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A Roma torna il “NeRoma”, una delle maggiori manifestazioni sul crime letterario. ci saranno anche segnalazioni letterarie

C’è una Roma che si racconta con i monumenti, un’altra che vive nelle istituzioni, un’altra ancora che attraversa cinema, teatro e musica. E poi ce n’è una più appartata, inquieta, letteraria, che trova nel crime una delle sue forme narrative più efficaci.

È questa la Roma che torna a essere protagonista del NeRoma, manifestazione dedicata proprio alla narrativa crime (e dunque noir, gialla e thriller, per citarne le varianti principali), dove il mistero diventa spesso soltanto il punto di partenza per interrogarsi sulle contraddizioni del presente.

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Locandina evento NeRoma

Dopo la partecipazione alla precedente edizione, Alberto Raffaelli e la sua community ‘Segnalazioni Letterarie’ saranno nuovamente protagonisti alla nona edizione del NeRoma. Un ritorno che testimonia ulteriormente dell’evoluzione del rapporto tra libri, lettori e comunicazione culturale

Roma — C’è una Roma che si racconta con i monumenti, un’altra che vive nelle istituzioni, un’altra ancora che attraversa cinema, teatro e musica. E poi ce n’è una più appartata, inquieta, letteraria, che trova nel crime una delle sue forme narrative più efficaci.

È questa la Roma che torna a essere protagonista del NeRoma, manifestazione dedicata proprio alla narrativa crime (e dunque noir, gialla e thriller, per citarne le varianti principali), dove il mistero diventa spesso soltanto il punto di partenza per interrogarsi sulle contraddizioni del presente. L’evento si terrà il 16, 17 e 18 ottobre prossimi tra piazza del Campidoglio e l’ormai tradizionale sede della libreria Libraccio di via Nazionale, organizzato da Chiara De Magistris, Fabio Mundadori e Simona Teodori in collaborazione con realtà importanti quali Il Giallo Mondadori, Tarotluna.it e il settimanale “Giallo” (dettagli sul programma e sui premi ad esso collegati a https://www.neroma.it/neroma/).

Tra le presenze che tornano ad animare l’appuntamento c’è quella di Alberto Raffaelli, ideatore e promotore di Segnalazioni Letterarie (https://www.facebook.com/groups/segnalazioniletterarie/?ref=bookmarks), una realtà che negli anni ha costruito una community social ampia (quasi 48.000 i membri) e partecipata intorno al mondo del libro.

Il ritorno non ha soltanto il significato della continuità. Racconta, piuttosto, come sia cambiato il modo di vivere la letteratura. Mentre un tempo il lettore aspettava il libro, oggi sempre più spesso cerca anche il racconto che lo accompagna: vuole conoscere l’autore, ascoltarne la voce, confrontarsi con altri lettori, entrare nella storia prima ancora di iniziare a sfogliare.

È dentro questo spazio, a metà tra comunicazione e cultura, che si colloca l’esperienza di Raffaelli.

NeRoma, premio racconti inediti

 

IL LIBRO COME PIAZZA PUBBLICA

Segnalazioni Letterarie ha costruito nel tempo una realtà nella quale il libro non viene considerato soltanto come prodotto editoriale, ma come occasione di incontro. La differenza è sostanziale: in un mercato nel quale ogni anno vengono pubblicate decine di migliaia di titoli, il problema non è soltanto scrivere. È riuscire a essere ascoltati.

E il lavoro di chi comunica la letteratura diventa allora una forma di mediazione: selezionare, raccontare, mettere in relazione. Raffaelli ha fatto di questo porsi come tramite il centro della propria attività, trasformando una community dedicata ai libri in un luogo nel quale autori e lettori possono incontrarsi.

Un processo che il digitale ha reso più immediato, ma che conserva una caratteristica antica: la necessità di qualcuno che racconti una storia affinché essa possa raggiungere qualcun altro, e anche il più lontano possibile.

IL RITORNO AL NEROMA

La presenza di Raffaelli al NeRoma non nasce dunque dal caso. Alla precedente edizione aveva già partecipato attivamente agli incontri, contribuendo al confronto con gli autori e assumendo anche il ruolo di moderatore (dialogando con Daniele Biacchessi, François Morlupi e Giuseppe Petrarca).

Quest’anno il ritorno consolida quel rapporto. Il Festival rappresenta infatti uno degli spazi nei quali la letteratura di genere trova una dimensione pubblica particolarmente forte. Il crime vive come poche altre tipologie testuali del rapporto diretto con il lettore: lo coinvolge, lo sfida, lo costringe a formulare ipotesi e a mettere in discussione le proprie certezze.

Ma dietro l’enigma, dietro l’indagine, dietro il delitto, c’è spesso qualcosa di più: c’è la società, con le sue paure, le sue disuguaglianze, i rapporti di potere, la solitudine delle persone, la fragilità delle relazioni, i cambiamenti incessanti e le incognite su un futuro che è giù qui.

Il crime contemporaneo – nelle sue varie declinazioni – ha smesso da tempo di essere soltanto letteratura di evasione. È diventato, in molti casi, una delle forme attraverso cui osservare le crepe della contemporaneità, ed ha acquistato centralità nel canone critico come pure negli scaffali delle librerie fisiche e virtuali.

NeRoma, evento

NON SOLO CRIMINI, MA PERSONE

Il vero protagonista del crime odierno, del resto, non è necessariamente il colpevole: è l’uomo. L’uomo davanti alle proprie responsabilità, ai propri errori, alle proprie ossessioni. L’uomo che cerca una verità e, talvolta, scopre che quella verità è molto più scomoda di quanto immaginasse. È tale profondità a spiegare la fortuna del genere, assieme alla scomparsa ormai di ogni suddivisione netta tra bene e male, che albergano dappertutto e, seppur in porzioni diverse, coesistono in indagatori e colpevoli.

Con questi presupposti, il lettore non vuole più soltanto sapere “chi è stato”. Esige di capire come e, soprattutto, perché. Ed è in questo “perché” che si apre lo spazio della letteratura.

LA COMUNICAZIONE CHE CAMBIA

La presenza di Segnalazioni Letterarie al NeRoma dice qualcosa anche sulla comunicazione culturale contemporanea, territorio nel quale convivono ormai informazione, socialità, critica e promozione, con confini non sempre facili da distinguere.

Proprio per questo acquistano valore le esperienze capaci di mantenere al centro il contenuto, la qualità della scrittura e il rapporto con il lettore. La community costruita da Raffaelli si muove in una simile direzione: creare intorno alle opere attenzione, ma anche conversazioni.

Perché un libro che non genera una domanda rischia di esaurirsi nell’atto stesso della lettura. Un libro che apre una discussione, invece, continua a vivere.

 

LA FORZA DI UNA COMMUNITY

È forse questo il dato più interessante dell’esperienza di Segnalazioni Letterarie. Non la semplice quantità, ma la capacità di aggregare. In anni nei quali si è parlato molto della crisi della lettura, le realtà letterarie web dimostrano invece che il pubblico non è scomparso. È cambiato.

Il lettore contemporaneo vuole partecipare: commenta, consiglia, critica, scopre nuovi autori attraverso altri lettori. La dimensione collettiva dell’esperienza letteraria è tornata ad avere un peso. E proprio il crime, genere fondato sul dubbio e sul confronto delle ipotesi, sembra prestarsi naturalmente a questa nuova forma di partecipazione.

UNA ROMA CHE LEGGE E SI RACCONTA

Il NeRoma si inserisce così in un panorama nel quale Roma torna a essere non soltanto scenario, ma laboratorio culturale. La città del resto possiede, per sua stessa natura, una straordinaria vocazione narrativa: le sue strade, le sue periferie, i suoi palazzi, le sue contraddizioni hanno alimentato generazioni di scrittori e continuano a offrire materia inesauribile alla narrativa.

In questo contesto il crime trova una casa naturale, essendo la forma prediletta di un’attitudine letteraria urbana, spesso inquieta, che tra le sue articolazioni è capace di trasformare una città in personaggio.

E quando gli autori incontrano i lettori, la città diventa a sua volta una grande sala di lettura.

IL VALORE DI TORNARE

Per Alberto Raffaelli, tornare al NeRoma significa dunque proseguire un percorso.

Non soltanto essere presenti a un appuntamento culturale, ma confermare una precisa idea di letteratura: quella che non rimane chiusa nelle pagine, ma cerca il confronto e attraversa le piattaforme digitali senza rinunciare all’incontro reale.

È una sfida importante. Perché la tecnologia può moltiplicare la possibilità di comunicare, ma non può sostituire la relazione. Un autore ha ancora bisogno di essere ascoltato. Un lettore ha ancora bisogno di sentirsi parte di qualcosa. Un libro ha ancora bisogno di qualcuno che lo faccia incontrare con chi potrebbe amarlo.

È qui che il lavoro di una community come Segnalazioni Letterarie acquista il suo significato più profondo: ne abbiamo parlato con Alberto Raffaelli.

Alberto Raffaelli

Lei e Segnalazioni Letterarie tornate al NeRoma. Che significato ha per Lei questa nuova partecipazione?

Tornare al NeRoma significa innanzitutto dare continuità a un percorso. Ma credo che la parola più importante sia “incontro”. Un festival letterario vive quando riesce a mettere realmente in relazione chi scrive, chi legge e chi racconta i libri. Segnalazioni Letterarie è nata proprio con questo spirito: creare connessioni e dare spazio alle storie e agli autori. Il NeRoma, con la sua particolare attenzione al crime, rappresenta un contesto nel quale il confronto è particolarmente intenso. Il crime non offre soltanto enigmi da risolvere: pone domande sulla società, sulle persone, sulle loro fragilità. Essere nuovamente qui significa quindi condividere una visione della letteratura come esperienza collettiva.

Oggi escono moltissimi libri e conquistare l’attenzione del lettore è sempre più difficile. Che ruolo può avere una realtà come Segnalazioni Letterarie?

Credo che oggi il compito più importante sia orientare senza imporre. Un lettore non ha bisogno soltanto di essere indirizzato su cosa comprare, ma che gli si permetta di scoprire una storia e di formarsi una propria opinione. La nostra community cerca di fare esattamente questo: mettere in circolo i libri, creare discussione, favorire il dialogo tra autori e pubblico. La comunicazione può amplificare una voce, ma non può sostituire la qualità di ciò che quella voce ha da dire. Per questo considero Segnalazioni Letterarie soprattutto un luogo di incontro. In un mondo nel quale siamo continuamente connessi, paradossalmente abbiamo sempre più bisogno di comunità autentiche.

Qual è, secondo lei, la ragione per cui il crime continua ad avere un rapporto così forte con i lettori?

Perché parla delle nostre inquietudini. Dietro un delitto, un’indagine o un mistero c’è quasi sempre una domanda più profonda: chi siamo quando siamo messi davanti alle nostre responsabilità? Il crime ci porta nelle zone d’ombra dell’essere umano, e proprio per questo può aiutarci a comprendere meglio la realtà. Credo che il lettore contemporaneo cerchi esattamente questo: non soltanto evasione, ma storie capaci di lasciargli qualcosa. Un buon crime ti accompagna anche dopo aver chiuso il libro. Se continua a farti pensare, significa che ha fatto il suo lavoro. E, forse, anche il lettore ha fatto il proprio.

 

Il senso più autentico della letteratura, oggi, è probabilmente quello di far attraversare il buio senza aver paura delle domande che nasconde. Perché ogni storia, anche la più inquieta, può diventare una luce quando ci insegna a guardare dentro noi stessi. E tra una pagina e l’altra, mentre cerchiamo la verità di un racconto, finiamo spesso per incontrare la nostra.

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Poesia e filosofia a Ortona: alla Libreria Moderna arriva l’acclamato “Il giallo del semaforo” di Valeria Di Felice

Siete amanti della grande letteratura e della poesia contemporanea? Sabato 17 ottobre 2026 (ore 18:30) segnatevi questo imperdibile appuntamento: la “Libreria Moderna” di Ortona (Chieti) ospiterà la presentazione ufficiale della silloge poetica “Il giallo del semaforo”, il nuovo capolavoro dell’autrice Valeria Di Felice! Un’opera che sta letteralmente spopolando non solo in Italia (dove è stata finalista a prestigiosi premi letterari), ma anche all’estero, con traduzioni di grandissimo successo in Romania, Perù, Ecuador, Spagna e Francia! L’incontro, moderato dalla giornalista Alessandra Renzetti con l’intervento dello scrittore Angelo Sirena, esplorerà il significato profondo di questo libro: il “giallo” del semaforo non è solo un colore, ma la potentissima metafora del nostro “tempo sospeso”, quel confine psicologico che divide la luce dall’ombra, la fretta dall’attesa e l’ansia dalla consapevolezza. Leggete il nostro articolo per scoprire tutti i dettagli sull’autrice (che è anche una stimatissima editrice) e sull’evento! E per chi considera la scrittura una vera e propria forma d’arte ed eleganza, scoprite il lusso intramontabile della Penna Stilografica Montblanc, oggi in maxi offerta per un regalo indimenticabile su Amazon! 👇

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Valeria Di Felice

Ortona (CH) – Il panorama letterario e culturale abruzzese si arricchisce di un appuntamento di assoluto prestigio, dedicato a tutti gli amanti dei versi raffinati e della profonda speculazione filosofica. Sabato 17 ottobre 2026, a partire dalle ore 18:30, gli accoglienti spazi della Libreria Moderna di Fabulinus & Minerva (gestita con infinita passione e dedizione da Micaela e Francesco Ortolano) ospiteranno l’esclusiva presentazione pubblica dell’ultima fatica letteraria della poliedrica autrice Valeria Di Felice. Al centro dell’evento ci sarà l’acclamata silloge poetica intitolata “Il giallo del semaforo”, un gioiello editoriale recentemente pubblicato e distribuito dalla prestigiosa e storica Società Editrice Fiorentina. L’opera è stata sapientemente inserita all’interno della collana Pasifae, magistralmente diretta da Mario Fresa, a testimonianza dell’altissimo valore qualitativo del testo proposto ai lettori.

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Il parterre dell’evento: voci e riflessioni sulla poesia

L’incontro di sabato pomeriggio a Ortona non sarà una semplice esposizione editoriale, ma un vero e proprio salotto culturale animato da voci autorevoli del panorama giornalistico e letterario. A fare gli onori di casa e a tessere le fila del dibattito, moderando sapientemente gli interventi del pubblico e dei relatori, ci sarà la nota giornalista Alessandra Renzetti. Ad affiancarla nel dialogo con l’autrice interverrà anche lo scrittore e poeta Angelo Sirena, che offrirà ai presenti una sua personale e accurata chiave di lettura dei versi contenuti nella raccolta. L’obiettivo della serata è quello di sviscerare i significati più profondi e nascosti del testo, permettendo al pubblico ortonese di immergersi totalmente nell’universo concettuale ed emotivo creato dalla penna della Di Felice.

Un successo editoriale dal respiro internazionale

Ma cos’è che rende “Il giallo del semaforo” un’opera così meritevole di attenzione? I riconoscimenti critici parlano chiaro e certificano un successo che ha rapidamente valicato i confini regionali e nazionali. La raccolta è stata infatti selezionata come finalista in concorsi di altissimo spessore letterario, tra cui il rinomato Premio Parco Maiella e il Premio Pontedilegno nell’edizione 2026. Ma il vero termometro dell’universalità di questi versi è rappresentato dal folgorante successo ottenuto all’estero: l’opera è stata già tradotta e pubblicata con enorme riscontro in Romania, Perù ed Ecuador, e sbarcherà prossimamente anche sui complessi e selettivi mercati editoriali di Spagna e Francia, esportando la bellezza della poesia italiana contemporanea nel mondo.

La metafora del tempo sospeso e l’impegno dell’autrice

Dal punto di vista prettamente contenutistico e stilistico, l’opera rappresenta una complessa, affascinante e stratificata meditazione sul concetto di “tempo sospeso”. I versi di Valeria Di Felice fungono da profonda riflessione etica, psicologica e filosofica sulle vere priorità dell’esistenza umana e sul nostro disperato bisogno di un legame autentico con la realtà circostante, ormai troppo frenetica. Il colore evocato nel suggestivo titolo, ovvero il giallo del semaforo, si spoglia della sua veste di mero elemento cromatico o stradale: esso assurge a potentissima figura metaforica. Rappresenta la soglia psicologica tra due condizioni esistenziali opposte, il confine labile e sottile tra il giorno e la notte, tra la luce della certezza e l’ombra del dubbio, tra la consapevolezza dell’istante e la snervante attesa del futuro. La figura di Valeria Di Felice, del resto, si distingue da sempre nel panorama letterario nazionale non solo per la sua personalissima e raffinata sensibilità autoriale, ma anche per un instancabile e prezioso impegno culturale “dietro le quinte”. Oltre a essere una poetessa premiata, l’autrice è infatti una stimata editrice e una formidabile animatrice della cultura, capace di dare costantemente voce e spazio vitale a progetti editoriali indipendenti di altissimo spessore sociale e inestimabile valore critico.

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“Dimenticata Pace”, il teatro oltre la vista: ad Aversa e Napoli lo spettacolo evento con attori non vedenti

Come si fa teatro se non si può usare la vista? Semplice: trasformando suoni, odori, tatto e respiri in pura magia scenica! È questo il miracolo artistico di “Dimenticata Pace”, l’incredibile spettacolo prodotto da Murìcena Teatro e interpretato interamente da una compagnia di attori professionisti non vedenti e ipovedenti! Liberamente ispirata all’opera di Aristofane, la commedia racconta il viaggio sensoriale di un mendicante (accompagnato sul palco dal suo fedele cane guida “Nuvola”) alla ricerca della pace in un mondo dilaniato dalle guerre. Lo spettacolo, dopo il successo estivo, andrà in scena l’11 ottobre ad Aversa e il 15-16 ottobre al Teatro dei Piccoli di Napoli. Un progetto rivoluzionario (finanziato anche dal Ministero della Cultura) nato per garantire l’inclusione e la professionalizzazione degli artisti con disabilità, che ha da poco trovato una “nuova casa” presso l’Istituto Paolo Colosimo di Napoli! Leggete il nostro articolo per scoprire tutte le date e i dettagli di questo evento imperdibile. E per chi ama l’ascolto in alta definizione, gli audiolibri e la comodità dei comandi vocali, scoprite il meraviglioso Smart Speaker Echo Studio con Audio Spaziale 3D, oggi in maxi sconto su Amazon! 👇

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Foto Guglielmo Verrienti

Aversa (CE) / Napoli – L’arte teatrale, nella sua essenza più pura, ha il potere straordinario di abbattere ogni tipo di barriera fisica e sensoriale, trasformando i limiti apparenti in nuovi, potentissimi linguaggi espressivi. È proprio su questo ambizioso concetto che si fonda il successo di “Dimenticata Pace”, l’acclamato spettacolo prodotto da Murìcena Teatro che, dopo la fortunata e applauditissima prima nazionale dello scorso 4 luglio al Campania Teatro Festival, si prepara a tornare in scena in questo denso mese di ottobre. Le nuove e attesissime repliche si terranno domani, venerdì 11 ottobre 2026, ad Aversa (nella suggestiva cornice della Chiesa dello Spirito Santo) e successivamente il 15 e 16 ottobre al Teatro dei Piccoli di Napoli. Scritto e magistralmente diretto dal regista Raffaele Parisi, lo spettacolo vanta una particolarità che lo rende unico nel panorama nazionale: è interamente interpretato da una talentuosa compagnia di attrici e attori professionisti non vedenti e ipovedenti.

[IL POTERE DELLA VOCE E DEL SUONO AD ALTA FEDELTÀ]
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Il progetto “Fare Teatro… oltre lo sguardo”

La messa in scena di Dimenticata Pace non è un esperimento isolato, ma rappresenta il culmine artistico di un percorso lungo e meticoloso. Lo spettacolo, infatti, nasce e si sviluppa all’interno del progetto “Fare Teatro… oltre lo sguardo”, un’iniziativa pionieristica avviata nel 2017 in stretta sinergia con il prestigioso Istituto Paolo Colosimo di Napoli. Dal 2021, il progetto si è poi associato alla Scuola Elementare del Teatro (diretta dal maestro Davide Iodice). L’obiettivo primario di questa titanica operazione culturale non è il semplice “intrattenimento sociale”, ma la vera e propria formazione e professionalizzazione degli artisti disabili. Il valore di questo lavoro è stato formalmente riconosciuto anche dalle istituzioni: nel gennaio 2026, il Ministero della Cultura ha infatti selezionato l’iniziativa tra i soli dodici progetti finanziati a livello nazionale nell’ambito delle sovvenzioni dedicate agli organismi che impiegano professionalmente artisti con disabilità nello spettacolo dal vivo.

Una pace fisica e sensoriale ispirata ad Aristofane

Al centro dello spettacolo vibra un tema drammaticamente attuale: il disperato bisogno di pace in un’epoca storica dilaniata dai conflitti armati. Partendo dalla classica commedia di Aristofane, Murìcena Teatro ha decostruito il testo per costruire un viaggio in cui la pace non è più un concetto astratto, ma diventa un’esperienza fisica, materica e intensamente percettiva. Sulla scena, la vista smette di essere lo strumento principale per orientarsi e comprendere il mondo: al suo posto subentrano prepotentemente i suoni, le voci, gli odori, il tatto, il movimento dei corpi e la forza della memoria. In Dimenticata Pace, il viaggio antico del vignaiolo Trigeo verso gli dèi si trasforma nella ricerca contemporanea di qualcosa che l’umanità ha tragicamente perduto: un mendicante, accompagnato solo dalla sua fedele “Nuvola” (un vero cane guida con cui attraversa il palcoscenico e il mondo), parte alla ricerca della serenità smarrita. La storia è affidata alla voce di Opora, una cantastorie che fila a maglia come una Parca mitologica e narra in un caldo dialetto napoletano le vicende in scena, fondendo la vena satirica di Aristofane con un teatro basato sull’ascolto profondo.

Le parole del regista e la nuova “Casa” del Colosimo

«Siamo partiti da una domanda apparentemente semplice», ha raccontato con emozione Raffaele Parisi, regista e drammaturgo dell’opera. «Dove cerchiamo la nostra pace, oggi, in un mondo attraversato incessantemente dalle guerre? Da quella singola domanda abbiamo cominciato a improvvisare, ma non lavorando sui testi, bensì sui corpi degli attori. Suoni, movimenti, passi cadenzati, respiri profondi, voci e racconti: tutto questo materiale umano è diventato la nostra materia drammaturgica». Il successo del progetto ha aperto le porte a una nuova, esaltante fase istituzionale. La Regione Campania ha ufficialmente affidato gli storici spazi del teatro dell’Istituto Paolo Colosimo di Napoli proprio alla Scuola Elementare del Teatro. Nasce così, nel cuore della città partenopea, un centro d’eccellenza dedicato alla formazione teatrale gratuita, con un’attenzione maniacale e doverosa verso le persone con disabilità visiva e in condizioni di fragilità sociale. Una vera e propria “Casa” dove la cultura diventa finalmente sinonimo di uguaglianza, professionalità e pura avanguardia artistica.

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A Sulmona le note di Ennio Morricone suonano per la beneficenza: Gran Galà per i reparti di Pediatria e Chirurgia

La grande musica si mette al servizio di chi soffre per una serata all’insegna della solidarietà assoluta! Domani, domenica 11 ottobre alle ore 18:00, il suggestivo Teatro Comunale “Maria Caniglia” di Sulmona aprirà le sue porte per ospitare “Cinemusica – Il Gran Galà: Omaggio a Ennio Morricone”. Un evento imperdibile organizzato dall’Associazione Nomadi Fans Club e dal Comune di Sulmona, nato con uno scopo nobilissimo: l’intero ricavato della vendita dei biglietti sarà infatti devoluto in beneficenza per sostenere concretamente il Reparto di Pediatria dell’Ospedale di Sulmona e il Reparto di Chirurgia dell’Ospedale di Popoli! Un cast eccezionale (tra cui l’Orchestra Tebaide d’Italia, il Coro Lirico A.C.O.M. e straordinari solisti e attori) riporterà in vita le indimenticabili colonne sonore di capolavori come “C’era una volta in America” e “Per un pugno di dollari”, accompagnate da immagini e narrazioni teatrali. Ad aprire la serata sarà Sabrina Tauro con un emozionante tributo alla canzone classica napoletana e al teatro di Eduardo De Filippo. Partecipare a questo spettacolo significa donare un aiuto reale ai bambini ricoverati in ospedale e a chi lotta ogni giorno nelle corsie. Non mancate, i biglietti sono disponibili in prevendita su Ciaotickets!

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Locandina evento Sulmona

Sulmona – Esistono serate in cui la magia dell’arte non si limita ad appagare i sensi dello spettatore, ma si trasforma in un potentissimo motore di cambiamento sociale, capace di portare sollievo e aiuti concreti laddove ce n’è più disperatamente bisogno. È esattamente questo il nobile e ambizioso spirito che animerà la città di Sulmona nella giornata di domani, domenica 11 ottobre 2026. Le indimenticabili e maestose colonne sonore del premio Oscar Ennio Morricone torneranno infatti a essere assolute protagoniste in una serata speciale che coniuga altissima cultura, profonda emozione e un fortissimo impegno civico. A partire dalle ore 18:00, la prestigiosa cornice del Teatro Comunale “Maria Caniglia” ospiterà l’attesissimo evento “Cinemusica – Il Gran Galà: Omaggio a Ennio Morricone”. L’appuntamento, che promette il tutto esaurito, è stato meticolosamente organizzato e promosso dall’Associazione Nomadi Fans Club, in stretta e virtuosa collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Sulmona.

La beneficenza per gli ospedali del territorio

Il cuore pulsante di questa splendida iniziativa non risiede esclusivamente nella celebrazione del genio musicale italiano, ma nel suo scopo filantropico. Il Gran Galà, infatti, è stato organizzato con esclusive finalità benefiche. L’intero ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto a sostegno di due eccellenze sanitarie del territorio, che necessitano del supporto costante della comunità per continuare a garantire cure di altissimo livello: il Reparto di Pediatria dell’Ospedale di Sulmona (dove i fondi aiuteranno a migliorare l’assistenza e le attrezzature per i piccoli pazienti) e il Reparto di Chirurgia dell’Ospedale di Popoli. In un periodo storico in cui la sanità pubblica locale si trova spesso a dover fare i conti con risorse limitate e organici sotto pressione, la mobilitazione del volontariato culturale rappresenta una boccata d’ossigeno vitale. Partecipare a questo concerto significa, letteralmente, stringere la mano ai medici, agli infermieri e ai pazienti che ogni giorno lottano nelle corsie d’ospedale.

Un viaggio musicale tra i capolavori del Novecento

L’evento è stato concepito per accompagnare il pubblico in un percorso onirico e immersivo attraverso alcune delle più celebri e iconiche musiche composte dal Maestro Morricone, riconosciuto all’unanimità come uno dei più grandi e influenti compositori del Novecento e autentico protagonista della storia del cinema mondiale. Il palcoscenico del “Maria Caniglia” ospiterà un vero e proprio intreccio sensoriale di musica dal vivo, proiezioni di immagini storiche e narrazione teatrale. A esibirsi, garantendo una performance di assoluto spessore tecnico ed emotivo, saranno i talentuosi musicisti dell’Orchestra Tebaide d’Italia e le magnifiche voci del Coro Lirico A.C.O.M., diretti rispettivamente dal Maestro Cosimo Maraglino e dal Maestro Gennaro Continillo. Sotto la sceneggiatura e la sapiente regia di Raffaella Balestra, saliranno sul palco interpreti di primissimo piano come il soprano Flora Contursi e il tenore Stefano Sorrentino, affiancati dall’attrice e voce narrante Gisella Carone e dall’attore Cosimo Salvi. Il programma prevede l’esecuzione delle pagine musicali più amate e strazianti tratte da pietre miliari della cinematografia internazionale come “C’era una volta il West”, “Giù la testa”, l’epico “C’era una volta in America” e il leggendario “Per un pugno di dollari”.

Il tributo a Eduardo De Filippo e alla tradizione partenopea

Ad aprire la serata, prima di immergersi nelle atmosfere western e drammatiche di Morricone, sarà la poliedrica performer Sabrina Tauro. L’artista proporrà un delicato e appassionato omaggio alla tradizione teatrale e musicale napoletana, strutturando un percorso narrativo e canoro dedicato al genio di Eduardo De Filippo e all’intramontabile figura di “Filumena Marturano” (nel suo ottantesimo anniversario). Un tributo che toccherà anche l’arte di Totò e il patrimonio inestimabile rappresentato dalla Canzone Classica Napoletana, oggi non a caso candidata per ottenere il prestigioso riconoscimento di Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO.

Le parole degli organizzatori: “L’arte diventa aiuto concreto”

A tirare le fila di questa imponente macchina organizzativa è Vincenzo Bisestile, presidente dell’Associazione Nomadi Fans Club, che da anni si distingue per l’impegno nel sociale. «Con questo importante evento vogliamo confermare, ancora una volta, come la musica di qualità possa e debba diventare un potente strumento di condivisione e solidarietà civica», ha affermato Bisestile. «Abbiamo scelto di dedicare questo Gran Galà a Ennio Morricone proprio perché il suo inestimabile patrimonio artistico continua, generazione dopo generazione, a emozionare e a unire persone di ogni età e di ogni estrazione sociale. Il nostro unico obiettivo è trasformare la bellezza oggettiva delle sue composizioni in un sostegno finanziario reale, tangibile e concreto per due importantissimi reparti ospedalieri del nostro territorio. Ringrazio di cuore il Comune di Sulmona, i meravigliosi artisti coinvolti e tutti coloro che, lavorando spesso dietro le quinte, stanno contribuendo alla buona riuscita di questa iniziativa. Essere presenti in platea significherà vivere uno spettacolo di grandissimo valore artistico e, allo stesso tempo, offrire un aiuto reale a chi ne ha disperatamente bisogno». L’Associazione ricorda che i posti per la serata sono rigorosamente numerati. Per informazioni o prenotazioni è possibile contattare l’organizzazione (tel. 389 973 7620) o acquistare il proprio biglietto solidale attraverso la prevendita attiva online sul circuito ufficiale Ciaotickets.

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