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Fede, poesia e cultura si fondono a Paganica: il Monastero delle Clarisse celebra Santa Chiara tra spiritualità e letteratura

Il Monastero delle Clarisse di Paganica si apre al mondo: l’11 agosto la Messa solenne con l’Arcivescovo D’Angelo e la presentazione del libro della poetessa e monaca Cecilia Benassi, elogiata da Daniele Mencarelli. Un evento unico tra spiritualità e letteratura altissima. 📖⛪

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Festa di Santa Chiara Paganica

Paganica (L’Aquila) – In un’epoca moderna dominata dal rumore incessante dei social network e dalla sfiancante frenesia della vita quotidiana, esistono per fortuna ancora dei luoghi preziosi in cui il tempo sembra essersi fermato per lasciare spazio al silenzio, alla riflessione e alla spiritualità più profonda. Uno di questi veri e propri cuori pulsanti è senza dubbio il Monastero delle Clarisse di Paganica, nel territorio aquilano, che si prepara in questi giorni a vivere uno dei momenti più intensi e attesi dell’intero anno liturgico. Il prossimo martedì 11 agosto, le antiche e rassicuranti mura del monastero si apriranno per celebrare con enorme gioia e devozione la solennità di Santa Chiara. Ma quello che si profila all’orizzonte non è un semplice e consueto appuntamento religioso riservato a pochi fedeli, bensì un grande e sfaccettato evento capace di fondere magistralmente la fede millenaria con l’altissima letteratura contemporanea, offrendo all’intera comunità un’occasione unica e rara di arricchimento interiore.

Il Triduo preparatorio e la Solenne Messa presieduta dall’Arcivescovo D’Angelo

L’attesa per la grande festa dell’11 agosto sarà ritmata da un percorso spirituale e culturale di grandissimo spessore. La solennità sarà infatti preceduta da un intenso Triduo nei giorni di sabato 8, domenica 9 e lunedì 10 agosto. Durante queste tre giornate di raccoglimento, la partecipazione ai Vespri delle ore 18:30 sarà impreziosita dagli autorevoli interventi del professor Marco Bartoli, insigne docente di Storia medievale, che aiuterà tutti i presenti a contestualizzare e comprendere a fondo la rivoluzionaria figura storica e umana di Santa Chiara. Il culmine emotivo e spirituale delle celebrazioni si raggiungerà però martedì 11 agosto: dopo i secondi Vespri previsti per le 17:15, il sacro silenzio del monastero lascerà spazio al rito comunitario alle ore 18:00, con la Messa solenne che sarà presieduta direttamente dall’Arcivescovo Metropolita dell’Aquila, Monsignor Antonio D’Angelo. La presenza della massima carica diocesana testimonia, ancora una volta, il fortissimo legame istituzionale e affettivo che unisce indissolubilmente la comunità ecclesiastica aquilana alla silente ma fondamentale presenza delle monache clarisse sul nostro territorio.

Il monastero che si apre al mondo: dalla convivialità alla cultura letteraria

Spesso, nell’immaginario collettivo, si corre il grave rischio di immaginare i monasteri di clausura come delle buie fortezze inaccessibili e totalmente distanti dalle dinamiche della società civile moderna. L’atteso evento di Paganica smentisce categoricamente e felicemente questo vecchio cliché. Al termine della partecipata celebrazione eucaristica, infatti, le porte si spalancheranno per un bellissimo momento di gioiosa convivialità, permettendo ai cittadini di stringersi in un abbraccio attorno alla comunità monastica. Subito dopo, lo spazio sacro cederà il passo a un appuntamento culturale di grandissima caratura: la presentazione ufficiale del volume di poesie intitolato “Misurazioni”, edito da IP Editore. Ad arricchire il dibattito, oltre alla talentuosa autrice dell’opera, ci sarà un parterre di ospiti eccezionali: la nota giornalista Rai e brillante scrittrice Costanza Miriano, il raffinato scrittore e poeta Pietro Federico, e l’editore in persona, Ignazio Pappalardo. Un salotto intellettuale di altissimo livello che dimostra come la Chiesa sappia ancora essere mecenate e culla del pensiero critico moderno.

Cecilia Benassi: quando l’eccellenza accademica sposa la vocazione monastica

A rendere questo appuntamento editoriale un vero e proprio evento da non perdere è l’incredibile identità dell’autrice dei versi. Cecilia Benassi non è solo una talentuosa poetessa, ma è soprattutto una monaca clarissa che vive e prega proprio all’interno del Monastero di Santa Chiara a Paganica. Nata a Luzzara, in provincia di Reggio Emilia, suor Cecilia incarna in modo assolutamente straordinario l’incontro perfetto tra una profonda e radicata vocazione spirituale e un’altissima formazione accademica d’eccellenza. Il suo curriculum studiorum è a dir poco impressionante: dopo aver conseguito brillantemente la laurea presso la prestigiosa Università Cattolica di Milano, si è specializzata in Letteratura e Arti a Lugano sotto la saggia e severa guida di Carlo Ossola. Non doma nella sua ricerca della verità attraverso lo studio instancabile, ha successivamente conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia presso la rinomata Università Lumsa di Roma, dedicando la sua complessa tesi al genio poliedrico e mistico di Pavel Florenskij. Un bagaglio culturale sterminato che la religiosa ha scelto di mettere interamente al servizio della fede comunitaria, pubblicando saggi scientifici e sillogi poetiche che indagano con coraggio i misteri insondabili dell’animo umano.

La “grazia aspra” delle sue poesie: la meravigliosa recensione di Daniele Mencarelli

La caratura letteraria dell’opera “Misurazioni” è certificata in modo inequivocabile e autorevole dalle parole di un vero gigante della letteratura contemporanea italiana, Daniele Mencarelli, che firma una splendida quarta di copertina del volume. Mencarelli non esita un secondo a inserire l’opera di suor Cecilia nella nobile genealogia delle grandi voci femminili del nostro doloroso Novecento, affiancandola a nomi titanici della poesia come Antonia Pozzi e Giovanna Sicari. “Una consanguineità di sguardi e capacità di tendere la parola sino al suo limite”, scrive poeticamente Mencarelli, individuando nella penna affilata della monaca un ponte salvifico teso in modo mirabile fra l’uomo mortale e il sacro, fra l’abisso insondabile del dolore umano e la luce suprema e abbagliante di Dio. Nelle parole del noto recensore si coglie perfettamente la potenza devastante di un’opera che non cerca mai facili consolazioni: “Una grazia aspra, mai doma, corre dentro queste poesie spesso di pochi versi, capaci di raggiungere vette memorabili”. Non si tratta affatto di letture rassicuranti pensate per cuori tiepidi: la poesia della Benassi, sottolinea acutamente Mencarelli, ci denuda completamente dalle nostre quotidiane e borghesi ipocrisie, e lo fa per uno scopo preciso e altissimo: farci rinascere spiritualmente a nuova vita.

Un invito corale a riscoprire le radici profonde del nostro animo

L’appuntamento di martedì 11 agosto a Paganica si preannuncia, alla luce di tutto questo, non solo come una dovuta, sentita e solenne celebrazione della figura di Santa Chiara, ma come una preziosa e rara oasi di riflessione per chiunque, intimamente credente o fieramente laico, senta il disperato bisogno di fermarsi ad ascoltare. In un mondo moderno che urla in continuazione, il monastero aquilano offre a tutti noi la grandissima opportunità di riscoprire la forza disarmante e pacificatrice della Parola: quella divina cantata solennemente nella Messa, e quella profondamente umana e letteraria declinata nei versi di suor Cecilia. Un momento prezioso per ricordare a noi stessi che, dietro il silenzio apparentemente immobile della clausura, batte in realtà un cuore intellettuale vivo, attento e modernissimo, capace di misurare con spietata esattezza le profondità del nostro tempo.

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A piedi da Mantova ad Assisi: 8 donne in marcia per 376 km nel nome di San Francesco e della libertà. Nasce il “Cammino 888”

Preparate gli scarponcini, sta per nascere un nuovo, meraviglioso e imperdibile percorso! 🥾 🎒 Dal 17 al 26 agosto 2026 prenderà il via il “Cammino 888”: un viaggio a piedi di 376 CHILOMETRI che collegherà il Santuario di Grazie di Curtatone (Mantova) alla Basilica di San Francesco d’Assisi! L’impresa sarà compiuta da 8 coraggiose donne artiste (attrici, cantanti e musiciste) per celebrare un duplice anniversario: gli 800 anni dalla morte di San Francesco e gli 80 anni dal primo voto delle donne in Italia! Il percorso attraverserà 4 regioni (Lombardia, Emilia, Toscana e Umbria) ed è aperto a tutti: chiunque potrà unirsi a loro per un tratto di strada per riscoprire la natura, la pace e la bellezza dell’ascolto. Scopri tutte le tappe (da Gubbio alla Verna) e chi sono le otto eroine protagoniste nel nostro articolo! Tu saresti pronto a camminare con loro? 👇 🌲

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888- Le donne cantano

Grazie di Curtatone (Mantova) / Assisi (Perugia) – Viviamo in un’epoca dominata dal rumore assordante, dalla velocità che divora i paesaggi e dalla frammentazione cronica dei rapporti umani. In questo scenario così arido, decidere di fermarsi, allacciare le scarpe da trekking e mettersi semplicemente in cammino rappresenta forse il più potente e rivoluzionario atto di ribellione pacifica. Ed è proprio con questo spirito meraviglioso che, dal 17 al 26 agosto 2026, prenderà vita “888 – Le donne cantano San Francesco. Un percorso di voci, pace e libertà”. Non un semplice trekking estivo, ma una vera e propria epopea artistica e spirituale lunga 376 chilometri, che unirà idealmente (e fisicamente) il Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Curtatone (Mantova) alla mistica Basilica di San Francesco d’Assisi.

“888”: la magia di un numero tra la fede francescana e i diritti delle donne

Il filo conduttore che cuce insieme l’intera iniziativa è il numero 8. Una cifra che non è stata scelta a caso, ma che racchiude in sé un triplice, potentissimo significato. Innanzitutto, l’8 è il simbolo matematico dell’infinito, della rigenerazione e della continuità. Ma soprattutto, celebra due ricorrenze storiche fondamentali per l’Italia: gli 800 anni dalla morte del Poverello d’Assisi (1226-2026) e gli 80 anni dal primo storico voto delle donne italiane (1946-2026).

Esattamente come San Francesco riconobbe in Santa Chiara una pari e insostituibile compagna di fede, il progetto (promosso dalla Città di Curtatone in collaborazione con l’ANPI) vuole valorizzare il ruolo cruciale delle donne come custodi e trasmettitrici del patrimonio culturale, orale e spirituale delle nostre comunità. Otto donne, artiste dai talenti multiformi, diventeranno così le ambasciatrici fisiche di questo messaggio di pace.

Arte e devozione: l’avvio del cammino sotto lo sguardo dei Madonnari

Il seme di questo viaggio non poteva che germogliare a Grazie di Curtatone, un borgo suggestivo dove ogni Ferragosto l’arte popolare si fonde con la devozione più autentica in occasione del celebre Incontro Nazionale dei Madonnari. Ed è proprio qui, sul sagrato del Santuario colorato dai gessetti degli artisti, che il progetto prenderà il via. Giovedì 14 agosto, alle ore 19:00, le otto protagoniste presenteranno in anteprima assoluta la performance “Cantica”: un’opera polivocale originalissima, costruita come un trittico tra sacro e profano, che accompagnerà, come una colonna sonora itinerante, le viandanti alla fine di ogni giornata di marcia, creando un momento di condivisione intima con le comunità locali attraversate.

Quattro regioni, 11 città: un percorso aperto a tutti

L’itinerario fisico del Cammino 888 è un viaggio nel cuore pulsante e storico della penisola italiana. Dopo la partenza ufficiale del 17 agosto da Curtatone, il gruppo attraverserà quattro regioni (Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Umbria). Le tappe toccheranno luoghi carichi di significato storico e mistico: da San Benedetto Po (nel segno di Matilde di Canossa) a Mirandola (patria di Giovanni Pico); da San Giovanni in Persiceto agli Appennini bolognesi di San Benedetto Val di Sambro. Il viaggio svalicherà poi nel Mugello (San Piero a Sieve) e nel Casentino (Pratovecchio Stia), per poi salire al sacro monte delle stimmate a Chiusi della Verna (23 agosto). Gli ultimi tre giorni vedranno l’ingresso in Umbria, toccando Città di Castello, Gubbio (la città della leggendaria pace col lupo) per concludersi trionfalmente ad Assisi il 26 agosto.

La bellezza di questa iniziativa risiede nella sua totale inclusività. Il Cammino 888 non è una marcia privata: cittadini, associazioni, turisti e semplici viandanti sono invitati a unirsi alle otto camminatrici anche solo per un breve tratto di strada, per condividere la fatica, la gioia e il potere terapeutico dell’ascolto reciproco.

Chi sono le otto artiste in cammino verso Assisi

Le vere eroine di questa impresa sono otto donne, legate dalla passione comune per la musica, il teatro, la danza e le tradizioni orali. Si alterneranno in una staffetta fisica e vocale lungo i 376 chilometri. Loro sono: Marta Mazzocchi (musicista e madonnara milanese), Asmara Bassetti (appassionata narratrice di territori dalla Calabria), Giulia Dabalà (cantautrice svizzera), Margherita Frau e Viola Marielli (entrambe attrici sarde e studiose del canto tradizionale), Elisa Guarraggi (cantante alessandrina e ricercatrice vocale), Sonja Kieser (antropologa della musica viennese) e Sara Ubbiali (danzatrice bergamasca). Otto donne, otto anime, migliaia di passi: per dimostrare che, camminando insieme, si può ancora cambiare il mondo.

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Festival Rêverie 2026: il sogno cresce, la rotta resta la stessa

L’evento presenta una crescita non soltanto quantitativa, ma soprattutto progettuale e partecipativa. Nato nel 2024 con circa 800 partecipanti, il festival ha raggiunto quasi 1.500 presenze nel 2025 e mantiene la scelta di essere gratuito, accessibile e indipendente.

Al centro resta la musica, con una line-up 2026 composta da Atarde, Baltimora, Merli Armisa, NoRoleModels, Rares e Scar. Generi e percorsi differenti – dal cantautorato al pop, dall’elettronica alla dance – convivono in un programma che punta a valorizzare artisti emergenti e progetti capaci di sperimentare e proporre nuovi linguaggi, senza seguire una tendenza dominante.

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Festival Rêverie 2026

Il prossimo 16 agosto, alle ore 21, a Giulianova torna in Piazza del Mare il festival dei sogni e della libertà. Una terza edizione che amplia il programma musicale e sperimenta nuovi modi di costruire un festival insieme al territorio.

Giulianova – L’evento presenta una crescita non soltanto quantitativa, ma soprattutto progettuale e partecipativa. Nato nel 2024 con circa 800 partecipanti, il festival ha raggiunto quasi 1.500 presenze nel 2025 e mantiene la scelta di essere gratuito, accessibile e indipendente.

Al centro resta la musica, con una line-up 2026 composta da Atarde, Baltimora, Merli Armisa, NoRoleModels, Rares e Scar. Generi e percorsi differenti – dal cantautorato al pop, dall’elettronica alla dance – convivono in un programma che punta a valorizzare artisti emergenti e progetti capaci di sperimentare e proporre nuovi linguaggi, senza seguire una tendenza dominante.

La principale novità dell’edizione 2026 riguarda però il rapporto con il territorio. Dal 6 al 9 agosto, Rêverie ha organizzato un workshop di autocostruzione scenografica, trasformando i giorni precedenti al festival in un vero cantiere creativo aperto alla partecipazione. Oltre 40 persone provenienti da tutta la regione hanno collaborato alla realizzazione degli elementi scenografici, insieme a imprese e realtà locali. Il progetto, ispirato alle forme e ai colori del territorio, utilizza anche materiali recuperati e provenienti da precedenti lavorazioni nei settori edile, navale, dell’arredamento, dell’illuminotecnica e delle scenografie cinematografiche.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Festival, Studio di architettura MIRA e il visual artist Andrea Di Febo, con la partecipazione di Sintesi Studio e Galleria d’Arte, che ha realizzato una versione tridimensionale del logo, e di numerose realtà produttive del territorio: Ludovico Piccone Piano Lab, LAS Mobili, VEMAFER, MetalWay, STEELBOX, Di Lazzaro Casa, Macari Furniture, Forum Atelier, Vedo Illuminazione e Circolo Ippico Giuliese.

Il workshop ha avuto anche un momento di socialità con una festa riservata ai partecipanti, durante la quale sono stati utilizzati alcuni prototipi della scenografia e si sono esibiti giovani artisti come Silla ed Elio Garrello da Roma, Alma da Torino ed Elica da Livorno, quattro progetti che rappresentano quella nuova generazione di artisti che Rêverie continua a osservare, sostenere e mettere in relazione. L’incontro ha favorito la nascita di una comunità temporanea unita dalla volontà di costruire e condividere.

La filosofia di Rêverie è quindi quella di non limitarsi a portare un evento nel territorio, ma coinvolgerlo e restituirgli qualcosa, creando connessioni tra artisti, pubblico, imprese, volontari e nuove generazioni creative. Il nome richiama il sogno e l’immaginazione, ma anche l’idea di incontro tra persone provenienti da mondi diversi.

Il 16 agosto, musica e festa saranno il momento conclusivo di un percorso fatto di lavoro, creatività, materiali recuperati e collaborazione. Rêverie cresce così, non cambiando rotta, ma imparando a navigare più lontano.

L’ingresso è gratuito, ma con la possibilità di un contributo volontario.

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La notte magica dove la parola si fa musica e il suono diventa anima: il Maestro Paolo Cavallone incanta Campo di Giove con il suo viaggio sensoriale

Una notte indimenticabile sotto le stelle d’Abruzzo dove la poesia incontra la magia del pianoforte! 🎹 Giovedì 20 agosto a Campo di Giove, lo straordinario compositore Paolo Cavallone vi aspetta nel cortile di Palazzo Nanni per l’anteprima del suo viaggio sensoriale “Suoni ulteriori”. ✨ Un’occasione unica per vivere da vicino la grande musica internazionale e farsi cullare dalle emozioni più pure dell’anima. Un evento imperdibile e gratuito! ❤️ Leggi qui per scoprire tutti i dettagli di questa serata magica! 👇

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Paolo Cavallone Photo C Trung-Hieu DO 2022

Roma – Ci sono artisti capaci di squarciare il velo della quotidianità per condurre l’ascoltatore in una dimensione in cui i confini tra le arti svaniscono, lasciando spazio alla purezza dell’emozione. Giovedì 20 agosto, alle ore 21:30, il cuore antico di Campo di Giove, in provincia dell’Aquila, si trasformerà nel custode di un segreto di rara bellezza. Il cortile dello storico Palazzo Nanni farà da cornice a una serata straordinaria che vedrà come protagonista assoluto il compositore Paolo Cavallone, una delle menti creative più luminose, profonde e celebrate del panorama musicale contemporaneo internazionale. Sarà un incontro-spettacolo unico, un abbraccio intimo tra musica, poesia e ricerca estetica che promette di far vibrare le corde più profonde dell’anima di chiunque deciderà di partecipare.

L’evento, fortemente voluto dal sindaco di Campo di Giove Michele Di Gesualdo e organizzato con passione dalla Pro Loco locale, non è semplicemente un concerto né una classica presentazione letteraria. Si tratta di un vero e proprio viaggio nei meandri della creazione artistica. Il Maestro Cavallone, in un dialogo coinvolgente e sincero con la giornalista Chiara Buccini, racconterà al pubblico la genesi del suo percorso, svelando i legami invisibili ma indissolubili che uniscono il suo volume di poesie “Suoni ulteriori”, edito da Santelli, al suo nuovissimo e atteso progetto discografico intitolato “Miroirs d’esquisses”. Sarà l’occasione per esplorare da vicino quel territorio di confine in cui la parola scritta evoca un suono e la composizione musicale si fa narrazione universale.

La “poesica” sul palcoscenico: quando il pianoforte si fa racconto

A rendere la serata indimenticabile sarà il momento della musica dal vivo. Il Maestro Cavallone siederà al pianoforte, trasformando le sue riflessioni in materia sonora ed eseguendo brani capaci di incantare le platee di tutto il mondo. Tra le esecuzioni più attese della serata, spicca senza dubbio “Il Tango di Gabriel”, una composizione intrisa di pathos e sensualità tratta dalle musiche di scena della sua opera teatrale “Il D’Annunzio Segreto”, presentata in anteprima nazionale con clamoroso successo lo scorso 4 maggio a Pescara. Davanti a quel pianoforte, il pubblico potrà toccare con mano il concetto di “poesica”, termine coniato appositamente dal celebre musicologo Renzo Cresti per definire quella totale e miracolosa fusione tra il verso poetico e la nota musicale che caratterizza lo stile unico di Cavallone.

Questo appuntamento riveste un significato emotivo profondo per lo stesso compositore. In veste di Ambasciatore d’Abruzzo nel Mondo, Cavallone ha infatti scelto quattro luoghi simbolo della sua terra natale per svelare le sue nuove gemme artistiche, desiderando dare vita a un percorso di valorizzazione culturale che parta proprio dal cuore della regione. Campo di Giove avrà l’onore e il privilegio di essere la primissima tappa di questo cammino sentimentale e sonoro, un omaggio d’amore filiale alle proprie radici prima che la sua musica riprenda a viaggiare oltre i confini nazionali.

Un ponte di note e cultura che unisce l’Abruzzo alla Francia

Paolo Cavallone, attualmente stimato docente di Composizione al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia, vanta una carriera costellata di riconoscimenti internazionali e collaborazioni con enti e solisti del calibro della Siemens Foundation, dell’Orchestre National de Bretagne e del leggendario flautista Roberto Fabbriciani, che ha prestato la sua arte proprio per l’ultimo album “Miroirs d’esquisses” edito da Da Vinci Classics. Il suo rivoluzionario concetto di “possibilità” applicato alla composizione ha cambiato le regole del dibattito estetico contemporaneo, rendendolo una delle voci più autorevoli e ascoltate della nostra epoca.

Subito dopo l’abbraccio con il pubblico abruzzese, il viaggio di Cavallone proseguirà verso la Francia. Il prossimo 26 settembre, nell’ambito del prestigioso festival Les Musicales de Quiberon, verrà eseguito in prima mondiale il suo nuovo Trio d’archi “D’après Fauré”, commissionato da Pascal Gallois e interpretato dal Trio della Serenissima. Questo ambizioso progetto sancisce anche la nascita di una storica collaborazione culturale tra il Conservatorio Mozart di Parigi, il festival francese e lo stesso Conservatorio di Venezia. Un ponte di bellezza nato sotto la guida del Maestro Roberto Gottipavero e oggi portato avanti con orgoglio dalla nuova direttrice Chiara Staibano, che dimostra come l’arte abruzzese sappia farsi linguaggio universale capace di unire l’Europa intera.

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