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UGL Matera, l’appello di Giordano: alleanza tra scuola e imprese per il lavoro

🚨 LAVORO E GIOVANI: L’UGL MATERA LANCIA LA SFIDA SUL MISMATCH E CHIEDE UN’ALLEANZA TRA SCUOLA E IMPRESEIl futuro economico e sociale della provincia di Matera si costruisce abbattendo le barriere tra la formazione e l’economia reale. Il Segretario Provinciale dell’UGL Matera, Pino Giordano, interviene con una dura nota ufficiale sul crescente disallineamento tra la domanda di lavoro delle piccole e medie imprese del territorio e le aspettative delle nuove generazioni, un problema confermato dai dati Excelsior di Unioncamere che rischia di bloccare lo sviluppo industriale locale. 💼📉📊Giordano evidenzia come comparti strategici quali l’artigianato, la meccanica, l’edilizia e l’agroalimentare si siano profondamente trasformati grazie alla digitalizzazione e alle nuove tecnologie, offrendo concrete prospettive di carriera e alti standard di sicurezza sul lavoro. Per sconfiggere gli stereotipi e frenare la fuga dei cervelli dalla Basilicata, l’UGL propone una grande alleanza territoriale per rivoluzionare l’orientamento scolastico: i ragazzi devono entrare nei laboratori e nelle officine per toccare con mano il valore del “saper fare”. Trattenere i talenti e investire sul merito è l’unico modo per dare dignità al territorio e garantire un futuro alle comunità del Materano. 🏛️📐✨👇 Credi che portare gli studenti direttamente all’interno delle fabbriche e delle aziende possa aiutarli a scegliere un percorso di studio più utile per il loro futuro? Scrivilo nei commenti!#UGLMatera #PinoGiordano #MismatchLavoro #PMIMatera #OrientamentoScolastico #UnioncamereExcelsior #LavoroEImpresa #BasilicataLavoro #WelfareTerritoriale

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Officina Meccanica

Matera – Nel complesso scacchiere delle politiche attive del lavoro e dello sviluppo economico del Mezzogiorno, la gestione del capitale umano e il superamento del divario tra l’offerta formativa e le reali necessità industriali rappresentano variabili macroeconomiche non più eludibili per garantire la tenuta dei sistemi produttivi locali. In questa cornice istituzionale è intervenuto con fermezza il Segretario Provinciale dell’UGL Matera, Pino Giordano, analizzando le cause strutturali del crescente disallineamento (mismatch) tra le aspettative occupazionali delle nuove generazioni e la domanda di personale avanzata dalle piccole e medie imprese (PMI) della provincia lucana. Secondo l’analisi del sindacato autonomo, la difficoltà di reperimento riscontrata dai datori di lavoro non deve essere interpretata attraverso la lente di una generica carenza di manodopera, ma si configura come una sfida di lungo periodo che esige la strutturazione immediata di un’alleanza strategica e permanente tra il sistema scolastico, gli enti di formazione professionale, le imprese del territorio e le parti sociali.

Il paradosso del mismatch e i dati Excelsior di Unioncamere a Matera

La disamina tecnica di Giordano trova un solido ancoraggio scientifico nelle ultime elaborazioni statistiche fornite dal Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, i cui report periodici confermano come la difficoltà nel reperire figure professionali specializzate costituisca oggi uno dei principali freni alla crescita del PIL e all’espansione dei mercati nei distretti industriali italiani, con riflessi pesanti sul territorio materano. Il cuore dell’economia locale, storicamente imperniato sulla manifattura artigianale, sulla meccanica di precisione, sull’agroalimentare e sul turismo, segnala una costante carenza di profili tecnici. Il sindacato invita a superare i vecchi schemi interpretativi che colpevolizzano la gioventù: il mercato del lavoro ha subìto mutazioni radicali e i giovani oggi non valutano esclusivamente il salario monetario, ma subordinano l’accettazione dell’impiego a parametri di welfare aziendale quali la sicurezza sul lavoro, la flessibilità oraria, la sostenibilità ecologica e la presenza di percorsi certificati di formazione continua e progressione di carriera.

La digitalizzazione dell’artigianato e l’abbattimento degli stereotipi

Un nodo cruciale evidenziato dall’UGL Matera risiede nella scarsa conoscenza che la platea studentesca possiede in ordine alle reali e moderne dinamiche dei contesti produttivi interni. Molti comparti tradizionali come l’edilizia innovativa, l’impiantistica civile, la manutenzione tecnologica e la filiera enogastronomica hanno vissuto negli ultimi anni una profonda transizione digitale, integrando l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, dell’automazione e di nuovi modelli organizzativi nZEB. Queste professioni, spesso percepite attraverso stereotipi sociali ormai obsoleti, richiedono oggi competenze cognitive elevate, flessibilità operativa e specializzazioni tecniche d’altura, offrendo al contempo solide garanzie di stabilità contrattuale e di retribuzione. Per abbattere tali barriere culturali, l’UGL propone di rivoluzionare i tradizionali protocolli di orientamento scolastico, trasformandoli da meri incontri teorici d’aula in percorsi immersivi sul campo, capaci di condurre i ragazzi direttamente all’interno delle officine, dei laboratori e dei cantieri per un contatto biologico e visivo con l’innovazione industriale.

La dottrina del welfare territoriale: trattenere i talenti nel Metapontino

In ultima analisi, la proposta programmatica formulata da Pino Giordano delinea un piano strutturale per il rilancio macroeconomico e la coesione sociale della provincia di Matera e del distretto del Metapontino, aree geografiche esposte ai rischi di spopolamento demografico e di migrazione intellettuale verso i poli industriali del Nord Italia o dell’Eurozona. Trattenere i talenti e offrire ai giovani ragioni materiali e concrete per edificare il proprio progetto di vita nella terra d’origine rappresenta un investimento strategico per salvaguardare le famiglie e dare continuità al ricambio generazionale delle imprese. L’UGL Matera esorta le istituzioni locali e regionali a varare contratti di apprendistato realmente qualificanti e incentivi economici per le aziende sane che investono nel merito e nella trasparenza contrattuale, ribadendo che il lavoro regolato costituisce il più potente strumento di libertà civile, dignità umana e indipendenza economica, pilastri sui quali l’organizzazione sindacale non accetterà mai passi indietro o mediazioni al ribasso.

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Antimafia, De Lucia: la latitanza di Messina Denaro è stata protetta per 30 anni

🚨 COMMISSIONE ANTIMAFIA: IL PROCURATORE DE LUCIA SVELA I SEGRETI DELLA LATITANZA E DEL TESORO DI MATTEO MESSINA DENAROUna ricostruzione spietata e analitica che mette a nudo i segreti del boss di Castelvetrano. Durante l’audizione formale in Commissione parlamentare Antimafia, il Procuratore Capo di Palermo, Maurizio de Lucia, ha dichiarato apertamente che la latitanza di Matteo Messina Denaro è stata protetta e coperta per ben 30 anni da una rete criminale strutturata, ramificata e radicata nel territorio d’origine, con la complicità di settori della società civile e dei professionisti. 🏛️🔒Il magistrato ha svelato i dettagli economici del patrimonio occulto del capomafia: gli inquirenti hanno individuato beni e asset finanziari nascosti all’estero per un valore di oltre 200 milioni di euro. De Lucia ha inoltre spiegato come veniva finanziata la latitanza, confermando che Messina Denaro percepiva una vera e propria provvigione del 10% su tutti i loschi affari, le estorsioni e gli appalti illeciti gestiti dal cartello criminale nella Sicilia occidentale. Un bilancio investigativo che conferma l’importanza di colpire i patrimoni mafiosi per distruggere Cosa Nostra. 💼💰🇮🇹👇 Ritieni che le attuali leggi sulla confisca dei beni all’estero siano sufficientemente efficaci per contrastare il riciclaggio delle mafie? Esprimi la tua opinione nei commenti!#CommissioneAntimafia #MatteoMessinaDenaro #MaurizioDeLucia #CosaNostra #ProcuraPalermo #Latitanza30Anni #BeniSequestrati #LegalitàEGiustizia

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Dottor De Lucia

Roma – Nel quadro del monitoraggio istituzionale sul contrasto alle organizzazioni mafiose e sulla ricostruzione della rete di complicità di Cosa Nostra, le audizioni parlamentari dei magistrati di prima linea offrono elementi analitici fondamentali per comprendere l’evoluzione delle strategie criminali. Durante l’audizione tenutasi dinanzi alla Commissione parlamentare Antimafia, il Procuratore Capo di Palermo, Maurizio de Lucia, ha rilasciato importanti dichiarazioni formali in merito alla cattura e alla gestione patrimoniale del superlatitante Matteo Messina Denaro. Il magistrato ha confermato che l’ex primula rossa di Castelvetrano ha potuto beneficiare di una rete di protezione e di coperture strutturate che ne hanno garantito la latitanza per ben tre decenni, evidenziando una fitta rete di complicità e di omissioni all’interno della società civile e dei contesti professionali ed economici della Sicilia occidentale.

Le coperture trentennali e la logica della latitanza nel territorio d’origine

L’analisi illustrata dal procuratore de Lucia scardina l’immagine di un fuggiasco isolato, dimostrando ex post come il controllo ermetico del territorio d’origine costituisse la precondizione logistica per la sopravvivenza del capomafia. Secondo le risultanze investigative delle procure distrettuali, la latitanza trentennale non è stata il frutto di una fuga continua all’estero, ma si è consumata prevalentemente all’interno dei confini regionali, protetta da una vera e propria rete di fedelissimi e da professionisti infedeli operanti nel settore sanitario e amministrativo. Questo sistema di protezione ha permesso a Messina Denaro di mantenere intatta la propria autorevolezza di vertice all’interno dei mandamenti trapanesi e palermitani, garantendo la continuità delle decisioni strategiche dell’organizzazione criminale e blindando il segreto d’ufficio sui suoi spostamenti quotidiani.

Il tesoro da 200 milioni all’estero e la tassa del 10% sui loschi affari

Sotto il profilo economico-finanziario, l’audizione del Procuratore de Lucia ha svelato i dettagli contabili relativi alla cassaforte e ai canali di riciclaggio della famiglia mafiosa di Castelvetrano. I nuclei investigativi valutari e i comandi della Guardia di Finanza hanno individuato patrimoni e asset finanziari riconducibili al boss stoccati all’estero per un controvalore monetario provvisorio che si attesta intorno ai 200 milioni di euro, distribuiti in paradisi fiscali e fittizie intestazioni societarie europee ed extra-UE. La stabilità del flusso di cassa che alimentava la latitanza e i costi logistici del clan era garantita da una vera e propria tassa di sovranità criminale: le indagini documentano che Messina Denaro percepiva una quota fissa pari al 10% sui proventi derivanti da tutti i principali loschi affari e appalti illeciti gestiti dal cartello mafioso sul territorio.

I sequestri patrimoniali e il ruolo della Procura di Palermo nell’azione di contrasto

In ultima analisi, la relazione presentata alla Commissione Antimafia traccia il bilancio dell’azione di contrasto patrimoniale finalizzata al totale depauperamento delle risorse economiche delle famiglie mafiose collegate al boss deceduto. De Lucia ha ribadito che la confisca dei beni immobili, dei parchi eolici, delle catene di distribuzione commerciale e dei conti correnti bancari costituisce l’arma giudiziaria più efficace per disarticolare il potere di controllo e condizionamento esercitato da Cosa Nostra sulla pubblica amministrazione e sull’economia legale. La Procura della Repubblica di Palermo continuerà a intensificare le attività d’indagine finanziaria predittiva per intercettare i flussi residui della cassaforte occulta di Messina Denaro, nella convinzione che la sconfitta della criminalità organizzata passi inevitabilmente dalla tracciabilità del denaro e dalla totale distruzione del capitale accumulato illegalmente.

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Esteri

Giappone – forte terremoto 7.1, crolli ed esplosioni

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Terremoto in Giappone

Redazione- Un forte terremoto ha colpito il Giappone, sulla grande isola meridionale di Kyushu, causando alcune crolli di edifici e incendi.Ancora incerto il bilancio delle vittime. Il sima ha avuto magnitudo 6.5 secondo i dati dell’Ingv, 6.8 secondo l’Usgs, 7.1 secondo l’Agenzia metereologica giapponese. L’ipocentro della scossa è stato a circa 10 km di profondità.

Dopo la scossa di terremoto, la polizia ha riferito di aver ricevuto segnalazioni di una “esplosione” avvenuta all’interno di un centro commerciale Aeon Mall a Kumamoto. “Molte persone” sono rimaste intrappolate, riporta l’emittente Nhk. “La polizia ritiene che circa 20-30 persone risultino disperse nel centro commerciale”, scrive la tv giapponese Nhk. Le operazioni di soccorso sono in corso mentre la popolazione resta in allerta per eventuali scosse di assestamento.

Dopo la scossa incendi sono divampati in diverse località e sono in corso le operazioni di spegnimento, riportano i media locali segnalando anche diverse case crollate e la presenza di persone intrappolate all’interno. Secondo la Kyushu Electric Power Transmission and Distribution Co., circa 48.170 famiglie nella prefettura di Kumamoto sono rimaste senza corrente elettrica, 13.770 a Yatsushiro, circa 12.060 a Uki, oltre 5.100 a Misato e 5.500 a Uto. La compagnia ferroviaria Kyushu Railway Co. ha sospeso la circolazione dei treni su tutte le linee, compresi i servizi ad alta velocità Shinkansen. Chiusi anche la pista dell’aeroporto a tempo indeterminato, alcuni tratti delle autostrade. In alcune zone colpite, i servizi di comunicazione sono risultati indisponibili. Secondo un comunicato di NTT West, l’interruzione del servizio è iniziata intorno alle 16.27 (le 9.27 in Italia) nella prefettura di Kumamoto e in altre aree. L’azienda – riporta il Japan News – ha dichiarato di essere “ancora impegnata nella verifica” della situazione, aggiungendo tuttavia che “l’accesso a Internet e le chiamate telefoniche tramite linee internet potrebbero risultare non disponibili”. Anche i principali operatori di telefonia mobile hanno annunciato interruzioni del servizio una dopo l’altra.Nel 2016, due terremoti di magnitudo massima 7 hanno colpito la prefettura di Kumamoto. In totale, 278 persone hanno perso la vita, incluse quelle decedute per cause legate al disastro, e circa 207.000 abitazioni sono state danneggiate. L’Agenzia meteorologica giapponese ha intanto revocato l’allerta tsunami. Diverse persone risultano disperse in seguito al crollo di una ciminiera in una fabbrica a Kunamoto, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa giapponese Nhk, citata da Sky News. L’incidente è avvenuto presso lo stabilimento Yatsushiro della Nippon Paper Industries, un importante impianto di produzione della zona.

Un ponte nella zona di Kumamoto è parzialmente crollato a causa del terremoto che ha colpito il Giappone. La notizia è riportata da Sky News, che pubblica una foto di Reuters che mostra una corsia separata della struttura sott’acqua, mentre le auto percorrono la parte di ponte intatta.

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Sicurezza, l’appello di Montecchi: difendere le forze dell’ordine

🚨 SICUREZZA E ISTITUZIONI: IL SEGRETARIO DI VALORE LIBERALE MARCO MONTECCHI SCHIERA IL MOVIMENTO AL FIANCO DELLE FORZE DELL’ORDINE”Basta con il relativismo che mette in discussione i valori del vivere civile: difendiamo chi garantisce la nostra sicurezza”. Il Segretario Nazionale di Valore Liberale, Marco Montecchi, interviene con una dura nota ufficiale per denunciare i gravissimi attacchi subiti dai servitori dello Stato, esprimendo piena solidarietà ai numerosi agenti rimasti feriti durante i recenti scontri in Val di Susa e criticando il silenzio della politica di fronte a uomini in divisa sottopagati che rischiano la vita ogni giorno. 📉 eversioneMontecchi punta il dito contro la gestione del caso Fakir a Bologna, definendo “irresponsabile” la scelta del sindaco Matteo Lepore di convocare una manifestazione che esaspera gli animi e fomenta l’odio prima ancora che la Procura abbia accertato la verità sui fatti. Per Valore Liberale, la morte dell’uomo lascia sgomenti ma è inaccettabile criminalizzare i poliziotti che hanno agito per evitare il peggio. Il movimento centrista e riformatore chiede massima fermezza e accusa la sinistra di essere volutamente “sorda e cieca” sui temi della legalità, ribadendo che la libertà economica e civile può prosperare solo tutelando fermamente chi difende lo Stato di diritto. 🏛️🇮🇹🛡️👇 Condividi l’appello di Montecchi sulla necessità di proteggere le forze dell’ordine da processi mediatici e strumentalizzazioni politiche? Esprimi la tua opinione nei commenti!#MarcoMontecchi #ValoreLiberale #ForzeDellOrdine #OrdinePubblico #ValDiSusa #MatteoLepore #BolognaPilastro #CasoFakir #SicurezzaItalia #RiformeModerate

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Montecchi

Roma – Nel tormentato scenario politico italiano, contrassegnato da una marcata polarizzazione del dibattito pubblico e da crescenti tensioni sociali nelle aree metropolitane e nei cantieri strategici, la tutela della legalità democratica si impone come un asse programmatico fondamentale per la tenuta istituzionale del Paese. Il Segretario Nazionale di Valore Liberale, Marco Montecchi, ha rilasciato una dura nota ufficiale incentrata sulla sicurezza nazionale e sulla salvaguardia delle donne e degli uomini in divisa. L’analisi muove dalla ferma denuncia di un clima di diffuso relativismo culturale, che secondo l’esponente liberale starebbe progressivamente erodendo i valori cardine della convivenza civile e indebolendo il rispetto dovuto ai corpi di polizia, troppo spesso esposti a strumentalizzazioni di parte o a violenze metodiche nello svolgimento delle proprie funzioni d’istituto.

La condanna degli scontri in Val di Susa e il nodo delle retribuzioni

Il primo snodo della requisitoria di Montecchi investe direttamente i drammatici disordini registratisi nei pressi dei cantieri della linea ferroviaria ad alta velocità in Piemonte. Il Segretario Nazionale ha espresso profondo sconcerto per l’elevato bilancio dei feriti tra il personale interforze, censurando il silenzio e la parziale indifferenza di ampi settori del panorama mediatico e partitico dinanzi a una vera e propria aggressione strutturale. Valore Liberale richiama le forze politiche all’imperativo categorico di prendere le distanze, in modo incondizionato, da qualsiasi forma di eversione o di antagonismo violento, ponendo l’accento sulla complessa condizione materiale in cui operano i reparti mobili, costretti a presidiare la sicurezza pubblica e l’incolumità dei cittadini a fronte di trattamenti retributivi e contrattuali storicamente considerati inadeguati o sottopagati rispetto al rischio biologico quotidiano.

Il caso Fakir a Bologna e la dura critica al sindaco Lepore

La riflessione del segretario si sposta poi sulla sponda emiliana, istituendo un parallelo critico con la gestione amministrativa e politica delle tensioni scaturite nel quartiere Pilastro di Bologna a seguito del decesso di Fakir Abderrhaim. Montecchi ha qualificato come irresponsabile la condotta del sindaco felsineo Matteo Lepore, reo di aver promosso e convocato una manifestazione pubblica prima del consolidamento delle risultanze investigative da parte della Magistratura, un atto giudicato idoneo a esasperare gli animi e ad alimentare un clima di ostilità e pregiudizio ideologico contro le forze dell’ordine. Pur esprimendo sincero sgomento per la tragica perdita della vita umana, il leader del movimento liberale ha respinto i tentativi di colpevolizzazione preventiva dei due poliziotti intervenuti sul posto, i quali, secondo la ricostruzione documentale delle bodycam, avrebbero applicato i protocolli di contenimento standard nel tentativo di evitare il peggioramento del quadro clinico del fermato.

La dottrina di Valore Liberale contro la sordità della sinistra massimalista

In ultima analisi, l’intervento di Marco Montecchi fissa i pilastri dottrinali di Valore Liberale in materia di ordine pubblico e riforme del comparto sicurezza, posizionando il movimento come un solido argine atlantista e riformatore sia contro le derive assistenziali dello statalismo sia contro l’indulgenza della sinistra massimalista verso le realtà antagoniste. Il manifesto di VL invoca una stagione di maggiore responsabilità istituzionale, esortando il Parlamento a varare stanziamenti straordinari per l’ammodernamento delle dotazioni tattiche, il potenziamento delle piante organiche e la stabilizzazione dei salari del personale in divisa. La sinistra viene accusata di essere storicamente sorda e cieca dinanzi alle richieste di tutela avanzate dai servitori dello Stato, ignorando il fatto che la certezza del diritto e il controllo ermetico del territorio rappresentano la precondizione materiale per garantire lo sviluppo economico, la libertà d’impresa e il benessere sociale dell’intera comunità nazionale.

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