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Territorio

Follia al Pronto Soccorso dello “Spaziani” di Frosinone: medico preso a pugni in volto e locali devastati. L’ira di Quadrini: “Siamo in trincea”

Infermieri e medici italiani sono in guerra, e i Pronto Soccorso sono le loro trincee! 😡 🏥 Nuova e vergognosa aggressione ai danni del personale sanitario: la notte di Ferragosto, all’Ospedale “Fabrizio Spaziani” di Frosinone, un medico in servizio è stato brutalmente colpito al VOLTO da un utente con gravi problemi psichici, che ha poi tentato di devastare interamente i locali del reparto d’emergenza! A lanciare l’allarme è Gianluca Quadrini (Consigliere Provinciale e Dirigente Anci Lazio), che esprime solidarietà al medico aggredito e lancia un appello fortissimo al Direttore Generale della ASL, Arturo Cavaliere. “I pronto soccorso non possono diventare i luoghi dove si scarica il disagio sociale della città. I nostri medici vanno protetti, servono presidi di sicurezza armati e fissi 24 ore su 24!”. Voi da che parte state? È giusto che chi ci salva la vita debba rischiare la propria ogni notte? Leggete i dettagli della brutale aggressione e la denuncia politica nel nostro articolo! 👇 👨‍⚕️

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Quadrini

Frosinone – Indossano il camice bianco per salvare vite umane, ma sempre più spesso si ritrovano a dover difendere la propria. È una realtà cruda, amara e purtroppo quotidiana quella che sono costretti a vivere i medici e gli infermieri dei presidi d’emergenza italiani. E la Ciociaria, purtroppo, non fa eccezione. L’ennesimo, vergognoso episodio di inaudita violenza ai danni del personale sanitario si è consumato nel cuore della notte tra il 15 e il 16 agosto scorsi, macchiando di sangue e paura il ponte di Ferragosto. Teatro della brutale aggressione è stato il Pronto Soccorso dell’ospedale “Fabrizio Spaziani” di Frosinone, dove un medico in pieno servizio è stato violentemente colpito al volto da un utente in preda a un forte stato di alterazione psicofisica, il quale ha successivamente tentato di sfasciare e devastare i locali del reparto.

Follia in corsia: l’escalation di violenza che spaventa i sanitari

Un episodio di violenza gravissimo e preoccupante, che ha sfiorato la tragedia e che riaccende prepotentemente i riflettori sulla totale mancanza di sicurezza all’interno delle strutture d’emergenza. A rompere il silenzio e a intervenire con estrema decisione sulla drammatica vicenda è Gianluca Quadrini, Consigliere Provinciale di Frosinone e Dirigente di Anci Lazio. «Quello che è accaduto allo Spaziani non può e non deve assolutamente lasciarci indifferenti», dichiara Quadrini con tono severo. «A nome mio personale, dell’intero Consiglio Provinciale e di Anci Lazio, voglio esprimere la più totale, umana e incondizionata solidarietà al professionista vigliaccamente colpito e a tutto il personale sanitario che, ogni giorno e ogni notte, opera con un’encomiabile dedizione in primissima linea».

Quadrini: “I Pronto Soccorso trasformati in trincee del disagio sociale”

L’analisi del Consigliere Provinciale va però oltre la semplice condanna del singolo gesto criminale, puntando il dito contro un sistema sociale che sta implodendo proprio all’interno delle corsie d’ospedale. «I nostri Pronto Soccorso», prosegue Quadrini con grande lucidità, «si trovano sempre più spesso, e del tutto impropriamente, a dover gestire situazioni di fortissima tensione. Sono diventati, di fatto, un punto di approdo improvvisato e disperato per persone che vivono condizioni di profondo disagio sociale, economico e psichiatrico. Ma non possiamo assolutamente permettere che le nostre strutture sanitarie si trasformino in contesti di pericolo e di guerriglia urbana. Medici, infermieri, operatori sociosanitari (OSS) e addetti alla vigilanza svolgono una missione sacra e fondamentale per l’intera comunità: è intollerabile che debbano recarsi al lavoro con il terrore costante di subire aggressioni fisiche, minacce o violenze verbali».

L’appello al DG Arturo Cavaliere: “Serve un presidio di vigilanza forte”

Di fronte a un’escalation che sindacati e lavoratori definiscono ormai insostenibile, la politica locale chiede risposte repentine e strutturali ai vertici della sanità. «In questo scenario così complesso e delicato», sottolinea il Dirigente di Anci Lazio, «desidero rivolgere un sentito, urgente e fiducioso appello al Direttore Generale della ASL di Frosinone, il Dott. Arturo Cavaliere. Parliamo di un dirigente dalla comprovata sensibilità, dotato di profonda competenza gestionale e da sempre attentissimo alla tutela dei diritti dei lavoratori e all’efficienza reale dei servizi. Sono assolutamente convinto che, grazie alla sua guida esperta e alla sua conoscenza dettagliata del sistema sanitario locale, il Direttore Generale saprà individuare e attuare tempestivamente le soluzioni più idonee per blindare e rafforzare la sicurezza nei reparti d’emergenza della nostra provincia».

Le richieste sul tavolo sono chiare e non più procrastinabili: serve un potenziamento capillare dei controlli, l’installazione di sistemi di sicurezza avanzati e, soprattutto, l’integrazione di presidi di vigilanza fissa (pubblica o privata) dotati di competenze operative chiare, in grado di intervenire immediatamente prima che l’aggressore di turno alzi le mani. «Come Provincia di Frosinone e come Anci Lazio», conclude Quadrini, «siamo totalmente a disposizione della Direzione Aziendale per collaborare in modo sinergico. Dobbiamo restituire piena serenità a chi, ogni giorno, ci cura e ci salva la vita».

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Il cuore di Arpino batte per l’Assunta e San Rocco: tra fede, lacrime e devozione la comunità si stringe attorno alle sue radici millenarie

La bellezza della fede che unisce un popolo intero! 🏛️🙏 Arpino si ferma per le solenni e commoventi processioni dell’Assunta e di San Rocco, in un trionfo di partecipazione, emozione e amore per le tradizioni. ✨ Il consigliere Gianluca Quadrini celebra l’evento: “Un onore immenso condividere questa altissima spiritualità con la nostra splendida comunità”. Orgoglio ciociaro puro! ❤️ Leggi qui per scoprire i momenti più toccanti di queste giornate storiche! 👇

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Festeggiamento dell'Assunta ad Arpino

Arpino – Ci sono giorni in cui il tempo sembra fermarsi per lasciare spazio alla parte più autentica, intima e profonda dell’anima di un popolo. La città ciceroniana di Arpino, adagiata sulle colline della provincia di Frosinone, ha vissuto due giornate di straordinaria intensità emotiva e spirituale nei giorni del 15 e 16 agosto. Le storiche ricorrenze dedicate a Maria Santissima Assunta in Cielo e a San Rocco non sono state una semplice ripetizione di riti antichi, ma un immenso e commovente abbraccio collettivo. Le strade del borgo si sono riempite del profumo dell’incenso, del suono dei canti della tradizione e del passo lento di migliaia di fedeli, uniti da un filo invisibile ma indistruttibile di devozione e appartenenza identitaria.

A testimoniare la vicinanza profonda delle istituzioni a questo momento così viscerale per la comunità locale è stata la partecipazione attiva del Consigliere della Provincia di Frosinone, Consigliere Comunale di Arpino e Dirigente di ANCI Lazio, Gianluca Quadrini. Camminare fianco a fianco con i propri cittadini, condividendo il peso e la bellezza delle statue portate a spalla, rappresenta il modo più nobile di intendere l’impegno pubblico: un servizio che non dimentica le radici e che si fa custode dei valori che tengono unita una comunità. Accanto a lui, a condividere la solennità delle funzioni e delle affollate processioni, erano presenti anche il Vicesindaco Massimo Sera e il Presidente del Comitato Festeggiamenti Franco Veglianti.

Un fiume di popolo tra le vie del borgo: la fede che si fa storia quotidiana

Il grande concorso di popolo che ha invaso ogni vicolo e ogni piazza di Arpino è la dimostrazione plastica di un territorio che rifiuta l’omologazione della modernità per proteggere la propria identità religiosa e culturale. Le statue dell’Assunta e di San Rocco, accarezzate dagli sguardi lucidi degli anziani e dalle mani tese dei bambini, hanno attraversato il paese come simboli di speranza e di protezione. “È stato per me un profondo onore partecipare alle solenni processioni per le vie di Arpino”, ha dichiarato con evidente commozione Gianluca Quadrini a margine delle celebrazioni, sottolineando l’orgoglio di poter unire il proprio ruolo istituzionale alla fede vibrante della sua splendida comunità.

Questo fine settimana d’agosto ha dimostrato che, nonostante le difficoltà del presente, il popolo arpinate sa ritrovarsi unito e solidale sotto il segno della tradizione. La condivisione di questi momenti di altissima spiritualità insieme ai tantissimi fedeli, ai turisti tornati per le vacanze e alle autorità locali ha riacceso l’orgoglio di appartenere a una terra ricca di storia e di valori umani condivisi. La fede esce così dalle mura delle chiese per farsi comunità viva, per strada, diventando un balsamo per le fatiche di ogni giorno e una promessa di futuro per le giovani generazioni.

Il miracolo organizzativo dietro le quinte della solennità

Dietro la perfetta riuscita di due giornate così complesse e ricche di appuntamenti c’è un mondo sommerso fatto di volontariato, fatica silenziosa e amore incondizionato per il proprio paese. Un plauso carico di gratitudine deve essere esteso al Presidente Franco Veglianti e a tutto l’infaticabile Comitato dei Festeggiamenti per la dedizione assoluta e l’impeccabile gestione logistica e organizzativa dell’evento. Un lavoro corale che ha visto camminare in perfetta sinergia anche il Collegio dei Presbiteri e il Consiglio Pastorale Parrocchiale, garantendo la massima solennità a ogni singola liturgia.

Le celebrazioni si sono chiuse tra gli applausi e i fuochi d’artificio che hanno illuminato la notte della Ciociaria, ma l’eco di questa grande manifestazione di fede rimarrà a lungo nel cuore dei presenti. “Viva Arpino e le nostre storiche tradizioni!”, ha concluso Quadrini nel suo messaggio carico di entusiasmo. Arpino si conferma così non solo una perla di cultura e di archeologia, ma un esempio luminoso di come un popolo sappia custodire il fuoco sacro delle proprie origini, trasformando la festa patronale in un grande inno alla vita, alla solidarietà e alla speranza collettiva.

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Pescara – Entrano in servizio i Carabinieri in e-Bike

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Carabinieri in e-bike

Redazione- Entrano in servizio anche a Pescara le nuove biciclette elettriche a pedalata assistita assegnate dall’Arma dei carabinieri nell’ambito di un progetto del Comando Generale dedicato ai comuni a vocazione turistica per rafforzare le misure di sicurezza nel periodo estivo.
Due mezzi sono stati destinati alla Caserma di Pescara Scalo e altrettanti alla Stazione Carabinieri di Montesilvano, con l’obiettivo di rafforzare la vigilanza e garantire una presenza ancora più capillare sul territorio alle attività quotidiane svolte, in particolare sull’intera fascia costiera.
Le e-bike consentiranno ai militari di rispondere alle esigenze di mobilità tipiche estive, pattugliare con maggiore agilità il litorale, le aree pedonali, le piste ciclabili e le zone più frequentate assicurando un contatto più diretto con cittadini, turisti e una maggiore agilità negli spostamenti in centro rispetto ai tradizionali mezzi di servizio e raggiungere agevolmente i punti di accesso alle spiagge.
La presenza di queste pattuglie sono state pensate per coniugare prevenzione, sicurezza, prossimità e sostenibilità ambientale, soprattutto nei luoghi dove il traffico veicolare è limitato o particolarmente intenso nei mesi estivi.

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Pescara – Il Sindaco firma l’ordinanza per lo stop degli alcolici in strada

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Alcolici

Pescara – Divieto di consumare bevande alcoliche di qualsiasi gradazione, dalle 17 alle 6 del mattino, sul lungomare, nelle piazze, nei parchi, nei parcheggi e in numerose altre zone di Pescara.La misura entrerà in vigore il 15 agosto e resterà valida fino al 30 settembre.È quanto prevede un’ordinanza firmata oggi dal sindaco Carlo Masci, che introduce sanzioni per chi non rispetta il provvedimento. Sono esclusi dal divieto gli spazi legittimamente autorizzati.
L’ordinanza arriva dopo i recenti episodi che hanno riacceso l’attenzione sul consumo di alcol, soprattutto tra i giovanissimi. Nel provvedimento si richiama una relazione del direttore del Dipartimento di Emergenza-Urgenza della Asl di Pescara, secondo cui il consumo di bevande alcoliche, “soprattutto in età adolescenziale, rappresenta un fenomeno epidemiologicamente rilevante e costituisce un tema di particolare interesse per la sanità pubblica”. Viene citata anche l’indagine Hbsc, che evidenzia una crescita con l’età, in particolare tra i 13 e i 15 anni, del “consumo di alcol, di episodi di ubriachezza e di binge drinking”.
Il Comune sottolinea inoltre che sul territorio “si sono verificati eventi incidentali di particolare gravità che hanno coinvolto anche persone giovani” e ricorda che le problematiche legate all’abuso di alcol sono state affrontate anche nell’ambito delle attività di coordinamento istituzionale in Prefettura.
Il divieto riguarda piazza Spirito Santo e piazza Alessandrini, le aree di risulta, i parcheggi ex Enaip, di via Ostuni, via Bologna, via Barbella e viale Pepe, la zona della Madonnina, l’area compresa tra via Italica, via Arnaldo da Brescia, via Giustino de Cecco e via Misticoni e quella tra via Avezzano, via Bologna e via Raffaele Paolucci. Interessati anche lungomare nord e sud e, più in generale, tutti i parcheggi, le piazze e i parchi pubblici presenti sul territorio comunale.
Per chi viola l’ordinanza è previsto il pagamento in misura ridotta di una sanzione di 250 euro entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica del verbale. Una misura analoga era già stata adottata nell’estate del 2025.

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