrici, risorgimentali, sovraniste, federaliste, identitarie, nazionaliste, tradizionaliste, ma anche quelle d’estrazione cattolica e sociale». Un laboratorio di idee, dunque, e non un recinto chiuso.

Una Destra che, nella visione di Sforzini, deve essere inevitabilmente moderna, orgogliosamente occidentale e fermamente atlantista in politica estera. Un contenitore culturale maturo e sicuro di sé, «nella quale la parola Nazione non abbia bisogno di essere urlata per farsi sentire, e in cui la parola Libertà non debba mai essere sussurrata o sminuita». Un equilibrio perfetto tra l’orgoglio patrio e la garanzia dei diritti individuali.

Oltre il chiacchiericcio delle chat c’è la vera politica

L’intervento di Luca Sforzini si chiude con una stoccata amara ma lucidissima alla deriva pettegola che spesso infesta le aule parlamentari e i social network: «Tutto il resto sono solo chat. La politica, quella vera con la P maiuscola, fortunatamente è un’altra cosa». Un richiamo forte a tornare a parlare di contenuti, di etica e di visioni per il futuro del Paese, lasciando i pettegolezzi e i finti traslochi fuori dal portone del Castello.

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