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Spettacolo

Erisu, esce il videoclip di “Ghost of Ninive”: viaggio nel sacro femminile

🚨 NUOVA USCITA: GLI ERISU LANCIANO IL VIDEOCLIP DEL NUOVO SINGOLO “GHOST OF NINIVE”Un affascinante e ipnotico viaggio multimediale tra antico mito mesopotamico, rituali occulti e sacro femminile! È online da oggi, martedì 28 luglio 2026, il videoclip ufficiale di “Ghost of Ninive”, il nuovo singolo degli Erisu che anticipa lo sbarco del brano sulle piattaforme di streaming (7 agosto) e in rotazione radiofonica dal 28 agosto. 📹🎶🌌Girato tra le suggestive fiamme notturne di un’antica rocca e uno sfondo astratto e misterioso, il video traduce in immagini la fine del dominio delle antiche Dee madri, sconfitte a Ninive dall’avvento di una civiltà fondata sulla guerra. Composto da Ninlìl, Nenlù e NunRim — artiste che cantano e armonizzano in lingua sumera — il brano sperimenta un sound ossessivo ad alto BPM dominato dalle tastiere, trasformandosi in una nenia rituale sfrenata. La band si prepara a portare questa straordinaria energia live sui palchi dei maggiori festival folk e metal d’Italia, a partire dall’attesissimo concerto del 2 agosto al Malpaga Folk & Metal Fest di Bergamo! 🎸🏛️🔥👇 Ti incuriosisce l’uso di lingue antiche e misteriose come il sumero nella musica rock e contemporanea? Dicci la tua nei commenti!#Erisu #GhostOfNinive #NuovoSingolo #VideoclipOfficial #LinguaSumera #SacroFemminile #MalpagaFolkMetal #FolkMetalItaliano #MusicaEAntropologia #PreSaveDigital

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Roma – Nel panorama della discografia indipendente e della sperimentazione etno-musicale, la deostruzione dei miti teogonerici e il recupero delle lingue estinte rappresentano un filone di straordinario interesse speculativo, capace di rifondare i codici del metal sinfonico e del folk d’avanguardia. Da oggi, martedì 28 luglio 2026, è ufficialmente disponibile su tutte le piattaforme di condivisione video il videoclip di “Ghost of Ninive”, il nuovo e atteso singolo del progetto artistico Erisu. La pubblicazione della componente visiva anticipa la successiva roadmap distributiva programmata sui mercati digitali: il brano sarà immesso nei circuiti di streaming a partire da venerdì 7 agosto 2026 — con pre-save già attivo sui canali globali —, per poi fare il suo ingresso formale nella rotazione dell’airplay radiofonico nazionale da venerdì 28 agosto . L’opera si offre come un’articolata architettura multimediale concepita per dare corpo e dinamismo a un universo simbolico incentrato sulla ritualità ancestrale, sulla spiritualità preistorica e sul tramonto del principio del sacro femminile nell’antica Mesopotamia.

Il dualismo della regia: le ambientazioni rituali tra rocche e sfondi astratti

La direzione registica del videoclip traduce visivamente la complessità dottrinale del testo attraverso una rigorosa struttura duale e speculare, alternando due ambientazioni distinte che scandiscono il ritmo coreutico della traccia. Il primo scenario si colloca nella concretezza materiale dello spiazzo antistante un’antica rocca medievale, ripreso in notturna e squarciato da fiamme vive e performance di danzatrici del fuoco; lo spazio è perimetrato da vessilli neri decorati con antichi glifi e contrassegnato da segni tribali rossi che evocano il sangue e il sacrificio rituale. A questa dimensione antropica si alterna un non-luogo astratto su fondo nero, all’interno del quale le tre interpreti appaiono decontestualizzate e investite di una statura ieratica. Questa dicotomia spaziale simboleggia il processo di epifania della Dea la quale, abbandonando la dimensione metafisica dell’astrazione concettuale (lo sfondo nero), si manifesta e incarna nel tempo e nella storia degli uomini attraverso il rito del canto collettivo.

La transizione di Ninive e la sconfitta del matriarcato preistorico

Il baricentro storiografico e filosofico di “Ghost of Ninive” si ispira alle tesi antropologiche relative al passaggio epocale dalle società matriarcali del neolitico ai patti patriarcali dell’età del bronzo. Le artiste di Erisu descrivono la caduta dell’antica capitale assira come il luogo geopolitico in cui le divinità femminili protettrici della terra e della fecondità vennero definitivamente sconfitte e sottomesse dai nuovi dèi della guerra, del dominio e della gerarchia militare: «Il fantasma di Ninive rappresenta le antiche Dee che, dopo decine di millenni di dominio, proprio a Ninive vengono definitivamente sconfitte dalle nuove divinità che le sostituiranno nell’emergente civiltà successiva. Aspettano nell’ombra che torni il loro tempo» . Il brano si configura come un severo monito civile, rammentando che tali forze spirituali albergano ancora in potenza nella coscienza collettiva, pronte a essere evocate per riscrivere gli immaginari del presente-futuro.

La lingua sumera e l’evoluzione sonora nZEB dei sintetizzatori

Sotto il profilo strettamente musicologico, la traccia segna un’importante evoluzione stilistica nel percorso della band, caratterizzata da un BPM (Beats Per Minute) estremamente elevato che richiama il ritmo forsennato di una danza estatica intorno al fuoco. Per la prima volta, gli arrangiamenti accolgono un utilizzo massiccio e ossessivo delle tastiere e dei sintetizzatori digitali, i cui timbri moderni sorreggono una nenia ipnotica e serrata. Il climax compositivo si realizza nella variazione armonica finale, strutturata su una complessa sovrapposizione polifonica a tre voci in cui riaffiorano i tratti distintivi del sound del gruppo. Nati nel 2020 come compagnia teatrale d’avanguardia per l’opera “The Secret Event”, gli attuali membri di Erisu — le musiciste e polistrumentiste Ninlìl, Nenlù e NunRim — traggono i propri pseudonimi dal pantheon mesopotamico, caratterizzandosi per l’uso cantautorale della lingua sumera, un idioma isolato che genera un’affascinante e inedita suggestione acustica nel mercato discografico europeo.

Il calendario del tour estivo e i festival di genere folk-metal

La sostenibilità macroeconomica del progetto e il contatto diretto con la fitta rete di appassionati si articoleranno attraverso un fitto calendario di apparizioni dal vivo all’interno dei principali festival di rievocazione storica e rassegne folk-metal della penisola. Dopo le fortunate tappe di giugno a San Polo d’Enza per il Rievocandum e al Campi Beer Festival di Campi Bisenzio, la programmazione estiva di Erisu registrerà un appuntamento di rilievo domenica 2 agosto 2026 sul palco del Malpaga Folk & Metal Fest a Cavernago, in provincia di Bergamo, una delle arene più prestigiose per le sonorità d’avanguardia del nord Italia. Il tour si completerà successivamente, domenica 6 settembre, nel quadrante veneto con la partecipazione ufficiale alla manifestazione Runika Fantasy & Medievale a Mestre, consolidando l’efficacia di un network spettacolare capace di coniugare l’intrattenimento di massa alla tutela e riscoperta delle radici archeologiche della civiltà globale.

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Spettacolo

La furia del rock materico che scava le ferite dell’anima: i CALANCO pubblicano “solchi”, l’album d’esordio che sfida la plastica dello streaming

Il rock italiano ritrova la sua anima più cruda, sporca e sincera, e il domani non fa più paura! 🎸🔥 Esce domani, martedì 15 settembre, “solchi” (Overdub Recordings), lo spettacolare album d’esordio dei CALANCO, la band riminese formata da Marcelli, Menghini e Rampa. Un viaggio viscerale e iper-emotivo composto da 10 tracce (tra cui i successi “sbaglio spesso” e “domenike”) stampato in CD e vinile, nato in un garage per trasformare i rimorsi e l’inquietudine in pura energia collettiva. Vincitori di “Rock è Tratto”, i tre musicisti lanciano una sfida aperta al materialismo digitale: “Basta streaming finto, vogliamo il sudore dei club”. Scoprite la tracklist completa nel nostro articolo! 👇❤️🎹

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CALANCO Cover

Rimini – Ci sono dischi che non nascono per accomodarsi passivamente nelle playlist preconfezionate dei servizi digitali o per fare da sottofondo effimero nei canali di massa, ma che erompono nella scena indipendente come un vero e proprio urlo tellurico, una scossa di terremoto emotivo destinata a fare tabula rasa dell’ipocrisia e del torpore contemporaneo. La musica, quando torna a nutrirsi di polvere, sudore e amplificatori tirati al limite, si riscopre l’unica vera risorsa terapeutica ed etica in grado di dare voce all’alienazione giovanile e di curare le solitudini di una generazione sospesa tra l’asfissia degli schermi digitali e il bisogno viscerale di verità. Da domani, martedì 15 settembre 2026, questo affascinante e spietato affresco sonoro diventa realtà fisica e acustica: debutta ufficialmente su tutte le piattaforme di streaming, in formato CD e in vinile da collezione, “solchi”, il monumentale album d’esordio dei CALANCO, rilasciato sotto l’egida protetta della prestigiosa etichetta Overdub Recordings.

Il progetto discografico si propone come un itinerario spietato e privo di filtri protettivi all’interno dei pensieri più reconditi e inconfessabili dell’animo umano, traducendo in trame sonore sentimenti universali e taglienti come l’odio, l’amore tossico, il rimorso paralizzante, il senso di colpa e il desiderio disperato di fuga. Il titolo dell’opera e il nome stesso della band riminese si configurano come due prospettive speculari del medesimo immaginario: i “solchi” non indicano affatto il capolinea di una sconfitta, bensì la testimonianza materica, viva e trasparente delle esperienze vissute sulla pelle, esattamente come le rughe scavate dal tempo. «Il “solco” è la cicatrice del vissuto», confessa la band con spavalda fermezza, svelando le radici profonde del disco. «Un punto di contatto dove l’erosione sulla nostra pelle diventa identica a quella geologica che modella i paesaggi della terra da cui veniamo. Il nostro stesso nome, CALANCO, è la metafora perfetta di questo processo: una materia che muta, si spacca e si definisce attraverso il proprio tormento».

Dall’entroterra di Rimini alle jam in garage: il profilo della corazzata rock

I CALANCO nascono nella primavera del 2023 dal sodalizio fraterno e dall’onestà intellettuale di tre talenti purissimi dell’entroterra riminese: Edoardo Marcelli (basso e voce), Francesco Menghini (chitarra) e Federico Rampa (batteria). Facendo tesoro di un background culturale stratificato, maturato in precedenti progetti in cui avevano sperimentato con rigore le metriche del post-rock, la profondità del cantautorato classico, l’oscurità del grunge d’oltreoceano e le pulsazioni dell’elettronica, i tre musicisti scelgono di spogliarsi di ogni sovrastruttura per ritrovarsi in garage. Attraverso jam session libere e viscerali, il trio decide di riappropriarsi delle radici minimaliste e analogiche del rock, dove i testi si fanno promemoria etici e la sezione ritmica picchia dritto allo stomaco dell’ascoltatore.

Il ruolino di marcia della band registra un’ascesa fulminea ed eccezionale, trainata esclusivamente dal merito e dal verdetto insindacabile del pubblico. Ad appena pochi mesi dalle prime prove, i CALANCO presentano nove brani inediti sul prestigioso palco del Maledette Malelingue Festival a Novafeltria — lo storico evento in onore di Ivan Graziani che ha visto la partecipazione di mostri sacri del calibro di Cristina Donà, Lucio Corsi, Fede Poggipollini e Andy dei Bluvertigo —, incassando un successo di critica straordinario. La consacrazione definitiva arriva nel giugno del 2024 con la gloriosa vittoria del concorso “Rock è Tratto”, un trionfo trasparente che ha scortato la band a condividere le tavole del palco principale fianco a fianco con icone della nuova scena come Emma Nolde e i Tropea, cementando un’identità live solida e trascinante.

Dieci round di sonorità sporche: la tracklist ufficiale firmata Overdub Recordings

Nato da un’urgenza espressiva totale, “solchi” si caratterizza per una produzione tecnica dai contrasti marcati e dalle sonorità volutamente sporche e sature, curate per preservare l’onestà del gesto performativo contro le nevrosi delle sintonizzazioni digitali artificiali. Il cammino del disco è stato anticipato durante la scorsa primavera dal lancio dei singoli specchio “domenike” (maggio) e “sbaglio spesso” (giugno), due tracce andate rubate nelle radio indipendenti e capaci di edificare un’attesa febbrile tra i collezionisti. La tracklist si sviluppa ora attraverso dieci capitoli di pura tensione e consapevolezza, taccuino alla mano:

  • sbaglio spesso (Il manifesto d’apertura dell’album)
  • bruges e domenike (La discesa nei corridoi dell’inquietudine quotidiana)
  • caffè corretto, persei e verme (L’ossessione che si fa metrica e ripetizione di parole)
  • come fare non lo so e adieu (Il disorientamento di fronte al distacco e all’assenza)
  • L’atto finale di rocciasangue e il commiato di RnR serena.

«Non ci interessa lo streaming fine a se stesso; vogliamo portare questo rumore nei club affollati», conclude con fiera determinazione la compagine riminese, blindando il proprio programma pluriennale in vista del lunghissimo tour autunnale del 2026. «Abbiamo messo a nudo la fragilità che spesso nascondiamo dietro l’arroganza del volume. Il sudore e le sensazioni dei live valgono più di ogni freddo numero della rete». Un invito trasparente e privo di ipocrisie rivolto a chiunque cerchi nella musica un porto sicuro per le proprie fragilità. I motori della Overdub sono caldi, i vinili sono stampati e pronti nei negozi: spegnete gli smartphone e andate sotto il palco a saltare, perché i CALANCO sono qui per ricordarci che ogni solco sulla nostra pelle è l’unica cosa che ci rende davvero reali.

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Spettacolo

La scintilla del pop-synth che guarisce le solitudini digitali: Elena Camo lancia “Elettrica”, l’album-manifesto contro la dittatura dell’apparenza

L’energia pulita della grande musica si prende il presente e cancella la dittatura dei social! ⚡🎶 È fuori da venerdì 18 settembre “Elettrica”, lo straordinario ed eclettico nuovo album della cantautrice e performer veronese Elena Camo (Red&Blue Music Relations / ADA Music Italy). Laureata in pianoforte al Conservatorio e reduce da palchi lirici importanti e apparizioni su Rai 1, Elena Camo firma un manifesto synth-pop anni ’80 pazzesco composto da 12 tracce (tra cui i successi “Quando” e “Niente prove”) nato per difendere l’autenticità dei sentimenti contro l’asfissia delle apparenze. Un viaggio cinematografico e iper-emotivo che vi colpirà dritto al cuore: scoprite tutta la tracklist e la storia nell’articolo! 👇❤️🎹

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Elena Camo Cover

Verona – Ci sono album che non nascono semplicemente per riempire le playlist preconfezionate dei servizi di streaming o per inseguire le mode effimere imposte dagli algoritmi di plastica, ma che erompono nella scena musicale come una scarica di pura adrenalina emotiva, un manifesto etico e generazionale nato per rimettere la verità dei sentimenti al centro del nostro presente. La musica, quando torna a sposare il rigore dello studio accademico alla visceralità della strada, si riscopre l’unica vera risorsa terapeutica capace di squarciare il velo dell’isolamento contemporaneo e connettere le persone oltre lo schermo freddo dello smartphone. Da venerdì 18 settembre 2026, questa straordinaria onda d’urto pop e teatrale diventa realtà: debutta su tutte le piattaforme digitali “Elettrica”, il monumentale e attesissimo nuovo album della cantautrice veronese Elena Camo, rilasciato per l’etichetta Red&Blue Music Relations e distribuito capillarmente da ADA Music Italy, in contemporanea con l’ingresso dell’omonima title track nella rotazione radiofonica nazionale.

Il progetto discografico, composto da dodici tracce intense e finemente cesellate, si propone come un viaggio specchio dentro le nevrosi e i desideri della società contemporanea, affrontando senza filtri protettivi temi caldi come l’amore liquido, la disillusione, la faticosa ricerca della propria identità e il bisogno, sempre più urgente e civile, di restare autentici in un mondo dominato dall’asfissia dell’apparenza visiva. Il titolo racchiude il cuore filosofico dell’opera: l’elettricità viene radiografata non come un fenomeno fisico da laboratorio, ma come quell’energia invisibile, intima e trasparente che attraversa ogni scelta strategica, ogni incontro fortuito e ogni coraggioso cambiamento interiore. «Con Elettrica ho smesso di cercare risposte e ho iniziato a raccontare domande», confessa con orgoglio l’artista, invitando il pubblico a spogliarsi delle maschere quotidiane per ritrovare l’onestà intellettuale del proprio vissuto.

Dal Conservatorio di Trento a Rai 1: il profilo d’eccellenza di una performer totale

Dietro la freschezza e l’immediatezza delle melodie di questo disco pulsa l’anima artigiana di una polistrumentista e performer dalla solida e rigorosa formazione accademica. Elena Camocardi (in arte Elena Camo), classe 1991, si è laureata in pianoforte e canto presso il prestigioso Conservatorio di Trento, perfezionando successivamente il proprio stile moderno nei laboratori didattici e nelle joint venture artistiche tra Bari, Penne e Milano. Un percorso d’eccellenza che le ha permesso di incassare importanti riconoscimenti in storici concorsi dello Stato come Castrocaro e Saint Vincent, scortandola fino ai palcoscenici del Nord Italia tra opera lirica e musical, e portandola a esibirsi davanti ai milioni di spettatori delle reti ammiraglie di Rai 1.

Il suo universo sonoro rappresenta un crocevia unico in cui la maestosità della musica orchestrale e del teatro-canzone collide felicemente con le contaminazioni pop-elettroniche e con le atmosfere synth-pop che guardano al revival degli anni Ottanta e Novanta. Se sul fronte dell’interpretazione vocale la Camo evoca la potenza e le sfumature di icone planetarie e nazionali del calibro di Giorgia, Elisa, Adele e Lady Gaga, la sua scrittura — firmata a quattro mani con l’autore Graziano Fanelli — risente profondamente delle grandi colonne sonore cinematografiche, caratterizzate da aperture armoniche mozzafiato e melodie capaci di colpire dritto allo stomaco sia le ultimissime generazioni digitali sia un pubblico adulto alla ricerca di profondità testuale.

I dodici capitoli del riscatto emotivo: dai successi estivi al gran finale

Il ruolino di marcia che ha condotto alla nascita di questo secondo album in studio è stato programmato con una lucidità millimetrica. Dopo lo sfolgorante esordio nel 2023 con il disco Contromano — seguito da un trionfale tour nei teatri accompagnata da un’orchestra sinfonica — e la pubblicazione dei singoli sperimentali “Colombia” e “Big Babol” (distribuito con successo anche sul mercato in lingua spagnola), l’artista ha svelato le prime tessere del nuovo mosaico nel corso del 2026. A maggio ha infatti rilasciato l’intensa traccia “Quando”, seguita a luglio dal ritmo incalzante di “Niente prove”, due capitoli andati rubati nelle radio e capaci di edificare un’attesa febbrile tra i collezionisti e i fan.

L’album si sviluppa ora attraverso una tracklist coerente, eterogenea e ricca di contrasti, dove immagini quotidiane e riferimenti della cultura web si fanno promemoria etici per non smarrire il valore di ciò che ci ha resi ciò che siamo, taccuino alla mano:

  • Elettrica (Focus track e manifesto d’apertura dell’album)
  • Quando e Niente Prove (I motori trainanti della stagione estiva)
  • Adulto, Sì e Amore Zero (Riflessioni spietate sulla maturità e sui legami liquidi)
  • American Express, Tutti Professori e Snake Eyes (Satira colta sulle nevrosi del consumismo contemporaneo)
  • Vola, Una Giornata No, Va Bene Anche Così e l’atto finale di Vuoto in Mano.

«La vera elettricità non è quella che attraversa i cavi, ma quella che unisce le persone», conclude con spavaldo ottimismo Elena Camo, blindando la sua linea artistica in vista dei festival nazionali e dei prossimi live teatrali già cerchiati sul calendario. Le canzoni del disco sono state concepite come piccoli atti autonomi di un mosaico emozionale in cui, a un certo punto, la voce dell’interprete svanisce per lasciare spazio ai pensieri e alla vita di chi ascolta. Spegnete per una notte gli smartphone, abbandonate il grigiore del materialismo quotidiano e lasciatevi travolgere dal flusso di Elena: la spensieratezza e la qualità hanno trovato una nuova, intramontabile via d’accesso per ricordarci che la forza interiore nasce sempre dall’accettazione delle nostre fragilità.

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Il riscatto dell’onestà contro il veleno delle relazioni tossiche: Lorenz Castelli lancia “In fin dei conti”, la ballata rock che cura le delusioni dell’anima

Quando la fiducia viene tradita, la musica rock diventa l’unica vera cura per l’anima! 🎸🔥 Da venerdì 18 settembre arriva in radio e nei digital store “In fin dei conti”, lo straordinario e intenso nuovo singolo del cantautore Lorenz Castelli (Red&Blue Music Relations). Un brano-manifesto iper-emotivo e cinematografico nato tra le strade di Palermo per sconfiggere l’individualismo e le relazioni tossiche attraverso il valore dell’onestà e della dignità. Prodotto con il supporto del Vocal Coach dell’Eurovision Pietro Lo Piccolo, un pezzo di pura passione acustica che vi colpirà dritto allo stomaco. Scoprite tutta l’incredibile storia dell’artista nel nostro articolo! 👇❤️🎵

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Lorenz Castelli Cover

Palermo – Ci sono canzoni che non nascono per assecondare le mode passeggere dettate dagli algoritmi della discografia di plastica, ma che erompono sulla scena musicale come una necessità viscerale, un diario di bordo senza filtri protettivi nato per guardarsi allo specchio e curare le ferite dell’anima. La musica d’autore, quando recupera la sua originaria funzione terapeutica ed etica, diventa l’unico strumento trasparente capace di processare il dolore di una delusione e trasformarlo in una risorsa di luce e riscatto per la collettività. Da venerdì 18 settembre 2026, questa straordinaria iniezione di adrenalina emotiva e onestà intellettuale arriva ufficialmente in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali di streaming. Si tratta di “In fin dei conti”, il potente e attesissimo nuovo singolo del cantautore Lorenz Castelli, promosso sul piano strategico dall’esperto team di Red&Blue Music Relations per conquistare l’airplay nazionale.

Il brano si inserisce con forza nel panorama del pop-rock d’autore italiano, proponendo una riflessione profonda sul diffuso individualismo, sulla rivalsa e sulla menzogna vissute come scorciatoie sociali nel nostro presente. Lorenz Castelli affronta a viso aperto la dinamica complessa di chi, ponendosi all’interno di una relazione d’amore o d’amicizia con totale fiducia e trasparenza, si ritrova a fare involontariamente da “specchio” ai mostri interiori dell’altro. Invece di cedere alla rassegnazione o al risentimento, la scrittura dell’artista reagisce con spavaldo orgoglio, rifiutando il veleno emotivo per edificare un inno alla dignità personale. Una scelta etica e civile rigorosa, che parla direttamente a chiunque abbia visto la propria disponibilità confusa con la vulnerabilità.

Dalle spiagge di Palermo ai provini con Mike Bongiorno: la gavetta di un artista artigiano

Dietro la solidità di questa traccia pulsa la storia autentica di un musicista di razza che ha costruito la propria filosofia e il proprio sound design sulla roccia della strada, lontano dalle logiche standardizzate dei talent show commerciali. Gianlorenzo Castelli (in arte Lorenz), classe 1979, nasce a Bucarest e si trasferisce a metà anni ’80 a Palermo, la splendida ed energica città dove cresce coltivando la passione per la chitarra e la voce tra improvvisazioni sulle spiagge e nei vicoli del centro storico. I suoi punti di riferimento vocali e compositivi sono monumentali: dal pop-rock internazionale di Michael Jackson, Queen, Coldplay e Sting, fino ai mostri sacri della melodia tricolore come Giorgia, Marco Masini, Alex Baroni e Nek (Filippo Neviani).

Un percorso artigianale scandito da tappe storiche importanti nel palinsesto televisivo e concorsuale dello Stato, dalle selezioni per l’Accademia di Sanremo alle audizioni per Amici di Maria De Filippi, fino alla memorabile esibizione su Canale 5 nel programma Momenti di Gloria condotto dal re della televisione italiana, Mike Bongiorno. Per portare questa immensa potenza sui palcoscenici dal vivo, Lorenz ha successivamente fondato la Contromano Music Band (CMB), una corazzata live d’eccezione che vede schierati Piero Virzì alla chitarra, Gaspare Greco alla batteria e Danilo Buttitta al basso, con il coordinamento organizzativo e manageriale affidato alla dedizione di Antonella Trapani, uniti per rielaborare la grande tradizione cantautorale italiana.

L’inganno delle bugie che cadono come stelle: i segreti tecnici in studio

La maturazione artistica e la definizione del sound design cinematografico ed energico di “In fin dei conti” si sono avvalse di una squadra di professionisti d’alto profilo. La produzione tecnica e gli arrangiamenti in studio sono stati affidati al polistrumentista Michele Coratella presso i laboratori del Mikorstudio, mentre la cura e la salute vocale del cantante sono state scortate e protette dal celebre Vocal Coach Pietro Lo Piccolo, già nel team dei coach ufficiali dell’Eurovision Song Contest 2022 di Torino. Una crescita professionale e umana costante, da sempre sostenuta dal calore della famiglia e dall’affetto trasparente degli amici più cari, che permette a Lorenz di presentarsi al pubblico con un’onestà intellettuale disarmante.

«In questo pezzo racconto il meccanismo potente della proiezione», spiega visibilmente emozionato Lorenz Castelli, svelando la genesi poetica del testo. «Quando ti poni con totale apertura di fronte a chi è sopraffatto da insicurezze o tossicità, l’altro proietta la propria ombra su di te e ti indica come la causa di tutto, pur di non affrontare la propria verità. Il brano si apre con una porta chiusa e una domanda: ‘Ti sei nascosta o ti ho perso?’. Accettare di aver perso un affetto fa parte della vita, ma l’inganno della finta inadeguatezza ferisce. Eppure le bugie cadono come le stelle: bruciano in fretta, lasciano una scia dolorosa, ma insegnano a comprendere chi si è davvero». Dopo il successo del precedente singolo “Tutto di te”, la marcia indipendente di Lorenz prosegue dritta verso il futuro: i taccuini radiofonici sono aperti, le scadenze del 2026 rispettate e in cantiere ci sono già le rielaborazioni dei brani “Possibile” e “Vorrei”. Spegnete gli smartphone e mettetevi le cuffie: la verace onestà del rock italiano ha trovato una nuova, intramontabile via d’accesso.

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