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Terrore ai Campi Flegrei, scosse di magnitudo 4.7: feriti, crolli a Pozzuoli e treni sospesi

Scosse di magnitudo 4.7 ai Campi Flegrei scatenano il panico: crolli a Pozzuoli, blackout sulle isole e treni sospesi. La Protezione Civile in massima allerta. 🚨 🌋

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Terremoto Napoli

Napoli – Una grave e prolungata emergenza sismica sta interessando l’intera area metropolitana di Napoli e il distretto vulcanico dei Campi Flegrei, determinando una condizione di massima allerta per la protezione civile e per le autorità locali. Nella serata di venerdì 31 luglio 2026, la terra ha tremato a più riprese, facendo registrare due eventi principali di forte intensità che hanno spinto decine di migliaia di cittadini a fuggire dalle proprie abitazioni. Il primo e più potente movimento tellurico si è verificato alle ore 19:46, sprigionando una magnitudo definitiva di 4.7 della scala Richter, con epicentro localizzato nei pressi della Solfatara di Pozzuoli a una profondità ipocentrale di tre chilometri. La violenza ondulatoria del sisma è stata seguita, alle ore 22:00, da una seconda e altrettanto nitida scossa che ha riacutizzato il panico tra la popolazione, portando il bilancio provvisorio a un totale di otto feriti lievi nel comprensorio napoletano.

I danni strutturali a Pozzuoli e i crolli di tufo in via Pergolesi

Il comune di Pozzuoli, epicentro naturale del fenomeno bradisismico, ha registrato i danni materiali più significativi all’edilizia storica e residenziale. All’interno della centrale via Pergolesi, le violente oscillazioni del suolo hanno determinato il crollo parziale di un muro portante in pietra da una palazzina privata. Grossi blocchi di tufo si sono staccati dal cornicione superiore dell’edificio, precipitando sulla carreggiata stradale e investendo in pieno numerose autovetture che si trovavano in sosta, le quali hanno riportato vistose distruzioni delle carrozzerie e la frantumazione dei parabrezza. L’intera area interessata dal cedimento è stata avvolta da una densa nuvola di polvere bianca. I tecnici comunali, affiancati dalle squadre dei Vigili del Fuoco, hanno avviato immediati controlli sulla statica dei palazzi adiacenti, riscontrando vistose lesioni e crepe superficiali su diverse facciate esterne nel centro flegreo.

Il panico sulle isole: blackout a Procida e segnalazioni da Ischia

L’onda d’urto generata dal sisma delle ore 19:46 si è propagata con forza anche attraverso il Golfo di Napoli, venendo percepita in modo distinto e prolungato dalle comunità insulari. Sull’isola di Procida si sono vissuti momenti di forte apprensione, in particolare nei quartieri storici esposti verso la terraferma, come Marina Grande, via Libertà, via Vittorio Emanuele e l’antico borgo fortificato di Terra Murata. Il tremore è stato accompagnato da un improvviso blackout elettrico che ha lasciato temporaneamente al buio diverse aree del territorio. Il sindaco Luigi Muro ha disposto l’immediata attivazione h24 del Centro Operativo Comunale (COC) per coordinare i controlli stradali. Segnalazioni e richieste di sopralluogo sono giunte in massa anche dalla vicina isola d’Ischia, specialmente dai comuni di Ischia Porto, Barano e Casamicciola, senza che fortunatamente si siano registrati danni a persone o cose.

La sospensione dei treni nel nodo di Napoli e i controlli sulla linea Alta Velocità

Il sisma ha determinato pesanti ripercussioni sulla mobilità e sul sistema dei trasporti regionali e interregionali nel pieno dei flussi dell’esodo estivo. Subito dopo la prima scossa, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) ha disposto la sospensione precauzionale della circolazione ferroviaria all’interno dell’intero nodo di Napoli, bloccando il transito di tutti i convogli dell’Alta Velocità, degli Intercity e delle linee Regionali. Il provvedimento si è reso necessario per consentire agli ingegneri strutturisti e ai tecnici della manutenzione stradale di avviare le verifiche tecniche volte ad accertare la stabilità dei binari, dei viadotti e delle gallerie. Lunghe code di passeggeri si sono formate all’interno della stazione di Napoli Centrale in attesa del completamento dei controlli di sicurezza, condizionando la ripresa delle corse alla piena agibilità delle linee.

L’intervento di Giorgia Meloni e il coordinamento dell’Unità di Crisi a Palazzo Chigi

La gravità della situazione e la frequenza delle scosse hanno richiesto l’attivazione immediata delle strutture di coordinamento del Governo centrale. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, segue costantemente l’evoluzione dello sciame sismico da Palazzo Chigi, mantenendo un contatto telefonico continuo con il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, con il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, e con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. La premier è informata in tempo reale sugli sviluppi dell’Unità di crisi istituita presso la Prefettura di Napoli dal Prefetto Michele di Bari, finalizzata a monitorare l’evoluzione del bradisismo e a pianificare gli eventuali interventi di assistenza logistica e di allestimento di aree di accoglienza per le famiglie che hanno scelto di trascorrere la notte all’aperto.

La mobilitazione sui social e i messaggi di calma della cittadinanza

Nelle ore notturne, le piattaforme digitali e in particolare i canali di X sono diventati il principale punto di riferimento per i residenti in cerca di notizie istituzionali, colmando il parziale isolamento indotto dal sovraccarico delle reti telefoniche mobili. Accanto ai messaggi di paura e alla descrizione dei boati sotterranei che hanno preceduto i movimenti sussultori, la piazza virtuale ha registrato numerosi appelli alla solidarietà e alla calma, volti a rassicurare le fasce più deboli della popolazione e gli anziani. Tra le testimonianze più condivise spicca quella del cittadino Lello Pinto, che ha invitato la comunità a mantenere la fermezza di fronte al trauma psicologico del terremoto: «Erano almeno 30 anni che non avvertivo una scossa di terremoto a Napoli così forte, abito al quarto piano e la casa traballava. Non abbiate paura, state vicino ai vostri cari e infondete loro solo tranquillità e calma».

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Attualità

Poste Italiane cambia volto in Basilicata. L’UGL rassicura ma avverte: “Nessun taglio ai posti di lavoro, pronti a difendere il territorio materano”

Poste Italiane si riorganizza: cosa succederà agli sportelli e ai lavoratori in Basilicata? 📮 🤝 L’UGL scende in campo per fare chiarezza ed evitare allarmismi inutili! I Segretari Di Giuseppe (Regionale) e Giordano (Matera) rassicurano i cittadini: l’accordo nazionale non prevede tagli, ma anzi nuove assunzioni e stabilizzazioni! Sull’accorpamento della filiale di Matera con quella di Potenza (previsto per il 2026), il sindacato risponde alle preoccupazioni della Provincia offrendo un fronte comune: “Niente polemiche politiche, lavoriamo tutti insieme per difendere l’occupazione lucana e garantire uffici efficienti per i cittadini!”. Leggi i dettagli dell’accordo e i numeri delle prossime assunzioni nel nostro articolo! 👇 💼

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DI GIUSEPPE, Segretario Basilicata UGL Comunicazioni + GIORDANO, Segretario provinciale UGL Matera

Matera – Quando si parla del riassetto organizzativo di un gigante come Poste Italiane, il timore di assistere a tagli del personale e chiusure di sportelli nei piccoli centri si diffonde sempre a macchia d’olio tra i cittadini. Ma questa volta, per la Basilicata e in modo particolare per la delicatissima area del Materano, la musica sembra essere diversa. A tracciare un quadro chiaro, evitando inutili allarmismi ma mantenendo i nervi ben saldi e gli occhi aperti, sono Giuseppe Di Giuseppe (Segretario regionale FNC UGL Comunicazioni Basilicata) e Pino Giordano (Segretario provinciale UGL Matera). Il sindacato scende in campo per fare chiarezza sugli effetti dell’accordo nazionale, firmato a luglio dopo una estenuante trattativa a oltranza, che promette di salvaguardare il valore inestimabile della presenza capillare degli Uffici Postali sul nostro territorio.

Nessun taglio, ma nuove assunzioni: la promessa dell’accordo nazionale

Il messaggio che i vertici lucani dell’UGL vogliono mandare alle famiglie e ai lavoratori è forte e inequivocabile: «Non vogliamo creare allarmismi, ma è nostro sacrosanto dovere vigilare. Un punto per noi è chiaro e non negoziabile: nessuna riorganizzazione dovrà tradursi in tagli occupazionali». Al contrario, l’impalcatura dell’intesa nazionale prevede un massiccio e importante rafforzamento degli organici che dovrà trovare un riscontro tangibile anche in Basilicata.

I numeri strappati al tavolo delle trattative parlano chiaro. Si prevedono 800 risorse aggiuntive nel 2027 e ulteriori 500 nel 2028, con un totale di ben 6.300 assunzioni e stabilizzazioni nel biennio attraverso trasformazioni di contratti da part-time a full-time. Ma la vera vittoria sindacale è stata quella di aver respinto al mittente la pericolosa proposta iniziale dell’Azienda, che mirava a declassare pesantemente circa 3.500 Uffici Postali in tutta Italia. Grazie a questo accordo, il personale coinvolto negli inevitabili accorpamenti delle Filiali non perderà le proprie mansioni e sarà tutelato in ogni fase di eventuale ricollocazione.

L’accorpamento Potenza-Matera: la risposta dell’UGL alle istituzioni

Il tema più rovente a livello locale riguarda senza dubbio la riorganizzazione della rete lucana che, a partire dal 1° ottobre 2026, vedrà l’accorpamento della Filiale di Matera con quella di Potenza, con il trasferimento delle funzioni dirigenziali nel capoluogo di regione. Una decisione che ha scatenato la legittima preoccupazione del Presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, preoccupato per la potenziale perdita di un presidio storico (quello di Via del Corso) e per le ricadute sui servizi ai cittadini.

A queste preoccupazioni l’UGL risponde con fermezza e lucidità istituzionale: «È una scelta che era già stata formalizzata nell’accordo nazionale di luglio, non un fulmine a ciel sereno. Per questo riteniamo fondamentale informare correttamente i cittadini senza alimentare paure infondate. Tuttavia, conoscere un accordo non significa affatto abbassare la guardia». I dirigenti sindacali accolgono con favore l’apertura al dialogo proposta da Mancini e dal Sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, ricordando però che ogni confronto deve basarsi sui dati reali degli accordi sottoscritti.

Un fronte comune per il futuro del Materano e di tutta la regione

L’UGL Basilicata lancia così un appello al buonsenso e all’unità di intenti. Prima che il nuovo assetto entri definitivamente a regime, si terranno serrati incontri a livello regionale. Sarà quello il momento della verità, il “banco di prova” in cui il sindacato verificherà millimetro per millimetro l’adeguatezza degli organici e la reale qualità dei servizi offerti all’utenza lucana.

«I numeri nazionali sono positivi, ma adesso dobbiamo verificare che questo rafforzamento si traduca in vera occupazione e stabilità nella nostra Regione», concludono Di Giuseppe e Giordano. «Se le istituzioni locali vogliono fare fronte comune per chiedere chiarezza e difendere l’occupazione, noi siamo pronti e disponibili. Non ci interessano le sterili polemiche politiche: ci interessa un unico, grande obiettivo, ovvero la salvaguardia dei lavoratori e della presenza vitale di Poste Italiane nei nostri territori. Uniti, possiamo difendere al meglio la nostra amata Basilicata».

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Attualità

Da Policoro alla conquista dello Spazio: l’orgoglio lucano per Mario Cospito all’ASI e la sfida per il Sud

Dalla provincia lucana ai vertici dell’Agenzia Spaziale Italiana! 🚀 🌌 L’orgoglio di Policoro e della Basilicata per la prestigiosa nomina dell’Ambasciatore Mario Cospito. Il segretario UGL Pino Giordano racconta l’amicizia con l’uomo delle istituzioni e lancia un forte appello per il Sud: “Non limitiamoci ad applaudire chi ce l’ha fatta lontano da casa. Sfruttiamo la Space Economy per creare lavoro vero e trattenere i nostri giovani talenti”. Leggi questo bellissimo omaggio al riscatto del nostro territorio. 👇 💼

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Mario COSPITO

Matera / Policoro – Ci sono traguardi che, quando vengono tagliati, non appartengono più soltanto al singolo individuo, ma diventano patrimonio emotivo e motivo di riscatto per un’intera comunità. È quello che sta vivendo in queste ore la Basilicata, e in particolar modo la città di Policoro, di fronte a una nomina di assoluto prestigio nazionale e internazionale. L’Ambasciatore Mario Cospito, diplomatico di lunghissimo corso e uomo delle istituzioni, è stato infatti nominato commissario dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Un incarico titanico, che lo pone alla guida di uno dei settori più strategici e tecnologicamente avanzati del nostro Paese. Ma dietro il curriculum impeccabile e i successi professionali, batte un cuore profondamente legato alla terra lucana. E a farsi portavoce di questo immenso orgoglio territoriale è Pino Giordano, segretario provinciale dell’UGL Matera.

Un’amicizia autentica e radici profonde: “Mario non ha mai smesso di essere un policorese”

Il messaggio di auguri di Giordano non è il classico, freddo comunicato sindacale di rito. Trasuda un’emozione genuina, figlia di un legame personale solido e antico. «Quando una persona che conosci da anni raggiunge un traguardo così importante, l’orgoglio istituzionale si mescola inevitabilmente a quello personale», confida il segretario UGL. «Con Mario ci lega un’amicizia autentica, nata dalla comune appartenenza a Policoro. In tanti anni di conversazioni e occasioni di confronto, ho avuto il privilegio di conoscere non soltanto lo stimato diplomatico, ma soprattutto l’uomo. E posso dirlo con assoluta certezza: Mario non ha mai smesso di essere un policorese».

È proprio l’umanità di Cospito il tratto che Giordano vuole esaltare. Nonostante gli incarichi internazionali e i lunghi anni trascorsi lontano dalla sua amata Basilicata, l’Ambasciatore non ha mai rescisso il cordone ombelicale con la sua terra d’origine. «Ogni volta che per motivi di lavoro mi trovo a Roma», racconta Giordano, «ho sempre trovato in lui una persona straordinariamente disponibile, capace di ritagliarsi del tempo per incontrarmi e mantenere vivo quel rapporto umano che va ben oltre i titoli e le scrivanie».

Oltre l’orgoglio campanilistico: la Space Economy come riscatto

Ma Pino Giordano è un sindacalista navigato e sa bene che l’orgoglio campanilistico, da solo, non crea posti di lavoro. Ecco perché la nomina di Cospito diventa l’occasione per lanciare una profonda e urgente riflessione politica ed economica. «Oggi Mario assume un incarico al centro di una delle sfide industriali più importanti per l’Italia. Da sindacalista, però, non posso limitarmi ad applaudire un lucano che arriva ai vertici. Sarebbe troppo poco. Questa nomina deve spingerci a interrogarci sulle immense opportunità che l’economia dello spazio può generare per il nostro Sud».

Parlare di “Space Economy” oggi non significa sognare astronavi nei film di fantascienza, ma significa parlare di ricerca applicata, di industria ad altissima tecnologia, di intelligenza artificiale, di osservazione satellitare per l’ambiente e l’agricoltura di precisione. Significa, in parole povere, creare filiere produttive d’eccellenza capaci di generare un valore economico incalcolabile e, soprattutto, posti di lavoro altamente qualificati.

La fuga dei cervelli e l’appello: “Tratteniamo i nostri giovani”

È qui che il discorso di Giordano tocca il nervo scoperto del Mezzogiorno: l’emigrazione intellettuale. «La vera sfida è fare in modo che le competenze non siano costrette a preparare le valigie per partire. La Basilicata ha un disperato bisogno di trattenere i propri giovani brillanti, creando occasioni professionali reali. Non possiamo continuare ad applaudire le nostre eccellenze quando sfondano a livello nazionale e internazionale, per poi rassegnarci al fatto che i territori da cui provengono restino a mani vuote».

Matera e la sua provincia possiedono un patrimonio inestimabile di conoscenze e infrastrutture che deve essere urgentemente inserito in una strategia più ampia. Il turismo e la cultura sono volani fondamentali, ma non bastano più. Il territorio materano deve diventare un polo attrattivo dove ricerca e innovazione generino occupazione stabile e ben retribuita.

Un patto per il futuro: non più periferia, ma protagonisti

L’appello finale di Giordano è rivolto a tutte le istituzioni locali, alle imprese, alle università e allo stesso sindacato: serve fare rete. «Non ci servono passerelle politiche o vuoti slogan pre-elettorali. Ci servono progetti concreti. Dobbiamo capire quali investimenti attrarre e quali competenze formare. Il territorio materano non può e non deve più essere considerato soltanto una periferia rispetto ai grandi centri decisionali romani o milanesi. Dobbiamo avere la forza di proporci e fare sistema. Se la space economy è la nuova frontiera, la Basilicata deve avere l’ambizione di esserci. E non domani, ma adesso».

La chiosa del segretario UGL è un augurio affettuoso all’amico di sempre: «A Mario rivolgo un in bocca al lupo sincero. Conosco le sfide enormi che lo attendono, ma so anche quanto sia preziosa la sua visione. Se posso permettermi una sola richiesta, da amico, è quella di continuare a fare ciò che ha sempre fatto: non dimenticare mai le proprie radici. Avere sempre negli occhi Policoro, Matera e la Basilicata non è un limite, ma un immenso valore aggiunto. E sono certo che lui continuerà a dimostrarlo ogni giorno».

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Attualità

Giù le mani dall’ospedale di Policoro! L’UGL smonta la fabbrica della paura: “Nessuna chiusura, solo macchinari all’avanguardia e nuovi medici”

Basta giocare con la paura e con la salute della gente! L’UGL Matera smentisce le fake news sulla chiusura dell’Ospedale di Policoro: “Nessuno smantellamento, ma nuove assunzioni di medici e macchinari salvavita di ultima generazione. La sanità si difende con la verità, non con lo sciacallaggio politico”. 🏥 🩺 💪

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Margherita Rasulo, della Segreteria Provinciale UGL Matera Salute

Matera – Quando si parla di salute umana, di sofferenza e di cure, la linea di demarcazione che separa la legittima preoccupazione dei cittadini dal cinico terrorismo psicologico è sempre sottilissima. E quando questa fragile linea viene superata intenzionalmente, a pagarne il prezzo più alto, in termini di angoscia, sono sempre i membri più deboli della nostra società: gli anziani, i malati cronici, le madri in attesa. Nelle ultime e concitate settimane, l’intero territorio del Metapontino è stato attraversato da una pericolosa, strisciante e ingiustificata ondata di disinformazione riguardante il presunto ridimensionamento, o addirittura la chiusura definitiva, dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Policoro. Voci incontrollate, bugie sussurrate nei corridoi della politica e urla sguaiate sui social network, che hanno gettato intere, oneste famiglie nello sconforto più totale. Di fronte a questo inaccettabile sciacallaggio mediatico, il sindacato UGL Matera ha deciso di rompere il silenzio, sbattendo con forza i pugni sul tavolo per ristabilire un principio sacro, civico e morale: la verità dei fatti.

Il terrorismo mediatico sulla pelle fragile dei malati: una speculazione intollerabile

A prendere coraggiosamente posizione, mettendoci la faccia in modo netto e inequivocabile, sono Pino Giordano, storico Segretario Provinciale UGL Matera, e Margherita Rasulo, anima battagliera della Segreteria Provinciale UGL Matera Salute. Le loro durissime parole sono pietre scagliate senza pietà contro chi sta cercando di avvelenare i pozzi: “La salute dei nostri cittadini non può in alcun modo diventare un meschino terreno di scontro politico, né tantomeno essere utilizzata per raccattare facile consenso elettorale attraverso il terrorismo mediatico”. I sindacalisti puntano l’indice contro l’assoluta, imbarazzante mancanza di prove. Chi urla ai quattro venti la chiusura imminente del presidio jonico, infatti, non è incredibilmente in grado di produrre un solo straccio di documento, una sola delibera regionale o un solo atto amministrativo che giustifichi un simile e scriteriato allarmismo. Diffondere artatamente notizie clamorosamente false non è un gioco innocuo: significa creare panico e ansia ingiustificata nelle famiglie lucane, minare alle fondamenta il sacro rapporto di fiducia tra i cittadini e la sanità pubblica, e, soprattutto, mortificare e calpestare il lavoro eroico e silenzioso di medici, infermieri, OSS e tecnici che ogni santo giorno, tra mille sacrifici, salvano vite umane in corsia.

La forza testarda della verità contro le chiacchiere da bar: i veri numeri dell’ASM

Ma se le chiacchiere da bar stanno a zero, cosa dicono le carte? I fatti, quelli veri e documentabili, raccontano una realtà diametralmente e splendidamente opposta a quella dipinta dai professionisti del panico. Negli ultimi due faticosi anni, la Direzione Strategica dell’ASM Matera, magistralmente guidata dal Direttore Generale Maurizio Friolo e fermamente sostenuta dalla Regione Basilicata (con il fondamentale apporto dell’Assessore Cosimo Latronico), ha ingranato la quinta marcia. L’ospedale di Policoro non sta chiudendo, si sta potenziando. Sono stati faticosamente nominati i nuovi e preparati Direttori delle principali Unità Operative Complesse; è stato inaugurato un modernissimo e vitale Centro Dialisi; il reparto di Radiologia è stato corazzato con l’arrivo di una potentissima TAC a 128 strati e di una nuova Risonanza Magnetica all’avanguardia. È stato persino installato l’innovativo e sofisticato sistema diagnostico molecolare BIOFIRE FILMARRAY e sono stati aperti nuovi e attesi ambulatori. Questi non sono effimeri slogan da campagna elettorale, sono macchinari salvavita tangibili, già installati e funzionanti, messi al servizio dei cittadini del Metapontino.

Arrivano i rinforzi in corsia: giovani medici per difendere Terapia Intensiva e Maternità

Il grande nodo, la vera spina nel fianco della sanità italiana, si sa, è la carenza cronica di personale. Ma anche su questo cruciale fronte, la reazione dell’Ospedale di Policoro è stata vigorosa e rassicurante. Il tanto atteso Piano Assunzionale 2026 prevede l’ingresso vitale di ben sette nuovi anestesisti, e proprio nei giorni scorsi sono stati finalmente firmati i contratti per l’assunzione di due giovani, motivate e brillantissime dottoresse specializzate. Un’immissione di ossigeno puro per le corsie in affanno. A spazzare via definitivamente le nubi nere della disinformazione sono intervenuti personalmente anche gli stessi primari dell’Ospedale, smentendo categoricamente, con un inequivocabile documento ufficiale congiunto, le folli ipotesi di chiusura del Punto Nascita, della Terapia Intensiva e degli altri reparti strategici. “Quando un’intera comunità professionale medica, la Direzione Aziendale e la Regione affermano compatti esattamente la stessa cosa”, osservano giustamente Giordano e Rasulo, “continuare ad alimentare ad arte questi velenosi sospetti significa ignorare volutamente, e in malafede, la realtà dei fatti”.

Le criticità croniche esistono, ma si combattono lavorando a testa bassa

L’UGL Matera non indossa certamente le fette di salame sugli occhi. I problemi nella sanità lucana esistono, sono ostici, cronici e brutalmente stratificati da anni di politiche sanitarie nazionali scellerate. “Nessuno le ha mai negate e nessuno intende nasconderle sotto il tappeto. Servono disperatamente ancora più medici, più infermieri, più OSS, più tecnici per garantire ai cittadini servizi sanitari sempre più efficienti e tempestivi”, ammettono con cristallina onestà i sindacalisti. Ma c’è una differenza abissale tra denunciare costruttivamente una criticità per risolverla e inventare di sana pianta una chiusura solo per fare caciara politica. L’UGL promette formalmente di restare in prima linea in trincea, fisicamente presente e vigile nei reparti, al fianco dei lavoratori stremati, per pretendere con forza nuove assunzioni, maggiori risorse e dignità lavorativa.

Un patto sacro per il Metapontino: chi ama la sanità pubblica la migliora, non la distrugge

L’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Policoro non è, e non sarà mai, un semplice e freddo edificio di cemento e mattoni rossi. È un imprescindibile presidio di salute, un faro luminoso di speranza nei momenti bui della malattia, un motore di sviluppo economico e di buon lavoro per decine di migliaia di famiglie dell’intero Metapontino. Difenderlo a spada tratta significa difendere il diritto sacrosanto e costituzionale alla vita e alla cura. “Chi ama davvero la sanità pubblica la migliora, non la scredita con le menzogne. La sanità lucana non ha bisogno di bassa e vile propaganda, ma di senso di responsabilità, massicci investimenti, duro lavoro e tanta, assoluta verità”. Da Policoro parte oggi una grande, immensa lezione di civiltà: le squallide speculazioni sulla pelle fragile dei malati e dei lavoratori non passeranno mai.

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