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Legambiente lancia i campi estivi: volontari ad Atessa, Archi e Tornareccio

Al via in Abruzzo i campi estivi di Legambiente: ad agosto giovani da tutto il mondo arrivano ad Atessa, Archi e Tornareccio per curare i sentieri. 🌲 🌍

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Campi volontariato

Atessa – Nel fitto ordito delle riforme ecologiche, della tutela del patrimonio paesaggistico e dello sviluppo del turismo lento all’interno dell’Eurozona, l’attivismo giovanile si impone come una leva strategica imprescindibile per la salvaguardia dell’ambiente. Mercoledì 5 agosto 2026, il Circolo Legambiente Geo Aps ha ufficializzato l’avvio formale dei nuovi e attesi campi di volontariato estivi nella provincia di Chieti. Durante tutto il mese di agosto, i comuni di Atessa, Archi e Tornareccio accoglieranno una fitta carovana di ragazzi pronti a dedicarsi alla cura dei beni comuni. Gli interventi sul campo si concentreranno sulla valorizzazione naturalistica di Monte Pallano, sulla manutenzione dei sentieri escursionistici della Val di Sangro e sul supporto logistico sostenibile alle manifestazioni di piazza, offrendo alla società civile un esempio concreto di cittadinanza attiva e vicinanza alle comunità locali.

Il campo nazionale di Atessa e la certificazione green di Corti Antiche

Il primo blocco operativo si è aperto sul territorio comunale di Atessa, dove da martedì 4 a martedì 11 agosto è in corso il campo di volontariato nazionale, realizzato in stretta e continua collaborazione con l’amministrazione municipale. Il capitale umano dei volontari italiani è interamente mobilitato nel cuore del centro storico per supportare l’organizzazione della ventennale rassegna enogastronomica “Corti Antiche”, un evento di grande richiamo che raduna ogni anno migliaia di visitatori. I ragazzi sono impegnati h24 nella gestione delle attività di sensibilizzazione ecologica, nel monitoraggio della raccolta differenziata dei rifiuti e nella promozione dei parametri previsti dalla certificazione Ecoactions, deostruendo l’impatto ambientale dei consumi della somministrazione per garantire una festa totalmente pulita.

I ragazzi del campo internazionale di Archi sul Sentiero del Corbezzolo

Parallelamente ad Atessa, da oggi, mercoledì 5 agosto, fino a giovedì 13 agosto, prenderà il via il campo internazionale di Archi, promosso in sinergia con la locale giunta comunale. Questo secondo hardware organizzativo vedrà la partecipazione di giovani provenienti da diverse nazioni europee ed estere, uniti dal desiderio di confrontarsi con la storia e le tradizioni rionali dell’Abruzzo interno. Le attività sul campo richiederanno uno sforzo fisico e una dedizione manuale rigorosa, concentrandosi sul ripristino strutturale, sulla pulizia dagli arbusti infestanti e sul totale rifacimento della segnaletica direzionale lungo il suggestivo Sentiero del Corbezzolo e sui tracciati naturalistici che circondano le scarpate e i borghi del distretto chietino.

Tornareccio e Monte Pallano: il recupero dei muretti a secco

L’ultima tranche del programma estivo di Legambiente si consumerà da giovedì 20 a sabato 29 agosto, spostando il baricentro delle attività nel comune di Tornareccio e nell’area archeologica e naturalistica di Monte Pallano. Il campo internazionale accoglierà una squadra di ragazzi europei ed extraeuropei che vivranno un’intensa esperienza di vita comune e condivisione rurale. I volontari saranno coinvolti nella manutenzione dei sentieri montani e, soprattutto, nel delicato recupero artigianale dei tradizionali muretti in pietra a secco, manufatti storici protetti dall’UNESCO che deostruiscono il rischio di dissesto idrogeolico e testimoniano la sapienza contadina tramandata di generazione in generazione dalle vecchie alle future generazioni.

Il manifesto di Rebecca Virtù contro l’isolamento degli schermi digitali

La grande rilevanza sociale e psicologica del progetto è stata analizzata con orgoglio da Rebecca Virtù, stimata presidente del Circolo Legambiente Geo APS, che ha voluto rivolgere un ringraziamento formale ai sindaci coinvolti e ai responsabili logistici della struttura: «I campi di volontariato rappresentano uno strumento concreto per prendersi cura dei nostri beni comuni e per promuovere un turismo attivo, lento e sostenibile. Mettersi in gioco insieme a giovani provenienti da paesi diversi permette di lavorare sui sentieri e muretti a secco o di rendere sostenibili eventi come Corti Antiche, ma crea soprattutto un legame profondo tra la comunità locale e chi sceglie di dedicare il proprio tempo alla cura del nostro pianeta».

La didattica dello sviluppo sostenibile per edificare i cittadini del domani

In ultima analisi, l’esperienza ultratrentennale dei campi di Legambiente si offre alla pubblica opinione come una risposta efficace per combattere le fragilità sociali e il disagio giovanile. Sradicare i giovani, i minori e i giovani adulti dall’isolamento biologico indotto dall’abuso degli schermi digitali e delle reti virtuali, per ricondurli all’aria aperta nella ritualità del lavoro manuale, della cucina condivisa e dell’ascolto dell’altro, costituisce il pilastro più alto del moderno welfare culturale di provincia. Solo attraverso una trasparente cooperazione tra lo Stato, il Terzo Settore e i residenti sarà possibile far crescere il territorio, dimostrando che il domani della nostra terra dipende dalla capacità delle nuove generazioni di unire il merito dell’impegno alla stabilità dei principi ecologici.

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Tecnologia

Acquistare Skin Rust e vendere Skin Rust: come orientarsi nel mercato digitale

Le skin di Rust sono diventate un elemento interessante per molti giocatori che desiderano personalizzare il proprio equipaggiamento e dare un tocco personale all’esperienza di gioco. Con la crescita delle piattaforme dedicate agli oggetti digitali, oggi è possibile acquistare skin Rust e vendere skin Rust attraverso diversi marketplace e servizi online.

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Skin Rust

Redazione-  Le skin di Rust sono diventate un elemento interessante per molti giocatori che desiderano personalizzare il proprio equipaggiamento e dare un tocco personale all’esperienza di gioco. Con la crescita delle piattaforme dedicate agli oggetti digitali, oggi è possibile acquistare skin Rust e vendere skin Rust attraverso diversi marketplace e servizi online.

Per muoversi in questo settore in modo consapevole è importante conoscere il funzionamento del mercato, valutare attentamente i prezzi e prestare attenzione alle condizioni delle transazioni.

Come funziona il mercato delle skin di Rust

Le skin di Rust sono principalmente oggetti cosmetici che permettono di modificare l’aspetto di armi, vestiti, strumenti e altri elementi presenti nel gioco. Il loro valore può variare in base a diversi fattori, tra cui rarità, disponibilità, popolarità e domanda da parte della community.

Quando si decide di acquistare skin Rust, è quindi utile confrontare più offerte prima di completare una transazione. Una skin molto richiesta può avere un prezzo superiore rispetto a un oggetto più comune, mentre alcuni articoli possono diventare più interessanti nel tempo se diventano difficili da trovare.

Cosa valutare prima di acquistare skin Rust

Prima di procedere con un acquisto è consigliabile controllare attentamente le caratteristiche della skin e il prezzo proposto. Non bisogna concentrarsi esclusivamente sul costo, ma anche sulla reputazione del marketplace utilizzato e sulle modalità di pagamento disponibili.

È utile verificare:

  • Prezzo attuale della skin.
  • Disponibilità dell’oggetto.
  • Reputazione della piattaforma.
  • Modalità e sicurezza del pagamento.
  • Eventuali commissioni applicate.
  • Condizioni dello scambio.

Confrontare diverse alternative permette di evitare acquisti impulsivi e di comprendere meglio il reale valore degli oggetti presenti sul mercato.

Come vendere skin Rust in modo consapevole

Anche vendere skin Rust richiede un minimo di attenzione. Prima di pubblicare un oggetto è consigliabile controllare i prezzi di skin simili e osservare l’andamento della domanda.

Stabilire un prezzo troppo alto può rendere difficile trovare un acquirente, mentre un prezzo eccessivamente basso potrebbe significare rinunciare a una parte del possibile valore della skin. Per questo motivo, confrontare le offerte disponibili è uno dei passaggi più importanti.

È inoltre fondamentale utilizzare piattaforme affidabili e controllare sempre i dettagli della transazione prima di confermare lo scambio.

Fattori che possono influenzare il valore delle skin

Il prezzo di una skin può cambiare nel tempo. La domanda della community rappresenta uno degli elementi principali, ma anche la rarità e la disponibilità possono incidere significativamente sul valore.

Gli aggiornamenti del gioco, nuovi contenuti, eventi speciali e cambiamenti nelle preferenze dei giocatori possono modificare l’interesse verso determinati oggetti. Per questo motivo, chi vuole acquistare skin Rust o vendere skin Rust dovrebbe evitare di basarsi esclusivamente su un singolo prezzo osservato in un determinato momento.

Monitorare regolarmente il mercato aiuta a sviluppare una visione più realistica delle variazioni di valore.

Come scegliere una piattaforma affidabile

La scelta della piattaforma è un aspetto fondamentale per chi vuole effettuare transazioni con skin di Rust. Un marketplace serio dovrebbe offrire informazioni chiare sui prezzi, procedure comprensibili e sistemi progettati per proteggere gli utenti.

Prima di utilizzare un servizio è consigliabile verificare la sua reputazione, leggere le condizioni di utilizzo e controllare eventuali commissioni. È inoltre importante prestare attenzione ai tentativi di phishing e alle offerte ricevute al di fuori delle piattaforme ufficiali o conosciute.

Conclusione

Il mercato delle skin di Rust offre diverse possibilità per chi desidera personalizzare la propria esperienza di gioco o gestire il proprio inventario digitale. Tuttavia, sia acquistare skin Rust sia vendere skin Rust richiede attenzione, soprattutto nella scelta della piattaforma e nella valutazione dei prezzi.

Confrontare le offerte, monitorare il mercato e utilizzare servizi affidabili sono passaggi fondamentali per affrontare questo settore in modo più consapevole. In questo modo, giocatori e collezionisti possono gestire le proprie skin con maggiore tranquillità, evitando decisioni affrettate e comprendendo meglio le dinamiche del mercato digitale.

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Territorio

Colleferro fa la storia dell’innovazione: approvato il primo Hyperscale Data Center per l’Intelligenza Artificiale del Centro-Sud, un colosso green da 150MW

Colleferro fa la storia e conquista il futuro dell’Intelligenza Artificiale! 🚀 💻 Approvato all’unanimità il progetto per il primo Hyperscale Data Center del Centro-Sud: un colosso green da 150MW e 76 ettari di campus tecnologico. 🌳 ☀️ L’investimento porterà oltre 700 posti di lavoro in cantiere e programmi di formazione in loco per assunzioni ad alta specializzazione. 🇮🇹 📊 Clicca per scoprire tutti i dettagli della svolta digitale che cambierà il territorio! 🎟️ 🎬

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Hyperscale Data Center per l’Intelligenza Artificiale a Colleferro

Colleferro (RM) – Ci sono città capaci di leggere il futuro prima degli altri e di trasformare i propri confini geografici in veri e proprio motori dell’innovazione tecnologica ed economica transnazionale. Il Consiglio comunale di Colleferro ha scritto una pagina memorabile per la storia industriale del Paese, approvando all’unanimità il monumentale progetto per la realizzazione di un campus data center di ultima generazione interamente dedicato all’Intelligenza Artificiale. La delibera d’aula rappresenta il coronamento di un lungo e rigoroso percorso amministrativo avviato con un bando internazionale e proietta con forza la provincia di Roma al centro della mappa digitale dell’Eurozona, consacrando il territorio come il primo polo strategico del Centro-Sud Italia in grado di ospitare un’infrastruttura di tale portata e densità tecnologica.

Un colosso tecnologico da 150MW alimentato dal sole e dall’energia green

L’infrastruttura d’avanguardia sorgerà su un’area strategica di circa 76 ettari compresa tra l’autostrada A1, la via Casilina e la linea ferroviaria dell’Alta Velocità, posizionandosi a soli tre chilometri dal distretto logistico di Amazon. Il campus si svilupperà su oltre 57.800 metri quadrati coperti e potrà contare su una potenza elettrica impressionante di ben 150MW, formalmente assegnata dal gestore di rete Terna. A stupire è l’anima ecologica e l’hardware sostenibile del progetto: l’intero complesso sarà alimentato esclusivamente da fonti rinnovabili grazie a contratti PPA stipulati con gestori green e all’installazione sul campo di imponenti impianti fotovoltaici in loco per una potenza complessiva di circa 34 MW, azzerando l’impatto ambientale dei consumi.

«Guidare il processo dello sviluppo tecnologico e non subirlo passivamente è stata la filosofia portante della nostra amministrazione», spiega con orgoglio il sindaco di Colleferro, Giulio Calamita. «Il Consiglio comunale ha deliberato senza nessun voto contrario questo progetto storico. Dal punto di vista ambientale e sul delicato tema del consumo idrico, la società proponente ha scelto l’eccellenza internazionale di Mitsubishi Electric per un innovativo sistema di raffreddamento a circuito chiuso, mentre l’alimentazione d’emergenza sarà affidata a gruppi elettrogeni a gas curati dall’eccellenza italiana AB Energy di Brescia, supportati dall’infrastruttura di SGI (Società Gasdotti Italia) che renderà superfluo ogni tipo di stoccaggio di carburante sul territorio».

Cento per cento occupazione d’eccellenza e corsi di formazione in loco

I risvolti sociali ed economici della delibera si preannunciano straordinari per i lavoratori e per le famiglie del comprensorio romano. I cantieri apriranno a breve, generando una ricaduta occupazionale imponente: durante la fase di costruzione verranno impiegate contemporaneamente circa 700 persone. Una volta entrato a regime h24, il data center garantirà stabilità lavorativa a circa 220 dipendenti diretti e ad altrettanti operatori dell’indotto di vicinato. Trattandosi di occupazione ad altissima specializzazione, il Comune ha blindato un accordo trasparente con la società di progetto per avviare immediati programmi di formazione professionale gratuiti in loco, permettendo ai residenti della zona e ai giovani in cerca di riscatto di acquisire le competenze necessarie ai fini delle future assunzioni.

L’ordito ingegneristico e architettonico porta firme eccellenti del design e delle telecomunicazioni della penisola: il progetto delle strutture è stato curato dal prestigioso studio Lombardini 22 di Milano, mentre i tecnici di Telecom Sparkle hanno firmato la complessa architettura di connessione dati alla rete fotonica nazionale. Il sindaco Calamita ha voluto rivolgere un accorato ringraziamento formale al Comune di Segni, che ha approvato con spirito fraterno la nuova viabilità stradale a servizio del campus, e ai tecnici della Regione Lazio. Ora la palla passa al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per l’ultimo step autorizzativo accelerato, introdotto di recente dal Governo con il DL 21/2026, come confermato con soddisfazione dal legal advisor Federico Sutti dello studio Dentons per conto della società Cobra Green Hyperscale, per un domani di sviluppo, ordine e legalità.

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Tecnologia

Allarme smartphone e social: lo studio shock che svela i danni a scuola. “Genitori, è ora di dire no”

Sei mesi di scuola letteralmente bruciati e polverizzati. 📱 📉 Uno studio shock su “Nature” accusa: dare lo smartphone o i social ai figli prima dei 14 anni distrugge irrimediabilmente i loro voti in matematica e italiano. L’allarme degli esperti, la solitudine dei genitori che non sanno dire “no” e lo scandalo delle pubblicità ingannevoli. Leggi questo articolo e scopri perché ritardare l’accesso al digitale è il più grande atto d’amore. 🛑 👧

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smartphone

Società e Famiglia – Ci guardiamo intorno, per strada, al ristorante, persino nei parchi, e la scena è sempre la stessa, tristemente identica. Bambini piccolissimi, preadolescenti o ragazzi poco più che bambini, con il volto pallido illuminato dalla luce blu di uno schermo, completamente assorbiti, ipnotizzati, isolati dal mondo reale. Finora ce lo siamo detti a mezza voce, tra i banchi di scuola o nelle chat delle mamme, cercando di giustificarci: “Lo fanno tutti”, “È il progresso”, “Almeno così sta buono”. Ma oggi, quelle che sembravano solo apprensioni di genitori ansiosi o riflessioni sociologiche, sono diventate una spietata verità scientifica. Lo smartphone, dato troppo presto in mano ai nostri figli, sta letteralmente bruciando il loro futuro.

Il crollo a scuola: mesi di vita e di apprendimento persi

A lanciare l’allarme definitivo, nero su bianco, non è un comitato di quartiere, ma una prestigiosa e inoppugnabile ricerca tutta italiana pubblicata sulla rinomata rivista internazionale “Nature Human Behaviour”. I ricercatori delle università di Milano-Bicocca e di Brescia hanno dimostrato, dati alla mano, l’esistenza di un rapporto di causa-effetto devastante: l’accesso precoce ai social media e l’uso dello smartphone prima dei 12-14 anni distrugge letteralmente il rendimento scolastico. E i danni non si contano in astratto, ma sui voti veri, quelli di italiano e matematica.

I dati, emersi incrociando l’indagine “EYES UP” con le prove INVALSI su un vastissimo campione di studenti lombardi, mettono i brividi. I ragazzini che vengono lasciati liberi di aprire un profilo social già in prima o seconda media registrano un crollo verticale nelle competenze logiche e linguistiche. Per tradurre i freddi numeri accademici in un linguaggio che fa male al cuore: l’effetto di uno smartphone dato troppo presto equivale a perdere circa sei interi mesi di scolarizzazione. Mezzo anno di vita, di studio, di fatica, polverizzato tra un video su TikTok e una notifica notturna.

L’appello disperato alle famiglie: la solitudine di chi non sa dire “no”

La ricerca svela anche i retroscena di questo declino. È la pervasività del mezzo a fare i danni peggiori. Il telefonino usato sotto le coperte rubando ore al sonno, il dispositivo acceso appena aperti gli occhi la mattina, lo schermo che lampeggia mentre si fanno i compiti. Questa distrazione costante spiega quasi la metà del crollo nei voti di matematica.

Di fronte a questa strage silenziosa di talenti, le famiglie si sentono spesso sole, schiacciate dal conformismo e dal terrore di veder piangere i propri figli o di farli sentire “esclusi” dal gruppo. Ma i ricercatori sono chiari: l’età in cui si inizia a usare i social media è un fattore drammaticamente critico per lo sviluppo cognitivo del cervello umano. Occorre trovare, ritrovare, il coraggio di dire “No”. Ritardare l’accesso ai dispositivi digitali durante la delicatissima fase della preadolescenza non è una crudele punizione, ma il più grande atto di amore e di tutela che un genitore possa compiere oggi.

Pubblicità ingannevoli e il silenzio assordante delle Istituzioni

Se le famiglie faticano, lo Stato certo non aiuta. L’Italia è un Paese demograficamente anziano, che avrebbe un disperato e vitale bisogno di tutelare il proprio capitale umano, i propri giovani, le menti che dovranno guidare il futuro. Eppure, in piena estate, quando i ragazzi hanno più tempo libero e rischiano di cadere ancora di più nella rete digitale, le provvidenziali campagne di sensibilizzazione governative come “Non è mai troppo presto – 9 consigli digitali per i neogenitori” sembrano sparite dai palinsesti televisivi e radiofonici, sacrificati sull’altare di calcoli politici o di distrazione generale.

In questo vuoto istituzionale, si inseriscono a gamba tesa le grandi multinazionali. Ha fatto benissimo in questi giorni l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza a denunciare duramente all’Antitrust una nota pubblicità televisiva (targata Tim e Apple) che mostra un bambino di età apparente inferiore ai due anni che sorride felice tenendo in mano un iPhone, accompagnata dallo slogan: “Tutto ok, è iPhone”. Un messaggio che viene percepito come rassicurante, ma che in realtà è pericolosissimo, perché sdogana l’idea folle che uno smartphone possa fare da baby-sitter a un neonato. Una speculazione commerciale sulla pelle e sul cervello dei nostri bimbi che meriterebbe sanzioni severissime.

Salviamo il nostro capitale più prezioso: il futuro dei nostri figli

In tutto il mondo, finalmente, si sta iniziando a ragionare seriamente sull’imposizione di un’età minima legale per l’accesso ai social. Ma la legge da sola non basta se non cambia la cultura. Non possiamo permettere che il capitale umano di un’intera generazione venga desertificato dalla nostra distrazione o dalla nostra incapacità di fissare delle regole.

Servono famiglie forti, scuole presenti e istituzioni che non si girino dall’altra parte. Perché un bambino che fissa per ore uno schermo non è un bambino “bravo” o “tranquillo”. È un bambino a cui stiamo silenziosamente, ma inesorabilmente, rubando il domani.

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